Archivio | marzo 30, 2007

CUL-IN-ARIA all’italiana.. ovvero, come ti cucino i contadini del Burkina

I fagiolini del Burkina Faso

di Luigi Marino

Roma 29 marzo 2007

La recente polemica di “Liberazione” con le Coop, accusate di atteggiamento neocoloniale per l’importazione di fagiolini dal Burkina Faso a prezzo concorrenziale rispetto a quello dei produttori italiani, non può restare senza commenti.


Qualche anno fa i senatori (di tutte le parti politiche!) eletti in Sicilia, operarono d’intesa per procrastinare ripetutamente la ratifica di un Trattato con il Marocco sull’assunto che le arance eventualmente importate potessero mettere in crisi le produzioni nostrane. Una “chiusura protezionistica” soprattutto nei confronti di uno dei paesi più poveri del mondo come il Burkina, da sinistra non può non sorprendere e rivela una ambiguità ideologica di approccio al problema.

Perché, più che il “capitalismo compassionevole” fatto di qualche spicciolo da elargire per la lotta contro la fame, la sottonutrizione o contro l’AIDS, solo l’apertura dei nostri mercati ai prodotti dei paesi poveri, insieme alla cancellazione dei debiti, può costituire l’aiuto concreto e solidale, di cui quelle popolazioni hanno bisogno. E’ inutile battersi da un lato per rafforzare la cooperazione allo sviluppo dei paesi poveri e poi chiudere loro le porte in faccia.

Il Presidente del Perù, A.Toledo, ebbe a dire testualmente: “Se fosse possibile vendere i nostri prodotti agricoli senza barriere in Europa o negli Usa, se ci fosse meno protezionismo, i 22.000 ettari coltivati a coca nel mio paese potrebbero essere convertiti al caffè o al cotone.” In sostanza accusò gli europei e i nordamericani di favorire con il loro atteggiamento il narcotraffico ed il terrorismo nel suo continente. E sulla stessa linea Blaise Compaorè, Presidente del Burkina Faso: “L’occidente chiede solidarietà nella guerra al terrorismo, ma dovrebbe capire che i sussidi (all’agricoltura e non solo a questa!) sono per noi terrorismo: se non vendiamo moriamo di fame e di miseria”. Lo stesso Kofi Annan, nel suo intervento nel Senato italiano dell’aprile 2000, così si espresse: “In Europa si spende il 7% del PIL in varie misure di tipo protezionistico del commercio.

Non vi è dubbio che alcuni gruppi europei traggano vantaggio da questa situazione, ma deve pur esserci un modo meno costoso per farsi aiutare dai propri connazionali. Garantendo ai prodotti dei paesi poveri libera circolazione, questi paesi ne trarrebbero un beneficio di gran lunga maggiore di quello che ricevono dall’assistenza allo sviluppo. Milioni di poveri passerebbero dalla miseria ad una vita decente”. La linea da seguire non può essere che questa!

http://www.comunisti-italiani.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=2875



Leggi anche:

SINISTRA DIVISA SUI “FAGIOLINI EQUI” DELLA COOP

http://www.greenplanet.net/content/view/18796/1/

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Non si capisce se certe polemiche in seno alla sinistra siano solo stupide o altresì pilotate ad arte.

Preferite un contadino di Burkina così..

o così?

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Una vacanza diversa?

CAMPO DI LAVORO IN BURKINA FASO 2007

http://www.oikos.org/campi/2007/burkinafaso.htm