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	<title>Solleviamoci's Weblog</title>
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	<description>LOTTE, PROTESTE MA SOPRATUTTO PROPOSTE.. PER CAMBIARE NOI STESSI E, DI CONSEGUENZA, IL MONDO</description>
	<pubDate>Sat, 17 May 2008 23:08:31 +0000</pubDate>
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	<language>it</language>
			<item>
		<title>Comunicato stampa sulla centrale a carbone</title>
		<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2008/05/18/comunicato-stampa-sulla-centrale-a-carbone/</link>
		<comments>http://solleviamoci.wordpress.com/2008/05/18/comunicato-stampa-sulla-centrale-a-carbone/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 17 May 2008 23:06:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>

		<category><![CDATA[diritti]]></category>

		<category><![CDATA[ecologia]]></category>

		<category><![CDATA[salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo dalla mailing list di no coke Tarquinia e pubblichiamo:


La presunta lungimiranza del Sindaco di Tarquinia in tema di Centrale a Carbone di Civitavecchia s&#8217;interromperà là dove incrocerà la volontà popolare.
Probabilmente dimentico, Lui, la sua amministrazione e la maggioranza che lo stampella, di governare la Città solo con uno scarto di cinquanta voti di differenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Riceviamo dalla mailing list di no coke Tarquinia e pubblichiamo:</p>
<p><img src="http://www.picassoinweb.com/nocoke/header.jpg" alt="" width="440" height="80" /></p>
<p><!--[if gte mso 9]&amp;gt;  Normal 0 14   &amp;lt;![endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">La presunta lungimiranza del Sindaco di Tarquinia in tema di Centrale a Carbone di Civitavecchia s&#8217;interromperà là dove incrocerà la volontà popolare.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Probabilmente dimentico, Lui, la sua amministrazione e la maggioranza che lo stampella, di governare la Città solo con uno scarto di cinquanta voti di differenza (pari agli abitanti di uno dei palazzi più piccoli che svettano nella zona Peep di Tarquinia), non si rende più conto, di là dei risultati elettorali delle recenti politiche, che i cittadini non lo vogliono più per la sua arroganza, per il modo di parlare (in una trasmissione come il Grande Fratello basta molto meno per essere sbattuti fuori dei giochi), per non essersi dimostrato “L’Amico in Comune” annunciato, nel calpestare e prendere per i fondelli la Democrazia solo per dimostrare di essere un Sindaco. Potere per il Potere?</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Ora, non pago, mette la ciliegina sulla torta. L’opposizione del Consiglio Comunale, unitamente ad un consigliere di maggioranza, interpretando la volontà popolare, alla vigilia di una manifestazione di protesta che vede trasversalmente unite decine e decine di Istituzioni, Associazioni e Movimenti di Opinione, compatte nel chiedere il non avviamento della centrale a Carbone di Civitavecchia ed urlando che nessuno accetti interventi compensativi di alcun genere, ha chiesto la convocazione urgente di un Consiglio Comunale Aperto per discutere il problema di fronte alla cittadinanza con diritto di parola.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Il Sindaco di Sinistra cosa fa? Deve essere sollecitato dal Prefetto di Viterbo, costatato il suo tergiversare, per convocare, nei termini di legge, quanto richiesto dalle opposizioni e, forse, per vendicarsi della tirata d’orecchie, convoca il massimo consesso cittadino (guarda caso non aperto al pubblico dibattito) il 19 di giugno, ad un mese circa di distanza posticipata da una manifestazione di protesta-rivendicativa che ormai si sarà svolta e, forse, alla vigilia dell’attivazione dell’impianto TVN di Civitavecchia. Faccia pure, il Sindaco di Tarquinia, i suoi calcoli personal-politici.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Ma quello che più ha scosso noi dell’opposizione ed anche i cittadini presenti all’ultimo Consiglio Comunale, è stato l’assordante silenzio, a testa bassa, dei Consiglieri Comunali, Medici dell’Ospedale di Tarquinia, (tre) di maggioranza, alle nostre constatazioni che, dopo più di cinquanta anni di emissioni delle centrali termoelettriche di Civitavecchia e Montalto di Castro, sul nostro territorio e più in generale nell’Alto Lazio, questa area dell’Italia Centrale, compresa Tarquinia, riscontra uno dei tassi nazionali più elevati di mortalità per tumori di varia natura.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Quale sarà il costo delle popolazioni negli anni a venire?<span> </span>Basteranno 21 milioni di Euro per progetti socio-culturali a lenire il dolore delle morti anticipate e politicamente incomprensibili?</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Non ci si potrà lamentare domani se poi i cittadini si sentano poco od affatto legati alle Istituzioni.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Noi siamo certi di partecipare, senza prendere fischi, alla manifestazione indetta dal Comitato dei Cittadini Liberi del 24 maggio.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Questa brutta storia della Centrale a Carbone di Civitavecchia vede precise responsabilità dei passati Governi Berlusconi e Prodi. Oggi abbiamo pubblicamente affermato che prima dei Governi si impone la salute dei Cittadini. Come in passato, localmente, ci stiamo adoperando politicamente, anche contro noi stessi. Al Sindaco di Tarquinia, Mauro Mazzola, oggi tutto gli dovrebbe rimanere più facile rispetto a noi.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Ma lui è lungimirante e dall’alto della collina tutto è più chiaro nel prevedere il futuro. E’ stato lui stesso, però, ad affermare pubblicamente, nel corso di un Consiglio Comunale, per metterla in tasca al Sindaco Moscherini, di voler andare ad occupare per protesta il Comune di Civitavecchia. Abbiamo in proposito proposto di mettere a votazione un ordine del giorno in tal senso dichiarando la nostra disponibilità a seguirlo, ma, Lui, non ha poi acconsentito.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">A Tarquinia, nel passato, ci sono stati Sindaci di Sinistra e Destra che contro l’assalto al territorio da parte dell’Enel non hanno mai ceduto (vedi Centrale Nucleare). Siamo rimasti poveri e li ringraziamo.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Decida Mauro Mazzola cosa vuole fare di se stesso e del suo popolo che ignora. Noi non abbiamo dubbi: staremo accanto ai cittadini e combatteremo anche contro i mulini a vento!</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">P.S. – Che il Vice Sindaco di Tarquinia Serafini a spese dell’Enel sia andato a guardare come funzionano le centrali a carbone in Germania piuttosto che quelle Italiane, per noi, rimane un suo problema personale e non certo della collettività tarquiniese. Forse, Lui, è cittadino Tedesco?<span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <strong>STEFANO ZACCHINI</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong>Responsabile FORZA ITALIA GIOVANI</strong><span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">&#8230;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Questa invece è un&#8217;intervista al professor Rubbia. Non proprio di giornata, ma sempre valida&#8230;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><img src="http://www.rainews24.it/ran24/immagini/rubbia.jpg" alt="" width="150" height="180" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<h2>Sì al nucleare innovativo con piccole centrali senza uranio<br />
Ma non esiste un nucleare sicuro o a bassa produzione di scorie<!-- fine OCCHIELLO --></h2>
<h1><!-- inizio TITOLO --><strong>Rubbia: &#8220;Né petrolio né carbone<br />
soltanto il sole può darci energia&#8221;</strong><!-- fine TITOLO --></h1>
<h3><!-- inizio SOMMARIO --><!-- inizio FIRMA --><span class="txt12"><em>di GIOVANNI VALENTINI</em></span></h3>
<p><strong>GINEVRA</strong> - Petrolio alle stelle? Voglia di nucleare? Ritorno al carbone? Fonti rinnovabili? Andiamo a lezione di Energia da un docente d&#8217;eccezione come Carlo Rubbia, premio Nobel per la Fisica: a Ginevra, dove ha sede il Cern, l&#8217;Organizzazione europea per la ricerca nucleare. Qui, a cavallo della frontiera franco-svizzera, nel più grande laboratorio del mondo, il professore s&#8217;è ritirato a studiare e lavorare, dopo l&#8217;indegna estromissione dalla presidenza dell&#8217;Enea, il nostro ente nazionale per l&#8217;energia avviluppato dalle pastoie della burocrazia e della politica romana.</p>
<p>Da qualche mese, Rubbia è stato nominato presidente di una task-force per la promozione e la diffusione delle nuove fonti rinnovabili, &#8220;con particolare riferimento - come si legge nel decreto del ministro dell&#8217;Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio - al solare termodinamico a concentrazione&#8221;. Un progetto affascinante, a cui il premio Nobel si è dedicato intensamente in questi ultimi anni, che si richiama agli specchi ustori di Archimede per catturare l&#8217;energia infinita del sole, come lo specchio concavo usato tuttora per accendere la fiaccola olimpica. E proprio mentre parliamo, arriva da Roma la notizia che il governo uscente, su iniziativa dello stesso ministro dell&#8217;Ambiente e d&#8217;intesa con quello dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, ha approvato in extremis un piano nazionale per avviare anche in Italia questa rivoluzione energetica.</p>
<p>Prima di rispondere alle domande dell&#8217;intervistatore, da buon maestro Rubbia inizia la sua lezione con un prologo introduttivo. E mette subito le carte in tavola, con tanto di dati, grafici e tabelle.</p>
<p>Il primo documento che il professore squaderna preoccupato sul tavolo è un rapporto dell&#8217;Energy Watch Group, istituito da un gruppo di parlamentari tedeschi con la partecipazione di scienziati ed economisti, come osservatori indipendenti. Contiene un confronto impietoso con le previsioni elaborate finora dagli esperti della IEA, l&#8217;Agenzia internazionale per l&#8217;energia. Un &#8220;outlook&#8221;, come si dice in gergo, sull&#8217;andamento del prezzo del petrolio e sulla produzione di energia a livello mondiale. Balzano agli occhi i clamorosi scostamenti tra ciò che era stato previsto e la realtà.</p>
<p>Dalla fine degli anni Novanta a oggi, la forbice tra l&#8217;outlook della IEA e l&#8217;effettiva dinamica del prezzo del petrolio è andata sempre più allargandosi, nonostante tutte le correzioni apportate dall&#8217;Agenzia nel corso del tempo. In pratica, dal 2000 in poi, l&#8217;oro nero s&#8217;è impennato fino a sfondare la quota di cento dollari al barile, mentre sulla carta le previsioni al 2030 continuavano imperterrite a salire progressivamente di circa dieci dollari di anno in anno. &#8220;Il messaggio dell&#8217;Agenzia - si legge a pagina 71 del rapporto tedesco - lancia un falso segnale agli uomini politici, all&#8217;industria e ai consumatori, senza dimenticare i mass media&#8221;.</p>
<p>Analogo discorso per la produzione mondiale di petrolio. Mentre la IEA prevede che questa possa continuare a crescere da qui al 2025, lo scenario dell&#8217;Energy Watch Group annuncia invece un calo in tutte le aree del pianeta: in totale, 40 milioni di barili contro i 120 pronosticati dall&#8217;Agenzia. E anche qui, &#8220;i risultati per lo scenario peggiore - scrivono i tedeschi - sono molto vicini ai risultati dell&#8217;EWG: al momento, guardando allo sviluppo attuale, sembra che questi siano i più realistici&#8221;. C&#8217;è stata, insomma, una ingannevole sottovalutazione dell&#8217;andamento del prezzo e c&#8217;è una sopravvalutazione altrettanto insidiosa della capacità produttiva.</p>
<p>Passiamo all&#8217;uranio, il combustibile per l&#8217;energia nucleare. In un altro studio specifico elaborato dall&#8217;Energy Watch Group, si documenta che fino all&#8217;epoca della &#8220;guerra fredda&#8221; la domanda e la produzione sono salite in parallelo, per effetto delle riserve accumulate a scopi militari. Dal &#8216;90 in poi, invece, la domanda ha continuato a crescere mentre ora la produzione tende a calare per mancanza di materia prima. Anche in questo caso, come dimostra un grafico riassuntivo, le previsioni della IEA sulla produzione di energia nucleare si sono fortemente discostate dalla realtà.</p>
<p><strong>Che cosa significa tutto questo, professor Rubbia? Qual è, dunque, la sua visione sul futuro dell&#8217;energia?</strong><br />
&#8220;Significa che non solo il petrolio e gli altri combustibili fossili sono in via di esaurimento, ma anche l&#8217;uranio è destinato a scarseggiare entro 35-40 anni, come del resto anche l&#8217;oro, il platino o il rame. Non possiamo continuare perciò a elaborare piani energetici sulla base di previsioni sbagliate che rischiano di portarci fuori strada. Dobbiamo sviluppare la più importante fonte energetica che la natura mette da sempre a nostra disposizione, senza limiti, a costo zero: e cioè il sole che ogni giorno illumina e riscalda la terra&#8221;.<br />
<strong><br />
Eppure, dagli Stati Uniti all&#8217;Europa e ancora più nei Paesi emergenti, c&#8217;è una gran voglia di nucleare. Anzi, una corsa al nucleare. Secondo lei, sbagliano tutti?</strong><br />
&#8220;Sa quando è stato costruito l&#8217;ultimo reattore in America? Nel 1979, trent&#8217;anni fa! E sa quanto conta il nucleare nella produzione energetica francese? Circa il 20 per cento. Ma i costi altissimi dei loro 59 reattori sono stati sostenuti di fatto dal governo, dallo Stato, per mantenere l&#8217;arsenale atomico. Ricordiamoci che per costruire una centrale nucleare occorrono 8-10 anni di lavoro che la tecnologia proposta si basa su un combustibile, l&#8217;uranio appunto, di durata limitata. Poi resta, in tutto il mondo, il problema delle scorie&#8221;.<br />
<strong><br />
Ma non si parla ormai di &#8220;nucleare sicuro&#8221;? Quale è la sua opinione in proposito?</strong><br />
&#8220;Non esiste un nucleare sicuro. O a bassa produzione di scorie. Esiste un calcolo delle probabilità, per cui ogni cento anni un incidente nucleare è possibile: e questo evidentemente aumenta con il numero delle centrali. Si può parlare, semmai, di un nucleare innovativo&#8221;.</p>
<p><strong>In che cosa consiste?</strong><br />
&#8220;Nella possibilità di usare il torio, un elemento largamente disponibile in natura, per alimentare un amplificatore nucleare. Si tratta di un acceleratore, un reattore non critico, che non provoca cioè reazioni a catena. Non produce plutonio. E dal torio, le assicuro, non si tira fuori una bomba. In questo modo, si taglia definitivamente il cordone fra il nucleare militare e quello civile&#8221;.<br />
<strong><br />
Lei sarebbe in grado di progettare un impianto di questo tipo?</strong><br />
&#8220;E&#8217; già stato fatto e la tecnologia sperimentata con successo su piccola scala. Un prototipo da 500 milioni di euro servirebbe per bruciare le scorie nucleari ad alta attività del nostro Paese, producendo allo stesso tempo una discreta quantità di energia&#8221;.<br />
<strong><br />
Ora c&#8217;è anche il cosiddetto &#8220;carbone pulito&#8221;. La Gran Bretagna di Gordon Brown ha riaperto le sue miniere e negli Usa anche Hillary Clinton s&#8217;è detta favorevole&#8230;</strong><br />
&#8220;Questo mi ricorda la storia della botte piena e della moglie ubriaca. Il carbone è la fonte energetica più inquinante, più pericolosa per la salute dell&#8217;umanità. Ma non si risolve il problema nascondendo l&#8217;anidride carbonica sotto terra. In realtà nessuno dice quanto tempo debba restare, eppure la CO2 dura in media fino a 30 mila anni, contro i 22 mila del plutonio. No, il ritorno al carbone sarebbe drammatico, disastroso&#8221;.<br />
<strong><br />
E allora, professor Rubbia, escluso il petrolio, escluso l&#8217;uranio ed escluso il carbone, quale può essere a suo avviso l&#8217;alternativa?</strong><br />
&#8220;Guardi questa foto: è un impianto per la produzione di energia solare, costruito nel deserto del Nevada su progetto spagnolo. Costa 200 milioni di dollari, produce 64 megawatt e per realizzarlo occorrono solo 18 mesi. Con 20 impianti di questo genere, si produce un terzo dell&#8217;elettricità di una centrale nucleare da un gigawatt. E i costi, oggi ancora elevati, si potranno ridurre considerevolmente quando verranno costruiti in gran quantità&#8221;.<br />
<strong><br />
Ma noi, in Italia e in Europa, non abbiamo i deserti&#8230;</strong><br />
&#8220;E che vuol dire? Noi possiamo sviluppare la tecnologia e costruire impianti di questo genere nelle nostre regioni meridionali o magari in Africa, per trasportare poi l&#8217;energia nel nostro Paese. Anche gli antichi romani dicevano che l&#8217;uva arrivava da Cartagine. Basti pensare che un ipotetico quadrato di specchi, lungo 200 chilometri per ogni lato, potrebbe produrre tutta l&#8217;energia necessaria all&#8217;intero pianeta. E un&#8217;area di queste dimensioni equivale appena allo 0,1 per cento delle zone desertiche del cosiddetto sun-belt. Per rifornire di elettricità un terzo dell&#8217;Italia, un&#8217;area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma&#8221;.<br />
<strong><br />
Il sole, però, non c&#8217;è sempre e invece l&#8217;energia occorre di giorno e di notte, d&#8217;estate e d&#8217;inverno.</strong><br />
&#8220;D&#8217;accordo. E infatti, i nuovi impianti solari termodinamici a concentrazione catturano l&#8217;energia e la trattengono in speciali contenitori fino a quando serve. Poi, attraverso uno scambiatore di calore, si produce il vapore che muove le turbine. Né più né meno come una diga che, negli impianti idroelettrici, ferma l&#8217;acqua e al momento opportuno la rilascia per alimentare la corrente&#8221;.<br />
<strong><br />
Se è così semplice, perché allora non si fa?</strong><br />
&#8220;Il sole non è soggetto ai monopoli. E non paga la bolletta. Mi creda questa è una grande opportunità per il nostro Paese: se non lo faremo noi, molto presto lo faranno gli americani, com&#8217;è accaduto del resto per il computer vent&#8217;anni fa&#8221;.<br />
<!-- do nothing --><br />
(<em><!-- inizio DATA -->30 marzo 2008<!-- fine DATA --></em>)</p>
<p>fonte: <!--[if gte mso 9]&amp;gt;  Normal 0 14   &amp;lt;![endif]--> <span style="font-size:12pt;"><a href="http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/ambiente/energie-pulite/rubbia-solare/rubbia-solare.html?ref=search">repubblica.it</a></span></p>
<p><img src="http://www.theharperteam.com/wp-content/uploads/2007/10/use_solar_red.gif" alt="" width="400" height="486" /></p>
<p>fonte immagine: <span style="font-size:12pt;"><a href="http://www.theharperteam.com/">http://www.theharperteam.com</a></span></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/solleviamoci.wordpress.com/2656/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/solleviamoci.wordpress.com/2656/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/solleviamoci.wordpress.com/2656/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/solleviamoci.wordpress.com/2656/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/solleviamoci.wordpress.com/2656/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/solleviamoci.wordpress.com/2656/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/solleviamoci.wordpress.com/2656/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/solleviamoci.wordpress.com/2656/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/solleviamoci.wordpress.com/2656/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/solleviamoci.wordpress.com/2656/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/solleviamoci.wordpress.com/2656/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/solleviamoci.wordpress.com/2656/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=solleviamoci.wordpress.com&blog=2846293&post=2656&subd=solleviamoci&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Il “non soldato non violento” Dante</title>
		<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2008/05/17/il-%e2%80%9cnon-soldato-non-violento%e2%80%9d-dante/</link>
		<comments>http://solleviamoci.wordpress.com/2008/05/17/il-%e2%80%9cnon-soldato-non-violento%e2%80%9d-dante/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 17 May 2008 20:09:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

		<category><![CDATA[sentieri della memoria]]></category>

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		<description><![CDATA[di Stefano Padovese




Ciao a tutti.
Sono il fratello di Marina Padovese, Stefano.
Uno degli impegni morali, che mi sono stati chiesti da Marina, prima che se ne andasse, è stato di essere portatore della memoria storica. Di essere testimone della storia, anche se piccola, di quello che ci circonda e che ci piace e non ci piace.
Cerco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="font-size:medium;">di <span style="color:#ea0000;"><em><strong>Stefano Padovese</strong></em></span></span></p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="7" align="left" bgcolor="#cccccc">
<tbody>
<tr>
<td>
<p align="justify"><span style="font-size:medium;">Ciao a tutti.<br />
Sono il fratello di Marina Padovese, Stefano.<br />
Uno degli impegni morali, che mi sono stati chiesti da Marina, prima che se ne andasse, è stato di essere portatore della memoria storica. Di essere testimone della storia, anche se piccola, di quello che ci circonda e che ci piace e non ci piace.<br />
Cerco di assolvere il mio compito, raccontando una storiella di nostro nonno materno.<br />
Anarchico, vecchio anarchico, che forse ha impresso nella mente di Marina gli ideali che fortemente hanno caratterizzato tutto il suo impegno.<br />
Nella speranza di essere stato utile, vi abbraccio tutti quanti.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;"> Ciao,<br />
Stefano.</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p align="left">
<p align="left">
<div>
<table border="0" cellspacing="0" bgcolor="#cccccc">
<tbody>
<tr>
<td><img src="http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/335/img/pag31.jpg" alt="" width="240" height="320" /></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div><span class="Stile1">Il nonno Dante</span></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p align="left">
<table border="0" cellspacing="0" bgcolor="#cccccc">
<tbody>
<tr>
<td><img src="http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/335/img/pag31.jpg" alt="" width="240" height="320" /></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div><span class="Stile1">Il nonno Dante</span></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p align="left">.</p>
<p align="left"><span style="color:#ea0000;"><strong>Uno dei tanti ragazzi della fine dell’800, </strong></span>che pieni di speranze guardano il futuro, come solo nel passato si poteva e si riusciva a fare.<br />
Un paese in rovina, legiferato e governato da tirannie e da incapacità organizzata.<br />
Tanti ideali, buoni ideali, forti ideali che hanno caratterizzato e stimolato la già forte spinta modernista industriale, il colonialismo che mascherava gli ultimi rigurgiti di schiavismo occidentale.<br />
Le prime rivendicazioni di un popolo sodomizzato e schiacciato dalle casate reali, che sapientemente si spartivano il mondo.<br />
Sull’altro fronte, una nuova generazione veniva spinta verso un futuro ormai deciso per molti, un futuro di fatiche e di morte, la guerra mondiale.<br />
Molte altre guerre, avevano tempestato il primo mondo, il nostro mondo, ma questa era la prima guerra ad ampio raggio che coinvolgeva le maggiori potenze economiche e belliche mondiali.</p>
<p align="center"><img src="http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/335/img/nowar.gif" alt="" width="52" height="53" /></p>
<p>Un ragazzo, uno come tanti altri, Dante, aveva deciso di andare “controcorrente”.<br />
Ideali forti, lo avevano allontanato da casa, lontano dal suo despota casalingo.<br />
Già, i figli in quei tempi potevano e venivano considerati sangue del proprio sangue che potevano anche lavorare sin da bambini per aiutare a vivere.<br />
Lui aveva già deciso quale strada percorrere, una strada difficile, ma libera.<br />
Lui non voleva essere né vittima né carnefice, Lui aveva deciso che sarebbe stato libero nel pensiero e nel corpo.</p>
<p align="center"><img src="http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/335/img/nowar.gif" alt="" width="52" height="53" /></p>
<p>Scoppiò la guerra, una sporca guerra, combattuta e vissuta solo da chi non poteva decidere, ma decisa solo da chi vittima della propria codardia non poteva viverla.<br />
Che buffo!<br />
Uno dice, vai là e muori per me!</p>
<p align="center"><img src="http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/335/img/nowar.gif" alt="" width="52" height="53" /></p>
<p>Lui aveva deciso di declinare questo invito e fuggì all’estero.<br />
Aveva ancora la fortuna di poter decidere, prima che fosse troppo tardi.<br />
Fuggì nella terra che ospitò molti esuli (volontari o meno) politici e perseguitati.<br />
Fuggì nella terra di Guglielmo Tell, ma arrivò nel mondo che seppe accogliere i veri socialisti, i veri idealisti del popolo e per il popolo.<br />
Il soldato Dante era già uno di loro prima di incontrarli e prima di poter cogliere il testimone ideale da loro. Era come se le idee che loro esprimevano erano già in lui prima che venissero formulate, dimostrate e diffuse. Una su tutte, la solidarietà.</p>
<p align="center"><img src="http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/335/img/nowar.gif" alt="" width="52" height="53" /></p>
<p>Fuggì con la peggiore e infamante delle accuse, diserzione.<br />
La diserzione è un reato del codice militare, che in tempo di pace viene punito con l’ergastolo, nel periodo di guerra è punito invece con la pena capitale.<br />
Le motivazioni per chi lo attua devono essere necessariamente forti, quanto il disagio dei poteri militari per attuare tali sanzioni.<br />
Del resto la severità di tali rappresaglie verso i propri figli, la patria italica ha costituito un corpo speciale specifico per queste evenienze con lo scopo di fucilare anche alle spalle chi commette queste mancanze. Fu costituito così il corpo dei Carabinieri.</p>
<p align="center"><img src="http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/335/img/nowar.gif" alt="" width="52" height="53" /></p>
<p>Dante sapeva tutto ciò, per questo fuggì.<br />
Si costruì e si determinò nelle idee che già condizionavano il suo cuore, a lato dei personaggi che hanno lasciato il segno storico e politico nel primo novecento.</p>
<p align="center"><img src="http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/335/img/nowar.gif" alt="" width="52" height="53" /></p>
<p>Forse il sentimento, forse la nostalgia o forse semplicemente la necessità lo riportarono in Italia non senza conseguenze.<br />
Disertore fu l’accusa che lo accompagnò nelle galere militari di Gaeta.<br />
Molte leggende circolano sulle prigioni di Gaeta ma la scenografia è sempre la stessa; un posto disumano da sempre, forse la struttura non è nemmeno stata concepita e costruita da nessun umano, forse dal demone stesso.</p>
<p align="center"><img src="http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/335/img/nowar.gif" alt="" width="52" height="53" /></p>
<p>Topi, scarafaggi, buio, isolamento, pane e acqua, dovrebbero bastare per poter avere una vaga idea di cosa un uomo si trova a vivere e a pensare se tale si può ancora definire.<br />
Molte leggende ancora si raccontano di questa struttura, ma difficile è poter immaginare cosa può vivere un uomo in periodo di guerra nel primo novecento.<br />
Un uomo che per l’infamia ricevuta, culturalmente, uomo non era più considerato.</p>
<p align="center"><img src="http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/335/img/nowar.gif" alt="" width="52" height="53" /></p>
<p>Dante si era rifiutato di aderire alla logica della guerra, di poter correre il rischio di dover sparare anche solo un colpo di fucile, fosse anche per sbaglio.<br />
Ma anche per lui era troppo forte e umiliante.</p>
<p align="center"><img src="http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/335/img/nowar.gif" alt="" width="52" height="53" /></p>
<p>In realtà il vero neorealismo cinematografico, non vede come massima espressione nei film del primo dopoguerra, ma in realtà è stata definita dal non soldato non violento Dante.<br />
Il suo ordito pensiero era degno della fantasia e pragmatico pensiero tipico dell’ilarità italiana.<br />
Infatti, decise di aderire al pensiero bellico di quei tempi (per finta!), con l’unico scopo di poter andare al fronte, in prima linea.<br />
I soldati disertori redarguiti e pentiti, per dimostrare l’attaccamento alla regale causa, venivano inviati in prima linea di fronte all’acerrimo nemico.<br />
Così avvenne.</p>
<p align="center"><img src="http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/335/img/nowar.gif" alt="" width="52" height="53" /></p>
<p>Giunto in prima linea, il non soldato non violento Dante, poté mettere in atto il suo diabolico piano.<br />
Alla prima missione bellica, corse incontro al nemico, non per sferrare il suo poco credibile attacco, ma semplicemente per arrendersi. Così appena incontrato un uomo con la stessa divisa di militare, ma con un altro colore (De André), cioè il nemico, tentò di alzare le braccia al cielo in segno di resa.</p>
<p align="center"><img src="http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/335/img/nowar.gif" alt="" width="52" height="53" /></p>
<p>Quello era il machiavellico piano, meglio prigioniero del nemico che prigioniero dei propri fratelli. Almeno come prigioniero di guerra si può godere della Convenzione di Ginevra che tutela i prigionieri di guerra.<br />
Sempre meglio delle anguste patrie galere militari.</p>
<p align="center"><img src="http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/335/img/nowar.gif" alt="" width="52" height="53" /></p>
<p>Il fato ridicolo, si abbatté sul povero non soldato non violento Dante, lo stesso pensiero aveva spinto nelle prime linee il nemico incontrato. Unica differenza fu la velocità, non dello sparo del fucile di uno dei due, ma nell’alzare le mani. Il nemico fu molto più lesto e sconfisse gli intenti del povero reduce di Gaeta.</p>
<p align="center"><img src="http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/335/img/nowar.gif" alt="" width="52" height="53" /></p>
<p>Così il soldato “nemico” si arrese a Dante.<br />
Sbigottito, non poté fare altro, evitando di mettersi a litigare in mezzo al fuoco di fucile degli altri soldati, su chi fosse stato il primo ad alzare le mani, non poté che arrestare simpaticamente l’avversario non più di schieramento ma di intenti.</p>
<p align="center"><img src="http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/335/img/nowar.gif" alt="" width="52" height="53" /></p>
<p>Saldamente riprese in mano il fucile e sempre in maniera poco credibile, lo puntò contro al suo simile portandolo ai superiori.<br />
Avvenne l’impensabile, il non soldato non violento Dante fu premiato con il congedo indeterminato per l’alto gesto eroico militare compiuto, affinché fosse d’esempio per i cittadini.<br />
Fu quindi premiato con la medaglia di bronzo al valore militare.<br />
Certo, le circostanze non erano prevedibili, ma il risultato finale era quello di sottrarsi alle armi, tutti sorridevano quando sentivano la storia, ignari di tutta la vicenda i militari che portavano ad esempio le gesta di un militare che soldato non era e che “sconfisse” senza armi non un nemico, ma un sistema omicida di tanta gente innocente.</p>
<p align="center"><img src="http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/335/img/nowar.gif" alt="" width="52" height="53" /></p>
<p>Tutti abbiamo un destino anche contro la nostra volontà, questo del non soldato non violento Dante è una delle tante storie di cui molti possono raccontare.<br />
Io vi ho raccontato questa, perché sono orgoglioso di avere avuto come nonno il non soldato non violento Dante.</p>
</div>
<p style="text-align:left;"><img src="http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/335/img/quadrino.gif" alt="" width="10" height="10" /> <span style="color:#ea0000;"><strong><em>Stefano Padovese</em></strong></span></p>
<p style="text-align:left;">..</p>
<p style="text-align:left;">fonte:<a href="http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/index.htm">http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/index.htm</a></p>
<p style="text-align:left;">&#8230;</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/248/img/padovese.gif" alt="" width="300" height="288" /></p>
<p style="text-align:left;"><span style="font-size:medium;">Il 1° settembre 1998 è morta a Lugano                        Marina Padovese, 40 anni, anarchica e femminista.</span></p>
<p align="center"><span style="color:#ea0000;font-size:x-small;"><strong>“Mi                            si ricordi<br />
come donna libera,<br />
anarchica, femminista,<br />
antimilitarista.<br />
Ho fortemente voluto<br />
una società di libere e di uguali,<br />
di pace, di giustizia<br />
e di solidarietà.<br />
Spero di averne lasciato traccia.”</strong></span></p>
<p align="center"><span style="color:#ea0000;font-size:x-small;"><span style="color:#666699;"><em><span style="font-size:xx-small;"><strong>dall’ultimo                            scritto di</strong></span></em></span><em><strong><br />
Marina                            Padovese</strong></em></span></p>
<p align="center">&#8230;</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/solleviamoci.wordpress.com/2655/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/solleviamoci.wordpress.com/2655/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/solleviamoci.wordpress.com/2655/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/solleviamoci.wordpress.com/2655/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/solleviamoci.wordpress.com/2655/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/solleviamoci.wordpress.com/2655/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/solleviamoci.wordpress.com/2655/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/solleviamoci.wordpress.com/2655/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/solleviamoci.wordpress.com/2655/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/solleviamoci.wordpress.com/2655/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/solleviamoci.wordpress.com/2655/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/solleviamoci.wordpress.com/2655/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=solleviamoci.wordpress.com&blog=2846293&post=2655&subd=solleviamoci&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Cina, nuovo sisma nel Sichuan. Argini a rischio, migliaia in fuga</title>
		<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2008/05/17/cina-nuovo-sisma-nel-sichuan-argini-a-rischio-migliaia-in-fuga/</link>
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		<pubDate>Sat, 17 May 2008 19:08:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>

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		<category><![CDATA[estero]]></category>

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		<description><![CDATA[
Torna a tremare la terra a cinque giorni dal catastrofico sisma. Scossa del 6,1 Richter
Gli argini di un bacino formatosi in seguito al terremoto ad un passo dal cedere
Miracolo nel villaggio di Taoguan: turista tedesco estratto vivo dalle macerie dopo 5 giorni
Soccorritori a lavoro a Beichuan
.

PECHINO  - Il terremoto è tornato a colpire Sichuan. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img src="http://cache.boston.com/resize/bonzai-fba/Globe_Photo/2008/05/14/1210741005_7614/539w.jpg" alt="" width="503" height="363" /></p>
<h1><span style="color:#ea0000;">Torna a tremare la terra a cinque giorni dal catastrofico sisma. Scossa del 6,1 Richter</span></h1>
<h1><span style="color:#ea0000;">Gli argini di un bacino formatosi in seguito al terremoto ad un passo dal cedere</span></h1>
<h3><span style="color:#666699;">Miracolo nel villaggio di Taoguan: turista tedesco estratto vivo dalle macerie dopo 5 giorni</span><!-- fine SOMMARIO --></h3>
<div class="fotosxb"><!-- inizio FOTO1 --><img src="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/esteri/cina-terremoto/salvato-tedesco/ansa_12961396_58150.jpg" alt="&lt;B&gt;Cina, nuovo sisma nel Sichuan&lt;br&gt;Argini a rischio, migliaia in fuga&lt;/B&gt;" width="230" /><!-- fine FOTO1 --><!-- inizio DIDA -->Soccorritori a lavoro a Beichuan</p>
<p>.</p>
</div>
<p><!-- inizio TESTO --><span style="color:#ea0000;"><strong>PECHINO  - Il terremoto è tornato a colpire Sichuan.</strong></span> Nella provincia cinese è stata avvertita una scossa di gradi 6,1 sulla scala Richter. Lo ha annunciato il servizio geologico americano (Usgs) secondo il quale l&#8217;epicentro del sisma è stato individuato a 80 km di profondità e a 80 km ad ovest della città di Guangyuan.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>Intanto sale il timore per il lago </strong></span>formatosi vicino a Beichuan: è a un passo dallo straripare e migliaia di persone sono in fuga. Stando all&#8217;ultimo bilancio ufficiale, le scosse hanno provocato finora 29 mila vittime, ma è solo una stima governativa. Le associazioni umanitarie parlano di 100 mila vittime.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>Attorno al bacino vicino a Beichuan,</strong></span> la situazione è precipitata e gli stessi soldati hanno cominciato ad abbandonare la città. Nel comunicare tra loro con la radio, l&#8217;ordine che si trasmettevano era perentorio: &#8220;Ritirata generale!&#8221; La situazione è resa ulteriormente drammatica dal fatto che nella cittadina vi sono ancora civili immobilizzati dalle gravi lesioni riportate durante la prima catastrofica scossa di cinque giorni fa. Un&#8217;emittente televisiva via cavo di Hong Kong ha nel frattempo reso noto che a Qingchuan, una novantina di chilometri più a nord-est, si sta provvedendo a far allontanare l&#8217;intera popolazione, complessivamente oltre un milione di persone.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>In una situazione tanto drammatica, </strong></span>va segnalata anche una notizia di segno opposto. A cinque giorni dal terremoto che lunedì scorso ha seminato morte e distruzione nella provincia cinese dello Sichuan, un turista tedesco è stato miracolosamente estratto vivo dalle macerie di una palazzina crollata a Taoguan. L&#8217;uomo era rimasto intrappolato per ben 114 ore: a trovarlo, secondo l&#8217;agenzia di stampa &#8216;Xinhua&#8217;, sono stati i genieri dell&#8217;Esercito impegnati nelle operazioni di soccorso. Il turista è stato trasportato in un centro medico e per il momento si ignorano le sue condizioni di salute.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>Salvo anche un francese, </strong></span>un insegnante di 38 anni che risiede nella medesima area e la cui odissea è stata meno penosa: è stato individuato in un campo per sfollati e sarà trasferito quanto prima a Chengdu, capoluogo provinciale. A Chengdu sono nel frattempo già stati condotti con un elicottero militare cinque studenti sud-coreani, soccorsi anch&#8217;essi nella contea di Wechuan.<br />
<!-- fine TESTO --><br />
<span style="color:#666699;"><strong><em>17 maggio 2008</em></strong></span></p>
<p>.</p>
<p>fonte:<a href="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/esteri/cina-terremoto/salvato-tedesco/salvato-tedesco.html">http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/esteri/cina-terremoto/salvato-tedesco/salvato-tedesco.html</a></p>
<p>&#8230;</p>
<p><img src="http://graphics8.nytimes.com/images/2008/05/13/world/13quake.xlarge1.jpg" alt="http://graphics8.nytimes.com/images/2008/05/13/world/13quake.xlarge1.jpg" width="507" height="304" /></p>
<p><img src="http://www.hindu.com/2008/05/14/images/2008051452402003.jpg" alt="http://www.hindu.com/2008/05/14/images/2008051452402003.jpg" /></p>
<p>&#8230;</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/solleviamoci.wordpress.com/2654/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/solleviamoci.wordpress.com/2654/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/solleviamoci.wordpress.com/2654/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/solleviamoci.wordpress.com/2654/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/solleviamoci.wordpress.com/2654/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/solleviamoci.wordpress.com/2654/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/solleviamoci.wordpress.com/2654/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/solleviamoci.wordpress.com/2654/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/solleviamoci.wordpress.com/2654/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/solleviamoci.wordpress.com/2654/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/solleviamoci.wordpress.com/2654/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/solleviamoci.wordpress.com/2654/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=solleviamoci.wordpress.com&blog=2846293&post=2654&subd=solleviamoci&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>I Valdesi dicono&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 17 May 2008 14:40:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[antimafia]]></category>

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		<description><![CDATA[ L’amica Doriana segnala alcune prese di posizione dei Valdesi… che personalmente stimo molto, pur non appartenendo alla loro confessione, per l’impegno e la coerenza che dimostrano. 
elena

   
 Da:  Newsletter Ecumenici
 
 
Ecumenici si rende conto della gravissima situazione creatasi in Italia da diversi anni sul fronte dell&#8217;informazione corrotta e corruttrice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><!--[if gte mso 9]&amp;gt;  Normal 0 14   &amp;lt;![endif]--> <span style="font-size:12pt;font-family:Verdana;">L’amica Doriana segnala alcune prese di posizione dei Valdesi… che personalmente stimo molto, pur non appartenendo alla loro confessione, per l’impegno e la coerenza che dimostrano. </span></p>
<p>elena</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://spazioinwind.libero.it/valdesi_ct/croce.jpg" alt="" width="250" height="323" /></p>
<p><span style="font-size:12pt;font-family:Verdana;"> <span> </span><span> </span><br />
<span> </span>Da: <span> </span>Newsletter Ecumenici<br />
<span> </span><br />
<span> </span><br />
Ecumenici si rende conto della gravissima situazione creatasi in Italia da diversi anni sul fronte dell&#8217;informazione corrotta e corruttrice delle coscienze ad opera di giornalisti senza scrupoli, al soldo del potere economico e politico; <strong><span style="color:red;">comprendiamo che l&#8217;attuale clima di caccia allo straniero sta assumendo toni e una violenza inaudita, legittimata dal comportamento anche di organi istituzionali e col beneplacito trasversale di gruppi parlamentari</span></strong>. <strong>Spesso perfino</strong> (ma non sempre, grazie a Dio!) <strong>da quella che viene chiamata &#8216;la chiesa&#8217;, che nella sua rincorsa per apparire sui media chiede sicurezza e ordine</strong> (le parole divenute ormai magiche nel linguaggio politichese italiano) <strong>ai suoi fedeli servi di partito</strong>. Al Governo e all&#8217;opposizione.<br />
Riteniamo di non segnalare appelli generici contro il razzismo (che pur circolano in rete) ma di invitare le nostre lettrici e i nostri<span> </span>lettori a scrivere direttamente alla stampa estera per segnalare l&#8217;attuale situazione.<br />
<strong><span style="color:red;">L&#8217;unica via d&#8217;uscita ci sembra individuarla infatti nella mobilitazione internazionale di denuncia dell&#8217;Italia.<br />
</span></strong>Prendete carta e penna e iniziate a scrivere a tutte le redazioni di Londra, Madrid, Parigi, Berlino, Mosca, Lisbona, Atene, Vienna, Oslo,&#8230;<br />
Scrivete ad amici e conoscenti ovunque. Scrivete lettere, messaggi, scambiatevi corrispondenza, &#8230; Coinvolgete anche gli organismi internazionali a Ginevra, quelli a livello CEE e/o ONU.<br />
Non abbiamo del resto altre strade per uscire dal vicolo cieco di un&#8217;informazione asservita al potere. Ci rimangono però l&#8217;inchiostro e le tastiere di una macchina da scrivere e quelle del tuo personal computer.<br />
Se desideri impegnarti per una civiltà fondata sulla convivenza pacifica fra gli esseri umani, sei uno di noi. Noi non ti chiederemo chi sei e in chi o in che cosa credi o non credi. Non lo abbiamo del resto mai fatto.<br />
Sei un uomo, sei una donna. Questa è la tua dignità. Questa è l’essenza di tutto.<br />
<span> </span><br />
Maurizio Benazzi</span></p>
<p>_________</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.cesnur.org/religioni_italia/p/1protest_01.jpg" alt="http://www.cesnur.org/religioni_italia/p/1protest_01.jpg" /></p>
<p><span> </span></p>
<p>Carissimi, vi trasmetto questo comunicato del CIEI (Comitato Insegnanti Evangelici Italiani),che dimostra il clima che stiamo vivendo in Italia.<br />
<span> </span><br />
Fraternamente, Franco Grassi<br />
<span> </span><br />
Modena, 13 maggio 2008<br />
<span> </span><br />
Distinto Assessore Dott.ssa Adriana Querzè,<br />
<span> </span><br />
siamo un&#8217;associazione di insegnanti evangelici (Comitato Insegnanti Evangelici Italiani) presenti anche nella provincia di Modena e desideriamo esprimere un parere in merito alla visita della statua della Madonna di Fatima nelle scuole modenesi.<br />
<span> </span><br />
<span> </span><br />
Vogliamo innanzitutto ringraziarLa per la decisione da Lei assunta al riguardo e per le motivazioni che l´hanno giustificata. Come cittadini, come insegnanti e anche come cristiani evangelici siamo convinti che la laicità della scuola statale sia un valore da salvaguardare per la libertà di tutti, la cornice al cui interno si può trovare lo spazio per un confronto aperto ed equo tra culture, tradizioni e fedi di cui gli alunni e le loro famiglie sono portatori. Giustamente Lei si è richiamata alle norme vigenti che configurano una scuola laica, una religione facoltativa e l&#8217;inopportunità di promuovere iniziative di carattere confessionale che coinvolgano tutti gli alunni, cattolici e no.<br />
<span> </span><br />
<span> </span><br />
Vorremmo anche esprimere il nostro dissenso nei confronti delle polemiche che sono sorte e che interpretano l´episodio alla luce del conflitto tra religioni, in questo caso tra italiani che si presumono cattolici e stranieri che sarebbero islamici o altro. Sottolineiamo che invece si tratta di una battaglia di civiltà tra coloro che abusano della loro forza (la maggioranza) per imporre alle Istituzioni una tutela clericale non richiesta e non lecita, e coloro che, essendo anche italiani e minoranze religiose, si vedono (loro sì) discriminati da innumerevoli piccole e grandi scelte che, operate da autorità succubi o compiacenti nella scuola laica, violano i valori dell&#8217;eguale rispetto e della libertà di coscienza.<br />
<span> </span><br />
<span> </span><br />
Ci teniamo inoltre a precisare che il nostro scopo non è aggiungere paglia al fuoco delle polemiche, ma semplicemente offrire qualche elemento in più alla riflessione su un &#8216;caso&#8217; che ci sembra facile pretesto per la strumentalizzazione.<br />
<span> </span><br />
<span> </span><br />
Infine desideriamo che questa lettera abbia un carattere &#8216;aperto&#8217; perché riteniamo utile far pervenire una voce &#8216;fuori dal coro&#8217; su un argomento di attualità così scottante, che spesso viene presentato in modo semplicistico e distorto. Non c’è solo il laicismo fanatico da una parte e il bigottismo cattolico dall’altra, ma fra i cittadini sono presenti posizioni molto più articolate e che dimostrano come la loro intelligenza dei problemi sociali non sia poi così limitata come appare dai resoconti dei mezzi di informazione.<br />
<span> </span><br />
<span> </span><br />
<span> </span><br />
Rinnovandole la nostra stima e il nostro apprezzamento, la salutiamo molto cordialmente.<br />
<span> </span><br />
<span> </span><br />
<span> </span><br />
<span> </span>Il Comitato Insegnanti Evangelici Italiani</p>
<p>fonte immagini: <strong><a href="http://spazioinwind.libero.it/valdesi_ct/index.htm" target="_top">spazioinwind.libero.it/valdesi_ct/index.htm</a> e </strong><strong><a href="http://valdesiamessina.altervista.org/index.php?mod=rss" target="_top">valdesiamessina.altervista.org/index.php?mod=rss</a></strong></p>
<p>___________</p>
<p><span style="color:#666699;"><strong>Sempre a proposito dei Valdesi:</strong></span></p>
<h3 class="post-title entry-title"><a href="http://cittanuovecorleone1.blogspot.com/2007/10/mafiadocumenti-limpegno-della-chiesa.html">MAFIA/Documenti. L&#8217;impegno della Chiesa Valdese contro la mafia dopo la strage di Ciaculli</a></h3>
<h3 class="post-title entry-title"><strong><span style="color:#cc0000;">Nel 1963, dopo la strage di Ciaculli, il pastore valdese Pietro Valdo Panascia prese posizione contro Cosa Nostra: &#8220;Speravo di aprire - commentò poi - un dialogo tra i cristiani per fare qualcosa contro la mafia&#8230;&#8221;</span></strong></h3>
<p>.</p>
<h3 class="post-title entry-title"><img src="http://www.forumvaldese.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/27848/panascia1.jpg" alt="" width="320" height="290" /></h3>
<div><strong></strong></div>
<div><strong></strong></div>
<div><strong>di DINO PATERNOSTRO</strong></div>
<div>.</div>
<div>La strage di Ciaculli del 30 giugno 1963 sconvolse l’opinione pubblica siciliana e nazionale. A Palermo, dilaniati da una Giulietta al tritolo (PA 78373), davanti a Villa Serena di Ciaculli, a pochi passi dall’abitazione del boss mafioso Salvatore “Totò” Greco “Cicchiteddu”, avevano perso la vita Mauro Malausa, tenente dei carabinieri, Silvio Corrao, maresciallo di polizia, Calogero Vaccaro, maresciallo dei carabinieri, Marino Fardella, carabiniere, Eugenio Altomare, carabiniere, Pasquale Nuccio, maresciallo artificiere, e Giorgio Ciacci, soldato artificiere, mentre altri militari dell&#8217;Arma riportavano gravissime ferite. La macchina era stata imbottita di tritolo, mediante un ordigno innescato con la tecnica nuova della doppia carica: una effettiva e l&#8217;altra apparente. La prima carica, facilmente individuabile, doveva servire a trarre in inganno Salvatore Greco “Cicchiteddu”, la seconda ad ucciderlo. Avvisati da una telefonata anonima, i carabinieri arrivarono sul posto dov’era stata abbandonata la macchina e disinnescarono la prima carica. Ma quando il maresciallo Pasquale Nuccio aprì la portiera, alla quale era collegata la seconda carica, quella nascosta sotto il sedile del posto di guida, l&#8217;esplosione dilaniò tutti e sette i militari. Una tecnica feroce e micidiale, che provocò orrore tra la gente comune e costrinse lo Stato a darsi una mossa. La mafia si presentava inequivocabilmente con le mani grondanti del sangue innocente di esponenti delle forze dell’ordine. Per la verità, una strage l’aveva già consumata a Portella della Ginestra 16 anni prima, ma le vittime di quella strage erano contadini “comunisti”, mentre stavolta le vittime appartenevano tutte alle forze dell’ordine. Tra l’altro, nello stesso giorno, altri due uomini furono uccisi a Villabate, periferia di Palermo. Sette più due: in un solo giorno nove morti.</div>
<div>.
</div>
<div></div>
<div>Davanti a tanto orrore, la Chiesa cattolica palermitana, guidata dal cardinale Ernesto Ruffini, non seppe o non volle reagire. A farlo, invece, fu la piccola Chiesa Valdese, guidata dal pastore Pietro Valdo Panascia. Appena una settimana dopo, infatti, il 7 luglio 1963, le strade di Palermo furono tappezzate da un manifesto intitolato «Iniziativa per il rispetto della vita umana». «La Comunità Evangelica Valdese – si leggeva nel testo – associandosi con animo commosso al lutto cittadino per la inumana strage avvenuta nei giorni scorsi, in seguito agli attentati dinamitardi di Villabate e di Villa Serena, in cui nove preziose vite umane sono state stroncate in modo crudele, mentre esprime il profondo senso di solidarietà umana, nel dolore, alle famiglie delle vittime, auspica che non solo siano prese, da parte degli organi competenti, delle misure per reprimere ogni atto di criminalità che con così preoccupante frequenza insanguina le vie e i dintorni della nostra città, ma soprattutto fa appello a quanti hanno la responsabilità della vita civile e religiosa del nostro popolo, onde siano prese delle opportune iniziative per prevenire ogni forma di delitto, adoperandosi con ogni mezzo alla formazione di una più elevata coscienza morale e cristiana, richiamando tutti ad un più alto senso di sacro rispetto della vita e alla osservanza della Legge di Dio che ordina di NON UCCIDERE». Un’iniziativa clamorosa ed inusuale quella della Chiesa Valdese e del suo pastore, che, senza nominare esplicitamente la parola “mafia”, richiamava tutti ad un impegno concreto ed esplicito contro la violenza, mediante un’adeguata formazione della coscienza morale e cristiana e richiamando tutti «alla osservanza della Legge di Dio che ordina di non uccidere». Ma la Chiesa palermitana e il cardinale Ruffini snobbarono l’iniziativa, che considerarono «un ridicolo tentativo di speculazione protestante». «Nemmeno il cardinale mi ha risposto – avrebbe detto, amareggiato, qualche anno dopo il pastore Panascia – Chiedevo accoratamente di aprire un dialogo, di unirci, come cristiani, per fare qualcosa contro la mafia: tutti si occupano di mafia, politici e giornalisti, sindacalisti e sociologi. Tutti, fuorché i cristiani…». Pietro Valdo Panascia è a Palermo morto lo scorso 19 ottobre, all’età di 97 anni: si può dire che la sua vita è stata traccia indelebile di impegno civile e cristiano.</div>
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<div></div>
<div>In quell’estate del 1963, chi non snobbò affatto l’iniziativa contro la mafia del pastore Panascia e della Chiesa Valdese di Palermo fu Paolo VI, il nuovo Papa, successore di Giovanni XXIII. Il 5 agosto, infatti, monsignor Angelo Dell’Acqua, sostituto della segreteria di Stato vaticana, sicuramente su disposizione di Paolo VI, scrisse una lettera al cardinale Ernesto Ruffini, ricordandogli il «manifesto per deplorare i recenti attentati dinamitardi che hanno provocato numerose vittime fra la popolazione civile», pubblicato dalla Chiesa Evangelica Valdese. «Nel segnalare detta iniziativa all’attenzione dell’Eminenza Vostra – proseguiva la lettera – mi permetto sottoporre al Suo prudente giudizio di vedere se non sia il caso che anche da parte ecclesiastica sia promossa un’azione positiva e sistematica, con i mezzi che le sono propri – d’istruzione, di persuasione, di deplorazione, di riforma morale – per dissociare la mentalità della così detta “mafia” da quella religiosa e per confortare questa ad una più coerente osservanza dei principi cristiani…». La risposta del cardinale Ruffini alla lettera vaticana fu molto risentita. «Conoscevo già il manifesto pubblicato dal Pastore valdese: iniziativa molto facile, che ha lasciato il tempo di prima! – scrisse Ruffini l’11 agosto 1963 - Mi sorprende alquanto che si possa supporre che la mentalità della così detta mafia sia associata a quella religiosa. E’ una supposizione calunniosa messa in giro, specialmente fuori dell’Isola di Sicilia, dai socialcomunisti, i quali accusano la Democrazia Cristiana di essere appoggiata dalla mafia…». La Chiesa palermitana, secondo il cardinale, non aveva nulla da rimproverarsi, non si sentiva chiamata in causa perché a posto con la coscienza; e soprattutto non aveva nulla da imparare dai pastori protestanti. L&#8217;anno successivo, in occasione della Pasqua, l&#8217;arcivescovo avrebbe scritto la nota lettera pastorale, intitolata “Il vero volto della Sicilia”, dove affermava che la mafia esisteva, sì, ma si trattava solo di delinquenza comune alimentata da «giovinastri disoccupati». «Il prelato metteva così la mafia a carico dei poveri – sottolinea padre Nino Fasullo, direttore della rivista “Segno” - sollevando &#8220;il salotto buono&#8221; da ogni sospetto, da ogni e qualsiasi responsabilità».</div>
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<div>I contenuti della lettera pastorale “Il vero volto della Sicilia” del 27 marzo 1964, che il cardinale Ruffini aveva indirizzato al clero, ai fedeli e a tutti i siciliani, suscitarono un vespaio di polemiche. Insieme alla difesa acritica della Sicilia e della sua classe dirigente, essa conteneva un attacco a Danilo Dolci e al romanzo “Il Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa, indicati come i responsabili della “cattiva fama” della Sicilia nel mondo. Una tesi che il pastore Pietro Valdo Panascia contrastò con garbata fermezza, in un opuscolo pubblicato dal giornale “L’Ora” del 9-10 aprile 1964. «Il problema – scrisse Panascia – sta nello stabilire se il male c’è o non c’è&#8230;, prima di gridare all’untore… Ora che il male ci sia e che lo vedano anche gli stranieri… è fuori dubbio. (…) Giova al rinnovamento morale, spirituale e sociale del nostro popolo cullarlo nella facile retorica di una esaltazione che confonde le idee e lo lascia in una inferiorità umiliante da cui invece dovremmo con ogni mezzo aiutarlo ad uscire, anche a costo di essere fraintesi, malvisti, odiati dai benpensanti e da quanti hanno una vita facile e comoda?». E il cardinale, il 10 aprile, rispose al pastore in forma privata, riconoscendogli «onesta e amore della giustizia», ma difendendo il senso del suo intervento.</div>
<div>.</div>
<div>NELLA FOTO: <em>Il pastore Pietro valdo Panascia</em></div>
<div></div>
<div><span style="color:#666699;"><strong><em>28 ottobre 2007</em></strong></span></div>
<div>.</div>
<div>fonte: <a href="http://cittanuovecorleone1.blogspot.com/2007/10/mafiadocumenti-limpegno-della-chiesa.html">http://cittanuovecorleone1.blogspot.com/2007/10/mafiadocumenti-limpegno-della-chiesa.html</a></div>
<div>&#8230;
</div>
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		<title>Don Ciotti: &#8220;Io chiedo scusa&#8221;</title>
		<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2008/05/17/don-ciotti-io-chiedo-scusa/</link>
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		<pubDate>Sat, 17 May 2008 13:13:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
		
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Commento di Don Luigi Ciotti alla foto pubblicata sullo sgombero dei rom di Ponticelli. Articolo apparso su “l&#8217;Unità” del 16 maggio 2008


Cara signora,
ho visto questa mattina, sulle prime pagine di molti quotidiani, una foto che La ritrae. Accovacciata su un furgoncino aperto, scassato, uno scialle attorno alla testa. Dietro di Lei si intravedono due bambine, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><!--[if gte mso 9]&amp;gt;  Normal 0 14   &amp;lt;![endif]--></p>
<h1><span style="font-size:12pt;font-weight:normal;font-family:Verdana;color:#000000;">Commento di Don Luigi Ciotti alla foto pubblicata sullo sgombero dei rom di Ponticelli. Articolo apparso su “l&#8217;Unità” del 16 maggio 2008</span></h1>
<p><img src="http://www.libera.it/public/foto/thumb_rom2(828).jpg" alt="" width="180" height="116" /></p>
<p><!--[if gte mso 9]&amp;gt;  Normal 0 14   &amp;lt;![endif]--></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;">Cara signora,</span></p>
<p>ho visto questa mattina, sulle prime pagine di molti quotidiani, una foto che La ritrae. Accovacciata su un furgoncino aperto, scassato, uno scialle attorno alla testa. Dietro di Lei si intravedono due bambine, una più grande, con gli occhi sbarrati, spaventati, e l’altra, piccola, che ha invece gli occhi chiusi: immagino le sue due figlie. Accanto a Lei la figura di un uomo, di spalle: suo marito, presumo. Nel suo volto, signora, si legge un’espressione di imbarazzo misto a rassegnazione. Vi stanno portando via da Ponticelli, zona orientale di Napoli, dove il campo in cui abitavate è stato incendiato. Sul retro di quel furgoncino male in arnese - reti da materasso a fare da sponda - una scritta: &#8220;ferrovecchi&#8221;.</p>
<p>Le scrivo, cara signora, per chiederLe scusa. Conosco il suo popolo, le sue storie. Proprio di recente, nei dintorni di Torino, ho incontrato una vostra comunità: quanta sofferenza, ma anche quanta umanità e dignità in quei volti.</p>
<p>Nel nostro Paese si parla tanto, da anni ormai, di sicurezza. <strong>È un´esigenza sacrosanta, la sicurezza</strong>. <strong><span style="color:red;">Il bisogno di sicurezza ce lo abbiamo tutti, è trasversale, appartiene a ogni essere umano, a ogni comunità, a ogni popolo. È il bisogno di sentirci rispettati, protetti, amati. Il bisogno di vivere in pace, di incontrare disponibilità e collaborazione nel nostro prossimo.</span></strong> Per tutelare questo bisogno ogni comunità, anche la vostra, ha deciso di dotarsi di una serie di regole. Ha stabilito dei patti di convivenza, deciso quello che era lecito fare e quello che non era lecito, perché danneggiava questo bene comune nel quale ognuno poteva riconoscersi. Chi trasgrediva la regola veniva punito, a volte con la perdita della libertà. <strong>Ma anche quella punizione,</strong> la peggiore per un uomo - essendo la libertà il bene più prezioso, e voi da popolo nomade lo sapete bene - <strong>doveva servire per reintegrare nella comunità</strong>, per riaccogliere. Il segno della civiltà è anche quello di una giustizia che punisce il trasgressore non per vendicarsi ma per accompagnarlo, attraverso la pena, a un cambiamento, a una crescita, a una presa di coscienza.</p>
<p><strong><span style="color:red;">Da molto tempo questa concezione della sicurezza sta franando. Sta franando di fronte alle paure della gente. Paure provocate dall’insicurezza economica - che riguarda un numero sempre maggiore di persone - e dalla presenza nelle nostre città di volti e storie che l’insicurezza economica la vivono già tragicamente come povertà e sradicamento, e che hanno dovuto lasciare i loro paesi proprio nella speranza di una vita migliore.<br />
</span></strong><br />
Cercherò, cara signora, di spiegarmi con un’immagine. <strong>È come se ci sentissimo tutti su una nave in balia delle onde, e sapendo che il numero delle scialuppe è limitato, il rischio di affondare ci fa percepire il nostro prossimo come un concorrente, uno che potrebbe salvarsi al nostro posto. La reazione è allora di scacciare dalla nave quelli considerati &#8220;di troppo&#8221;</strong>, e pazienza se sono quasi sempre i più vulnerabili. <strong><span style="color:red;">La logica del capro espiatorio - alimentata anche da un uso irresponsabile di parole e immagini, da un’informazione a volte pronta a fomentare odi e paure - funziona così. Ci si accanisce su chi sta sotto di noi, su chi è più indifeso, senza capire che </span></strong><span style="color:red;">questa è una logica suicida che potrebbe trasformare noi stessi un giorno in vittime.<strong><br />
</strong></span><br />
Vivo con grande preoccupazione questo stato di cose. <strong>La storia ci ha insegnato che dalla legittima persecuzione del reato si può facilmente passare</strong>, se viene meno la giustizia e la razionalità, <strong>alla criminalizzazione del popolo, della condizione esistenziale, dell’idea</strong>: ebrei, omosessuali, nomadi, dissidenti politici l’hanno provato sulla loro pelle.</p>
<p>Lo ripeto, non <strong>si tratta</strong> di &#8220;giustificare&#8221; il crimine, ma <strong>di avere il coraggio di riconoscere che chi vive ai margini, senza opportunità, è più incline a commettere reati rispetto a chi invece è integrato. <span style="color:red;">E di non dimenticare quelle forme molto diffuse d’illegalità che non suscitano uguale allarme sociale perché &#8220;depenalizzate&#8221; nelle coscienze di chi le pratica, frutto di un individualismo insofferente ormai a regole e limiti di sorta. </span>Infine di fare attenzione a tutti gli interessi in gioco</strong><span style="color:red;">:</span> la lotta al crimine, quando scivola nella demagogia e nella semplificazione, in certi territori può trovare sostenitori perfino in esponenti della criminalità organizzata, che distolgono così l’attenzione delle forze dell’ordine e continuano più indisturbati nei loro affari.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><img src="http://img99.imageshack.us/img99/3184/donciotti01gcs2.jpg" alt="" width="300" height="230" /></p>
<p>Vorrei però anche darLe un segno di speranza. Mi creda, sono tante le persone che ogni giorno, nel &#8220;sociale&#8221;, nella politica, nella amministrazione delle città, si sporcano le mani. Tanti i gruppi e le associazioni che con fatica e determinazione cercano di dimostrare che <strong><span style="color:red;">un’altra sicurezza è possibile</span></strong>. Che <strong>dove si costruisce accoglienza, dove le persone si sentono riconosciute, per ciò stesso vogliono assumersi doveri e responsabilità, vogliono partecipare da cittadini alla vita comune.<br />
</strong><br />
<strong><span style="color:red;">La legalità</span></strong>, che è necessaria, <strong><span style="color:red;">deve fondarsi sulla prossimità e sulla giustizia sociale</span></strong>. Chiedere agli altri di rispettare una legge senza averli messi prima in condizione di diventare cittadini, è prendere in giro gli altri e noi stessi. E il ventilato proposito di istituire un &#8220;reato d’immigrazione clandestina&#8221; nasce proprio da questo mix di cinismo e ipocrisia: invece di limitare la clandestinità la aumenterà, aumentando di conseguenza sofferenza, tendenza a delinquere, paure.</p>
<p>Un’ultima cosa vorrei dirLe, cara signora. Mi auguro che questa foto che La ritrae insieme ai Suoi cari possa scuotere almeno un po’ le nostre coscienze. Servire a guardarci dentro e <strong>chiederci se davvero questa è la direzione in cui vogliamo andare</strong>. Stimolare quei sentimenti di attenzione, sollecitudine, immedesimazione, che molti italiani, mi creda - anche per essere stati figli e nipoti di migranti - continuano a nutrire.</p>
<p>La abbraccio, dovunque Lei sia in questo momento, con Suo marito e le Sue bambine. E mi permetto di dirLe che lo faccio anche a nome dei tanti che credono e s’impegnano per un mondo più giusto e più umano.</p>
<p><em>Presidente del «Gruppo Abele» e di «Libera - associazioni, nomi e numeri contro le mafie»</em></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Grazie alla preziosissima Laura per avermi segnalato questa lettera che, come lei, condivido totalmente.</p>
<p class="MsoNormal">Non si può certo accusare don Ciotti di essere un &#8220;buonista&#8221;, lui che contro la criminalità, quella vera, quella grossa, si batte da anni. Si tratta semplicemente di capire davvero CHI E&#8217; il criminale&#8230; e di essere un po&#8217; meno egoisti ed egocentrici.</p>
<p class="MsoNormal">elena</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">fonte immagini: <strong><a href="http://francescocappello.splinder.com/" target="_top">francescocappello.splinder.com/</a> e <a href="http://www.libera.it/">http://www.libera.it/</a></strong></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
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		<title>Pronto Dc? Qui le Br</title>
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		<pubDate>Sat, 17 May 2008 11:24:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[politica]]></category>

		<category><![CDATA[società]]></category>

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		<description><![CDATA[DA LEGGERE SU L&#8217;ESPRESSO -

di Gianluca Di Feo
Le trattative per il sequestro Cirillo. Ricostruite in un documentario di Minoli. Con Gava che infine ammette: il partito sapeva del riscatto e contribuì






Una foto del rapimento Cirillo
.

State allo sconto, eh&#8230; Giovanni Senzani, l&#8217;ultimo stratega delle Brigate rosse, la butta sullo scherzo.
Al telefono sta concordando il riscatto per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="color:#666699;"><strong>DA LEGGERE SU L&#8217;ESPRESSO -<br />
</strong></span></p>
<div class="firma"><span style="color:#666699;"><strong>di <span style="color:#ea0000;">Gianluca Di Feo</span></strong></span></div>
<h1><span style="color:#666699;"><strong>Le trattative per il sequestro Cirillo. Ricostruite in un documentario di Minoli. Con Gava che infine ammette: il partito sapeva del riscatto e contribuì</strong></span></h1>
<div class="clearleft" style="height:20px;"></div>
<div class="didascalia">
<div class="border1" style="margin-bottom:3px;">
<div class="border2"><img src="http://data.kataweb.it/kpm2eolx/field/foto/foto/2026027" border="0" alt="" /></div>
</div>
</div>
<div class="didascalia">Una foto del rapimento Cirillo</div>
<div class="didascalia">.
</div>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>State allo sconto, eh&#8230; </strong><strong>Giovanni Senzani, l&#8217;ultimo stratega delle Brigate rosse</strong>, la butta sullo scherzo.</span></p>
<p><img src="http://host.puntoinformatico.it/archivio900/images/articoli/senzani.jpg" alt="http://host.puntoinformatico.it/archivio900/images/articoli/senzani.jpg" />Al telefono sta <span style="color:#ea0000;"><strong>concordando il riscatto per la liberazione di Ciro Cirillo</strong></span>, potente assessore della dc campana rapito nel 1981. Discute rilassato di soldi e consegne: &#8220;Domani andiamo al mare&#8230;&#8221;. Inevitabile pensare alle altre registrazioni, quelle dei carcerieri di Aldo Moro, e al dramma che si sente nella voce di terroristi e mediatori. Parlando di Cirillo, invece, Senzani addirittura ride. Perché a Napoli <span style="color:#ea0000;"><strong>la linea della fermezza si è squagliata</strong>.</span> Le istituzioni hanno stretto <span style="color:#ea0000;"><strong>accordi con Raffaele Cutolo e con i re del cemento</strong>.</span> I brigatisti sono riusciti a siglare un&#8217;intesa per convivere nelle carceri con i boss campani e intascare 1.450 milioni di lire. L&#8217;ostaggio è tornato dalla sua famiglia, senza rivelare nulla di compromettente. Tutti felici e contenti nel mettere in scena, come l&#8217;ha definita Giorgio Napolitano, &#8220;una delle pagine più nere nell&#8217;esercizio del potere in Italia&#8221;.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>Ancora oggi sui volti di molti protagonisti della vicenda</strong></span> si materializza un sorriso sornione. Appare nelle interviste e nei filmati inediti della puntata speciale de &#8216;La storia siamo noi&#8217; con cui Giovanni Minoli ha <span style="color:#ea0000;"><strong>ricostruito i lati oscuri del sequestro</strong>.</span> Il documentario, realizzato da Carlo Durante e Aldo Zappalà, raccoglie le registrazioni originali della trattativa; il filmato del processo nella &#8216;prigione del popolo&#8217;; le parole dello stesso Cirillo, lucidissimo a 87 anni. Colpiscono soprattutto <span style="color:#ea0000;"><strong>le ammissioni di Antonio Gava</strong></span>, che <span style="color:#ea0000;"><strong>riconosce per la prima volta il ruolo della Democrazia cristiana nel riscatto</strong>:</span> &#8220;Dissi: quello che possiamo fare lo facciamo. Ma io e il partito non vogliamo avere alcuna ingerenza. Io mi estraniai, gli altri si sono adoperati. Flaminio Piccoli (all&#8217;epoca presidente della Dc, ndr) era convinto che bisognava contribuire&#8221;.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>Finora il partito ha sempre negato</strong>.</span> Nel 1988 l&#8217;allora premier Ciriaco De Mita in Parlamento aveva respinto la ricostruzione del giudice istruttore: &#8220;Un magistrato che agisce fuori delle procedure e abusa delle procedure per i suoi sospetti è fuori dal circuito costituzionale&#8221;. Gava, ex segretario Dc ed ex ministro degli Interni, ora rivela: &#8220;Certo, smentii. Era l&#8217;impegno che si era assunto con chi aveva contribuito al riscatto. <span style="color:#ea0000;"><strong>Che reato abbiamo commesso? Abbiamo salvato una vita umana</strong>&#8220;</span>. E per Moro? &#8220;Se ci fosse stata la possibilità, non avremmo esitato a trovare il modo di pagare&#8221;. Sull&#8217;esistenza di un accordo più grande dietro la conclusione del sequestro, con la spartizione degli appalti per la ricostruzione in Campania, l&#8217;ex leader dc replica: &#8220;Nessuno è stato condannato&#8221;.</p>
<div class="didascalia">
<div class="border1">
<div class="border2"><img src="http://data.kataweb.it/kpm2eolx/field/foto/foto/2026016" border="0" alt="" /></div>
</div>
</div>
<div class="didascalia">Il processo Cutolo</div>
<div class="didascalia">.
</div>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>Il rapimento nasce nel disastro sociale del </strong><strong>terremoto del novembre 1980</strong>,</span> con un numero enorme di disoccupati e di senzatetto. <span style="color:#ea0000;"><strong>L&#8217;offensiva lanciata da Senzani mira a conquistare questa folla</strong>.</span> Il sequestro di Cirillo, assessore ed ex presidente regionale che arbitra la ricostruzione, viene rivendicato con lo slogan: &#8216;Requisire le case sfitte. Lavorare meno, lavorare tutti&#8217;. A Napoli le Br appaiono invincibili: sequestrano, ammazzano, fanno propaganda. Diffondono i verbali del &#8216;prigioniero&#8217; sul sistema di potere di Gava. A quel punto <span style="color:#ea0000;"><strong>si muovono i servizi segreti</strong>:</span> incontrano Cutolo in carcere, concedono un lasciapassare ai suoi luogotenenti latitanti. Don Raffaele convince le Br a rinunciare all&#8217;esecuzione di Cirillo e accettare i soldi. Così la Dc salva l&#8217;ostaggio e la compattezza del partito. Le uniche vittime restano l&#8217;autista e l&#8217;agente di scorta di Cirillo uccisi nell&#8217;agguato. E ancora oggi <span style="color:#ea0000;"><strong>Gava non mostra rimorsi</strong>:</span> &#8220;Con il riscatto le Br si sputtanarono in maniera straordinaria&#8221;. Solo loro?</p>
<div class="data"><span style="color:#666699;"><strong>(16 maggio 200 <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> </strong></span></div>
<div class="data">
</div>
<div class="data">fonte:<a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio//2025985">http://espresso.repubblica.it/dettaglio//2025985</a></div>
<div class="data">&#8230;
</div>
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	</item>
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		<title>Più solare e fabbrica d&#8217;avanguardia: accordo Enel-Sharp sul fotovoltaico</title>
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		<pubDate>Sat, 17 May 2008 11:10:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[
Entro il 2011 impianti per dare energia rinnovabile a oltre 80 mila famiglie
Nel patto anche la nascita di uno stabilimento per produrre moduli ultra moderni
.
di VALERIO GUALERZI
.
ROMA - Crescita delle fonti rinnovabili e aumento dell&#8217;occupazione vanno a braccetto. La conferma arriva da un importante accordo tra Enel e Sharp ufficializzato oggi a Roma. L&#8217;azienda energetica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.enel.it/VisitaCentraliHtml/VisitaCentralihtml/fotovoltaica/img/foto_cam/fotocam_01.gif" alt="" width="380" height="229" /></p>
<h2><span style="color:#ea0000;">Entro il 2011 impianti per dare energia rinnovabile a oltre 80 mila famiglie<br />
Nel patto anche la nascita di uno stabilimento per produrre moduli ultra moderni</span></h2>
<p>.</p>
<h3><span class="txt12"><em></em><em>di <span style="color:#ea0000;">VALERIO GUALERZI</span></em></span></h3>
<p>.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>ROMA - Crescita delle fonti rinnovabili e aumento dell&#8217;occupazione</strong></span> <a href="http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/ambiente/clima-vertice-ue/occupazione-rinnovabili/occupazione-rinnovabili.html?ref=search"><span style="text-decoration:underline;">vanno a braccetto</span></a>. La conferma arriva da un importante accordo tra Enel e Sharp ufficializzato oggi a Roma. L&#8217;azienda energetica italiana e la multinazionale giapponese hanno siglato un&#8217;intesa che prevede due punti essenziali. Il primo è l&#8217;installazione entro il 2011 di nuovi campi fotovoltaici per un totale di 161 MW in grado di produrre l&#8217;energia di cui hanno bisogno oltre 81.500 famiglie.<br />
<span style="color:#ea0000;"><strong><br />
Il secondo punto riguarda invece</strong></span> la realizzazione in Italia di un impianto industriale per la produzione integrata di pannelli fotovoltaici basati sulla tecnologia di Sharp, un avanguardistico film sottile a tripla giunzione. Rispetto ai moduli tradizionali in silicio cristallino si tratta di un procedimento che consente un minore utilizzo di silicio, con evidenti risparmi economici, garantendo però prestazioni di efficienza simili a quelle dei moduli tradizionali.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>&#8220;E&#8217; un&#8217;alleanza che consideriamo </strong></span>abbastanza unica a livello mondiale&#8221;, ha commentato Francesco Starace, direttore Divisione Mercato di Enel nel corso della presentazione: &#8220;Due società che definiscono una strategia comune, con Sharp che entra con noi nella produzione di energia elettrica e noi che entriamo nella produzione di pannelli fotovoltaici&#8221;.<br />
<span style="color:#ea0000;"><strong><br />
La scelta di collaborare nasce infatti</strong></span> anche dalla necessità di sopperire a un inaspettato freno alla crescita del fotovoltaico. &#8220;Siamo in una situazione paradossale - ha osservato Starace riferendosi al coinvolgimento dell&#8217;Enel - perché siamo molto avanti per la costruzione di una rete di installatori capace di cogliere la domanda e abbiamo invece una strettoia dovuta alla scarsezza dell&#8217;offerta di pannelli. Su questo il ritardo non è nostro ma di tutti&#8221;.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>Ritardo che non ha comunque impedito</strong></span> al fotovoltaico di registrare in questi ultimi mesi nuove cifre da boom. Il Gestore dei servizi elettrici ha infatti appena rivisto i dati sul 2007, fissando a 69,9 MW la potenza installata, mentre, per il solo anno in corso, risultano in esercizio 3.064 nuovi impianti per una potenza di 33,6 MW. Dati che se da un lato parlano di un boom eccezionale, con una potenza installata nel solo 2007 pari a quanto è stato realizzato complessivamente in quasi 30 anni, dall&#8217;altro certificano dell&#8217;ambizione rappresentata dai 161 MW previsti dall&#8217;accordo Enel-Sharp.<br />
<span style="color:#ea0000;"><strong><br />
I dettagli dei due progetti </strong></span>sono ancora tutti da definire, ma l&#8217;idea di massima è quella di distribuire i campi fotovoltaici sul territorio, senza concentrarli in una zona precisa, mentre resta ancora da verificare dove far sorgere lo stabilimento di produzione dei pannelli. Al momento l&#8217;unica certezza al riguardo sembra essere la scelta di una località costiera, dove è possibile sfruttare i servizi portuali. &#8220;La produzione - ha sottolineato infatti Starace - non sarà esclusivamente destinata verso l&#8217;interno ma verrà indirizzata anche alla crescita del fotovoltaico negli altri paesi del Mediterraneo&#8221;.<br />
<!-- fine TESTO --><br />
<span style="color:#666699;"><strong>(<em><!-- inizio DATA -->16 maggio 2008<!-- fine DATA --></em>) </strong></span></p>
<p>fonte:<a href="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/ambiente/solare-2/solare-2/solare-2.html">http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/ambiente/solare-2/solare-2/solare-2.html</a></p>
<p>__________________________________________________________________________________________________</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="168">
<tbody>
<tr>
<td>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="168">
<tbody>
<tr>
<td rowspan="2" width="22"><img src="http://www.enel.it/VisitaCentraliHtml/VisitaCentralihtml/common/img/active.gif" alt="" width="22" height="15" /></td>
<td bgcolor="#336699"><img src="http://www.enel.it/VisitaCentraliHtml/VisitaCentralihtml/common/img/spacer.gif" alt="" width="1" height="1" /></td>
</tr>
<tr>
<td class="menusxactive" bgcolor="#ffffff"><strong>Fotovoltaica</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="http://www.enel.it/VisitaCentraliHtml/VisitaCentralihtml/common/img/spacer.gif" alt="" width="1" height="1" /></td>
</tr>
<tr>
<td>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="168">
<tbody>
<tr>
<td width="102"><a href="http://www.enel.it/VisitaCentraliHtml/VisitaCentralihtml/fotovoltaica/fotovoltaica.asp"><img src="http://www.enel.it/VisitaCentraliHtml/VisitaCentralihtml/common/img/centrale3d.gif" border="0" alt="" /></a></td>
<td rowspan="2"><img src="http://www.enel.it/VisitaCentraliHtml/VisitaCentralihtml/common/img/logofoto.gif" alt="" width="66" height="59" /></td>
</tr>
<tr>
<td width="102"><a href="http://www.enel.it/VisitaCentraliHtml/VisitaCentralihtml/fotovoltaica/fotovoltaica_p.asp"><img src="http://www.enel.it/VisitaCentraliHtml/VisitaCentralihtml/common/img/percorsoenergia.gif" border="0" alt="" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2"><img src="http://www.enel.it/VisitaCentraliHtml/VisitaCentralihtml/common/img/mriga.gif" alt="" width="168" height="21" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="168">
<tbody>
<tr>
<td width="40"><img src="http://www.enel.it/VisitaCentraliHtml/VisitaCentralihtml/common/img/mfcella.gif" alt="" width="40" height="29" /></td>
<td class="titoletto" width="128"><a class="titoletto" href="http://www.enel.it/VisitaCentraliHtml/VisitaCentralihtml/fotovoltaica/cella.asp">Cella</a></td>
</tr>
<tr>
<td width="40"><img src="http://www.enel.it/VisitaCentraliHtml/VisitaCentralihtml/common/img/mfmodulo.gif" alt="" width="40" height="29" /></td>
<td class="titoletto" width="128"><a class="titoletto" href="http://www.enel.it/VisitaCentraliHtml/VisitaCentralihtml/fotovoltaica/modulo.asp">Modulo</a></td>
</tr>
<tr>
<td width="40"><img src="http://www.enel.it/VisitaCentraliHtml/VisitaCentralihtml/common/img/mfpannello.gif" alt="" width="40" height="29" /></td>
<td class="titoletto" width="128"><a class="titoletto" href="http://www.enel.it/VisitaCentraliHtml/VisitaCentralihtml/fotovoltaica/pannello.asp">Pannello</a></td>
</tr>
<tr>
<td width="40"><img src="http://www.enel.it/VisitaCentraliHtml/VisitaCentralihtml/common/img/mfstringa.gif" alt="" width="40" height="29" /></td>
<td class="titoletto" width="128"><a class="titoletto" href="http://www.enel.it/VisitaCentraliHtml/VisitaCentralihtml/fotovoltaica/stringa.asp">Stringa</a></td>
</tr>
<tr>
<td width="40"><img src="http://www.enel.it/VisitaCentraliHtml/VisitaCentralihtml/common/img/mfcampo.gif" alt="" width="40" height="29" /></td>
<td class="titoletto" width="128"><a class="titoletto" href="http://www.enel.it/VisitaCentraliHtml/VisitaCentralihtml/fotovoltaica/campo.asp">Campo</a></td>
</tr>
<tr>
<td width="40"><img src="http://www.enel.it/VisitaCentraliHtml/VisitaCentralihtml/common/img/mfinverter.gif" alt="" width="40" height="29" /></td>
<td class="titoletto" width="128"><a class="titoletto" href="http://www.enel.it/VisitaCentraliHtml/VisitaCentralihtml/fotovoltaica/inverter.asp">Inverter</a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>__________________________________________________________________________________________________</p>
<table style="height:582px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="168">
<tbody>
<tr>
<td>
<h3></h3>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<h3><span style="color:#ea0000;">Benefici Ambientali</span></h3>
<h3>L&#8217;energia prodotta col fotovoltaico ha un costo nullo per il combustibile: <span style="color:#ea0000;"><strong>per ogni kWh prodotto si risparmiano circa 250 grammi di olio combustibile e si evita l&#8217;emissione di circa 700 grammi di CO<sub>2</sub></strong>,</span> nonchè di altri gas responsabili dell&#8217;effetto serra, con un sicuro vantaggio economico e soprattutto ambientale per la collettività.</h3>
<h3>Se si valuta in circa 30 anni la vita utile dell&#8217;impianto (ma quasi certamente durerà molto di più) facendo il calcolo per il piccolo impianto da 1,5 kWp, in grado di coprirei due terzi del fabbisogno annuo di energia elettrica di una famiglia media italiana (2500 kWh), si ottiene che esso produrrà nell&#8217;arco della sua vita efficace, quasi 60.000 kWh, con un risparmio di circa 14 tonnellate di combustibili fossili, evitando l&#8217;emissione di circa 40 tonnellate di CO<sub>2</sub>.</h3>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<table style="height:72px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="8">
<tbody>
<tr>
<td width="40"></td>
<td class="titoletto" width="128"></td>
</tr>
<tr>
<td width="40"></td>
<td class="titoletto" width="128"></td>
</tr>
<tr>
<td width="40"></td>
<td class="titoletto" width="128"></td>
</tr>
<tr>
<td width="40"></td>
<td class="titoletto" width="128"></td>
</tr>
<tr>
<td width="40"></td>
<td class="titoletto" width="128"></td>
</tr>
<tr>
<td width="40"></td>
<td class="titoletto" width="128"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Napoli, oltre cento roghi nella notte. I pompieri: &#8220;Non ne possiamo più&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 17 May 2008 10:34:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>

		<category><![CDATA[salute]]></category>

		<category><![CDATA[sindacato]]></category>

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		<description><![CDATA[
La centrale operativa è in piena emergenza, e oltre al superlavoro i vigili del fuoco hanno dovuto subire numerose aggressioni, con teppisti che lanciavano contro i vigili pietre ed estintori 
.
  Napoli, 17 maggio 2008 - Oltre 100 interventi dei vigili del fuoco dalle ore 20 di ieri alle ore 8 di stamani, a Napoli e in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img src="http://www.altrenotizie.org/alt/images/news/roghi.jpg" alt="http://www.altrenotizie.org/alt/images/news/roghi.jpg" /></p>
<h1><span style="color:#ea0000;"><strong>La centrale operativa è in piena emergenza, e oltre al superlavoro i vigili del fuoco hanno dovuto subire numerose aggressioni, con teppisti che lanciavano contro i vigili pietre ed estintori </strong></span></h1>
<p>.</p>
<p><span class="img_left"> <img src="http://qn.quotidiano.net/2008/05/17/89421/images/106968-rifiuti.JPG" alt="emergenza rifiuti a napoli" width="160" height="140" /> </span><span style="color:#ea0000;"><strong>Napoli,</strong></span> <span style="color:#666699;"><strong>17 maggio 2008 -</strong></span> <strong><span style="color:#ea0000;">Oltre 100 interventi dei vigili del fuoco dalle ore 20 di ieri</span> </strong>alle ore 8 di stamani, a Napoli e in provincia, per spegnere le fiamme appiccate ai cumuli di rifiuti.<br />
Interventi hanno riguardato il centro di Napoli, il Vomero, la periferia mentre gli interventi in provincia hanno riguardato i comuni a Nord del capoluogo e quelli dell&#8217;area vesuviana.</p>
<p>&#8220;Siamo in piena emergenza - ha detto un vigile del fuoco della centrale operativa - Nessuna zona è risparmiata o quasi dalle fiamme. Speriamo solo che non ci siano altri eventi perchè siamo senza forte e senza uomini&#8221;.</p>
<p><strong><span style="color:#ea0000;">Nel corso della notte si sono verificati numerose aggressioni</span> </strong>nei confronti del vigili del fuoco accorsi per spegnere le fiamme appiccate ai cumuli di spazzatura. A Barra i vigili sono stati assaliti a colpi di estintori da alcune persone mentre nella zona orientale teppisti hanno scagliato pietre contro i pompieri ma non solo lì anche in altre zone di Napoli.</p>
<p><strong><span style="color:#ea0000;">Intanto i vigili del fuoco chiedono,</span> </strong>tramite i sindacati Cgil, Cisl e Uil, il raddoppio dei turni &#8220;perchè non ce la facciamo più&#8221;.</p>
<p>.</p>
<p>fonte:<a href="http://qn.quotidiano.net/2008/05/17/89421-napoli_oltre_cento_roghi_nella_notte.shtml">http://qn.quotidiano.net/2008/05/17/89421-napoli_oltre_cento_roghi_nella_notte.shtml</a></p>
<p>&#8230;</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/solleviamoci.wordpress.com/2649/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/solleviamoci.wordpress.com/2649/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/solleviamoci.wordpress.com/2649/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/solleviamoci.wordpress.com/2649/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/solleviamoci.wordpress.com/2649/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/solleviamoci.wordpress.com/2649/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/solleviamoci.wordpress.com/2649/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/solleviamoci.wordpress.com/2649/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/solleviamoci.wordpress.com/2649/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/solleviamoci.wordpress.com/2649/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/solleviamoci.wordpress.com/2649/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/solleviamoci.wordpress.com/2649/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=solleviamoci.wordpress.com&blog=2846293&post=2649&subd=solleviamoci&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Operai senza casco a Palazzo Chigi</title>
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		<pubDate>Sat, 17 May 2008 10:23:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>

		<category><![CDATA[politica]]></category>

		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[Attività anche di notte e  Nessun controllo. E a terra le carte del governo Prodi
.
Protezioni inutilizzate sulle impalcature.  Il cantiere nel retro della sede della Presidenza del Consiglio
.







Il cantiere di via dell&#8217;Impresa (foto Guaitoli-Lannuti)



ROMA — Lavorano anche di notte, senza casco, senza protezioni. Scivolando da lassù, secondo piano, ovviamente si può morire. Gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><h3><span style="color:#666699;">Attività anche di notte e  Nessun controllo. E a terra le carte del governo Prodi</span></h3>
<p>.</p>
<h1><span style="color:#ea0000;">Protezioni inutilizzate sulle impalcature.  Il cantiere nel retro della sede della Presidenza del Consiglio</span></h1>
<p>.</p>
<p><strong></p>
<table class="foto-h-left" border="0" width="1" align="left">
<tbody>
<tr>
<td><img src="http://www.corriere.it/Media/Foto/2008/05/17/CANTIERE--180x140.JPG" border="0" alt="" width="180" height="140" align="left" /></td>
</tr>
<tr>
<td>Il cantiere di via dell&#8217;Impresa (foto Guaitoli-Lannuti)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span style="color:#ea0000;">ROMA — Lavorano anche di notte, senza casco, senza protezioni. </span></strong>Scivolando da lassù, secondo piano, ovviamente si può morire. Gli operai lo sanno, i datori di lavoro lo sanno. Lo sanno tutti. Ma nessuno evidentemente controlla. Scenario — fotografato a più riprese da martedì notte e fino al pomeriggio di ieri — un cantiere di lavori in corso. Non uno qualunque, però, è un cantiere simbolo in un palazzo simbolo. Un cantiere con tanto di impalcature in tubi innocenti allestito su una facciata di Palazzo Chigi, sede della Presidenza del Consiglio dei ministri. Sede del governo.</p>
<p><strong><span style="color:#ea0000;">Esterno notte, 23.45 di martedì scorso:</span> </strong>gli operai sono tre, entrano ed escono da una finestra di quel secondo piano, un piano più alto della norma trattandosi di palazzo nobiliare. Scaricano materiali, carrucole e travi che salgono e scendono con l&#8217;aiuto di mezzi meccanici. I caschi ci sarebbero, quelli gialli d&#8217;ordinanza previsti dalle normative. Ma restano appesi ai tubi, inutilizzati. Stessa scena, stessi protagonisti, anche mercoledì e ieri. Tornando di giorno, si pensa che le disattenzioni non ci siano più e i rischi siano evitati. Non fosse per altro che quel tratto di strada, via dell&#8217;Impresa, sul retro di Palazzo Chigi, è uno dei punti più controllati d&#8217;Italia. Da lì entrano ed escono le macchine del premier e dei ministri. Da lì ieri è uscito Berlusconi, in auto. Il premier ha abbassato il finestrino e fatto una battuta ai giornalisti: «Ho dato disposizione a tutti i ministri — ha detto sorridendo — di non rilasciare dichiarazioni in strada». Dunque?, gli chiedono. «Dunque dovete cambiare mestiere», ha scherzato il premier. Poco prima di lui, da quello stesso ingresso era uscita anche l&#8217;auto con a bordo il leader del Pd Walter Veltroni, lì per incontrare il capo del governo.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>Il su e giù di travi, il gettito di materiali e quegli operai </strong></span>senza casco né cintura erano sopra le loro teste, poco distanti, di lato, pochi metri dal viavai di gente, funzionari, telecamere, forze dell&#8217;ordine. Un cantiere irregolare nella sede del governo (esistono tristi precedenti in altri palazzi del potere, a Montecitorio per esempio, dove nel 2005 un operaio al lavoro sulla facciata della Camera dei Deputati precipitò dall&#8217;impalcatura causandosi fratture in tutto il corpo) non è comunque l&#8217;unico dato sorprendente. Ieri infatti, sulla stessa facciata posteriore di Palazzo Chigi si notavano anche, appena coperti da una barriera di siepi di alloro in vaso, cassonetti stracolmi di materiale cartaceo — centinaia di faldoni, cartelline, testi di e-mail con dicitura «priorità alta, riservato», appunti autografi di dirigenti e consiglieri politici — tutto gettato via alla rinfusa e in gran parte finito in terra.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>Avvicinarsi per capire di cosa si tratta è un gioco:</strong> </span>tutto materiale prodotto dagli uffici della Presidenza del Consiglio, ultimo governo Prodi (qualcosa anche di governi precedenti), accantonato con il recente cambio di esecutivo. Pescando a caso, una cartellina piena di fogli e con scritta a pennarello rosso involontariamente comica sul frontespizio: «Ddl Nicolais (ex ministro per l&#8217;Innovazione, ndr), modernizzazione pubblica amministrazione». <strong></p>
<p class="footnotes"><span style="color:#ea0000;">Edoardo Sassi</span><br />
<span style="color:#666699;"><strong>17 maggio 2008</strong></span></p>
<p class="footnotes">.</p>
<p class="footnotes">fonte:<a href="http://www.corriere.it/cronache/08_maggio_17/chigi_operai_senza_casco_460ef1c4-23d9-11dd-8b30-00144f486ba6.shtml">http://www.corriere.it/cronache/08_maggio_17/chigi_operai_senza_casco_460ef1c4-23d9-11dd-8b30-00144f486ba6.shtml</a></p>
<p class="footnotes">&#8230;</p>
<p></strong></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/solleviamoci.wordpress.com/2648/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/solleviamoci.wordpress.com/2648/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/solleviamoci.wordpress.com/2648/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/solleviamoci.wordpress.com/2648/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/solleviamoci.wordpress.com/2648/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/solleviamoci.wordpress.com/2648/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/solleviamoci.wordpress.com/2648/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/solleviamoci.wordpress.com/2648/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/solleviamoci.wordpress.com/2648/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/solleviamoci.wordpress.com/2648/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/solleviamoci.wordpress.com/2648/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/solleviamoci.wordpress.com/2648/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=solleviamoci.wordpress.com&blog=2846293&post=2648&subd=solleviamoci&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Prestiti via Web tra privati, è boom: &#8220;Basta con banche e finanziarie&#8221;</title>
		<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2008/05/17/prestiti-via-web-tra-privati-e-boom-basta-con-banche-e-finanziarie/</link>
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		<pubDate>Sat, 17 May 2008 10:10:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[economia]]></category>

		<category><![CDATA[società]]></category>

		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono sempre più apprezzati i siti che mediano tra chi offre e chi chiede danaro
Appare gratificante aiutare chi ne ha bisogno traendone anche un buon rendimento
.
Viaggio tra gli utenti di Zopa e Boober, online da alcuni mesi in Italia
Chi li ha scelti perché deluso da fondi e azioni, chi per fini sociali

di ROSARIA AMATO


ROMA - [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><h1><span style="color:#ea0000;">Sono sempre più apprezzati i siti che mediano tra chi offre e chi chiede danaro</span></h1>
<h1><span style="color:#ea0000;">Appare gratificante aiutare chi ne ha bisogno traendone anche un buon rendimento</span></h1>
<p>.</p>
<h2><span style="color:#666699;">Viaggio tra gli utenti di Zopa e Boober, online da alcuni mesi in Italia<br />
Chi li ha scelti perché deluso da fondi e azioni, chi per fini sociali</span></h2>
<p><span style="color:#666699;"><br />
<strong><span class="txt12"><em>di <span style="color:#ea0000;">ROSARIA AMATO</span></em></span></strong></span><!-- inizio FIRMA --><!-- fine FIRMA --><!-- fine SOMMARIO --></p>
<div class="fotosxb"><!-- inizio FOTO1 --><img src="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/economia/credito-mutui/prestiti-tra-privati/stor_3955761_39460.jpg" alt="&lt;B&gt;Prestiti via Web tra privati, è boom&lt;br&gt;&quot;Basta con banche e finanziarie&quot;&lt;/B&gt;" width="230" /><!-- fine FOTO1 --></div>
<p><!-- inizio TESTO --><br />
<span style="color:#ea0000;"><strong>ROMA - Delusione per gli investimenti</strong></span> effettuati in Borsa o attraverso gli intermediari finanziari, desiderio di coniugare un buon rendimento con la finalità sociale nell&#8217;impiego del proprio denaro, la linearità e la trasparenza delle procedure: sono queste le motivazioni principali di chi presta il proprio danaro attraverso Zopa e Boober, i siti in funzione da alcuni mesi che hanno introdotto in Italia <a href="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/economia/credito-mutui/nasce-zopa/nasce-zopa.html?ref=search"><span style="text-decoration:underline;">il peertopeer lending</span></a>, cioè il prestito remunerato tra privati a un tasso inferiore a quello di mercato. Chi invece chiede un prestito è attirato dalle condizioni migliori rispetto a quelle offerte dalle banche e, se si tratta di una persona &#8216;non bancabile&#8217; perché lavoratore precario o per altri motivi, dalla possibilità di ottenere con relativa facilità un prestito che altrimenti sarebbe magari costretto a chiedere a un usuraio.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>I &#8216;PRESTATORI&#8217;.</strong></span> &#8220;Non sono una persona esperta in materie finanziarie, e ho solo due lire messe via. - spiega Anna Maria De Luca, impiegata, 56 anni, un figlio di 33, &#8216;prestatrice&#8217; di Zopa - Non so se dal punto di vista del guadagno il mio investimento di 6.000 euro andrà bene, però sto già cominciando a ricevere i primi frutti, trovo gratificante vedere che questa cosa già funziona e se ne possa verificare l&#8217;andamento giorno per giorno sul sito. Al contrario, tempo fa ho investito in un fondo che sta andando malissimo, e nessuno sa darmi informazioni adeguate su cosa fare o semplicemente su chi devo chiamare. Penso che prima o poi me ne tirerò fuori, a costo di perdere tutti e 3.000 euro&#8221;.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>Deluso dagli investimenti </strong></span>effettuati attraverso le banche anche Marco, 26 anni, impiegato da tre nella direzione di una compagnia assicurativa: &#8220;Avevo acquistato azioni Enel con la privatizzazione, con mia sorella. Sono tuttora in perdita di almeno il 10-20 per cento. Di Zopa mi ha attratto la filosofia innovativa, mi piace l&#8217;idea di prestare senza intermediazione bancaria&#8221;. Attratto dal &#8216;fine sociale&#8217; dell&#8217;investimento, cioè dalla possibilità di aiutare una persona a realizzare un progetto personale o far fronte a una necessità, è anche Andrea Pietroboni, 45 anni, impiegato, che ha prestato 6.000 euro attraverso Boober: &#8220;Mi è piaciuta l&#8217;idea di questi prestiti on line senza l&#8217;utilizzo di finanziarie o banche, come apprezzo la possibilità di poter investire anche a breve termine. In passato avevo fatto un&#8217;assicurazione sulla vita, che si era rivelato però un impegno eccessivo, prolungato negli anni&#8221;.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>Ostilità verso gli investimenti bancari</strong></span> e in Borsa e solidarietà verso chi ha bisogno di un prestito e ha difficoltà a ottenerlo sono criteri comuni a quasi tutti gli utenti di Zopa e Boober, e sono ragioni che sembrano essere più importanti di quelle strettamente economiche, a cominciare dal rendimento. &#8220;Ho prestato 9.000 euro su Zopa - dice Andrea Rodolico, 33 anni, imprenditore informatico di Asti - soprattutto perché mi fa piacere che attraverso i miei investimenti ci siano persone che non debbano sottostare alle banche. Io l&#8217;ho fatto ai tempi della bolla Internet: è stato seguendo i suggerimenti di alcuni intermediari che ho lasciato un po&#8217; di sangue sulla pareti, da allora non mi fido un granché delle banche, agiscono solo a loro vantaggio. Mi fido invece delle persone alle quali ho prestato i miei soldi: l&#8217;onestà è molto più diffusa di quello che si vede nei giornali&#8221;.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>&#8220;C&#8217;è un concetto di base sociale</strong></span> - osserva Stefano Scardovi, 36 anni, commerciante - si va oltre i meri numeri, sapere che ho aiutato qualcuno che voleva sposarsi mi dà più soddisfazione che un fondo che magari investe in aziende che producono armi&#8221;. Naturalmente anche il rendimento del prestito è considerato un elemento d&#8217;interesse: &#8220;Prestare il mio danaro su Zopa per me è un modo di smobilizzare il danaro che altrimenti sarebbe fermo in banca a interessi zero: le banche purtroppo non sono enti di beneficenza, cercano di ottenere il massimo dai correntisti dando il meno possibile. - dice Fabio Grande, 36 anni, programmatore presso una software house di Torino - Ad oggi le alternative per guadagnare qualche soldo sono poche, a parte investire in Borsa come ho fatto io, ma i rendimenti ultimamente non solo solo decaduti, di più, è già tanto che non ci siano perdite. Zopa non mi renderà ricco, ma investire i miei soldi così mi rende certo più che investirli in banca o tenerli nel materasso&#8221;. Secondo Lino Di Santo, 25 anni, &#8216;prestatore&#8217; di Boober, non bisogna però andare troppo addosso a banche e finanziarie: lui stesso lavora in una Sgr del gruppo Intesa SanPaolo a Milano, peraltro. &#8220;Sono sistemi diversi: Boober e Zopa si basano sulla fiducia, una banca non può permetterselo, ha bisogno di garanzie&#8221;.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>I &#8216;RICHIEDENTI&#8217;.</strong> </span>Anche tra i richiedenti c&#8217;è un operatore finanziario professionista, Fabio Rumiz, di Pacento (Udine), 38 anni. &#8220;Gestisco fondi d&#8217;investimento alle Generali - spiega - e ho preferito chiedere il prestito di 10.000 euro che mi serviva per un impianto di pannelli solari su Boober per via del tasso particolarmente conveniente, 8% a 36 mesi. Però non so se presterei a mia volta del denaro: credo che sia sinceramente un po&#8217; rischioso&#8221;. Anche Maddalena Roversi, bolognese, 36 anni, impiegata statale, ha preferito Boober alle banche per via del tasso d&#8217;interesse: &#8220;Mi serviva per affrontare delle cure mediche, e le condizioni mi sono sembrate molto più leali. Quando ho fatto la mia richiesta, gli utenti di Boober hanno aperto un forum, e così sono emersi alcuni &#8216;prestatori&#8217; disponibili: mi sono sembrati decisamente più disponibili rispetto a una banca&#8221;.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>E così Enrico Savio, padovano, </strong></span>36 anni, docente universitario: &#8220;Volevo completare il giardino, mi servivano 5.000 euro, sul taeg offerto da Zopa c&#8217;era una differenza di quattro punti con le banche&#8221;. E&#8217; convinto di aver risparmiato parecchio, anche rispetto ai tempi per la procedura, pure Luciano Lobozzo, 46 anni, di Guidonia, sposato con 8 figli: &#8220;Mi servivano 7.000 euro per un impianto di pannelli solari: attraverso Zopa sono arrivati subito, nel giro di un paio di giorni, una procedura pratica e veloce&#8221;.</p>
<p><!-- do nothing --> <span style="color:#ea0000;"><strong>Mentre Enrica, 35 anni, impiegata,</strong></span> ha fatto ricorso a Zopa dopo che le banche le avevano chiuso le porte: &#8220;Mi servivano 2.000 euro per estinguere una morosità con il mio condominio, e avevo difficoltà a ottenerli da banche e finanziarie perché sono una precaria, lavoro nel telemarketing con contratti di collaborazione a progetto della durata massima di sei mesi e questo mi rende una categoria C, a rischio. Invece gli &#8216;zopiani&#8217; mi hanno dato fiducia: ci siamo stretti la mano, virtualmente, il prestito mi è stato erogato in tempi rapidissimi. E io, adesso, cerco di pagare le rate anche prima della scadenza: grazie a loro dormo sonni tranquilli, ho evitato di affidarmi agli usurai&#8221;.<br />
<!-- do nothing --> <!-- fine TESTO --> <span style="color:#666699;"><strong><em>16 maggio 2008<!-- fine DATA --></em></strong></span></p>
<p>fonte:<a href="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/economia/credito-mutui/prestiti-tra-privati/prestiti-tra-privati.html">http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/economia/credito-mutui/prestiti-tra-privati/prestiti-tra-privati.html</a></p>
<p>&#8230;</p>
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