Archivio | marzo 7, 2007

8 MARZO!









DONNE


Siamo la madre, l’amante, la sorella,
siamo la tua parte migliore,
quelle capaci di rendere bella
una giornata senza colore.


Siamo Penelope che disfa la tela,
ma anche Circe la seducente,
siamo Eva che coglie la mela,
ma anche l’amica, la confidente…


Siamo le donne che ti stanno al fianco,
quelle di cui non puoi fare senza,
che ti consolano quando sei stanco…
e che subiscono la tua violenza.


Siamo le figlie dei padri assenti,
siam le “sedotte e abbandonate”,
quelle che tacciono stringendo i denti,
siamo le mogli che son trascurate,


le prigioniere dietro ai fornelli,
sante di giorno e poi, nelle sere,
pronte a sciogliere i lunghi capelli
per simulare di provar piacere…


Siamo le donne che tengono accesa
una candela alla finestra,
quelle che sono invecchiate in attesa
di chi ha perduto la via maestra…


Siamo le donne ridotte ad oggetto
perché si vendano auto e profumi,
siamo la rondine sotto il tuo tetto…
Sì, siamo noi: le donne comuni.

Equo


Camera, portaborse & co.



Adesso l’abbiamo capito, oh si.. che la Legge è uguale per tutti (beh, quasi..), almeno per quanto riguarda il precariato.

Ci eravamo rotti la testa cercando di capire come mai il tema del lavoro precario avesse così poca presa sui nostri politici, passando notti insonni sui perché e per come in Italia ci fosse così poca sensibilità verso tale argomento e, anzi, pure sull’incomprensibile riottoso silenzio dei nostri politici. Silenzio rotto al più da frasi borbottate e smozzicate.. Una per tutte, il “caso umano” di bertinottiana memoria.

Ci hanno pensato le Iene, con il loro servizietto di lunedì scorso a darci soccorso e lumi in materia: il precariato, in questa nostra bella Patria di santi defenestratori, naviganti a vista e politici (in sostituzione dei poeti) del Nulla Cosmico, è ormai una salda istituzione, necessaria allo sviluppo del Paese e della sua componente più ricca. Politici compresi.

Risulta così che anche i loro portaborse sono precari assai, con stipendi da fame (700/800 euro al mese per 8/10 ore al giorno), nessun contratto e quindi, di conseguenza, nessuna tutela giuridica. Si ammalano? Affari loro. Maternità? (ah beh! un pò di castità non farebbe male..), sconosciuta. Ferie? A singhiozzo, e non sempre.

Per la verità qualcuno in regola sembra che ci sia (54 collaboratori su 683 accreditati a Montecitorio, ma anche lì non ci metterei la mano sul fuoco..). Ma forse ai nostri politici, oberati come sono da impegni, non compete il pensare a simili dettagli: ci sono i commercialisti per questo. Loro si limitano a incassare prebende e rimborsi, che già è una fatica mantenere in ordine un siffatto tipo di contabilità. Le voci sono talmente tante e disparate che c’è davvero di che perdere la testa. Vorrei vedere voi: 5486 euro di indennità, 3300 di rimborsi per tragitti da casa all’aeroporto, 4100 per spese varie (tra le quali il “collaboratore”: sta a vedere che non lo sapevano..). E tutto questo al mese!. Senza contare lo stipendio, partecipazioni a commissioni, ecc. Ah già, e 6000 euro di rimborso annuo per spese telefoniche..

Ora sembra che il Governo, nelle vesti del Ministro per l’Attuazione del Programma Giulio Santagata, abbia deciso di dare una bella strigliata ai signori deputati.

E si spera che non sia solo un atteggiamento ipocrita..

mauro