Archivio | giugno 14, 2007

Sgarbi:"Troppi scrittori comunisti aggiungete autori di destra"


Richiesta dell’assessore per concedere il contributo del Comune Milano

“Nessuna censura, vogliamo solo bilanciare la proposta”

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Il buon Vittorio torna a far parlare di sé (bene o male a lui proprio non frega nulla), con l’ennesima bordata alle sinistre (in questo caso). Hanno il difetto, a suo parere, di raccogliere troppa intellighenzia attorno a sé e lasciare poco spazio agli altri. Che, poveretti, arrancano senza uno straccio di idea.
Ma ci pensa lui, novello Don Chisciotte della Mancia, a riequilibrare le cose, più che col bilancino da farmacista, con la bilancia del fruttarolo, magari opportunamente taroccata..
Ama apparire il buon Vittorio, di riffa o di raffa, meglio se con le bellone di turno che di culturale conoscono solo la barzelletta.. oops, non era culturismo? quella che fa.. il culturismo è il giro turistico di una supposta.

Ecco, Vittorio, certe tue prese di posizione hanno il sapore di un’acre barzelletta. Magari soddisfano il tuo ego (impossibile, dai..), ma non rendono giustizia alle tue note doti intellettuali (che molti maligni mettono in dubbio).
D’altronde questa accusa (pochezza, faciloneria, qualunquismo, superficilità..) di scarsa intelligenza e troppo senso degli “affari” ti perseguita da troppo tempo.. Da quando eri dipendente delle Belle Arti, e i tuoi colleghi sacramentavano perché a malapena avevano l’onore di sapere com’era fatta la tua faccia (un mucchio di assenze, tanta malattia.. bigiare è sempre stata la tua passione) e anzi, ancora prima, ad esempio quando eri infilato nel Comune di San Severino Marche nel maceratese.. Pensa, ancora oggi, nel ricordarti, i cittadini di quella ridente (e bella) località sono inbufaliti. I pasticci che hai combinato.. Non ho potuto fare a meno di saperlo, Vittorio, perché lì conto parecchi amici.

Un consiglio, caro Vittorio, torna all’Arte.. quella vera. Metti la testa a posto, hai sufficiente materia grigia per farla brillare di luce propria. E non recitare sempre, come un mantra..
Pro Domo Mea.. Pro Domo Mea.. Pro Domo Mea..
Un Mea Culpa è meglio, credimi.
Con affetto
mauro.

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Troppi scrittori comunisti

di ZITA DAZZI

MILANO – Dopo aver negato il patrocinio al festival di cinema gay lesbico, il Comune di Milano mette in forse anche i finanziamenti a una rassegna letteraria che si svolge ogni anno d’estate nelle biblioteche rionali di periferia. Il motivo? Erano stati invitati autori “troppo schierati politicamente a sinistra”, gente come il cantante Jovanotti o il giornalista Marco Travaglio. Per questo, la giunta guidata da Letizia Moratti, nell’ultima seduta ha rinviato la delibera presentata dall’assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi, che aveva previsto di stanziare 198mila euro per finanziare la rassegna, il cui inizio è previsto per martedì prossimo. “Condivido pienamente la preoccupazione del sindaco – spiega l’assessore Sgarbi – . Non si capisce per quale motivo dobbiamo spendere una cifra di quell’entità per presentare solo autori di un certo schieramento, quindi ho deciso di integrare la lista delle personalità invitate. Nessuna censura, ma solo la volontà di bilanciare la proposta con autori di altra area politica”.

Così, nel programma delle serate che si terranno nelle biblioteche di zona, accanto a nomi come quello dello scrittore Aldo Nove e del giallista Gianni Biondillo, Sgarbi ha voluto inserire altre personalità, anche non strettamente legate al mondo letterario. Fra questi, don Luigi Verzé (vedi tra i post precedenti, n.d.m.), fondatore dell’ospedale San Raffaele e il compositore Francesco d’Avalos. “Sto lavorando per ampliare l’offerta di questa rassegna, in modo che non sia a senso unico. Con l’aggiunta degli autori che ho selezionato io, il patrocinio del Comune arriverà, questo è sicuro”, dice Sgarbi. Non fa mistero, l’assessore, di non aver digerito la presenza nel programma del nome di Travaglio, “uno che non ha niente di letterario di insegnare ai giovani e che lavora col metodo del pettegolezzo, non certo con quello della storia“. Così, sempre per “bilanciare” quella presenza scomoda, Sgarbi ha invitato alla manifestazione i giornalisti Armando Torno, Pierluigi Panza e Andrea Colombo.


Sconcerto fra i promotori dell’iniziativa, che da nove anni si è sempre svolta sempre sotto l’egida del Comune. “Fino ad oggi avevamo aspettato i fondi previsti, qualcuno temeva che non arrivassero – spiega Leopoldo Pelo, dal 2003 direttore artistico della rassegna “Biblioteca in giardino” – . Ma nessuno di noi sospettava che il motivo fosse di natura politica. Abbiamo fatto un programma culturale molto vario e articolato. E sinceramente non capisco le perplessità su Travaglio, che è un giornalista, per altro, non credo nemmeno di sinistra”. Il giallista Gianni Biondillo si dice allibito: “Siamo al manuale Cencelli della letteratura, è scandaloso“. Critico anche un altro noto scrittore, Antonio Scurati, presente nelle due ultime edizioni: “Il dirigismo di Sgarbi è sbagliato”. Da Travaglio una battuta: “Sgarbi inviti Totò Riina al mio posto”.

(14 giugno 2007)

fonte: http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/cronaca/sgarbi-autori-destra/sgarbi-autori-destra/sgarbi-autori-destra.html

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Video-sgarbi

March 6, 2007 on 11:43 am | In Politica |

In attesa della querela minacciata da Vittorio Sgarbi, ecco il video del nostro incontro di sabato al circolo della stampa di Milano.
Porpongo a tutti, come alternativa agli eventuali complimenti, un’opera di bene: dovunque vada a esibirsi in giro per Puffonia, andare a volantinare un estratto della sua condanna per truffa aggravata allo Stato e falso.
Con gli amici del gruppo Qui Milano libera lo faremo qui a Milano: per contribuire a liberare le istituzioni, quantomeno dai pregiudicati.
In giornata pubblicherò un resoconto della divertente contestazione di ieri in Bocconi al mafioso prescritto Giulio Andreotti. Ne parlano oggi alcuni giornali, per esempio il Corriere della Sera, in un articolo con foto a pagina 9. I riferimenti alla nostra iniziativa naturalmente sono inesatti. Metteremo presto on line un video, in modo da offrire almeno ai lettori di questo blog un’informazione corretta e indicare al cronista del Corriere come si fa.
Grazie a tutti gli amici che erano con me ieri sera.

Per vedere il video cliccate qui

fonte: http://www.pieroricca.org/2007/03/06/sgarbo-a-sgarbi-il-video

G8, Fournier: "Sembrava una macelleria"

Genova, la testimonianza del vicequestore, uno dei 28 poliziotti
imputati per la sanguinosa irruzione nella scuola Diaz

“Non dissi nulla per spirito di appartenenza”

GENOVA – “Sembrava una macelleria messicana”: è con queste parole che Michelangelo Fournier, all’epoca del G8 del 2001 a Genova vicequestore aggiunto del primo Reparto Mobile di Roma, descrive quello che vide al momento dell’irruzione nella scuola Diaz. Una descrizione ben diversa da quella che Fournier, uno dei 28 poliziotti imputati per la vicenda, fornì inizialmente. “Durante le indagini non ebbi il coraggio di rivelare un comportamento così grave da parte dei poliziotti per spirito di appartenenza”, ha confessato oggi in aula a Genova, rispondendo alle domande del pm Francesco Cardona Albini.

Nelle dichiarazioni rese inizialmente da Fournier ai pubblici ministeri Zucca e Cardona Albini, il poliziotto aveva raccontato di aver trovato a terra persone già ferite e non pestaggi ancora in atto.

“Arrivato al primo piano dell’istituto – ha detto – ho trovato in atto delle colluttazioni. Quattro poliziotti, due con cintura bianca e gli altri in borghese stavano infierendo su manifestanti inermi a terra. Sembrava una macelleria messicana”.

“Sono rimasto terrorizzato e basito – ha spiegato – quando ho visto a terra una ragazza con la testa rotta in una pozza di sangue. Pensavo addirittura che stesse morendo. Fu a quel punto che gridai: ‘basta basta’ e cacciai via i poliziotti che picchiavano”, ha raccontato ancora Fournier.

Sollecitato dalle domande del Pm Cardona Albini, ha aggiunto: “Intorno alla ragazza per terra c’erano dei grumi che sul momento mi sembrarono materia cerebrale. Ho ordinato per radio ai miei uomini di uscire subito dalla scuola e di chiamare le ambulanze”. Fournier ha poi raccontato di aver assistito la ragazza ferita fino all’arrivo dei militi con l’aiuto di un’altra manifestante che aveva con sè una cassetta di pronto soccorso. “Ho invitato però la giovane – ha raccontato – a non muovere la ragazza ferita perché per me la ragazza stava morendo”.

Fournier però ha anche cercato di ridimensionare in parte le responsabilità dei poliziotti: “Sicuramente nella scuola c’erano persone che hanno fatto resistenza, issato barricate, per cui non mi sento di dare la patente di santità a tutti gli occupanti dell’istituto”. “Non posso escludere in modo assoluto che qualche agente del mio reparto abbia picchiato”, ha detto ancora.

In merito poi all’episodio del vice questore Troiani, il poliziotto che avrebbe portato le due bottiglie molotov nella scuola, come prova a carico dei 93 no global, poi arrestati, Fournier ha raccontato di aver visto il collega vicino alla camionetta con addosso il casco del Reparto Mobile di Roma. “Casco e cinturone del nostro reparto – ha spiegato – erano stati distribuiti in occasione del G8 anche ad altri reparti mobili”.

13 giugno 2007

fonte: http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/cronaca/g8-genova/g8-genova/g8-genova.html

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LA PSICHIATRIA STA “PATOLOGIZZANDO” IL COMPORTAMENTO DEI BAMBINI

L’abitudine controversa della psichiatria nello screening e la cura dei bambini per i cosiddetti “problemi mentali”, ha recentemente attirato l’attenzione dei media a livello internazionale. L’Associated Press ha riferito giorni fa, che: “ In psichiatria c’è un campo in crescita noto come salute mentale dell’infanzia”.
Un medico di Londra, il Dott. Michael Fitpatrick, ha commentato: “ L’estensione di queste categorie (come l’ADHD) che includono dal 20 al 30% dei bambini, riflette una tendenza sociale a “patologizzare” e medicalizzare la vita dei bambini…”


In Italia la percentuale di minori italiani che soffrirebbero di iperattività e deficit di attenzione secondo le associazioni scientifiche di impostazione più organicista, sarebbe dal 4% al 20%.
(fonte: Società Italiana di Neuropsichiatria Infantile, Kataweb)
Da 30.000 a 50.000, i bambini italiani che ogni giorno assumono psicofarmaci, alcuni dei quali inducono al suicidio secondo i più recenti “warning” dagli USA
(fonte: Istituto Mario Negri di Milano)

Negli Stati Uniti la professione psichiatrica sta spingendo sempre più nella direzione di programmi, come il ” Teen Screen”, per diagnosticare dei disturbi psichiatrici a bambini piccoli ed adolescenti, dopo di che vengono spesso prescritti loro dei potenti psicofarmaci, descritti dall’ente americano, la FDA come causa di mania, psicosi, tendenze e comportamenti suicidi, idee omicide, attacco cardiaco, colpo apoplettico e decesso improvviso. Soltanto nello stato della Florida, in un anno, sono stati prescritti antipsicotici a 4500 bambini, sotto l’età di 5 anni, coperti dall’assistenza sanitaria Medicaid. Nonostante i seri pericoli di questi farmaci, sono prescritti sulla base di diagnosi soggettive, le quali non possono essere verificate con esami fisici – tali analisi del sangue, tomografia o radiografia del cervello.

In Italia seguendo l’onda Statunitense, sempre più frequenti programmi di stampo psicologico pervadono le nostre scuole e sempre più bambini vengono direttamente indirizzati ai centri di neuropsichiatria dove invariabilmente vengono etichettati con qualche disturbo mentale.
Ben 82 centri sono stati accreditati per la diagnosi e cura dell’ADHD con psicofarmaci.

Alla gente e persino ai politici, tutto ciò viene spiegato con la necessità di aiutare i bambini e le famiglie, permettendo di individuare precocemente qualsiasi alterazione di comportamento. Dicono: “Da noi tutto è improntato alla prudenza”, esattamente ciò che dicevano all’inizio, dove oggi c’è il disastro (negli Stati Uniti, 8 milioni di bambini sotto psicofarmaci e 400 morti).
Usando parole complesse e discorsi fumosi per confondere le acque, alla fine indagando si scopre ciò che vogliono ottenere: screening, diagnosi e terapia!

Non si tratta di negare aiuto a chi soffre, ma ogni bambino ha diritto alle soluzioni appropriate, che diagnosi affrettate e senza fondamento scientifico, somministrazione di psicofarmaci che cercano di annullare i sintomi, impediscono di scoprire ciò che realmente non va nel bambino, sopprimendo in molti casi la vera causa dei suoi disagi.

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, ma richiedere accurate analisi mediche.

Se ritieni di aver subito danni a causa di diagnosi o trattamenti psichiatrici puoi metterti in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus:


Tel.: 02 36510685


Email: linea.stampa@ccdu.org siti: www.ccdu.orgwww.cchr.org

COMITATO DEI CITTADINI PER I DIRITTI UMANI

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus, è un’organizzazione di volontariato non a scopo di lucro, finalizzata a investigare e denunciare le violazioni psichiatriche dei diritti umani.

Il CCDU è stato fondato in Italia nel 1979 ed è diventato una Onlus nel 2004; è una organizzazione indipendente ed è collegato ideologicamente al CCHR.


Leggi l’articolo: Le origini della psichiatria

Tratto dalla pubblicazione PSICHIATRIA

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Psichiatria: “Un’industria di morte”
C.C.H.R.


Editore:

New Era Publications Italia

Genere:

Psicologia

Formato:

DVD e brochure

Pagine:

40

Lingua:

Italiano e altre

Anno:

2006


Prezzo: Euro 16,00

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Un video con tutte le evidenze e racchiude duecento anni di storia della psichiatria e del grave impatto che ha dato nella società odierna; i trattamenti brutali che la psichiatria ha creato e che usa tutt’ora (elettroshock, psicochirurgia e psicofarmaci). C’è molto di più e non si consiglia la visione ai bambini..

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Bottiglie di acido contro la casa di Peppino Impastato

Ennesimo attentato alla casa di Peppino Impastato. Attentato con l’acido.

La mafia non dimentica, purtroppo molti della mafia si dimenticano. Il 9 di maggio, ho scritto un articolo per la memoria di Peppino e per la memoria di Aldo Moro. Interesso meno di 0. Eppure i miei interventi, di solito, sono letti e commentati, ma ormai di mafia non si parla più. Sembra o si vuole far sembrare che la cattura di Bernardo Provenzano abbia scritto la parola fine e invece La cattura d’ u’ ragionieri è solo l’ultimo atto della strategia di Cosa Nostra di Provenzano: chicate iuncu ca passa la china. Le mafie sono forti, si sono infiltrate dovunque e voliono saldare i conti con quei quattro simboli che sono rimasti: si inquadrano in questo senso gli attentati alle cooperative che gestiscono i beni confiscati, l’isolamento e le mascariate verso coloro che non si sono rassegnati e ancora tengono alto il vessillo della lotta alle mafie, del disegno fa parte la nascita di tanti soggetti che di antimafia si sciacquano la bocca e sono, nel migliore dei casi, in cerca di cinque minuti di notorietà e, nel peggiore, collusi o organici alle mafie. (Vedi Villabate). A Giovanni Impastato e a tutti i compagni va, per quello che serve, la mia solidarietà e di quella di quanti ancora condividono quell’impegno nel silenzio e nella fatica di ogni giorno.

Non ci prenderanno mai.

Pino De Luca

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Questa è la fotografia della casa di Peppino.. Notate la porta di casa. Per volere del fratello quella porta rimane sempre aperta. Di giorno e di NOTTE.

E’ un simbolo ed anche una provocazione.
Dice alla Mafia: ecco, vedete, noi siamo qui, e NON ABBIAMO PAURA!