Archivio | etica RSS for this section

Scappo in Africa (e non voglio la pensione)

http://static2.blog.corriereobjects.it/solferino28/wp-content/blogs.dir/39/files/2012/03/testata_solferino28.jpg?v=1330592157

Scappo in Africa (e non voglio la pensione)

post2

.

.

Pubblichiamo la storia di Ludmilla, nome di fantasia scelto da una 28enne che lavora in un’importante ong italiana. Emblematica storia di una giovane occidentale, italiana e milanese, studentessa e viaggiatrice, economista e lavapiatti, precaria e sperperatrice, prima ricca e poi povera, che a fine mese lascerà l’Occidente da cooperante, alla vigilia della “fine del mondo”. Perfetto esempio di darwinismo in tempo di crisi, ironica e cinica, Ludmilla ha scelto la mobilità. Si sente “liberata” dalle lotte di genere, dal welfare che non c’è e dalle guerre del merito. Come? Capacità di adattamento, fatalismo, ataviche indolenze, curiosità spiccata. E incurante di garanzie, prudenze, certezze e previdenze, alla pensione non ci pensa più. Domani è domani, e poi chissà…

..

Partire per la Repubblica Centrafricana a 28 anni. Vivere in una nazioncina stretta tra il Sahara e l’immenso Congo, miniera a cielo aperto di oro e diamanti. Partire come “volontaria”, come si direbbe in Italia, o come assistant country coordinator, come si direbbe in ogni altro posto. Di “volontario”, però, c’è soltanto la fuga da un mondo che non mi diverte più. Ma nient’altro, visto l’ottimo stipendio che mi aspetta, oltre alla cuoca, l’autista e un lavoro eccitante fatto di politica, gestione di progetti umanitari e ricerca. E che, per giunta, arriva al momento giusto, proprio mentre la Grecia scivola fuori dall’euro, appena prima che le banche vengano assaltate da milioni di clienti in preda al panico ed esattamente all’inizio della fine del mondo. Che fortuna!

In effetti, la mia vita è stata segnata da un numero soddisfacente di “colpi di culo” (e relative fughe strategiche) nei momenti più opportuni: scappo da Milano nel 2002 allorché Luigi Fasulo decide di perforare il Pirellone, soffocata dal borghesismo moralista dei genitori dei miei amici; fuggo da Londra nel 2008 sentendo gli scricchiolii di un’economia basata su futures e cheddar; rifuggo infine dall’Italia oggi (“Ops, mi ero sbagliata…”), amandola sempre di più perché ridotta all’ombra di sé stessa: una rovina.

Devo dire che non mi sono mai scervellata troppo a misurare quanto questa società fosse giusta o ingiusta con noi, generazione X, Y o Z, tanto ero impegnata nel correre da A a B (e ritorno), sperperando il patrimonio di famiglia ed esaurendolo giusto in tempo per ritrovarmi con lauree, master, internship, traineeship, apprendistati ecc. Ora che, un po’ per caso, sono una professionista, posso impegnarmi a sperperare il mio, di patrimonio. In maniera disordinata e con allegria. Ho 28 anni, me ne mancano 40 alla pensione: ho deciso che solo tra una ventina d’anni comincerò a pensare a come procurarmene una davvero. Finora ho lavato piatti, venduto scarpe intarsiate di scarti industriali, preparato frappuccini e grafici excel, spolverato scheletri africani dell’800. Chi vuoi che me la dia una pensione?! Io non me la darei…

Nonostante un fatalismo innato, mi appassiono alla politica, soprattutto alle problematiche più lontane dal mio quotidiano, quelle più intricate il cui meccanismo mi affascina come un problema di matematica. Ma di fondo credo fortemente nell’essere umano, e nella bellezza di inventarsi una vita, al di là delle politiche del lavoro, della parità di genere, della meritocrazia. Scelgo la mobilità, sociale, lavorativa, geografica, sessuale pure, se mi va. In un verso o  in quello opposto. Ma non la scelgo per ideologia, bensì perché mi sembra rappresentativa in tutto e per tutto di ciò che è la condizione dell’uomo di oggi: nevrotico, fragile e libero.

.

fonte solferino28.corriere.it

ANCHE TU SEI UN DUPE? – La fabbrica degli imbecilli

http://www.medicinenon.it/wp-content/uploads/2011/08/dupe.jpg

La fabbrica degli imbecilli

.
.
Il titolo non è un remake del detto: “La mamma degli imbecilli è sempre incinta”.Avendo comunque usato un termine così crudo, una premessa è doverosa.Nessuno deve sentire come indirizzato a sé il contenuto dell’articolo, non è a questo scopo per cui lo scrivo e dare dell’imbecille a qualcuno è l’ultima delle mie intenzioni.

Una delle definizioni del termine della lingua italiana imbecille viene normalmente usata come insulto, dicasi di persona ritenuta poco intelligente, o che fa cose stupide.

Quella a cui mi riferisco è in realtà un tentativo di tradurre una definizione particolare del termine della lingua inglese “dupe” difficilmente riscontrabile nei dizionari, che oltre a significare babbeo, gonzo, sempliciotto, stupido e appunto imbecille, ha un preciso significato che nientemeno è un prerequisito per la costituzione di un nuovo ordine mondiale, con tanto di cultura globale piatta piatta, livellata, unificata.

Il Dupe

La definizione è spesso omessa nei dizionari, ma molto frequentemente usata colloquialmente, e mai in comunicati scritti, negli ambienti delle PR, del Marketing e della Propaganda. E’ un termine per gli addetti ai lavori nato prima negli Stati Uniti e poi diffuso a livello internazionale a seguito della globalizzazione in atto sul pianeta.

Dupe:

Un individuo che stato fatto diventare fautore di insiemi di concetti prefabbricati, consapevolmente quando il dupe agisce per vantaggio personale, oppure senza che ne sia consapevole, acquisendo la sua fiducia cieca e approvazione incondizionata con artifici e menzogne credibili o spin*, o con l’aiuto di prove indotte, generalmente false o per lo meno ambigue e contorte.

*Spin:

una particolare interpretazione di fatti o eventi, non necessariamente veritiera (come quelle usate dai politici per influenzare “l’opinione pubblica”)

Spin doctor:

una persona delle pubbliche relazioni che cerca di contrastare pubblicità sfavorevole fornendo una interpretazione favorevole di parole o azioni di una società, di un politico o di una persona famosa. Gli argomenti promossi a difesa possono essere anche completamente falsi.

Il dupe è uno strumento necessario per la diffusione di una linea ideologica, di mercato o politica, oltre che per creare un pubblico favorevole per il raggiungimento di fini specifici.

Il dupe o imbecille, nel gergo di quegli ambienti, è un ruolo, una parte in cui vengono fatte entrare delle persone adattabili, in maniera consapevole o meno, al fine di promuovere prodotti, servizi, stili di vita, culture sintetiche per creare una società sintetica costituita da individui con una personalità altrettanto sintetica.

Abbiamo a che fare con due tipi di dupe.

Uno è il dupe consapevole, ovvero la persona che sa che gli stanno raccontando una storia e che può trarre del profitto diffondendola al vasto pubblico.

L’altro è il dupe inconsapevole, quello più genuino, perché non c’è nessuna predeterminazione nel suo operato, ma crede veramente alla storia che gli raccontano e con ingenuità infantile cerca di trasmetterla ad altri con la passione di chi ha un proprio credo per cui fare proseliti e da difendere strenuamente.

Questo tipo di dupe è quello preferito dai padroni del mondo perché non costa assolutamente nulla e la sua opera non termina mai, a meno che la sua mente non venga prima liberata dalle false credenze indotte. Diversamente il dupe genuino nemmeno si porrà la domanda se quello che sostiene con fervente ardore sia vero o falso. Non è un infiltrato, ma dati disinformanti agiscono da infiltrati nella sua mente.

L’altro dupe invece è costoso, in quanto è specializzato, ha anche qualcosa della talpa, dell’infiltrato, sa cosa deve dire e fare, e cosa non dire e non fare, ma è altrettanto necessario soprattutto nelle emergenze, quando c’è da rafforzare una tesi che sta traballando a causa di verità o consapevolezze emergenti che potrebbero ledere interessi che si stanno proteggendo.

Per esempio, diventa sempre più noto che una dieta a base principalmente di frutta e verdura, come la dieta senza muco, con esclusione di prodotti animali, migliora la salute. Il consumo di tali prodotti diminuisce e questo compromette il mercato, sempre per esempio, dei prodotti caseari.

Qualcuno dello staff di un fantomatico ufficio che si occupa di osservare le statistiche dei consumi avverte l’ufficio marketing dell’industria interessata che le statistiche dei latticini sono in crescente calo da tre settimane. Lo staff dell’ufficio del marketing avverte l’ufficio del PR e lo informa della situazione. L’omino delle PR chiama il dirigente dell’agenzia che ha la concessione per la pubblicità sui media, lo informa del problema e gli dice, telefonicamente: “Activate a dupe!” o se la situazione è davvero critica: “Activate all the dupes”.

Nel primo caso, che potrebbe essere tradotto in questo modo:”Metti in moto un imbecille”, in italiano non suona molto bene, ma nell’ambiente della propaganda è quasi un termine tecnico, l’agenzia di pubblicità contatta la redazione di una TV, prenota uno spazio per inserire qualcosa tipo la “Risposta dell’esperto” per mettere in onda lo spin* appropriato. Il responsabile della rubrica “Salute&Benessere” chiama un’ipotetica associazione dei dietologi o dietisti (qual’è poi la differenza?) chiedendo di mandare un esperto ( il termine dupe scompare a un certo punto della linea) che possa confutare teorie strambe in circolazione, che stanno disturbando il corretto andamento del mercato. Al prescelto, il dupe di turno, vengono forniti tutti i dati e quando si presenta in televisione alla domanda “Cosa pensa della dieta senza muco?”, risponderà, creando allarmismo, che una dieta principalmente a base di frutta contiene fruttosio in eccesso e questo può portare all’insorgenza del diabete e in più, senza un adeguato consumo di latticini, in breve tempo la carenza di calcio che si produrrebbe escludendo i prodotti caseari dalla proria dieta alimentare farebbe insorgere l’osteoporosi.

Suona molto bene vero? E fa senso a leggerlo e ancor di più a sentirlo uscire dalla bocca di un Dott. Prof. Ecc. in camice bianco. Ed è assolutamente falso, anche se sono sicuro che uno scienziato sarebbe capace di fare venire il diabete a un ratto nutrendolo con fruttosio sintetico per via endovenosa per un mese e dire al cliente: ”Ecco il risultato che mi ha chiesto di produrre: ”Troppo fruttosio fa venire il diabete”. E qualcosa di simile l’hanno pure fatto.

Il comunicato può anche variare, dipende da chi paga, l’industria latteo casearia, piuttosto che quella della carne o della pasta, ma lo scopo è fornire, a seguito di ogni contestazione dei loro prodotti, prove contrarie provenienti da ricerche pilotate ad hoc.

Una volta sentito il comunicato dalla TV, il dupe genuino, spontaneo, sicuro che tutto ciò che esce dalla bocca di un’Autorità o Esperto sia la sacrosanta verità, andrà in giro per tutto il web scrivendo su blogs e forums o rovinerà la pausa caffè ai colleghi informandoli con entusiasmo di non mangiare assolutamente frutta perché troppo fruttosio fa venire il diabete e di mangiare anche il gorgonzola a colazione assieme alla brioche e il cappuccino altrimenti ti viene l’osteoporosi, lo ha detto ieri sera la televisione!

In una situazione considerata più grave potrebbero venire attivati dupes su più fronti per rafforzare la tesi contraria a quella sostenuta da terzi, e nella condizione attuale in cui si trova la società vince la tesi o parte che ha più fonti da fornire. Che poi dicano cose assolutamente false è completamente irrilevante, quello che conta è l’impatto numerico.

Ci sono anche dei dupes eccellenti, a capo di associazioni note per essere fonti di disinformazione che diventano essi stessi vittime delle bugie che diffondono, come il presidente dell’AMA (American Medical Association), Ron Davis a cui è stato diagnosticato il cancro al pancreas e, coerentemente con la linea promossa dall’associazione di cui è presidente, si sottoporrà alla chemioterapia, negando a se stesso ogni ulteriore possibilità di salvezza. Questo è il comunicato ufficiale diffuso dall’AMA:

(La pagina è stata rimossa, ma a suo tempo, conoscendo i tipi, ho salvato uno screenshot)

AMA president Ron Davis MD diagnosed with serious form of cancer

http://www.medicinenon.it/wp-content/uploads/2011/08/AMA-presidente-diagnosticato-malato-di-cancro.jpg

Purtroppo al momento di questa revisione dell’articolo è ormai deceduto dopo essere stato sottoposto al martirio della chemioterapia.

Potere e profitto in una civiltà sintetica

signori del mondoCi si potrebbe domandare perché esistano persone impegnate nell’ingannare i loro simili fino a questo punto. (In effetti non li considerano loro simili, considerando se stessi un’élite). La ragione ha a che fare con il controllo deviato per il profitto indiscriminato.

I dupes sono lo strumento dei signori del mondo per controllare la popolazione mondiale. E’ un controllo aberrato che viene perpetrato con l’ausilio della menzogna. Riempire la mente di dati falsi rende le persone incapaci di valutare. Ogni cosa che ascolti o leggi nei vari media viene riportata in modo falso, non obbiettivo.

Miriadi di teorie scientifiche sono false o inconcludenti. La scienza medica eccelle in questo, la scienza dell’alimentazione, ammesso che esista una tale scienza, arriva seconda.

La pubblicità è assolutamente menzognera e per quanto possa essere irrilevante quando dice che un detersivo lava più bianco di un altro, quando invece afferma che un prodotto alimentare lavorato industrialmente, biologicamente morto o morente, con conservanti e altri additivi aggiunti, protegge il sistema immunitario, inganna illudendo le persone riguardo alla loro salute.

Tutta questa civiltà è falsa, non c’è un settore libero dalla menzogna, se non piccole nicchie ignorate dai media o persino oscurate, ogni cosa è stata alterata per farla diventare un mondo di favole in cui individui privi di certezze reali vivono una vita falsa.

Quando un essere è consapevole della propria essenza spirituale vede le cose e il mondo come sono veramente ed è impossibile ingannarlo, ed è questa la ragione per cui i signori del mondo intendono ridurlo al pari di uno zombie

Il modo di farlo è quello di privare gli individui dei principi etici e della consapevolezza della loro vera essenza spirituale sostituendoli gradualmente con i principi del più solido materialismo.

Le notizie, anzi le cattive notizie, diffuse dai telegiornali vengono messe in onda solo per instaurare una stato di malessere nella società, il dovere di cronaca è in realtà un servizio a pagamento e che è suscettibile agli interessi in gioco.

Per esempio si parla pochissimo della violazione dei diritti umani da parte del governo cinese, per timore dei politici di irritarlo e che senza la Cina non potremo più trovare nemmeno un cacciavite in ferramenta. Viene invece steso il tappeto rosso alle Olimpiadi. Gli interessi coinvolti nelle Olimpiadi, rendono molto più redditizio parlarne. I diritti umani non pagano ed è politicamente corretto farne solo qualche piccolo accenno scaglionato nel tempo, per dire all’occorrenza: “Ne abbiamo sempre parlato, il governo ci tiene particolarmente al rispetto dei diritti umani”.

Le varie rubriche scientifiche servono per iniettare continuamente nella società il siero della disinformazione, proponendo cure farmacologiche per malattie che sono il risultato di stili di vita proposti dagli stessi media. Sono molto ben studiati questi programmi perché le affermazioni degli “esperti” sembrano avere molto buon senso. Alla domanda che viene fatta dal conduttore seguendo un copione già scritto, tipo: ”Lei cosa consiglierebbe per combattere questa malattia?”, l’esperto, seguendo anch’egli fedelmente il suo copione che ormai conosce a memoria, risponde: ”Innanzitutto consigliamo una dieta alimentare sana, esercizio fisico, e uno stile di vita sereno che riduca lo stress. Tuttavia se nonostante questo la malattia persistesse, è assolutamente necessario il ricorso alla cura farmacologica o all’intervento chirurgico.” A volte sia il conduttore che l’esperto sanno che le diete proposte dalla medicina ortodossa non omettono quei cibi che producono la malattia, che i pazienti faranno esercizio per una settimana e poi ripiomberanno sul divano davanti alla TV, e che uno stile di vita che non produca stress difficilmente verrà adottato, e avranno ottenuto l’obbiettivo del loro sponsor. E avranno anche fatto con chi li ascolta la bella figura di non aver sbattuto subito in faccia il flacone delle medicine o la prospettiva del letto operatorio.

I vari programmi che forniscono risposte date da psicologi e psichiatri ai problemi dell’essere umano servono a fornire cure psichiatriche (una cura psichiatrica non significa altro che prescrizione di psicofarmaci) che affondano ancora di più chi vi si sottopone e a trasformare ogni forma di aberrazione in diversità, quindi non più da risolvere ma da considerare come parte del comportamento socialmente accettabile, con conseguente deterioramento sociale.

programmi demenziali I programmi demenziali servono a far ridere il pubblico portandolo a un livello culturale così basso mai raggiunto fino ad ora e a distrarre l’attenzione necessaria per risolvere i problemi che inevitabilmente, in questa era, affliggono ogni essere umano, problemi derivanti da stili di vita deleteri creati ad hoc dai signori del mondo.

La pubblicità promuove prodotti industrialmente lavorati dannosi per la salute anche secondo la medicina ufficiale, spacciandoli addirittura per salutari. Le autorità sanitarie approvano la messa in commercio di tali prodotti e poi rimproverano le mamme perché danno le merendine confezionate ai bambini, le stesse da loro precedentemente approvate.

Le manifestazioni sponsorizzate dalle multinazionali della birra hanno lo scopo di convertire e consolidare gli adolescenti all’alcolismo.

I programmi per bambini servono per promuovere prodotti confezionati che sono un insulto alla loro salute, associati a giochini inseriti nelle confezioni, per far sì che poi facciano pressione sui loro genitori perché li acquistino.

Alcuni direttori dei telegiornali, dupes consapevoli, ma spesso anche inconsapevoli perché essi stessi non riescono a sottrarsi agli effetti della disinformazione da loro promossa, hanno la loro scaletta di comunicati degli inserzionisti mascherati fra le notizie, sotto forma di consigli, come quelli di vaccinarsi per l’influenza, di proteggersi dal sole con creme e occhiali che filtrano i raggi UVA, di bere latte come fonte di calcio, ecc.

Il mondo della politica, e questo riguarda i governi di tutti i paesi del mondo, non è certo carente di dupes, sono quei politici lobbisti che promuovono leggi favorevoli ai bisogni delle multinazionali che probabilmente li hanno messi lì finanziando la loro campagna elettorale, o li hanno agganciati dopo la loro elezione. La presentazione di leggi e la loro approvazione, per la prescrizione di metilfenidato ai bambini, commercializzato come Ritalin, per il trattamento di una malattia inventata come l’ADHD, non può che essere fatta da quei ministri, dupes eccellenti che favoriscono le case farmaceutiche.

Quei medici che hanno promosso farmaci di una specifica marca dietro compenso, a volte mascherato sotto forma di regali da parte delle case farmaceutiche come computer, televisori al plasma, soggiorni in paesi esotici, ecc, come riportato dalla stampa in diverse occasioni, sono dupes di quelle multinazionali.

La lista potrebbe essere molto lunga, dovrei scrivere un libro per elencare tutte le menzogne note, mancherebbero comunque quelle ancora non scoperte, è solo uno spunto per invitarti a ricercarne tu stesso.

I dupes del mondo spirituale

L’uomo è composto, per così dire, di spirito mente e corpo, e lo spirito è l’elemento fondamentale.

Quando si è consapevoli, dicendo “IO” ci si riferisce allo spirito, perché si è lo spirito, non si ha uno spirito, quando si è identificati nel corpo si pensa di esserlo e ci si riferisce allo spirito come al mio spirito o alla mia anima, ed è un errore in quanto, rimarcando, non si ha uno spirito, ma lo si è.

La globalizzazione, che in se non sarebbe una cosa negativa, se non fosse che è appannaggio arrogato di un sistema economico senza scrupoli, ha assorbito anche la New Age. Per New Age s’intendono stili di vita, filosofie, religioni, terapie ecc. di un mondo nuovo, spiritualmente evoluto, oltre a un settore di mercato che ha a che fare con la vendita di beni e servizi “alternativi” connessi alla visione magica ed olistica del mondo. Questo sarebbe un reale progresso, in quanto mettere a disposizione servizi e beni intesi al miglioramento dell’essere umano dal punto di vista olistico è solo desiderabile. Ma…

Il mondo economico invece di combattere i movimenti che possono creargli fastidi, semplicemente li ingloba nel suo sistema traendone anche del profitto. Negli anni sessanta, sorse il movimento hippy, e gli appartenenti abbandonarono anche il vestire convenzionale, e iniziarono a indossare abiti coloriti e apparentemente stonati rispetto alla moda in voga in quel momento. Dopo che furono distrutti dalla Cia, con l’ausilio anche della psichiatria, che finanziò la diffusione del concetto dell’amore libero e del LSD, il loro modo di vestire fu assorbito dal sistema economico che diede vita a una moda, e non fu più possibile distinguere un hippy da un comune cittadino attratto da quella moda.

In questo periodo pieno di incertezze c’è un fenomeno che sta esplodendo, e il libro “The secret” di Rhonda Byrne è uno dei tanti esempi che potrei fare. In esso si parla della legge dell’attrazione, una delle capacità dell’essere spirituale, e il successo editoriale di questo libro dipende dal fatto che questa legge viene proposta per l’acquisizione di benessere materiale, ricchezza e potere. Leggilo o rileggilo tenendo presente quanto ho appena scritto e vedrai che, spogliato di tutto il contorno, il diventare ricchi è il fine proposto, anche se rivolto allo spirito, ma lo allontana dai suoi orizzonti e scopi primari, la consapevolezza del vero sé.

Non c’è niente di male nel diventare ricchi, e gli spiriti elevati attirano incidentalmente prosperità e ogni cosa di cui abbiano bisogno, ma è diverso dal farne il proprio scopo.

guru new age Molti hanno acquistato quel libro, io di libri ho la fortuna di riceverne in omaggio, ma non sono diventati né ricchi né potenti, e allora sono venuti alla ribalta una miriade di guru, che promettono di insegnare come usare la legge dell’attrazione, e spiegano che chi non ha successo è perché non ha “the secret of the secret”, the secret non basta e loro possono rivelarlo in sedute di gruppo o individuali.

Su quest’onda sono sorti facilitatori, maestri di vita, coach, angeli custodi, guide spirituali, ipnotizzatori e tutti promettono di fare diventare ricchi dopo un paio di seminari.

Sono i dupes della New Age.

Si potrebbe parlare a lungo anche del channeling e spiriti reincarnati che dichiarano di essere venuti sulla terra per aiutarci per ordine di entità divine, ma quanto detto è già sufficiente, quello che si vuole far notare è che il mondo economico sta inquinando anche il mondo spirituale solidificandolo, materializzandolo, rendendo più difficile il risveglio della coscienza e comprensione della nostra vera natura spirituale.

Questa globalizzazione del mondo spirituale è il fiore all’occhiello dei signori del mondo. Le persone che si liberassero dalle catene dell’usuale comune disinformazione dei media e cercassero un percorso spirituale che potrebbe renderle totalmente libere e consapevoli, se seguissero questi percorsi apparentemente spirituali incapperebbero in un’altra trappola del materialismo, seppure più raffinata.

Per creare il nuovo ordine mondiale è necessario togliere i punti di riferimento di un essere spirituale, e questi sono i suoi principi etici innati. Questi punti di riferimento sono necessari per trarre un giudizio corretto su cosa sia giusto o sbagliato. Una volta tolti di mezzo i principi etici, il risultato è un essere “rammollito” non più in grado di differenziare facilmente il vero dal falso e suscettibile ad ogni genere di spin.

Se poi gli togli anche i mezzi per risvegliare la sua coscienza, impedendogli di riacquistare la consapevolezza del vero sé, cioè di chi è veramente, condizione necessaria perché possa ritrovare nuovamente i suoi principi, l’intero processo diventa un gioco da bambini.

Religione universale per il NWO Quello che la globalizzazione del profitto indiscriminato sta cercando di implementare è una religione universale che assomiglia a un minestrone, anzi a un passato di verdura dove i singoli elementi non sono più riconoscibili e il gusto indefinito. Un insieme di pratiche, riti e culti che non portano da nessuna parte e chi si dedicasse ad esse verrebbe gratificato di una estatica confusione, rilassata inconsapevolezza e completa accettazione del nuovo ordine.

Se un Nuovo Ordine Mondiale, quello conosciuto come NWO, ci sarà, sarà in un mondo di dupes.

Meglio darsi da fare perché ciò non avvenga, altrimenti Matrix non sarà solo un film di fantascienza. Forse non è mai stato un film di fantascienza, ma un documentario.

schiavi del nuovo ordine mondiale

“Ci sono campi, campi sterminati, dove gli esseri umani non nascono, vengono coltivati. A lungo non ho voluto crederci, poi ho visto quei campi con i miei occhi…”

Morpheus – Matrix

Se sei arrivato fino in fondo all’articolo, potresti essere un po’ abbacchiato. Il mio consiglio è di farti una bella risata e poi guardare le cose tenendo in mente quanto ho scritto. Divertiti a riconoscere le menzogne fra le notizie, nelle “risposte dell’esperto”, e a liberarti, se ancora non lo sei, dalla disinformazione dilagante.

E non dimenticare che un buon contributo te lo può dare il libro di Arnold Ehret, il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco“.

Links utili inerenti all’argomento:

Le Origini di Tavistock

Prigionieri del Mondo

Perchè la gente crede quasi a tutto

Il mondo delle Relazioni Pubbliche

ADHD, la sindrome inventata

www.disinformazione.it

linea orizzontale grafica

Medicinenon.it e Arnoldehret.it sono due siti di Luciano Gianazza.

Medicinenon.it è da molti anni un punto di riferimento per chi vuole liberarsi della disinformazione e poi acquisire la corretta conoscenza.

ArnoldEhret.it è il sito ufficiale degli insegnamenti di Arnold Ehret, raccolti nei suoi libri, fra i quali Il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco è un best seller internazionale. Arnold Ehret ha ritrovato il sentiero, di cui si era persa ogni traccia secoli fa, che porta all’alimentazione naturale dell’Uomo e alla salute perfetta in quanto ripristina la naturale capacità del corpo umano di disintossicarsi da tossine e veleni. In questo mondo avvelenato, il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco fornisce i fondamenti per un’alimentazione e stile di vita che sono essenziali per la buona riuscita dei vari protocolli di disintossicazione.

Tutti i libri originali di Arnold Ehret sono reperibili sul sito www.arnoldehret.it | Libri

.

fonte

NAOMI KLEIN – Occupy Wall Street: Al momento la cosa più importante al mondo

Occupy Wall Street, la protesta che nasce anche sul web
Foto di Occupy Wall Street pubblicata su Facebook – Credits: Adam Nelson – fonte immagine

Occupy Wall Street: Al momento la cosa più importante al mondo

.

http://www.comedonchisciotte.org/images/789px-Naomi_Klein_Occupy_Wall_Street_2011_Shankbone_2.JPG

.

DI NAOMI KLEIN
The Occupied Wall Street Journal
Counter Currents

.

Ho avuto l’onore di essere stata invitata a intervenire giovedì sera all’Occupy Wall Street. Dal momento che l’amplificazione era, sfortunatamente, proibita e che ogni cosa doveva essere ripetuta da centinaia di persone perché gli altri potessero sentire (alias “il microfono umano”), il mio intervento a Liberty Plaza doveva essere molto breve. Considerato questo, ecco la versione estesa e integrale del discorso.

IO vi amo.

E non l’ho detto solo perché centinaia di voi mi rispondano gridando “Ti amo”, anche se sarebbe un ovvio vantaggio del microfono umano. Dire agli altri ciò che vorreste che vi venisse detto, solo a voce più alta.

Ieri uno dei relatori alla manifestazione ha detto: “Ci siamo trovati l’un l’altro.” Questo sentimento cattura la bellezza di ciò che stiamo creando. Una situazione aperta (dato che un’idea così grande non può essere contenuta in nessuno spazio) per tutti coloro che vogliono un mondo migliore dove trovarsi l’un l’altro. Ne siamo felici.

Se c’è una cosa che so è che l’1% ama la crisi. Quando le persone sono in preda al panico e alla disperazione e nessuno sembra sapere cosa fare, quello è il momento migliore per far passare il loro ordine del giorno preferito per le politiche aziendaliste: privatizzare l’istruzione e la sicurezza sociale, imporre tagli sui servizi pubblici, liberarsi degli ultimi ostacoli al potere delle multinazionali. Questo sta succedendo in tutto il mondo, nel mezzo della crisi economica.

C’è solo una cosa che può fermare questa tattica e, fortunatamente, è qualcosa di grande: il 99%. Quel 99% che si sta riversando nelle strade da Madison a Madrid per dire: “No. Non pagheremo per la vostra crisi.”

Lo slogan è nato in Italia nel 2008. Ha avuto eco in Grecia, Francia, Irlanda e alla fine è arrivato al miglio quadrato da dove la crisi è cominciata.

“Perché protestano?”, si chiedono perplessi gli esperti in televisione. Allo stesso tempo, il resto del mondo si chiede: “Perché ci avete messo così tanto? Ci chiedevamo quando vi sareste fatti vivi.” E soprattutto: “Benvenuti.”

Molte persone hanno tracciato un parallelo tra il movimento Occupy Wall Street e le cosiddette proteste non-global di Seattle che hanno attirato l’attenzione di tutto il mondo nel 1999. Quella fu l’ultima volta in cui un movimento globale, giovanile e decentralizzato ha preso di mira il potere delle grandi aziende. E sono fiera di aver presto parte a ciò che abbiamo chiamato “il movimento dei movimenti”.

Ma ci sono anche importanti differenze. Ad esempio, abbiamo scelto i summit come nostro obiettivo: l’OMC, il FMI, il G8. I summit hanno una natura transitoria, durano solo una settimana. Questo ci ha resi a nostra volta transitori. Facciamo la nostra comparsa, arriviamo sulle prime pagine di tutto il mondo e poi scompariamo. E nella frenesia dell’iper-patriottismo e del militarismo che ha seguito gli attacchi dell’11 settembre, è stato facile spazzarci completamente via, almeno nel Nord America.

Occupy Wall Street, invece, ha scelto un obiettivo fisso. E non è stata stabilita una fine della sua presenza. Una cosa saggia. Solo quando si rimane ben piantati, si possono mettere radici. Questo è fondamentale. È un fatto che nell’era dell’informazione ci siano troppi movimenti che sbocciano come fiori meravigliosi, ma che muoiono presto. Questo perché non hanno radici. E non hanno piani a lungo termine per la propria sopravvivenza. E quando arriva la tempesta, vengono spazzati via.

Essere orizzontali e davvero democratici è meraviglioso. Ma questi principi sono incompatibili con il duro lavoro che serve per costruire strutture e istituzioni che siano abbastanza resistenti per poter affrontare la tempesta. Sono fiduciosa che ciò accadrà.

Altra cosa giusta di questo movimento: si impegna nella non-violenza. Si è rifiutato di dare ai media le immagini delle vetrine rotte e degli scontri in strada che tanto agognano. E questa tenace disciplina ha fatto sì che, di volta in volta, le notizie hanno dovuto riportare la brutalità di una polizia scandalosa e senza alcuna giustificazione. Una cosa che abbiamo potuto vedere anche ieri sera. Intanto, il sostegno a questo movimento cresce sempre più. C’è stata più saggezza.

Ma la più grande differenza rispetto a un decennio fa è che nel 1999 ce la prendevamo con il capitalismo che era all’apice di un frenetico boom economico. Il tasso di disoccupazione era basso, gli investimenti in borsa erano in aumento. I media erano inebriati dai guadagni facili. Allora si parlava solo di avviare, non di chiudere.

Abbiamo sottolineato che la deregolamentazione che ha sostenuto questa frenesia ha avuto un prezzo. Ha danneggiato gli standard lavorativi. Ha danneggiato gli standard ambientali. Le aziende stavano diventando più potenti dei governi e ciò ha danneggiato le nostre democrazie. Ma per essere onesti con voi, quando le cose andavano bene prendersela con il sistema economico era una cosa molto complessa, almeno nei paesi ricchi.

Dieci anni dopo sembra come i paesi ricchi non esistano più. Solo un gran numero di persone ricche. Gente che si è arricchita saccheggiando il benessere pubblico ed esaurendo le risorse naturali in tutto il mondo.

Il punto è che oggi chiunque può osservare come il sistema sia profondamente ingiusto e fuori controllo. Un’avidità senza limiti ha gettato nella spazzatura l’economia globale. E sta facendo lo stesso con la natura. Peschiamo oltre i limiti nei nostri oceani, inquiniamo le acque con la fratturazione idraulica e la trivellazione, usiamo le più sporche forme di energia del pianeta, come il catrame dell’Alberta. E l’atmosfera non può assorbire la quantità di carbone che emettiamo, creando un pericoloso surriscaldamento. Il nostro quotidiano è un disastro seriale: economico ed ecologico.

Queste sono i fatti. Sono talmente evidenti, talmente ovvi, che oggi è molto più facile entrare in contatto con altre persone e costituire rapidamente un movimento rispetto al 1999.

Tutti sappiamo, o almeno avvertiamo, che il mondo gira al contrario; ci comportiamo come se non ci fosse fine a ciò è invece limitato: i combustibili fossili e lo spazio atmosferico che assorbe le loro emissioni. E ci comportiamo come se ci fossero limiti rigidi e immobili a ciò che di fatto è libero: le risorse finanziarie per costruire il tipo di società di cui abbiamo bisogno.

Il compito della nostra generazione è di rovesciare tutto questo: sfidare questa falsa scarsezza. Insistere sul fatto che ci possiamo permettere di costruire una società inclusiva e decente e, allo stesso tempo, rispettare i limiti che la Terra può sopportare.

Il cambiamento climatico ci dice che abbiamo una scadenza. Stavolta il nostro movimento non può farsi distrarre, dividere, bruciare o spazzare via dagli eventi. Questa volta dobbiamo avere successo. E non sto parlando di imporre regole alle banche o di aumentare le imposte ai ricchi, sebbene sia importante.

Sto parlando di modificare i valori che guidano la nostra società. È difficile riassumerlo in una singola richiesta che possa passare sui media ed è anche difficile capire come farlo. Ma ciò non lo rende meno urgente.

Questo è ciò che ho visto accadere in questa piazza. Nel modo in cui vi nutrite a vicenda, vi tenete caldo, vi scambiate informazioni, fornite gratuitamente assistenza medica, fate lezioni di meditazione e di formazione sulla responsabilizzazione. Il mio manifesto preferito dice: “Io tengo a te”. In una cultura che abitua la gente a evitare lo sguardo dell’altro, a dire “Lasciateli morire”, si tratta di un’affermazione davvero radicale.

Poche considerazioni finali. In questa grande lotta, ecco alcune cose che non hanno importanza.

- Cosa indossiamo

- Agitare i pugni o fare segni di pace.

- Riuscire a far entrare i nostri sogni in un frammento di notizia sui media.

Ed ecco alcune cose che invece importano.

- Il nostro coraggio.

- I nostri riferimenti morali.

- Come ci trattiamo l’un l’altro.

Abbiamo scelto di combattere contro le forze economiche e politiche più potenti del pianeta. Fa paura. E a mano a mano che questo movimento crescerà, farà sempre più paura. Dobbiamo essere consapevoli che ci sarà la tentazione di muoversi verso obiettivi più piccoli, come ad esempio la persona che è seduta accanto a voi in questo incontro. Dopo tutto, è una battaglia più facile da vincere.

Non cedete alla tentazione. Non sto dicendo di non darvi addosso. Ma stavolta cerchiamo di trattare gli altri come se volessimo lavorare fianco a fianco in una lotta per molti, molti anni a venire. Perché il compito che abbiamo di fronte non pretenderà di meno.

Consideriamo questo magnifico movimento come se fosse la cosa più importante al mondo. Perché lo è. Davvero.

**********************************************Fonte: Occupy Wall Street: The Most Important Thing In The World Now

07.10.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ROBERTA PAPALEO

.

fonte:  http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9113

.

_________________________________________________________________________________________________________________________________

 

I PREDATORI – Trapianti di organi: quello che non ti hanno detto

Giovedì 13 ottobre, ore 20.30
Aula Magna Collegio Dante Alighieri
Via Nicolò Tommaseo, 10
Serravalle – Vittorio Veneto

PREDATORI DI ORGANI
Trapianti di organi: quello che non ti hanno detto
Relatrice Nerina Negrello

 

Predatori di organi

fonte immagine

Dal sito dell’A.I.D.O.:
Quando avviene il prelievo degli organi?
Quando sia stata accertata e documentata la morte encefalica o morte cerebrale, stato definitivo e irreversibile. L’accertamento e la certificazione di morte sono effettuati da un collegio di tre medici (medico legale, anestesista-rianimatore, neurofisiopatologo) diversi da chi ha constatato per primo la morte e indipendenti dall’équipe che effettuerà il prelievo e trapianto. Questi medici accertano la cessazione totale e irreversibile di ogni attività del cervello per un periodo di osservazione non inferiore a 6 ore.
Ma questa è veramente la Verità? Perché ci nascondono che la cosiddetta “morte cerebrale” è un’invenzione e che l’espianto si pratica a cuore battente e sangue circolante su un vivo che ha perso la coscienza?

Quello che non ti hanno detto
Non ti hanno detto che l’espianto di organi quali cuore, fegato, polmoni, reni, ecc., si effettua da persona in coma, sottoposta a ventilazione forzata, e non da un morto in arresto cardio-circolatorio-respiratorio, come tutti intendiamo.
La persona viene incisa dal bisturi mentre il suo cuore batte, il sangue circola, il corpo è roseo e tiepido, urina, può muovere gambe, braccia, tronco, ecc… Le donne gravide portano avanti la gravidanza.
Non è vero che prima si interrompa la ventilazione che poi, a cuore e respiro fermi, si inizi il prelievo, ma è proprio l’opposto.
Gli organi vengono tolti da persona che ha perso la coscienza, le cui reazioni alla sofferenza prodotta dall’espianto sono impedite da farmaci paralizzanti o da anestetici.

Prof. Dr. Massimo Bondì, L.D. Pat. Chir. e Prop. Clin. Univ. La Sapienza Roma, chirurgo generale e patologo generale: “La morte cerebrale è ascientifica, amorale e asociale” (Audizione Commissione sanità 1992).

Dr. David W. Evans, Fellow Commoner of Queens’ College Cambridge, cardiologo dimessosi dal Papworth Hospital per opposizione alla “morte cerebrale”: “C’è grande differenza tra essere veramente morto ed essere dichiarato clinicamente in morte cerebrale” (Audizione Commissione sanità 1992).

Dr. Robert D. Truog, Dr. James C. Fackler, Harvard Medical School Boston: “Non è possibile accertare la cessazione irreversibile di tutte le funzioni del cervello con i mezzi clinico-strumentali attuali [Critical Care Medicine, n° 12, 1992, "Rethinking Brain Death" (Ripensamento sulla morte cerebrale)].

Prof. Peter Singer, Presidente dell’Associazione Internazionale di Bioetica: “…la morte cerebrale non è altro che una comoda finzione. Fu proposta e accettata perché rendeva possibile il procacciamento di organi” (Congresso di Cuba 1996).

Dr. Cicero Galli Coimbra, Head of Department neurology and neurosurgery, Univ. Sau Paulo, Brasil: “…i protocolli diagnostici per dichiarare la morte cerebrale (test dell’apnea) inducono un danno irreversibile su pazienti che potrebbero essere salvati” (Convegno internazionale Roma 19/2/2009).


IL DIBATTITO SCIENTIFICO INTERNAZIONALE E’ ROVENTE, MA IN ITALIA CONTINUA LA CENSURA.

Quello che devi sapere

NIHON UNIVERSITY: “TERAPIA DELLA IPOTERMIA CEREBRALE CONTROLLATA”
Neurochirurghi giapponesi hanno salvato 14 pazienti su 20 con ematoma subdurale acuto associato a danno cerebrale diffuso e 6 su 12 con ischemia cerebrale globale da arresto cardiaco da 30 a 47 minuti, riportandoli a normale vita quotidiana, con pieno ristabilimento delle capacità di comunicazione verbale.
“Una dichiarazione affrettata di cosiddetta ‘morte cerebrale’ senza che sia stata tentata tale terapia potrebbe ben costituire omicidio o, come minimo, premeditata omissione di soccorso e malpractice” (Yoshio Watanabe MD; Cardiac Transplantation: Flaws In The Logic Of The Proponents. JPN Heart J, Sept 1997 – Hayashi N, MD, Brain Hypothermia Therapy, JPN Med J, July 6, 1996).

Prof. Lodovico Bergamini, docente di neurologia all’Università di Torino scrive: “Un tracciato elettroencefalografico può essere normale anche se piatto, cioè privo di ritmo visibile: ad esempio soggetti adulti ansiosi o soggetti neonati possono avere un tracciato piatto che di per sé non è assolutamente definibile patologico” (Manuale di neurologia clinica).

Molti medici illustri hanno espresso pubblica condanna al concetto di “morte cerebrale”:
Prof. Dr. Nicola Dioguardi, emerito di medicina interna, Università di Milano;
Prof. Dr. Edoardo Storti, emerito di clinica medica, Università di Pavia;
Prof. Dr. Paolo Puddu, direttore dell’Istituto di patologia speciale medica e metodologia clinica, Università di Bologna;
Dss.a Maria Luisa Robbiati, anestesista-rianimatrice, già dell’ospedale S. Camillo e del Policlinico Gemelli di Roma;
Dr. Giuseppe Bertolini, anestesista-rianimatore, già degli Ospedali Riuniti di Roma;
Dss.a Stefania Dente, anestesista-rianimatrice, già all’ospedale C.T.O. di Napoli, anestesista all’Osp. di Bolzano;
Dr. Dario Miedico, specialista medicina legale, Milano;
Dr. Paolo Bavastro, cardiologo, primario medico alla Filderklinik, Stoccarda;
Prof. Giuseppe Sermonti, ordinario di genetica, Università di Palermo e di Perugia;
Dr. Dario Sepe, specialista malattie del fegato, Roma;
Prof. Dr. Rocco Maruotti, primario chirurgo, Milano;
Prof. Dr. Gerardo Ciannella, docente in medicina lavoro Univ. Napoli, Dirigente medicina preventiva Osp. Monaldi;
David J. Hill, M.A., FRCA emeritus consultant anaesthetist, Cambridge, UK; …

CONTRO LA MORTE CEREBRALE A CUORE BATTENTE

La volontà di salvare gli organi ad ogni costo elimina la volontà di salvare il paziente ad ogni costo
Documento presentato al Parlamento e al Movimento Critico Internazionale
La così detta “morte cerebrale” costituisce il cardine centrale su cui è basata l’espianto-trapiantologia(1). Senza di essa la chirurgia sostitutiva centrata sull’espianto di organi da soggetti vivi che hanno perso la coscienza, non avrebbe avuto un seguito. I pazienti sotto ventilazione definiti arbitrariamente “cadaveri” dai medici che dichiarano la “morte cerebrale”, in realtà non lo sono né per la biologia né per la legge.
Per la biologia non lo sono perché i pazienti hanno tutti i loro organi perfettamente funzionanti.
Per la legge non lo sono perché la normativa recita: “per cadavere si intende il corpo umano rimasto privo delle funzioni cardiorespiratoria e cerebrale”(2).
E’ noto che le funzioni del cervello conosciute costituiscono solo il 10%(4), quindi la legge 578/93 che all’art.1 dichiara: “La morte si identifica con la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo” è scientificamente assurda(3) perché non si può dichiarare “cessata” una funzione che non si conosce. Inoltre è stato ampiamente dimostrato da molti autori(4) e perfino dalla Harvard School di Boston(5) che alcune delle poche funzioni cerebrali note sono ancora presenti contrariamente a quanto enunciato dalla legge.

Entriamo così nel vivo della controversa questione dell’espianto-trapiantologia.
Già nel 1985 la Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi e la Morte a Cuore Battente dichiarò inaccettabile la “morte cerebrale” e si costituì in associazione per contrastare tale concetto(6).
La “morte cerebrale” viene dichiarata sempre (rare sono le eccezioni) nelle prime 24/48 ore dal ricovero di un paziente comatoso, in genere traumatizzato cranico, in un reparto di Rianimazione, durante le quali non si attua alcun tentativo serio ed efficace di terapia finalistica.
La terapia è finalistica solo quando si oppone tempestivamente al processo patologico in atto.
Senza una terapia mirata si instaura un progressivo deterioramento della corteccia cerebrale, rendendo difficile il recupero del paziente.
Più il tempo passa più la sostanza grigia cerebrale, avida di ossigeno, perde la sua vitalità.
Quindi l’intervento chirurgico elettivo va sempre e comunque eseguito d’urgenza allo scopo di decomprimere il cervello. Il tempo in questi casi è prezioso e quindi andrebbe ripristinato l’intervento de-compressivo presso gli ospedali di prima accoglienza.

Infatti in passato il chirurgo degli ospedali minori aveva la preparazione per eseguire tali interventi decompressivi ed era tenuto ad effettuarli. Oggi, allo scopo di incrementare i trapianti, tali pazienti vengono avviati agli ospedali maggiori, più lontani, per cui sovente si superano i tempi ideali per il loro recupero. Così facendo però si salvano gli organi ad ogni costo.
La terapia finalistica non viene quasi mai attuata negli ospedali maggiori deputati al trapianto, poiché i neurochirurghi, pressati dalla richiesta di organi, sono consapevoli che salvare il paziente ad ogni costo può significare anche perderlo con l’atto chirurgico o durante il decorso post-operatorio, perdendo così i suoi organi.

Per terapia finalistica efficace intendiamo alcuni atti chirurgici: ventricolostomia, drenaggi extra e subdurali, e quando necessario craniotomia per ematoma extradurale, eseguiti d’urgenza, possibilmente nei primi 60/120 minuti dall’incidente(7) allo scopo finalistico di decomprimere il cervello.
E’ bene chiarire che un’aspirazione di pochi cc. di liquido emorragico e del liquor ventricolare può essere sufficiente a decomprimere il cervello e così fare ricomparire la coscienza e fare uscire il paziente dal coma. Antiedemigeni, diuretici e ipotermia cerebrale controllata(8), completano il trattamento della terapia d’urgenza.

Infatti un soggetto colpito da un trauma cranico grave, ha sempre un versamento emorragico endocranico che, modesto nei casi di frattura/lussazione di una delle prime due vertebre cervicali (modesto perché sono ossa laminari sottili)(9), diviene al contrario un versamento ematico importante che si trasforma in un ematoma endocranico più o meno voluminoso in presenza di frattura della base cranica, cioè delle due rocche petrose che sono ossa molto vascolarizzate(10).
Notoriamente quest’ultimo tipo di frattura si diagnostica con estrema facilità anche prima di ogni accertamento radiologico per la presenza di una otorragia mono o bilaterale (presenza di sangue che si raccoglie nel padiglione auricolare).

Tale versamento emorragico infiltrativo e/o ematoma, comprime la massa cerebrale e quindi lo strato corticale/cerebrale (circa 1 cm. di spessore) a contatto con la struttura ossea indeformabile della volta cranica. La compressione dello strato corticale, sede dei centri sensoriali e dei centri motori e del linguaggio, che contribuiscono a formare la coscienza, determina il conseguente collasso del “canale sinaptico unificato”(11), struttura che come una rete labirintica si estende tra miliardi di neuroni. Tale collasso fa scomparire la coscienza. Il paziente si presenta in coma più o meno profondo a causa della compressione.

Stessa attenzione e tempestività di intervento si impone, è ovvio, per la patologia emorragica extradurale (ematoma da frattura o grave contusione delle ossa fronto-parietali). Tali pazienti hanno un tipico ritmo a due tempi: il paziente cade, si rialza, una piccola arteriola o capillare corticale/meningeo lacerato sanguina, si forma l’ematoma in un tempo variabile e il paziente entra in coma alcune ore dopo, quando la raccolta ematica determina una compressione della corteccia cerebrale.

Sia che il paziente giunga ad un ospedale maggiore direttamente o dopo aver perso tempo prezioso nell’ospedale minore, la patologia compressiva, trascorse 2/3 ore dal trauma, si aggrava. I medici preposti sono consapevoli che sottoporre un paziente ad un intervento decompressivo può comportare la perdita degli organi sia in caso di esito positivo (guarigione) che negativo (morte), in quanto gli organi seguono il destino del paziente.

I parenti vengono tranquillizzati e tacitati con la frase rituale “faremo tutto il possibile per salvarlo”, ma rinunciando a qualsiasi intervento chirurgico decompressivo il destino del paziente è segnato. La dichiarazione di “morte cerebrale” copre qualunque malpractice ed evitando l’intervento i neurochirurghi, i rianimatori, i medici legali si sentono comunque al sicuro, poiché “Salvare gli organi ad ogni costo” è in linea con la filosofia di Stato.
Tale perverso comandamento elimina il salvare il paziente ad ogni costo, comandamento questo che affonda le sue radici nella storia della medicina.

Se il paziente comatoso giunge in ospedale con respirazione spontanea, ciò significa che i centri respiratori del bulbo non sono compromessi e pertanto non dovrebbe essere intubato se non per necessità operatoria. Di solito, però, il paziente arriva già intubato e ventilato automaticamente, anche quando non è necessario. Da quel momento le sue condizioni vengono valutate attraverso le risposte riflesse agli stimoli, l’esame elettroencefalografico e il test dell’apnea (sospensione della ventilazione, senza svezzamento, e attesa delle ripresa spontanea del respiro), che viene ripetuto anche più volte consecutive, per valutare la profondità del coma e stabilire il raggiungimento delle condizioni richieste dai protocolli dello Stato per la dichiarazione della cosiddetta “morte cerebrale”. Con questo test si intenderebbe saggiare la reattività dei centri respiratori alla CO2 (anidride carbonica che si accumula nel sangue dopo l’arresto). Ma, con l’arresto del respiro, si provoca anche una diminuzione dell’ossigenazione del sangue (anossia), la quale, specialmente se viene ripetuta, può determinare un aggravamento, sovente irreversibile, delle condizioni neurologiche già critiche di un traumatizzato cranico(12).

A tale proposito dobbiamo ricordare una legge di fisiologia generale: qualunque organo, sistema, tessuto o singola cellula, se viene sostituito nella sua funzione cessa progressivamente di esercitare la funzione, sino alla sua atrofia. E’ una legge ben conosciuta che riscontriamo nella metodologia dell’intubazione con ventilazione automatica. Ben lo sanno gli anestesisti, che per svegliare i pazienti dall’anestesia usano il metodo dello “svezzamento continuo e progressivo”, non utilizzato nel test dell’apnea.
Si perviene così alla convocazione della commissione medica che decreta, senza possibilità di obiezione di coscienza, una condizione di patologia che, rispondendo ai criteri imposti dallo Stato, è dichiarata irreversibile. Tutto ciò è conseguente alla mancata terapia d’urgenza. Tale dichiarazione pertanto rappresenta una condanna a morte annunciata e messa in atto d’autorità dopo un ridicolo periodo di osservazione di 6 ore che avvia il paziente all’espianto dei suoi organi.
Espianto che viene eseguito su un paziente che reagisce istantaneamente all’incisione chirurgica con movimenti degli arti e del tronco, aumento della frequenza del polso e della pressione arteriosa a conferma della sua vitalità, rendendo necessaria la somministrazione preventiva di farmaci curarizzanti (paralizzanti) o di anestetici. E’ solo con l’espianto degli organi che interviene la morte nel senso comune e classico del termine.

Il voler salvare gli organi ad ogni costo elimina la volontà di salvare il paziente ad ogni costo e così il concetto basilare della professione medica Primum Non Nocere viene tristemente abbandonato. E’ tempo di restituire ai medici il diritto/dovere di curare secondo scienza e coscienza senza limiti imposti dallo Stato e dalle centrali del potere sanitario che hanno imposto la finzione della “morte cerebrale”(4).
E’ tempo di rivedere drasticamente la legislazione in merito e dare voce ad un paziente che non può parlare, ma lancia il messaggio “perché non provate a curarmi?”. Qualcuno dovrà pure ascoltarlo.

Giovedì 13 ottobre, ore 20.30
Aula Magna Collegio Dante Alighieri
Via Nicolò Tommaseo, 10
Serravalle – Vittorio Veneto

PREDATORI DI ORGANI
Trapianti di organi: quello che non ti hanno detto
Relatrice Nerina Negrello

Ingresso libero… uscita… a pagamento!
Si chiede cortesemente un contributo di 5 € per le spese sostenute

ASSOCIAZIONE SaluSBellatrix
…se conosci puoi scegliere…le

Per altre informazioni sull’argomento espianto organi: www.antipredazione.org

.

fonte:  http://www.disinformazione.it/espiantorgani.htm

.

_________________________________________________________________________________________________________________________________

 

Della Valle compra pagine di giornali per criticare i politici: «Da molti di voi spettacolo indecente, vergognatevi»

Duro j’accuse alla politica

Della Valle compra pagine di giornali per criticare i politici

L’imprenditore: «Da molti di voi spettacolo indecente, vergognatevi»

.

http://ilquotidianoinclasse.corriere.it/wp-content/uploads/2011/04/img0112-640x506.jpg

«Vergogna», qualcuno la prova ancora? – aprile 11, 2011, Roberta IV Bss

.

Diegao Della Valle (Imagoeconomica)
Diego Della Valle (Imagoeconomica)

MILANO - «Alla parte migliore della politica e della società civile che si impegnerà a lavorare in questa direzione diremo grazie. A quei politici che si sono invece contraddistinti per la totale mancanza di competenza e di amor proprio per le sorti del Paese saremo sicuramente in molti a voler dire “vergognatevi”». Si conclude così il duro j’accuse alla politica (guarda) che l’imprenditore Diego Della Valle lancia sabato dalle pagine dei principali quotidiani italiani, come anticipato dal Tg La7.

TUTTI GLI SCHIERAMENTI - «Lo spettacolo indecente – si legge nelle pagine originariamente destinate alla pubblicità dei modelli di scarpe Tod’s – che molti di voi stanno dando non è più tollerabile da gran parte degli italiani e questo riguarda tutti gli schieramenti politici. Il vostro agire attento solo agli interessi personali e di partito trascurando quelli del paese ci sta portando al disastro e sta danneggiando la reputazione dell’Italia». Secondo Della Valle, «la classe politica si è allontanata dalla realtà , la crisi economica impone serietà competenze e reputazione che gli attuali politici non hanno, salvo rare eccezioni. Le componenti responsabili della società civile che hanno a cuore le sorti del Paese lavorino per affrontare con la competenza e la serietà necessaria questo difficile momento». (fonte: Ansa)
30 settembre 2011(ultima modifica: 01 ottobre 2011 09:42)

fonte:  http://www.corriere.it/politica/11_settembre_30/dellavalle-giornali-politici_90129dbc-eb99-11e0-bc18-715180cde0f0.shtml

_________________________________________________________________________________________________________________________________

e il mensile di emergency

“Troppo anziani ed egoisti”, il giudice toglie loro la figlia

“Troppo anziani e egoisti”
il giudice toglie loro la figlia

.

Sentenza choc del tribunale dei minori del Piemonte. La madre ha 57 anni, il padre 70. La bambina è nata grazie alla fecondazione artificiale al di fuori dai confini italiani. Ora ha un anno e mezzo. Secondo il giudice diventerà orfana in giovane età e prima ancora sarà costretta a curare il papà e la mamma

.

di SARAH MARTINENGHI

.

"Troppo anziani e egoisti"  il giudice toglie loro la figlia

.

I genitori sono “troppo” anziani perché l´hanno concepita a 57 anni la madre, e 70 anni il padre. E hanno desiderato “troppo” avere un figlio, andando contro le leggi della natura ed evidentemente ricorrendo alla fecondazione al di fuori dei confini italiani.

Sono i due punti cardine della sentenza choc pronunciata dal tribunale per i minori del Piemonte, che ha dichiarato “Viola” (il nome è di fantasia), bimba di un anno e mezzo, adottabile, togliendola per sempre ai suoi genitori che abitano a Mirabello, piccolo paese di mille anime tra le colline del Monferrato.
I giudici hanno infatti ritenuto che la piccola sia «il frutto di una applicazione distorta delle enormi possibilità offerte dal progresso in materia genetica». E la volontà di concepirla «è una scelta che, se spinta oltre certi limiti si fonda sulla volontà di onnipotenza, sul desiderio di soddisfare a tutti i costi i propri bisogni che necessariamente implicano l´accantonamento delle leggi di natura e una certa indifferenza rispetto alla prospettiva del bambino».

In concreto, spiegano i giudici Donata Clerici, Federica Florio, Alberto Astesano e Silvia Truffo, «i genitori non si sono mai seriamente posti domande in merito al fatto che “Viola” si ritroverà orfana in giovane età e prima ancora sarà costretta a curare i genitori anziani, che potrebbero avere patologie più o meno invalidanti, proprio nel momento in cui, giovane adulta, avrà bisogno del sostegno dei suoi genitori». Per questo riportano le parole della consulente tecnica secondo cui «il dato della differenza d´età per i genitori non assume alcuna rilevanza, essendo secondario rispetto all´appagamento del bisogno narcisistico di avere un bambino». Contro questa decisione l´avvocato Fabio Deorsola (che assiste i genitori insieme al collega Giulio Calosso) presenterà ricorso: «Si tratta di una sentenza fondata sul pregiudizio che considera l´adozione una misura alternativa al desiderio di genitorialità». Nella sentenza i giudici hanno esaminato a fondo i caratteri dei genitori riscontrando difficoltà pratiche nel gestire la piccola: “È stata allattata artificialmente ed è rimasta al nido per 5 giorni dalla nascita perché la madre non si sentiva in grado di tenerla in camera con sé». Contro i genitori è in corso anche un procedimento penale per abbandono di minore, perché i genitori l´avevano lasciata per alcuni minuti da sola in macchina (pur non avendola messa, secondo i giudici, in situazione di pericolo).

La piccola era nata il 26 maggio 2010 all´ospedale Sant´Anna di Torino, e la sua venuta al mondo aveva fatto scalpore proprio per l´età avanzata dei genitori. Il padre, in pensione, che aveva in passato ricoperto cariche istituzionali, e la madre che lavora nella biblioteca di una città piemontese, si erano sposati nel 1990, e avevano provato invano a adottare un bambino. La richiesta però era stata negata, nel 2003, per limiti d´età. Sette anni dopo hanno concretizzato il loro desiderio di diventare genitori. Ma solo per poco. Alla nascita di Viola, infatti, il tribunale ha subito aperto un procedimento sottoponendo i genitori-nonni a grande attenzione. Ed è bastata la segnalazione dei vicini di casa che avevano visto la bimba lasciata in macchina da sola piangere alle dieci di sera per far scattare, alcuni giorni dopo l´intervento di carabinieri e magistratura: Viola era stata presa e data in affido, a un mese di vita. «Stava dormendo nell´ovetto, non volevo svegliarla, e l´ho lasciata sola per sette minuti» ha spiegato invano il papà.

.

.

16 settembre 2011

fonte: http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/09/16/news/troppo_anziani_e_egoisti_il_giudice_toglie_loro_la_figlia-21740469/?rss

_________________________________________________________________________________________________________________________________

La copertina del mensile di settembre

Parigi caccia l’agente che denunciò il razzismo

Parigi caccia l’agente che denunciò il razzismo

Sihem Souid sospesa dal corpo di polizia francese, dopo le sue accuse alle forze dell’ordine. Abusi, offese e violenze sugli immigrati: “Ma io continuo la mia battaglia”


fonte immagine

.

dall’inviato di Repubblica ANAIS GINORI

.

Parigi caccia l'agente che denunciò il razzismo Sihem Souid

.
PARIGI – E’ un classico dei film noir francesi. Una poliziotta buona che denuncia quelli cattivi, e alla fine perde. Il finale amaro è stato confermato. L’agente Sihem Souid non potrà essere reintegrata nelle forze dell’ordine francesi, così come ha stabilito un tribunale amministrativo. Questa giovane e bella poliziotta aveva denunciato in un libro le discriminazioni contro gli immigrati nella polizia francese. Il suo libro “Omertà dans la police” è stato un duro atto d’accusa, raccontato dall’interno. Episodi di razzismo ordinario, senza tralasciare le complicità ai più alti livelli. Qualche settimana fa, dopo infinite polemiche finite sui giornali, il ministro dell’Interno Claude Guéant, ex braccio destro di Sarkozy all’Eliseo, aveva sospeso la donna dalle sue funzioni per violazione del segreto professionale e per oltraggio al corpo di polizia.

“Richiesta respinta” ha sentenziato ieri la magistratura respingendo l’ennesimo ricorso contro la decisione del ministro, dopo che in altre sedi la donna aveva vinto. La battaglia giudiziaria va avanti dal gennaio 2010, quando Sihem ha pubblicato per la prima volta le sue accuse. Dal 2006 è stata in servizio nella polizia di frontiera a Parigi, in prima linea sui fermi e i respingimenti dei sans papiers all’aeroporto di Orly. Subito dopo la pubblicazione del suo libro, era stato oggetto di un richiamo disciplinare e trasferita in ruolo amministrativo alla Prefettura di Parigi.

La poliziotta ribelle, nata trent’anni fa a Tunisi, non ha però accettato l’imposizione del silenzio. Negli ultimi mesi ha continuato a rilasciare interviste molto dure sugli abusi dei suoi colleghi contro gli immigrati, allargando la sua denuncia a comportamenti omofobi e persino episodi di stupri nei commissariati. Il 26 luglio il ministero dell’Interno ha così decisa una sanzione più pesante: 18 mesi di sospensione. Qualcuno ha paragonato Sihem a un’eroina che vuole ripulire una polizia spesso sotto accusa per le sue “bavures”, abusi normalmente tollerati dai superiori. Altri sostengono che è invece solo una donna in cerca di notorietà. “Non potevo tacere. Quello che ho visto è indegno dei nostri principi repubblicani” ripete Sihem. Per lei si è formato un comitato online di sostegno, con una petizione che sarà mandata a Guéant. Di sicuro, il caso non è chiuso qui.

.

LA PUBBLICITA’ RIPORTATA APPARTIENE ALLA TESTATA DI PROVENIENZA DELL’ARTICOLO

www.FamigliaCristiana.it
Volontariato
Notizie e approfondimenti sul sito di Famiglia Cristiana!
www.FamigliaCristiana.it

.

13 agosto 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/esteri/2011/08/13/news/sihem_souid-20420728/?rss

_______________________________________________________

 

e il mensile di emergencyLa copertina del numero di agosto
.

Ecco il numero di agosto, in edicola

DICIAMO NO AL CENTROSINISTRA, SI ALL’UNITA’ DEI COMUNISTI

Per aderire e sottoscrivere, manda una mail a: adesioni22ottobre@gmail.com    con nome, cognome, città ed eventuale partito di appartenenza

UNITI E COMPATTI VINCEREMO! FINO ALL’UNITA’ LOTTEREMO!

.

Diciamo no alle alleanze con il centrosinistra, e sì all’Unità dei Comunisti.

Siamo un gruppo di compagne/i appartenenti alla moltitudine dei partiti comunisti e alla diaspora.

La situazione sempre più reazionaria della destra e il comportamento sempre più complice dei partiti borghesi (PD e SEL), la mancata risposta dei partiti comunisti, la poca credibilità e la subalternità al pd e alla nuova sinistra moderata nonchè i comportamenti settari e autoreferenziali, ci impongono di scendere in piazza, subito prima dei due congressi del Pdci e del PRC, rivolgendoci però a tutti i partiti comunisti..

Questa volta la manifestazione la faremo in casa – tra comunisti- e siamo convinti che le dirigenze di tutti i nostri partiti, sensibili alle rivendicazioni, alle richieste ed alle volontà dei loro compagni, non si esimeranno dal darne seguito e risposta.

Dopo quindici anni di tattiche erronee e sempre simili a se stesse, dopo decenni di disfatte e revisionismi, è ora di dire basta con la subalternità al governismo e alle alleanze a tutti i costi col PD. Eliminare la destra del paese è un compito per noi prioritario ed ineludibile ed è per questo che ci battiamo da sempre nelle piazze per raggiungere questo obiettivo che però non può più essere strumentalizzato per sostenere un futuro governo di centrosinistra che flirta con Confindustria, sostiene le missioni militari all’estero ed è in linea con i poteri forti come Vaticano e BCE. Abbiamo ormai un’esperienza e un bilancio chiaro sulle esperienze fallimentari dei governi di centrosinistra che portano tutti a dover riconoscere che questa prospettiva è a sua volta nemica dei lavoratori e del popolo italiano.

Consci che la eventuale presenza di quattro parlamentari in un parlamento che, al di là dei giochi di ruolo e dei copioni, è compatto a favore dei padroni, non modificherà di una virgola le decisioni filo-capitalistiche e le controriforme dei partiti del cosiddetto “centrosinistra”. Crediamo sia venuto il momento definitivo per ricominciare a costruire un partito alternativo, autonomo ed in opposizione anche al PD e ai suoi accoliti. Un partito che sia avanguardia, che sia riconoscibile nelle lotte e nelle scelte politiche come strumento per la lotta di classe, un partito che non tentenni tra lo stare dalla parte dei lavoratori o degli accordi scandalo sottoscritti in campo sindacale, un partito presente e unitario,che lotti senza compromessi per l’eliminazione del precariato e della legge 30. Un partito dunque che si riconosca nei principi comunisti tutti i giorni e a tutti i livelli. Un partito che non abbia paura a fare opposizione e che lo faccia mettendo sempre al centro gli interessi e i programmi delle classi subalterne che deve rappresentare, che non sia morbido verso le scelte politiche o sindacali solo in prossimità di appuntamenti elettorali,che tralasci gli opportunismi a chi dell’opportunismo è maestro e per questo inviso da noi compagni e compagne. Un partito che sia credibile e non sia oggi contro la TAV senza se e senza ma e che poi invece frena e concede in vista di possibili accordi elettorali futuri con il PD, che non sia a parole per l’acqua pubblica e la sanità pubblica, ma contemporaneamente preghi per l’unità con sinistra e libertà che calpesta queste parole d’ordine a partire dalla Puglia, che non sia per la pace e contro le guerre imperialiste ma contemporaneamente supino alle alleanze con i guerrafondai del centrosinistra e lo supporti nel finanziare le missioni militari.

Tutto questo è film già visto e ci ha portato all’ulteriore declino e frammentazione, se non al vero allontanamento, abbandono e disaffezione di validi compagni all’impegno politico. Chiediamo un atto di coraggio e di discontinuità. La dimostrazione che i comunisti sono diversi e alternativi al modello di società dominante, nella questione morale, nelle lotte, negli obiettivi da perseguire e nella prospettiva di costruire una società diversa. La dimostrazione che il vertice ascolti e incarni i sentimenti politici della base che dovrebbe rappresentare e che si vuole lottare, uniti, per la classe lavoratrice, i precari, le donne, gli immigrati ed i pensionati a basso reddito, e non che si lavora per avere una poltrona con scorciatoie che non modificano nulla degli assetti presenti e che al contrario compromettono la nostra credibilità.

 Non ci interessano le lotte interne, non ci interessano le complicità sottobanco con altri, ci interessa tornare ad essere orgogliosi di definirci tesserati di un “Partito Comunista”. Non accetteremo di nuovo di piegarci ai ricatti della “Grande alleanza democratica” (2004) o di nuove alleanze subalterne variamente dipinte in questi quindici anni. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, nessuna utilità, nessuna crescita, al contrario,solo disillusione da parte dei compagni che si sentono ogni volta sempre più traditi.

Pertanto, la priorità su cui ricostruire questo Partito non può essere solo quella di tornare in Parlamento, soprattutto se non vincoliamo questo ritorno a un preciso programma tutto a vantaggio della classe e non a sostegno dei poteri forti. Parallelamente chiediamo l’inizio di un percorso condiviso verso una costituente aperta e partecipata, che porti alla realizzazione dell’unità dei comunisti, a un programma minimo anticapitalista e antimperialista e che non sia un progetto calato dall’alto stabilito a tavolino e per quote, ancora una volta lontano dai compagni e da tutte/i le/i comuniste ma frutto di un lavoro e di una discussione seria e costruttiva.

Un percorso condiviso che coinvolga tutte le diverse realtà comuniste disponibili e non solo un’unità tra i vertici di due partiti, ma l’apertura di una reale Costituente Comunista che dia vita ad una concreta opposizione di classe, contro lo squalo capitalista, contro il patto sociale, contro gli accordi truffa, supportati dal centrodestra e dal centrosinistra.

Noi chiediamo con coraggio e convinzione che ci sia una svolta realmente a “sinistra” e dal “basso”.

Per sostenere con forza questi obiettivi diamo appuntamento a tutti i compagni e tutte le compagne, a Roma, sabato 22 ottobre 2011, alle ore 15.00 sotto la sede della Federazione della Sinistra, per far sventolare di nuovo, con orgoglio, tutti insieme la nostra bandiera rossa.

Per aderire e sottoscrivere, manda una mail a: adesioni22ottobre@gmail.com

- – - – - – - – - – -

prime adesioni:

Gennaro Thiago Nenna, PRC Circolo Fortunato Cava de’ Tirreni (SA)

Costantino Borgogni, PRC Poggibonsi (SI)

Maria Antonietta Garofalo, PRC Castelvetrano ( TP ),

Elena Gaetti, PdCI Pavia

Valentina Marchesini, Circolo PRC Siena,

Fausta Dumano, Circolo PRC Carlo Giuliani Frosinone,

Mario G. Cossellu, Segreteria Circolo PRC/SE “Enrico Berlinguer” Bruxelles,

Mauro Salvi, PdCI Pavia,

Manuela Consogno, PdCi Pavia,

Nicola Iozzo, PDCI Vibo Valentia,

Francesco Andreini, PRC Siena,

Roberta Laura Vannini – Guidonia Montecelio (rm)-pdci

Tea Cernigoi, Torino

Andrea Salutari, coordinatore provinciale Giovani Comunisti Torino

Andrea Zampieri, PRC Mirano Ballan (VE)

Marina Susanna Loi, PRC Sardegna

Filippone Manuela Calamonac,i Rifondazione Comunista Federazione provinciale FdS

Katia Silvestrini, PRC Fabriano (ex segretaria circolo PRC Fabriano)

Massimo Filipponi detto Kolkov, Roma ex dirigente PdCI (non rinnovata la tessera per protesta)

Angelo Caputo, Giovani Comunisti (RC) circolo: Tiburtino III Roma

Anna Cotellessa, ex PdCI (non rinnovata la tessera per protesta)

Luca Furlan, dei Giovani Comunisti di Gorizia (circolo PRC di San Canzian d’Isonzo)

Maria Pina Chessa, (insegnante precaria) Circolo Centopassi PRC Nuoro

Luca Marini, PRC Prato

Angela Bindi – Circolo PRC di Sovicille – Siena

Iole Superchi, Allumiere, Circolo P.R.C di Allumiere

Luisa Monaco, circolo PRC San Lorenzo, Roma

Margherita Bravo, PRC Venezia

Andrea Cristofaro, Circolo PRC Carlo Giuliani Frosinone

Alessandra Aiello PRC Roma

Angelo Silvestri, Segreteria PRC CORI (LT)

Laura Scappaticci- senza tessera ex pdci- Arpino (FR)

Adele Patriarchi, insegnante Roma

Italo Nobile, Circolo Stella San Carlo all’Arena – Napoli

Pino de Luca, San Donaci (BR)

Loretta Mugnaini,  rappresentante PRC di Scandicci

Parissi Piero, Vignoli Mauro, Pucci Parizia, ex PRC non rinnovate le tessere per protesta(Scandicci)

Gianni BASSANI, responsabile provinciale Lavoro del P.R.C. SIENA

Alessandro Perrone, CU Monfalcone/FVG

Mario D’Acunto, Comunisti Uniti Toscana

Simone Servello, PRC Petrizzi CZ

Marina Sartor, operaia, Casole d’Elsa (SI)

Sandro Targetti, PRC – Circolo Ferrovieri Spartaco Lavagnini- Firenze

documento, primi firmatari e aggiornamenti su: http://appello22ottobre.blogspot.com/

fonte: http://www.facebook.com/notes/costantino-borgogni/diciamo-no-al-centrosinistrasi-allunita-dei-comunisti/235004009871385

MA NEMMENO STALIN… – fb: Storia di una lettera, di commenti scomparsi e di sedicenti comunisti e dei loro metodi ‘rieducativi’

MEA CULPA, MEA CULPA, MEA MAXIMA CULPA…

.

Gulag women living in overcrowded, poorly heated barracks. Courtesy of the International Memorial Society

fonte immagine

.

Mi rincresce turbare questa domenica estiva (però il tempo non è un granché… quindi magari vi faccio pure un favore) con questa nota che non avrei mai pensato di scrivere… ma secondo me l’accaduto è grave, gravissimo, e non essenzialmente perché riguarda me. Vedo di non dilungarmi troppo… l’altro giorno trovo in bacheca da un amico di FB questa immagine:

(qui immagine e commenti)

e scrivo:

“non aderisco, spero mi perdonerai… son stufa di 150 partitini, ne voglio UNO e GRANDE! e finché non ci mettiamo d’accordo sto dove sono… obtorto collo a volte, ma che senso ha passare da un partitino a un altro???”

rapida la risposta di un certo PMLI Londra:

“E INFATTI SONO GLI ALTRI PARTITI DELLA FALSA SINISTRA CHE DEVI MOLLARE…IN QUANTO NON LOTTANO PER ABBATTERE IL CAPITALISMO…..MA PER “MIGLIORARLO”…NOI DEL PARTITO MARXISTA-LENINISTA ITALIANO INVECE STIAMO CRESCENDO OGNI GIORNO A MACCHIA D’OLIO E SEMPRE PIU’ PERSONE CI STANNO SEGUENDO PROPRIO PERCHE’ HANNO CAPITO CHE NOI LOTTIAMO NON PER “MIGLIORARE” IL CAPITALISMO MA PER DISTRUGGERLO CON LA RIVOLUZIONE E PER IL SOCIALISMO. POI FA LA TUA SCELTA !”

ribatto:

“il capitalismo si abbatte, non si cambia… voglio essere islandese!!! be’ insomma, è un inizio… :)

e mi si replica:

“NON PERDIAMO NEMMENO TEMPO CON QUESTO QUALUNQUISMO…TU FAI PURE QUELLO CHE VUOI E CONTINUA A SOGNARE DI “ESSERE ISLANDESE” E AMARE IL CAPITALISMO…..NOI COMUNISTI DEL PMLI SEMINIAMO TRA IL POPOLO PER IL NOSTRO DISEGNO POLITICO. MA A QUESTO PUNTO SE NON TI INTERESSA IL NOSTRO PARTITO EVITA DI SCRIVERE QUI COSI ENTRAMBI EVITIAMO DI PERDERE TEMPO.OK? …GRAZIE !!!

NOI DEL PARTITO MARXISTA-LENINISTA ITALIANO INFATTI LE VOGLIAMO UNIRE LE FORZE E LE STIAMO UNENDO….MA CON CHI VUOLE LOTTARE

VERAMENTE…..QUINDI PER LA RIVOLUZIONE E L’ABBATTIMENTO DEL SISTEMA CAPITALISTICO PER IL SOCIALISMO……CON CHI INVECE SI PIANGE ADDOSSO E VUOLE LIMITARSI A QUALCHE RIFORMA MIGLIORE O PEGGIO ANCORA VUOLE CHE CI SIA UN’ALLEANZA CON CRIMINALI FALSI COMUNISTI COME VENDOLA, BERTINOTTI, PISAPIA, DE MAGISTRIS, FERRANDO, FERRERO E DILIBERTO (tra l’altro sempre piu’ odiati dalle stesse masse) CHE TUTTO SONO TRANNE CHE DA AVERE VICINI IN QUANTO SONO PARTE DELLA STESSA BORGHESIA DA COMBATTERE….QUELLO NO !…….L’UNIONE SI….MA CON CHI VUOLE VERAMENTE COMBATTERE E NON SOLO QUESTO GOVERNO NEO FASCISTA….MA L’INTERO SISTEMA CAPITALISTICO…VERO MARCIO DI FONDO !!!

RIBADIAMO PER LA SECONDA VOLTA….CHE CHI NON E’ INTERESSATO…VA BENE….PERO’ CHE EVITI DI SCRIVERE QUI IN QUANTO E’ UNA PERDITA DI TEMPO PER ENTRAMBI ! GRAZIE !”

Mi incupisco un po’, non solo perché non mi pare un buon metodo per confrontarsi con chi non la pensa al millesimo come te, ma per il fatto che non ero sulla bacheca di PMLI Londra, quindi non capivo bene come si permettessero di fare i padroni a casa degli altri. Fatti loro, comunque. Certo è che, se non vado a ribattere sulla bacheca di questo amico (perché semmai litigo a casa mia… o sulla bacheca del diretto interlocutore), non me ne sto zitta e buona. E infatti, pubblico da me:

“sono stata democraticamente invitata a non intervenire più dal PMLI Londra… eseguo, ma ciò non mi impedisce di commentare (a casa mia) il fatto che mi sembrano molto ma molto autoreferenziali… e poi io detesto quelli che hanno il vangelo in tasca. Più son piccoli, più son spocchiosi… io la vedo così.”( qui)

Arriva qualche commento, tra cui uno che mi invoglia a fare una nota in cui taggo parecchi amici di svariate collocazioni politiche – non tutti perfettamente allineati con me, ma questo per me non è mai stato un problema: si discute, ci si confronta, se si arriva ad un punto di incontro bene, altrimenti ognuno si tiene la sua idea… troppo facile forse).

La nota parte, con tutti gli interventi riportati sopra, e poi qualche mio commento sul fatto che neppure gli stalinisti più biechi si son mai permessi di parlarmi così, che se il mio segretario venisse sulla mia bacheca con i suoi diktat lo manderei a stendere e qualcosa d’altro che al momento non ricordo. Dopodiché pubblico una presunta lettera di un dirigente del PMLI (che qui non riporto, sperando che basti questo ad evitare altre incresciose sparizioni: magari la pubblicherò con nomi d’arte, giusto per farsi due risate) talmente fuori di testa (parlava di socialismo e morale sessuale) che concludo dicendo, più o meno (cito a memoria): “ se qualcuno è in grado di smentirla, lo faccia che mi farebbe solo piacere, perché per me è davvero triste pensare che dei compagni di un partito che si definisce comunista seguano certi diktat… sarà perché io non voglio santini né messia né vangeli da tenere in tasca…”.

Comincia la rissa: subito arriva PMLI Londra con insulti e minacce, tutte in maiuscolo (per motivi loro, mai spiegati), non solo nei miei confronti ma ovviamente verso tutti i commentatori, per poi negare l’evidenza (noi non insultiamo! Sì vabbé, dare del fascista, dell’ignorante e del vigliacco è un complimento…), arrivano pure un paio di sostenitori (tale Paolo Rossi… ma è una persecuzione! Possibile che debba litigare con tutti i “Rossi”??? è già il terzo… e una Ella nonsoché – mica mi posso ricordare tutti i nick… – che evidentemente manco si degnano di leggere ma lasciano la loro traccia con messaggi tipo “sei penosa”), poi arriva Alba a chiedere se non ci è venuto in mente che potesse trattarsi di un falso… e io che avevo scritto alla fine della nota? Dopodiché, lei in modo civile, ci informa che si tratta davvero di una bufala, mentre PMLI Londra improvvisamente ha la rivelazione: non si sta parlando di quanto da loro scritto (riconoscibile: tutto in maiuscolo) nell’altrui bacheca, ma di una lettera “a sfondo sessuale”. Una dice, adesso ci chiariamo… macché. Partono per la tangente accusandomi delle peggio nefandezze, compreso il fatto che avrei voluto tenerli scientemente all’oscuro delle mie manovre volte a delegittimarli e ridicolizzarli tramite non so bene quali strumenti messi a disposizione da fb.
Allora: chi mi conosce bene sa che non sono una grande cima, nell’utilizzo dei mezzi di fb, e che regolarmente chiedo a mia figlia… figuriamoci se scrivo una nota su fb per tenerla al riparo da sguardi indiscreti!!! Evidente poi l’intento denigratorio, vista la chiusura… dopodiché minacciano di denunciarmi alla loro dirigenza per opportune azioni nei miei confronti.

Siccome non mi fido, di costoro, chiedo che mi vengano dati gli indirizzi e-mail del loro CC o segretario o quant’altro, in modo da “autodenunciarmi”, perché se appena uno di questi vertici ha un minimo di cervello, per me è evidente che la cellula di Londra si piglia una di quelle strigliate epocali…. Dopo una decina di richieste ovviamente ignorate, finalmente mi dicono che gli indirizzi li trovo anche sul loro sito (grosso sforzo), al che ribatto che in mattinata avrei provveduto (nel frattempo si erano fatte le 4…). Vado a dormire tranquilla e serena, e stamattina la bella sorpresa: è sparita la nota con tutti i relativi commenti. Che l’abbia cancellata io è assolutamente fuori discussione, a volte soffro di sonnambulismo ma non sono così completamente rimbambita. Quindi, è stata opera di qualcun altro. Non sono qui ad accusare qualcuno di particolare, sia chiaro. Certo è che se ci si pone la domanda – mia, ormai classica – “a chi giova?” la risposta mi pare univoca… e non è bello.

Io non accetto questi metodi intimidatori e fascisti, soprattutto se vengono da qualcuno che si professa unico vero comunista. Io non accetto che qualcun altro, per un suo interesse personale, agisca da censore sulle opinioni altrui. Io non accetto che un nessuno qualsiasi si appropri dei miei dati e faccia quel che gli pare sulla MIA bacheca.

E’ evidente che non sono certo io a venirvi a dire di chi dovete o potete essere amici, anche perché non posso affermare con sicurezza chi è l’autore di questo bell’esempio di autoritarismo censorio. Ma è altrettanto evidente che mi aspetto che l’artefice di questo gesto venga pubblicamente a dichiararsi e mi chieda scusa. Perché poi la vigliacca sarei io…

Cosa c’entra il titolo? Ma è ovvio… è colpa mia, perché ormai dovrei aver imparato chi evitare come la peste… e invece, tutte le volte ci casco. Questa nota però la pubblico anche nel blog: vediamo quanto son lunghe certe mani?

24 luglio 2011

fonte:  http://solleviamoci.blogspot.com/2011/07/mea-culpa-mea-culpa-mea-maxima-culpa.html

________________________________________________

LIBRI – Il tempo della decrescita

Il tempo della
decrescita

.

Il tempo è giunto, anzi è già troppo tardi. Stiamo vivendo la sesta estinzione di specie di massa e rispetto alla quinta (quella dei dinosauri) il ritmo è da mille a trentamila volte superiore. Il tempo della decrescita (Serge Latouche e Didier Harpages, Il tempo della decrescita, introduzione di Marco Aime, Eleuthera, Milano 2011, pagg. 112, € 10,00) per scelta è ora. dice Serge Latouche. Fra un po’ non ci sarà nulla da scegliere ma solo razionamento delle risorse e carestie.

Queste le considerazioni di base di un testo che spinge alla riflessione e all’attivazione di un processo di cambiamento. E al di là della necessità, fa notare Marco Aime nella prefazione, il mito fondante dello sviluppo ha creato un immaginario dominante che non permette di vedere il malessere generato dal modello capitalistico. Un cambiamento è possibile solo partendo dalla decolonizzazione del nostro immaginario: “Uscire dall’ideologia mercantile e ripensare alle relazioni che abbiamo instaurato con lo spazio e con il tempo”, scrive Aime, recuperando ciò che Ivan Illich chiamava convivialità. E a questo si rifà anche Latouche quando spiega cosa si intende per decrescita: non rinuncia, non sacrificio, non miseria ma sobrietà e beni relazionali virtuosi.

Non si inneggia ad una riduzione dei consumi in nome di una vita di stenti e patimenti ma si fa notare come gran parte del modello della nostra vita sia basato sullo spreco e sulla convinzione che questo sia l’unico modo per soddisfare i propri bisogni (senza parlare dei sogni, ormai omologati ad un unico standard volto all’iper-consumo).
A questo si riallaccia l’altro significato di tempo, implicito nel titolo. “Certo, viviamo più a lungo (in media), ma senza avere mai il tempo di vivere”. L’orologio calcola il tempo di ogni nostra azione e meccanizza ciò che una volta era legato ai cicli solari e lunari. Tutto diviene (e deve divenire) calcolabile, quantizzabile e viene rapportato al denaro, alla produttività. Il trasporto da un luogo a un altro viene così percepito come perdita di tempo che collega due punti nello spazio: “Tempo perso tra due presenti, tra il dove si viene e il dove si va” scrive Yves Cochet, citato nel libro.

La velocità si tramuta così in mito e l’efficienza delle macchine diviene un modello da emulare. Ma secondo Latouche “abbiamo spinto troppo oltre questo processo di razionalizzazione disumanizzante ed è ora di voltare pagina.

.

Serge Latouche

.

Qui si inserisce nuovamente la proposta della decrescita, una “strategia” per ripartire da sé e dagli altri, per creare una nuova società che torni a fondarsi sul dono, sullo scambio di competenze e di tempo dedicato a noi. “Ripristinare un rapporto sano con il tempo significa, molto semplicemente, imparare nuovamente ad abitare il mondo e, quindi, liberarsi dalla dipendenza dal lavoro per ritrovare la lentezza, riscoprire i sapori della vita legati ai territori, alla prossimità e al prossimo”.
Un invito non tanto a tornare ad un mitico passato ma al contrario alla creazione di una tradizione rinnovata.
Un discorso interessante, portato avanti a suon di dati, esempi, esperienze virtuose e svolto con l’utilizzo di un linguaggio semplice ed efficace. Il lessico dell’ultima parte del libro inoltre si rivela essere un’utile guida attraverso i concetti e i termini a cui si fa riferimento.

Il nostro slogan è piuttosto questo: “Lavorare meno per vivere meglio!” Meglio promuovere l’otium del popolo che l’oppio dei media.

E.V.

.

fonte:  http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/

fonte immagine di testa

.

_________________________________________________

.

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 98 other followers