L’ATTENTATO DI BRINDISI – La bomba disinnescata e poi riattivata, il killer non ha colpito alla cieca

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L’ATTENTATO DI BRINDISI
La bomba disinnescata e poi riattivata
il killer non ha colpito alla cieca
L’ultima ipotesi degli investigatori. L’assassino ha lasciato passare le ragazze di un altro pullman: “Voleva uccidere quelle di Mesagne”
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di FRANCESCO VIVIANO
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I funerali di Melissa Bassi
BRINDISI - Il killer della strage davanti alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi, aveva due telecomandi. Uno per attivare l’innesco e far esplodere le tre bombole di gas, l’altro per bloccarlo. E li ha usati entrambi. La mattina di sabato ha attivato una prima volta l’innesco, forse per provare se funzionava. Poi lo ha spento. Quando è arrivato un primo pull-man, partito da Erchie, è rimasto a guardare. Circa trenta studenti hanno sfiorato la morte senza saperlo: sono scesi avviandosi verso l’ingresso della scuola e lui li ha lasciati sfilare.
È stato solo poco dopo – quando davanti all’istituto si è fermato un secondo pullman, quello proveniente da Mesagne – che l’uomo apposto dietro il chiosco davanti alla scuola ha azionato il tasto del telecomando. Erano le 7.42. Melissa e le sue amiche hanno avuto solo il tempo di fare pochi passi: le tre bombole del gas sono esplose investendole con una pioggia di schegge e avvolgendone alcune nelle fiamme.
È l’ultima ricostruzione fatta dagli investigatori, ormai convinti che il killer non abbia colpito alla cieca. “Voleva uccidere proprio le ragazze di Mesagne”. Perché? “Ancora non lo sappiamo, stiamo cercando di capirlo” rispondono. Per questo molti genitori degli studenti di Mesagne iscritti all’istituto Morvillo Falcone sono stati sentiti dal gruppo interforze di carabinieri e polizia che mai come prima d’ora stanno collaborando senza rivalità. Tutti concentrati a catturare nel tempo più rapido possibile quell’assassino a cui danno la caccia anche decine di agenti dei servizi segreti inviati dall’Aisi a Brindisi.
Ognuno ha un settore da scandagliare, nessuna pista viene tralasciata anche se quella privilegiata, come testimoniano i numerosi interrogatori di questi giorni, è quella di un uomo esperto di elettrotecnica, in grado di confezionare un ordigno e un sistema di innesco come quelli che hanno provocato la morte di Melissa.
Si cerca un collegamento tra la scuola Morvillo Falcone e il paese di Mesagne. Nelle ultime ore sono stati ascoltati dagli inquirenti quattro tra insegnanti e dipendenti della scuola. E ieri sera è circolata la voce secondo la quale ci sarebbe un nuovo supersospettato, abitante nella provincia di Brindisi. Gli investigatori hanno anche rintracciato e interrogato il re del contrabbando pugliese, Francesco Prudentino, più noto come “Ciccio la busta”, che ha rinunciato ad essere sentito davanti al suo avvocato di fiducia: “Non ne ho bisogno, non ho niente a che vedere con quella bestia. Se avessi la possibilità di prenderlo lo ammazzerei” ha detto lui alla Gazzetta del Mezzogiorno.
Gli investigatori stanno cercando poi l’eventuale complice dell’uomo che ha schiacciato il pulsante. È stato rintracciato un giovane, un topo d’appartamenti, che nella notte di venerdì scorso era stato captato dalle telecamere mentre cercava di portarsi via il cassonetto dove il killer aveva piazzato le tre bombole di gas. “Poi ci ho rinunciato – ha detto il ladro – e sono andato via”. Gli inquirenti hanno anche setacciato tutti i rivenditori di bombole di gas di Brindisi. Ma quelle utilizzate per la strage sono state comprate altrove: gli esperti della scientifica hanno trovato i marchi di fabbrica e nessuna bombola di quel tipo si trova nella città pugliese.
“Stiamo vagliando tutte le ipotesi” dice il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso. Che aggiunge: “Non dobbiamo né possiamo anticipare giudizi. Non sappiamo ancora se si tratta di una mente lucida o di un folle”.
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fonte repubblica.it
Non ha soldi per la gita del figlio, tenta il suicidio tagliandosi le vene

Non ha soldi per la gita del figlio
tenta il suicidio tagliandosi le vene
Il dramma di una mamma disoccupata di 40 anni. Salvata da un amico
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PADOVA – Non ha i soldi per la gita scolastica del figlio e tenta il suicidio. A quella richiesta del suo bambino di avere del denaro per divertirsi con i compagni di classe, la mamma padovana di circa quarant’anni ha dovuto dire di no.
È il primo pomeriggio di qualche giorno fa. «Lo sai tesoro mio che la tua mamma è disoccupata. Non trovo lavoro e quei soldi non li ho». Il figlio, la disperazione della sua mamma non la comprende. Vuole solo passare una giornata con i suoi amici. Si arrabbia, risponde male alla mamma e scappa di casa. La madre è afflitta. Fatica a tirare avanti. Ogni giorno prova a trovare un impiego. A volte lavora come donna delle pulizie. Abita da sola con il figlio in una casa Ater in zona Stanga. Il marito l’ha lasciata e senza uno stipendio è impossibile vivere. Disperata, prima ha ingurgitato alcune pastiglie di antidepressivi e poi si è tagliata le vene. Prima aveva chiamato un amico e gli aveva raccontato del suo malessere. Preoccupato, un’ora più tardi dalla telefonata, è andato a trovarla. Quando ha capito che qualcosa non andava, ha chiamato il 118. Sul posto è arrivata un’ambulanza e una pattuglia dei carabinieri del radiomobile.
La mamma è stata trasportata al pronto soccorso, dove i medici le hanno salvato la vita. Ora è fuori pericolo. È seguita da uno psicologo e dai Servizi sociali del Comune. È intervenuta anche la scuola del figlio. L’istituto ha messo i soldi per la gita scolastica del bambino. Adesso la mamma ha paura che le portino via il suo figlioletto. Il tentativo di suicidio è visto come un pericolo per il minore dai Servizi sociali. Il ragazzo è stato affidato al momento a un familiare della giovane mamma.
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fonte ilmessaggero.it
“La mafia uccide, il silenzio pure”: Ragazzi da tutta Italia sulla nave della legalità
Jovanotti – Omaggio a Falcone e Borsellino
Caricato da CicciomaxTV in data 02/lug/2008
“La mafia uccide, il silenzio pure”
Ragazzi da tutta Italia sulla nave della legalità
Nel ventesimo anniversario di Capaci, studenti di ogni età in viaggio per Palermo. A bordo anche alcune compagne di Melissa, la sedicenne uccisa nell’attentato di Brindisi

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dall’inviato di Repubblica VALERIA TEODONIO
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CIVITAVECCHIA - “In.. Capaci di dimenticare”. “La mafia uccide. Il silenzio pure”. Decine di scritte come queste colorano i cartelli dei 2600 studenti a bordo delle due Navi della Legalità che da Civitavecchia e da Napoli raggiungeranno Palermo, dove domani si svolgeranno le manifestazioni per ricordare il ventesimo anniversario delle stragi di Capaci e di via D’Amelio . Un “viaggio della Legalità” organizzato dalla Fondazione Giovanni e Francesca Falcone e dal ministero dell’Istruzione per dire “no a tutte le mafie”. I ragazzi indossano magliette bianche con stampata una frase di Falcone: “Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”. Prima della partenza, sulle facciate della navi, sono state srotolate le gigantografie di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
A bordo, ragazzi di tutte le età, dalle elementari alle superiori, arrivati da 250 scuole di tutta Italia. Nessuno di loro era nato, 20 anni fa, quando Falcone e Borsellino vennero assassinati. Ma – dicono gli organizzatori – sulle loro gambe continueranno a vivere quelle idee di cui parlava Falcone. Idee che neanche la mafia può uccidere. Perché l’obiettivo di questo viaggio è proprio questo: tramandare di generazione in generazione la cultura della legalità e l’impegno a contrastare tutte le mafie. Con i ragazzi viaggeranno anche il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, il procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso e il fondatore di Libera Don Luigi Ciotti. Piero Grasso farà il viaggio con il nipotino Riccardo. “Non abbiate paura – ha detto agli studenti – tutti insieme dobbiamo vincere quella paura che volevano metterci”.
Chi era Giovanni Falcone? Lo chiediamo ai bambini che stanno per imbarcarsi sulla nave della Legalità in partenza da Civitavecchia. “Una persona che non dobbiamo dimenticare” – risponde Serena, 9 anni – Siamo qui per non scordarlo mai”. “Falcone ci ha insegnato che la mafia va combattuta – aggiunge Pietro, 10 anni – e questo è il nostro modo per lottare”. Prima di salpare è stato osservato un minuto di silenzio per Melissa, la studentessa uccisa nell’attentato di Brindisi. A bordo ci sono anche alcuni suoi compagne di classe: “Ora non lasciateci soli - dicono Aurora e Chiara - vogliamo ricordarla. Dobbiamo parlarne ogni giorno. E vogliamo risposte”. Con loro hanno portato uno striscione: “Melissa è con noi”.
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fonte repubblica.it
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Capaci di Essere Capaci – testo: Giovanni Lanza, Vincenzo Zito; musica: Vincenzo Zito
Pubblicato in data 18/mag/2012 da operbbach
Canzone scritta per ricordare le vittime delle stragi di
Capaci, Via d’Amelio vent’anni dopo.
Giovanni Falcone
Francesca Morvillo
Antonio Montinaro
Vito Schifani
Rocco Dicillo
Assassinati il 23 maggio 1992 a Capaci
Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande.
Giovanni Falcone
Paolo Borsellino
Emanuela Loi
Agostino Catalano
Vincenzo Li Muli
Walter Cosina
Claudio Traina
Assassinati il 19 luglio 1992 in Via D’Amelio a Palermo
Alla volontà del mondo politico di recidere questi legami con la mafia. Io non ho mai creduto. Paolo Borsellino
Dedicata a tutte le vittime delle stragi, anche a quelle non citate.
CAPACI DI ESSERE CAPACI
Testo di Giovanni Lanza e Vincenzo Zito
Musica di Vincenzo Zito
Capaci di essere capaci per non morire,
capaci di essere capaci per cambiare,
capaci di vivere a Capaci, restare qua, non andare mai via!
Capaci di essere capaci e crescere insieme!
Mai fu solo nella lotta, tanti furono i seguaci,
parenti, amici, donne: uomini molto audaci.
Sostennero con forza e passione, l’ideale, l’uomo,
al di sopra la paura e sopravvissero al frastuono.
Insieme a Borsellino caro amico e collega,
la cui successiva morte più forte a lui lo lega.
Ogni grande uomo ha bisogno di una grande donna
che lo ami, lo segua perfino alla gogna.
Capaci di essere capaci…
Francesca Morvillo, più lungo il suo calvario
Dietro a lei Costanza, l’ufficiale giudiziario
come loro altri uomini che difendevano noi e lo Stato
contro la barbara arroganza la vita hanno dato.
Dicillo, Montinaro, Schifani giovani agenti della scorta,
l’ingenerosa sorte nei nostri cuori non è mai morta.
Il dolore, la disperazione e le lacrime delle persone care
hanno la forza di perdonare, ma loro… non vogliono cambiare.
Capaci di essere capaci…
Giovanni Falcone dagli occhi scuri, con ali d’argento
dall’alto scruta il mondo col viso contento
son vent’anni che è volato, da Capaci, come il vento
e noi siamo qui a credere, a sperare nel cambiamento.
Capaci di essere capaci per non morire,
capaci di essere capaci per cambiare,
capaci di vivere a Capaci, restare qua, non andare mai via!
Capaci di essere capaci e crescere insieme!
E crescere insieme!
E crescere insieme! Capaci di essere insieme!
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Canzone per Falcone e Borsellino
Caricato da Lucadorimusic in data 24/lug/2009
“Sete di Giustizia” e’ una canzone dedicata a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Registrata presso il BonaFide Studio di Londra nel settembre del 2007. Testi e musica di Luca Dori. Luca vive e lavora a Londra. Per maggiori informazioni potete scrivere a: luca.dori@yahoo.co.uk
NAPOLI – Scoperta scuola abusiva per 116 bambini stranieri

Piazza Dante, scoperta scuola abusiva per 116 bambini stranieri
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NAPOLI – Una scuola per oltre cento bimbi dello Sri Lanka completamente abusiva è stata scoperta dalla polizia municipale a Napoli. È a seguito di diverse segnalazioni che i vigili urbani sono intervenuti in piazza Dante dove la scuola era stata aperta in un appartamento di 12 vani posto al primo piano di un palazzo.
Ogni stanza era differenziata «dal grado di difficoltà» ovvero dalla classe di appartenenza degli alunni.
Tutte le mattine l’ingresso in aula avveniva durante il consueto orario scolastico e le lezioni si svolgevano per oltre 116 bambini di età compresa tra i tre e gli undici anni.
I responsabili sono risultati privi delle autorizzazioni necessarie. Immediatamente gli agenti hanno avvisato i magistrati che a loro volta hanno disposto l’affidamento dei minori ai genitori; richiesto un sopralluogo del personale dell’Asl che ha riscontrato carenze igieniche nell’appartamento, in quanto era stata predisposta anche una cucina, servizi igienico-sanitari non a norma di legge e la mancanza delle dovute misure di sicurezza (agibilità, prevenzione incendi ecc.).
I genitori saranno tutti identificati e denunciati per evasione scolastica di minori.
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fonte ilmattino.it
«Mi chiamo Melissa, che succede? Poi ha chiuso gli occhi per sempre»

«Mi chiamo Melissa, che succede? Poi ha chiuso gli occhi per sempre»
Il racconto del medico che l’ha soccorsa: si è spenta tra le mie braccia
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dall’inviato de IlMattino
Marida Lombardo Pijola
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BRINDISI – Gli occhi della ragazza erano fari accesi nel volto incenerito, erano pozzi grandi e profondi di paura, e lei li ha dilatati così che raccogliessero tutto il suo stupore, e li ha piantati negli occhi del dottore che l’assisteva in ambulanza, e ha detto «mi chiamo Melissa», e ha chiesto «che è successo?», e poi si è addormentata.
La vita di Melissa, racconta quel dottore, se n’è volata via così, scivolando sul soffio di quel nome un po’ da principessa e un po’ da fata. Un nome sussurrato con l’ultima esalazione di energia. Così è morta Melissa, lasciando sospeso il suo interrogativo, lo stesso che ora assilla chiunque le sia sopravvissuto: che è successo?
Melissa Bassi da Mesagne, 16 anni, detta Trizza, treccia in salentino, per l’acconciatura da bimba delle sue chiome lunghe e vaporose. Melissa che sorrideva sempre, e sorrideva a tutti. Melissa dai capelli rossi e dalle efelidi sull’epidermide bianca come il latte, dagli occhi grandi e accesi, dalle ciglia lunghe come quelle di una bambola, dal viso grazioso e regolare. Melissa un po’ Pippi Calzelunghe e un po’ Jennifer Lopez, a cui sapeva di assomigliare un po’. Melissa che amava la musica, e la moda, e cantava, e digitava su Facebook, e sognava di fare la stilista ma studiava da assistente sociale, e faceva ciò che fanno tutte le altre, e come tutte le altre era viva, viva fino a ieri.
«Era bella», «era un angelo», «era sempre allegra», «era dolcissima», era com’è ogni ragazza alla sua età, come ogni ragazza della sua età viene consegnata alla memoria, con garbo, con delicatezza, con amore, quando muore. Melissa è già sublimata, è già perfetta, nel ricordo dei suoi compagni, di Noemi e Annachiara, di Eddi e Giangiacomo, di tutti quelli che sarebbero potuti morire al posto suo, ghermiti nel mucchio da una bomba davanti alla scuola dove studiano, lasciando sospeso pure loro quell’interrogativo che ora lanciano con rabbia, con dolore: «Ma noi che c’entriamo?».
«Non è possibile che la mafia se la prenda coi ragazzi», «qui a Brindisi queste cose non succedono», «dev’esserci un’altra spiegazione». Cercano spiegazioni introvabili, inaccessibili, inaccettabili, piangono tutti assieme nei corridoi dell’ospedale Perrino, i ragazzi della scuola Morvillo Falcone. Si aggirano nei corridoi a caccia di notizie, cercando di salutare le quattro compagne ricoverate lì. Parlano di Melissa e della mafia, in un innaturale intreccio di pensieri, di paure, nel quale si è ingorgata la loro vita.
Raccontano di «mamma Rita che diventerà pazza di dolore, lei era figlia unica», e delle cosche di Mesagne; del «gatto Punto, che Melissa per lui stravedeva», e della mafia salentina, di quella sagoma inquietante che si è materializzata all’improvviso, lasciando cadere le barriere tra il loro diritto alla serenità e il terrore, tra la barbarie e l’umanità, tra gli uomini e i mostri. Che sia stata la mafia oppure no.
«Di mafia parliamo sempre a scuola», «abbiamo vinto anche un concorso», ma cosa c’entra, questo, con le loro vite? Che ne sapevano, Melissa e gli altri, che puoi viverci assieme, con la mafia, senza riconoscere la risonanza delle sua barbarie? Che ne sapevano, che Francesca Morvillo e Giovanni Falcone, al quali il loro istituto è intitolato, non sono eroi di un secolo lontano, come quelli delle scuole Cavour, Mazzini o Garibaldi; che sono eroi vicini, nella continuità di un tempo che potrebbe persino rivelarsi meno feroce di quello in cui vivono loro. Un tempo nel quale si ammazzavano i magistrati, i bimbi no. E che ne sapevano, i compagni e gli amici di Melissa, che un giorno avrebbero potuto citare le nuove possibili vittime di mafia dal registro delle loro classi, e raccontare anche loro, per conoscenza diretta, i nuovi eroi.
Intanto, che sia stata la mafia oppure no, «torneremo a scuola martedì per dire no alla violenza e ricordare Melissa», «e ce la porteremo per sempre nel cuore», e il suo epitaffio sarà la sua innocenza, la sua normalità.
Melissa che viveva in un piccolo e modesto appartamento della città a otto chilometri da Brindisi dov’è nata la Sacra Corona Unita, e mai avrebbe pensato che questo potesse riguardare la sua vita. Melissa figlia di Roberto, 48 anni, piccolo artigiano e piastrellista, e di Rita, 45 anni, casalinga e parrucchiera a tempo perso, alla quale era legata in maniera viscerale, e che non ha retto alla notizia, e si è sentita male, e l’hanno portata in ospedale.
Melissa coccolata dai suoi come una principessa, e che giocava ancora come una bambina, e che portava da mangiare ai gatti. Melissa che era adorata dai suoi amici, e non andava in discoteca, e preferiva passare i pomeriggi nella villa, il punto di ritrovo del ragazzi di Mesagne. Melissa che si svegliava alle sei per arrivare in tempo in istituto, ed era tra le prime della classe. Melissa innamorata del suo Mario, il diciottenne che studiava alle scuole serali, col quale era fidanzata da sei mesi. Melissa che adorava Kate Perry, e la canzone Teenage dream. «We can dance until we die. We’ll be forever young», cantava a memoria. Senza sapere che, alla sua età, può capitare di morire per davvero. Prima ancora di aver cominciato a vivere. Non solo per amore.
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fonte ilmattino.it
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“Teenage Dream” – Official Lyric Video
Caricato da KatyPerryMusic in data 24/lug/2010
The official lyric video for her latest single “Teenage Dream.” Buy it on iTunes here: http://bit.ly/kpteendream
Photos by Ari Michelson.
Bomba a Brindisi, il killer in un video nelle mani degli investigatori / Le testimonianze, «Bruciavano, non riuscivamo a spegnerle»

Bomba a Brindisi, il killer in un video nelle mani degli investigatori
L’attentatore ripreso dalle telecamere. Interrogato un ex ufficiale dell’aeronautica. Tutti gli approfondimenti all’interno dell’articolo
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di Massimo Martinelli
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ROMA – Più che una pista investigativa, è una speranza: quella che a piazzare la bomba di ieri sia un cane sciolto della criminalità organizzata. «Uno fuori controllo», spiegano alla Criminalpol. E intantopassano allo scanner elettronico il suo profilo, purtroppo sfuocato, ripreso da una telecamera di sicurezza. Perché almeno questo particolare, gli uomini della Questura di Brindisi, lo hanno già portato a casa: quello di un uomo a volto scoperto che sposta il cassonetto per la raccolta differenziata della carta, su via Palmiro Togliatti all’angolo con via Galanti. La manovra è stata registrata alle due e mezza circa della scorsa notte, dopo il passaggio dei mezzi della nettezza urbana. E quello è il cassonetto che è esploso cinque ore dopo, imbottito con tre bombole di gas collegate a un detonatore radiocomandato.
Probabilmente un telefonino, che con una chiamata a distanza ha innescato la scintilla che ha incendiato il gas incamerato nel cassonetto. E anche questa è una traccia. Perché lo stesso uomo ripreso dalla telecamera, probabilmente era in via Palmiro Togliatti anche al momento dello scoppio per effettuare la chiamata mortale con il suo cellulare. E quella telefonata, se c’è stata, è rimasta registrata dal ripetitore che copre la zona. Che già ieri è stato «scaricato», come si dice in gergo, per isolare quei due numeri telefonici: quello del sicario e quello del cellulare nel cassonetto, che è servito da detonatore. Nella serata di ieri è stato sentito a lungo un ex ufficiale dell’Aeronautica, di circa sessant’anni e anche esperto di elettronica; i suoi familiari hanno una rivendita di bombole, lui potrebbe avere fatto il resto. Ma la pista, almeno per il momento, non convince del tutto gli inquirenti.
Ecco perché le prime indagini non bastano a dare serenità agli investigatori. Perchè nessun capo della Sacra Corona Unita apprezzerebbe un gesto odioso come quello di ammazzare i ragazzi davanti alla scuola. Alcuni dei piccoli boss che ieri hanno subito le perquisizioni l’hanno anche detto: «Che venite a fare? Se lo pigliamo, ve lo portiamo noi uno che ammazza le bambine davanti alla scuola». È su questo grande interrogativo che si lambiccano a Roma, ai piani alti del dipartimento di Pubblica Sicurezza. Perchè ad ogni pista corrisponde un elemento in contraddizione. E perché nessuno, almeno tra gli investigatori della polizia e dei carabinieri, vuole condividere almeno per il momento l’analisi che hanno fatto – seppure con parole diverse – alcuni magistrati antimafia. Come Piero Grasso, capo della Dna: «È terrorismo puro». E come Antonio Ingroia, procuratore aggiunto a Palermo: «Vedo analogie con le bombe del ’93: c’era un governo tecnico, c’era una forte crisi economica, il sistema politico vacillava dopo le inchieste di Mani Pulite». E le bombe del ’93, quelle a Firenze in via dei Georgofili, come quelle a Roma di San Giorgio al Velabro,avevano mandanti occulti, almeno secondo le indagini. Mandanti che, si ipotizza, avevano interessi più «politici» che criminali.
Tuttavia, spiegano gli investigatori, è ancora presto per dirigere le indagini in una direzione precisa. Così la procura di Brindisi ne ha imboccate diverse, tutte con un filo di scetticismo. C’era stata una lite violenta tra ambulanti due giorni fa, proprio dove è esploso il cassonetto. E poi la pista del terrorismo islamico, proprio nella città che è diventata la porta di accesso degli immigrati che arrivano dalla Grecia: la tecnica per la preparazione dell’esplosivo sembra jihadista ma colpire la scuola – riflettono gli analisti dell’antiterrorismo – non ha un grande valore simbolico. E infine la pista anarchica, anch’essa debole. Soprattutto dopo avere letto quel volantino di Genova in cui gli attentatori di Adinolfi raccontano quanto sofferta è stata la decisione di gambizzarlo: «Figuriamoci se si mettono a uccidere i ragazzi» scuote la testa un investigatore.
Ultimo aggiornamento: 11:53

Uno cartello esposto durante la manifestazione a Brindisi dopo l’attentato alla scuola “Morvillo Falcone” – La cronaca della giornata – fonte tg24.sky.it

GALLERY – Milano scende in piazza per l’attentato a Brindisi – fonte milano.repubblica.it
IL RACCONTO DEL DRAMMA DAVANTO ALLA SCUOLA DI BRINDISI
«Bruciavano, non riuscivamo a spegnerle»
La signora Luisa Conte ha attraversato il parco correndo a perdifiato «Una ragazza gridava “mi sento scoppiare”»
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Dall’inviato CorSera MARCO IMARISIO
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BRINDISI – Tutti hanno visto le ragazze in fiamme. «Uno strazio, a terra c’era uno strazio». Il pensionato Teodoro Minoia, che dorme poco e beve il primo caffè alle sette e mezza del mattino, si aggrappa a quel termine come al suo bastone da passeggio, per proteggersi da immagini che non escono più dagli occhi. «Un signore ha tagliato con le forbici i pantaloni di una studentessa a terra. Sembrava il morso di uno squalo». Nico mangiava una focaccia seduto al tavolino esterno del suo bar. «Avevano preso fuoco, facevamo fatica ad avvicinarci. Non si spegneva neppure a batterlo con le mani». Un sospiro, lo sguardo che si perde nel vuoto, che torna a quegli istanti. «Non si spegneva». La signora Luisa Conte dice di aver attraversato il parco correndo a perdifiato ma non importa, non ci sono meriti quando non riesci a fare nulla. «Una ragazza gridava “mi sento scoppiare”. Un’altra ci implorava: “Aiutateci”. Ma nessuno osava toccarle. Bruciavano, e intanto noi non sapevamo cosa fare».
Bomba davanti alla scuola intitolata a Falcone

Brindisi, una mattina di maggio con il sole già alto in cielo. Una scuola e le voci di tante studentesse che aspettano la campanella per varcare il cancello. Una scena normale e sacra al tempo stesso. Il quartiere Commenda, edilizia anni Settanta, case popolari e qualche spicchio di verde per la socialità in mezzo a tanto cemento, si sta risvegliando. Le ragazze di Mesagne scendono dall’autobus. È arrivato alle 7.30, quasi in orario, al parcheggio in fondo a viale Togliatti, che dopo l’incrocio con la scuola diventa viale Aldo Moro. Oggi non c’è fretta, oggi la cosa più importante è portare autorizzazioni e soldi dei genitori per assistere alla sfilata di moda che si terrà a inizio giugno. È un sabato veloce, orario corto, il mare e le vacanze sono a un passo, meno di un mese alla fine dell’anno scolastico. «Una giornata con poca affluenza» dice il professor Mimmo Tardio, che alla prima ora doveva spiegare il neorealismo di Giovanni Verga, e adesso abbassa gli occhi perché quasi si vergogna ad averlo solo pensato, quel «per fortuna» che stava per aggiungere alla sua frase.
Melissa Bassi e le sue amiche parlano e intanto camminano sul lato sinistro del viale per 250 metri. Il gruppo si mischia con quello sceso dal pullman appena giunto da Latiano, l’istituto intitolato a Francesca Morvillo Falcone raccoglie soprattutto studenti dai comuni intorno a Brindisi. Attraversano la strada, costeggiano il Tribunale, svoltano a destra in via Galanti e ci sono. In anticipo di almeno dieci minuti sull’ingresso, al solito. Sono ragazze come tante, anche se dopo il passato delle loro famiglie verrà scannerizzato alla ricerca di un appiglio che possa spiegare l’inspiegabile. Tre di loro hanno una parentela con pregiudicati della Sacra corona unita, mentre il papà di Veronica, che ha 15 anni e non sappiamo se continuerà a vivere, avrebbe amministrato alcuni terreni espropriati alle mafie e gestiti dall’associazione Libera. Nessuna delle superstiti ricorda di cosa stessero parlando. «Le solite cose, cosa facciamo stasera, insomma il solito». Nessuno fa caso al bidone blu della raccolta differenziata appoggiato al muro, ben distante dal suo «gemello» giallo dall’altra parte della strada. Se ne renderanno conto solo i bidelli, con l’inevitabile senno di poi.
Brindisi: ciò che resta della strage

L’esplosione avviene alle 7.45, forse un paio di minuti prima. Al primo boato ne segue un altro, un suono che viene descritto come un tonfo ed è solo l’onda d’urto che testimonia di una potenza assurda, feroce. Le sbarre della balaustra di ferro che sovrasta il muro vengono divelte e schizzano in ogni direzione come missili. Infrangono i vetri degli appartamenti ai piani alti di quelle che tutti chiamano le «case rosa», oltre il giardinetto di fronte alla scuola, si conficcano in una porta laterale della chiesa al fondo di via Galanti. Il reperto più lontano, schegge della spessa plastica del bidone e pezzi di ferro, viene trovato accanto al monumento dei caduti del mare, nell’omonima piazza, lontana 450 metri dal luogo dell’attentato. Una distanza che azzera ogni discorso, che ammutolisce chi ancora spera in una tragedia con cause private, una strage da ragazzi.
La nuvola di fumo grigio avvolge l’area per almeno due minuti. In quella coltre dall’odore acre si sentono solo grida e implorazioni, raccontano il barista e il pensionato. Quando si dirada ci sono le ragazze a terra, c’è un quartiere di solito chiassoso che piomba nel silenzio rotto solo dalle sirene delle ambulanze. Melissa viene appoggiata ai bordi della piazza di fronte, comincia a morire in uno slargo che non ha neppure un nome, è solo l’incrocio tra due vie circondato da balconi dai quali si affaccia gente spaventata. Il resto sono immagini che sembrano venire da Baghdad. «Corpi lacerati a terra», dice il professor Tardio. Don Luigi Ciotti, che oggi era atteso alla Carovana della legalità, viene ammesso nel perimetro dell’esplosione e ne esce singhiozzando. Il barista Nico intanto piange. La signora Conte aggiunge altri particolari sulla carneficina. Tutte testimonianze da emendare. Dettagli orrendi, davvero iracheni.
Adesso che una scuola è diventata la scena di un crimine, sul marciapiede a ogni corpo caduto a terra corrisponde un tassello bianco con una lettera dell’alfabeto per i rilievi della Scientifica. Una ragazza morta, un’altra in fin di vita, altre cinque gravemente ferite, che rischiano di subire mutilazioni, comunque segnate per sempre. Nel vento che si è alzato all’improvviso volteggiano i fogli dei quaderni delle ragazze, sparsi per terra, come inutili scarti di una tragedia. Ne raccogliamo uno, a righe grosse. «Prima domanda: che cos’è l’Assemblea costituente? Seconda: quali sono i caratteri della Costituzione italiana (pag. 118)». È tutto fuori posto, così assurdo. È accaduto qualcosa di più insensato di quanto siamo capaci di immaginare.
C’è un silenzio irreale che circonda questo angolo di quartiere. I negozianti appendono alla serranda un foglio listato di nero: «Lutto di rispetto». Alcuni ragazzi reduci dalla manifestazione nel centro di Brindisi si fermano alle transenne. Mostrano il loro striscione. Sopra c’è scritto: «Siamo cittadini di un Paese che si ricorda di stare unito solo quando si muore».
20 maggio 2012 | 10:36
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fonte corriere.it
SCUOLA – Diecimila insegnanti in esubero riconvertiti sul sostegno. Ed è polemica

Diecimila insegnanti in esubero riconvertiti sul sostegno. Ed è polemica
Critica la Cgil: “Così ci sarà un’ulteriore riduzione dell’organico dei docenti”. E i precari non ci stanno: hanno seguito corsi di due anni per lavorare con i ragazzi disabili. Ora basteranno 120 ore di lezione
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di SALVO INTRAVAIA
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Taglio di 10 mila posti in arrivo attraverso la riconversione su sostegno degli insegnanti in esubero. Ma le associazioni di precari e di genitori non ci stanno. Lo scorso 16 aprile, il ministero dell’Istruzione ha emanato il decreto che consentirà a oltre 10 mila insegnanti in esubero - senza più una cattedra sulla quale insegnare a causa del megataglio di 87 mila posti operato dalla gestione Gelmini/Tremonti - di acquisire la specializzazione prevista per insegnare agli alunni portatori di handicap ed allontanare lo spettro della mobilità forzosa e del licenziamento.
Ma per la Flc Cgil “non è così che si risolve il problema degli esuberi”. Lo scorso mese di dicembre, sembrava tutto pronto ma poi l’Ansas - l’Agenzia nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica - preferì ritirare il bando per il reclutamento dei tutor per i corsi di riconversione che organizzeranno le università. A spingere il ministero a una pausa di riflessione sono state le proteste delle associazioni di disabili, Fish (Federazione italiana per il superamento dell’handicap) in testa, che non ritenevano sufficiente un corso di appena 120 ore per trasformare docenti in esubero in insegnanti di sostegno.
Ma dopo una revisione del bando che prevede un corso di 426 ore strutturato in tre livelli - base, intermedio e avanzato – il mese scorso è stato pubblicato il decreto che lancia i corsi. “Riteniamo che il tema esuberi per il comparto scuola - spiega Domenico Pantaleo - non possa essere archiviato stabilendo una riconversione su sostegno, volontaria, ma che nei fatti si traduce in scelta obbligata, essendo allo stato l’unica scelta possibile”. Entro il 25 maggio, i direttori scolastici regionali dovranno comunicare al ministero i nominativi di coloro che intendono seguire i corsi di riconversione e subito dopo partiranno le lezioni.
I docenti in esubero sono attualmente 10.443 e parecchi stanno aderendo alla proposta del ministero di riconvertirsi. Ma “è evidente - continua Pantaleo - che l’effetto di tutto ciò determinerà una ulteriore perdita di posti per i docenti a tempo determinato, innescando l’ennesima contrapposizione tra il personale”. I precari che lavorano su sostegno, alcuni da anni, sono almeno 40 mila e saranno proprio loro i primi a fare le spese della riconversione dei colleghi in esubero perché il decreto che istituisce i corsi prevede che basterà superare la prova finale del livello base per essere “utilizzati su posto di sostegno”.
Basterà seguire cioè 120 ore di corso per entrare in classe e lavorare con gli alunni disabili. Ma i precari non ci stanno. Pochi giorni fa, un gruppo di supplenti di Reggio Calabria ha scritto al ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, manifestando tutte le loro perplessità. “Vogliamo sottolineare che tali corsi generano una disparità di trattamento fra docenti, in quanto il titolo verrà conseguito con modalità diverse rispetto a quelle richieste al personale oggi in servizio, innescando una poco costruttiva ‘guerra fra poveri’, arrecano un notevole danno agli studenti”.
I precari, per ottenere la specializzazione su sostegno, hanno seguito corsi di due anni (per 800/1.600 ore) mentre ai docenti in esubero ne basteranno appena 120. “I percorsi di riconversione, che si effettueranno in modo affrettato e quindi superficiale, saranno frequentati da docenti, per la maggior parte, demotivati e poco inclini a tale tipo di insegnamento, considerato solo un ripiego per evitare la mobilità forzata o addirittura il licenziamento. Noi , precari di sostegno siamo fantasmi per la scuola, ma fantasmi che hanno lottato per acquisire la propria professionalità, che hanno affrontato anni di studio, che hanno coperto sedi disagiate, che hanno affiancato allievi con le più diverse patologie, che si sono aggiornati a loro spese”. E invitano Profumo “ad analizzare bene la situazione” per evitare di “essere privato del proprio lavoro e della propria dignità”, di diventare “figli di un Dio minore” a quarant’anni ed oltre.
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fonte repubblica.it
‘Morvillo Falcone’, la scuola antimafia che aveva vinto il concorso sulla Legalità

‘Morvillo Falcone’, la scuola antimafia che aveva vinto il concorso sulla Legalità
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Roma, 19 mag. – (Adnkronos) – La scuola Morvillo Falcone aveva vinto il Primo premio della prima edizione del concorso sulla Legalità. Lo ricorda il portale studentesco Universinet.it che ”richiede con forza una immediata reazione dello Stato contro la barbarie terroristica di stampo mafioso che ha colpito un istituto da sempre impegnato in prima linea per promuovere la cultura della legalita’ contro tutte le mafie”.
Lo spot dell’istituto era una foto con una serie di primissimi piani che ritraggono degli occhi aperti con al centro una foto in bianco e nero dei giudici Falcone e Borsellino. E una frase che recita: ”Guarda la legalità in faccia”. ”Lo Stato – afferma il direttore editoriale di Universinet.it – deve reagire immediatamente sia dal punto di vista investigativo che militare, ma sopratutto restituendo alle scuole, spesso unico presidio di legalità nei quartieri ad alto tasso di criminalità del sud, tutte le risorse che sono state tagliate nelle ultime finanziarie e rinunciare alla demenziale politica degli accorpamenti che rende sempre più difficile portare avanti progetti di educazione alla legalità e costruzione di comunità di giovani impegnati contro le mafie”.
Gli studenti chiedono che ”siano finalmente attuate le idee e proposte di Giovanni Falcone, anche per dare un senso a morti di giovani studenti, caduti in una guerra troppo spesso tradita da chi la avrebbe dovuta combattere con loro: Potenziamento dei Pool anti mafia, Sequestro immediato dei beni dei mafiosi, Esclusione dei proventi di attivita’ criminali dallo scudo fiscale, Carcere duro per tutti i boss ed affiliati di mafia camorra e ‘ndrangheta”.
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fonte adnkronos.com/IGN
Morire di scuola. Per mafia?
Melissa Bassi, la giovane vittima dell’attentato alla scuola di Brindisi – fonte immagine
Morire di scuola. Per mafia?
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di Giulio Cavalli | 19 maggio 2012
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La notizia non è ancora confermata ma le piste di mafia si fanno sempre più insistenti. È confermata la morte di una ragazza con la colpa di andare al mattino a scuola: come le guerre di mafia che sembrano così lontane nei tempi e raccontiamo tutti i giorni di tutto l’anno proprio dentro le aule delle scuole. Si muore perché si svolge la propria funzione quotidiana. Come nemmeno nelle guerre, perché lì i civili sono annoverati tra gli “errori” e invece qui la scuola è l’obiettivo. Che i giorni siano quelli delle commemorazioni di Falcone e Borsellino, che proprio a Giovanni Falcone e alla moglie sia intitolato quell’istituto, che la carovana antimafia proprio oggi passasse di lì e che il nuovo sindaco appena insediato abbia dimostrato di avere le idee chiare sul tema sono le schegge di una prefazione che mette i brividi.
Io non so cosa si potrebbe scrivere della mafia che mette le bombe fuori da una scuola. Non abbiamo le parole, noi, la nostra generazione. È una di quelle storie che riusciamo a ricordare ma per viverle dobbiamo inventarci parole del presente che sono tutte da ricostruire, dolori e paure che suonano corde così in basso che non sappiamo più come abitare.
Se la mafia va fuori da una scuola (e aspettiamo le notizie e le conferme) significa che ha deciso di allargare i livelli. Che mentre pascola con i colletti bianchi sta perdendo terreno tra i giovani, nelle piazze. Nelle scuole, appunto.
E allora bisogna rimanere uniti. Ripartire. Stringersi con forza. Perché mentre il Paese brancola nel buio qualcuno rimane morto ammazzato sotto la suola delle incertezze. E perché lì, nelle scuole, la rivoluzione per la bellezze e per “quel fresco profumo di libertà” di cui parlava Borsellino è iniziata da un pezzo.
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fonte ilfattoquotidiano.it
DIRETTA – Attentato davanti a una scuola a Brindisi: muore una studentessa, cinque feriti gravi
Pubblicato in data 19/mag/2012 da BoffaStefano
TWITTER: https://twitter.com/#!/steboff
FACEBOOK: http://www.facebook.com/pages/BoffaStefano-YouTube/226060507441670
Diretta /Attentato davanti a una scuola a Brindisi
muore una studentessa, cinque feriti gravi
Tre ragazze sono in prognosi riservata, una è in condizioni disperate. Tre le deflagrazioni, avvenute poco prima delle otto di fronte all’istituto professionale Morvillo Falcone, nei pressi del tribunale. Gli ordigni – collegati a bombole di gas – erano in un cassonetto. Tra le ipotesi spunta la Sacra corona unita. Trovati frammenti di un timer. Ma la procura non crede alla pista mafiosa. Oggi a Brindisi la Carovana della legalità. Monti: per tre giorni bandiere a mezz’asta

Melissa Bassi, la giovane vittima – fonte immagine

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di SONIA GIOIA
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DIRETTA TV - LE IMMAGINI DEL LUOGO DELL’ESPLOSIONE
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ORE 20,10 – CAMUSSO, BATTAGLIA CONTRO OGNI EVERSIONE
“Insieme bisogna lanciare una grande battaglia contro tutte le forme di eversione”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, parlando con i giornalisti a conclusione della manifestazione in piazza Vittoria contro l’attentato fatto stamane alla scuola ‘Morvillo Falcone’. Per Camusso, “è stato un atto assolutamente inaudito, una ennesima, e bisogna dirla anche così, escalation: quante volte in questi 30 anni ci siamo detti ‘non era mai successo prima’”. Il leader Cgil ha parlato di “straordinaria rabbia che genera l’idea che si attacchi una scuola, che si attacchino dei ragazzi così giovani”. “Il primo appello – ha aggiunto – è: interrompiamo la paura e l’idea che ci possa essere la paura di andare a scuola. Bisogna ripartire da ciò che deve fare lo Stato, le amministrazioni, da ciò che devono fare le forze di polizia di indagine e di intelligence, da ciò che deve essere l’attenzione quotidiana che si presta al linguaggio, al modo di essere”. “Nasce oggi – ha continuato – una reazione consapevole da parte di questa piazza. Un Paese che anche questa volta saprà dire di no”.
ORE 19.55 – PROF DI MELISSA, SCENA APOCALITTICA
“Sono arrivata pochissimi minuti dopo sul posto e mi sono trovata davanti a questa scena apocalittica. Ho preso una ragazza che era coperta di ferite, l’ho aiutata ad allontanarsi”: è la testimonianza di una insegnante della scuola Morvillo-Falcone, della classe di Melissa Bassi, la ragazza morta questa mattina nell’attentato di Brindisi, affidata al sito di IlSussidiario. net. “Melissa era bella, Melissa era dolce, e aveva i capelli rossi”, ripete fra le lacrime la professoressa di italiano, che ha preferito restare anonima – riferisce il sito - “ma cose come questa non devono capitare a nessuno”. “Hanno voluto colpire le ragazze – aggiunge -: l’ora in cui è stata fatta esplodere la bomba, il posto in cui è stata messa, tutto pensato per uccidere. Quello dove si trovava l’ordigno era un punto di passaggio obbligatorio per le ragazze che arrivavano da fuori Brindisi, molte erano fuori sede e scendevano dal bus che le accompagnava per entrare in scuola passando di lì. Hanno scelto il punto esatto, l’angolo obbligato dove dovevano passare, dove potevano fare il male”.
ORE 19.50 – VIOLANTE, ORIGINE NON SEMBRA MAFIOSA
“E’ la prima volta che viene colpita una scuola ed è stato fatto con un ordigno letale, ma per alcuni aspetti rudimentale. La mafia pugliese, avendo trafficato in armi all’epoca della guerra della ex Jugoslavia, dispone di esplosivo in notevole quantità”. Così Luciano Violante, ex presidente della Camera ed ex presidente della Commissione Antimafia, ha commentato questa sera ad Aosta l’attentato di Brindisi. “Non sembrerebbe dunque – ha aggiunto – un attentato ascrivibile alla mafia pugliese, ma i punti interrogativi vanno spesi tutti. E tutto questo non ci deve far dimenticare che qualcuno oggi ha pensato di uccidere dei ragazzi in quel modo, è questa la tragedia”.
ORE 19.40 – CANCELLIERI, 200 UOMINI GIA’ SUL TERRITORIO
Il governo ha già mandato a Brindisi 200 uomini di polizia e carabinieri, 100 per il controllo del territorio e 100 per le indagini. Lo ha detto il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri uscendo dalla Prefettura di Brindisi. Il ministro ha anche ribadito che allo stato “tutte le ipotesi sono buone” e ha sottolineato di essere venuta a Brindisi per portare “la solidarietà del governo, del presidente del Consiglio Mario Monti e del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano”.
ORE 19.35 – DON CIOTTI, TRASFORMARE PAURE IN SPERANZA
“E’ ora di trasformare le paure in speranza: lavoro, sostegno alle famiglie, democrazia”. Lo ha detto don Luigi Ciotti, presidente di Libera, parlando dal palco in piazza Vittoria a Brindisi dove si è appena conclusa la manifestazione organizzata contro l’attentato. “Non dimenticate – ha detto ancora don Ciotti alla folla – che gli assassini sono qui e ci stanno vedendo anche attraverso la tv”. Il fondatore di Libera ha sottolineato quale deve essere il ruolo della scuola. “Una scuola – ha detto – dove si parla della democrazia, e la democrazia si fonda su due gambe, la giustizia e la dignità umana. Poi c’è la terza gamba, che si chiama responsabilità. Dobbiamo assumerla anche noi, di più”. E poi don Ciotti ha concluso con un appello: “Questi ragazzi sono meravigliosi, non prendiamoli in giro”.
ORE 19,30 – CANCELLIERI, NESSUNA RIPERCUSSIONE SUL VOTO
L’agguato di Brindisi “non avrà ripercussioni sul voto” di domani e lunedì. Lo ha detto il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri rispondendo ai cronisti all’uscita della Prefettura di Brindisi. “Per i ballottaggi – ha concluso – non cambia nulla”.
ORE 19.00 – MONTI: FERMI CONTRO OGNI TIPO CRIMINALITA’, PAESE UNITO
“Il governo intende avere la più grande fermezza e determinazione contro ogni tipo di criminalità e opera perché il paese sia più che mai unito in questi momenti”. Lo ha affermato Mario Monti parlando, a Camp David, dell’attentato di Brindisi. “Le indagini, e ne ho avuto la conferma in un colloquio telefonico di poco fa” non permettono ancora “di pronunciarsi” sulla matrice di quanto accaduto questa mattina a Brindisi. “Ho parlato – ha aggiunto – di forte fermezza del governo contro ogni tipo di criminalità” ed è bene ” essere pronti in via preventiva” perché “ogni tipo di criminalità include anche ciò che speriamo di non vedere più in Italia, anche se ultimamente ci sono stati sintomi di tendenze eversive”.
ORE 18.55 – IL CARDINALE SCOLA: IN ITALIA NON PREVALGA LA VIOLENZA
“Questo grave fatto non raffreddi, anzi fortifichi, la solidarietà tra di noi e nel Paese”. Lo ha detto l’arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola. “Affidiamo la giovane vita stroncata al Signore, preghiamo per le persone ferite, perché possano recuperarsi il più presto possibile – ha detto il cardinale -. Siamo vicini al dolore di tutti i loro cari, della scuola, della città per questo atto esecrabile che ci indigna profondamente”.
ORE 18,40 – AL PANTHEON CORONA DI ROSE PER MELISSA
Una corona di rose bianche e un tricolore, una fascia con la scritta ‘per Melissa per l’Italià: la portano quattro adolescenti, due ragazze e due ragazzi, davanti alla fontana di piazza del Pantheon. C’è grande commozione tra la gente, numerosi gli interventi al megafono di esponenti della societa civile e di ragazzi brindisini. “Melissa era figlia di un operaio”. Così una studentessa ha ricordato la 16enne uccisa oggi a Brindisi e ha chiesto di abbassare le bandiere di partito in nome di una solidarietà che vada al di là delle appartenenze politiche. C’era qualche bandiera del Pd, Prc, Partito comunista e dell’associazione Libera e qualche tricolore. Le bandiere sono state abbassate. Molti ragazzi meridionali si trovano a Roma per l’iniziativa della Notte dei musei. Un gruppetto porta candele accese.
ORE 18.35 – PROCURATORE GRASSO, E’ TERRORISMO PURO
L’attentato esplosivo “è terrorismo puro”. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, avvicinato dai giornalisti davanti all’ospedale Perrino della città pugliese, dove si è recato in visita agli altri studenti e cittadini rimasti feriti. Colpendo ‘”la scuola di Brindisi -ha aggiunto- sono state colpite tutte le scuole d’Italia”.
ORE 18.15 – APPLAUSI MA ANCHE FISCHI IN PIAZZA VITTORIA
Sono un migliaio le persone che si sono radunate in piazza Vittoria a Brindisi per la manifestazione di solidarietà alle vittime dell’attentato. Dopo il minuto di raccoglimento per ricordare la morte di Melissa, sono saliti sul palco il vescovo di Brindisi-Ostuni Talucci e il sindaco Consales. Qualche fischio è partito dalla folla rivolta ai politici. Consales: “Non è il momento di dividerci e di contestare”. Poi, sul palco sono saliti gli studenti che stamattina erano a scuola e che hanno udito l’esplosione e dopo hanno visto i corpi delle compagne straziati dall’ordigno. Due gli striscioni tenuti dai ragazzi sul palco: “Siamo cittadini di un Paese che si ricorda di stare uniti solo quando si muore” e “Adesso ammazzateci tutti”. Nella piazza numerosi sono i gonfaloni delle città della provincia di Brindisi, alcune bandiere delle organizzazioni sindacali e striscioni che stigmatizzano la violenza nei confronti degli studenti.
ORE 17.50 – CENTINAIA DI PERSONE IN PIAZZA
Sono centinaia le persone che si stanno radunando in piazza Vittoria a Brindisi per la manifestazione organizzata contro tutte le mafie. Decine di cartelli sono stati affissi sulle vetrine dei negozi e sui balconi. “Oggi il nostro dolore è immenso”, hanno scritto i commercianti. Altri striscioni recitano. “Brindisi piange” e “La scuola non si tocca”. Alla manifestazione sono previsti don Luigi Ciotti, presidente di Libera, Paolo Beni, presidente nazionale Arci e Susanna Camusso, segretario nazionale Cgil.
ORE 17.35 – PAPA’: HO VISTO MIA FIGLIA BRUCIATA IN VISO
“E’ tutta bruciata, bruciata in viso, tolti i capelli, il corpo bruciato, le è scoppiato il telefonino in mano. In confronto agli altri ragazzi, una ha avuto pure la morte, si può dire che è miracolata, ma ha avuto pure danni…”. Così descrive sua figlia, intervistato da TgNorba24 un uomo di Mesagne, padre di una delle ragazze ferite. Sua figlia – racconta l’uomo – era appena scesa dal pullmann proveniente da Mesagne, insieme con le altre ragazze che poi son rimaste ferite, ma si era un po’ allontanata dal gruppo perché parlava al telefono col suo fidanzatino, “forse per l’intervento di un angelo”. E’ stata così colpita dall’esplosione, ma in maniera meno grave delle altre sue compagne di scuola. “Se volevano colpire la scuola perché si chiama ‘Morvillo Falcone – si è chiesto l’uomo – perché non farlo quando la scuola era chiusa e non colpendo innocenti?”.
ORE 17.30 – CRIMINOLOGO: TROPPI RISCHI, PENSO A SCONSIDERATO
Più l’azione di un “gesto sconsiderato” ad opera di un soggetto che vuole manifestare la propria affermazione, sia pure perversa, piuttosto che l’azione di qualcuno legato alla mafia o al terrorismo o all’eversione. Questo potrebbe essere il profilo dell’autore dell’attentato di questa mattina a Brindisi, stando all’esito delle prime indagini. E’ l’opinione del professore Vincenzo Mastronardi, psichiatrica e criminologo, direttore dell’Osservatorio dei comportamenti e della devianza alla Sapienza di Roma. E’ il tipo di ordigno a spingere Mastronardi a trarre questa conclusione.
ORE 17.17 – SINDACO: 3 GIORNI DI LUTTO, ESPONETE FIORI A FINESTRE
Tre giorni di lutto cittadino, con le scuole chiuse il giorno delle esequie della giovane Melissa, e l’invito alla popolazione “affinché testimoni simbolicamente il disprezzo verso cotanta indegnità attraverso l’esposizione di un fiore ad una finestra della propria casa”. E’ quanto stabilito dalla giunta comunale di Brindisi, che ha approvato una delibera proposta dal sindaco Cosimo Consales. Viene stabilito “il lutto cittadino nei giorni di domenica 20, lunedì 21 maggio e in occasione delle esequie della povera Melissa, quando le Scuole cittadine di ogni ordine e grado resteranno chiuse per consentire la partecipazione dei giovani all’ultimo saluto. Chiamare a raccolta – scrive il sindaco – significa anche testimoniare simbolicamente il disprezzo di tutti verso cotanta indegnità: una finestra delle nostre case esponga un fiore. Sarà la risposta corale ed il saluto ad una vita spezzata”.
ORE 17.12 – STUDENTESSA GRAVE, LA SORELLA OPERATA AL PERRINO
E’ un dramma nel dramma quello che sta vivendo una famiglia di Mesagne per le due sorelle studentesse investite dall’esplosione avvenuta davanti alla scuola di Brindisi e ricoverate entrambe in ospedale. La più grave rimane la ragazza trasferita dall’ospedale “Perrino” di Brindisi al “Vito Fazzi” di Lecce. E’ in prognosi riservata ed il suo corpo è stato devastato dalla deflagrazione nella zona toracica. E’ stata già sottoposta a due interventi chirurgici ma si è reso necessario il trasferimento alla Pneumologica e Chirurgia toracica di Lecce per salvarle la vita. Le sue condizioni restano gravi. Non è invece riservata la prognosi per la sorella ricoverata in Chirurgia plastica al “Perrino”. E’ in sala operatoria per essere sottoposta a un intervento per profonde ferite alle gambe. Tutti i familiari delle due sorelle si erano precipitati al “Perrino” e ora si sono divisi tra l’ospedale brindisino ed il “Fazzi”. E’ stata una delle due sorelle ad avvisare subito la famiglia che qualcosa di grave era accaduto, tacendo però le disperate condizioni della più piccola che i genitori hanno poi scoperto una volta giunti in ospedale.
ORE 17.00 – BERSANI, VOLONTA’ DI UCCIDERE E CREARE TERRORE
“Siamo di fronte a un fatto che non ha precedenti nè per l’obiettivo nè per lo strumento di morte usato”. Lo dice Pier Luigi Bersani a Rainews. Secondo il segretario del Pd quello di Brindisi è “un delitto organizzato, preparato con al volontà di uccidere e forse anche di creare terrore. In questo momento tantissima gente si chiede cosa stia accadendo in questo Paese”. “C’è sempre l’impressione -aggiunge Bersani- che la criminalità organizzata o politica voglia alzare il tiro e passare a una forma di terrorismo”. Cosa che accade spesso quando “ci sono momenti di debolezza del tessuto democratico”, in quei momenti “si coglie l’occasione” e per questo”dobbiamo reagire tutti e le forze politiche hanno un loro compito da svolgere” in questo.
ORE 16.45 – PALERMO, ALL’ALBERO FALCONE LUNGO APPLAUSO
Un lungo applauso questo pomeriggio ha stretto idealmente Palermo a Brindisi. Migliaia di persone si sono radunate davanti all’Albero Falcone, storico simbolo dell’impegno civile contro la mafia. Un presidio silenzioso, al quale hanno preso parte alcuni esponenti politici, compresi i due candidati alla carica di sindaco, Leoluca Orlando e Fabrizio Ferrandelli, domani e lunedì alla prova del ballottaggio. Studenti, adulti, famiglie e bimbi hanno applaudito a lungo nel ricordo dei ragazzi investiti dall’esplosione dell’ordigno. Palpabile l’emozione. Presente anche Maria Falcone che oggi ha dichiarato che con l’attentato di oggi “è come se avessero ucciso un’altra volta Giovanni”.
ORE 16.35 – INQUIRENTI, NON ESCLUSO ASSEMBLAGGIO ARTIGIANALE
Un timer collegato a tre bombole di gas: un ordigno non semplicissimo da assemblare ma neanche poi così sofisticato: su questi aspetti si sta concentrando in queste ore l’analisi degli inquirenti chiamati a delineare la fisionomia degli attentatori di Brindisi. Un elemento importante è naturalmente considerato il congegno a tempo ritrovato sul luogo dell’attentato, “un timer e non un telecomando a distanza”, precisano fonti investigative. Un timer che, viene rilevato, non sarebbe poi così difficile da realizzare, considerato che sul web, con una spesa di poche decine di euro, chiunque sia dotato di pochi rudimenti di elettronica può trovare sui siti specializzati tutti i componenti necessari a realizzare congegni adatti allo scopo da montare su pannelli o su contenitori appositi.
ORE 16.30 – PROFUMO, COLPIRE UNA SCUOLA E’ COLPIRE ITALIA
“Colpire da vigliacchi una scuola è Colpire l’Italia intera, perché lì si forma il suo futuro”. Lo scrive il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, in una lettera agli studenti dopo il tragico attentato alla scuola di Brindisi. “Oggi – scrive Profumo – siete stati selvaggiamente colpiti, per la prima volta nella nostra pur travagliata storia unitaria e repubblicana, davanti ad un edificio pubblico nel quale vi stavate recando sicuri di essere protetti, per imparare a diventare cittadini”. “Noi sapremo unirci – conclude la lettera – voi potete contare su di noi. Nelle prossime ore e nei prossimi giorni lavorerò ad iniziative in questo senso. Vi dimostreremo che i terribili fatti di oggi sono un segno di debolezza e non di forza di chi li ha compiuti. Vedrete che non sarete lasciati soli”.
ORE 16.00 – PROCURATORE MOTTA: POTREBBE NON ESSERE MAFIA
“Stiamo cercando di capire la matrice di questo attentato. Non escludiamo nessuna pista al momento”. Lo ha detto Cataldo Motta, il procuratore capo antimafia di Lecce, al termine del vertice in prefettura a Brindisi con gli altri rappresentanti delle forze dell’ordine e a cui hanno partecipato anche il ministro profumo e il procuratore antimafia Piero Grasso. Il procuratore non lo ha detto chiaramente, ma sembra che la pista più battuta sia quella terroristica. “Al momento però non ravvisiamo nessuna rivendicazione”, ha aggiunto. Per quanto riguarda ipotesi di un’azione di terrorismo internazionale, secondo il procuratore di Lecce “non è accreditabile sulla base di elementi oggettivi, fino a quando non abbiamo degli elementi che consentono una lettura tranquilla, io mi asterrei da valutazioni che possano creare ulteriore allarme”. In merito poi all’obiettivo scelto per l’attentato, Motta ha detto di non ritenere che possa essere stato il tribunale, poco distante dalla scuola, un obiettivo per altro facilmente riconoscibile. Alle 17 si terrà un vertice antimafia a Lecce.
ORE 15.30. – BORSELLINO, COLPITO CUORE LOTTA PER LA LEGALITA’
“Qualunque sia la matrice delle bombe di Brindisi, è stato colpito il cuore della lotta per la legalità, la scuola”. Lo ha detto Rita Borsellino, relatrice in commissione speciale contro mafie e crimine organizzato del Parlamento europeo. “Provo profondo dolore per le giovani vittime, ma anche grande rabbia e sdegno per questo vile attentato – continua la sorella del magistrato ucciso nella strage di via D’Amelio – Adesso, noi tutti, istituzioni e cittadini, dobbiamo tenere alta l’attenzione e stringerci intorno ai valori su cui si fonda la nostra democrazia”.
ORE 15.27 – MARTIN SCHULZ, VIGLIACCHERIA INAUDITA
Il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, proporrá di osservare un minuto di silenzio in apertura della plenaria di lunedì per l’attentato di Brindisi, che definisce “una vigliaccheria inaudita”. “Sono scioccato dagli attentati alla scuola Morvillo-Falcone di Brindisi, simbolo di legalità e lotta alla mafia – ha dichiarato Schulz -. Attaccare una scuola, colpendo ragazzi innocenti, quando mercoledì prossimo ricorrerà il ventesimo anniversario della strage di Capaci, è un atto di vigliaccheria inaudita”. “Il Parlamento europeo – ha aggiunto Schulz – è vicino alle famiglie delle vittime, alla città di Brindisi e a tutti coloro che lottano ogni giorno per la legalità. Lunedì, in apertura della plenaria a Strasburgo, proporrò di osservare un minuto di silenzio”.
ORE 15.25 – CANCELLIERI IN VOLO VERSO BRINDISI
Il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri sta per partire in aereo per raggiungere Brindisi, per portare personalmente la solidarietà personale e del governo intero alla città e alle famiglie colpite dal grave attentato. Lunedì poi tornerà per il vertice investigativo in prefettura, al quale sarà presente anche il ministro della Giustizia Paola Severino.
ORE 15.10 – L’AMBULANZA CON LA RAGAZZA FERITA PARTE VERSO LECCE
Ha appena lasciato l’ospedale di Brindisi Veronica Capodieci, la ragazza di 16 anni rimasta ferita in maniera gravissima nell’esplosione. Le condizioni sono stabili. Quattro i chirurghi che sono dovuti intervenire in sala operatoria per la ricostruzione della gabbia toracica devastata dall’esplosione. Ora la ragazza è in viaggio verso l’ospedale Fazzi di Lecce dove sarà ricoverata nel reparto di rianimazione. Il direttore sanitario dell’Asl Brindisi, Graziella Di Bella, nel bollettino medico aggiornato alle 15 informa ancora che un’altra delle pazienti ricoverate è stata sottoposta ad intervento chirurgico da parte degli ortopedici e dei chirurghi plastici “in quanto presenta ustioni, perdita di sostanza e fratture”. Le sue condizioni “sono gravi ma stabili”. Un’altra paziente – rende noto la dott.ssa Di Bella – è attualmente in sala operatoria “in quanto sottoposta ad intervento di toilette chirurgica per ferite profonde agli arti inferiori”. “Per il resto dei pazienti – conclude il direttore sanitario – si confermano le notizie diffuse attraverso il precedente bollettino”.
ORE 15.09 – DE MAGISTRIS: ESPONIAMO DRAPPO BIANCO ALLE FINESTRE =
“Adesso il Paese deve essere unito. Nessun passo indietro di fronte al barbaro atto di Brindisi. Esponiamo subito un drappo bianco alle finestre e indossiamo un fazzoletto bianco”. Lo propone sul suo profilo facebook il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. Il Comune di Napoli, che esporrà un drappo bianco sulla facciata di Palazzo San Giacomo, conferma l’appuntamento in piazza Municipio alle 18.30, così come è nato spontaneamente in rete.
ORE 15.03 – LUNEDI’ VERTICE CON CANCELLIERI-SEVERINO
Il ministro dell’interno Anna Maria Cancellieri e della giustizia Paola Severino saranno lunedì a Brindisi per partecipare a una riunione operativa con inquirenti e forze dell’ordine sull’attentato nel quale è morta oggi una studentessa. I due ministri avranno anche incontri con i rappresentanti delle istituzioni.
ORE 15.00 – HOLLANDE: ATTENTATO ODIOSO
Un “attentato odioso” per il quale la Francia esprime all’Italia “tutta la più profonda solidarietà”. Così il presidente francese, Francois Hollande, ha in un comunicato inviato dall’Eliseo espresso la sua vicinanza al Paese colpito dall’attentato davanti alla scuola di Brindisi. “Voglio esprimere – ha detto Hollande che si trova insieme a Monti al G8 di Camp David – questa emozione e questa solidarietà al premier Mario Monti”. “Viva emozione” per il tragico evento è stato anche espresso dal premier francese Francois Ayrault che ha parlato di “orrendo attentato” e ha assicurato al popolo italiano e al suo governo governo “tutto il sostegno della Francia”.
ORE 14.50 – FERITA GRAVE VERSO IL TRASFERIMENTO A LECCE
Veronica Capodieci, la ragazza di 16 anni gravemente ferita nell’attentato di questa mattina a Brindisi, sta per essere trasferita nell’ospedale “Vito Fazi” di Lecce appena sarà in grado di farlo. L’operazione chirurgica, ancora in corso all’ospedale di Brindisi, prevede la ricostruzione della gabbia toracica e della parete addominale, oltre a quella di organi lesi come polmoni, stomaco e fegato.
ORE 14.49 – SOSPESA NOTTE MUSEI IN TUTTA ITALIA
Sospesa in tutta Italia la Notte dei Musei prevista per questa sera. Lo ha deciso il ministro dei beni culturali Lorenzo Ornaghi in seguito all’attentato di Brindisi.
ORE 14.45 – MELISSA FIGLIA UNICA, GENITORI DISTRUTTI
Era figlia unica Melissa Bassi, di Mesagne (Brindisi), la studentessa sedicenne morta nell’attentato dinamitardo. Il papà di Melissa è un operaio, fa il piastrellista, e la mamma è una casalinga. “Era figlia unica – racconta il sindaco di Mesagne, Franco Scoditti, dopo aver incontrato i genitori – e ovviamente era una ragazza molto amata e coccolata, era la gioia di questi genitori che vivevano per lei”. “Il papà e la mamma della ragazza sono tornati a Mesagne dopo essere stati nell’obitorio dell’ospedale di Brindisi e ora – racconta il sindaco – sono nella loro casa, distrutti dal dolore. Quando li ho incontrati non sono riuscito purtroppo a trovare parole di conforto”.
ORE 14.43 – MONTI A VENDOLA: SGOMENTO E RABBIA
“Ho avuto una lunga telefonata con il presidente del Consiglio, Mario Monti, che mi ha chiamato dagli StatI Uniti e mi ha pregato di comunicare alla comunità pugliese, alla città di Brindisi, la vicinanza del governo, il dolore, lo sgomento e la rabbia”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ai giornalisti. “E’ un momento – ha continuato Vendola – in cui tutte le istituzioni devono stringersi attorno ai famigliari delle persone colpite, tutte le istituzioni devono stringersi a difesa della convivenza civile, a difesa del sentimento di umanità che oggi è stato ferito da un evento delittuoso che definire bestiale è un eufemismo”.
ORE 14.35 – FERITA GRAVE POTREBBE ESSERE TRASFERITA A LECCE
Veronica Capodieci, la ragazza di 16 anni gravemente ferita nell’attentato di questa mattina a Brindisi, potrebbe essere trasferita nell’ospedale “Vito Fazi” di Lecce appena sarà in grado di farlo. Lo riferisce l’emittente locale Tele Norba. L’operazione chirurgica, ancora in corso all’ospedale di Brindisi, prevede la ricostruzione della gabbia toracica e della parete addominale, oltre a quella di organi lesi come polmoni, stomaco e fegato.
ORE 14.19 – VERTICE IN PREFETTURA CON PROCURATORE GRASSO
Il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, è arrivato poco fa in prefettura a Brindisi per partecipare alla riunione del Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico al quale partecipano i vertici delle forze dell’ordine e della magistratura ed è presieduto dal prefetto, Nicola Prete.
Nella riunione si farà il punto sulle indagini riguardanti l’attentato alla scuola ‘Morvillo Falcone’.
ORE 14.14 – MONTI, DA OGGI BANDIERE A MEZZ’ASTA PER TRE GIORNI
Il Presidente del Consiglio, Mario Monti, ha disposto l’esposizione delle bandiere a mezz’asta per oggi e per i prossimi tre giorni e ha espresso telefonicamente al sindaco di Brindisi, Cosimo Consales, e al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, solidarietà e cordoglio con la preghiera di trasmettere tali sentimenti ai giovani e alle famiglie colpiti così duramente dal vile atto omicida.
ORE 13.55 – BERLUSCONI: RISPOSTA E’ IN UNITA’ PAESE
“L’attentato di questa mattina a Brindisi ha pochi precedenti in termini di ferocia e di mancanza di umanità. Esprimo il mio dolore e sono vicino ai familiari dei ragazzi colpiti. Questo nuovo episodio criminale alimenta un clima di tensione che cerca di mettere alla prova la tenuta delle nostre istituzioni democratiche”. Così l’ex premier Silvio Berlusconi commenta l’attentato sottolineando che “come in altri momenti drammatici, la risposta che dobbiamo dare a simili atti di terrorismo e di destabilizzazione, è nell’unità e nella concordia di tutte le forze politiche, sociali, e culturali del nostro Paese”.
ORE 13.54 – STUDENTI IN PIAZZA CON FAZZOLETTI BIANCHI
In piazza, davanti ai Comuni, con fazzoletti bianchi e striscioni che avvertono “qualsiasi cosa farete, non ci fermerete”: è questa la risposta degli studenti all’attentato di stamani a Brindisi. “Siamo scossi, pieni di dolore e rabbia per ciò che è accaduto”, dicono l’Unione degli universitari e la Rete degli studenti che hanno promosso la mobilitazione. “Vogliamo reagire subito non possiamo stare zitti” concludono le due associazioni invitando gli studenti a scendere in piazza oggi pomeriggio in tutto il Paese.
ORE 13.50 – TROVATI I RESTI DI UN TIMER
I resti di un timer (e non di un telecomando) sono stati trovati dagli investigatori nei pressi della scuola Morvillo FalconE dinanzi al cui ingresso è stato compiuto un attentato dinamitardo che ha provocato la morte di una studentessa. Lo si è appreso da fonti investigative.
ORE 13.40 – BOLLETTINO MEDICO: TRE FERITE IN PROGNOSI RISERVATA
Il direttore sanitario della Asl di Brindisi, Graziella Di Bella, ha diramato il bollettino medico relativo ai feriti ricoverati presso l’ospedale Perrino, ricordando che un’altra paziente è deceduta presso il pronto soccorso. “Due pazienti sono ricoverati in chirurgia plastica, di cui una con ferite profonde agli arti inferiori da avviare in sala operatoria e un’altra paziente con ustioni sul 20% del corpo di primo e secondo grado. Due pazienti sono ricoverate nel centro ustioni in prognosi riservata, di cui una attualmente in sala operatoria e un’altra con il 40% di ustioni di cui il 30% di terzo grado, in condizioni stazionarie. Una paziente è ricoverata nel reparto di rianimazione in prognosi riservata, in sala operatoria con lesioni da scoppio a prevalenza toracica. Due pazienti sono stati dimessi dal pronto soccorso per otalgia da scoppio. Altri tre sono stati dimessi con reazione ansiosa ad avvenimento”
ORE 13.38 – CANCELLIERI RIFERIRA’ MARTEDI’ AL SENATO
Il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri riferirà in aula al Senato nella seduta di martedì 22 maggio, alle 16,30, sul gravissimo attentato di questa mattina a Brindisi. Lo riferisce un comunicato di Palazzo Madama.
ORE 13.35 – CONI, UN MINUTO SILENZIO SU CAMPI SPORT
Lo sport si ferma in memoria della vittima dell’attentato di Brindisi. Il presidente del Coni, Gianni Petrucci, ha infatti invitato le Federazioni sportive, le Discipline associate e gli Enti di promozione a far osservare un minuto di silenzio in occasione di tutte le manifestazioni sportive, previste nel weekend, per ricordare la studentessa morta nell’attentato avvenuto questa mattina davanti all’Istituto Morvillo-Falcone di Brindisi.
ORE 13.32 – GRILLO: BOMBA ERA NELL’ARIA
“Cui prodest questo attentato? Alla criminalità brindisina, il cui territorio sarà controllato da tutti corpi di polizia per mesi? Alla mafia siciliana, che si vendica così della commemorazione della morte di Falcone? Cui prodest la morte di una ragazza che andava a scuola?”. Beppe Grillo non avanza risposte ma si trincera dietro interrogativi per tentare una prima lettura dell’attentato di Brinidisi. Dubbi che richiamano altri periodi della storia nazionale, cui Grillo si richiama apertamente: “Coincidenze? Io ho smesso di crederci da tempo, da quando ho visto da bambino per la prima volta Andreotti in televisione”, dice a proposito del legame tra il nome della scuola e il passaggio della carovana della legalità. Non solo: “Ancora una volta non siamo stati in grado di proteggere i nostri ragazzi. Gli italiani lo pensano e io lo dico: da tempo ci si aspettava una bomba come questa, era nell’aria elettrica come prima di un temporale”.
ORE 13.30 – MANGANELLI: NON DAREMO LORO TREGUA
“Non daremo loro tregua. Li prenderemo e si pentiranno di questa nefandezza”. Lo dice il capo della polizia, Antonio Manganelli, commentando l’attentato a Brindisi.
ORE 13.17 – L’ARCIVESCOVO AGLI AUTORI: COSTITUITEVI
“A voi, autori di questo grave atto, chiedo di pentirvi e di costituirvi. Questo attentato non può restare impunito, ma anche voi riprendetevi dignità umana e sociale”. Sono parole dell’arcivescovo di Brindisi e Ostuni, monsignor Rocco Talucci.
0RE 13.14 – NAPOLITANO: PROFONDO DOLORE PER MELISSA
“Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, esprime il suo profondo dolore per la perdita della giovane vita di Melissa stroncata dal barbaro attentato di questa mattina a Brindisi, per le gravissime condizioni di Veronica e per le ferite riportate da altre ragazze dell’Istituto professionale intitolato a Giovanni Falcone e Francesca Morvillo”. E’ quanto si legge in una nota del Quirinale. “Nello stringersi con affettuosa solidarietà ai famigliari e alla comunità scolastica – continua la nota – il Capo dello Stato auspica e sollecita il più rapido ed efficace svolgimento delle indagini volte a individuare la matrice e i responsabili di questo sanguinoso attacco alla convivenza civile”.
ORE 13.10 – FRATELLO MORVILLO: MAFIA PISTA ATTENDIBILE
“La pista a sfondo mafioso, al momento, mi appare come la più attendibile. Lo dico per il luogo e la tempistica con cui è avvenuto: la scuola intitolata a Francesca Morvillo e la giornata di commemorazione delle stragi mafiose mi fanno pensare a questo”. Lo ha detto Alfredo Morvillo, procuratore a Termini Imerese e fratello di Francesca Morvillo, la moglie di Falcone uccisa nella strage di Capaci. “Naturalmente gli investigatori e tutti noi che facciamo questo mestiere – ha chiarito Morvillo – siamo abituati ad indagare su tutte le ipotesi, senza tralasciare alcuna pista”.
ORE 13.07 – EMILIANO: E’ COME LA STRAGE DI CAPACI
“Il dolore è insopportabile. Fatto grave come stragi di via Capaci e via D’Amelio”. E’ il messaggio con cui Michele Emiliano, sindaco di Bari e per anni magistrato della Dda a Brindisi, ha commentato su twitter l’esplosione di un ordigno davanti alla scuola ‘Morvillo Falcone’, che ha causato la morte di una 16enne.
ORE 13.04 – VATICANO, ATTO ORRIBILE E VILE
L’attentato “è un fatto assolutamente orribile e vile, tanto più degno di esecrazione in quanto avvenuto nei pressi di una scuola”. Così il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, che invita “tutto il Paese a reagire con decisione alle tentazioni di violenza e alle provocazioni terroristiche”.
ORE 13.00 – ESPLOSIONE ATTIVATA CON UN TELECOMANDO
L’ordigno esploso davanti l’Istituto Morvillo-Falcone potrebbe essere stato attivato con un telecomando a distanza. E’ quanto trapela dagli ambienti investigativi di Brindisi. Se l’indiscrezione venisse confermata prenderebbe sempre più corpo l’ipotesi che l’attentato sarebbe stato organizzato nei minimi dettagli e per uccidere.
ORE 12.55 – PENNETTA: SCONVOLTA, NON HO PAROLE
“Ho appena visto quello che hanno fatto a Brindisi… non ho parole!”. Flavia Pennetta commenta così sul proprio profilo di Twitter i tragici fatti di Brindisi. L’azzurra del tennis è nata nel capoluogo pugliese: “Sono vicina a tutte le persone coinvolte, un abbraccio”, scrive ancora la Pennetta.
ORE 12.50 – DI PIETRO, SI RISCHIA GUERRA CIVILE
“Ora o mai più bisogna essere tutti uniti contro questa strage, questo attacco alle istituzioni, non solo per difendere il Paese da questo ritorno stragista e terroristico. O la stronchiamo immediatamente, questa fase terroristica, o il nostro Paese è destinato a una guerrà civile”. E’ il primo commento del leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, all’attentato di Brindisi, espresso durante la sua partecipazione, a Lanciano, a un convegno con studenti dell’Itcg “Enrico Fermi”. “Tutti insieme – ha proseguito Di Pietro – dobbiamo trovare la migliore risposta, sul piano della repressione e prevenzione, nei confronti di questi delinquenti mafiosi che, evidentemente, non vogliono sentir parlare di legalità, pari opportunità e di Paese democratico. Siamo al ritorno di una strategia stragista soprattutto di tipo mafioso. Bisogna rafforzare dappertutto, anche nelle scuole, la cultura della legalità”.
ORE 12.45 – MINISTRO SEVERINO, “ORRORE E RACCAPRICCIO”
Il ministro della Giustizia Paola Severino ha espresso “orrore e raccapriccio” per quanto accaduto a Brindisi.
ORE 12,36 – MANIFESTAZIONE ANTIMAFIA CON DON CIOTTI E CAMUSSO
“E’ confermata la manifestazione di oggi alle 18 – ha detto il coordinatore nazionale della Carovana antimafia, Alessandro Cobianchi -. Confermiamo la manifestazione insieme al comune, manteniamo le iniziative delle visite ai beni confiscati, annulliamo la festa a Lecce”. Sulla matrice, tuttavia, Cobianchi mantiene cautela: “è un attentato tremendo – dice – che non può essere ridimensionato, perché ci sono le bombole di gas, c’è un detonatore ed anche se la matrice non è chiara, questo ordigno è collocato davanti a una scuola, che ha un nome simbolico, in una giornata simbolica, a ridosso di un anniversario simbolico”. Cobianchi, vicino al luogo dell’attentato alla scuola “Morvillo Falcone”, ha riferito ancora che alla manifestazione di oggi parteciperanno don Luigi Ciotti, presidente di Libera, Paolo Beni, presidente nazionale Arci e Susanna Camusso, segretario nazionale Cgil.
ORE 12.35 – VENDOLA, COLPIRE SCUOLA DELITTO PIU’ ORRENDO
“Oggi dobbiamo dare una risposta forte e chiara ai barbari , a chi osato fare quello che neanche si può immaginare: spezzare la vita di giovani, spezzare la vita dei figli , portare la strage, il sangue davanti ad una scuola, ordire una strage di ragazzini e ragazzine è il delitto più orrendo”. E’ il commento del governatore della Puglia Nichi Vendola al sanguinoso attentato all’istituto Morvillo Falcone di Brindisi. “Oggi – aggiunge – dobbiamo poter dire a questi assassini che saranno fermati e colpiti, che la coscienza civile e democratica di Brindisi, della Puglia, di tutta Italia li manderà all’inferno”.
ORE 12.30 – IL DG DELL’ASL: RAGAZZA FERITA IN PROGNOSI RISERVATA
Per Paola Ciannamea, direttore generale dell’Asl di Brindisi, le condizioni di Veronica Capodieci, la ragazza rimasta coinvolta nell’esplosione, sono gravi ma stabili. Quattro in tutto i feriti, uno è ancora in sala operatoria.
ORE 12.22 – CANCELLIERI: MONTI ADDOLORATO E PARTECIPE
Il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri è in contatto con il premier Mario Monti, negli Usa per il G8, e il Capo dello stato Giorgio Napolitano. “Li tengo informati passo passo” ha detto intervistata da TgSky24. Il presidente del Consiglio, in particolare – ha riferito Cancellieri – “è molto addolorato e partecipe”.
ORE 12.20 – VERTICE STRAORDINARIO IN PREFETTURA A BARI
Un comitato per l’ordine e la sicurezza è stato convocato d’urgenza in prefettura a Bari.
ORE 12.19 – STAFFETTE PER IL SANGUE
Le auto della polizia stradale sono quasi tutte impiegate per le staffette per il trasporto di plasma e sangue dai centri della provincia barese a Brindisi.
ORE 12.18 – AL SETACCIO LE SCUOLE INTITOLATE A FALCONE E BORSELLINO
Gli artificieri di carabinieri e polizia stanno passando al setaccio le scuole di Bari e provincia intitolate a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino alla ricerca di eventuali ordigni. Si tratta di una direttiva arrivata nel capoluogo pugliese direttamente dalla direzione centrale antiterrorismo. I controlli saranno estesi anche a tutte le altre scuole.
ORE 12.17 – CONTROLLI SULLE CELLE TELEFONICHE
Oltre alle perquisizioni e ai controlli sull’alibi di diverse persone in tutta la zona, gli investigatori stanno controllando il traffico telefonico e i movimenti delle celle telefoniche con la collaborazione di tutte le compagnie.
ORE 12.16 – MANIFESTAZIONE IN PIAZZA
Una manifestazione di piazza è stata organizzata per le 18 in piazza Vittoria, “solo per testimoniare – dice il sindaco Mimmo Consales – “che questa è una città sana, democratica che saprà reagire a questa barbarie. Non ci resta che pregare per questi nostri figli che lottano fra la vita e la morte”.
ORE 12,15 – INTELLIGENCE ESCLUDE AZIONE DELLA MAFIA
Una modalità strana, una dinamica insolita. Un’esplosione che non avrebbe ragione di essere. Secondo quanto riferitoda fonti dell’intelligence, l’episopdio di questa mattina non è di così chiara attribuzione. La pista seguita dagli inquirenti, però, sembra essere proprio quella mafiosa. “Ma la mafia non usa le bombole a gas, ma il tritolo – spiega ancora la fonte, che chiede l’anonimato- la mafia, forse, non avrebbe neanche avuto un motivo per uccidere delle studentesse”. Il dettaglio importante da attendere, secondo l’intelligence, è capire qual è stato il meccanismo di innesco dell’ordigno: “Due bombole sono materiale esplosivo, ma devono essere innescate. Dall’innesco si può già capire da chi è stato fatto l’ordigno, se da un tecnico o da un tecnico improvvisato”.
ORE 12.10 – PROCURATORE GRASSO DIRETTO IN PUGLIA
Il procuratore Grasso ha preferito non rilasciare dichiarazioni prima di poter “capire meglio” quanto accaduto. Durante il suo intervento alla presentazione, in Cattolica, di un corso di alta formazione per amministratori giudiziari di aziende e beni sequestrati e confiscati, ha spiegato che sarebbe stato breve perché “Fervono indagini.Dovrò andare subito a Brindisi. Sono qui ma la mia mente è altrove”.
ORE 12.05 – MARIA FALCONE: DURO COLPO AL CUORE DELLO STATO
“Qualsiasi sia la matrice, oggi lo Stato ha subito un duro colpo al cuore. Chiunque abbia commesso questo ignobile gesto non si illuda in un cedimento da parte di tutti noi. L’impegno nei confronti di questi episodi sarà sicuramente sempre più forte, non solo da parte della società civile ma dello Stato”. Lo ha detto Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso nella strage di Capaci, commentando il tragico episodio di Brindisi. Nel pomeriggio a Palermo si terrà un sit-in davanti all’albero Falcone, per manifestare indignazione ma anche solidarietà ai familiari delle vittime: “Se non vado a Brindisi – dice Maria Falcone – ci sarò”.
ORE 12.00 – LE CONDIZIONI DEI FERITI
Una ragazza di sedici anni dilaniata dallo scoppio di un ordigno, una ridotta in fin di vita, tre ragazze con ustioni su tutto il corpo, due delle quali in gravi condizioni e una probabilmente perderà gli arti inferiori, altre cinque persone colpite in maniera meno grave: è il bilancio dell’attentato. Le persone in condizioni meno gravi sono tre studenti che vengono soccorsi in ospedale per forti manifestazioni da ansia e due passanti che vengono curati perché colpiti da otalgie a causa dello scoppio.
ORE 11.45 – GIULIA: “SONO VIVA PER MIRACOLO”
“Sono viva per miracolo, sarei dovuta essere lì, come ogni giorno a quell’ora invece ho capito male il luogo di un appuntamento e mi trovavo in quel momento in un altro posto della città. Sono sconvolta”. A parlare è Giulia una ragazza che frequenta il quarto anno dell’istituto professionale Morvillo-Falcone.
ORE 11.45 IL MINISTRO CANCELLIERI LUNEDI’ A BRINDISI
Dopo l’attentato davanti alla scuola di Brindisi il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri ha telefonato al prefetto Nicola Prete e ora segue personalmente la vicenda. E’ stato inviato sul posto il vicecapo della polizia, Francesco Cirillo, che coordinerà le operazioni e le indagini degli investigatori. Lunedi il ministro cancellieri sarà a Brindisi per una riunione in prefettura con tutti gli esponenti nazionali delle forze dell’ordine per il comitato nazionale dell’ordine e della sicurezza pubblica. Brindisi. “Dirlo adesso sarebbe superficiale, non abbiamo elementi per dire con certezza” che si tratta di un attentato di mafia. “Stiamo lavorando a fondo e prima di dire qualcosa vogliamo essere molto attenti e molto equilibrati”. L’atto così come è avvenuto “non è consueto” negli attentati di mafia.
ORE 11.45 – RAGAZZA GRAVEMENTE FERITA ANCORA IN VITA
Smentita la notizia della morte di una seconda ragazza nell’attentato davanti alla scuola. La studentessa, gravemente ferita, Veronica Capodieci, è ancora nella sala operatoria del quinto piano dell’ospedale brindisino. Le sue condizioni sono disperate.
ORE 11.40 – GIOVANI PRC, MOBILITAZIONI IN TUTTA ITALIA
I giovani del Prc stanno organizzando manifestazioni e sit-in in tutta Italia per protestare contro l’attentato criminale di Brindisi. “Non aspetteremo la sentenza della Cassazione per reagire”, dichiarano in una nota. “Tre bombe – scrivono in un comunicato – hanno ucciso questa mattina davanti ad un Istituto professionale di Brindisi una ragazza di 16 anni e ne hanno ferite altre sette. Forse è presto per affermare con certezza i nomi dei responsabili. Ma certo non aspetteremo le sentenze della Cassazione per esprimere la nostra indignazione e per dire che la Storia di questo nostro Paese la conosciamo fin troppo bene”.
ORE 11.35 – SAVIANO: MOLTI SONO CONCORSI SU SACRA CORONA UNITA
“Un pensiero a Melissa e alle vittime. Ciò che mi distrugge è che l’obiettivo fosse proprio la scuola”, lo ha scritto su Twitter Roberto Saviano, sottolineando che “molti sono concordi su Sacra corona unita”.
ORE 11.33 – TRA LE IPOTESI SPUNTA LA SACRA CORONA UNITA
Dietro l’attentato all’istituto Morvillo-Falcone potrebbe celarsi un messagiO della Sacra Corona Unita. L’ipotesi investigativa prende sempre più corpo a poco più di tre ore dall’esplosione. Negli ambienti investigativi si fa notare che la Scu è un’organizzazione che ha una grande disponibilità di armi ed esplosivo grazie ai collegamenti con la criminalità organizzata dei Paesi dei Balcani. C’e da ricordare che il 9 maggio scorso gli investigatori avevano portato a segno un brutto colpo contro la criminalità organizzata arrestando, a Mesagne, 16 persone accusate di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, porto illegale di armi da fuoco, danneggiamento aggravato e incendio aggravato.L’attentato di oggi, sottolineano fonti investigative, potrebbe rappresentare una sorta di strategia della tensione, come quella attuata dalla mafia, tra il 27 e 28 luglio 1993, fuori il territorio siciliano: strage dei Georgofili a Firenze (5 morti); strage in via Palestro a Milano (5 morti) e, infine, le bombe a Roma a San Giovanni in Laterano e a San Giorgio in Velabro (che non provocarono vittime).
ORE 11.25 – D’ALEMA: ASCOLTEREMO DE GENNARO AL COPASIR
“E’ un attentato terroristico e criminale, un atto barbaro che colpisce i ragazzi, l’intera comunità brindisina e noi tutti”. Lo dichiara il presidente del Copasir, Massimo D’Alema in una nota. “Lo Stato – prosegue D’Alema – dovrà mobilitarsi con tutte le sue energie per individuare e punire i responsabili di questo orrore. Stiamo seguendo gli sviluppi della vicenda, che sarà oggetto dell’audizione presso il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica dell’Autorità delegata, prefetto Gianni De Gennaro, già in calendario per giovedì prossimo”.
ORE 11.22 – BONANNI: C’E’ UN CLIMA TORBIDO REAGIRE CON FERMEZZA
“C’è un clima torbido nel paese. Il mostruoso attentato di Brindisi ne è la riprova. Reagire con fermezza e tutti insieme”. E’ il commento, su Twitter, del segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni.
ORE 11.21 – FINI: INDIVIDUARE E PUNIRE I RESPONSABILI
“Angoscia e sgomento” sono state espresse dal presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini. “La volontà assassina che ha prescelto, con logica disumana, ragazzi inermi come bersaglio di un folle e vile disegno – ha affermato il presidente Fini – richiama su di sè la condanna più ferma di tutti gli italiani. Nessuno sforzo deve essere risparmiato per individuare e punire i responsabili. Esprimo la più intesa vicinanza mia personale e della Camera dei deputati ai familiari della studentessa rimasta vittima nell’esplosione e la più profonda solidarietà ai ragazzi feriti”.
ORE 11.20 – CGIL, COLPIRE I GIOVANI E’ DISUMANO
“Un atto di insensata e brutale violenza. Aver colpito dei giovani è disumano ed esaspera il nostro dolore. Nostro pensiero a loro”. E’ il commento della Cgil Nazionale, su Twitter, dopo l’esplosione davanti alla scuola di Brindisi.
ORE 11.16 – GNUDI, GESTO GRAVISSIMO E SCIAGURATO
“Ogni attentato alla vita è un atto ignobile ma questo gesto, gravissimo e sciagurato, rivolto a giovani studenti che stanno costruendo il proprio futuro è – se possibile – ancor più vile”: lo dice Piero Gnudi, Ministro per gli Affari Regionali, il Turismo e lo Sport.
ORE 11.15 – DON CIOTTI, QUELLA SCUOLA HA NOME IMPORTANTE
“Le ipotesi sono tutte aperte e occorre vagliare tutti gli elementi per verificare se si tratta del gesto di un folle…. Ma quella scuola ha un nome importante…”. E’ il commento a caldo del fondatore di Libera Don Ciotti, dai microfoni di SkyTg24, al sanguinoso attentato all’Istituto professionale Morvillo Falcone di Brindisi.
ORE 11.14 – SCUOLA AVEVA VINTO CONCORSO SU LEGALITA’
La scuola Morvillo Falcone aveva vinto il primo premio della prima edizione del concorso sulla legalità. Lo ricorda il portale studentesco Universinet. it che chiede con forza “una immediata reazione dello Stato contro la barbarie terroristica di stampo mafioso che ha colpito un istituto da sempre impegnato in prima linea per promuovere la cultura della legalità contro tutte le mafie”.
ORE 11.10 – IN SALA OPERATORIA LA RAGAZZA FERITA GRAVEMENTE
Il medico primario dell’ospedale Perrino di Brindisi, Luigi Lanzillotti, ha parlato della prognosi della ragazza gravemente ferita nell’esplosione: “Per il momento non possono essere date notizie. L’intervento è ancora in corso, è molto delicato e non è prevedibile la durata. Potrebbe durare ancora delle ore”.
ORE 11.10 – SCHIFANI, ATTO CRIMINALE GRAVITA’ INAUDITA
Il presidente del Senato, Renato Schifani esprime “sgomento e profonda indignazione per l’accaduto”. “E’ un atto criminale di gravità inaudita – sottolinea il presidente Schifani – sul quale occorre fare al più presto piena luce, assicurando subito i responsabili alla giustizia”.
ORE 11.09 – PRODI: IMPIETRITO DA UN COPIONE GIA’ VISTO
“Sono le grandi tragedie del Paese che tornano continuamente, a ondate”, così Romano Prodi ha commentato l’esplosione dell’ordigno a Brindisi. “Adesso – aggiunge l’ex premier a margine di un convegno del Pd a Bologna – cercheremo di saperne un po’ di più, ma quando stamattina ho visto la notizia sono rimasto impietrito. Davanti alla scuola… una specie di copione già visto”.
ORE 11.05 – ALFANO: STRONCHEREMO SUL NASCERE IL TERRORISMO
“A vent’anni dalla strage in cui persero la vita i giudici Falcone e Morvillo, davanti a una scuola dedicata alla loro memoria, è stato sferrato un vile colpo al cuore del Paese che paga, ancora oggi, un tributo di sangue. Sono addolorato e sconvolto dal gravissimo attentato che ricorda con quanta violenza si possa agire contro lo Stato, mietendo vittime innocenti”. Lo afferma in una nota il segretario del Pdl Angelino Alfano. “Noi – aggiunge – siamo un Paese che ha lottato duramente per ripudiare tutto questo, da qualsiasi parte fosse provenuto: mafia, terrorismo, criminalità. E ancora lotteremo, con più forza, perché questo sconcertante attentato resti isolato e perché ogni eventuale recrudescenza di innominabili strategie del terrore venga stroncata sul nascere. Mi stringo con affetto, in questo giorno di immenso dolore, ai familiari della giovane vittima e dei feriti”.
ORE 11.01 – IL PRESIDE: “HANNO VOLUTO UCCIDERE”
“E’ stato fatto per uccidere: a quell’ora le ragazze entravano, proprio a quell’ora. Fosse accaduto alle 7,30 non ci sarebbe stata nessuna conseguenza”. Lo dice Angelo Rampino, il preside dell’Istituto professionale Morvillo Falcone di Brindisi dove stamani è avvenuta l’esplosione.
ORE 10.56 – INCONTRO IN PROCURA CON CAPO DDA
Riunione in procura a Brindisi per fare il punto sull’esplosione dell’ordigno davanti alla scuola Morvillo Falcone. Oltre al procuratore di Brindisi, Marco Dinapoli, è presente anche il procuratore della direzione distrettuale antimafia di Lecce, Cataldo Motta, il dirigente della squadra mobile, Francesco Barnaba e il sostituto Milto Stefano De Nozza.
ORE 10.55 – GASPARRI, COLPIRE IMMEDIATAMENTE ASSASSINI
“L’attentato di Brindisi che colpisce ragazzi inermi suscita sentimenti di orrore e di gigantesca rabbia”. Lo ha ha detto, in una dichiarazione il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, secondo il quale “occorre stroncare con assoluta determinazione ogni forma di criminalità e illegalità. Ed è necessaria un’azione investigativa che consenta di colpire con immediatezza gli assassini”.
ORE 10.54 – IN CORSO PERQUISIZIONI, VERIFICHE ALIBI
Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza stanno facendo perquisizioni nelle abitazione di noti pregiudicati della città e stanno controllando i loro alibi riguardo ai movimenti delle ultime ore.
ORE 10.52 – VERIFICHE CON ATTENTATI E ARRESTI MESAGNE
L’ordigno esploso davanti all’ istituto Morvillo-Falcone potrebbe essere collegato a una serie di episodi avvenuti nella zona nei giorni scorsi. E’ una delle ipotesi che si sta facendo strada tra gli investigatori che stanno cercando di capire la matrice dell’esplosione. Tra gli episodi all’attenzione degli investigatori c’è, innanzitutto, un attentato avvenuto nella notte tra l’1 e il 2 maggio a Mesagne ai danni del presidente della locale associazione antiracket, Fabio Marini. L’auto di Marini venne completamente distrutta da un ordigno e ora gli investigatori vogliono capire se ci sono similitudini tra quell’ordigno e le bombole di gas esplose davanti alla scuola. Qualche giorno dopo, la notte tra l’8 e il 9 di maggio, sempre a Mesagne, un’operazione della polizia ha portato all’arresto di 16 persone accusate a vario titolo di associazione a delinquere con finalità mafiose, droga ed estorsione. Un’ operazione contro esponenti della sacra corona unita e che si è in parte anche basata sulle dichiarazioni di un pentito. Gli investigatori vogliono quindi capire se vi possa essere un collegamento.
ORE 10.51 -VELTRONI: “TORNANO ALLA MEMORIA PAGINE NERE DEGLI ANNI ’90″
“Siamo di fronte ad un episodio orribile, ad una attacco feroce che, persino per il luogo scelto, riporta alla memoria le pagine più nere degli anni novanta, di una criminalità che assume le forme del terrorismo. Per prima cosa voglio esprimere la mia vicinanza ai ragazzi colpiti e feriti, alla città di brindisi”. Lo dice walter veltroni, in una nota. Il deputato del P, membro della Commissione antimafia, spiega che “questo feroce attentato deve suscitare una risposta forte e unanime, da parte dello stato come da parte dei cittadini e di tutte le forze politiche e sociali: l’impegno contro la mafia e la criminalità organizzata come quello contro i segnali di un ritorno terroristico deve essere massimo”.
ORE 10.49 – PREFETTO: “BOMBOLE DI GAS, UN’ANOMALIA”
Il prefetto di Brindisi sulle bombole di gas usate come ordigni. “La particolare tipologia fa di questo attentato un attentato anomalo. C’è solo un precedente a Genova, contro obiettivi istitituzionali. Mai colpita una scuola nella nostra storia”.
ORE 10.47 – BERSANI “DOLORE E INDIGNAZIONE PER ABERRANTE DELITTO”
“Voglio esprimere dolore e indignazione per il più aberrante dei delitti che si è consumato questa mattina a Brindisi”. Questo il commento del segretario nazionale del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani. “Esprimo – aggiunge – solidarietà alle vittime e alle loro famiglie e chiedo che tutti assieme si reagisca per avere verità e colpire gli infami e garantire serenità alla nostra democrazia e alla vita quotidiana dei cittadini”.
ORE 10.41 – IL PROVVEDITORE
Il provveditore Francesco Capobianco, 50 anni di scuola, insegnante e preside. “Sconcerto e incredulità – dice – è un’assurdità . Queste bombe colpiscono una popolazione studentesca inerme, è incredibile che gli studenti possano esssre bersaglio di attentati di questa natura. Incredibile. Non sappiamo domani quale matrice sarà scoperta dietro queste bombe ma sicuramente possiamo parlare di follia e di non senso. perché è impossiabile fda trovare”.
ORE 10.35 – “POTEVA ESSERE UNA STRAGE”
“Poteva essere una strage. Pochi minuti dopo sarebbero arrivati tutti i ragazzi, sarebbe successa una tragedia infinita”. A parlare all’agenzia dire è Salvatore Giuliano, preside dell’istituto superiore ‘Majorana’ di Brindisi, che ha nove classi nella sede dell’istituto ‘Morivillo-Falcone’ guidato dal preside Angelo Rampino. “Quello che si vede fuori dall’istituto è impressionante – prosegue il preside – ci sono quaderni zuppi di sangue, brandelli di oggetti. L’esplosione l’hanno sentita in tutta Brindisi, non era certo una azione dimostrativa”.
ORE 10.14 – RAGAZZA OPERATA, CONDIZIONI GRAVI
E’ stata operata Veronica Capodieci, la ragazza gravemente ferita nell’esplosione operata nell’ospedale Perrino. Al momento i sanitari sono ottimisti rispetto alle sue condizioni, nonostante la situazione sia ancora critica. Tra i feriti c’è anche la sorella, Vanessa.
ORE 10.11 – NAPOLITANO SEGUE CON APPRENSIONE E VICINANZA
A quanto si apprende, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, informato dal ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, del primo angoscioso bilancio dell’esplosione di un ordigno davanti a una scuola dedicata a Giovanni Falcone e Francesca Morvillo a Brindisi, sta seguendo gli sviluppi delle indagini con apprensione e partecipe vicinanza ai familiari della vittima, ai feriti e all’intera collettività brindisina.
ORE 10.12 – “RAGAZZI SOTTO SHOCK, PRESIDE IN OSPEDALE PER FERITI”
“I primi a soccorrere i ragazzi feriti sono stati un docente, un collaboratore scolastico e un tecnico della scuola che si trovavano nei pressi dell’entrata. Il loro racconto è stato di una forte esplosione che ha lasciato a terra diversi studenti”. A raccontarlo è Valeria Vitale, direttrice amministrativa dell’istituto Morvillo Falcone. “I ragazzi sono sotto shock – racconta – e il preside è subito andato in ospedale”.
ORE 10.06 – STUDENTESSA USTIONATA SOTTO I FERRI
Sono momenti di ansia per la ragazza gravemente ferita dall’esplosione in sala operatoria. Sembra che abbia gravissime ustioni su tutto il corpo.
ORE 10.05 – SCUOLE ABBANDONATE DAGLI STUDENTI
Non sono state evacuate le scuole a Brindisi ma sono state abbandonate dagli studenti e dagli alunni che i genitori hanno preferito riportare a casa. Lo spiega il sindaco, Mimmo Consales, arrivato sul luogo dell’attentato per poi raggiungere l’aopedale. “Le nostre preoccupazioni in questo momento – dice Consales – sono tutte per le condizioni degli studenti feriti”.
ORE 10.04 – PROFUMO STA ARRIVANDO A BRINDISI
Il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, che oggi avrebbe dovuto partecipare a Torino al convegno organizzato dal Pd “La scuola che cambia”, si sta recando invece a Brindisi, dove questa mattina davanti all’Istituto Falcone Morvillo si è verificata una potente esplosione, che ha provocato la morte di una studentessa e ferimento di altri sette ragazzi.
ORE 10.02 – SINDACO, ATTACCO CRIMINALITA’ SENZA PRECEDENTI
“Un attacco della criminalità organizzata senza precedenti”. E’ il primo commento del sindaco di Brindisi Cosimo Consales all’esplosione dell’ordigno davanti all’istituto professionale Morvillo Falcone.
ORE 10.01 – “I RAGAZZI A TERRA, TUTTI NERI, I LIBRI IN FIAMME”
Un addetto impiegato della procura, i cui uffici si affacciano proprio sulla scuola, ha assistito all’esplosione. Ha raccontato di una scena infernale, qualcosa di inimmaginabile. “Stavo aprendo la finestra e la deflagrazione mi è’ arrivata addosso. Ho visto i ragazzi a terra, tutti neri, i libri erano in fiamme. Una scena terrificante. Sono ragazzini, chi è che ha potuto fare una cosa simile”.
ORE 10 – SONO TRE GLI ORDIGNI
Il magistrato conferma che sono tre gli ordigni, con punti di innesco differenti. Sul posto stanno arrivando il capo della polizia Francesco Cirillo e il prcuratore antimafia Cataldo Motta.
ORE 9.49 – L’ANGOSCIA DELLA CITTA’
Incredulità per quanto accaduto a Brindisi, che piange la morte di Melissa Bassi e teme per le sorti di un’altra studentessa dell’istituto per i servizi sociali, frequentato soprattutto da ragazze. Solo due settimane fa alla vigilia delle elezioni, un grave attentato aveva fatto saltare in aria l’auto del presidente antiracket di Mesagne, Fabio Marini.
ORE 9.37 – IL NOME DELLA VITTIMA E’ MELISSA BASSI, 16 ANNI
ORE 9.34 – VENDOLA SUL LUOGO ATTENTATO
Il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola si sta recando sul luogo dove stamani è esploso un ordigno, in via Galanti, a Brindisi, davanti all’Istituto professionale ‘Morvillo-Falcone’. Qui si trova l’assessore regionale alla Protezione Civile, Fabiano Amati: “Ci sono i vigili del fuoco – racconta – non ci sono studenti, un muro della scuola è completamente annerito e ci sono detriti ovunque. E’ un disastro”. Vendola e Amati andranno poi nell’ospedale per incontrare i feriti.
ORE 9.30 – RAGAZZI IN LACRIME
Centinaia di studenti sono ammassati dietro alle transenne e altri sono andati in ospedale. La notizia della morte della ragazza è stata confermata anche dal pronto soccorso, dove gli studenti sono scoppiati in lacrime. Tanti anche i genitori che sono arrivati sul posto e cercano i figli.
ORE 9. 25 – MORTA UNA STUDENTESSA
L’assessore Amati ha confermato il decesso di una ragazza, un’altra si trova in sala operatoria in gravissime condizioni.
ORE 9.22 – EVACUATE TUTTE LE SCUOLE DI BRINIDISI
Tutti gli istituti scolastici della città di ogni ordine e grado sono stati evacuati.
ORE 8.00 – ESPLOSIONI DAVANTI ALLA SCUOLA, FERITI
Due esplosioni di fronte all’istituto professionale Morvillo Falcone di Brindisi. Secondo la Protezione civile una studentessa è morta e altri sette ragazzi sono rimasti feriti – un altro sarebbe in pericolo di vita -, immediatamente trasferiti nell’ospedale Perrino. L’attentato si è scatenato poco prima delle otto. L’edificio, a trenta metri dal tribunale, è stato immediatamente sgomberato, e il Palazzo di giustizia è circondato da forze dell’ordine e artificieri di carabinieri e polizia. Le schegge prodotte dalle esplosioni hanno raggiunto negozi a duecento metri di distanza, scardinando addirittura una saracinesca, al di là del vialone, a trenta metri dal tribunale.
A quanto pare gli ordigni – sarebbero tre – sono stati collocati su un muretto vicino a una scuola. I ragazzi sarebbero rimasti feriti mentre passavano di lì e stavano entrando per le lezioni. Dopo le deflagrazioni, in rapida successione, scene di panico e disperazione di fronte all’edificio, rimasto intatto. Non si capisce ancora a chi possa essere addebitato l’incredibile gesto. Ma colpisce una coincidenza: oggi a Brindisi farà tappa la Carovana della legalità
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fonte repubblica.it
































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