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REPORTAGE – Gli States dal treno. Sembrano veri

Caricato da in data 09/gen/2009

Amtrak’s Train #3 and 4, Southwest Chief runs between Chicago and Los Angeles.
Semaphores and Wigwags are still alive!

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ITINERARI

Gli States dal treno. Sembrano veri

Reportage dall’Amtrak che percorre la linea Chicago-Los Angeles. Oltre 3.500 km, 3 fusi. Panorami, chiacchiere e niente stress

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di Marco Berchi

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Ci sono viaggi più lunghi (non molti), negli Stati Uniti. Ci sono viaggi più avventurosi. Ci sono viaggi più emozionanti. Ma se salite su un treno a Chicago e scendete a Los Angeles una cosa è certa: avete fatto un viaggio vero. Per l’estensione (3645 chilometri, 32 stazioni, 3 fusi orari); per il numero di Stati attraversati (Illinois, Iowa, Missouri, Kansas, Colorado, New Mexico, Arizona e California); per i panorami naturali che vi scorrono davanti e per i panorami umani che incontrerete a bordo. Ecco la nostra guida, provata on the rail.

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IL LABIRINTO DEI BINARI
Il Southwest Chief di Amtrak parte da Chicago, dove lo storico vettore ferroviario americano ha il proprio hub nella Union Station resa famosa dalla scena finale di The Untouchables di Brian De Palma. La stazione, come quasi ovunque negli Usa, è disorientante: vietato accedere ai binari che sono sotterranei, occorre attendere ai gate, come in aeroporto. I passeggeri che hanno optato per la (indispensabile!) sistemazione in sleeping car hanno però accesso a una lounge un po’ claustrofobica ma accogliente, dove è possibile fare una sorta di pre check-in e dove il conductor – il comandante in capo del treno – verrà a chiamarvi al momento dell’imbarco. Servizio utilissimo quello dei Red Cap, i facchini di Amtrak, cui affidare il bagaglio per l’accesso spesso scomodo (scale) al binario. Il servizio è gratuito ma la mancia è obbligatoria.

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IL SOUTHWEST CHIEF
Ha i suoi anni ma li porta bene. Il convoglio oltre alle carrozze con poltrone ha tre vagoni letto a due piani, senza fronzoli ma pulitissimi e confortevoli. Per chi è solo basta una roomette ufficialmente da due posti, mentre la cabina da due o tre posti con wc e doccia privati è l’ideale per due persone. Caffè, acqua e ghiaccio sono a disposizione 24 ore su 24 e gratis. Fondamentale esplorare subito la carrozza panoramica a centro treno, vero luogo strategico del viaggio, con bar al livello inferiore. Accanto, la carrozza ristorante: per chi viaggia in sleeping car, colazione, pranzo e cena sono compresi nel prezzo e la carta, ancorché essenziale, è più che accettabile. I treni americani sono lenti. Il nostro ha viaggiato a una media di circa 90 chilometri orari e per diverse ore la vetustà della linea provoca sobbalzi e rollii non indifferenti. La vera differenza la fa il servizio, che commuove per la cortesia, la puntualità e la disponibilità del personale. Se poi troverete come attendenti della vostra sleeping car Thomas e Annamaria li saluterete all’arrivo come vecchi amici.

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TAPPE & SOSTE
È lungo ma può essere spezzato. La tappa ideale, a 24 ore dalla partenza, al miglio 1341 e dopo le impressionanti pianure coltivate del Kansas è Albuquerque, New Mexico. Qui potrete affidarvi all’a genzia fondata dall’italiana Patrizia Antonicelli per una sosta di almeno un paio di notti nella bellissima e poco distante Santa Fe’. Rinfrancati da gallerie d’arte e pueblos a duemila metri di quota, sarete pronti per altre quindici ore di treno con il must del tramonto sulle rocce rosse del Red Rock State Park, tra New Mexico e Arizona. L’arrivo non offre altrettante emozioni. A Los Angeles, la Union Station è in un brutto quartiere: taxi e via verso l’a eroporto e l’Italia, oppure verso qualche albergone downtown o a Beverly Hills.

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NO EFFETTI SPECIALI
Il fascino di questo itinerario è l’America media, che non significa mediocre ma vera: gente normale, scenari normali. Per quanto lo possano essere questo Paese e i suoi abitanti rispetto al metro europeo. Un taccuino (ho visto almeno venti persone prendere appunti di viaggio) e buona musica negli auricolari vi mettono nella condizione ideale per apprezzare campi coltivati e deserti, il Mississippi e il Pecos, l’Apache canyon e Gallup. Ma dovrete spesso interrompere l’ascolto della musica perché la gente vuole parlare. E mentre fuori scorreranno anche le vedute di casupole e sfasciacarrozze persi nel nulla, ecco la zia che va a trovare i nipoti, tre signore che giocano a dadi, la distinta coppia di neri che replica il viaggio di nozze, un gruppo di tatuati, il professore di liceo con iPad. America media, appunto, che vi sorride e vi chiede che accidenti ci fate su questo treno. Fuori, intanto: aereo insetticida che passa rasente ai vagoni; la sirena della locomotiva come nei cartoon; i venditori di cianfrusaglie nelle stazioncine in cui si scende a sgranchirsi le gambe; gli incroci con i treni merci lunghi due chilometri; un penitenziario; un’assurda area picnic tra i cespugli del deserto; i neon dei motel che lampeggiano nella notte; due gazzelle e alcune migliaia tra mucche e cavalli.

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ISTRUZIONI PER L’USO
In cabina c’è posto solo per un piccolo bagaglio a mano. Nessuna connessione wifi ma il segnale del cellulare si ha quasi sempre. Chiedere al personale a che ora sistemarsi nella carrozza panoramica per vedere i panorami più belli. Darsi un’infarinatura di storia del Sudovest americano tra conquistadores spagnoli, indiani nativi e Yankees lanciati verso ovest. Ultimo consiglio: non perdete questo treno.

(marcoberchi.blogspot.it) (16 maggio 2012)

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fonte repubblica.it

Paperopoli come l’Italia di Monti: Si avvera la ‘Profezia di Topolino’

Paperopoli come l’Italia di Monti: Si avvera la ‘Profezia di Topolino’

Paperopoli come l'Italia di Monti si avvera la 'Profezia di Topolino'
Paperopoli come l'Italia di Monti si avvera la 'Profezia di Topolino'
Paperopoli come l'Italia di Monti si avvera la 'Profezia di Topolino'

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Repubblica Milano è anche su facebook e su twitter

Una pagina di Topolino del 23 maggio del 1993, nell’Italia che sta passando da Tangentopoli alla Seconda Repubblica, ha iniziato a circolare fra i collezionisti milanesi e ora sta facendo il giro della Rete con migliaia di condivisioni per quella che i social network hanno definito la ‘Profezia di Topolino’. Il sindaco di Paperopoli ha un’idea: “Rivolgiamoci ai tecnici. Esperti fiscali indipendenti assunti allo scopo! Loro incasseranno soldi e impopolarità… Mentre il Comune incasserà senza colpo ferire!”. Impossibile non pensare al nostro governo tecnico. E il finale della storia non è da meno: i Bassotti sequestrano i tecnici e iniziano a incassare i soldi dalle tasse, ma vengono smascherati da Paperinik. I tecnici liberati dal supereroe capiscono che tassare la popolazione è pericoloso perché può portare all’insurrezione: meglio fare cassa senza far arrabbiare i cittadini (Nadia Ferrigo)

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Su Internet spopola ‘Trotaelode’ con la laurea taroccata fai da te

Su Internet spopola ‘Trotaelode’ con la laurea taroccata fai da te

Su Internet spopola 'Trotaelode' con la laurea taroccata fai da te

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Repubblica Milano è anche su facebook e su twitterMigliaia di diplomi di laurea (taroccati) assegnati in poche ore. Spopola sul web il sito Trotaelode.com, presa in giro della laurea albanese di Renzo Bossi. Compilando i campi richiesti, in pochi minuti tutti possono ottenere la propria laurea. Discipline? Dall’ostetricia all’ingegneria, da gestione finanziaria a fisioterapia: qui una laurea – almeno per scherzo – non si nega a nessuno, come dimostra la finta laurea che abbiamo confezionato utilizzando dati di fantasia FOTO Il diploma albanese del ‘Trota’/ L’ateneo di Tirana

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RIDERE O PIANGERE? – «Maga, come andrà la rapina?» L’oroscopo del latitante, 4 arresti

«Maga, come andrà la rapina?»
L’oroscopo del latitante, 4 arresti

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SAVONA – Prima di entrare in azione una banda di malviventi specializzata in rapine a gioiellerie e banche si rivolgeva ad una cartomante per essere rassicurata sul buon esito dei colpi. Lo hanno accertato i carabinieri del Nucleo Investigativo del comando di Savona, che hanno sgominato un’ organizzazione considerata «pericolosa».

Ha messo a segno rapine in Liguria, Piemonte ed Emilia Romagna. I rapinatori agivano con mitragliette e pistole. Si mettevano in bocca e nel naso tamponi di ovatta, per alterare i tratti somatici.

L’organizzazione era composta da due latitanti campani, padre e figlio, il primo arrestato a Napoli ed il secondo a Rimini, nonchè da una coppia di insospettabili agenti immobiliari piemontesi che facevano da basisti.

Nelle abitazioni perquisite, i carabinieri hanno rinvenuto parte dei gioielli rubati. Ma anche armi da guerra complete di munizionamento, insieme a parrucche e fascette utilizzate per immobilizzare le vittime. I carabinieri hanno accertato che la banda era solita rivolgersi a una cartomante prima di mettere a segno i colpi.

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fonte articolo

fonte immagine

REGGIO EMILIA – Contro il caro benzina arriva l’asino-taxi per la spesa. Iniziativa Coldiretti


Massimo Montari di Aria Aperta, con una delle due asine messe gratuitamente a disposizione – fonte immagine

Contro il caro benzina arriva l’asino-taxi per la spesa

Iniziativa della Coldiretti a Reggio Emilia. “I somarelli sono un mezzo di spostamento compatibile con l’ambiente e non inquinante, e le loro emissioni sono risolvibili con la paletta”. Arruolati “Giada” e “Gradisca” per fare acquisti in modo sostenibile nel locale mercato dove vengono venduti solo prodotti locali e a km zero

Contro il caro benzina arriva l'asino-taxi per la spesa

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 Dopo i ripetuti record fatti segnare dal prezzo dei carburanti e l’allarme smog nelle città è arrivato il primo “asino T.A.C.S.I.” per caricare le borse della spesa e accompagnare i consumatori che riscontrano maggiori difficoltà negli spostamenti. L’iniziativa è della Coldiretti che a Reggio Emilia in piazza Fontanesi ha arruolato “Giada” e “Gradisca” per fare la spesa in modo sostenibile nel locale mercato “Campagna amica” dove vengono venduti direttamente dai produttori solo prodotti locali e a km zero, e che non devono subire lunghi spostamenti con mezzi che inquinano e consumano energia.

“Nei mercati degli agricoltori – sottolinea la Coldiretti – hanno fatto la spesa 9 milioni di italiani nel 2011 per un valore di 489 milioni di euro in aumento del 53 per cento rispetto allo scorso anno, in netta controtendenza con l’andamento stagnante generale del commercio al dettaglio. Una alternativa ai normali acquisti in un paese come l’Italia dove l’88 per cento delle merci viaggia su strada e si stima che un pasto percorra in media quasi 2mila chilometri prima di giungere sulle tavole con effetti sui prezzi e sull’inquinamento ambientale che – precisa la Coldiretti – viene adesso rafforzata dal contributo degli asini. Si tratta infatti di un ‘mezzo di spostamento’ compatibile con l’ambiente e non inquinante, le cui emissioni sono risolvibili con la paletta. C’è stato un forte aumento nell’ultimo decennio degli asini in Italia dove si contano complessivamente oltre 36mila quadrupedi dalle grandi orecchie, che dopo aver rischiato l’estinzione stanno vivendo un momento di grande riscossa”.

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fonte articolo

A PANAMA – Il mistero della valle degli alberi quadrati

Panama: il mistero della valle degli alberi quadrati

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Panama: il mistero della valle degli alberi quadrati

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El Valle de Anton è noto tra gli abitanti di Panama e tra i turisti come valle degli alberi quadrati. I tronchi che crescono in quell’area, infatti, hanno quattro spigoli, anziché la classica forma cilindrica. Il curioso fenomeno è noto tra esperti e appassionati di tutto il mondo, ma nessuno ne è ancora riuscito a dare una spiegazione. Ora un’equipe dell’Università della Florida ha stabilito che la particolare silhouette dei fusti è dovuta alle speciali condizioni dell’ecosistema della valle. Se gli stessi semi crescessero altrove, dicono gli scienziati, avrebbero una forma diversa. Rimane però ancora da scoprire quali sono gli elementi specifici che determinano questo piccolo prodigi.

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Panama: il mistero della valle degli alberi quadrati

Panama: il mistero della valle degli alberi quadrati

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30 ottobre 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/ambiente/2011/10/30/foto/panama_il_mistero_della_valle_degli_alberi_quadrati-24150879/1/?rss

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COSA E’ LA CRISI? LEGGETE QUESTO SAGGIO. E’ GRATIS
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LAS VEGAS, USA – Quei Boeing della compagnia che non c’è e i loro viaggi fantasma

Janet Boeing 737-200 Arriving and Departing BUR

Caricato da in data 25/set/2010

Janet is the carrier that inspired the mission named “Secret Shuttle” and the aircraft that is known as “Unmarked Airliner” in FSX (Flight Simulator X). These Janet 737-200′s are now replaced with the rare 737-600 that came for Air China and China Southwest Airlines.

Shot by my friend Craig Pilkington (Aviation Media ©).

Edited / uploaded by me with the kind permission of Aviation Media ©

Ha il suo quartier generale in un luogo che adora esibire: Las Vegas

Quei Boeing della compagnia che non c’è

La missione è trasportare tecnici in basi dove sono sviluppate armi ad alta tecnologia

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Un Boeing della «Janet» sulla pista a Las Vegas (Lazygranch)
Un Boeing della «Janet» sulla pista a Las Vegas (Lazygranch)

LAS VEGASÈ la compagnia senza nome. Vola solo in posti segreti ed ha il suo quartier generale in un luogo che adora esibire. Las Vegas, la città del divertimento. Il suo terminal è a poche centinaia di metri dagli hotel Luxor e Mandalay. Alla fine della Diablo Road, si incrocia la S. Haven, una striscia d’asfalto che fila lungo recinzione che protegge l’aeroporto McCarran. Lì su un piazzale sono parcheggiati i jet. Sono gli aerei della «Janet». Ma Janet non è una sigla ufficiale, piuttosto un nomignolo forse nato dal codice radio usato. Tanti misteri sono giustificati dalle rotte della compagnia.

I jet della «Janet» sono usati dal Dipartimento della Difesa e gestiti dalla società EG&G per trasportare il proprio personale e tecnici in basi dove sono sviluppate armi ad alta tecnologia. Tra le destinazioni ci sono l’Area 51, impianto top secret nel deserto del Nevada, poi alcuni poligoni dell’aviazione (Tonopah e China Lake). Si tratta di siti dove l’Us Air Force mette a punto velivoli avveniristici e prova nuove armi. La Bestia di Kandahar, il drone che ha partecipato alla missione per uccidere Osama Bin Laden – per fare un esempio – è stato testato in uno di questi centri. Così come i razzi impiegati dai velivoli senza pilota impegnati nella caccia ai qaedisti.

Una foto satellitare da Google
Una foto satellitare da Googl

Giovedì mattina ci siamo avvicinati al terminal della «Janet» e c’erano almeno due Boeing riconoscibili dalla livrea bianca con la striscia rossa lungo la fusoliera. Ovviamente nessun nome sul timone o sulle fiancate. Uno lo abbiamo visto arrivare sulla piazzola mentre a poche centinaia di metri si susseguivano atterraggi e decolli degli elicotteri pieni di turisti diretti al Gran Canyon o alla diga Hoover. La compagnia dispone, secondo alcune informazioni, almeno sei B 737-600s e cinque aerei più piccoli. Una flottiglia che lavora a pieno ritmo per trasferire il personale nelle basi del deserto. Si tratta di installazioni in aree remote e l’alternativa per raggiungerle è un lungo viaggio in auto. Più rapido e sicuro il jet. L’attività della «Janet» non interessa solo agli appassionati di aeronautica ma anche alle spie che a Las Vegas e dintorni hanno molto da fare.

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Guido Olimpio
28 ottobre 2011 07:46

fonte:  http://www.corriere.it/esteri/11_ottobre_28/olimpio-compagnia-segreta_d42c47b6-0127-11e1-994a-3eab7f8785af.shtml

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22 dicembre 2012: la Fine del Mondo? La profezia Maya sulla fine della civiltà

2012 la Fine del Mondo? La profezia sulla fine della civiltà


fonte immagine

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di

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Sabato 22 Dicembre 2012, fine del mondo?

Ormai nel mondo del web gira una specie di febbre che addita questa data, non tanto lontana per la verità, per la catastrofe prossima ventura.

Ma su quali basi si portano avanti questo tipo di supposizioni ? A dir la verità qui qualche dato reale c’è, e deriva dalla conoscenza scientifica che oggi possediamo del calendario delle popolazioni della civiltà Maya.

Andiamo con ordine: come è possibile verificare (fonte wikipedia) tra quelle popolazioni non si usava computare gli anni nel modo in cui noi lo facciamo oggi. Fra l’altro gli ‘anni’, cioè meglio i cicli annuali erano di due tipi: il ciclo Tzolkin (che durava 260 giorni) e il ciclo Haab (che durava 365 giorni). Ma gli anni poi, non si contavano accumulandoli uno sull’altro.  1,2,3 ecc.  Si utilizzava invece il Lungo computo: una numerazione progressiva dei giorni in un sistema di numerazione posizionale  misto in base 13, 18 e 20 molto complicato.

Precisamente si trattava di un numero di cinque “cifre”: la prima (quella delle “unità”) in base 20, la seconda (le “decine”) in base 18, la terza e la quarta di nuovo in base 20, la quinta in base 13. Queste “cifre” si scrivono da sinistra a destra, come per i numeri arabi (quelli che usiamo normalmente); nella notazione moderna, si scrivono i numeri corrispondenti separati da punti, ad esempio 12.19.13.7.19 (corrispondente al 5 luglio 2006).

Il ciclo completo del Lungo computo era quindi di 13*20*20*18*20 = 1872000 giorni (circa 5125 anni), ed era multiplo del ciclo Tzolkin di 260 giorni. Le prime quattro cifre si contavano a partire da 0 (quindi la seconda andava da 0 a 17, le altre da 0 a 19), la quinta invece andava da 1 a 13. Il primo giorno era il 13.0.0.0.0 (4 Ahau nel ciclo Tzolkin).

I periodi dopo i quali si ripeteva ciascuna cifra avevano i seguenti nomi:

  • 20 giorni (prima cifra): uinal
  • 360 giorni (seconda cifra, 18*20 = 360): tun
  • 7200 giorni (terza cifra, 20*360 = 7200): k’tun
  • 144000 giorni (quarta cifra, 20*7200 = 144000): b’ak’tun
  • la quinta cifra si ripete dopo il ciclo completo di 1872000 giorni (13*144000 = 1872000).

Secondo i maya, ciascun ciclo del Lungo computo corrisponde ad un’era del mondo; il passaggio da un’era all’altra è segnato da catastrofi e distruzioni. Il ciclo attualmente in corso è iniziato il 6 settembre del 3114 avanti Cristo ed è molto vicino al termine: il nuovo ciclo inizierà appunto il 22 dicembre del 2012. 

Sabato 21 dicembre sarà dunque l’ultimo giorno del vecchio ciclo.

Ecco dunque la ragione della previsione di catastrofi che riguarderanno in particolare questa nostra civiltà occidentale, e che vedrà un gigantesco redde rationem soprattutto per le sue grandi metropoli: New York, Parigi, Londra.

Nel caso della capitale inglese, poi la profezia Maya si abbina ad altri segnali percepiti nella sua storia recente: Londra è stata distrutta come si sa da due grandi incendi, poi ha subito la devastazione di un’alluvione nel XII secolo e della peste nel 1666 (anno dalla numerazione un po’ sospetta…)  e secondo alcuni, tale devastazione tornerà a ripetersi con esattezza proprio nel 2012…

Mah, chi vivrà  - come si dice – vedrà e … speriamo bene !

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fonte:  http://mysterium.blogosfere.it/2007/10/2012-la-fine-del-mondo-la-profezia-sulla-fine-della-civilta.html

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Le 10 canzoni più rilassanti per le donne secondo gli scienziati inglesi. Qui le canzoni. Sogni d’oro

Le 10 canzoni più rilassanti per le donne secondo gli scienziati inglesi

http://teenymanolo.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/woman-relaxing.jpg
fonte immagine

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Leggiamo sul Telegraph che secondo uno studio scientifico condotto su 40 donne e commissionato da un centro benessere, la canzone Weightless dei Marconi Union sarebbe la canzone più efficace per rallentare la respirazione e diminuire l’attività celebrare.

La classifica:

1. Marconi Union – Weightless
2. Airstream – Electra
3. DJ Shah – Mellomaniac (Chill Out Mix)
4. Enya – Watermark
5. Coldplay – Strawberry Swing
6. Barcelona – Please Don’t Go
7. All Saints – Pure Shores
8. Adele – Someone Like You
9. Mozart – Canzonetta Sull’aria
10. Cafe Del Mar – We Can Fly

Non sappiamo in che modo Someone Like You di Adele, una struggente canzone che parla di un amore finito, possa rilassare e diminuire l’attività celebrare di una donna. Al limite avrà fatto appisolare qualche cliente metallara del centro benessere.

Comunque noi aggiungiamo Music For Airports di Brian Eno. Noi siamo uomini e non sappiamo quanto sia sviluppata la nostra parte femminile, però ci rilassa.
Oppure il silenzio. Donne, avete mai provato ad ascoltare il rumore del silenzio? Provateci una volta.

Qua sotto ci sono le canzoni. Sogni d’oro.

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17 ottobre 2011

fonte:  http://www.veryinutilpeople.it/2011/10/17/le-10-canzoni-piu-rilassanti-per-le-donne-secondo-gli-scienziati-inglesi/

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LONDRA – Tassista mummificato in diretta tv

Tassista mummificato in diretta tv

Caricato da in data 18/ott/2011

DOWNLOAD HERE: http://newsdirect.nma.com.tw/SingleItem.aspx?asset_id=OEM_20111018_OINT_006

The body of a Devon man has been mummified in a process documented by England’s Channel 4 to be aired later this month. Terminally ill former taxi driver Alan Billis decided last year to donate his body to science. Specifically, he gave his body to a project aimed at testing a theory on how ancient Egyptians were mummified. Researchers were able to fully mummify the body in four months. Sources: BBC, Daily Mail, New Scientist

Sul suo corpo applicato lo stesso processo, durato mesi, usato per Tutankhamon nel 1323 avanti Cristo: messo nell’olio, poi nel sale, quindi posto ad essiccare. Lui prima di morire aveva detto: “Sarò Tutan Alan

Il sarcofago della tomba del faraone Tutankhamon

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LONDRA – Da Alan Bills a “Tutan-Alan”. Dopo aver appreso di esser malato di un cancro terminale, un tassista britannico ha fatto un accordo con una tv per essere mummificato dopo morto davanti alle telecamere come un faraone.

Bills, che in vita aveva detto di voler esser chiamato da allora in poi Tutan-Alan, sarà il protagonista di un controverso documentario di Channel 4 in onda lunedì prossimo alle 21 in Gran Bretagna. «Mummyfing Alan: l’ultimo segreto dell’Egitto», questo il titolo dello ’show’. Naturalmente tra gli spettatori mancherà all’appello lo stesso Alan, morto in gennaio con la singolare distinzione di esser la prima persona mummificata in tremila anni con il laborioso processo illustrato nei suoi dettagli nel Museo della Mummificazione di Luxor, sulle rive del Nilo.

Mr. Billis, di Torquay nel Devon, aveva 61 anni quando aveva appreso di avere un cancro ai polmoni inoperabile: si era fatto avanti dopo aver letto un’inserzione su un giornale che parlava della ricerca di un malato terminale pronto a donare il proprio corpo alla scienza: «Se non funziona non è la fine del mondo. Io non sarò lì comunque. Non proverò niente», aveva spiegato.
Una volta morto, il corpo di Bills è stato mummificato presso il centro medico legale di Sheffield con lo stesso processo di mesi usato per Tutankhamen nel 1323 avanti Cristo. A praticare la rimozione degli organi interni (non il cervello e il cuore) del tassista aspirante faraone sono stati Stephen Buckley, chimico e archeologo che ha passato gli ultimi due decenni a studiare come replicare i segreti degli imbalsamatori di Luxor, e il patologo Peter Vanezis.

Il cadavere di Billis è stato quindi coperto di una mistura di olio di sesamo e resine, poi bagnato in una soluzione di Natron, un sale trovato nei letti di fiume senz’acqua dell’Egitto. Dopo un mese in una cassa di vetro il corpo è stato estratto, trasferito in una camera riscaldata a essiccare e avvolto in bende di lino. «Alan è sulla buona strada per assomigliare ai migliori esemplari della diciottesima Dinastia di qui a tremila anni», ha commentato Buckley convinto che il tassista mummificato potrà durare ancora senza decomporsi per parecchi millenni. Felice anche Jan, la moglie di ’Tutan-Alan’, che aveva dato la sua benedizione assieme ai tre figli della coppia: «Sono l’unica donna del Regno che per marito ha una mummia».

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19 ottobre 2011

fonte:  http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/425591/

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