Archivio | marzo 21, 2007

NON C’E’ PIU’ RELIGIONE

Quando Prozac e Ritalin danno alla testa..

Dobbiamo crederci? Il Secolo d’Italia che riabilita “Bella ciao” dicendo che in fondo è una bella canzona e la si può anche cantare.. Il Boss-padan che elegge il Che a simbolo di libertà e lo “arruola” a forza come testimonial per la campagna di tesseramento giovani..
Davvero, c’è da credere che il mondo stia impazzendo e che non ci sia più limite all’assurdo. Noi magari ci facciamo le canne, ma questi si sparano cannoni.. e manco li reggono bene.
Mah.
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Hasta la Padania

La Lega di Arzignano sceglie l’immagine di Guevara per attirare i giovani al tesseramento. Un abbaglio? Macché: «perché era un combattente per la libertà e non era comunista»

di Loska

El Nord, unido, Jamas serà vencido

Da non crederci. Anzi, “rob de mat”, direbbero loro. Sta di fatto che la Lega, quella che ce l’ha duro, quella che i comunisti devono morire, etc etc etc, ha assoldato niente popo’ di meno che Che Guevara. Il Che. Ernesto Guevara. Quello che da anni imperversa su milioni di magliette rigorosamente rosse, ora si trova improgionato in campo verde.

Come mai? “Non era comunista. Non è acrobatico avere arruolato Guevara fra i martiri della libertà: in fondo lui credeva a quel che faceva e ci si è anche coscientemente giocato la pelle, e questo gli merita rispetto”. In fondo, Che Guevara mica era un comunista, ma solo un rivoluzionario Marxista.

Insomma, quisquilie, in realtà se fosse nato oggi sarebbe leghista pure lui, pensano dalla sede di Arzignano del celebre partito, famoso per le esternazioni omofobe, xenofobe e razziste di alcuni dei suoi più imponenti uomini di facciata. E proprio il Che, quello di “Fino a quando il colore della pelle non sarà considerato come il colore degli occhi noi continueremo a lottare”, proprio lui è l’uomo perfetto per questa missione.

Per salvare il popolo oppresso del Nord dagli squallidi Sudisti che ne vogliono approfittare. Sudisti, o musulmani, o cinesi, insomma chiunque non sia veneto da almeno 8 generazioni. “Il guerrigliero è un riformatore sociale, il quale impugna le armi per rispondere all’irata protesta del popolo contro l’oppressore e lotta per cambiare il regime sociale colpevole di tenere i suoi fratelli inermi nell’ombra e nella miseria.” Il popolo oppresso, le ingiustizie, la Rivoluzione, la miseria. Qualsiasi cosa si dica, di Che Guevara, qualsiasi idea si abbia sul suo operato, questa operazione pubblicitaria leghista non può come essere etichettata come una stupidaggine.

Un’offesa non tanto all’immagine odierna del Che, nemmeno alla sua battaglia in quanto tale, quanto agli ideali che sottendevano il suo operato. Salvare il popolo dall’oppressione, eliminare le disuguaglianze, restituire la libertà, permettere a chiunque di vivere in maniera dignitosa.

Con che faccia un partito come la Lega ha potuto sputare su queste idee, per appropriarsi di ‘un’immagine? E’ la pubblicità: fare scalpore, far parlare, nel bene o nel male. Certo che anche questo non dovrebbe mai trascendere alcuni invalicabili paletti, primo fra tutti quello del buon gusto. Ma alla Lega, il buon gusto, chi lo conosce? E dunque che ci importa: anzi, consiglio alla lega i prossimi testimonial, gente che ha lottato per un ideale e ci ha rischiato la pelle: Adolf Hitler e Osama Bin Laden, tanto per dirne due.

Alla Lega, in fondo, cosa importa? Lungi dal capire che esiste una cosa chiamata Idea (e non mi stupisce), per essere annoverati da loro come “Martiri della Libertà” basta essere morti per un’idea qualsiasi: anche quella di far soldi o sterminare altri popoli. D’altra parte, eccoli i padani: “Tutti voi di Radio Padania Libera, della Padania e Telepadania siete i migliori, favolosi: mi prudon le mani con tutti gli altri. W la Lega,w la Padania libera, w noi! I have a dream! Chiudere questo Governo di pagliacci in uno dei loro amati centri sociali con i loro amici tossici, immigrati e zingari! Che tristezza. Al voto subito Padania Libera.” O, se preferite “Continuiamo ad aprire le porte a questi extracomunitari, incivili, arroganti, a cui non siamo in grado di insegnare nulla, con cui non ci sarà mai dialogo. È un problema.”

Insomma, con gente così, uno come Che Guevara ci starebbe a pennello. Ma dall’altra parte e con un fucile.

tratto da Giornalettismo

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“Le persone non sono ridicole se non quando vogliono parere o essere quel che non sono” (Giacomo Leopardi)