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LA STRAGE INFINITA – Cagliari, imprenditore suicida. Il fratello non è riuscito a fermarlo

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Cagliari, imprenditore suicida
Il fratello non è riuscito a fermarlo

La disperazione di chi è in difficoltà economiche non conosce weekend. Nel capoluogo sardo, Ermanno Gravellino si spara poco dopo l’intervento del fratello che lo aveva salvato dal suicidio col gas. Sempre a Cagliari, un pizzaiolo di 39 anni si barrica nel suo locale e minaccia di farla finita. Fermato da carabinieri e vigili del fuoco

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Suicidi per la crisi

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CAGLIARI - Non si ferma nel weekend la tragica catena dei suicidi per difficoltà economiche. Dopo il piccolo imprenditore edile ritrovato impiccato in Abruzzo 1, ieri sera a Cagliari un altro imprenditore schiacciato dalle tasse e dai debiti si è ucciso sparandosi un colpo di pistola alla testa dopo un primo tentativo di suicidio sventato dal fratello.

Tutto si è svolto poco prima delle 23, in un appartamento nella centrale via Tuveri. Ermanno Gravellino, 74 anni, di Selargius, molto noto in città, poco prima aveva cercato di uccidersi con il gas della bombola della cucina ma era stato salvato dal fratello, rincasato in quel momento, che aveva sentito l’odore diffuso nell’appartamento. Mentre il fratello apriva le finestre per purificare l’aria, Ermanno Gravellino si è spostato in un’altra stanza dove si è sparato con una pistola detenuta regolarmente.

Nelle ultime settimane Ermanno Gravellino era depresso a causa della tasse da pagare e per i crediti non saldate alla sua società, la Edilforniture, da parte di alcune aziende del Sulcis, in particolare di Portovesme. I mancati incassi lo hanno messo sul lastrico e i debiti si sono accumulati. Finché ieri sera l’imprenditore ha deciso di farla finita. I sanitari del 118 hanno solo potuto constatarne il decesso.

E sempre a Cagliari, nella notte, un pizzaiolo di 39 anni, in crisi depressiva per i debiti accumulati, si è barricato nella sua attività minacciando di farla finita. L’uomo si è chiuso nel locale, nel centro storico di Cagliari, verso le 5,30. Dopo essersi procurato diversi tagli agli avambracci con un coltello da cucina, ha telefonato alla sorella annunciandole l’intenzione di volersi suicidare.

La donna ha subito chiamato il 112 e sul posto sono intervenuti carabinieri e vigili del fuoco, che sono riusciti a entrare nella pizzeria, dove l’uomo si era barricato e urlava tutta la sua disperazione. I pompieri lo hanno colpito col getto d’acqua di un’idrante e i carabinieri lo hanno immobilizzato. Subito soccorso dal personale del 118, che lo ha medicato sul posto, il pizzaiolo è stato calmato e affidato ai parenti.

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fonte repubblica.it

Strage dei bambini, il mondo accusa la Siria. Damasco: «Non siamo noi i responsabili» / VIDEO: 2012 Syria Massacre of 32 Children

2012 Syria Massacre of 32 Children


ubblicato in data 27/mag/2012 da

WATCH THE BEST FAILs of youtube in HD at http://tinyurl.com/leonhughesTV

Il regime di Assad annuncia l’apertura di un’inchiesta

Strage dei bambini, il mondo accusa la Siria
Damasco: «Non siamo noi i responsabili»

I media di stato siriani accusano i gruppi legati a Al Qaeda

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I corpi delle vittime del bombardamento di Hula raccolti nella moschea di Ali Bin Al Hussein (Reuters)I corpi delle vittime del bombardamento di Hula raccolti nella moschea di Ali Bin Al Hussein (Reuters)
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MILANOIl regime siriano ha negato ogni responsabilità per il massacro di Hula, in cui hanno perso la vita un centinaio persone, tra cui 32 bambini, attribuendolo a gruppi terroristici. «Rifiutiamo totalmente ogni responsabilità governativa per questo massacro terroristico che ha colpito gli abitanti», ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri di Damasco, Jihad Makdissi, aggiungendo che sarà aperta un’inchiesta per fare luce sulla vicenda. Il ministro ha anche riferito che da lunedì sarà in visita in Siria l’inviato dell’Onu e della Lega araba, Kofi Annan.

AL QAEDA - I media di stato siriani accusano i gruppi legati a Al Qaeda: «Gruppi terroristici di Al Qaeda hanno commesso due odiosi massacri contro le famiglie nella campagna di Homs», riferisce l’agenzia Sana che cita un funzionario governativo della zona.

ANCORA BOMBARDAMENTI - Intanto bombardamenti delle truppe governative siriane hanno colpito domenica le città di Hama e Rastan, nel centro della Siria. È quanto denunciano l’Osservatorio siriano per i diritti umani e i Comitati locali di coordinamento, aggiungendo che a Hama si sono anche verificati scontri fra le truppe e i ribelli. Diverse esplosioni invece sono state avvertite domenica mattina a Damasco. In una delle esplosioni sarebbero rimasti feriti numerosi militari delle forze di sicurezza. L’Osservatorio non fornisce dettagli sulle altre esplosioni verificatesi nella capitale siriana.

LA VICENDA – Il massacro è avvenuto due giorni fa, e domenica gli osservatori dell’Onu da Hula hanno confermato che oltre 92 persone sono morte nel bombardamento, tra cui 32 bambini. La strage ha suscitato lo sdegno della comunità internazionale. Anche il segretario di stato americano Hillary Clinton ha condannato «l’atrocità» del massacro unendosi all’appello mondiale per mettere fine al bagno di sangue nel paese arabo. «Gli Stati Uniti condannano nel modo più forte il massacro. Quelli che hanno perpetrato questa atrocità devono essere identificati e devono renderne conto – ha aggiunto -. Gli Stati Uniti lavoreranno con la comunità internazionale per intensificare la nostra pressione su Assad e i suoi, perché le uccisioni e la paura devono cessare».

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fonte corriere.it

“Almeno dieci morti nel Canale di Sicilia” Superstite lancia l’allarme dalle coste libiche


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“Almeno dieci morti nel Canale di Sicilia”
Superstite lancia l’allarme dalle coste libiche

A raccogliere la richiesta d’aiuto era stato Aden Sabrie, un giornalista somalo che collabora con la Bbc, che aveva girato la segnalazione alla Guardia costiera. Da Lampedusa era partita una motovedetta che durante il tragitto si era fermata per soccorrere un altro gommone con 54 profughi

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Sarebbero almeno una decina, ma qualcuno parla anche di 30 dispersi, le vittime dell’ennesima tragedia dell’immigrazione avvenuta davanti alle coste libiche, stando almeno al racconto di un centinaio di superstiti raccolti ieri su un gommone semi affondato davanti alle coste libiche. Nell’operazione di soccorso, scattata in seguito all’intervento della Guardia Costiera italiana, sono intervenute due navi mercantili che hanno trasferito i profughi a Tripoli.

Sono stati proprio i superstiti a confermare quello che avevano già comunicato ieri via radio, quando avevano lanciato l’Sos con un telefono satellitare: “Siamo un centinaio e rischiamo di affondare, ci sono già diversi morti. Veniteci a salvare”. A raccogliere la richiesta d’aiuto era stato Aden Sabrie, un giornalista somalo che collabora con la Bbc, che aveva girato la segnalazione alla Guardia costiera. Da Lampedusa era partita una motovedetta che durante il tragitto si era fermata per soccorrere un altro gommone con 54 profughi, mentre sull’altra imbarcazione erano stati dirottati due mercantili.

Aden Sabrie è riuscito a parlare nel pomeriggio, telefonicamente, con una superstite, una connazionale ricoverata in ospedale per una frattura. La donna ha raccontato che uno dei tubolari del gommone si sarebbe sgonfiato poche ore dopo la partenza e che molti migranti sarebbero annegati: “Ho visto attorno a me almeno una decina di cadaveri”, ha riferito la testimone. Secondo altre fonti in Libia, i dispersi nel naufragio sarebbero almeno una trentina.

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fonte repubblica.it

La strage dei bambini in Siria Gli attivisti: «In 25 uccisi a Hula»

La denuncia dell’Osservatorio siriano per i diritti umani


Syrian anti-government protesters gather at the funeral of villagers killed on Wednesday, in Hula near Homs Photograph: Reuters – fonte

La strage dei bambini in Siria
Gli attivisti: «In 25 uccisi a Hula»

«Sono 90 le vittime dell’attacco delle forze governative». Il Consiglio nazionale siriano (Cns) parla invece di 110 morti

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Un fotogramma di un video dei bambini uccisi. L'immagine è tratta da un video su Youtube che abbiamo scelto di non pubblicare nella sua interezza sul sito (Afp)Un fotogramma di un video dei bambini uccisi. L’immagine è tratta da un video su Youtube che abbiamo scelto di non pubblicare nella sua interezza sul sito (Afp)
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MILANOImmagini raccapriccianti di video caricati su Youtube. Si vedono i bambini uccisi nella città di Hula, nella provincia siriana di Homs. Sollevati di peso tra urla e pianti e mostrati alla telecamera. Distesi uno accanto all’altro su alcune coperte allargate sul pavimento. Sanguinanti, inermi, piccoli corpi senza vita. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, basato a Londra, sono 25. In totale 90 le vittime dell’attacco delle forze governative avvenuto nella notte nella città di Hula. Il Consiglio nazionale siriano (Cns) parla invece di 110 morti, tra cui 13 bambini. Sabato mattina, numerosi abitanti di Tibé e Taldo, in fuga verso il centro di Hula per evitare nuovi bombardamenti, hanno postato su Youtube alcuni video amatoriali che mostrano le immagini terribili dei cadaveri di bambini che giacciono per terra. Appresa la notizia gli osservatori delle Nazioni Unite sul cessate il fuoco in Siria si sono recati a Hula.

LA DENUNCIA - I bambini sono stati uccisi venerdì a Hula, nella provincia siriana di Homs dalle forze fedeli al presidente Assad, secondo il Consiglio nazionale siriano, che invoca una riunione d’urgenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu per «determinare le responsabilità del massacro». «A Hula 110 civili sono stati uccisi dalle forze del regime siriano. Alcune vittime sono morte a causa dei bombardamenti di artiglieria mentre altre, tra le quali intere famiglie, sono state massacrate», afferma Bassma Kosmani, responsabile delle relazioni esterne del Cns. In precedenza, i comitati di coordinamento locali degli attivisti anti-regime e l’Osservatorio siriano per i diritti umani, avevano parlato di almeno 50 morti e circa 300 feriti nell’attacco delle forze governative. «Alcune delle vittime sono state colpite dall’artiglieria pesante, altre, famiglie intere, sono state massacrate», ha affermato Bassma Kodmani.

LE CIFRE – I comitati locali di coordinamento dell’opposizione hanno affermato che gli uccisi nella repressione in Siria sono stati 1.486 nei tre mesi da quando Kofi Annan ha assunto l’incarico di inviato speciale per l’Onu e la Lega Araba, e ha aggiunto di avere raccolto le identità di tutte le vittime. Tra i morti, sottolineano i Comitati, vi sono 90 donne e 123 minorenni e bambini, di cui 95 maschi e 28 femmine. Inoltre, 48 delle vittime sono morte sotto tortura e 138 sono state giustiziate sommariamente. Secondo la stessa fonte, in questi tre mesi si sono contate in tutto il Paese 10.500 operazioni dell’esercito e delle forze di sicurezza del regime contro i civili.

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fonte corriere.it

FIRENZE, VIA DEI GEORGOFILI – A 19 anni da quella notte: la strage da non dimenticare

SOTTO SCACCO – l’attentato in via dei Georgofili

Caricato da in data 03/ago/2010

Le immagini dell’attentato e il racconto dei familiari delle vittime. Tratto dal Dvd Sotto Scacco, di Udo Gumpel e Marco Lillo

A 19 anni da quella notte
la strage da non dimenticare

Un convegno, gli studenti, un corteo per ricordare la strage della mafia in via dei Georgofili

http://firenze.repubblica.it/images/2012/05/25/212919404-99671a8e-ff55-48da-9288-a82314392ed9.jpg

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di LAURA MONTANARI

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 Ricordare non è un esercizio di ripetizione perché nessun anniversario è uguale al precedente. Però è vero che ogni passaggio di tempo segnato sul calendario allunga le distanze. Ha diciannove anni la strage dei Georgofili e quell’estate italiana insanguinata dalle bombe della mafia. Stanotte ha un senso restare svegli, mescolarsi al corteo che partirà all’una da piazza della Signoria per arrivare sotto la torre de’ Pulci. Ha un senso ricordare l’esplosione, le sirene, il fuoco, il tappeto di vetri e calcinacci sulla strada. Ha senso tornare alla notte in cui abbiamo creduto che fosse «soltanto» una fuga di gas e ricordare invece la mattina dopo quando ci hanno detto che invece era una bomba.

Morirono Angela e Fabrizio Nencioni, le loro figlie Nadia e Caterina e lo studente in architettura Dario Capolicchio. Quarantuno persone rimasero ferite. Furono danneggiati gli Uffizi, Palazzo Vecchio, la chiesa di Santo Stefano al Ponte Vecchio e tutte le abitazioni intorno. Ieri la Regione ha dato il via a un convegno nella sede di piazza Duomo della presidenza a cui hanno partecipato esperti di mafia e magistrati in prima linea contro la criminalità organizzata. Le iniziative proseguono oggi con gli eventi curati dal Comune di Firenze nella Sala dei Duecento di Palazzo Vecchio.

Alle 10 l’incontro con i ragazzi delle scuole medie superiori e alle 16 la presentazione del libro di Francesco Nocentini «Storia d’Italia in 7 stragi». Stasera poi alle ore 21.00, in piazza della Signoria, andrà in scena lo spettacolo teatrale «Per non morire di mafia» tratto dal libro di Pietro Grasso e interpretato da Sebastiano Lo Monaco. Seguiranno i saluti delle Istituzioni con Giovanna Maggiani Chelli dell’Associazione dei familiari delle vittime, il procuratore antimafia Pietro Grasso e Alessio Mantellassi rappresentante delle Consulta provinciale studentesca di Firenze. A conclusione un concerto della Fanfara della scuola Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri di Firenze. All’una quindi, da Palazzo Vecchio partirà il corteo silenzioso che arriverà alle 1.04 sul luogo dell’attentato, in via dei Georgofili appunto, dove verrà deposta una corona di alloro.

Domenica mattina alle 8 al Cimitero della Romola, verrà portato un cuscino di rose sulla tomba della famiglia Nencioni e un’ora dopo, al Cimitero Sarzanello di Sarzana, identica cerimonia sulla tomba di Dario Capolicchio. Alle 11, nella Chiesa di San Carlo in via Calzaiuoli, Santa Messa in suffragio delle vittime. Altre iniziative sono previste in Palazzo Vecchio e all’Accademia dei Georgofili.

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fonte firenze.repubblica.it

Finlandia, 18enne spara sulla folla: uccide due coetanei, poliziotta grave

 

Un agente di polizia recupera il fucile utilizzato dall'omicida

Finlandia, 18enne spara sulla folla: uccide due coetanei, poliziotta grave

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ROMA – Un ragazzo di 18 anni ha ucciso due persone, ferendone altre sette, sparando all’impazzata con due fucili contro la folla nel centro cittadino di Hyvinkaa, nel sud della Finlandia, a circa50 km dalla capitale Helsinki. Le vittime sono una ragazza e un ragazzo, entrambi di 18 anni. Gravissima una poliziotta di 23 anni. Il ragazzo morto era un giocatore della squadra locale di baseball, Hyvinkaan Tahko, che aveva vinto un match proprio ieri.

La cattura dopo cinque ore. L’omicida, che indossava una tuta mimetica e un giubbotto antiproiettile, ha sparato alle due di notte (l’una in Italia) dal tetto di un edificio vicino alla stazione ferroviaria puntando verso alcuni dei tanti bar e negozi presenti nella zona. Cinque ore dopo è stato catturato dalla polizia mentre imbracciava ancora uno dei due fucili: al momento dell’arresto non ha opposto resistenza.

Sabato 26 Maggio 2012 – 09:01
Ultimo aggiornamento: 11:49
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Placido Rizzotto, riaperte le indagini sull’omicidio del sindacalista

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Placido Rizzotto, riaperte le indagini sull’omicidio del sindacalista

Segretario della Camera del lavoro di Corleone, venne rapito dalla mafia la sera del 10 marzo 1948, massacrato di botte e buttato in una foiba

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PALERMO – La procura di Palermo ha riaperto le indagini sul rapimento e omicidio del sindacalista di Corleone Placido Rizzotto. L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Ignazio De Francisci e dal pm Francesca Mazzocco, è a carico di ignoti. Rizzotto, ex partigiano, socialista e segretario della Camera del lavoro di Corleone, venne rapito dalla mafia la sera del 10 marzo 1948 massacrato di botte e buttato in una foiba. I suoi resti sono stati riconosciuti solo pochi mesi fa, grazie al confronto effettuato dalla polizia scientifica col dna del padre, il cui cadavere è stato riesumato. È stato accertato che le ossa ritrovate erano sue. Ieri a Corleone sono stati celebrati i funerali solenni di Rizzotto alla presenza del capo dello Stato.

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fonte ilmessaggero.it

LA STRAGE INFINITA – Ostia, una donna 36enne suicida davanti al mare con sette coltellate “Non riuscivo più a pagare l’affitto”


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Ostia, donna suicida davanti al mare
“Non riuscivo più a pagare l’affitto”

Una parrucchiera di 36 anni originaria di Parma si è tolta la vita con sette coltellate allo sterno. La madre aveva denunciato la scomparsa pochi giorni fa. Forse all’origine del gesto problemi economici

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di FLAMINIA SAVELLI

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“Voglio vedere Roma e morire davanti al mio amato mare”, ha lasciato scritto in una lunga lettera L. F., donna di 36 anni, prima di togliersi la vita con sette coltellate inferte allo sterno.  Si è uccisa cosi, su una spiaggia di Ostia, questa mattina alle sette. Il corpo, riverso a terra, è stato notato da un passante mentre portava il cane a spasso.

Parrucchiera e residente a Parma, la sua scomparsa era stata denunciata ldalla madre lo scorso 21 maggio. Del caso si stanno occupando i carabinieri di Ostia e nei prossimi giorni verrà eseguita l’autopsia ma il motivo del gesto è probabilmente legato a motivi economici, da mesi non riusciva a pagare l’affitto del locale.

La donna, scomparsa da Parma lunedì scorso, è stata ritrovata, sulla spiaggia di Ostia, ancora con il coltello impugnato nella mano destra, con cui si sarebbe inferta coltellate al petto. Nelle due lettere lasciate la 36enne ha scritto che voleva vedere Roma e morire vedendo il mare e chiesto scusa ai familiari per la vergogna che il suo suicidio avrebbe loro provocato. Ha parlato anche del suo lavoro, che dice di aver svolto sempre bene, con il massimo impegno, e che, però, non avrebbe ricevuto lo stesso trattamento da chi la circondava. La salma è stata trasportata all’istituto di Medicina legale del policlinico Tor Vergata a Roma, per l’autopsia.

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fonte roma.repubblica.it

LA STRAGE INFINITA – Altro suicidio per la crisi: imprenditore si impicca 2 mesi dopo un suo dipendente

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Altro suicidio per la crisi: imprenditore si impicca 2 mesi dopo un suo dipendente

Aveva una ditta di autotrasporti vicino a Cassola. Ha lasciato un biglietto: “Difficoltà economiche e la ditta mi ha rovinato”

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VICENZA – Il titolare di una azienda di autotrasporti del Vicentino si è ucciso all’ora di pranzo, impiccandosi nella sua abitazione. «Ho grosse difficoltà economiche e la ditta mi ha rovinato» ha lasciato scritto il 54enne su un foglio che i familiari hanno trovato dopo aver scoperto il corpo. L’imprenditore abitava a San Giuseppe di Cassola (Vicenza).

È l’ennesimo suicidio in Veneto di un piccolo imprenditore schiacciato dalla crisi. Il corpo era all’interno di un ripostiglio della casa che fungeva da abitazione per lui e i suoi familiari e da sede dell’azienda. Nello stesso stabile il 19 marzo scorso si era ucciso a 39 anni, impiccandosi, un dipendente dell’azienda. Sono in corso accertamenti per stabilire se possano esserci collegamenti fra le motivazioni dei due suicidi.

Un episodio che richiama un altro suicidio avvenuto solo 15 giorni a Marostica (Vicenza). Anche in questo caso un imprenditore del settore del trasporto, che aveva 77 anni, si era tolto la vita perché non sopportava l’idea di vendere il suo ultimo camion.

La vita dell’imprenditore che oggi si è ucciso era stata dedicata interamente al lavoro. Ma le cose con la crisi andavano sempre peggio, e i camion della piccola azienda a conduzione familiare erano quasi sempre fermi. Al punto che poche ore prima di uccidersi l’uomo aveva confidato ad alcuni conoscenti l’intenzione di chiudere la ditta. Resta da capire se quello compiuto dopo questo sfogo sia stato stato un gesto d’impeto o la chiusura di un progetto tragico già pianificato. Negli ultimi mesi la vittima aveva cercato in molti modi di far fronte alla crisi economica che aveva fermato l’azienda, senza riuscirci.

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fonte ilmessaggero.it

Mafia, funerale di Rizzotto a Corleone Napolitano: “E’ nella memoria condivisa” / Il nipote di Rizzotto, per 64 anni lo Stato ha preferito insabbiare


fonte immagine fp.cgil.lombardia.it

Mafia, funerale di Rizzotto a Corleone Napolitano: “E’ nella memoria condivisa”

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ultimo aggiornamento: 24 maggio, ore 13:18
Corleone (Palermo) – (Adnkronos) – Un lungo applauso all’uscita dalla chiesa madre di Corleone ha salutato il feretro di Placido Rizzotto, ucciso dalla mafia 64 anni fa e i cui funerali si sono celebrati oggi dopo che nello scorso marzo sono stati identificati i resti del sindacalista fatto sparire nel ’48. Camusso: “Un eroe civile”. 20 anni fa la strage di Capaci, il Capo dello Stato ai giovani: “Scendete in campo al più presto” /SPECIALE

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Corleone (Palermo), 24 mag. – (Adnkronos) – Un lungo applauso all’uscita dalla chiesa madre di Corleone ha salutato il feretro di Placido Rizzotto, il sindacalista ucciso dalla mafia 64 anni fa, nel ’48, e i cui funerali si sono celebrati soltanto oggi alla presenza del capo dello Stato Giorgio Napolitano. Davanti a decine di bandiere della Cgil, di tutte le province della Sicilia, l’auto con i resti del sindacalista e’ stata salutata dalle centinaia di persone presenti.

Il capo dello Stato all’uscita della chiesa ha detto che “c’è molto di nuovo in Sicilia, c’è molto di nuovo nella coscienza della gente siciliana e, in modo particolare, dei givoani siciliani. E’ un elemento di forza per tutto il Paese”. Ai giornalisti che gli facevano notare che in poco meno di 24 ora ha raggiunto tre luoghi simbolici nella lolta alla mafia, come Capaci, Corleone e Portella della Ginestra il capo dello Stato ha risposto: “Naturalmente il filo conduttore è lo stesso. Rendere onore a chi ha combattuto e anche a chi ha pagato con la vita, perche’ i sacrifici hanno dato i loro frutti”.

Su Rizzotto poi ha aggiunto: “Certamente Placido Rizzotto è un capitolo della memoria condivisa di questo Paese”. “Abbiamo appena finito di celebrare i 150 anni dell’unita’ d’Italia – ha ricordato Napolitano – e sebbene la vicenda Rizzotto non ne faccia parte, non possiamo non considerarla a pieno titolo come memoria condivisa degli italiani”.

Di “eroe civile”, parla la leader Cgil Susanna Camusso presente ai funerali: “Noi andremo avanti nella ricerca della giustizia chiediamo la riapertura del processo perché questa pagina buia della storia possa essere chiusa”. E ancora: “Rizzotto era mosso da un profondo senso di giustizia”.

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fonte adnkronos.com/IGN

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altro articolo su Solleviamoci: «Funerali di Stato per Rizzotto». Il Web si mobilita

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Placido Rizzotto

Mafia: nipote Rizzotto, per 64 anni Stato ha preferito insabbiare

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(AGI) – Palermo, 24 mag. – “Siamo finalmente riusciti a dare a mio zio una degna sepoltura. Ma abbiamo dovuto attendere 64 anni. Si e’ preferito, infatti, insabbiare tutto”. Lo ha detto Angelo Rizzotto, nipote del sindacalista ucciso dalla mafia nel 1948, presente oggi ai funerali di Stato a Corleone. “Gli assassini di mio zio -ha ricordato- furono assolti per insufficienza di prove cosi’ come gli assassini di altri 47 sindacalisti uccisi dal 1946 al 1956. Nessuno di questi eroi, in lotta per i diritti dei lavoratori ha avuto giustizia. Lo Stato avrebbe dovuto fare di piu’. Per anni invece e’ stato completamente assente”. “Placido Rizzotto -ha detto ancora il nipote- ha creduto fortemente nella legalita’ e nella giustizia. Ha combattuto contro il sistema del potere mafioso senza alcun timore. Per questo e’ stato barbaramente ucciso.

Per questo il suo sogno e’ stato spezzato. Ma grazie alle tante persone che ancora oggi credono in questi valori, posso dire che il suo sacrificio non e’ stato vano”. Secondo Angelo Rizzotto, che e’ sindacalista della Uil siciliana, “la mafia sicuramente non e’ stata ancora sconfitta. Nel tempo ha cambiato volto e per questo bisogna lavorare ancora molto. Alla nostra Isola mancano lavoro e cultura. Ecco perche’ Cosa Nostra cresce e si arricchisce. Un primo successo sono stati sicuramente i terreni confiscati alla mafia, coltivati oggi da Libera Terra. Cio’ dimostra -ha affermato Rizzotto- che le idee di Placido Rizzotto sono ancora vive. Oggi il nostro obiettivo deve essere prima di tutto la tutela dei lavoratori onesti.
Dobbiamo dare un futuro ai giovani che lavorando possono vivere onestamente senza andare a incrementare l’esercito della mafia”.

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fonte agi.it

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