SERVIZIO PUBBLICO/ Stasera Santoro apre “L’anno del Grillo”, ospiti Tremonti e Cofferati
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SERVIZIO PUBBLICO/ Stasera Santoro apre “L’anno del Grillo”, ospiti Tremonti e Cofferati
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SERVIZIO PUBBLICO – Anticipazioni: stasera puntata “L’anno del Grillo”. Michele Santoro torna in diretta con una nuova puntata di Servizio Pubblico: argomento della serata i risultati delle elezioni amministrative, che hanno visto l’affermarsi delle liste di Beppe Grillo, con il crollo di Pdl, Lega Nord. L’Italia, oltre a dover fare i conti con i risultati elettorali del Paese, non può trascurare i risultati delle elezioni in Francia e in Grecia, fatto che potrebbe avere ripercussioni sull’attuale “status” politico in Europa. “Cambio della guardia all’Eliseo”: il popolo d’Oltralpe ha preferito Francois Hollande a Nicolas Sarkozy, mentre la Grecia è in peno caos post elettorale.
Lo “sguardo” di Santoro è rivolto all’Italia e alle conseguenze che questa importante consultazione elettorale a livello nazionale e a livello europeo potrebbe avere per il nostro Paese: “L’uragano Grillo si abbatte sulla politica e il voto delle amministrative mostra la crisi dei partiti – si legge nella presentazione ufficiale della puntata di Servizio Pubblico su Facebook – travolti dalla sfiducia dei cittadini. Santoro fa osservare che il trionfo di Hollande in Francia e le difficoltà politiche della Grecia potrebbero mettere in discussione la leadership europea della Germania. “Ma i singoli Paesi – prosegue la presentazione sul social network- tanto esposti sui mercati finanziari, hanno ancora la possibilità di prendere decisioni o dipende tutto dall’Europa? Riuscirà Monti a coniugare crescita e rigore?”. A questa domanda risponderanno gli ospiti che stasera presenzieranno al talk multipiattaforma di Santoro (elenco alla pagina seguente), ma sui social network, il dibattito tra fan e followers della trasmissione su Facebook e Twitter è già vivace.
A Servizio Pubblico si parlerà anche di crisi, da un’inedito punto di vista: quello saggio e schietto di Concetta, sorella di Antonio Di Pietro, in un’intervista raccolta da Francesca Fagnani. Sarà inoltre proposto un servizio relativo al divieto di cumulo di cariche in società concorrenti nel settore finanziario. E per i telespettatori e internauti che segno da tv o web Servizio Pubblico, una sorpresa da parte di Simone Cristicchi.
Saranno ospiti di Michele Santoro l’ex ministro dell’Economia e delle finanze Giulio Tremonti, Sergio Cofferati europarlamentare del PD, il giornalista di Repubblica Federico Rampini.
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fonte ilsussidiario.net
DOMENICA 22 APRILE, FESTA DEL PIANETA – Napoli festeggia la Terra cantando emissioni zero, ma un pieno di artisti. Diretta streaming su Repubblica.it

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Napoli festeggia la Terra cantando emissioni zero, ma un pieno di artisti
Domenica 22 aprile Serena Dandini presenta al Palapartenope e in diretta streaming su Repubblica.it, il concerto a chilometri zero per l’ambiente. Tra i trenta artisti che si alterneranno sul palco Anggun, Ruggeri, Sud Sound System, Roy Paci, il progetto Rezophonic, Marco Cocci e Francesco Sarcina delle Vibrazioni
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Anggun
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Earth Day Italia, il concerto a impatto zero su Rep.it
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ROMA – A Napoli domenica prossima si celebra la terra. Ogni anno, da 42 anni, in tutto il mondo il 22 aprile è la Festa del Pianeta e sarà Serena Dandini a presentare quest’edizione dell’Earth Day che torna a cantare il messaggio per l’ambiente con un concerto a Impatto Zero, a Km Zero e in diretta streaming su Repubblica.it.
Tra i nomi che si alterneranno sul palco del Palapartenope anche Anggun, Francesco Sarcina delle Vibrazioni, Elena Di Cioccio (Le Iene), Enrico Ruggeri, Sud Sound System, Roy Paci. Sul palco di Earth Day Italia 2012 1 saliranno anche gli artisti di Rezophonic, un progetto musicale e sociale nato nel 2006 da Mario Riso, per la realizzazione di dischi e concerti di artisti italiani i cui ricavati, devoluti all’African Medical and Research Foundation Amref, vengono utilizzati per la realizzazione di pozzi d’acqua nella regione del Kajiado tra Kenya e Tanzania.
E poi Olly (Shandon – The Fire), Marco Cocci, Pier Ferrantini (Velvet), Piotta, Ringo (Virgin Radio), Andy (Fluon), Stef Burns, Pino Scotto, Livio Magnini (Bluvertigo), Eva (Prozac +), Emiliano (Linea 77), Kg Man (Quartiere coffee), Marco ‘Garrincha’ Castellani (Le Vibrazioni – Octopus), Max Zanotti (Deasonika), Sasha Torrisi, Alteria (Rock tv – NoMoreSpeech), Ketty Passa, Gianluca Battaglion (Movida), Filippo Dallinferno (The Fire).
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Foreste, acqua, aria, spazi. A fare gli auguri alla terra domenica saranno oltre 500 milioni di persone, sparse in oltre 175 Paesi. Augureranno si avveri un bisogno comune di salvaguardia. Il messagio per la terra sarà cantato in ogni angolo perché entri nelle menti e passi per le voci di quanti andranno a vedere Anggun, la cantante di origine indonesiana che sostiene la Fao come Ambasciatrice di Buona Volontà nella lotta alla fame nel mondo. Nel 2011, anno internazionale delle foreste, Anggun si è impegnata in progetti di rimboschimento nelle zone costiere colpite dal disastro dello tsunami in Indonesia. “Ho deciso di offrire il mio sostegno e il mio impegno alla campagna mondiale contro la fame della Fao perché tutte le persone che vivono al limite della povertà estrema possano risolvere il problema alla radice, con le proprie mani”, ha detto l’autrice di Snow on the Sahara.
Che ci sia bisogno di parole come gocce per espandere il messaggio è anche quanto pensa Tommaso Zanello, più conosciuto come Piotta. “Partecipare all’Earth Day è un onore. Avevo seguito le edizioni precedenti ed è una cosa che faccio volentieri e che tra l’altro anticipa di due giorni il tour che inizio il 25 da Modena. Sono contento che sia stata scelta Napoli come città per ospitare l’edizione di quest’anno. E’ un messaggio, un buon augurio. Per quanto mi riguarda, come i Rezophonic, sono impegnato sull’acqua. Nel nuovo album Odio gli indifferenti, c’è un pezzo che canto insieme a Bunna degli Africa Unite che s’intitola Goccia dopo goccia. L’acqua è un bene comunue e si lega con un’altra canzone, Mai mai mai, che avevo scritto sul nucleare e che avevo fatto uscire per il referendum”, ha raccontato il rapper romano.
Le emissioni di CO2 prodotte dal concerto saranno compensate. Saranno piantati alberi, sarà ridato tutto l’ossigeno tolto e Lifegate, il network per lo sviluppo sostenibile, certificherà il concerto di Napoli che è già a bassissimo impatto perché a Km Zero. La musica infatti sarà grado di raggiungere chiunque senza generare spostamenti, e quindi emissioni. La diretta in streaming è realizzata con la cooperazione di Repubblica.it e Vodafone Italia sulle proprie piattaforme web. Lo spettacolo potrà essere rivisto il giorno successivo su Sky Uno, alle 23 del 23 aprile.
“Earth Day Italia – ha detto Pierluigi Sassi, presidente dell’organizzazione – si festeggia a Napoli per dare forza e slancio all’impegno con cui questa città sta riscoprendo il suo volto migliore. Napoli condividerà con tutte le nazioni che festeggiano la giornata della Terra il suo rinnovato impegno in campo ambientale”.
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A PARTIRE DA 450 EURO A TRIMESTRE – Tassa Siae sui trailer dei film: Sul web scatta la rivolta. E la tassa è retroattiva / Trailer, le risposte della SIAE
Tassa Siae sui trailer dei film
sul web scatta la rivolta
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Richiesto il pagamento di una licenza a partire da 450 euro al trimestre. E i filmati stanno già sparendo dalla Rete. Vanzina: “Decisione sbagliata, ingiusta e anacrostica”
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di ALESSANDRO LONGO
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I trailer dei film stanno rapidamente scomparendo dal web italiano, nell’ordine delle migliaia. Motivo: una lettera di riscossione che Siae ha mandato a siti e blog. La Società italiana autori ed editori chiede loro 1 di pagare una licenza a partire da 450 euro al trimestre, che dà diritto a pubblicare in streaming fino a 30 trailer. Con costi che aumentano anche se il trailer dura più di dieci minuti (in questo caso infatti non rientra più nella licenza di streaming). Siae esclude dall’obolo solo i siti non commerciali, cioè quelli che non hanno nemmeno un po’ di pubblicità. Nessuna eccezione per tutti gli altri: Siae non fa differenza tra chi pubblica il trailer e chi si limita a mettere il link a un video tratto da Youtube. Paghino tutti, per coprire i costi di licenza della musica contenuta nel trailer. Chiunque voglia metterli sul proprio sito deve compilare una domanda 2presso la Siae, con due categorie separate, a fronte di diversi costi di licenza: “streaming a richiesta gratuito e downloading gratuito di opere intere” e “streaming a richiesta gratuito di frammenti di opere inferiori a 45 secondi”. La stragrande maggioranza dei trailer dura più di 45 secondi e quindi va pagato come nella categoria “opere intere”. Il tutto è frutto di una convenzione siglata, lo scorso 17 gennaio, tra la Siae, l’Agis e le associazioni cinematografiche aderenti (Anec, Anem, Acec e Fice). Regola “l’utilizzazione attraverso i siti dei locali cinematografici delle opere musicali tutelate dalla Siae”.
Per evitare il balzello, molti siti hanno rimosso i trailer (come quelli del network Delos, Horror.it, Corriere della fantascienza e altri), ma secondo la Siae il costo è dovuto lo stesso per la passata pubblicazione. “E’ un balzello – ha replicato Il Corriere della fantascienza – del tutto antieconomico anche per grandi siti che potrebbero permettersi di pagare la licenza. Quando mai solo 30 trailer possono produrre tanto traffico da generare introiti tali da ripagare 1.800 euro all’anno?”.
La polemica sta attraversando il web e i social network. Anche buttandola sul ridere, come a segnalare l’assurdità di quella che appare a molti come una pretesa da parte della Siae. Su Facebook è nato un gruppo che si chiama “Non canto sotto la doccia e non fischio per strada per paura della Siae”.
Contro la Siae non solo la Rete, ma anche il mondo del cinema. “Mi sembra che la decisione di tassare i trailer in Rete sia sbagliata”, ha detto il regista Carlo Vanzina. “Soprattutto è lesiva per la diffusione dei film in uscita tra il pubblico degli utenti cinematografici. Spero che la Siae rifletta meglio e cancelli questa norma ingiusta e anacronistica”.
“Anacronistica” è anche per Fulvio Sarzana, avvocato esperto di diritto d’autore su Internet: “La Siae chiede un obolo ignorando le dinamiche tecniche ed economiche di internet”. “E’ quello che succede quando si applicano ciecamente al web le vecchie regole del diritto d’autore. Per le quali è sempre più necessaria una norma di aggiornamento e di adeguamento alle nuove tecnologie”, aggiunge Sarzana. “Paradosso tra i paradossi, Agis permette alle sale cinematografiche di pubblicare gratis i trailer sui propri siti, a quanto si legge in una circolare che ha inviato”, continua.
“Avidità ed ingordigia – l’industria musicale incassa già cifre da capogiro per l’utilizzo delle opere come colonne sonore dei film in distribuzione nelle sale – stanno per spegnere la pubblicità cinematografica che corre sul web o, almeno, per limitarla in maniera importante – commenta l’avvocato Guido Scorza, esperto di questi temi – Siamo di fronte ad un classico caso nel quale la gestione dei diritti d’autore è affidata ad una politica miope: per portare a casa – e redistribuire nessuno sa come – un pugno di euro, si accetta il rischio di svuotare ancora di più le sale cinematografiche e, più in generale, le casse dell’industria cinematografica”.
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29 ottobre 2011
fonte: http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/10/29/news/trailer_web-24101677/?rss
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IO SO CHE TU “SIAE”… CHE IO SO…
Caricato da radioies in data 28/ott/2011
WWW.RADIOIES.IT
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Trailer, le risposte della SIAE
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Stefania Ercolani, direttore dell’Ufficio Multimedialità della SIAE, risponde alle domande di PI circa le licenze richieste ai siti per la musica dei trailer cinematografici. Embedding o caricamento, poco importa: bisogna pagare
Roma – SIAE ha confermato quanto riferito dai siti che si occupano di cinema: poco importa che siano caricati sui propri server o che siano embeddati, la collecting society intende far pagare per la pubblicazione dei trailer sui siti Internet, o meglio per le musiche in essi contenuti. Pur essendo pensati per la massima diffusione possibile in quanto, di fatto, una pubblicità, costituiscono un’opera di proprietà intellettuale, in quanto tale da tutelare. SIAE specifica, inoltre, che non basta neanche rimuovere i contenuti trovati in violazione: la licenza andrebbe chiesta prima, quindi chi ha già in passato pubblicato un trailer deve comunque pagare.
A cercare di chiarire alcuni dei punti della vicenda è Stefania Ercolani, direttore dell’Ufficio Multimedialità della SIAE, che ha risposto ad alcune delle domande poste da Punto Informatico. In seconda pagina, il comunicato ufficiale diramato dalla SIAE.
PI: Costituiscono i trailer una forma di proprietà intellettuale in quanto tale da tutelare nella sua diffusione?
SE: Ci fa molto piacere che la domanda sia posta in questo modo. Effettivamente i trailer sono da considerare a tutti gli effetti come prodotti audiovisivi, oggetto quindi di proprietà intellettuale. Tuttavia, la SIAE non si occupa di questo aspetto più generale, poiché la titolarità dei diritti su questi prodotti è normalmente del produttore o del distributore cinematografico. La SIAE amministra i diritti sulle colonne sonore e quindi i siti che comunicano al pubblico trailer o video che contengono musica devono tutti ottenere una licenza per poterlo fare legalmente.
È appena il caso di ricordare che anche i produttori e i distributori cinematografici hanno concordato con la SIAE la licenza per i loro siti “istituzionali” e pagano i compensi per la comunicazione della musica nei trailer e negli altri video promozionali dei loro film.
PI: La licenza richiesta è la stessa degli operatori streaming?
SE: La licenza offerta dalla SIAE ai siti che fanno streaming di trailer è la licenza Video on Demand, che riguarda le diverse tipologie di video cui l’utente di Internet può avere accesso nel momento da lui stesso scelto. La tariffa applicabile dipende dalle caratteristiche dei video per cui se si tratta di video musicali in streaming, ad esempio, la tariffa è più elevata di quella prevista per i trailer e gli altri video di tipo cinematografico.
PI: Oltre ai trailer a quali contenuti si estende?
SE: La licenza Video on Demand riguarda tutti i contenuti video che contengono musica. Per i trailer, come soprattutto per i film interi, naturalmente il sito deve essere autorizzato dai produttori cinematografici o audiovisivi singolarmente considerati e quindi ottenere la licenza della SIAE che copre l’intero repertorio musicale. Per i film e la fiction deve essere inoltre corrisposto l’equo compenso dovuto agli autori dell’opera audiovisiva, regista, sceneggiatore, autore del soggetto e nel caso di film stranieri all’autore dell’adattamento.
PI: Si applica anche ai casi in cui un trailer non è caricato sui server del sito ma semplicemente embeddato da YouTube (considerate, insomma, una violazione di diritto d’autore anche indicare il video contenuto su un’altra piattaforma)?
SE: Le modalità tecnologiche di comunicazione dei contenuti audiovisivi sono indifferenti. Per quanto riguarda la responsabilità per diritto d’autore risulta indifferente se ciò avviene attraverso embedding o inserimento nel sito o se il sito ospita direttamente il video nella propria banca dati. Questa responsabilità sussiste per ogni comunicazione di opere musicali, sia nell’ambito di un trailer embeddato sia in video caricato dagli utenti oppure mediante ritrasmissione attraverso il sito da una qualsiasi fonte esterna.
PI: In base a quale regolamento si è iniziato a chiedere tale forma di licenza?
SE: L’obbligo di avere la licenza della SIAE per la musica dei contenuti audiovisivi promozionali, dei quali i trailer costituiscono l’esempio più diffuso, esiste da sempre in quanto, come detto, si tratta di una forma di comunicazione al pubblico. La SIAE ha stipulato accordi con l’ANICA e successivamente con l’AGIS a questo proposito per facilitare i rapporti con i produttori e con gli esercenti cinematografici e per arrivare a dare una migliore consapevolezza del problema agli ambienti maggiormente coinvolti. Abbiamo quindi condotto un monitoraggio dei principali siti di movie magazine e simili e, in base alla documentazione specifica che abbiamo acquisito, sono state inviate lettere invitando i titolari di questi siti a sottoscrivere la licenza, regolarizzando così la loro posizione. Nell’invito sono anche fornite tutte le informazioni necessarie e, ove richiesto, ci sono stati incontri per una migliore comprensione delle singole situazioni.
Resta il fatto che gli utilizzi documentati devono essere compensati per l’anno in corso. Se poi i siti lo riterranno, potranno sottrarsi dall’obbligo rimuovendo i contenuti con musica a partire dall’anno prossimo. Il nostro invito rappresenta anche l’occasione per evitare le sanzioni di legge, poiché la licenza deve essere chiesta preventivamente e non successivamente all’uso della musica.
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COSA E’ LA CRISI? LEGGETE QUESTO SAGGIO
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YouTube alla conquista della televisione su internet. Aprirà cento canali e ci sarà anche l’informazione
YouTube alla conquista della televisione su internet. Aprirà cento canali e ci sarà anche l’informazione

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di Luca Dello Iacovo
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Duello sulle televisioni: Google Tv vara la seconda generazione, Apple scommette sui comandi vocali
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Mesi di trattative con Hollywood, campioni sportivi, editori, star della musica. Poi il grande passo verso la televisione. YouTube annuncia il varo di circa cento canali video che produrranno programmi originali: il primo debutterà il mese prossimo e gli altri arriveranno nel 2012. Il palinsesto è ampio. Madonna avrà un suo spazio per lezioni di danza. Parteciperanno all’iniziativa anche stelle dello sport come Shaquille O’Neal: sarà impegnato in uno show di intrattenimento. E ancora: musica, istruzione, scienze, natura, salute.
Inoltre YouTube diventa un palcoscenico globale per le produzioni nate su internet che hanno avuto successo a partire dal pubblico online. Come i “Machinima”: sono episodi costruiti con le tecniche di grafica tridimensionale dei videogiochi che hanno ottenuto 113 milioni di visualizzazioni. Oppure la serie di “eHow”: si tratta di corsi per l’hobbistica e il “fai-da-te”, come le riparazioni dei tubi di un lavandino. Saranno incluse le conferenze di Ted, un’iniziativa che porta sul palcoscenico designer, tecnologi e creativi: è arrivata anche in Italia sul lago di Como, a Roma e a Bologna.
È prevista una programmazione che arriva in totale a 25 ore di contenuti originali al giorno: i canali, infatti, non trasmetteranno in modo continuativo per 24 ore, come avviene in genere nel palinsesto televisivo tradizionale. Ad esempio, lo show My Damn Channel avrà dieci minuti quotidiani di nuove produzioni. YouTube conserverà i diritti per 18 mesi. Arriveranno anche tanti volti celebri negli Stati Uniti come Deepak Chopra, specializzato in corsi sul benessere. All’informazione economica, invece, puntano i canali di Thomson Reuters e del Wall Street Journal.
YouTube ha investito cento milioni di dollari sull’incentivazione di trasmissioni originali: secondo le indiscrezioni sugli accordi, è prevista una condivisione con gli autori al 50%-55% dei ricavi derivanti dalle inserzioni pubblicitarie, ma le quote cambiano a seconda dei contratti.
La piattaforma di videosharing inizierà a versare il denaro generato dagli annunci promozionali dopo aver recuperato il suo finanziamento. È un’iniziativa progettata anche in vista del rilancio della piattaforma software della Google Tv, una televisione connessa a internet attraverso il dispositivo “set top box”. Non partecipano, invece, i grandi network televisivi, come News Corp e Walt Disney. Finora YouTube è stato soprattutto un archivio di video. Ma da tempo sperimenta altre strade. Ha lanciato trasmissioni in diretta, per esempio durante le campagne politiche. E di recente ha varato il noleggio di film attraverso la sua piattaforma in Gran Bretagna. Scommette sulla partecipazione interattiva degli utenti. È una competizione aperta, per esempio, con Facebook e Netflix che hanno unito i loro social network con la visione di film e show su internet.
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29 ottobre 2011
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COSA E’ LA CRISI? LEGGETE QUESTO SAGGIO
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‘N TU U CULO – La Siae chiede i diritti anche per i trailer. La rivolta di blogger e siti di cinema
La Siae chiede i diritti anche per i trailer
La rivolta di blogger e siti di cinema
Insulti sul profilo dell’Ente per il diritto d’autore
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MILANO – Newsletter e blog si sono già mobilitati: «È un altro attacco alla liberta del web». Per la Siae, invece, è una «regola da sempre contenuta nella legge italiana e nei trattati internazionali», ma mai applicata. Si tratta del diritto d’autore da versare anche solo per la trasmissione di trailer cinematografici che includono musica. In questi giorni la Siae ha invitato numerosi siti di trailer a carattere commerciale a regolarizzare la propria posizione. «Nell’interesse di tutta la filiera cinematografica (incluse le riviste on line che si dedicano all’audiovisivo) – si legge sul sito della Società degli Autori e degli editori – è importante diffondere la cultura del rispetto dei diritti degli autori anche su Internet. I magazine e i blog cinematografici on line e gli altri siti aumentano la loro attrattività verso gli utenti (e quindi verso gli inserzionisti pubblicitari) arricchendo con i trailer e con la musica in genere i loro contenuti».
LA NORMA – Sul sito della Siae è possibile recuperare le norme che regolano la questione: «Qualunque utilizzazione di un’opera cinematografica o assimilata su rete telematica deve essere autorizzata dal titolare del diritto, che in genere è il produttore o chi ha acquisito da lui i diritti in base ad un contratto. (…) Oltre ad avere l’autorizzazione del produttore cinematografico o audiovisivo, l’utilizzatore deve anche corrispondere l’equo compenso a favore degli autori di opere cinematografiche ed assimilate (regista, soggettista e sceneggiatore), da negoziare con la SIAE (artt. 46bis e 18bis della L.d.A. n. 633/1941 e successive modificazioni)». Regole che, nell’interpretazione di chi ha il compito di far rispettare il copyright, vanno estese anche alle licenze per l’uso della colonna sonora trasmesse assieme ai trailer.
SOLDI E RETE – Per chi invece coltiva l’idea anarchica di una Rete indipedente, il denaro online è anche più «vile» che nella realtà. Sul web sbocciano ovunque proteste, lamentele, battute e commenti ironici. Il più divertente è il gruppo di Facebook Non canto sotto la doccia per paura della Siae. Ma ci sono anche minacciose offese e maledizioni inviate agli esattori dei diritti ed estese alle loro discendenze. Basta scorrere i molti commenti al comunicato pubblicato dalla società degli autori sui social network. Ma Internet è bello perché vario, e non mancano le proteste garbate di chi argomenta sul merito. Come il sito Corriereinformazione.it, che prova a fare due conti: «450 euro a trimestre per un totale di 1800 euro annuali con la limitazione di pubblicare solo 30 trailer complessivi». Secondo Punto Informatico, la Siae confonde l’opera cinematografica, di cui parla la legge, con la pubblicità: «Sembrerebbe considerare i trailer, che altro non sono che le pubblicità che devono invogliare il pubblico ad andare al cinema, un’opera cinematografica, in quanto tale da tutelare e da non far circolare gratuitamente». Alcune testate online specializzate, come Fantascienza.com e come tutte le testate online del gruppo Delos Books, hanno deciso di sospendere la trasmissione dei video: «Siamo convinti – si legge nella schermata che appare nella sezione video – che pagare 1800 euro all’anno per avere il privilegio di fare pubblicità gratuita ai clienti della Siae non abbia nessuna logica né nessuna possibile utilità. Spegniamo quindi il nostro servizio video fin quando la Siae se non rivedrà le proprie norme». Infine Badtaste, sito di informazione cinematografico che parla di una sorta di persecuzione: «Oggi abbiamo scoperto un’ulteriore esasperazione del diritto d’autore – si legge su una pagina dedicata all’argomento -, che ormai più che difendere gli artisti sembra servire per rendere la vita difficile a chi lavora, arricchendo organizzazioni che non sembrano molto al passo con i tempi…».
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Antonio Castaldo
acastaldo@corriere.it
28 ottobre 2011
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COSA E’ LA CRISI? LEGGETE QUESTO SAGGIO
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L’ORDINE E’ ‘SMANTELLARE’ – Sei anni fa era un’azienda in salute, oggi la Rai ha le casse semivuote
Mia modestissima previsione: entro la primavera la RAI dichiarerà il proprio fallimento e sarà pronta a passare in mani private… Come d’altronde tutto ciò che è in mano statale dovrà, prima o poi, fare. L’ha pianificato già da molti anni la grande finanza mondiale, e i politici si dovranno inchinare al diktat, se vorranno ‘sopravvivere’. Servizi scadenti a costi altissimi: questo è il futuro.
mauro
Sei anni fa era un’azienda in salute
oggi la Rai ha le casse semivuote
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A causa dei ritardi del Tesoro nel versare i soldi raccolti con l’abbonamento, le casse di via Mazzini sono vuote: a dicembre rischio blocco per tredicesima, stipendi e pagamenti ai fornitori.
Il palazzo della Rai a viale Mazzini
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Non è un programma d’informazione domestica, ma l’ultima deriva di viale Mazzini: persino per la Rai è una fatica arrivare a fine mese. Non bastano 2,5 miliardi di euro l’anno fra canone e pubblicità. Non bastano fidi bancari che sfiorano 700 milioni di euro. Non bastano piani industriali che nascondono licenziamenti. E dicembre fa paura: c’è il rischio che l’azienda possa bloccare le tredicesime, forse pure gli stipendi, e tanti auguri ai 13 mila dipendenti. Nemmeno un euro, poi, per i fornitori che, ormai senza pazienza, aspettano i pagamenti.
La cassa è vuota, strangolata dai ritardi del Tesoro nel versare il malloppo pubblico, 1,6 miliardi di euro raccolti con l’abbonamento: consumata la metà, mancano 800 milioni. A settembre avevano promesso 400 milioni, poi rinviati in tre comode rate a ottobre; adesso per l’assegno finale di 400 milioni dicono dicembre: se slittano di due settimane, addio retribuzioni (un macigno da 80 milioni di euro al mese). La Rai ripara il pallone sgonfio con cuciture improvvisate. Più passa il tempo, più il buco s’allarga. Ecco, l’ennesimo palliativo: un prestito di 80 milioni di euro per gentile concessione di Bei, la Banca europea per gli investimenti. La rete per diffondere il segnale del servizio pubblico – antenne, piloni, ferro – è l’unica proprietà di viale Mazzini.
Dilapidato il patrimonio culturale, povero di contenuti e ricco di contenitori, l’azienda mostra le strutture di Raiway con l’illusione di chi, finito in disgrazia, cerca di salvarsi svendendo l’eredità. Raiway vale un miliardo di euro, estrema garanzia per chiedere o trovare soldi. Alessandro Penati, economista della Cattolica, intravede nuvoloni minacciosi su viale Mazzini: “Quando sei disposto a cedere il bene più solido e prezioso, significa che sei in corsa verso il fallimento e cerchi di mascherare il debito. La Rai può smobilitare Raiway, ma poi deve noleggiare le frequenze per andare in onda oppure vogliono chiudere le televisioni?”.
Nel bilancio 2011 i debiti consolidati superano i 350 milioni di euro. Il peggio è dietro l’angolo: nel 2012, per resistere sul mercato, la Rai deve comprare i diritti per le Olimpiadi e l’Europeo di calcio, una botta di 140 milioni di euro. Dove cercare 140 milioni di euro senza aumentare i 350 milioni di esposizione bancaria? Non con la pubblicità. La concessionaria Sipra ha raccolto 980 milioni di euro (50 in meno che nel 2010), e le previsioni sono pessime: “L’anno prossimo dovremo fronteggiare il calo di ascolti e la prevedibile crisi finanziaria, qualsiasi stima è troppo ottimistica”, spiegano fonti qualificate di Sipra. Dicembre sarà il primo esame di stabilità, ancora più dura sarà tra gennaio e marzo. Senza canone e senza tesoretti.
Sei anni fa, mica nel dopoguerra, la Rai era un’azienda sana. Il passaggio al digitale terrestre, una manna per Mediaset e una condanna per viale Mazzini, è costato 500 milioni di euro, soltanto il governo Prodi ha contribuito con 58 milioni di euro, Silvio Berlusconi ha pensato bene di non aggiungere. In Gran Bretagna per assorbire le nuove spese, la Bbc ha aumentato il canone di 20 sterline. Qui scherzano con le diffide: il Consiglio di amministrazione ha intimato al ministero dello Sviluppo di pagare 1,3 miliardi di euro per onorare il contratto di servizio (quel documento che giustifica la tassa chiamata canone, che però non copre i costi di quelle trasmissioni qualificate come “servizio pubblico”). Sai che paura, avrà detto il ministro Paolo Romani.
Senza sparare cifre colossali, seppur legittime, la Rai poteva confermare l’accordo con Sky per trasmettere sul satellite, 350 milioni di euro in 7 anni sdegnosamente rifiutati dall’ex direttore generale, Mauro Masi. Bellissimi quei 13 canali di offerta gratuita, anche inutili però: nessun inserzionista sgomita per piazzare un prodotto a Rai 5 o Rai Gulp. Guai a toccare l’appalto, ogni anno benedetto: 224 milioni di euro per società esterne, 200 milioni per le serie televisive; profumati contanti per imprenditori che vengono, incassano e salutano, che sia un successo o un disastro. Dentro, il nulla: “La Rai si costruisce fuori, non nei suoi studi – commenta il professor Penati – . Non può vantare una scuola per sceneggiature o varietà, né marchi né autori. Logico che finisci con i creditori che ti circondano, e devi tranquillizzarli subito perché altrimenti sei spacciato. Mi ricorda un po’ la logica del San Raffaele di Milano che rinviava i pagamenti ai fornitori, fin quando ha portato i libri contabili in tribunale”. La soluzione non è vendere: “Chi acquista un’automobile vecchia e rotta con pochi pregi e tanti difetti? La Rai ha due strade: o taglia i costi del 30 per cento o morirà per rinascere male come Alitalia con i soliti salvatori della patria”. E i cittadini costretti a svenarsi ancora.
da Il Fatto Quotidiano del 22 ottobre 2011
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Sallusti: hanno fatto bene a sparare a Carlo Giuliani. Ferrero: vaff. / VIDEO
Sallusti: hanno fatto bene a sparare a Carlo Giuliani. Ferrero: vaff. / VIDEO
Caricato da thesilvius36 in data 20/ott/2011
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ROMA – Bagarre giovedì sera nello studio di Matrix, la tramissione di Canale 5. Si parla degli scontri di sabato scorso a Roma con Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista, Alessandro Sallusti, direttore del Giornale e Piero Bernocchi leader storico dei Cobas. La discussione finisce su Carlo Giuliani, il giovane ucciso a Genova durante i disordini per il G8 del 2001, e a un certo punti Sallusti dice: «Hanno fatto bene a sparargli». Ferrero a quel punto si alza e urla a Sallusti: «Vaff…».
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Venerdì 21 Ottobre 2011 – 12:14 Ultimo aggiornamento: 12:51
fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=167236&sez=HOME_INITALIA
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La satira di Corrado Guzzanti su Sky colpisce la Gelmini e Di Pietro
Gianfranco Funari dal Paradiso
Caricato da Elliott8270 in data 26/feb/2011
Corrado Guzzanti – Recital 2010
La satira di Corrado Guzzanti su Sky colpisce la Gelmini e Di Pietro
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La Rai non lo ha voluto, e così anche il comico è andato nella tv di Murdoch dove debutta domani sera con “Recital”, antologia delle sue imitazioni: immancabile quella del ministro Tremonti
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di LEANDRO PALESTINI
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ROMA – La geniale satira di Corrado Guzzanti, sottratta a una Rai sempre più avara e censoria, si rifugia nella tv di Rupert Murdoch, nel prime time di Sky. Dopo il debutto estivo dello speciale Aniene, domani sera su Sky Uno (alle 21.10, canale 109) sarà la volta di Recital, tratto dall’omonimo show teatrale che, in nove mesi di tour, è stato visto da oltre trecentomila spettatori, per una novantina di repliche.
IL VIDEO Guzzanti in “Recital”
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Con il “mattatore” Corrado Guzzanti, su Sky Uno ci saranno sua sorella Caterina e l’attore-amico Marco Marzocca. Il “Recital” televisivo sarà un condensato dello spettacolo teatrale. Offrirà una rilettura in chiave satirica dell’Italia di oggi, attraverso una carrellata di personaggi che sono già cavalli di battaglia di Guzzanti e con l’arrivo di nuovi personaggi. Sul palco le videostorie si avvicenderanno alle riletture di protagonisti politici come Giulio Tremonti e Romano Prodi, Antonio Di Pietro e Mariastella Gelmini, con le loro riflessioni sulla crisi dei valori della nostra traballante società. Padre Federico e il teologo Pizzarro, sorretto da una fede al limite esilarante dell’abiura, riflettono sulla crisi dei valori dello spirito e del bisogno di confrontarsi con i giovani.
Se in Aniene aveva proposto massoni, referendum e Olgettine, in Recital il grottesco è usato come maschera della verità ed è l’elemento che, dopo le risate, può suscitare una nuova consapevolezza e rivelarsi forse l’unica via d’uscita per lo spettatore. “La crisi è drammatica ed internazionale. Lei dice che l’aveva prevista”, chiede a Tremonti/Guzzanti una giornalista interpretata da Caterina Guzzanti. “Sì, è vero avevo previsto tutto”, risponde Tremonti, che spiega in modo esilarante la manovra messa in atto dal governo per far fronte alla situazione.
Sul palco di Recital si avvicendano quindi il santone Quelo con i suoi adepti desiderosi di conoscenza, la conduttrice Vulvia con la sua scienza priva di logica, i mafiosi “rondaioli”, il cinico presentatore che parodizza i talk show, lo schizoide Gabriele La Porta, tutti personaggi guidati da Corrado con realistico fantasismo fino alla conclusione dello spettacolo, in cui un Funari “celeste” collegato dal Paradiso si dice pronto a preparare l’umanità al giudizio universale.
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18 ottobre 2011
Addio Rai, Serena Dandini la domenica in onda su La7
Addio Rai, Serena Dandini la domenica in onda su La7
La conduttrice di “Parla con me”, fatta fuori dal Cda Rai, torna ora in prima serata

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Non solo Fabio Fazio e Roberto Saviano, con “Vieni via con me”. La 7 si aggiudica anche Serena Dandini, che all’ultimo (poche settimane fa) è stata “fatta fuori” dal Consiglio di amministrazione della Rai.
La conduttrice di “Parla con me”, in onda in seconda serata su RaiTre con la satira di Dario Vergassola e gli stacchetti di Elio e le storie tese, tornerà dunque in tv, anche se non più sugli schermi di quella pubblica.
La vedremo la domenica, questa volta in prima serata.
A cambiare non sarà però il suo direttore di rete, dato che Paolo Ruffini, ex guida della terza rete, è da 4 giorni il nuovo direttore de La7.
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14 ottobre 2011
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Ascanio Celestini: “Credo alla politica. Ma non a quella di Palazzo”
Ascanio Celestini Tony mafioso-corrotto
Caricato da stavranga in data 05/dic/2009
Ascanio Celestini: “Credo alla politica. Ma non a quella di Palazzo”
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L’autore di “Parla con me” è a teatro con “Pro patria”, un monologo che celebra il 150° dell’Unità d’Italia che è, allo stesso tempo, la storia di un detenuto che diventa terrorista perché in carcere gli fanno leggere solo libri sul Risorgimento. Tutto diventa la storia della Repubblica romana, un manifesto contro la reclusione, un omaggio a Stefano Cucchi, una celebrazione della Costituzione
La sua saga parodistica su “Tony il mafioso” (guarda il video) è stata una delle cause della chiusura di Parla con me. Ed è rimasta negli annali la frase indispettita di Silvio Berlusconi “Mi sono rivisto la videocassetta!”, riferita alla puntata incriminata. Ascanio Celestini, da quel giorno, ha smesso di essere “solo” un attore di teatro con uno straordinario senso “civile” per diventare anche lui un piccolo simbolo della difficoltà di raccontare storie nell’Italia dei bavagli. Adesso torna a teatro con uno spettacolo alla sua maniera. Un monologo (“Pro patria”) che celebra il centocinquantesimo dell’Unità d’Italia, che è – allo stesso tempo – la storia di un detenuto che diventa terrorista perché in carcere gli fanno leggere solo libri sul Risorgimento. Tutto diventa la storia della Repubblica romana, un manifesto contro la reclusione, un omaggio a Stefano Cucchi, una celebrazione della Costituzione (anzi, del suo antenato) e tante altre cose insieme, perché nella poetica concentrica di Ascanio, una storia contiene sempre un’altra storia. L’attore romano esordisce con due serate all’Auditorium di Roma, e da gennaio porterà lo spettacolo in Italia.
Ti senti responsabile per “Parla con me”?
Sono tanti i motivi per i quali è stato chiuso. E comunque in quella puntata era ospite Zagrebelsky che parlava di regole…
E quindi?
L’impatto insostenibile del tema, unita all’oggettiva difficoltà di pronuncia del cognome hanno turbato Berlusconi più del mio piccolo monologo.
Non sottovalutare cosa voglia dire parlare di “Tony il mafioso” in Rai.
Questo è curioso: parlo di uno, che si chiama Tony e che è presidente di un piccolo paese. Perché lui si dovrebbe sentire chiamato in causa? Eh, eh…
Hai usato la satira per sparare bordate micidiali.
No, io faccio solo il mio mestiere, che è usare il teatro per raccontare delle storie.
Hai messo in scena anche il giorno in cui Tony il mafioso si fece processare!
Una simulazione paradossale e logica. Ho provato a immaginare la sua autodifesa, l’elogio del denaro e della corruzione come idea di governo della società: dalla compravendita dell’informazione, a quella dei corpi e del sesso, a quella delle mani dei bambini che cuciono i palloni.
Cosa pensi di Berlusconi?
Soffro per lui, ogni volta che lo vedo in tv: ricostruito, ciccione e brutto, con questa faccia stravolta e queste sue frequentazioni da galera pericolose.
Non credi più alla politica?
Eccome. Ma non a quella del Palazzo. Un esempio? A Vicenza hanno inaugurato il parco della pace, che è stato voluto dal comitato No dal Molin. Lì ho visto una battaglia civile che ha fatto crescere un movimento di cittadini, e ha prodotto il raggiungimento di obiettivi.
Cosa pensi dei no Tav?
Vai da quelle parti e capisci che quello che ti hanno raccontato di quel movimento non è la realtà. È un movimento di consapevolezza civile in cui tutti sanno tutto di tutto, hanno studiato, parlano dei problemi tecnici concreti, non di astratti furori.
Perché il tuo prigioniero diventa terrorista?
Perché la letteratura del Risorgimento è quella di una classe dirigente di eversori. Che dopo l’Unità d’Italia sono diventati statisti, ma che quello erano, in una indissolubile fusione di romanticismo e patriottismo.
E la Costituzione?
Nel mio monologo il viaggio nel Risorgimento mi porta alla Repubblica romana del 1849 e al suo meraviglioso rapporto con l’idea della libertà.
A cosa ti riferisci?
All’abolizione, per la prima volta nella nostra storia, dell’idea di prigione. Un battaglione di francesi, catturati, vengono mandati liberi con una dichiarazione solenne.
Capisco la tua ammirazione per il gesto, però…
Capisco cosa intendi, ma non è un problema militare. Quando la battaglia militare è già persa, e i fanti stanno espugnando Roma, i triunviri si chiudono a promulgare la Costituzione. Con gli occhi di oggi potrebbe sembrare idealismo senza concretezza. E invece la prima costituzione repubblicana del Risorgimento è il genitore diretto di quella del 1946. I democratici dell’ottocento devono osare l’impossibile perché quelli del Novecento raccolgano i frutti in un altro secolo.
Parliamo della sinistra.
Fatico ad accostare Bersani ai patrioti. Berlinguer aveva un’idea precisa di società e di come voleva trasformarla. Ma oggi? Fanno a gara a chi ti dice meglio la stessa cosa. Mi piace Vendola, come persona.
A Roma hai collaborato con le giunte di centrosinistra.
Ho fatto per tre quattro anni il direttore artistico di un festival di periferia rigorosamente gratuito. Ho lavorato per tre anni, sempre gratis, al recupero dello Spazio teatro Novecento, a Cinecittà, bruciato negli anni cinquanta e adesso destinato a ricovero di un’ambulanza o parcheggio per i vigili della circoscrizione.
Ci sei riuscito?
No. A sinistra gli amministratori hanno questa idea della regalia: ‘Ascanio, ti diano un teatro’. Io volevo restituire un teatro alla periferia.
Un aneddoto?
Un giorno mi chiama un assessore di una circoscrizione che seguiva il progetto di riapertura di un teatro e mi fa: ‘M’è venuta un’idea: ho ‘n’amico che conosce uno dei Pooh’.
E allora?
Aggiunge: ‘Perché nun famo ‘na Scuola de canzone dei Pooh? Co’ quella ce pagamo tutto, e tu te piji quattro serate al mese per fare quello che te pare a te!’.
da Il Fatto Quotidiano del 7 ottobre 2011
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