E URA, ‘GUVERNATOUR’? – Caso Formigoni, ora Daccò ammette “Ho pagato io tutte le sue vacanze”

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Caso Formigoni, ora Daccò ammette “Ho pagato io tutte le sue vacanze”
L’imprenditore interrogato sabato scorso: “Il presidente non mi ha mai restituito nulla”. La confessione si basa sulle rivelazioni del marinaio che gestiva lo yacht Ad Maiora a disposizione del governatore. I pm portano al faccendiere due fatture, per il resort a sette stelle. Importo: 50mila euro. “Le riconosco, riguardano l’affitto”
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di DAVIDE CARLUCCI e PIERO COLAPRICO
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Roberto Formigoni sulla yacht
MILANO - “Da anni, da giugno a settembre lo yacht Ad Maiora è a disposizione di Formigoni… Il presidente è stato mio ospite per tre capodanni ai Caraibi, non mi ha restituito nulla…”. Arriva dal carcere di Opera la risposta alla domanda che Repubblica pone da tempo a Roberto Formigoni su chi gli abbia pagato le recenti, lussuose vacanze. Arriva dal verbale rilasciato sabato scorso da Pierangelo Daccò, il lobbista-consulente-faccendiere, detenuto dal 15 novembre.
LA VERITÀ DEL MARINAIO
Non è raro che a bucare le versioni più blindate siano i dettagli. In questo caso è il marinaio responsabile dello yacht dal simbolico nome Ad Maiora a permettere ai pubblici ministeri un salto di qualità: “Tutte le estati, da giugno a settembre – questo si legge in sintesi sul verbale – lo yacht era messo nella disponibilità esclusiva del presidente della Regione Lombardia. Daccò usava l’altra barca, riservando Ad Maiora a Roberto Formigoni”.
A STAGIONE COSTA 50MILA EURO
Quando il procuratore aggiunto Francesco Greco e i suoi sostituti mettono questa verità portuale (e non politica) sotto gli occhi del milionario detenuto, Daccò reagisce. È ritenuto il perno delle inchieste nate sul crac dell’ospedale San Raffaele e sul dissanguamento dei conti della fondazione Maugeri. Cerca di trovare le parole giuste: “Non si può definire come un’esclusiva, perché qualche volta m’imbarcavo anch’io. Però effettivamente ogni anno, da diversi anni, da giugno a settembre Ad Maiora è a disposizione di Formigoni”.
In Liguria, in Sardegna, per i weekend, e con la mania del presidente per il fax, che costringe a deviazioni di rotta, in modo da poter ricevere e trasmettere ritagli di giornali e documenti. La barca costa, quanto?, domandano i magistrati. “I costi oscillano tra i 30mila e i 50mila euro a stagione”, è la risposta.
Contributi, divisione spese? Zero. Sa o no Roberto Formigoni che Eurosat Telecommunication Ltd, la società irlandese di Daccò, ha pagato quasi 150mila euro di costi vivi dello yacht Ad Maiora, escluse le spese del personale, che comprendono stipendio e carta di credito per le spese quotidiane? “Formigoni era mio ospite, non mi ha mai restituito nulla”, ammette Daccò. Tanti parlano di ‘amicizia’, in questa storia, e non di favori, benefici, regali di varia natura. Nemmeno parlano di lobby, anche se “Ricordo che Daccò mi disse che era opportuno continuare ad avere la disponibilità della barca perché – si legge nel verbale del ‘socio’ di Daccò, l’ex assessore dc Antonio Simone – poteva servire per le pubbliche relazioni”.
IL JET PRIVATO PER LE ANTILLE
Queste gite nautiche gratis e ‘a disposizione’ del governatore rappresentano una novità dell’inchiesta. Ma l’analogo canovaccio emerge finalmente per la questione spinosa e polemica dei viaggi esotici: “Formigoni – dice Daccò – è stato mio ospite in almeno tre capodanni alle Antille”. Parole semplici. Per capirle sino in fondo, partiamo però dall’ultimo capodanno così come l’ha vissuto il portafoglio del lobbista: “Per quello del 2010/2011 – questa la sintesi del suo verbale – ho speso 100mila euro per il noleggio di un jet privato”, quello della società Alba Servizi.
Quest’ultima è una società del gruppo Mediaset, alla quale il San Raffaele aveva messo a disposizione un monte ore di volo. La prima a parlarne è stata Stefania Galli, la segretaria del defunto Mario Cal, ex amministratore del San Raffaele: “Una volta mi fu detto dal dottor Cal di prenotare un volo per San Marteen a bordo del quale ci sarebbe stato Daccò e Formigoni”, e anche in quel caso per pagare arriva Eurosat, come per lo yacht.
La procura milanese, cercando i diari di bordo del jet, scopre che non riportano i dati dei passeggeri. È dunque Daccò, nell’interrogatorio di sabato scorso, a svelare ai magistrati che in quel capodanno 2010/2011 “il jet ha portato me, Formigoni, il suo segretario Willy e Roberto Perego alle Antille e poi è tornato a riprenderci”. Willy è Mauro Villa.
LE VERSIONI DI FORMIGONI
S’impone ora un piccolo salto nel tempo. Arriviamo agli inizi dello scorso aprile, in un palazzo della Regione Lombardia che trema, e ha già visto arresti e dimissioni. Formigoni, che appena l’anno prima aveva usufruito – e noi lo sappiamo da questo recente verbale, lui per averle vissute – delle vacanze supervip gratis, non esita: “Non ho mai ricevuto neppure un euro da nessuno (…) Non ho nulla da rimproverarmi sulla vicenda delle vacanze, io non ho pagato niente a Daccò e lui non ha pagato niente a me (…) Grazie a Dio, ho la possibilità di pagare (…) Comunque, non costituirebbe nessuna fattispecie di reato ricevere cose in dono”. Ma di quali doni esattamente parla?
LE FATTURE 2011 DI DACCÒ
I pubblici ministeri sabato scorso portano a Daccò due fatture, che riguardano appunto l’ultimo capodanno e il costoso Resort a sette stelle. La somma è di circa 50mila euro: “Sì, le riconosco, riguardano il costo d’affitto. Formigoni era mio ospite – questa è la linea di Daccò – e non mi ha restituito nulla, né per il soggiorno né per il volo”. Ancora una volta, parole nette.
I CONTI 2009 DI DACCÒ
Tra i fatti certi, ce n’è uno: Roberto Formigoni all’inizio dello scandalo “non ricordava” nemmeno dove avesse passato le feste il capodanno, nonostante si trovasse in uno di quei posti che vengono considerati “indimenticabili”. “Devo consultare le agende”, annaspava. “A che titolo mi fa questa domanda? Vale la parola del Presidente”, reagiva sui conti. Quando sono emersi i primi documenti bancari di Daccò e, accanto ai biglietti aerei, il nome Formigoni, il presidente ha recuperato in pubblico porzioni di memoria.
Ci sono i due biglietti Air France per Parigi emessi il 27 dicembre 2008, per il presidente della Regione e Alberto Perego, memores di Cl, collaboratore di Formigoni, 4.080 euro cadauno. C’è una ricevuta da 9.637 dollari, pari a 7.180 euro, datata 9 gennaio 2009, a saldo di un soggiorno presso l’Altamer Resort di Anguilla. Inoltre – ed è noto a chi segue le cronache politico-giudiziarie del presidente Formigoni – in quel periodo il generoso Daccò ha pagato con carta di credito, tra il Cuisinart Resort&Spa, altri ristoranti e intrattenimenti, 6.226 euro in più. Il totale ammonta a 13.406 euro.
LA LETTERA A TEMPI
Con questo bagaglio d’informazioni, arriviamo all’autodifesa che il 21 aprile scorso Formigoni invia al settimanale Tempi, che sul sito sta pubblicando anche le corpose lettere dal carcere di Simone, il coindagato di Daccò e amicissimo di Formigoni. “Le spese delle carte di credito di Daccò sono elevate perché si riferiscono a conti collettivi. E se ci sono biglietti aerei e una settimana di vacanza alle Antille con cifre importanti, scusate tanto, non sono Brad Pitt, ma – scrive Formigoni – me le posso pagare con il mio stipendio”. Purtroppo, sostiene, non ha le ricevute: “Le ho buttate; scusate, è un reato?”, domanda, e rilancia, parla di “deriva gossippara”.
Certo, non è reato buttare le ricevute, è che sembra non ci fossero. Lo dice Daccò nel verbale, dove precisa: “Anche nelle due precedenti vacanze di capodanno Formigoni era mio ospite, e non mi ha restituito niente”. Neppure un euro di spesa per il soggiorno. Nemmeno un euro di viaggio.
Chi ha letto le carte, e conosce questo passaggio, si chiede perché mai un politico di lungo corso come Formigoni parli con ostinazione di divisione delle spese “tra amici”. E perché mai Daccò, nel verbale, spieghi di non aver preso nemmeno in considerazione l’idea del rimborso, avendo con lui un rapporto di “pura amicizia”.
Tocca a magistrati, detective e avvocati aiutare l’opinione pubblica a capire che cosa è successo e come sono andati i fatti, intorno ad aziende sanitarie che avevano dalla Regione rimborsi cospicui e pagavano profumatamente, e non si capisce bene perché, ‘amici’ di Formigoni. Ma intanto è legittimo chiedere: perché il presidente Formigoni inganna e mente su tre anni di vacanze natalizie gratis? È gossip pretendere una risposta da un amministratore pubblico?
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fonte milano.repubblica.it
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fonte borgorosso.org
Monza, istigazione alla corruzione: indagati Romani e Paolo Berlusconi

Monza, istigazione alla corruzione
indagati Romani e Paolo Berlusconi
Secondo l’accusa il fratello dell’ex premier e l’ex ministro avrebbero cercato di far passare la variante al Pgt in consiglio e dare il via libera a Milano 4, da trent’anni nei sogni del Cavaliere
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di GABRIELE CEREDA
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Paolo ‘Dracula’ Berlusconi
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Paolo Berlusconi e Paolo Romani, ex ministro dello Sviluppo economico, sono indagati dalla Procura di Monza per istigazione alla corruzione. L’inchiesta coordinata dai sostituti procuratori Manuela Massenz e Donata Costa sta facendo chiarezza sul Piano di governo del territorio (Pgt) della terza città della Lombardia, quando Romani sedeva nella giunta Pdl-Lega in qualità di assessore all’Urbanistica.
Milano 4, un business da 220 milioni
Secondo l’accusa i due avrebbero cercato di corrompere i consiglieri di minoranza per far passare la variante in consiglio e dare il via libera all’affare Cascinazza: un progetto da trent’anni nei sogni di Silvio Berlusconi, che nell’area verde a sud-est della città vuole realizzare Milano 4. Ma l’indagine sta mettendo sotto la lente di ingrandimento l’intero piano urbanistico del capoluogo brianzolo. Dovrebbero essere sei i poli urbanistici su cui la magistratura sta indagando, in merito alla concessione di volumetrie in contrasto con la legge 12. A vario titolo, i proprietari delle aree in questione sarebbero legati a società riconducibili all’ex premier. L’indagine prende il via da un esposto delle forze di opposizione, presentato nel giugno dello scorso anno.
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fonte milano.repubblica.it
CALCIOSCOMMESSE – Carobbio: ”Sono finito, ma ho detto la verità. La vergogna è il silenzio degli altri”

Calcioscommesse
”Sono finito, ma ho detto la verità
la vergogna è il silenzio degli altri”
Parla Carobbio, il pentito che fa tremare Conte: ”Va così da anni in questo mondo. Quando ti accorgi che lo fanno tutti, lo fai pure tu. Se mi seguissero sarebbe una rivoluzione. Spero non mi radino, vorrei insegnare il calcio ai bambini. Per ora lavoro in una comunità di tossicodipendenti, è un modo che ho per saldare qualche conto con la mia coscienza”
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di GIULIANO FOSCHINI e MARCO MENSURATI
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ROMA - Filippo Carobbio è l’uomo del giorno. Anzi, meglio, il ragazzo del giorno. Perché ha solo 32 anni e sin qui li ha vissuti con la leggerezza del calciatore di provincia. Dire che era impreparato a tutto questo è dire poco: questIi sono i qualche decina di migliaio di insulti del tipo “Carobbio infame, per te solo lame” che da ieri mattina girano su Internet. “Ecco perché preferirei che questa conversazione rimanesse privata. Non è il momento di parlare. Lo sta già facendo troppa gente, è solo il momento di stare male. In fondo me lo merito, è giusto così”. Carobbio ha la voce scossa. Le sue parole hanno terremotato le fondamenta di quello che riteneva fosse il suo mondo. E quel mondo adesso gli sta crollando addosso.
Carobbio, lei ha accusato l’allenatore campione d’Italia. È normale che tanta gente parli di lei.
“Fa ridere questa cosa. Da calciatore non ho mai avuto molta fama. Ho fatto una buona carriera ma mi sono fermato alle soglie della celebrità. Adesso invece parlano di me più che di Messi. Ma io sono un ragazzo normale”.
I ragazzi normali non scommettono con gli zingari.
“Nemmeno io, li ho visti una volta e non mi sono piaciuti”.
A Palazzi ha detto cose pesanti.
“Pesanti, sì, forse… Però a me piace pensare solamente che mi sono assunto le mie responsabilità”.
Ha fatto il nome di Antonio Conte.
“Quello che avevo da dire su Conte e su tutti gli altri l’ho detto a Palazzi e al pm. E spero di aver preso la strada giusta”.
Ha dubbi?
“Sono colpito di essere l’unico ad aver detto finalmente le cose come stavano. Mi aspettavo che dopo tutto quello che è venuto fuori sui giornali in questi ultimi mesi anche gli altri avrebbero deciso di rompere il muro dell’omertà. E invece non lo hanno fatto… Mi chiedo perché”.
Perché?
“Troppi interessi nel calcio. A livello economico, a livello di immagine. E quindi alla fine tutti tutelano gli interessi. E la verità va a quel paese”.
Lei perché ha parlato, invece?
“Ma perché non ho nulla da perdere. Ho 32 anni, la mia carriera è finita. Almeno così mi sono pulito la coscienza, mi sono tolto un peso. Ho raccontato come funziona un mondo, il mondo del calcio, che non è come la gente se lo immagina. Nel calcio le cose vanno avanti così da una vita e tutti, ripeto, tutti hanno troppo da perdere per cambiare davvero le cose. Personalmente nell’istante in cui sono uscito dalla stanza di Palazzi sono tornato ad essere quello che sono sempre stato, un ragazzo trasparente, normale, che giocava a pallone, non era Maradona, ma faceva con serietà il proprio mestiere. Tutto qui”.
E adesso?
“E adesso passerò i guai. So cosa si dirà, si dirà che ho parlato per salvarmi il culo, che sono un furbo. E invece non è così. Il mio culo, almeno a livello sportivo, già me lo sono giocato da tempo. Spero solo di non essere radiato ma è una speranza marginale. Per il resto è chiaro che non ho nulla da perdere. Sono gli altri, quelli che negano, che giudicano, che stanno zitti… Sono loro che provano a salvarsi il culo facendomi passare per un furbo. Ma io non sono un furbo, sono solo uno che a un certo punto ha voluto ricominciare a guardarsi allo specchio in pace. Davvero, però, lasciate perdere le interviste. Non è questo il momento di parlare… “.
Magari ha parlato perché Palazzi aveva già in mano prove pesanti.
“Non aveva in mano un granché, a dire il vero… Avrei tranquillamente potuto dire: “non ne so niente” o “non è vero nulla”. No, non è stato per quello, ripeto ho solo voluto dire basta e provare a cambiare le cose, e magari avere la possibilità di tornare a fare una vita normale, con mia moglie e i miei due figli, che sono la cosa più importante del mondo “.
Una vita normale… pensa che sia possibile?
“Non lo so. Io vivo in un paesino piccolo e sognavo di finire sui giornali per una punizione, non per un verbale. Certo, se mi avessero preso che spacciavo o che facevo del male ai bambini, avrebbero fatto meno casino”.
Come pensa di vivere adesso?
“Non lo so. Spero che non mi radino perché mi piacerebbe restare nel mondo del calcio, magari insegnare ai bambini a giocare. Per quanto riguarda il lavoro, non ho idee, forse continuerò a vivere come ho fatto in questi ultimi mesi”.
Cioè?
“Lavoro per una comunità per tossicodipendenti, do una mano. È un modo che ho per saldare qualche conto con la mia coscienza. Ma è anche un’esperienza bellissima. Questa gente soffre e tu gli puoi dare una mano”.
Ma era davvero così “grosso” il giro?
“Quando sei lì, dopo un po’ ti accorgi che “lo fanno tutti”. E allora lo fai pure tu. Certo se adesso guardo il giornale, e vedo che ci sono stato solo io a raccontare, mi viene il sospetto che lo facessi solo io, che fosse tutto un’allucinazione… Eppure se solo qualcuno mi avesse seguito, sarebbe una rivoluzione”.
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fonte repubblica.it
UNA ‘TRUVADA’ MORTALE – Usa, primo passo per commercializzazione della pillola che previene l’infezione da Hiv

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Diciamolo forte e chiaro: IL VIRUS DELL’AIDS NON ESISTE!
Queste campagne sono volte semplicemente a creare nuove categorie farmaco-dipendenti che portano alle casse della Big-Pharma tonnellate di miliardi, a far ammalare progressivamente nel tempo sempre più fasce di persone, e guarda caso sempre soggetti deboli o socialmente emarginabili, fino a che della stessa inventata ‘malattia’ moriranno.
Il meccanismo è semplice: si inventa un virus mortale, lo si tratta con potenti farmaci (che non sono altro che veleni per il nostro corpo altrimenti sano) solitamente nati per altri scopi ed eliminati dal mercato perchè dimostratisi non solamente inefficaci ma gravemente dannosi; con il trattamento le nostre difese si indeboliscono sempre più e, col tempo, si va incontro a morte certa per cause ‘altre’. Anche un semplice raffreddore.
Hiv è la sindrome da immunodeficenza acquisita, ma è un FALSO allarme (e secondo loro l’anticamera dell’AIDS) perché ognuno di noi può essere in condizione di ‘difese abbassate’ per molteplici ragioni: un lutto improvviso, una delusione d’amore, di lavoro, e chi più ne ha più ne metta. Se al momento dell’esame siamo in queste particolari condizioni ecco che scatta la positività dell’Hiv. Che dire dell’esame poi? Nato (anche qui) per altri scopi non è sicuro il suo responso che al 50-60% e ciò significa almeno un 40% di quelli che vengono chiamati ‘falsi positivi’. E questo lo sappiamo per ammissione del suo stesso ‘inventore’. E dall’Hiv all’AIDS conclamato il passo è breve. Quindi i trattamenti, quindi la perdita progressiva della salute fino a ridursi a rottami abbandonati in un angolo di qualche struttura ‘caritatevole’ che, ovviamente, sul lento morire delle persone guadagna soldoni a palate. Ed ogni struttura ha personale sanitario e amministrativo, medici e fornitori di ogni genere…
Per tagliare la testa al toro, chiedete al vostro medico di farvi vedere, ma vedere sul serio, questo famigerato virus dell’AIDS, in fotografia o altro (col microscopio elettronico è una bazzecola fotografarli o filmarli): NON POTRA’ FARLO, PERCHE’ IL VIRUS DELL’AIDS NON ESISTE!
mauro, naturopata
per ulteriori informazioni potete andare qui. Il mio consiglio è sempre inforrmarvi, informarvi, informarvi
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AIDS
Usa, primo passo per commercializzazione della pillola che previene l’infezione da Hiv
Un comitato consultivo della Fda ha dato il suo via libera per l’utilizzo del farmaco antiretrovirale Truvada, finora usato solo per il trattamento di persone infette dall’Hiv, anche per le persone più a rischio, come gay, bisessuali o coppie in cui solo uno è già infetto. Ma ci sono anche dei dubbi. La decisione finale entro il 15 giugno
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SILVER SPRING – È un primo, potenzialmente storico sì. Un comitato consultivo della Food and Drug Administration, l’ente statunitense che decide l’immissione sul mercato di nuovi farmaci, ha dato il suo appoggio alla prescrizione del farmaco Truvada non solo per le persone già infette dall’Hiv ma anche per le categorie più a rischio esposizione, come gay, bisessuali o coppie in cui solo uno dei due partner è infetto.
L’Fda, che dovrebbe decidere entro il 15 giugno, in ogni caso può ignorare il parere del comitato e decidere in maniera contraria. Si tratta comunque di un primo passo verso una decisione che, se arriverà, potrebbe rivoluzionare la vita di milioni di persone e segnare una svolta nell’ormai trentennale lotta all’Aids.
Truvada è un farmaco antiretrovirale utilizzato ormai da otto anni per la cura delle persone già infette dall’Hiv. È una combinazione di due farmaci usati precedentemente (Emtriva e Viread) e fa parte di un cocktail di farmaci normalmente prescritto ai malati.
La decisione non è stata semplice, tutt’altro: il sì è arrivato al termine di una discussione lunga oltre 12 ore in cui si sono affrontate molte problematiche, come la possibilità che l’utilizzo del Truvada possa far diminuire l’uso del profilattico, che rimane il principale mezzo di protezione contro l’infezione. Inoltre gli studi dimostrano che le donne sono meno reattive al farmaco, con tassi di infezione maggiori rispetto agli uomini.
C’era anche chi sollevava dubbi sui rischi per chi poi dimentica di prendere la dose giornaliera di farmaco. “Ma non credo che questo sia nostro dovere stabilire se poi le persone prenderanno il farmaco” ha detto uno degli esperti, il dottor Tom Giordano, del Baylor College of Medicine. “Nostro compito è stabilire se il farmaco funziona e se i benefici sono maggiori dei rischi”.
Le ricerche sono dalla parte del Truvada: nel 2010, uno studio lungo tre anni ha dimostrato che l’utilizzo del Truvada, insieme all’uso del preservativo, poteva ridurre l’incidenza del virus del 42% tra gay e bisessuali. L’anno scorso uno studio analogo sulle coppie in cui solo uno dei due partner era affetto da Hiv, ha dimostrato un calo della possibilità di infezione del 75%.
Nonostante alcuni medici già lo prescrivano per prevenire l’infezione, la possibilità che Truvada venga messo in commercio ufficialmente con questa funzione ha scatenato numerose polemiche, soprattutto legate alla possibilità che un farmaco di questo tipo possa generare false sicurezze e far assumere comportamenti maggiormente a rischio, come il non utilizzo del profilattico, ottenendo l’effetto contrario e facendo aumentare i casi di contagio.
E c’è anche chi ne fa una questione di costi e di fondi limitati: un anno di trattamento con il Truvada costa circa 11.000 dollari. Secondo alcuni esperti, approvare l’uso di questo farmaco sposterebbe ingenti somme verso il Truvada, togliendo quindi fondi per altre cure più economiche e efficaci.
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fonte repubblica.it
CHI ALIMENTA LA CRISI – L’attacco dei consumatori contro l’Rc Auto “In 11 anni tariffe +104%, sinistri -34%”

L’attacco dei consumatori contro l’Rc Auto
“In 11 anni tariffe +104%, sinistri -34%”
Secondo l’Ania sono nell’ultimo anno la frequenza degli incidenti d’auto è diminuita del 12%. I costi per assicurare la vettura sono invece cresciuti del 30% negli ultimi due anni e sempre più sfuggono all’obbligo di legge
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MILANO – Le tariffe Rc Auto, di anno in anno, hanno raggiunto “livelli incredibili, con percentuali impressionanti se consideriamo i rincari a partire dal 2001″. E’ la dura accurda di Adusbef e Federconsumatori, secondo cui in 11 anni il costo delle polizze ha registrato un’impennata del 104%, nonostante l’incidentalità sia diminuita del 34%.
“Per assicurare la propria vettura i costi sono cresciuti di ben il 98% dal 2001 al 2011, di cui il 30% solo negli ultimi 2 anni. Una crescita continua ed irrefrenabile, – sostengono le associazioni – confermata anche dai dati di quest’anno che registreranno una nuova crescita media di circa il 6% (+78 euro a polizza), portando l’aumento complessivo al 104%”.
Si tratta di una cifra “inaccettabile, che per di più non ha alcuna giustificazione, visti i dati sull’incidentalità”, diminuita secondo i consumatori del 34% dal 2001 ad oggi. “E’ ora di porre un freno a questo andamento, francamente scandaloso – concludono dopo i dati dell’Ania -. Ci aspettiamo risposte ed interventi immediati per incrementare la trasparenza e la competitività, attraverso il potenziamento del ruolo degli agenti plurimandatari, indispensabile per un abbattimento dei costi e con la modifica del meccanismo del bonus malus anche attraverso la tariffa unica per gli automobilisti virtuosi”.
Secondo i dati dell’Ania, infatti, gli aumenti dei prezzi dei carburanti hanno spinto gli italiani a lasciare sempre più spesso la macchina a casa, con un impatto niente affatto indifferente sulla frequenza degli incidenti d’auto che sono diminuiti del 12% rispetto all’anno precedente. Ma secondo l’Ania con la crescita delle tariffe assicurative calano anche le auto assicurate.
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fonte repubblica.it
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G8 MADDALENA – Evasione Iva, anche Chagall e Warhol nel maxi sequestro ad un imprenditore fiorentino
L’arte della politica…
Evasione Iva, anche Chagall e Warhol nel maxi sequestro ad un imprenditore fiorentino
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Quadri di valore – tra cui “Vision de Paris”, dipinto da Chagall, e due oli su tela firmati Botero, “Still life with coffee pot” e “Bowl of fruit” – nel bilancio del maxi sequestro di beni del valore di circa 1,5 milioni di euro eseguito dalla Guardia di Finanza di Roma sulle proprietà di un imprenditore fiorentino indagato per un giro di fatture false collegato con la commessa per alcuni lavori sull’isola della Maddalena relativi al «G8» del 2009.
Contabilità falsa per 4 milioni di euro
A finire nel mirino degli investigatori è stata la Cgf Costruzioni Generali Spa che avrebbe inserito in contabilità fatture relative a costi mai sostenuti, per un ammontare di circa 4 milioni di euro. Gli accertamenti delle Fiamme Gialle hanno stabilito che in diverse occasioni l’impresa sotto inchiesta avrebbe caricato sui costi dell’appalto relativo al «G8» del 2009 sull’isola della Maddalena prestazioni di servizio in realtà inerenti ad altri cantieri sparsi per l’Italia. In tal modo, l’imprenditore fiorentino – amministratore di fatto della società, e ad altri tre indagati – hanno potuto realizzare un’ingente evasione dell’Iva e dell’imposta sul reddito delle società, quantificata in circa 1,5 milioni di euro nell’arco di tre anni.
Villa-museo a Bagno a Ripoli
Le indagini, che rientrano nel filone d’inchiesta sui “Grandi Eventi”, sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma e condotte dal Nucleo di Polizia tributaria della Capitale. Tra le numerose statue e i dipinti celebri che abbellivano una lussuosa villa dell’imprenditore a Bagno a Ripoli, in provincia di Firenze, anche quadri di Warhol, Paladino, Sironi, Pomodoro, Schifano e Balla, il cui valore potrebbe superare di gran lunga quello stimato all’atto del sequestro. Le opere d’arte sequestrate, acquistate inizialmente dalla società con un esborso superiore ai 5 milioni di euro, sarebbero state successivamente rivendute all’imprenditore con forti «sconti», pari ad oltre il 60% del prezzo di acquisto originario.
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Studenti in rivolta: «Ma il figlio di Umberto Bossi ha studiato da clandestino in Albania?»

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I giovani: clandestino, non poteva laurearsi
Albania contro Bossi jr, studenti in rivolta e si muove la Procura
Dal database della polizia di frontiera di Tirana il Trota non risulta mai entrato nel Paese

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di Leonard Berberi
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MILANO – I guai, l’imbarazzo e la polemica. La Procura di Tirana vuole vederci chiaro sulla laurea triennale presa da Renzo Bossi (e Pier Moscagiuro) all’Università privata «Kristal». Gli inquirenti, poi, cercano anche di capire se il figlio del Senatur – chiamato a Tirana «Trofta» (trota, in albanese) – abbia mai messo piede nel Paese e come.
Secondo fonti della Polizia di frontiera nel «Tims» (il sistema che in Albania memorizza arrivi e partenze da porti e aeroporti) non ci sarebbe nessun documento riconducibile a Renzo Bossi. E anche dall’Ambasciata italiana, in via preliminare, fanno sapere che a loro non risulta una comunicazione sull’arrivo dell’ex consigliere regionale lombardo. Soprattutto dal 2010, anno del suo incarico al Pirellone. «Per prassi – spiega un funzionario in servizio nell’ufficio diplomatico italiano a Tirana – l’arrivo nel Paese degli esponenti politici, nazionali e locali, ci viene comunicato». Il «Trota», stando al certificato di laurea, è diventato «dottore» il 29 settembre 2010.
L’università privata «Kristal» giovedì sera ha confermato la veridicità del documento (che in Albania si chiama «diploma») e ha aggiunto che Renzo Bossi «si è laureato in Gestione aziendale. È stato regolarmente iscritto, sulla base delle leggi albanesi, nell’anno accademico 2007/2008». Più di un anno prima dell’esame di maturità superato nel 2009 non si sa come e dove.
Ma c’è di più. «Come ha fatto il figlio del Senatur con gli esami in lingua albanese?», si chiedono ancora i magistrati. Dall’università hanno deciso di non comunicare più con i giornalisti. Ma una docente dell’ateneo ha detto che «le lezioni al “Kristal” sono quasi tutte in lingua locale e senza traduttori». Poi c’è il giallo di uno dei professori che ha firmato il certificato di laurea. Marenglen Spiro prima ha detto di non aver mai firmato quel documento, poi ha confermato che la sigla è la sua, aggiungendo che «Renzo Bossi ha studiato qui per ben quattro anni». Il professor Spiro ai tempi era rettore del «Kristal». Ora fa lo stesso lavoro, ma in un altro ateneo privato di Tirana.
L’inchiesta italiana sull’ex tesoriere della Lega finisce per scatenare polemiche e accuse anche nell’altra parte dell’Adriatico. Il leader socialista albanese Edi Rama – da Firenze, dove ha incontrato i connazionali che studiano in Italia – si è scagliato contro le «fabbriche dei diplomi a pagamento». Mentre sul web molti lettori ironizzano sulla vicenda. «Ma il figlio di Umberto Bossi ha studiato da clandestino in Albania?», si sono domandati ieri decine di giovani albanesi di fronte al ministero dell’Educazione (che ha deciso di fare luce sull’ateneo privato). Capeggiati da un partito appena nato, l’«Alleanza Rossonera», hanno chiesto le dimissioni del ministro Myqerem Tafaj. «A noi in Italia ci fanno sputare sangue per avere il permesso di soggiorno per motivi di studio», hanno raccontato alcuni. «Renzo Bossi ce l’aveva quel pezzo di carta?».
A far luce sul caso ci penserà una task force della sezione «Crimini economici», hanno precisato dalla Procura di Tirana. Nel gruppo «ci saranno alcuni esperti del ministero dell’Educazione». Le indagini «si concentreranno soprattutto sul registro delle presenze dei corsi universitari per capire se Renzo Bossi sia davvero stato iscritto all’ateneo e se abbia mai frequentato una lezione».
Immersa tra grandi centri commerciali e altri atenei privati, la sede dell’università «Kristal» – fondata nel 2005, alla periferia della capitale albanese – vive negli ultimi giorni momenti di notorietà indesiderata. È appoggiata da una tv privata, «Planet Television», che non manca di ricordare le eccellenze dell’ateneo. E di far vedere la facciata della sede di Tirana (ce ne sono altre sparse in Albania) con il suo ingresso che vorrebbe ricordare un college americano.
Intanto ai microfoni di Radio24 Matteo Salvini, europarlamentare del Carroccio, non ha nascosto il suo fastidio per la vicenda: «Mi incazzo con Renzo Bossi, con quelli che fanno furbate. Rispetto e capisco chi non ci voterà più dopo questi fatti. Preferisco perdere questo giro piuttosto che avere l’indifferenza degli elettori». E il «Trota»? «Ha chiuso con la politica – ha risposto l’europarlamentare -. Se si dovesse candidare di nuovo glielo diranno gli elettori».
Leonard Berberi
lberberi@corriere.it
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QUESTI SONO FUORI DI MELONE – Obbligare i cittadini a comprare i BTP?

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Obbligare i cittadini a comprare i BTP?

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DI GZ
cobraf.com
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Su MilanoFinanza questa settimana, con l’appoggio di vari economisti, c’è la proposta per ridurre il debito pubblico, di OBBLIGARE i cittadini italiani a comprare quote del patrimonio pubblico dello stato. “..il “taglia debito” entra ufficialmente in un documento parlamentare. Nella risoluzione della maggioranza al Def (Documento di economia e finanza) trova posto la cessione dei beni dello Stato per la riduzione del debito pubblico.
In pratica, come anticipato da MF-Milano Finanza e come sempre sostenuto da mesi da questo giornale e dal gruppo Class, si tratta di uno sprone fortissimo al governo Monti ad avviare un piano straordinario di vendite….”. Cioè di fare una mega società che accorpa gli immobili pubblici e poi venderne forzosamente le quote agli italiani e con questi soldi lo stato ricompra dei BTP e riduce il debito pubblico. Se leggi la proposta è di OBBLIGARE GLI ITALIANI A COMPRARE QUESTE QUOTE DI IMMOBILI PUBBLICI, in aggiunta alle tasse che paghi
Sul Financial Times oggi c’era la proposta del top economista di Harvard, il famigerato Martin Feldstein DI OBBLIGARE GLI SPAGNOLI A COMPRARE TITOLI PUBBLICI tout-court. Fare una legge che obbliga a comprarne uno tot in base alla dichiarazione dei redditi o il reddito presunto (sembra che in Spagna ci sia evasione fiscale…)
“..The Spanish government could use the income tax system to levy a temporary “lending surcharge” on individual incomes. In exchange for those surcharge payments, the households would receive an interest-bearing government bond with a maturity of five to 10 years…”. “Taxpayers must backstop Spain’s budget”
Tutto questo è assurdo, illogico, è il frutto di un imbroglio o un equivoco, forse un complotto, sicuramente è una truffa. Si basa su un assunto falso riguardo a cosa sia la MONETA. Si finge che la moneta sia un bene come l’Oro o il Petrolio o il Frumento, qualcosa che lo Stato deve procurarsi da qualche parte, all’estero addirittura. Quando invece la moneta è “elastica”, è una convenzione e istituzione sociale, un monopolio dello Stato che lo crea
(Nota: Qui si taglia attraverso “destra” e “sinistra”. Marty Feldstein è “di destra”, cioè ad Harvard hanno Paul Krugman che è quello di “sinistra” e “Martin Feldstein” di destra come super-economisti di grido che ogni volta che aprono bocca Wall Street Journal, NY Times, Financial Times, CNBC… li mettono in prima pagina e poi rimbalzano su Repubblica, Corriere…. Krugman era consulente, ben pagato, di Enron (fallita, scandalo, CEO che ha preso 20 anni..) e Feldstein era consulente, ben pagato, di AIG (fallita, scandalo o meglio salvata con 200 mld dallo stato, CEO incriminato…). Sia Krugman che Feldstein, da destra e da sinistra, misteriosamente quando propongono qualche cosa sono sempre a favore delle grandi banche e di Wall Street e inventano sempre nuovi sistemi per fare pagare i bonds. Che uno sia keynesiano e di sinistra e l’altro monetarista di destra non fa differenza, per loro I CREDITORI NON DEVONO MAI PERDERE SOLDI. Il resto dell’economia può andare a picco, ma le banche e chi presta ad interesse deve sempre riavere i soldi. Se vendi mobili possono non pagarti, se presti soldi e specialmente allo stato devi sempre essere pagato
Il Partito della Finanza e delle Banche vuole che chi presta ad interesse venga sempre pagato su qualunque bonds specie dello stato (giustificando questo assunto ovviamente con teorie che fanno sentire colpevoli del debito pubblico, anche se è determinato più che altro da interessi usurai..). Qesto “partito trasversale” occupa Harvard, Columbia, Yale, Princeton, il Wall Street Journal, il Financial Times, il NY Times… e martella ogni giorno lo slogan che le aziende e chi lavora in proprio possono avere perdite, fallire e dichiarare bancarotta e questo è “sano in un economia di mercato”, ma non le grandi istituzioni finanziarie. Quelle no, devono avere sempre garantito che tutti i loro crediti vengono pagati. Se chi vende mobili o vestiti o acciaio o ha un ristorante va fallito per via della Globalizzazione (che questi figuri predicano) è fisiologico. Ma chi presta denaro allo stato (che non ha bisogno in realtà di emettere bonds perchè può emettere moneta…) guai al mondo se perde
Tutto questo è una truffa cento volte più colossale di quella di Madoff. E’ un mondo a rovescio. In realtà dovrebbe essere lo Stato Sovrano a decidere se qualcuno va salvato e dare la precedenza a chi lavora non chi presta ad interesse. E lo stato sovrano in realtà può fare quello che vuole, perchè fa le leggi e ha la polizia e i tribunali per applicarle. Lo stato emette dei pezzi di carta su cui è scritto “Io Ti Devo…” (la banconota da 10 euro o 50 euro…) che sono considerati “moneta”. Non ha ovviamente senso che li prenda a prestito quando vuole spendere. Se lo stato vuole spendere basta che emetta un altro “Io Ti Devo…”. Emettere un “Io Ti Devo” su cui paga un 5% di interesse (un BTP) non ha senso quando può emettere un “Io Ti Devo…” su cui non paga niente (50 euro…)
in sintesi, lo stato sovrano può decidere quello che vuole riguardo alla moneta e al suo debito:
1) può pagare sui suoi titoli di stato, ad esempio solo l’1% come fanno di fatto giapponesi, americani ed inglesi usando il semplice trucco di far comprare tutti i bonds che vanno in asta alla loro Banca Centrale. La quale per pagarli si limita a cambiare i numeri nel conto che il Tesoro tiene presso di lei, cioè se compra 1.000.000.000 di bonds e lo Stato ha un conto con ad es. 5.000.000.000 presso di lei cambia il “5″ in un “6″. In questo modo lo stato si ritrova 1 miliardo in più in cassa. E non ha bisognoi di triplicare l’IMU sulle case, aumentare l’IVA e le accise e ridurre le pensioni.
2) può non pagare semplicemente parte del debito pubblico, DARE DEFAULT come alla fine ha fatto lo stato greco che ai detentori di bonds esteri privati paga solo un 20% del valore dei bonds che loro pensavano rimborsasse alla pari. E come hanno fatto la Russia e l’Argentina. (“..”Chi aveva per esempio 10 mila euro di titoli greci, un paio di settimane fa si è visto arrivare al posto del suo titolo 24 titoli diversi, li ha sommati e si è accorto che aveva solo duemila euro. Questo si chiama in linguaggio tecnico “default”, si chiama insolvenza. Se uno deve pagare degli interessi, un rimborso (Stato o società privata che sia) e non li paga, si chiama in termini brutali fallimento, in termini tecnici insolvenza o default.” Beppe Scienza..”)
3) può nazionalizzare le banche e far perdere i soldi ai loro creditori (detentori di bonds) delle banche in modo da liberarsi dell’onere di dover indebitarsi per sostenerle e in questo modo ridurre il suo debito
4) creare una moneta come ad esempio una “nuova lira” a fianco degli euro che dichiara accettata per pagare le tasse e che lo stato cambia alla pari con l’euro. Questa moneta non vale per le transazioni estere, quindi una moneta che circola solo in Italia, ma che ha valore perchè lo stato la accetta per le tasse. Cioè se devi 10mila euro di tasse e lo stato ti paga con 10mila “nuove lire” queste hanno valore di 10mila, perchè se il loro valore scendesse a 80mila qualcuno che deve pagare le tasse te le compra subito e le usa per saldare 10mila lire di tasse che gli costano 2mila euro di meno che non usare euro. Con questa moneta lo stato può finanziare un deficit pubblico infischiandosene dei mercati
5) vietare che i titoli di stato li comprano investitori esteri, in modo che solo gli italiani ne possano comprare e però vincolarli alle tasse, in modo che siano come della moneta quando uno deve pagare le tasse…
ecc….In sostanza uno stato sovrano può fare quello che vuole con il sistema monetario e il suo debito, per il semplice motivo che nell’economia moderna la moneta la crea lui ed emette sia bonds che moneta allo stesso modo e con le stesse garanzie (che dietro ci sono le tasse)
GZ
Fonte: www.cobraf.com
Link: http://www.cobraf.com/forum/coolpost.php?topic_id=4831&reply_id=123469481
2.05.2012
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ANCHE TU SEI UN DUPE? – La fabbrica degli imbecilli

La fabbrica degli imbecilli
Una delle definizioni del termine della lingua italiana imbecille viene normalmente usata come insulto, dicasi di persona ritenuta poco intelligente, o che fa cose stupide.
Quella a cui mi riferisco è in realtà un tentativo di tradurre una definizione particolare del termine della lingua inglese “dupe” difficilmente riscontrabile nei dizionari, che oltre a significare babbeo, gonzo, sempliciotto, stupido e appunto imbecille, ha un preciso significato che nientemeno è un prerequisito per la costituzione di un nuovo ordine mondiale, con tanto di cultura globale piatta piatta, livellata, unificata.
Il Dupe
La definizione è spesso omessa nei dizionari, ma molto frequentemente usata colloquialmente, e mai in comunicati scritti, negli ambienti delle PR, del Marketing e della Propaganda. E’ un termine per gli addetti ai lavori nato prima negli Stati Uniti e poi diffuso a livello internazionale a seguito della globalizzazione in atto sul pianeta.
Dupe:
Un individuo che stato fatto diventare fautore di insiemi di concetti prefabbricati, consapevolmente quando il dupe agisce per vantaggio personale, oppure senza che ne sia consapevole, acquisendo la sua fiducia cieca e approvazione incondizionata con artifici e menzogne credibili o spin*, o con l’aiuto di prove indotte, generalmente false o per lo meno ambigue e contorte.
*Spin:
una particolare interpretazione di fatti o eventi, non necessariamente veritiera (come quelle usate dai politici per influenzare “l’opinione pubblica”)
Spin doctor:
una persona delle pubbliche relazioni che cerca di contrastare pubblicità sfavorevole fornendo una interpretazione favorevole di parole o azioni di una società, di un politico o di una persona famosa. Gli argomenti promossi a difesa possono essere anche completamente falsi.
Il dupe è uno strumento necessario per la diffusione di una linea ideologica, di mercato o politica, oltre che per creare un pubblico favorevole per il raggiungimento di fini specifici.
Il dupe o imbecille, nel gergo di quegli ambienti, è un ruolo, una parte in cui vengono fatte entrare delle persone adattabili, in maniera consapevole o meno, al fine di promuovere prodotti, servizi, stili di vita, culture sintetiche per creare una società sintetica costituita da individui con una personalità altrettanto sintetica.
Abbiamo a che fare con due tipi di dupe.
Uno è il dupe consapevole, ovvero la persona che sa che gli stanno raccontando una storia e che può trarre del profitto diffondendola al vasto pubblico.
L’altro è il dupe inconsapevole, quello più genuino, perché non c’è nessuna predeterminazione nel suo operato, ma crede veramente alla storia che gli raccontano e con ingenuità infantile cerca di trasmetterla ad altri con la passione di chi ha un proprio credo per cui fare proseliti e da difendere strenuamente.
Questo tipo di dupe è quello preferito dai padroni del mondo perché non costa assolutamente nulla e la sua opera non termina mai, a meno che la sua mente non venga prima liberata dalle false credenze indotte. Diversamente il dupe genuino nemmeno si porrà la domanda se quello che sostiene con fervente ardore sia vero o falso. Non è un infiltrato, ma dati disinformanti agiscono da infiltrati nella sua mente.
L’altro dupe invece è costoso, in quanto è specializzato, ha anche qualcosa della talpa, dell’infiltrato, sa cosa deve dire e fare, e cosa non dire e non fare, ma è altrettanto necessario soprattutto nelle emergenze, quando c’è da rafforzare una tesi che sta traballando a causa di verità o consapevolezze emergenti che potrebbero ledere interessi che si stanno proteggendo.
Per esempio, diventa sempre più noto che una dieta a base principalmente di frutta e verdura, come la dieta senza muco, con esclusione di prodotti animali, migliora la salute. Il consumo di tali prodotti diminuisce e questo compromette il mercato, sempre per esempio, dei prodotti caseari.
Qualcuno dello staff di un fantomatico ufficio che si occupa di osservare le statistiche dei consumi avverte l’ufficio marketing dell’industria interessata che le statistiche dei latticini sono in crescente calo da tre settimane. Lo staff dell’ufficio del marketing avverte l’ufficio del PR e lo informa della situazione. L’omino delle PR chiama il dirigente dell’agenzia che ha la concessione per la pubblicità sui media, lo informa del problema e gli dice, telefonicamente: “Activate a dupe!” o se la situazione è davvero critica: “Activate all the dupes”.
Nel primo caso, che potrebbe essere tradotto in questo modo:”Metti in moto un imbecille”, in italiano non suona molto bene, ma nell’ambiente della propaganda è quasi un termine tecnico, l’agenzia di pubblicità contatta la redazione di una TV, prenota uno spazio per inserire qualcosa tipo la “Risposta dell’esperto” per mettere in onda lo spin* appropriato. Il responsabile della rubrica “Salute&Benessere” chiama un’ipotetica associazione dei dietologi o dietisti (qual’è poi la differenza?) chiedendo di mandare un esperto ( il termine dupe scompare a un certo punto della linea) che possa confutare teorie strambe in circolazione, che stanno disturbando il corretto andamento del mercato. Al prescelto, il dupe di turno, vengono forniti tutti i dati e quando si presenta in televisione alla domanda “Cosa pensa della dieta senza muco?”, risponderà, creando allarmismo, che una dieta principalmente a base di frutta contiene fruttosio in eccesso e questo può portare all’insorgenza del diabete e in più, senza un adeguato consumo di latticini, in breve tempo la carenza di calcio che si produrrebbe escludendo i prodotti caseari dalla proria dieta alimentare farebbe insorgere l’osteoporosi.
Suona molto bene vero? E fa senso a leggerlo e ancor di più a sentirlo uscire dalla bocca di un Dott. Prof. Ecc. in camice bianco. Ed è assolutamente falso, anche se sono sicuro che uno scienziato sarebbe capace di fare venire il diabete a un ratto nutrendolo con fruttosio sintetico per via endovenosa per un mese e dire al cliente: ”Ecco il risultato che mi ha chiesto di produrre: ”Troppo fruttosio fa venire il diabete”. E qualcosa di simile l’hanno pure fatto.
Il comunicato può anche variare, dipende da chi paga, l’industria latteo casearia, piuttosto che quella della carne o della pasta, ma lo scopo è fornire, a seguito di ogni contestazione dei loro prodotti, prove contrarie provenienti da ricerche pilotate ad hoc.
Una volta sentito il comunicato dalla TV, il dupe genuino, spontaneo, sicuro che tutto ciò che esce dalla bocca di un’Autorità o Esperto sia la sacrosanta verità, andrà in giro per tutto il web scrivendo su blogs e forums o rovinerà la pausa caffè ai colleghi informandoli con entusiasmo di non mangiare assolutamente frutta perché troppo fruttosio fa venire il diabete e di mangiare anche il gorgonzola a colazione assieme alla brioche e il cappuccino altrimenti ti viene l’osteoporosi, lo ha detto ieri sera la televisione!
In una situazione considerata più grave potrebbero venire attivati dupes su più fronti per rafforzare la tesi contraria a quella sostenuta da terzi, e nella condizione attuale in cui si trova la società vince la tesi o parte che ha più fonti da fornire. Che poi dicano cose assolutamente false è completamente irrilevante, quello che conta è l’impatto numerico.
Ci sono anche dei dupes eccellenti, a capo di associazioni note per essere fonti di disinformazione che diventano essi stessi vittime delle bugie che diffondono, come il presidente dell’AMA (American Medical Association), Ron Davis a cui è stato diagnosticato il cancro al pancreas e, coerentemente con la linea promossa dall’associazione di cui è presidente, si sottoporrà alla chemioterapia, negando a se stesso ogni ulteriore possibilità di salvezza. Questo è il comunicato ufficiale diffuso dall’AMA:
(La pagina è stata rimossa, ma a suo tempo, conoscendo i tipi, ho salvato uno screenshot)
AMA president Ron Davis MD diagnosed with serious form of cancer

Purtroppo al momento di questa revisione dell’articolo è ormai deceduto dopo essere stato sottoposto al martirio della chemioterapia.
Potere e profitto in una civiltà sintetica
Ci si potrebbe domandare perché esistano persone impegnate nell’ingannare i loro simili fino a questo punto. (In effetti non li considerano loro simili, considerando se stessi un’élite). La ragione ha a che fare con il controllo deviato per il profitto indiscriminato.
I dupes sono lo strumento dei signori del mondo per controllare la popolazione mondiale. E’ un controllo aberrato che viene perpetrato con l’ausilio della menzogna. Riempire la mente di dati falsi rende le persone incapaci di valutare. Ogni cosa che ascolti o leggi nei vari media viene riportata in modo falso, non obbiettivo.
Miriadi di teorie scientifiche sono false o inconcludenti. La scienza medica eccelle in questo, la scienza dell’alimentazione, ammesso che esista una tale scienza, arriva seconda.
La pubblicità è assolutamente menzognera e per quanto possa essere irrilevante quando dice che un detersivo lava più bianco di un altro, quando invece afferma che un prodotto alimentare lavorato industrialmente, biologicamente morto o morente, con conservanti e altri additivi aggiunti, protegge il sistema immunitario, inganna illudendo le persone riguardo alla loro salute.
Tutta questa civiltà è falsa, non c’è un settore libero dalla menzogna, se non piccole nicchie ignorate dai media o persino oscurate, ogni cosa è stata alterata per farla diventare un mondo di favole in cui individui privi di certezze reali vivono una vita falsa.
Quando un essere è consapevole della propria essenza spirituale vede le cose e il mondo come sono veramente ed è impossibile ingannarlo, ed è questa la ragione per cui i signori del mondo intendono ridurlo al pari di uno zombie
Il modo di farlo è quello di privare gli individui dei principi etici e della consapevolezza della loro vera essenza spirituale sostituendoli gradualmente con i principi del più solido materialismo.
Le notizie, anzi le cattive notizie, diffuse dai telegiornali vengono messe in onda solo per instaurare una stato di malessere nella società, il dovere di cronaca è in realtà un servizio a pagamento e che è suscettibile agli interessi in gioco.
Per esempio si parla pochissimo della violazione dei diritti umani da parte del governo cinese, per timore dei politici di irritarlo e che senza la Cina non potremo più trovare nemmeno un cacciavite in ferramenta. Viene invece steso il tappeto rosso alle Olimpiadi. Gli interessi coinvolti nelle Olimpiadi, rendono molto più redditizio parlarne. I diritti umani non pagano ed è politicamente corretto farne solo qualche piccolo accenno scaglionato nel tempo, per dire all’occorrenza: “Ne abbiamo sempre parlato, il governo ci tiene particolarmente al rispetto dei diritti umani”.
Le varie rubriche scientifiche servono per iniettare continuamente nella società il siero della disinformazione, proponendo cure farmacologiche per malattie che sono il risultato di stili di vita proposti dagli stessi media. Sono molto ben studiati questi programmi perché le affermazioni degli “esperti” sembrano avere molto buon senso. Alla domanda che viene fatta dal conduttore seguendo un copione già scritto, tipo: ”Lei cosa consiglierebbe per combattere questa malattia?”, l’esperto, seguendo anch’egli fedelmente il suo copione che ormai conosce a memoria, risponde: ”Innanzitutto consigliamo una dieta alimentare sana, esercizio fisico, e uno stile di vita sereno che riduca lo stress. Tuttavia se nonostante questo la malattia persistesse, è assolutamente necessario il ricorso alla cura farmacologica o all’intervento chirurgico.” A volte sia il conduttore che l’esperto sanno che le diete proposte dalla medicina ortodossa non omettono quei cibi che producono la malattia, che i pazienti faranno esercizio per una settimana e poi ripiomberanno sul divano davanti alla TV, e che uno stile di vita che non produca stress difficilmente verrà adottato, e avranno ottenuto l’obbiettivo del loro sponsor. E avranno anche fatto con chi li ascolta la bella figura di non aver sbattuto subito in faccia il flacone delle medicine o la prospettiva del letto operatorio.
I vari programmi che forniscono risposte date da psicologi e psichiatri ai problemi dell’essere umano servono a fornire cure psichiatriche (una cura psichiatrica non significa altro che prescrizione di psicofarmaci) che affondano ancora di più chi vi si sottopone e a trasformare ogni forma di aberrazione in diversità, quindi non più da risolvere ma da considerare come parte del comportamento socialmente accettabile, con conseguente deterioramento sociale.
I programmi demenziali servono a far ridere il pubblico portandolo a un livello culturale così basso mai raggiunto fino ad ora e a distrarre l’attenzione necessaria per risolvere i problemi che inevitabilmente, in questa era, affliggono ogni essere umano, problemi derivanti da stili di vita deleteri creati ad hoc dai signori del mondo.
La pubblicità promuove prodotti industrialmente lavorati dannosi per la salute anche secondo la medicina ufficiale, spacciandoli addirittura per salutari. Le autorità sanitarie approvano la messa in commercio di tali prodotti e poi rimproverano le mamme perché danno le merendine confezionate ai bambini, le stesse da loro precedentemente approvate.
Le manifestazioni sponsorizzate dalle multinazionali della birra hanno lo scopo di convertire e consolidare gli adolescenti all’alcolismo.
I programmi per bambini servono per promuovere prodotti confezionati che sono un insulto alla loro salute, associati a giochini inseriti nelle confezioni, per far sì che poi facciano pressione sui loro genitori perché li acquistino.
Alcuni direttori dei telegiornali, dupes consapevoli, ma spesso anche inconsapevoli perché essi stessi non riescono a sottrarsi agli effetti della disinformazione da loro promossa, hanno la loro scaletta di comunicati degli inserzionisti mascherati fra le notizie, sotto forma di consigli, come quelli di vaccinarsi per l’influenza, di proteggersi dal sole con creme e occhiali che filtrano i raggi UVA, di bere latte come fonte di calcio, ecc.
Il mondo della politica, e questo riguarda i governi di tutti i paesi del mondo, non è certo carente di dupes, sono quei politici lobbisti che promuovono leggi favorevoli ai bisogni delle multinazionali che probabilmente li hanno messi lì finanziando la loro campagna elettorale, o li hanno agganciati dopo la loro elezione. La presentazione di leggi e la loro approvazione, per la prescrizione di metilfenidato ai bambini, commercializzato come Ritalin, per il trattamento di una malattia inventata come l’ADHD, non può che essere fatta da quei ministri, dupes eccellenti che favoriscono le case farmaceutiche.
Quei medici che hanno promosso farmaci di una specifica marca dietro compenso, a volte mascherato sotto forma di regali da parte delle case farmaceutiche come computer, televisori al plasma, soggiorni in paesi esotici, ecc, come riportato dalla stampa in diverse occasioni, sono dupes di quelle multinazionali.
La lista potrebbe essere molto lunga, dovrei scrivere un libro per elencare tutte le menzogne note, mancherebbero comunque quelle ancora non scoperte, è solo uno spunto per invitarti a ricercarne tu stesso.
I dupes del mondo spirituale
L’uomo è composto, per così dire, di spirito mente e corpo, e lo spirito è l’elemento fondamentale.
Quando si è consapevoli, dicendo “IO” ci si riferisce allo spirito, perché si è lo spirito, non si ha uno spirito, quando si è identificati nel corpo si pensa di esserlo e ci si riferisce allo spirito come al mio spirito o alla mia anima, ed è un errore in quanto, rimarcando, non si ha uno spirito, ma lo si è.
La globalizzazione, che in se non sarebbe una cosa negativa, se non fosse che è appannaggio arrogato di un sistema economico senza scrupoli, ha assorbito anche la New Age. Per New Age s’intendono stili di vita, filosofie, religioni, terapie ecc. di un mondo nuovo, spiritualmente evoluto, oltre a un settore di mercato che ha a che fare con la vendita di beni e servizi “alternativi” connessi alla visione magica ed olistica del mondo. Questo sarebbe un reale progresso, in quanto mettere a disposizione servizi e beni intesi al miglioramento dell’essere umano dal punto di vista olistico è solo desiderabile. Ma…
Il mondo economico invece di combattere i movimenti che possono creargli fastidi, semplicemente li ingloba nel suo sistema traendone anche del profitto. Negli anni sessanta, sorse il movimento hippy, e gli appartenenti abbandonarono anche il vestire convenzionale, e iniziarono a indossare abiti coloriti e apparentemente stonati rispetto alla moda in voga in quel momento. Dopo che furono distrutti dalla Cia, con l’ausilio anche della psichiatria, che finanziò la diffusione del concetto dell’amore libero e del LSD, il loro modo di vestire fu assorbito dal sistema economico che diede vita a una moda, e non fu più possibile distinguere un hippy da un comune cittadino attratto da quella moda.
In questo periodo pieno di incertezze c’è un fenomeno che sta esplodendo, e il libro “The secret” di Rhonda Byrne è uno dei tanti esempi che potrei fare. In esso si parla della legge dell’attrazione, una delle capacità dell’essere spirituale, e il successo editoriale di questo libro dipende dal fatto che questa legge viene proposta per l’acquisizione di benessere materiale, ricchezza e potere. Leggilo o rileggilo tenendo presente quanto ho appena scritto e vedrai che, spogliato di tutto il contorno, il diventare ricchi è il fine proposto, anche se rivolto allo spirito, ma lo allontana dai suoi orizzonti e scopi primari, la consapevolezza del vero sé.
Non c’è niente di male nel diventare ricchi, e gli spiriti elevati attirano incidentalmente prosperità e ogni cosa di cui abbiano bisogno, ma è diverso dal farne il proprio scopo.
Molti hanno acquistato quel libro, io di libri ho la fortuna di riceverne in omaggio, ma non sono diventati né ricchi né potenti, e allora sono venuti alla ribalta una miriade di guru, che promettono di insegnare come usare la legge dell’attrazione, e spiegano che chi non ha successo è perché non ha “the secret of the secret”, the secret non basta e loro possono rivelarlo in sedute di gruppo o individuali.
Su quest’onda sono sorti facilitatori, maestri di vita, coach, angeli custodi, guide spirituali, ipnotizzatori e tutti promettono di fare diventare ricchi dopo un paio di seminari.
Sono i dupes della New Age.
Si potrebbe parlare a lungo anche del channeling e spiriti reincarnati che dichiarano di essere venuti sulla terra per aiutarci per ordine di entità divine, ma quanto detto è già sufficiente, quello che si vuole far notare è che il mondo economico sta inquinando anche il mondo spirituale solidificandolo, materializzandolo, rendendo più difficile il risveglio della coscienza e comprensione della nostra vera natura spirituale.
Questa globalizzazione del mondo spirituale è il fiore all’occhiello dei signori del mondo. Le persone che si liberassero dalle catene dell’usuale comune disinformazione dei media e cercassero un percorso spirituale che potrebbe renderle totalmente libere e consapevoli, se seguissero questi percorsi apparentemente spirituali incapperebbero in un’altra trappola del materialismo, seppure più raffinata.
Per creare il nuovo ordine mondiale è necessario togliere i punti di riferimento di un essere spirituale, e questi sono i suoi principi etici innati. Questi punti di riferimento sono necessari per trarre un giudizio corretto su cosa sia giusto o sbagliato. Una volta tolti di mezzo i principi etici, il risultato è un essere “rammollito” non più in grado di differenziare facilmente il vero dal falso e suscettibile ad ogni genere di spin.
Se poi gli togli anche i mezzi per risvegliare la sua coscienza, impedendogli di riacquistare la consapevolezza del vero sé, cioè di chi è veramente, condizione necessaria perché possa ritrovare nuovamente i suoi principi, l’intero processo diventa un gioco da bambini.
Quello che la globalizzazione del profitto indiscriminato sta cercando di implementare è una religione universale che assomiglia a un minestrone, anzi a un passato di verdura dove i singoli elementi non sono più riconoscibili e il gusto indefinito. Un insieme di pratiche, riti e culti che non portano da nessuna parte e chi si dedicasse ad esse verrebbe gratificato di una estatica confusione, rilassata inconsapevolezza e completa accettazione del nuovo ordine.
Se un Nuovo Ordine Mondiale, quello conosciuto come NWO, ci sarà, sarà in un mondo di dupes.
Meglio darsi da fare perché ciò non avvenga, altrimenti Matrix non sarà solo un film di fantascienza. Forse non è mai stato un film di fantascienza, ma un documentario.

“Ci sono campi, campi sterminati, dove gli esseri umani non nascono, vengono coltivati. A lungo non ho voluto crederci, poi ho visto quei campi con i miei occhi…”
Morpheus – Matrix
Se sei arrivato fino in fondo all’articolo, potresti essere un po’ abbacchiato. Il mio consiglio è di farti una bella risata e poi guardare le cose tenendo in mente quanto ho scritto. Divertiti a riconoscere le menzogne fra le notizie, nelle “risposte dell’esperto”, e a liberarti, se ancora non lo sei, dalla disinformazione dilagante.
E non dimenticare che un buon contributo te lo può dare il libro di Arnold Ehret, il “Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco“.
Links utili inerenti all’argomento:
Perchè la gente crede quasi a tutto
Il mondo delle Relazioni Pubbliche
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Medicinenon.it e Arnoldehret.it sono due siti di Luciano Gianazza.
Medicinenon.it è da molti anni un punto di riferimento per chi vuole liberarsi della disinformazione e poi acquisire la corretta conoscenza.
ArnoldEhret.it è il sito ufficiale degli insegnamenti di Arnold Ehret, raccolti nei suoi libri, fra i quali Il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco è un best seller internazionale. Arnold Ehret ha ritrovato il sentiero, di cui si era persa ogni traccia secoli fa, che porta all’alimentazione naturale dell’Uomo e alla salute perfetta in quanto ripristina la naturale capacità del corpo umano di disintossicarsi da tossine e veleni. In questo mondo avvelenato, il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco fornisce i fondamenti per un’alimentazione e stile di vita che sono essenziali per la buona riuscita dei vari protocolli di disintossicazione.
Tutti i libri originali di Arnold Ehret sono reperibili sul sito www.arnoldehret.it | Libri
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Psicofarmaci: un tredicenne su 4 li assume, spesso senza prescrizione / VIDEO: Come gli psicofarmaci possono uccidere il vostro bambino – Versione Integrale
Errore Fatale: Come gli psicofarmaci possono uccidere il vostro bambino – Versione Integrale
Caricato da Nilok1959 in data 24/giu/2011
Dai produttori dei premiati documentari “Macabri profitti: la storia mai raccontata degli psicofarmaci” e “Markeing della pazzia: ma siamo tutti matti?”, un lancinante nuovo documentario, che smaschera quanto devastanti – e fatali – per bambini e famiglie possano essere gli psicofarmaci.
Dietro alle macabre statistiche di decessi, suicidi, malformazioni di nascita e gravi reazioni avverse si trova il volto umano di questa epidemia globale: le storie personali di perdita e coraggio di coloro che pagarono il vero prezzo.
Gli psichiatri asseriscono che i loro psicofarmaci sono innocui per i bambini?
Una volta che avrete sentito cos’hanno invece da dire otto madri coraggiose, le loro famiglie, esperti del settore sanitario, consulenti farmaceutici e medici, vi rimarrà impressa una sola convinzione…
Quello degli psichiatri è uno spudorato ERRORE FATALE.
Sito web Comitato per i diritti umani:
http://it.cchr.org
DVD: http://www.libreriauniversitaria.it/errore-fatale-psicofarmaci-possono-uccide…
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Psicofarmaci: un tredicenne su 4 li assume, spesso senza prescrizione
Comunicato stampa del 27/04/2012
Tratto da www.giulemanidaibambini.org – 29 aprile 2012
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Studio dell’Università di Torino: psicofarmaci assunti dal 25% dei minori con amici e/o somministrati dai genitori senza alcuna prescrizione medica. Alberto Ugazio (SIP): “in assenza di patologia la terapia farmacologica non è assolutamente indicata”. Poma (Giù le Mani dai Bambini): “Appello al Ministro Balduzzi: allarme già rilanciato da noi nel 2009, ma l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e l’Agenzia del Farmaco (AIFA) continuano a sottostimare il problema”

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TORINO – Secondo i risultati di uno studio condotto dall’Università di Torino a cura della Dott. sa Roberta Siliquini – Professore Ordinario di Epidemiologia, Igiene Generale e Sanità Pubblica all’Università di Torino – un adolescente su quattro assume psicofarmaci a casa, su consiglio dei genitori, o fuori casa, in accordo con gli amici, quasi sempre senza prescrizione medica. Inizialmente, lo studio ha preso in esame una casistica di 600 soggetti, ma il progetto di ricerca prevede di arrivare a 2.000 casi esaminati entro la fine del corrente anno, alla ricerca di conferme per un trend che vari commentatori esperti definiscono “inquietante”.
Dopo la presentazione dei risultati preliminari della ricerca, il primo commento ufficiale è quello del Presidente della Società Italiana di Pediatria (SIP), il Dott. Alberto Ugazio, il quale ricorda che “l’automedicazione, o il fai da te, è quanto di meno auspicabile possa esserci per la salute dei nostri bambini. Inoltre, l’ansia è un sintomo che va valutato attentamente: se non indica una patologia, la terapia farmacologica non è assolutamente indicata”. Secondo la Prof. Siliquini, infatti, molte assunzioni improprie di psicofarmaci avvengono per scelta degli stessi genitori, che cercano in questo modo di “dare una risposta agli stati di disagio dei propri figli”.
“Un fenomeno inquietante, in continua crescita ovunque nel mondo, come anche nel nostro Paese – ha commentato Luca Poma, giornalista e Portavoce nazionale di “Giù le Mani dai Bambini”, il più rappresentativo comitato indipendente per la farmacovigilanza pediatrica in Italia (www.giulemanidaibambini.org) – che la nostra organizzazione aveva denunciato nel 2009, riprendendo i dati del ‘rapporto ESPAD’ che evidenziò già allora il 10% di minori che utilizzavano psicofarmaci con modalità “fai da te”.[1] I rischi sono molteplici – continua Poma – dagli effetti collaterali di queste molecole, che vanno dai problemi cardiaci anche gravi alla stimolazione di idee suicidarie, a seconda della classe farmacologica utilizzata, a quelli di carattere psicologico e pedagogico: stiamo permettendo la trasmissione ai nostri figli un modello sbagliato, ovvero che basta una pillola per risolvere qualsiasi problema. Tra l’altro questi prodotti – con buona pace delle norme stabilite dagli organismi sanitari di controllo – si reperiscono con estrema facilità su internet, pagando con un comune conto PayPal: sono perlomeno 7 anni che ci siamo messi a disposizione dell’Agenzia del Farmaco e dell’Istituto Superiore di Sanità una campagna seria di prevenzione su questo tema, che impegnerebbe ben poche risorse, ma il problema continua ad essere colpevolmente sottostimato. Ci appelliamo allora direttamente – conclude Poma – al Ministro della Salute Prof. Renato Balduzzi: non attendiamo che la situazione vada alla deriva, com’è già successo in USA e in altre nazioni, perché qui è in gioco il futuro delle nuove generazioni del nostro paese”.
Per media relation: 337/415305 – portavoce@giulemanidaibambini.org
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