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CHAPEAU! – Alberto, unico cieco al mondo campione di triathlon che ha concluso l’Ironman


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Alberto, unico cieco al mondo campione di triathlon che ha concluso l’Ironman

La massacrante gara consiste nel nuotare per 3.800 metri nell’oceano, pedalare 180 Km e correre una maratona

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di Michele Novaga

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Ceriani campione di triathlonUnico cieco che ha completato l’Iroman

La sua passione è lo sport. Non solo la corsa, ma anche il nuoto e la bicicletta. Tre discipline riunite nel thriathlon, specialità che da anni pratica partecipando a competizioni europee e mondiali. All’ultimo campionato europeo disputato in Israele a fine aprile è arrivato quinto. Ma, anche se non ha bissato le precedenti medaglie (d’oro) di Lisbona nel 2008 e (di bronzo) di Pontevedra nel 2011, Alberto rimane un campione degno di grandi imprese capace di disputare nel 2006 a Kona nelle isole Hawaii, la finale di Ironman, disciplina massacrante che consiste nel nuotare per 3.800 metri nell’Oceano, pedalare per 180 km ed infine correre la maratona di 42.195 metri. Tutto in un fiato senza pause per 13 ore e 52 minuti. Non un record mondiale, forse, anche se lui, il milanese Alberto Ceriani 42 anni, sposato con due figlie, è stato il primo non vedente al mondo a portare a termine quella massacrante gara.

LA MALATTIA GENETICA – Un esempio di caparbietà e voglia di ricominciare di una persona che, nello sport, ha trovato la capacità di affrontare una nuova fase della vita. Cieco dal 1996 per una malattia genetica ereditaria, Alberto lavora come centralinista in una banca. Ma allo sport non rinuncerebbe per nulla al mondo. «Sono diventato cieco d’improvviso: nel giro di sei mesi ho perso prima l’occhio destro e poi quello sinistro. A nulla sono valsi gli esami e i trattamenti a cui mi sono sottoposto nei vari ospedali specializzati». La sindrome di Leber, malattia rarissima, di colpo gli ha tolto la vista. Ma non la voglia di lottare. Quotidianamente, anche due volte nello stesso giorno nei periodi di intensi allenamenti, Alberto prende le scarpe da ginnastica e corre. Oppure, con l’inseparabile guida sportiva Claudio Pellegri, inforca il tandem e si immette nelle strade della città. O ancora con occhialini e costume va in piscina. «Ho sempre praticato sport anche a buon livello. Da ragazzino per me lo sport era un modo per mantenermi in forma e per imparare alcuni valori della vita. Ma da quando sono diventato cieco l’attività agonistica riveste un ruolo fondamentale della mia vita perché mi da la possibilità di conoscere altre persone, di integrarmi e di stare con gli altri».

AMICI INSEPARABILI - E così insieme all’amico Michele Pavan, anch’egli cieco, fonda il sito web disabilincorsa.com, che, via Internet, mette in contatto non vedenti e guide per praticare sport all’aria aperta. Conosce così, nel 2004, Claudio Pellegri, un commercialista di Como, grande appassionato di sport. Claudio lo invita a cimentarsi con lui nelle tre discipline del triathlon, sport che da sempre affascinava Alberto. Da allora i due diventano inseparabili. Si allenano sempre insieme e compiono alcune imprese sportive degne di menzione: attraversano il Lago di Como e quello di Lugano a nuoto e, nel 2005, anche lo stretto di Messina. Ma non solo: si cimentano nella distanza Ironman e partecipano anche alla mitica gara delle Hawaii «Per noi è stato come partecipare ad una finale mondiale dato che erano presenti atleti provenienti da tutto il mondo. Io ero il primo atleta non vedente nella storia della competizione», racconta Alberto. Che aggiunge: «Non penso di fare cose straordinarie e non voglio essere un esempio per nessuno. Voglio solo far capire che un disabile non è inferiore a un normodotato e vorrei coinvolgere sempre più ragazzi come me nello sport».

COME PRATICARE IL TRIATHLON – Ma come fa un cieco a nuotare, pedalare e correre in una disciplina tanto faticosa? «Di solito nella frazione di nuoto la mia guida mi precede ed io sono in contatto con lui mediante una corda della lunghezza di circa 2 metri legata alla mia e alla sua vita. Per pedalare usiamo il tandem e Claudio tiene il manubrio e indica la direzione. Nella corsa sono in contatto con lui tramite una corda legata al polso di circa 30 cm». Ma la carriera sportiva di Alberto prosegue. La sua prossima sfida è rappresentata dalle Paralimpiadi del 2016 in programma a Rio de Janeiro. Le prime in cui anche il triathlon verrà ammesso come disciplina ufficiale. «Riuscire a parteciparvi sarebbe per me il coronamento di un sogno, il momento conclusivo di anni di sport nella categoria disabili».

Michele Novaga

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fonte corriere.it

 

CALCIOSCOMMESSE – Carobbio: ”Sono finito, ma ho detto la verità. La vergogna è il silenzio degli altri”

''Sono finito, ma ho detto la verità la vergogna è il silenzio degli altri''

Filippo Carobbio

Calcioscommesse

”Sono finito, ma ho detto la verità
la vergogna è il silenzio degli altri”

Parla Carobbio, il pentito che fa tremare Conte: ”Va così da anni in questo mondo. Quando ti accorgi che lo fanno tutti, lo fai pure tu. Se mi seguissero sarebbe una rivoluzione. Spero non mi radino, vorrei insegnare il calcio ai bambini. Per ora lavoro in una comunità di tossicodipendenti, è un modo che ho per saldare qualche conto con la mia coscienza”

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di GIULIANO FOSCHINI e MARCO MENSURATI

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ROMA - Filippo Carobbio è l’uomo del giorno. Anzi, meglio, il ragazzo del giorno. Perché ha solo 32 anni e sin qui li ha vissuti con la leggerezza del calciatore di provincia. Dire che era impreparato a tutto questo è dire poco: questIi sono i qualche decina di migliaio di insulti del tipo “Carobbio infame, per te solo lame” che da ieri mattina girano su Internet. “Ecco perché preferirei che questa conversazione rimanesse privata. Non è il momento di parlare. Lo sta già facendo troppa gente, è solo il momento di stare male. In fondo me lo merito, è giusto così”. Carobbio ha la voce scossa. Le sue parole hanno terremotato le fondamenta di quello che riteneva fosse il suo mondo. E quel mondo adesso gli sta crollando addosso.

Carobbio, lei ha accusato l’allenatore campione d’Italia. È normale che tanta gente parli di lei.
“Fa ridere questa cosa. Da calciatore non ho mai avuto molta fama. Ho fatto una buona carriera ma mi sono fermato alle soglie della celebrità. Adesso invece parlano di me più che di Messi. Ma io sono un ragazzo normale”.

I ragazzi normali non scommettono con gli zingari.
“Nemmeno io, li ho visti una volta e non mi sono piaciuti”.

A Palazzi ha detto cose pesanti.
“Pesanti, sì, forse… Però a me piace pensare solamente che mi sono assunto le mie responsabilità”.

Ha fatto il nome di Antonio Conte.
“Quello che avevo da dire su Conte e su tutti gli altri l’ho detto a Palazzi e al pm. E spero di aver preso la strada giusta”.

Ha dubbi?
“Sono colpito di essere l’unico ad aver detto finalmente le cose come stavano. Mi aspettavo che dopo tutto quello che è venuto fuori sui giornali in questi ultimi mesi anche gli altri avrebbero deciso di rompere il muro dell’omertà. E invece non lo hanno fatto… Mi chiedo perché”.

Perché?
“Troppi interessi nel calcio. A livello economico, a livello di immagine. E quindi alla fine tutti tutelano gli interessi. E la verità va a quel paese”.

Lei perché ha parlato, invece?
“Ma perché non ho nulla da perdere. Ho 32 anni, la mia carriera è finita. Almeno così mi sono pulito la coscienza, mi sono tolto un peso. Ho raccontato come funziona un mondo, il mondo del calcio, che non è come la gente se lo immagina. Nel calcio le cose vanno avanti così da una vita e tutti, ripeto, tutti hanno troppo da perdere per cambiare davvero le cose. Personalmente nell’istante in cui sono uscito dalla stanza di Palazzi sono tornato ad essere quello che sono sempre stato, un ragazzo trasparente, normale, che giocava a pallone, non era Maradona, ma faceva con serietà il proprio mestiere. Tutto qui”.

E adesso?
“E adesso passerò i guai. So cosa si dirà, si dirà che ho parlato per salvarmi il culo, che sono un furbo. E invece non è così. Il mio culo, almeno a livello sportivo, già me lo sono giocato da tempo. Spero solo di non essere radiato ma è una speranza marginale. Per il resto è chiaro che non ho nulla da perdere. Sono gli altri, quelli che negano, che giudicano, che stanno zitti… Sono loro che provano a salvarsi il culo facendomi passare per un furbo. Ma io non sono un furbo, sono solo uno che a un certo punto ha voluto ricominciare a guardarsi allo specchio in pace. Davvero, però, lasciate perdere le interviste. Non è questo il momento di parlare… “.

Magari ha parlato perché Palazzi aveva già in mano prove pesanti.
“Non aveva in mano un granché, a dire il vero… Avrei tranquillamente potuto dire: “non ne so niente” o “non è vero nulla”. No, non è stato per quello, ripeto ho solo voluto dire basta e provare a cambiare le cose, e magari avere la possibilità di tornare a fare una vita normale, con mia moglie e i miei due figli, che sono la cosa più importante del mondo “.

Una vita normale… pensa che sia possibile?
“Non lo so. Io vivo in un paesino piccolo e sognavo di finire sui giornali per una punizione, non per un verbale. Certo, se mi avessero preso che spacciavo o che facevo del male ai bambini, avrebbero fatto meno casino”.

Come pensa di vivere adesso?
“Non lo so. Spero che non mi radino perché mi piacerebbe restare nel mondo del calcio, magari insegnare ai bambini a giocare. Per quanto riguarda il lavoro, non ho idee, forse continuerò a vivere come ho fatto in questi ultimi mesi”.

Cioè?
“Lavoro per una comunità per tossicodipendenti, do una mano. È un modo che ho per saldare qualche conto con la mia coscienza. Ma è anche un’esperienza bellissima. Questa gente soffre e tu gli puoi dare una mano”.

Ma era davvero così “grosso” il giro?
“Quando sei lì, dopo un po’ ti accorgi che “lo fanno tutti”. E allora lo fai pure tu. Certo se adesso guardo il giornale, e vedo che ci sono stato solo io a raccontare, mi viene il sospetto che lo facessi solo io, che fosse tutto un’allucinazione… Eppure se solo qualcuno mi avesse seguito, sarebbe una rivoluzione”.

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fonte repubblica.it

SALUTE – Euro 2012: per l’Italia il preservativo è uno sconosciuto

REFUSO:

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Un CD con un refuso nel titolo impresso: si confronti quello corretto, Das Rheingold, sul libretto).
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Un refuso (dal latino refūsus, participio passato di refundĕre, riversare[1]) è un errore di stampa causato dallo scambio o dallo spostamento di uno o più caratteri attribuito ad un problema meccanico o ad uno scambio dei movimenti delle dita durante la battitura.

Si manifesta tipicamente nell’omissione (es. Wikpedia) o nell’aggiunta (es. Wikiipedia) di un carattere o ancora nello scambio della posizione di due caratteri vicini (es. Wikiepdia).

Presente in abbondanza nella prima stesura di un testo, il refuso viene corretto grazie al lavoro dei correttori di bozze, solitamente in almeno due letture e da persone diverse. Una volta eseguiti questi passaggi il testo viene rivisto per l’ultima lettura e pubblicato.

Capito il concetto? Cari, carissimi funzionari del Ministero della Salute, pare ovvio che qui non si è in presenza di un “banale refuso” ma di una voluta, grave omissione.


Raztinger. E questo, sì che è un refuso! – fonte immagine

mauro

Euro 2012, dall’opuscolo del ministero spariscono i riferimenti al preservativo

Diffuso un vademecum di consigli per i tifosi in vista del torneo continentale in Polonia e Ucraina. Ma rispetto all’originale dell’Oms viene cancellato ogni accenno al sesso protetto. Dopo la denuncia della Lila, Balduzzi corregge il testo e avvia un’indagine interna

Euro 2012, dall'opuscolo del ministero spariscono i riferimenti al preservativo Il frontespizio dell’opuscolo del ministero

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ROMA - Per il ministero della Salute si è trattato di “un banale refuso”, ma di banale c’è ben poco: se i tifosi della nazionale italiana che tra poco più di un mese andranno in Polonia e Ucraina per assistere alle partite di Euro 2012 dovessero seguire alla lettera i consigli contenuti in un vademecum loro indirizzato dal dicastero, lascerebbero a casa i preservativi. Che, magia del calcio, escort e prostituzione siano state debellate dai governi di Varsavia e Kiev? Niente affatto, come dimostra l’abbondante offerta di “servizi” ai tifosi annunciati via internet dai siti specializzati.

La magia è di altro tipo e riguarda la scomparsa di una frase  contenuta nell’opuscolo diffuso dall’Organizzazione mondiale della Sanità in vista dei campionati europei di calcio e assente dal documento che il Ministero della Sanità ne ha tratto per la tifoseria italiana: “Per evitare il rischio di malattie sessualmente trasmissibili, assicurarsi di usare correttamente il preservativo maschile o femminile”.

Nel vademecum italiano 1 si sottolinea più genericamente che “è possibile contrarre malattie sessualmente trasmissibili durante qualsiasi tipo di rapporto non protetto, eterosessuale o omosessuale, anche non completo”. Ma la mancanza della parola “preservativo” viene notata dalla Lila, lega italiana per la lotta all’Aids, secondo cui “questa frase deve essere sembrata troppo forte al nostro ministero della Salute” che l’avrebbe dunque “volutamente cancellata”.

Il pregiudizio della Lila non nasce dal nulla. L’associazione ricorda infatti le polemiche innescate dalla circolare Rai 2 in cui si chiedeva ai redattori di omettere il termine “preservativo” dai loro servizi. “A quanto pare – lamenta la Lila – nulla è cambiato. E persino in un opuscolo per i tifosi, destinato quindi a persone adulte ed evidentemente sessualmente attive, si preferisce, al solito, fermarsi a un generico ‘rapporti protetti’ e trasformare così un’informazione chiara e pragmatica in una sorta di precetto morale. Ma gli unici rapporti ‘protetti’ sono quelli protetti con l’uso del preservativo (il preservativo maschile e anche quello femminile), l’unico mezzo meccanico che garantisce, se usato correttamente, la protezione dall’Hiv e dalle altre malattie sessualmente trasmissibili”.

Alla richiesta di spiegazioni e del pronto reinserimento della parola “preservativo” nel vademecum da parte della Lila, replica una nota del ministero della Salute. “Allo stato sembrerebbe un banale refuso l’omissione della frase riguardo l’uso corretto del preservativo maschile e femminile” si legge nel documento, che prosegue garantendo che la frase “è già stata ripristinata” e annunciando “una verifica interna all’amministrazione” sull’accaduto, disposta personalmente dal ministro Renato Balduzzi.

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fonte articolo

«Ciao Marco, ora sei sul podio più alto» Palloncini e note di Vasco, l’addio a Sic – VIDEO: Le ultime parole prima del GP maledetto

Caricato da in data 26/ott/2011

La Curia non ha voluto che il rocker cantasse una canzone al funerale. Sarebbe stata una scelta irrituale e scandalosa? Certo, ma anche il modo migliore per ricodare Sic

IL FUNERALE DEL CAMPIONE SCOMPARSO A CORIANO

«Ciao Marco, ora sei sul podio più alto»

Caricato da in data 18/ott/2011

Eccovi un videoclip “alla buona” del Sic dove ci comunica le sue sensazioni prima del GP…

Palloncini e note di Vasco, l’addio a Sic

Alle esequie almeno 25mila persone. Valentino Rossi trasporta la Honda con il numero 58

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MILANO – Il feretro di Marco Simoncelli arriva nella chiesa di Coriano portato a braccia dagli amici del piccolo paese del riminese. Ad accompagnare il percorso della bara, una nuvola di palloncini rossi con il numero di gara del pilota scomparso, il 58. Il feretro percorre il breve tragitto tra il teatro comunale, dove era stata allestita la camera ardente, e la chiesa dove si celebra il funerale, in mezzo a due ali di folla. Amici e parenti lo salutano con un lunghissimo e fragoroso applauso. I familiari di Simoncelli sono già in chiesa: il padre Paolo, la mamma Rossella, la sorella Martina e il nonno. Anche per loro, come per la fidanzata Kate, non mancano applausi di conforto.

GLI INVITATI - Prestissimo, attorno alle 14, era arrivato Valentino Rossi, seguito da moltissimi big del mondo dei motori: Mattia Pasini, Jorge Lorenzo, Randy De Puniet. Presente anche il medico del MotoGp, il dottor Claudio Costa. In rappresentanza delle istituzioni, ci sono il ministro della Gioventù Giorgia Meloni e il sottosegretario allo Sport Rocco Crimi. Più di mille persone seguono il funerale dall’autodromo Santamonica di Misano Adritico: la maggioranza è arrivata in motocicletta.

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I funerali di Marco Simoncelli I funerali di Marco Simoncelli I funerali di Marco Simoncelli I funerali di Marco Simoncelli

I funerali di Marco Simoncelli I funerali di Marco Simoncelli  I funerali di Marco Simoncelli I funerali di Marco Simoncelli

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LA CERIMONIA - «Vi confesso che nel groviglio dei sentimenti faccio fatica a trovare le parole» inizia l’omelia il vescovo di Rimini, Francesco Lambiasi. Poi ricorda: «La sera prima dell’ultima gara hai detto che desideravi vincere il Gran Premio, perché lì sul podio ti avrebbero visto meglio tutti. A noi ora addolora non riuscire a vederti, ma ci dà pace e tanta gioia la speranza di saperci inquadrati da te dal podio più alto che ci sia». Poi, un pensiero su quanto compiuto in vita da Sic: «Gesù che registra sul suo diario perfino un bicchiere d’acqua fresca dato con amore, domenica stava là, a dire a Marco: grazie, per tutte le volte che mi hai abbracciato nei fratellini disabili della piccola famiglia di Monte Tauro. Grazie Marco, per tutte le volte che ci hai fatto divertire tanto quando hai partecipato alla gara delle caratelle nella festa patronale della tua parrocchia. Grazie, perchè tutte le volte che hai fatto queste cose ai miei fratelli più piccoli le hai fatte a me».

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Caricato da in data 27/ott/2011

“La sera prima dell’ultima gara hai detto che desideravi vincere il Gran Premio, perché lì sul podio ti avrebbero visto meglio tutti. A noi ora addolora non riuscire a vederti, ma ci dà pace e tanta gioia la speranza di saperci inquadrati da te dal podio più alto che ci sia. Addio Marco” Le parole del vescovo Francesco Lambiasi, davvero commoventi

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IL PADRE - Terminato il discorso, arriva un altro ampio e accorato applauso. Uno dei primi a battere le mani è il padre del pilota, citato dal vescovo anche nell’omelia: «Fatemi sottoscrivere le parole di papà Paolo, “Dicono che Dio trapianti in cielo i fiori più belli per non farli appassire”». Per il padre di Sic c’è stato anche l’abbraccio di Jorge Lorenzo, il pilota che nel corso della stagione 2011 aveva avuto parole dure contro il figlio per i sorpassi giudicati troppo azzardati.

VASCO ROSSI E LA MOTO - Alla fine della cerimonia, Valentino Rossi aiuta a portar fuori dalla Chiesa la Honda numero 58 di Simoncelli, una delle due moto che il vescovo ha consentito di portare all’interno durante il rito (l’altra è la Gilera del mondiale vinto da Sic nel 2008). Il pilota pesarese riceve poi l’abbraccio della madre di Simoncelli, Rossella. Intorno, gli altoparlanti diffondono le note della canzone preferita del campione scomparso: «Siamo solo noi» di Vasco Rossi. La salma resta per qualche minuto sul sagrato, con il padre di Sic e la sorella Martina seduti vicino, per terra. Davanti alla folla accalcata tutto intorno, il saluto della fidanzata Kate: «Lui aveva solo pregi, era una persona perfetta e le persone perfette non possono vivere con i comuni mortali».

RICHIESTA – Il presidente della Federazione Motociclistica Italiana, Paolo Sesti, ha chiesto che il numero 58, utilizzato da Marco Simoncelli, venga ritirato dal Motomondiale. Sesti ha inviato una lettera ufficiale a Carmelo Ezpeleta, amministratore delegato della società spagnola Dorna, che si occupa dell’organizzazione del Motomondiale.

I PRESENTI – «Oggi abbiamo stimato la presenza di 25-30 mila persone, come per i due giorni della camera ardente, considerando anche che per chi non poteva arrivare a Coriano avevamo predisposto un maxi schermo nell’autodromo di Santa Monica, non molto lontano». Così ai microfoni di Sky Piergiorgio Olivieri, amico di famiglia dei Simoncelli, ha fatto una sorta di bilancio sull’organizzazione messa in piedi in poco tempo nel piccolo paese di Coriano.

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Caricato da in data 27/ott/2011

al funerale di marco simoncelli c’erano proprio tutti..anche vasco nell’aria insieme a lui!!

CIAO MARCO!!

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Redazione Online
27 ottobre 2011 19:28

fonte:  http://www.corriere.it/sport/11_ottobre_27/simoncelli-funerali_a1bbb5da-009d-11e1-a50b-be6aa0df10bc.shtml

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COSA E’ LA CRISI? LEGGETE QUESTO SAGGIO
(clicca sull’immagine per scaricare il Pdf)

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