Archivio | giugno 22, 2007

Vogliono rubarci il TFR!


LEGGETE E DIFFONDETE!!
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30 giugno: NON TACERE SCRIVI (da un’ex comit)

Mi sono affidata all’ultimo appello arrivatomi, sono un’esodata volontaria Banca Intesa-S.Paolo, non ero e non sono iscritta a nessun sindacato, ho fatto per più di 30 anni la consulente finanziaria per questa primaria sigla bancaria. Ero una dipendente, prima della fusione su fusione, della Banca Commerciale Italiana, quella cantata da Remotti nella sua Mamma Roma per intenderci, quella citata in questo testo, per capirci, il cui fondo è andato a gambe all’aria e la gestione dello stesso impunemente portata avanti per anni dagli stessi analisti finanziari per i clienti della Banca…

Mi rivolgo sopratutto ai giovani, quelli assolutamente consapevoli della precarietà del loro lavoro, quelli che sanno benissimo che la pensione non la prenderanno mai, quelli che si divertono a guardare gli indici di borsa e magari rischiano qualche risparmio, come giocando al lotto.
C’è chi è più furbo di voi, c’è chi si rivolge, fidando nel vostro silenzio assenso, alla vostra smorfia amara che pensa che la cosa non lo tocca…

Perchè non hanno scelto la formula contraria: scrivere se volevate un trattamento diverso del vostro Tfr? Solo questo dovrebbe allarmarvi, contano sulla vostra indifferenza, sul vostro rimandare a domani, sulla vostra stanchezza, sul vostro non sapere.
Inoltrate, girate ma sopratutto scrivete il vostro NO ai fondi pensione.
Se li conosci, li eviti e per sempre.
*Doriana Goracci

* in questo caso, non è la prima volta, usami, usa le mie parole e la mia testimonianza.

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30 giugno: scadono i termini per la scelta del TFR

Se non farai alcuna scelta (silenzio-assenso) o se aderirai ai fondi pensione il tuo TFR verrà versato per sempre in un fondo e non potrai mai più cambiare idea.

Il fondo pensione subordina la tua pensione all’andamento dei mercati finanziari. Se vanno male puoi perdere fino a tutto il TFR che ci hai investito.

Anche in Italia i fondi pensione hanno già oggi problemi: quello della Comit è “fallito(e i pensionati non percepiscono più un euro), quello della ex IBI (Cariplo fin dal 1991) è commissariato, quello del Teatro Carlo Felice ha fatto crack, …

Governo (e opposizione), padroni e sindacati, che ti invitano ad aderire, sono nei consigli di amministrazione dei fondi pensione, delle banche depositarie, delle società di gestione che investiranno nelle Borse il TFR e in quello del Covip (che dovrebbe vigilare sui fondi pensione).

A parità di contributi versati una donna riceverà una rendita inferiore del 30% rispetto a un maschio (per la maggior aspettativa di vita).

In caso di licenziamento dovrai aspettare 4 anni (di disoccupazione continuativa) per avere indietro la tua quota dal fondo pensione!

Il TFR è certo e sicuro, è rivalutato e garantito per legge (anche in caso di fallimento dell’azienda o di mancato versamento dei contributi).

Se cambi lavoro o sei licenziato hai diritto ad avere subito tutto il tuo TFR.

Non aderire ai fondi pensione e, se nel passato hai versato una quota del tuo tfr nei fondi, limitati a confermare quella percentuale (la legge ti impedisce di cambiare idea)!

Chi ieri ti ha tagliato le pensioni vuole oggi farti aderire ai fondi.

A giugno il governo ridurrà ancora il rendimento delle pensioni, con l’ennesima controriforma.

Mobilitiamoci per il ripristino del calcolo retributivo delle pensioni, per diminuire l’età pensionabile, per i salari, per i diritti nei posti di lavoro, per un lavoro stabile e sicuro, contro la precarietà.


PENSA AL TUO FUTURO, CONSERVA IL TFR, NON VERSARLO NEI FONDI PENSIONE!


Informazioni sul TFR nei nostri siti: www.slaicobas.it e http://www.slaicobasmilano.org/

Sul sito http://www.youtube.com/ digitando nel campo ricerca (search) slai cobas troverai una raccolta di video sul TFR

Tutto sul TFR: Tredici Video Clips!

Tredici Video Clip realizzati dallo SLAI Cobas per dare un’informazione completa contro la disinformazione e il bombardamento per adescare i lavoratori nei Fondi Pensioni.

http://www.youtube.com/slaicobas

Doriana Goracci | altre lettere di Doriana Goracci

Il Massacro Silenzioso

Picchiata e violentata dal branco

A cura di Sabrina Bologni – Iside
Pubblicato il 10/06/2006

Prosegue senza sosta il massacro silenzioso delle donne.

Non ci sono cortei, manifestazioni, c’è solo il continuo stillicidio di violenze ed omicidi a cui si guarda con indifferenza.

Quanta indignazione per delle partite vendute, per un nuovo governo, per una missione di pace.

Chissà se ci sarà la stessa indignazione per la donna di Pescara, ennesima vittima del branco.

Colpevole di essere uscita da sola.

Colpevole di una gonna troppo corta.

E allora bisogna punirla.

Punirla picchiandola e violentandola per ore.

Quanto violenza si è scatenata per ridurre una donna a quasi due mesi di prognosi?

Quanto coraggio e quanta forza sa avere il branco, spalleggiandosi uno con l’altro.

Lei abbandonata sulla strada, come una cosa da usare e gettare, sanguinante, con i vestiti strappati, con ferite che non guariranno mai.

Loro fieri della loro impresa, con leggi che non li puniranno mai per quanto meritano.

Noi?


Psicoterapia ericksoniana della violenza e dell’odio…Quando ti sfugge il
potere dei grandi perché non hai i mezzi per arrivarci.. ti accontenti di un
potere più piccolo.. quello verso i più deboli. perché è facile a
realizzarsi..Le giustificazioni che trova la mente quando razionalizza sono
falsità.. una gonna troppo corta. un odore fastidioso.. un sorriso che può
voler dire ammiccamento. una risposta ad un saluto che vuol dire che ci
sta.. una non risposta che significa provocazione..Se è sola è vittima
predestinata.. perché se non fosse predestinata non sarebbe sola..l’attacco
è per disprezzo e per odio verso qualunque essere che sia debole che sia
solo
————————————
Gilberto Gamberini

fonte: http://guide.dada.net/storia/interventi/2006/06/258813.shtml
……….

22 GIUGNO 2007

I dati del Ministero dell’Interno: in oltre il 60% dei casi il responsabile è il partner.

Donne che hanno subito violenza nel 2006: 1.150.000!
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Pedo-pornografia in rete, due arresti e venti indagati

Roma | 22 giugno 2007

Si sono finti per mesi pedofili, infiltrandosi sotto falsa identità nelle chat più utilizzate. Hanno dialogato e scaricato materiale pedo-pornografico, entrando in contatto con gli adescatori di minori. Così gli agenti del compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Venezia hanno condotto sotto copertura l’operazione “Taras’ take over” volta al contrasto della pedo-pornografia on line. Due gli arresti in flagranza di reato, venti le persone indagate per divulgazione di materiale pedo-pornografico.

Le perquisizioni sono scattate tra la giornata di ieri e la scorsa notte. A finire in manette un panettiere di 40 anni della provincia di Udine e un militare sempre 40enne della provincia di Viterbo. I due sono stati fermati per il ruolo sociale che ricoprono ma anche per la quantità di materiale pedopornografico accumulato. Tra gli indagati, di diverse professioni, otto hanno in media tra i 26 e i 35 anni; in sei hanno fino ai 25 anni, ma i più attivi, secondo quanto riscontrato dalle forze dell’ordine, erano gli over 40.

Numerose le regioni interessate: Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Toscana, Abruzzo, Veneto e Piemonte. Gli investigatori, coordinati dal pm Zorzi della Procura della Repubblica del Tribunale di Venezia, hanno indagato su uno dei servizi di comunicazione via chat più utilizzato, che nella circostanza veniva frequentato per scambiare in tempo reale materiale pornografico prodotto utilizzando immagini e video di minori.

Nel corso delle perquisizioni, sono stati sequestrati 398 pc, 192 unità di archiviazione esterna, un migliaio tra cd e dvd, 197 floppy disk e 72 videocassette. I protagonisti involontari erano bambini costretti a subire violenze sessuali ad opera di adulti o di altri minori. Le indagini proseguono per capire se, oltre a scambiarsi materiale, gli indagati ne producessero in proprio. Sospetto nato da alcune conversazioni intercettate, in cui un presunto pedofilo parlava dell’interesse verso i propri nipotini.

fonte: http://www.rainews24.it/notizia.asp?newsID=71227