Archivio | maggio 17, 2007

SOLARE!! Informazioni importanti

DETRAZIONE DEL 55% SUGLI IMPIANTI SOLARI TERMICI!

L’attuale legge finanziaria consente di installare pannelli solari termici (quindi per produrre acqua calda dal Sole o riscaldamento dal Sole, ma NON per i pannelli fotovoltaici che generano energia elettrica, visto che per essi esiste già una sorta di contributo denominato conto energia!) con la
possibilità di recuperare in 3 anni grazie all’IRPEF il 55% della spesa sostenuta.


In pratica è come pagare il 55% in meno il proprio impianto solare; questa iniziativa è fatta anche per evitare di dipendere continuamente dai finanziamenti a fondo perduto che ormai hanno drogato il mercato e i clienti, facendo sì che la gente sia interessata alla tecnologia solare solo quando intravede la possibilità di ricevere dei contributi.
Ora finalmente non ci dovrebbero più essere scuse: recuperare il 55% della spesa rende gli impianti solari per acqua calda o riscaldamento abbordabili come prezzi e i tempi di ammortamento degli impianti sono sicuramente ragionevolmente sotto i 7-10 anni.
Per maggiori informazioni puoi visitare queste pagine:

http://www.ecorete.it/solare-produzione-acqua-calda-sole.php

oppure per conoscere i prezzi: http://www.ecorete.com sotto la voce ‘kit solari termici’ o ‘riscaldare abitazioni’

Nota bene: il recupero dell’irpef del 55% è valido anche se cambi i tuoi serramenti e ne metti altri a maggior efficienza energetica, oppure se metti una caldaia più performante e per molti altri lavori volti a migliorare l’efficienza energetica (per cui spendi meno tu e inquini di meno….)
per trovare maggiori informazioni su questa iniziativa:

http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/fin2007.htm
http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/faq.htm

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IMPIANTI SOLARI A COSTO ZERO….

E’ finalmente ripartito da fine Aprile il conto energia che permette in pratica di realizzare un impianto fotovoltaico che genera energia elettrica dal Sole e di rivendere tale energia al Gestore
Elettrico, permettendo così di ammortizzare l’impianto in un periodo che va da 6-7 anni per chi abita al Sud e di 8-12 anni per chi abita al Nord.

Questo contributo è attivo sia per i privati che per le aziende e permette di trasformare il proprio impianto solare in un investimento vero e proprio.
Proprio come è accaduto in Germania, dove iniziative di questo genere hanno permesso una fortissima crescita di questo settore con impianti solari diffusissimi.

per maggiori informazioni clicca qui:

http://www.ecorete.it/conto-energia.php

la cosa interessantissima ed abbastanza recente è che ormai quasi tutte le Banche hanno capito l’importanza di questo contributo ed offrono mutui o leasing a tassi interessanti per far sì che
in pratica il cliente non paghi nulla l’impianto, il fornitore venga liquidato direttamente dalla Banca e il mutuo venga pagato con i soldi che il cliente ottiene dalla vendita dell’energia elettrica.
Il risultato è che il cliente ha energia gratis e dopo un certo numero di anni estingue il mutuo grazie ai profitti ottenuti con la vendita dell’energia stessa, tenendo poi conto che l’impianto solare dura dai 30 ai 100 anni, (ovviamente ci potranno essere guasti all’impianto, ma statisticamente non superiori ad uno ogni 15-20 anni di importo inferiore ai 2.000 euro) penso che a questo punto veramente
anche chi non ha troppi soldi da investire possa finalmente pensare seriamente ad un impianto solare!

esempi di Banche che hanno attivato questi mutui solari:

http://www.bancapopolareitaliana.it/index.php?option=com_content&task=view&i
d=241&Itemid=310
http://www.bancaetica.com/spot/popup_mbe.php?id=3249
http://www.bccbanca1897.it/pdf/mutuoverde45.pdf
http://www.mps.it/Per+la+tua+azienda/Supporta+la+crescita+dell+azienda/Welco
me+energy.htm
http://www.sanpaolo.com/scriptIbve/vetrina/spimi/prestiti/ecoprestito.jsp

e per chi è fortunato ed abita in uno dei Comuni lombardi che hanno approvato un regolamento comunale a basso impatto ambientale, si vede anche la Provincia rimborsare gli interessi del mutuo sostenuto:

http://www.provincia.milano.it/ambiente/novita/novita_dettaglio.jsp?id=174

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CORSI SOLARI RIMBORSABILI

Inauguriamo anche l’iniziativa ‘corsi rimborsabili’ per chi del Sole vuole fare il proprio lavoro.

il 23 e 24 Maggio teniamo un corso per installatori/progettisti di impianti fotovoltaici ad Arluno ( MI ).
Il costo del corso si potrà recuperare quasi interamente se nei 4 mesi successivi ad esso l’installatore acquisterà per se stesso (giusto perché crediamo che parlare di impianti solari e non averne installato uno sulla propria azienda o a casa propria significa non avere molta credibilità verso i clienti) o per i propri clienti un impianto fotovoltaico non pagherà le spese di progettazione e di burocrazia legate all’ottenimento del contributo in conto energia per gli impianti che realizzerà appunto in questi quattro mesi.
Si tenga conto che tali spese vanno dai 250 ai 500 euro + iva per impianto!

Inoltre gli installatori / progettisti che effettueranno questo corso (o che hanno frequentato uno dei corsi passati), ed aquisteranno almeno un kit fotovoltaico da noi, verranno inseriti in un apposito elenco e diventeranno i nostri referenti locali per le installazioni dei nostri clienti, con lo scopo di potenziare la nostra rete di installatori distribuiti su tutto il territorio nazionale.
Imponiamo l’acquisto di uno dei nostri kit proprio perché così quando segnaleremo un cliente ci potremo fidare del fatto che si conoscano i nostri prodotti: ci scusiamo se sembra una forzatura commerciale, ma è più una cosa in buona fede che non un trucco di marketing per vendere per forza uno dei nostri kit!

Ti puoi iscivere o trovare maggiori informazioni qui:
http://www.ecorete.it/corsi-installazione-impianti-solari.php

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DE DELICTIS GRAVIORIBUS

Per chiudere il discorso papa e pedofilia, ecco la lettera originale in latino che ha tanto scandalizzato: dato che qualcuno sembra avere dubbi sulla veridicità dei fatti, con quanto pubblichiamo crediamo di poter fugare ogni dubbio.
Tuttavia vi è un’avvertenza: questa lettera “aggiorna” e non annulla quanto legiferato in precedenza. E cioè il crimen sollicitationis (Instructio. De modo procedendi in causis de crime sollicitationis). Questo il link: testo latino, 1.9 MB PDF

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CONGREGATIO PRO DOCTRINA FIDEI



EPISTULA
a Congregatione pro Doctrina Fidei missa
ad totius Catholicae Ecclesiae Episcopos
aliosque Ordinarios et Hierarchas interesse habentes:
DE
DELICTIS GRAVIORIBUS
eidem Congregationi pro Doctrina Fidei reservatis

Ad exsequendam ecclesiasticam legem, quae in articulo 52 Constitutionis Apostolicae de Romana Curia enuntiat: «Delicta contra fidem necnon graviora delicta tum contra mores tum in sacramentorum celebratione commissa, quae ipsi delata fuerint, [Congregatio pro Doctrina Fidei] cognoscit atque, ubi opus fuerit, ad canonicas sanctiones declarandas aut irrogandas ad normam iuris, sive communis sive proprii, procedit»,[1] necesse erat in primis definire procedendi modum de delictis contra fidem: quod peractum fuit per normas, quarum inscriptio est Agendi ratio in doctrinarum examine, a Summo Pontifice Ioanne Paulo PP. II ratas atque confirmatas, simul articulis 28-29 in forma specifica approbatis.[2

Eodem fere tempore Congregatio pro Doctrina Fidei per Commissionem ad hoc ipsum institutam operam dabat diligenti canonum de delictis studio, sive Codicis Iuris Canonici, sive Codicis Canonum Ecclesiarum Orientalium, ad determinanda «graviora delicta tum contra mores tum in sacramentorum celebratione», ad perficiendas quoque normas processuales speciales «ad canonicas sanctiones declarandas aut irrogandas», quia Instructio Crimen sollicitationis hucusque vigens, a Suprema Sacra Congregatione Sancti Officii edita die 16 mensis martii anno 1962,[3] recognoscenda erat novis Codicibus canonicis promulgatis.

Attente perpensis votis et factis opportunis consultationibus, Commissionis opus tandem ad finem pervenit; Congregationis pro Doctrina Fidei Patres accuratius idem examinarunt, Summo Pontifici subiciendo conclusiones circa determinationem graviorum delictorum et modum procedendi ad sanctiones declarandas aut irrogandas, firma manente eiusdem Congregationis Apostolici Tribunalis exclusiva in hoc competentia. Quae omnia ab ipso Summo Pontifice adprobata, confirmata et promulgata sunt per Litteras Apostolicas Motu Proprio datas, quarum initium sumit a verbis Sacramentorum sanctitatis tutela.

Graviora delicta tum in sacramentorum celebratione tum contra mores, Congregationi pro Doctrina Fidei reservata, sunt:

Delicta contra sanctitatem augustissimi Eucharistiae Sacrificii et sacramenti, videlicet:

1° abductio vel retentio in sacrilegum finem, aut abiectio consecratarum specierum;[4]

2° attentatio liturgicae eucharistici Sacrificii actionis vel eiusdem simulatio;[5]

3° vetita eucharistici Sacrificii concelebratio una cum ministris communitatum ecclesialium, qui successionem apostolicam non habent nec agnoscunt ordinationis sacerdotalis sacramentalem dignitatem;[6]

4° consecratio in sacrilegum finem alterius materiae sine altera in eucharistica celebratione, aut etiam utriusque extra eucharisticam celebrationem;[7]

Delicta contra sanctitatem sacramenti Paenitentiae, videlicet:

1° absolutio complicis in peccato contra sextum Decalogi praeceptum;[8]

2° sollicitatio in actu vel occasione vel praetextu confessionis ad peccatum contra sextum Decalogi praeceptum, si ad peccandum cum ipso confessario dirigitur;[9]

3° violatio directa sigilli sacramentalis;[10]

Delictum contra mores, videlicet: delictum contra sextum Decalogi praeceptum cum minore infra aetatem duodeviginti annorum a clerico commissum.

Haec tantum, quae supra indicantur delicta cum sua definitione, Congregationis pro Doctrina Fidei Tribunali Apostolico reservantur.

Quoties Ordinarius vel Hierarcha notitiam saltem verisimilem habeat de delicto reservato, investigatione praevia peracta, eam significet Congregationi pro Doctrina Fidei quae, nisi ob peculiaria rerum adiuncta causam sibi advocet, Ordinarium vel Hierarcham per proprium Tribunal ad ulteriora procedere iubet opportunas normas tradendo; ius appellandi contra sententiam primi gradus, sive ex parte rei vel eius Patroni sive ex parte Promotoris Iustitiae, valide unice manet tantummodo ad Supremum Tribunal eiusdem Congregationis.

Notandum est actionem criminalem de delictis Congregationi pro Doctrina Fidei reservatis praescriptione extingui decennio.[11] Praescriptio decurrit ad normam iuris universalis et communis;[12] in delicto autem cum minore a clerico patrato praescriptio decurrere incipit a die quo minor duodevicesimum aetatis annum explevit.

In Tribunalibus apud Ordinarios vel Hierarchas constitutis, hisce pro causis munera Iudicis, Promotoris Iustitiae, Notarii atque Patroni tantummodo sacerdotes valide explere possunt. Instantia in Tribunali quovis modo finita, omnia acta causae ad Congregationem pro Doctrina Fidei ex officio quam primum transmittantur.

Tribunalia omnia Ecclesiae Latinae et Ecclesiarum Orientalium Catholicarum tenentur canones de delictis et poenis necnon de processu poenali utriusque Codicis respective observare una cum normis specialibus a Congregatione pro Doctrina Fidei pro singulo casu tradendis et omnino ad exsecutionem mandandis.

Huiusmodi causae secreto pontificio subiectae sunt.

Per hanc Epistulam, de mandato Summi Pontificis omnibus Ecclesiae Catholicae Episcopis, Superioribus Generalibus institutorum religiosorum clericalium iuris pontificii et societatum vitae apostolicae clericalium iuris pontificii aliisque Ordinariis et Hierarchis interesse habentibus missam, in votis est ut non solum graviora delicta omnino vitentur, sed praesertim ad clericorum et fidelium sanctitatem etiam per necessarias sanctiones procurandam sollicita pastoralis cura ab Ordinariis et Hierarchis habeatur.

Romae, e sede Congregationis pro Doctrina Fidei, die 18 maii 2001.

+ JOSEPHUS Card. RATZINGER

Praefectus

+ Tharsicius BERTONE, S.D.B.
archiep. em. Vercellensis

a Secretis


Errico Malatesta: sul fascismo al potere




Errico Malatesta

Sul fascismo al potere
(1922)

Mussolini al potere

(Umanità Nova. anno III, n° 195, Roma, 25 novembre 1922).

A coronamento di una lunga serie di delitti, il fascismo si è infine insediato al governo.

E Mussolini, il duce, tanto per distinguersi, ha cominciato col trattare i deputati al parlamento come un padrone insolente tratterebbe dei servi stupidi e pigri.

Il parlamento, quello che doveva essere «il palladio della libertà», ha dato la sua misura.

Questo ci lascia perfettamente indifferenti. Tra un gradasso che vitupera e minaccia, perché si sente al sicuro, e una accolta di vili che pare si delizi nella sua abiezione, noi non abbiamo da scegliere. Constatiamo soltanto – e non senza vergogna – quale specie di gente è quella che ci domina e al cui giogo non riusciamo a sottrarci.

Ma quale è il significato, quale la portata, quale il risultato probabile di questo nuovo modo di arrivare al potere in nome e in servizio del re, violando la costituzione che il re aveva giurato di rispettare e di difendere?

A parte le pose che vorrebbero parere napoleoniche e non sono invece che pose da operetta, quando non sono atti da capo brigante, noi crediamo che in fondo non vi sarà nulla di cambiato, salvo per un certo tempo una maggiore pressione poliziesca contro i sovversivi e contro i lavoratori. Una nuova edizione di Crispi e di Pelloux. È sempre la vecchia storia del brigante che diventa gendarme!

La borghesia, minacciata dalla marea proletaria che montava, incapace a risolvere i problemi fatti urgenti dalla guerra, impotente a difendersi coi metodi tradizionali della repressione legale, si vedeva perduta e avrebbe salutato con gioia un qualche militare che si fosse dichiarato dittatore e avesse affogato nel sangue ogni tentativo di riscossa. Ma in quei momenti, nell’immediato dopoguerra, la cosa era troppo pericolosa, e poteva precipitare la rivoluzione anziché abbatterla. In ogni modo, il generale salvatore non venne fuori, o non ne venne fuori che la parodia. Invece vennero fuori degli avventurieri che, non avendo trovato nei partiti sovversivi campo sufficiente alle loro ambizioni e ai loro appetiti, pensarono di speculare sulla paura della borghesia offrendole, dietro adeguato compenso, il soccorso di forze irregolari che, se sicure dell’impunità, potevano abbandonarsi a tutti gli eccessi contro i lavoratori senza compromettere direttamente la responsabilità dei presunti beneficiari delle violenze commesse. E la borghesia accettò, sollecitò, pagò il loro concorso: il governo ufficiale, o almeno una parte degli agenti del governo, pensò a fornir loro le armi, ad aiutarli quando in un attacco stavano per avere la peggio, ad assicurar loro l’impunità e a disarmare preventivamente coloro che dovevano essere attaccati.

I lavoratori non seppero opporre la violenza alla violenza perché erano stati educati a credere nella legalità, e perché, anche quando ogni illusione era diventata impossibile e gli incendi e gli assassinii si moltiplicavano sotto lo sguardo benevolo delle autorità, gli uomini in cui avevano fiducia predicarono loro la pazienza, la calma, la bellezza e la saggezza di farsi battere «eroicamente» senza resistere – e perciò furono vinti e offesi negli averi, nelle persone, nella dignità, negli affetti più sacri.

Forse, quando tutte le istituzioni operaie erano state distrutte, le organizzazioni sbandate, gli uomini più invisi e considerati più pericolosi uccisi o imprigionati o comunque ridotti all’impotenza. la borghesia e il governo avrebbero voluto mettere un freno ai nuovi pretoriani che oramai aspiravano a diventare i padroni di quelli che avevano serviti. Ma era troppo tardi. I fascisti oramai sono i più forti e intendono farsi pagare a usura i servizi resi. E la borghesia pagherà, cercando naturalmente di ripagarsi sulle spalle del proletariato.

In conclusione, aumentata miseria, aumentata oppressione.

In quanto a noi, non abbiamo che da continuare la nostra battaglia, sempre pieni di fede, pieni di entusiasmo.

Noi sappiamo che la nostra via è seminata di triboli, ma la scegliemmo coscientemente e volontariamente, e non abbiamo ragione per abbandonarla. Così sappiano tutti coloro i quali han senso di dignità e pietà umana e vogliono consacrarsi alla lotta per il bene di tutti, che essi debbono essere preparati a tutti i disinganni, a tutti i dolori, a tutti i sacrifizi.

Poiché non mancano mai di quelli che si lasciano abbagliare dalle apparenze della forza e hanno sempre una specie di ammirazione segreta per chi vince, vi sono anche dei sovversivi i quali dicono che «i fascisti ci hanno insegnato come si fa la rivoluzione».

No, i fascisti non ci hanno insegnato proprio nulla.

Essi hanno fatto la rivoluzione, se rivoluzione si vuol chiamare, col permesso dei superiori e in servizio dei superiori.

Tradire i propri amici, rinnegare ogni giorno le idee professate ieri, se così conviene al proprio vantaggio, mettersi al servizio dei padroni, assicurarsi l’acquiscienza delle autorità politiche e giudiziarie, far disarmare dai carabinieri i propri avversari per poi attaccarli in dieci contro uno, prepararsi militarmente senza bisogno di nascondersi, anzi ricevendo dal governo armi, mezzi di trasporto e oggetti di casermaggio, e poi esser chiamato dal re e mettersi sotto la protezione di dio … è tutta roba che noi non potremmo e non vorremmo fare. Ed è tutta roba che noi avevamo preveduto che avverrebbe il giorno in cui la borghesia si sentisse seriamente minacciata.

Piuttosto l’avvento del fascismo deve servire di lezione ai socialisti legalitari, i quali credevano, e ahimè! credono ancora, che si possa abbattere la borghesia mediante i voti della metà più uno degli elettori, e non vollero crederci quando dicemmo loro che se mai raggiungessero la maggioranza in parlamento e volessero – tanto per fare delle ipotesi assurde – attuare il socialismo dal parlamento, ne sarebbero cacciati a calci nel sedere!


Nota
L’anarchico Errico Malatesta espone le sue idee sul fascismo da poco giunto al potere. Emerge qui il suo disprezzo per la borghesia liberale che ha barattato la conservazione dei privilegi con la perdita della libertà; ed anche il suo profondo scontento per i socialisti e tutte le forze di opposizione che si sono mostrate inette di fronte al diffondersi della violenza fascista. Un quadro che sarebbe ancora più desolante se Malatesta avesse immaginato che questo regime sarebbe durato vent’anni.


fonte: http://www.polyarchy.org/basta/documenti/malatesta.1922.html

Il funerale di un fascista

Eravamo messi così

Mia nonna è nata nell’anno della marcia su Roma. Ieri mi ha raccontato questo.

«C’era un uomo con due valigie che andava a prendere il treno, e in quel momento passava il funerale di un fascista. Quel poveretto, con queste due valigie grosse, me lo ricordo ancora.

Era uno di quei funerali fascisti… la cassa su un camion, coperta dalla bandiera. Sopra il camion c’erano tre di quei sbarbatelli, di qua e di là dalla bara, con i fucili così. Lui passava di lì, con queste due valigie, si vede che aveva fretta. Fece per prendere il corso della stazione… e non si fermò. Quelli gli spararono e lo ammazzarono, lì, sulla strada. Perché non si era fermato.

Perché in quegli anni, quando passava un funerale, bisognava fermarsi e fare così (fa il saluto romano). Perché sennò ti ammazzavano! Chiunque tu fossi, ti potevano ammazzare.

Eravamo messi così, allora»

A tutti quelli che, oggi, hanno ancora il coraggio di dirsi fascisti. A tutti quelli che ancora idolatrano quei simboli, che inneggiano a quei gesti. Possano queste parole aiutarvi a capire come davvero si viveva, in quegli anni dei quali niente sapete. Possano queste parole spalancare i vostri occhi sugli orrori di quell’epoca buia della quale vi dite nostalgici. Possano queste parole farvi capire quanto siete fortunati a non essere nati ottant’anni fa.

fonte: http://stark.diludovico.it/2005/12/27/eravamo-messi-cosi/

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