Archivio | giugno 29, 2007

FOLLIA PURA

SIAMO ALLA FOLLIA

Prendo spunto da una lamentosa lettera inviata a C. Augias, ospitata oggi su Repubblica, da parte di un certo signor Sergio Bartolommei, dell’Università di Pisa, che se la prende con quanti (in specifico Coldiretti e Coop) osteggiano la produzione e la commercializzazione degli Ogm, specificando: “non significa che gli Ogm siano il nuovo sterco del diavolo e quelle organizzazioni il santuario delle verità scientifiche”.

Ecco la paroletta magica: scientifiche. Di regola le Verità scientifiche appartengono alla scienza. E la Scienza nell’immaginario collettivo (ma è un’idea ancor più radicata negli scienziati) non sbaglia. Mai. Salvo dimenticarsi che ogni nuova Verità Scientifica va ad affossare od inficiare ogni Verità precedente.

Lo stesso Augias gli da man forte. Nella risposta, che a me suona un po’ “inchinata” e da persona non bene informata dei fatti, riporta parti di un discorso del prof. Umberto Veronesi che, in posa di Filosofo Peripatetico, vagheggia riflessioni sulla natura della Spartina Marittima (una pianta) e delle sua capacità di nutrirsi di acqua salata. Poi, sempre Veronesi, passa a cincischiarsi sul fatto che (oltre che Filosofo il nostro è pure Sociologo): “un terzo di tutte le specie vegetali esistenti si sono evolute a partire da ibridazioni naturali, il resto è stato opera dell’uomo, fin dalla preistoria”. Molto tranchant.

Fa bene l’ottimo Umberto a definire “le specie vegetali esistenti”, ché, col nostro modernismo ne abbiamo già fatte sparire un bel po’; ma fa male a parlare di manipolazioni dell’uomo fin dalla preistoria non tenendo canto che, appunto, erano ibridazioni NATURALI, e ciò che succede oggi con gli Ogm non c’è proprio nulla di naturale. Voleva essere, il suo, tutto un bel discorso teso a sostenere la liceità degli Ogm, salvo non accorgersi di essersi contraddetto in termini.

Cosa c’è di naturale negli Ogm?

Non solo. Il buon Augias, poi, affonda la spada (ma è più uno stiletto spuntato) continuando con le citazioni del succitato che, imperterrito, scivola nel delirio quando afferma: “Negli Stati Uniti gli Ogm si usano da decenni senza conseguenze per la salute”. Solo due osservazioni: 1) pochi decenni non bastano a quantificare i danni; 2) notoriamente il popolo nordamericano è tutto meno che un popolo in salute fisica (consumano una quantità spaventosa di medicinali), ma anche dal punto di vista mentale non ci siamo: il massiccio consumo di psicofarmaci (sono i primi al mondo) indicano il popolo nordamericano come il più “fuori-di-testa”. E lo si vede.

Ma il buon (ancora) Augias non si accontenta di fare da megafono agli “interessi particolari” di una certa industria, no. Afferma anche, di suo, : “In un’agricoltura invasa, avvelenata, da erbicidi e pesticidi preoccuparsi degli Ogm sembra francamente un lusso ideologico”. Capito? Prima le Industrie dei pesticidi ci avvelenano la terra (e noi insieme) poi, le stesse Industrie, ci regalano la panacea di tutti i mali, gli Ogm appunto.

Bravo Augias, 7+. Adesso si rimetta pure a sedere, che la paghetta se l’è guadagnata.

Finito qui? Magari.
In altra parte del giornale la vera notizia, quella che lascia basiti.


TRAPIANTATO GENOMA DA UN BATTERIO ALL’ALTRO

Tal Craig Venter (che, per non sbagliare, ha subito brevettato la sua scoperta) ha creato la prima forma di vita artificiale attraverso un’esperimento di laboratorio.

Nel Craig Venter Insitute di Rockville, negli Stati Uniti (e dove, se no?) con un processo di trasferimento è stato “donato” il DNA di un batterio ad un altro (vi risparmio la descrizione scientifica del processo), il quale Dna ha non solo “sposato” inizialmente il Dna del batterio ricevente ma, in breve tempo tempo, è mutato in un qualcosa di “totalmente diverso” e nuovo. Giubilo della Scienza, e coro di trombe. Anzi no, di “tromboni”.

Unico neo, il ricercatore che materialmente ha condotto l’esperimento, tale John Glass, ha candidamente “ammesso di non aver capito bene come il processo sia avvenuto”.

Una banda di pazzoidi gioca al Piccolo Chimico e sbraita “Eureka” su un qualcosa del quale hanno capito nulla e, quel che è peggio, già sognano possibili sviluppi sulla strada della costruzione di un essere vivente “integralmente artificiale”.

Questa paura è di molti, e per tutti si è levata la protesta, attraverso le pagine della rivista Nature, dell’Etc Group (movimento ambientalista canadese) proprio in merito all’esperimento di Venter.

Ricordiamo che tutto ciò che è Ogm è geneticamente manipolato. Ed io sono sicuro che gli organismi geneticamente modificati, ancorché non naturali, una volta ingeriti e digeriti andranno a modificare anche il mio, di organismo. Con conseguenze tutto meno che salutari.

Quel che “entra” nell’uomo contribuisce a trasformare l’uomo. Nel soma come nella psiche.

Ho la maledetta certezza che se queste Marionette della Scienza non la smettono di cercare di manipolarci avremo conseguenze nefaste e irreversibili, fino alla distruzione della specie.

La nostra.

Mauro Salvi

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MA DAVVERO I FEDELI CHIEDERANNO IL LATINO?


E intanto le chiese sono semivuote…

Caro Papa Benedetto XVI, la Sua idea di ripristinare le messe in latino è straordinariamente affascinante. Da un punto di vista culturale, letterario e religioso. E anche, paradossalmente, da un punto di vista folkloristico. In quanto a rendere popolare una messa in latino, sarà dura. Missa latinorum si, ma solo su richiesta dei fedeli. Ma davvero Lei, Santità, pensa che gli uomini e le donne del mondo cattolico avranno voglia di sorbirsi un mattoncino di sermone nella lingua dei padri se le chiese sono già semivuote di suo? Certo il fascino di una messa in latino, non potrà sfuggire ai tremendamente colti e snob, per il resto sarà buio pesto. Perché la gente le messe non le capisce e non le vuole sentire neppure nella lingua madre, figuriamoci in latino.

autore: la bucaniera

data: 28.06.2007

fonte: http://www.abruzzoreport.com/news/default.asp?id=3804


….. Come vorrei che stasera il Suo segretario “particolare” Le annunciasse l’Ultima Cena. In aramaico. mauro

V(…)-day

E.S., 28 giugno 2007

Politica & Spettacolo Beppe Grillo al parlamento di Bruxelles, dove lancia la proposta di una giornata da dedicare alla protesta contro quei deputati italiani che siedono alla Camera condannati in primo e secondo grado. La data simbolicamente scelta è quella dell’otto settembre.

Ci sarà l’otto settembre il V-day, l’ultima trovata di Beppe Grillo presentata all’Europarlamento a Bruxelles per liquidare con un ‘vaff…’ collettivo la classe politica e dirigente italiana. Grillo ha scelto l’otto settembre per collegarsi alla storica data del 1943, in cui “l’Italia si è ritrovata allo sbando”.

Il comico genovese era stato invitato nella sala del Parlamento europeo per partecipare ad una conferenza sullo sviluppo sostenibile insieme all’eurodeputato Giulietto Chiesa, il metereologo Luca Mercalli e l’economista Riccardo Petrella.

Passando in rassegna i mali del Belpaese, Bepe Grillo si è scatenato come al suo solito: “Prodi? Soffre di encefalite letargica”, mentre Berlusconi è lo “psiconano”; Marco Tronchetti Provera è il “tronchetto dell’infelicità che ha affossato la Telecom e la Pirelli”, e così via per oltre una mezz’ora. Poi la proposta: “Voglio lanciare un grido di aiuto per la nostra nazione, perché il problema vero è il Parlamento italiano, dove ci sono una settantina di deputati condannati in primo o secondo grado e 25 già condannati in via definitiva. Inoltre – ha continuato Grillo -, il mandato dei parlamentari non dovrebbe durare più di due legislature.

Il programma dell’iniziativa, una via di mezzo tra il “d-day” dello sbarco in Normandia e “V” come vendetta, è ancora aperto e in via di formulazione, e Grillo ha invitato i presenti a suggerire iniziative da mettere in atto il fatidico otto settembre.

Bisogna ora attendere la reazione della società civile, sempre fortemente stimolata dalle iniziative di Beppe Grillo, come dimostra il suo blog, tra i più frequentati dell’intera rete. E si aspetterà naturalmente anche quella del mondo politico, che verosimilmente cercherà di far passare l’estate sotto silenzio (atteggiamento classico della strategia partitica nostrana), sperando che modi e tempi divengano così stretti da non poter permettere la riuscita dell’evento.

D’altra parte, come ha ricordato il popolare comico, oramai da lunghi anni tenuto lontano dal vasto pubblico televisivo, se l’adesione all’evento arrivasse proprio da certi deputati, il tasso di ipocrisia raggiungerebbe livelli che soltanto l’Italia riesce ancora a permettersi. E non è certo un bel primato.

Staremo a vedere.

fonte: http://www.aprileonline.info/3835/v-day

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