Archivio | maggio 10, 2007

La Cannabis cura il cancro?









Spagna. La cannabis potrebbe combattere le cellule cancerogene

Una ricerca realizzata dall’Universita’ Complutense di Madrid ha dimostrato che la cannabis puo’ avere effetti benefici contro il cancro. Il principio attivo dell’hashish e’ risultato in grado d’intervenire sulle cellule cancerogene, di distruggerle e, nello stesso tempo, di mantenere vive le cellule sane. Il responsabile dei lavori che hanno permesso di giungere a questa conclusione, Manuel Guzman, del dipartimento di Biochimica e Biologia Molecolare dell’ateneo madrileno, ha illustrato ai futuri medici la portata di questa ricerca. Per ora, i buoni risultati si sono ottenuti in laboratorio e lavorando sui topi, non sull’uomo. Ma le risposte emerse consentono di pensare a futuri trattamenti contro il cancro, migliori e piu’ sicuri.

Il cammino e’ pero’ ancora lungo. “Ci sono problemi molto complessi da risolvere, poiche’ chiarire a livello molecolare come una sostanza, la stessa, possa produrre effetti duali tra una cellula normale e una tumorale, non e’ affatto ovvio”, avverte. I laboratori, il suo e i tanti gruppi internazionali che lavorano a questo progetto, potranno forse risolvere il rompicapo nei prossimi anni. Sta di fatto che elaborare un farmaco da usare nella terapia contro il cancro, partendo da questa scoperta, e’ una storia ancora tutta da scrivere. E il tempo che servira’ per ottenere dei risultati applicabili nella pratica clinica, nell’attivita’ quotidiana degli ospedali, “e’ incalcolabile”, anche supponendo che tutto proceda per il verso giusto. In ogni caso, l’importanza della ricerca non sono tanto le conseguenze pratiche che si potranno avere a breve termine, bensi’ la porta aperta verso nuove ricerche sul cancro.

Il lavoro dell’equipe di Manuel Guzman consiste nello studio di come i composti attivi della marjiuana, i cosiddetti cannabinoidi, agiscono sull’organismo. Queste ricerche intendono verificare, tra l’altro, se i cannabinoidi sono capaci d’indurre la morte di cellule nervose, vale a dire dei neuroni o se, viceversa, possono addirittura potenziare la loro sopravvivenza. Molte sostanze che si utilizzano in farmacologia, molti medicamenti, vanno bene per certe cose, ma sono tossiche per altre parti dell’organismo. L’effetto duale, nel caso della cannabis permetterebbe, per quanto e’ dato sapere, di salvaguardare le cellule normali e, contemporaneamente, d’indurre la morte di quelle tumorali. Il professor Guzman spiega che e’ necessario avviare saggi clinici, con pazienti, per verificare se cio’ che e’ emerso nelle cellule coltivate in laboratorio e nei ratti, avviene anche nelle persone. Ma prima bisognera’ chiarire diverse altre questioni. Per esempio, quali dosi servono per ottenere l’uno o l’altro effetto.

Fonte: ADUC

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Profes.net entrevista a Manuel Guzmán Pastor, biólogo molecular. “Los cannabinoides son capaces de matar a las células de glioma sin afectar a las normales”.

http://www.bg.profes.net/puntovista2.asp?id_contenido=46403

Stevia: una piccola pianta contro l’industria saccariera

Stevia è il nome abbreviato di una pianta fantastica che, non solo per le sue proprietà dolcificanti, ma anche dal punto di vista medico (vedi diabete) si è rivelata un vero toccasana. Dichiarata dall’Unione Europea pianta non commestibile, può essere coltivata ma non commercializzata. Perché? Perché gli industriali dello zucchero raffinato e dei vari dolcificanti in commercio non gradiscono..
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Originaria del Paraguay, la Stevia rebaudiana Bertoni presenta delle foglie che hanno un potere dolcificante quaranta volte superiore a quello dello zucchero. La Stevioside estratta dalla pianta è, a sua volta, trecento volte più dolcificante! La Stevia è attualmente utilizzata come edulcorante in Giappone, in America latina, in Cina, e come complemento alimentare negli Stati Uniti ma è… proibita in Europa.

Un’alternativa allo zucchero, ai dolcificanti di sintesi… e agli industriali del settore?

La Stevia rebaudiana Bertoni fa parte della famiglia delle Asteracee e del genere Stevia che raggruppa 154 specie. Questa pianta alta circa 60- 100 cm , resistente e non selvatica, è originaria del nord-est del Paraguay. Gli indiani Guaranì utilizzarono questa “erba dolce” fin dai tempi precolombiani per dolcificare la loro bevanda principale, il màte. Il nome della specie, “rebaudiana”, le è stato conferito in omaggio al chimico Rebaudi che per primo è riuscito ad isolare la sostanza edulcorante contenuta nella pianta. Moises Bertoni, direttore della facoltà di agraria di Asuncion in Paraguay, è stato invece il primo a pubblicare una descrizione della pianta nel 1899, ma l’aveva confusa con un’agrimonia e l’aveva chiamata infatti Eupatorium rebaudiarium. E qualificativo “Bertoni” sarà accolto solo più tardi, in seguito a ricerche portate avanti da botanici tedeschi che hanno corretto l’errore. Si può comunque ascrivere a merito di Bertoní il fatto che la sua “scoperta” ha facilitato la diffusione e portato in tutto il mondo la fama della Stevia.

Così questa pianta, per il grandissimo potere dolcificante delle sue foglie, è attualmente coltivata e commercializzata in Paraguay, in Messico, in Brasile, in Giappone – dove è presente nel 50% dei prodotti dolcificanti – in Cina, in Malesia e in Corea del Sud. Le sue foglie sono lasciate seccare per essere poi ridotte ad una polvere più o meno raffinata, che può essere verde o bianca. Il suo successo commerciale in quei paesi è dovuto al grande potere dolcificante conferitole dal composto molecolare “stevioside” che rappresenta all’incirca il 10% della materia secca della pianta.

Commercializzazione limitata
La Stevia , molto popolare in America Latina e in Asia, non può essere commercializzata in Europa; non essendoci infatti mai stati dei consumi significativi di essa all’interno dell’Unione Europea, è considerata fuori legge.
Le decisioni della Commissione Europea sono particolarmente chiare: la Stevia , “pianta e foglie secche”, non può essere messa sul mercato come “alimento o ingrediente alimentare” (1) o come edulcorante (2) – ma nulla ne vieta la commercializzazione come pianta ornamentale.

La Commissione si basa non su una presunta tossicità, ma sulla mancanza di dati disponibili. Il deputato europeo Graham Watson in una petizione rivolta alla Commissione (3) fa notare che i dati sono insufficienti sia per autorizzare che per proibire definitivamente la commercializzazione della Stevia a fini alimentari. Il commissario Byrne di rimando sostiene, nella sua replica del 3 luglio del 2000, che possono esser presentate nuove domande. In pratica, la decisone della Commissione ha portato ad un quasi totale abbandono delle varie iniziative in favore della Stevia in Europa e in particolare di un programma di coltivazione di questa pianta nel sud Europa (4).

Tuttavia alcuni scienziati, come il Dottor Jan Geuns della Università Cattolica di Lovanio, la cui richiesta di autorizzazione è all’origine della presa di posizione da parte della Commissione, hanno continuato le ricerche e sono categorici sull’innocuità della pianta.
Il dossier della Stevia potrebbe dunque essere riaperto, su pressione scientifica e mediatica, visto che una società francese che distribuiva polvere di Stevia è attualmente sotto processo.

La Stevia fa concorrenza ai dolcificanti
La Stevia è una concorrente diretta dei dolcificanti di sintesi poiché come questi non contiene calorie e ha un grande potere dolcificante. Anzi sembra che la Stevia non presenti rischi per la salute. La questione del possibile effetto cancerogeno dei dolcificanti di sintesi è stata più volte sollevata. 7000 reclami contro l’aspartame sono stati inviati tra il 1982 e 1995 alla Food and Drug Administration (FDA) americana, mentre nessun reclamo è mai stato registrato finora sulla Stevia.
Non esiste alcuno studio sulla salute degli Indiani Guaranì che abbia sollevato dubbi riguardo ai possibili effetti negativi del loro consumo quotidiano di 10 caraffe di màte dolcificato con la Stevia. Può essere la Stevia oggetto di censura? Negli Stati Uniti nel 1991 la FDA aveva proibito l’uso della Stevia come additivo alimentare e ne aveva vietata l’importazione. Sotto la pressione di consumatori e produttori, la FDA ha accettato nel 1995 di autorizzare la vendita della Stevia a titolo di “complemento alimentare”, ma la sua commercializzazione come dolcificante è tuttora vietata.

La commercializzazione della Stevia è autorizzata in Giappone e nei paesi dell’America Latina dove gli studi necessari a consentire l’immissione sul mercato hanno determinato la sua innocuità. E governo canadese sta sviluppando attualmente un programma scientifico per incoraggiare la produzione della Stevia.

Un sostituto dello zucchero
Certamente la Stevia è un concorrente per l’industria dello zucchero, dato che non è calorica e può facilmente essere coltivata, come il basilico, da chiunque per uso personale. L’Afssa ha raccomandato in un recente rapporto una diminuzione del 25% nel consumo quotidiano di zucchero, responsabile, almeno in parte, del sovrappeso che affligge, secondo alcune stime, A 19% dei bambini.
E’ meglio trovare i glucidi negli zuccheri lenti, che si digeriscono e si assimilano lentamente, favorendo l’aumento regolare e la stabilizzazione del tasso di glucosio nel sangue. Secondo i sostenitori della Stevia, questa pianta, diversamente dallo zucchero, presenta dei vantaggi per la salute, come ad esempio la regolazione del diabete e dell’ipoglicemia, a condizione di un consumo sufficiente di zuccheri lenti che la Stevia non rimpiazza, permettendo però di soddisfare il nostro fabbisogno profondo, e difficilmente eludibile, di zucchero.

Una pianta per uso industriale?
La questione non si può ridurre tuttavia all’opposizione tra gli zuccherifici chimici “grandi e cattivi” e i “piccoli” produttori di Stevia, perché nei paesi in cui la Stevia è entrata nel mercato a pieno titolo, è diventata un prodotto industriale come tutti gli altri. Così ad esempio nel 1970 il Giappone ha bandito l’uso degli edulcoranti artificiali (aspartame e saccarina) per motivi sanitari e nello stesso momento un consorzio giapponese metteva a punto un metodo per l’estrazione dei glucosidi della Stevia. Lo Stato giapponese ha allora autorizzato l’estratto di Stevia come dolcificante alimentare e in questo paese l’estratto è ormai presente in una grande quantità di prodotti agro-alimentarí: dalla salsa di soia alle bevande gassate, dalla gomma da masticare alle focacce e ai dolci di riso.

Se si vuole consumare la Stevia in Europa, dunque, il mezzo più sicuro per sfuggire alla logica industriale è di coltivarsela da soli: le foglie si possono consumare così come sono, al naturale!

Note
1 Decisione della Commissione del 22 febbraio del 2000 n’2000/196/CE relativa A rifiuto di autorizzazione di immissione sul mercato della Stevia rebaudiana Bertoni: “pianta e foglie secche” considerata come nuovo alimento o nuovo ingrediente alimentare, in conformità alla normativa (CE) n’258/97 sugli alimenti nuovi.
2 Commissione Europea, Scientific Committee on Food, CS/ADD/EDUL/167 finale, 17 giugno 1999, “Opinion on stevioside as eweetener”.
3 Official Journal of the European Communities, written question E- 1466/00.
Il documento è del 10 maggio del 2000, la risposta del Commissario Byrne è del 3 luglio del 2000 e la pubblicazione del 18 aprile 2001.
4 Studio realizzato presso l’Istituto di tecniche agrarie dell’Università di Hobenheim dal prof. Thomasjungbluth in collaborazione con l’università di Algarve de Faro in Portogallo. Sito: http://www.uni-hohen-heim.de

Corinne Smith, editorialista dell’edizione francese de L’Ecologiste

www.disinformazione.it

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Benefits of Stevia

  • Highly Nutritious
  • Can lower blood sugar in diabetics, also regulates blood sugar in non-diabetics.
  • Can lower elevated blood pressure
  • Kills bacteria that cause tooth decay
  • Can increase energy levels and mental activity
  • Help reduce cravings for alcohol and tobacco
    More Information Click Here

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Un titolo suggerito:

Stevia

Autore: Sahelian, Ray – Gates, Donna

Formato: 17×24

Numero Pagine: 120 Anno

Pubblicazione: 2002

Costo: € 15.00

lo trovate al link:

http://www.miabbono.com/cerca.php?sezione=shop&estero=no&trova=trova&titolo=stevia&editore=&cerca.x=24&cerca.y=9

Comunicato A.N.S.I.A.


COMUNICATI DELL’AGENZIA
A.N.S.I.A
(Anche Noi Sappiamo Inventare Aneddoti)


· ROMA – Papa Ratzinger annuncia che farà riscrivere la storia dei dodici apostoli: si chiamerà “La Compagnia dell’Agnello”;

· CLAMOROSO: Gimli, invaghito di Biancaneve, chiede di cambiare storia. Brontolo si lamenta;

· NOTIZIE SPORTIVE: Gollum rinuncia a catturare i pesci a mani nude e si dedica a canna e lenza diventando un grande esperto di lombrichi: il Signore degli Anellidi;

· ULTIMA ORA: Aragorn, dopo aver indossato la corona di Gondor, si dà alla bella vita cambiando il suo soprannome in Gran Spasso;

· SPETTACOLI: grande successo del gruppo musicale di Mordor, la celebre Ork-estra;

· CRONACA NERA: arrestati i Nazgul dalla Guardia Forestale: erano cacciatori di Frodo;

· POLITICA INTERNA: Pipino e Merry si dichiarano favorevoli al riconoscimento delle coppie di fatto;

· PUBBLICITA’: Gandalf testimonial di un noto detersivo: “Prima di conoscere Lavaben ero Gandalf il Grigio… Ora sono Gandalf il Bianco”;

· SMENTITA: Vermilinguo nega d’essersi candidato nelle liste di Forza Italia: “Sono troppo ambigui”, dichiara;

· RIVELAZIONI: Samvise Gamgee dichiara ad un giornalista di Cronaca Vera che neanche lui sa cosa accidenti sia un Gaffiere;

· GUERRA: un convoglio di navi elfiche diretto ad Ovest è stato attaccato da aerei della Guardia Costiera degli Stati Uniti. “Non ne possiamo più di questi immigrati clandestini!” ha dichiarato il colonnello Brainstone;

· ECOLOGIA: avviso di garanzia per Frodo e Sam per l’uccisione di Shelob: “Era una specie in via d’estinzione!” dichiara Pecoraro Scagno. “Anche noi due!” replicano gli Hobbit;

· POLITICA INTERNA 2: Gandalf candidato premier del Partito Democratico. “Solo un Mago può farcela” dichiara Fassino;

Equo…

Giornata Mondiale del Commercio Equo Solidale

In occasione del World Fair Trade Day del 12 Maggio, Altromercato sottolinea il proprio impegno per il diritto all’infanzia



E’ dedicata ai bambini e al loro diritto a crescere in condizioni di piena dignità la sesta edizione della Giornata Mondiale del Commercio Equo e Solidale, indetta per la giornata del 12 maggio. Altromercato, principale organizzazione di commercio equo e solidale operante in Italia, festeggia la ricorrenza insieme al movimento fair trade globale e prende posizione sul tema dei diritti dei minori.

Queste le considerazioni di Giorgio Dal Fiume, presidente Altromercato:
Il World Fair Trade Day solleva quest’anno il tema del diritto all’infanzia, ancora tutt’altro che acquisito in numerosi contesti sociali, culturali e lavorativi.

Il lavoro minorile è una piaga ancora aperta, in particolare nel settore del tessile: proprio su questo fronte, Altromercato è impegnato in prima fila con la campagna Tessere il Futuro, che mette in discussione le attuali dinamiche di coltivazione e tessitura del cotone. Allo sfruttamento del lavoro, anche dei bambini, Altromercato contrappone l’esperienza, realizzata in Argentina, di una filiera tessile ispirata ai valori del commercio equo e solidale, dove le diverse fasi di produzione si attengono al rispetto di condizioni di lavoro dignitose.

L’impegno di Altromercato è, però, rivolto anche ai bambini del Nord del Mondo, per farne dei consumatori consapevoli. Protagonisti dei percorsi educativi Altromercato, i più piccoli vengono ‘allenati’ a leggere la realtà che li circonda. Momenti di approfondimento e attività nelle scuole (proposti anche attraverso ‘Percorsi didattici lungo il filo del cotone’, una guida per educatori e insegnanti), visite guidate nelle botteghe, gite e giochi diventano altrettanti strumenti per stimolare l’interesse dei bambini verso altre culture, introdurre la comprensione di punti di vista diversi, scoprire i meccanismi che generano impoverimento e sottosviluppo.

Ha da poco preso il via anche il concorso ‘Io ho la stoffa giusta, e tu?’ per l’ideazione del logo da stampare sulle magliette della filiera equo solidale argentina: anche in questo caso, gli alunni delle scuole saranno i protagonisti. Crediamo, dunque, che nel cammino per la costruzione di un mondo più vivibile per tutti e per i bambini in special modo, il commercio equo e solidale possa giocare un ruolo importante nell’affermazione di un modello economico giusto e di una cultura solidale e consapevole.”

Altromercato, 8 maggio 2007


http://www.altromercato.it/it/