Archivio | giugno 28, 2007

Ho 12 anni faccio la cubista



Due considerazioni prima di iniziare: a) Per recensire questo libro, non basterebbe scriverne altri due; b) una sola parola, scioccante.

Non è un trattato di sociologia. Non è un approfondimento psicologico. Non è il solito parlare stereotipato e pregiudiziale a proposito dei giovani. E’ un’inchiesta giornalistica vera e propria, i cui protagonisti attivi sono i giovani in prima persona, attraverso le loro discussioni nei blog e forum, o nelle 5 conversazioni, rese dall’autrice in forma romanzata, con cinque ragazzi tra i 12 ed i 15 anni: cinque spaccati di vita.

Qui si parla di quelli che un tempo erano definiti bambini, appena affacciatisi nella fase adolescenziale, i futuri uomini del domani; le etichettature sociali, le griglie di riferimento, vanno riscritte! La loro maturità (troppo precoce e forzatamente ostentata), il loro cinismo, l’attaccamento al denaro, l’ossessione per il sesso.. tutto li rendono, fuorché bimbi. Si parla (e qui si entra nella vera inchiesta giornalistica) dei pomeriggi trascorsi – ma sarebbe meglio dire sprecati – nelle discoteche pomeridiane, a sentirsi grandi, a fare uso di qualsiasi sostanza stupefacente, a collezionare rapporti sessuali, esibendo il proprio essere trasfigurato, trasformato nella ricerca o meglio nella tentata copia dei modelli propinati dai media; tutto così palesamente discordante e sgraziato in un corpo ed una mente di 11, 12 anni!

Essere una baby cubista, ambire a diventare una capo cubista, soldi facili, da spendere in ricariche e magliette firmate tanto agognate, essere visibili, apparire, più belle e più donne che mai; l’uomo, un oggetto da conquistare, una tacca in più da far valere nei conteggi con le amiche. E’ davvero tutto qui il complesso degli ideali di questa generazione?

Attenzione, sotto la lente di ingrandimento non è finito solo il sesso femminile, ma anche l’opposto, quell’uomo, che a già 12 anni si “arricchisce” portando sempre più clienti possibili alla disco, un’attività di PR svolta nella propria scuola, ed anche nelle altre, sfidando altri PR, invadendo territori, generando faide ed un giro quasi “mafioso”; senza contare poi la loro attività di procacciatori di baby cubiste: proprio da loro parte il primo impulso, sono loro i primi a stuzzicare con adulazioni e la promessa di facili guadagni le compagne di scuola, che sperdute nel medesimo vuoto di valori e punti di riferimento, acconsentono entusiaste.

Dai racconti dei 5 protagonisti, ma ancor più dalle fedeli trascrizioni dei blog di centinaia di ragazzi, emerge un altro fattore comune: la pessima vita familiare, da non confondere con un disagio economico. E’ un disagio sociale, relazionale, che coinvolge genitori, fratelli e sorelle, un manipolo di estranei, per i quali c’è solo ripudio, voglia di ignorare ma non essere ignorati: urlano, nei blog e nelle loro riflessioni interne, la loro voglia di avere vicino un padre, una madre, per confrontarsi, confidarsi, ma spesso, troppo spesso, sono appelli che cadono nel vuoto.

Simone Caldarone

Dalla rivista Leggere:tutti

Numero 20 – giugno 2007

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Ho 12 anni faccio la cubista mi chiamano principessa
Storie di bulli, lolite e altri bimbi
Marida Lombardo Pijola


Casa editrice: Bompiani – Etas – Fabbri – Sonzogno
Collana:
AsSaggi di narrativa
Anno pubblicazione:
2007
Prezzo:
12,00
Genere:
scienze sociali
Pag: 227

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Gli ultimi giorni del condor? Una risposta

Lettera gentilmente inviata dal compagno Oliviero Diliberto come commento al post di Elena Gli ultimi giorni del condor?, che pubblichiamo volentieri.

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Cara Elena,

non mi nascondo attuando la difesa del governo Prodi (peraltro molto difficile) e sottolineando solo le luci, sempre più opache, e omettendo le molte ombre.

Anche io, come te, credo che se si andasse oggi alle elezioni il risultato elettorale sarebbe quello della sconfitta.

Anche se vorrei aprire un ragionamento sulle elezioni amministrative che si sono svolte meno di un mese fa, e che hanno visto il nostro Partito l?unica forza del centro sinistra a reggere, e in parte ad avanzare, segno che il nostro elettorato comprende il difficile lavoro che stiamo svolgendo.

Certo la cosa non mi rincuora, però ci sono dei dati che vanno in contro tendenza, e parlo dell’ottimo risultato di Taranto, fucina dell’unità delle forze della sinistra, dove il candidato a sindaco sostenuto da noi, rifondazione, verdi e sinistra democratica stravince il ballottaggio con l’esponente del Partito Democratico. Senza dimenticare Gela, dove il nostro compagno Rosario Crocetta viene rieletto al primo turno con oltre il 60% dei consensi.

Questi dati sono il segno di una richiesta ben precisa dei nostri elettori, e quando dico nostri parlo di tutta la coalizione di centro-sinistra, che ci chiedono di cambiare nettamente rotta.

La questione della tenuta del Governo è legata a doppio filo all’atteggiamento di quelli che giustamente definisci Poteri Forti, che ancora non hanno digerito non solo la presenza dei comunisti nel governo ma l’intera politica estera a partire dall’uscita dell’Italia dall’Iraq.

Poteri che incidono come affermato anche da te in maniera trasversale; non vedo grandi differenze sulla laicità dello Stato tra Rutelli e Casini e sulle pensioni non noto differenze tra Tremonti e Dini .

Oggi queste forze ed in particolare Confindustria e Stati Uniti chiedono a gran voce non solo politiche più liberiste; ma anche a livello internazionale intendono ridurre nuovamente l’Italia a vassallo statunitense; per far questo da tempo cercano di sostituire la sinistra o di far cadere questo Governo.

Gli attacchi di questi giorni nei confronti del Ministro degli Esteri Massimo D’Alema sono il segno di queste politiche di ingerenza, messaggi subdoli, veline che in realtà hanno un solo fine cambiare la politica estera di questo Governo, che possiamo dircelo tolta la brutta pagina Afgana, è fatta di iniziative lodevoli, indipendenti dalle politiche di Washington.

Ecco Elena, noi possiamo anche uscire da questa maggioranza, saremmo più leggeri, senza più il peso di continue mediazioni, ma agevoleremmo il progetto di questi Poteri, che finalmente potranno senza intralcio portare avanti i loro scaloni pensionistici, la loro precarizzazzione del mondo del lavoro e le loro guerre permanenti e per togliersi futuri imbarazzi fare una bella riforma elettorale per annullare definitivamente dal sistema politico tutte quelle forze che all’interno delle istituzioni rappresentano ancora il mondo del lavoro.

Chissà se con la confederazione della sinistra riusciremo a sventare tutto questo, e a cambiare la rotta di questo Governo. Noi ci proveremo.

Un abbraccio.

Oliviero Diliberto

28/06/07

Stato tedesco vs manifestanti antinucleare – capitolo 2

Ricevo dal mio amico Henning, già “protagonista” dell’esperienza della detenzione per aver partecipato a un sit-in contro il nucleare (vedi post del 16 giugno 2007), la lettera di un altro manifestante, Dietrich Gerstner, che da oggi sconterà due giorni di pensa nel carcere di Amburgo. La pubblico volentieri perché è un esempio di “impegno” per tutti.

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Amburgo, 25 giugno 2007
“I nostri problemi derivano dal fatto che accettiamo questo sistema marcio e infeltrito”
Dorothy Day (8.11.1987 – 29.11.1980, fondatrice del Movimento Catholic Worker)

“Care amiche e cari amici,

nella notte dall’8 al 9 novembre 2004, insieme a molte migliaia di persone, ho preso parte, a Langendorf, nel Westland, ad un sit-in pacifico per la campagana X-tausendmal quer’. Abbiamo manifestato in questo modo contro un trasporto di 12 vagoni Castor, contenenti materiale altamente radioattivo, nel deposito superficiale temporaneo di Gorbleben. All’alba del 9 novembre la polizia ha sgomberato il nostro blocco e sporto denuncia contro di noi per “partecipazione ad un’adunata non autorizzata”. Alla conseguente multa di più di 51.00 euro, mi sono opposto insieme ad altri manifestanti che come me erano stati denunciati. Il 19 aprile 2006 – cioè più di un anno e mezzo dopo – si giunse a un processo dinanzi alla prefettura di Lüneburg, nel quale, nonostante tutta la presumibile simpatia del tribunale con le mie motivazioni, sono stato nuovamente condannato a pagare una multa, stavolta di 100.00 euro, più spese processuali.

Io ritengo il mio comportamento legittimo, anche se nell’ottica delle leggi vigenti non è legale – ma la storia ci insegna che anche le leggi possono essere cambiate.

Siamo stati sgomberati il 9 novembre dalla polizia – non potrò dire un giorno ai miei figli che “non ne sapevo niente”. E’ nostro dovere provocare il cambiamento che pretendiamo.

L’utilizzo dell’energia atomica è ai miei occhi un incontrollabile rischio per la sicurezza. E’ troppo costosa, minacciosa per la pace, e totalmente inadeguata alla risoluzione dei problemi climatici.
Pertanto il futuro deve significare: ampliamento delle fonti di energia rinnovabili, risparmio energetico, miglioramento dell’efficienza energetica e alimentazione energetica decentrata! Ogni giorno con il nucleare è un giorno di troppo!

Con l’andare di fronte a un tribunale e ora anche in prigione, stiamo provando a diffondere la protesta a tutti i livelli, confidando nel fatto che in questo modo, a partire dal basso, possano essere portati avanti cambiamenti sociali.
Dal 28 al 30 giugno sconterò due giorni di detenzione.“Me ne starò al fresco” nel carcere a detenzione preventiva di Holstenglacis ad Amburgo. Sono felice di essermi deciso per questa conseguenza in totale libertà ed essere supportato in questo dalla mia comune “Il pane e le rose” e dalla mia famiglia. Di fronte a una minacciosa rinascita dell’industria nucleare desidero lasciare un segno per un reale cambiamento nella questione energetica. Per far ciò, mi prendo la mia responsabilità politica, come cliente, (ne “Il pane e le rose” siamo già passati da più di 6 anni a fonti energetiche naturali) e personale.
Così vi saluto di cuore con una seconda citazione:
“Non dubitate mai che un piccolo gruppo di persone avvedute ed impegnate possano cambiare il mondo; nei fatti, non c’è nient’altro che abbia mai funzionato”.
Margaret Mead
Possa questo incoraggiare anche voi, Schalom/Salaam, Il vostro Dietrich
p.s. A questa lettera prendono parte anche Viola Engels, Ulrike Laubenthal, Henning Rust e Jochen Schwarz! ”

Riporto di seguito i link mandatimi da Henning:

X-1000 quer’

.ausgestrahlt

1 million against nuclear (l’unico in inglese)