Archivio | agosto 22, 2007

"On the road" compie 50 anni

Esce la versione proibita di “On the road”: sesso esplicito nel romanzo di Kerouac censurato nel ’57

Jack Kerouac (foto Mary Altaffer - Ap)

NEW YORK (21 agosto) – «On the Road» (Sulla strada), il romanzo-mito di Jack Kerouac, culto della “Beat generation”, compie mezzo secolo. E a 50 anni dalla sua uscita – era il 5 settembre 1957 – gli Stati Uniti celebrano la ricorrenza con una nuova edizione dell’opera senza censure.

Si potranno leggere così per la prima volta le scene erotiche amputate mezzo secolo fa e i nomi dei veri dei protagonisti, precedentemente coperti, dell’avventuroso viaggio sulle strade americane. Allen Ginsberg, Neal Cassady e William Burroughs perdono così i loro pseudonimi e vengono indicati con i loro veri nomi; altri eroi del romanzo vivono apertamente la loro omosessualità e altri si mostrano attratti senza troppi pudori dalle ragazzine. L’edizione del cinquantenario di «On the Road» contiene più sesso esplicito, ha assicurato Penny Vlagopoulos, professoressa di letteratura americana alla Columbia University di New York.

Simbolo di liberazione e di rottura dei costumi sociali, «On the Road» finora ha venduto nel mondo oltre 3 milioni di copie, è stato tradotto in 25 lingue e ha trovato posto nelle antologie di letteratura inglese. Ogni anno inoltre, solo nelle librerie nordamericane, se ne continuano a vendere 100.000 copie. I cinquant’anni di “On the road” verranno festeggiati anche con mostre, conferenze e un film, prodotto da Francis Ford Coppola e diretto dal brasiliano Walter Salles, che comincerà a essere girato l’anno prossimo. Ma l’evento clou si terrà a novembre, quando una grande mostra alla New York Public Library presenterà il manoscritto originale di «On the Road», acquistato da un collezionista privato nel 2001 per 2,4 milioni di dolari.

Per l’anniversario Viking Press pubblica contemporaneamente la riproduzione del manoscritto originale e la versione di 408 pagine senza tagli della storia conosciuta da milioni di lettori nel mondo. «La versione che noi conosciamo non è molto diversa dall’originale, ma quest’ultima ha uno stile più sperimentale, che dona al lettore la sensazione di partecipare all’esperienza letteraria che coltivava Kerouac nella sua mente», ha aggiunto Vlagopoulos. «La versione originale non fu pubblicata subito per evitare guai con persone che si sarebbero potute sentire diffamate o attaccate per i loro comportamenti privati», ha commentato John Sampas, esecutore testamentario di Kerouac.

«On the Road» venne scritto di getto nel 1951 da un modesto scrittore del Massachusetts appena balzato all’attenzione della critica con «The Town and The City». Fino ad allora Kerouac, nato nel 1921 e morto nel ’69, era stato un giocatore di football di belle speranze e un cuoco della Marina in guerra congedato per nevrosi con qualche precedente penale e problemi con alcool e droga. Sua l’espressione con cui sarebbe stata poi ricordata tutto il suo gruppo, “Beat generation”, di cui facevano parte molti altri scrittori e artisti, tra cui spiccavano Allen Ginsberg, William Burroughs, Neal Cassady.

Per la società dell’epoca, molto conservatrice e impaurita dalla commissione McCarthy e dalla caccia ai comunisti, nel libro di Kerouac c’erano troppo sesso e troppa libertà e le case editrici esitarono molto a pubblicare il romanzo. Dovettero passare infatti ben sei anni prima che, nel 1957, la Viking Press, si decidesse alla fine ad accettare il libro e a mandarlo in libreria negli Stati Uniti. Ma il successo fu invece inaspettato ed eccezionale. Disse William Burroughs: «On The Road spedì un’infinità di ragazzi sulla strada; l’alienazione, l’inquietudine, l’insoddisfazione erano lì che aspettavano quando Kerouac indicò loro la strada».

fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=7468&sez=HOME_SPETTACOLO

Il mitico esordio di Kerouac è datato 1959 (edizione italiana) si domanderà un profano, che c’azzecca con i magici Settanta? Bè, caro profano, trent’anni fa On the road era la lettura obbligata di qualsiasi giovane. Se avessimo la facoltà di viaggiare nel tempo e di curiosare qua e là tra gli oggetti personali di un adolescente di quegli anni, scorgeremmo, nove volte su dieci, una copia gualcita e ben assimilata di On the road.

“Sulla strada” più che premiare il talento di uno scrittore ha imposto una star. Anzi una rockstar con tutte le caratteristiche dei divi maledetti degli anni Sessanta e Settanta. Proprio quelli che si sono formati sui suoi libri. La morte prematura di Kerouac a 47 anni lo ha consegnato nel mito, la sua fine assomiglia così tanto a quella, tragica, di tante star del rock, da Jimi Hendrix a Jim Morrison. Miti che sono diventati subito dei “contenitori” in cui ognuno ha voluto aggiungere senso proprio. E’ accaduto anche per Kerouac. Nel giro di pochi anni il monumento era pronto per l’uso: alcol, droghe, generale irrequietezza, romanticismo, gusto per il viaggio, per la dimensione dell’avventura.

Osservando le numerose citazioni di “Sulla strada”, nell’immaginario collettivo quello non è un libro, ma una favola, una metafora, forse un desiderio di libertà. La verità è che lo scrittore americano non fa parte di un semplice archivio di scrittori amati, ma è una presenza ineluttabile nell’album dei ricordi di ognuno, insieme ai compagni di giochi, ai sogni, ai desideri che hanno popolato l’adolescenza. Oggi incontri un quarantenne, può essere un operaio o un industriale, gli nomini Kerouac e vedrai apparire un sorriso sul suo volto e una nostalgia, e ti confesserà questo lontano amore. Lo confesserà come un lontano peccato, come due tiri di hashisc o un amore illegale.

Il mito della Beat Generation ha spopolato negli anni Sessanta, tuttavia la forza di comunicazione di quel gruppo di poeti e scrittori invece di esaurirsi s’è propagato come un indomabile contagio anche alle generazioni successive. Alcuni temi simbolo della B.G. sono pertanto divenuti patrimonio comune al quale i ragazzi degli anni Settanta hanno poi attinto a piene mani. Il segreto dei beat è l’avere impersonato un sogno universale: essere davvero liberi, fuori dalla gabbia dei condizionamenti.

Il rifiuto della guerra, il diffondersi della coscienza ecologista, la rivoluzione sessuale, la depenalizzazione dell’uso della marijuana, il rispetto per le terre e i popoli indigeni, l’attenzione alle filosofie orientali. Questi i temi che negli anni Settanta condizionavano gli umori, le proteste, i sogni, le speranze di tutti i giovani.

“Sulla strada”, dalle cui pagine è nato, come ha giustamente affermato Burroughs, Woodstock, ha finito per incarnare simbolicamente qualsiasi forma di opposizione. Il viaggio di Sal e Dean (in realtà l’autore e l’amico Neal Cassady) lungo le strade infinite del Texas e del Messico, è in definitiva un viaggio verso il nulla, nel quale ciò che importa non è arrivare, ma andare, muoversi nella speranza di esorcizzare un’ansia e un male di vivere sempre crescenti, a dispetto delle rischiose vie di fuga offerte dall’alcool o dalla marijuana.

Il bisogno di ribellarsi, il valore dell’amicizia, la ricerca dell’autenticità, il senso di una comune appartenenza, temi-simbolo di On the road, hanno rappresentato negli anni Settanta quella leggendaria utopia di un mondo migliore che ha entusiasmato milioni di ragazzi senza distinzioni di sesso, religione e politica.

“Sulla strada”: un libro di culto che ha travalicato i confini letterari e che in qualche misura è divenuto uno stile di vita e di pensiero e che rimane indelebilmente scritto nel grande libro della memoria come uno dei ricordi più belli, più intensi, più magici che l’arte della creatività letteraria ha saputo regalarci.

SULLA STRADA: COME COMINCIA

“La prima volta che incontrai Dean fu poco tempo dopo che mia moglie e io ci separammo. Avevo appena superato una seria malattia della quale non mi prenderò la briga di parlare, sennonchè ebbe qualcosa a che fare con la triste e penosa rottura e con la sensazione da parte mia che tutto fosse morto. Con l’arrivo di Dean Moriarty ebbe inizio quella parte della mia vita che si potrebbe chiamare la mia vita lungo la strada”

JACK KEROUAC: LA VITA, LE OPERE

Jack Kerouac, scrittore americano (Lowell, Massachusetts, 1922 – Saint Petersburg, Florida, 1969). Nella sua opera manifestò in “prosa spontanea”, l’inquietudine, l’ansia mistica e il desiderio di fare della vita un’esperienza sempre nuova propri della Beat Generation, di cui Kerouac, con Sahl e Ginsberg, fu il massimo esponente. Fra i suoi romanzi: “Sulla strada” (1957), “I vagabondi del dharma” (1958), “I sotterranei” (1958),

“Big Sur” (1962). E’ anche autore di una raccolta di poesie, “Mexico City Blues (1959) e di un libro di note di viaggio, “Il viaggiatore solitario” (1960). Tra i suoi ultimi scritti si ricordano “Satori a Parigi” (1967) e “Vanità di Duluoz” (1968).

Crocifisso Dentello

fonte: http://www.pagine70.com/vmnews/wmview.php?ArtID=219


Aggiornamento incendi in Sicilia: due morti, due dispersi

Oltre alle vittime almeno 20 gli ustionati: tre gravissimi. Abbandonate centinaia di abitazioni
Il sindaco di Patti: “Non c’è stata la prontezza da parte della Protezione civile”

Incendi, tragedia alla festa di compleanno
Due morti e due dispersi nell’agriturismo

ROMA Il fuoco devasta il Sud. Nel Messinese, a Patti, tre vittime e un disperso, oltre a una ventina di ustionati di cui tre gravissimi. A centinaia costretti ad abbandonare le proprie abitazioni. Il sindaco di Patti che accusa: “Non c’è stata la prontezza da parte della Protezione civile”. Dopo il tragico rogo un mese fa a Peschici in Puglia, ritorna l’emergenza incendi in Meridione. In ausilio ai pompieri, il ministero della Difesa ha deciso di inviare in Calabria e Sicilia elicotteri e uomini delle forze armate.

GUARDA LE IMMAGINI

La tragedia durante la festa di compleanno. C’era una festa di compleanno nel Rifugio del falco a Patti dove tre persone sono morte, una risulta dispersa ed un’altra ventina è rimasta ustionata nell’incendio dell’agriturismo. Una delle vittime sfigurate dal fuoco è stata rinvenuta all’interno di uno dei locali dell’agriturismo; l’altra era seduta in auto: stava tentando di scappare dal fuoco. Entrambi erano dipendenti dell’agriturismo: Pina Scafidi, 21 anni di Patti, era l’impiegata. Con lei è morto anche il cuoco, di cui le autorità hanno diffuso solo il cognome: Miragliotta.

Traditi dal vento. Le operazioni di soccorso sono state ostacolate dalle macchine dei clienti dell’agriturismo che avevano tentato di fuggire ma che sono stati costretti ad abbandonare le auto e a proseguire a piedi. Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri, in un primo momento le fiamme avrebbero raggiunto un distributore di benzina poco distante dalla struttura. Il pericolo di un’esplosione aveva fatto dirigere in zona tutti i soccorsi, ma il vento improvvisamente ha cambiato direzione e ha raggiunto repentinamente il rifugio cogliendo di sorpresa clienti e personale.

Il sindaco: “Non è intervenuto nessuno”. Il sindaco di Patti, Giuseppe Venuto, accusa la Protezione civile di aver tardato nell’inviare i soccorsi: “Da ieri sera alle 20 abbiamo chiamato e abbiamo chiesto l’intervento dei Canadair per spegnere i fuochi. Non c’è stata la prontezza da parte della Protezione civile. Capisco che c’è stata un’emergenza – ha concluso il sindaco di Patti – ma è andato tutto in corto circuito: non è intervenuto nessuno, solo le forze dell’ordine e le autobotti del comune, nessun altro aiuto”.

A fuoco la Sicilia. Gli incendi si susseguono ormai da ieri da Messina a Cefalù, aiutati da un forte vento di scirocco e dalle alte temperature. Impossibile quantificare l’estensione dell’area devastata così come il numero di case, aziende agricole e villette distrutte. A Naso l’incendio minaccia ormai centinaia di abitazioni. Molte le case evacuate. Il sindaco Vittorio Emanuele parla di “situazione di abbandono assoluto”. I carabinieri hanno anche fatto evacuare alcune abitazioni a Gioiosa Marea e San Giorgio.

Paura per l’ospedale di Cefalù. Per alcune ore è stata chiusa alla circolazione una carreggiata dell’autostrada A29 Palermo-Trapani, in direzione del capoluogo siciliano, tra Capaci e Tommaso Natale. Chiusa temporaneamente anche la A20 Messina-Palermo. Incendi sono divampati anche a Catania, Enna, Calascibetta, Piazza Armerina e Leonforte. Per diverse ore c’è stato allarme per l’ospedale “San Raffaele-Giglio” di Cefalù, dov’era scattato il piano di emergenza: l’intervento di due Canadair ha evitato che il fuoco si avvicinasse ulteriormente alla struttura e non è stato necessario allontanare i pazienti. Allarme cessato anche per i 111 ospiti dell’hotel Paradiso, fatto evacuare nel primo pomeriggio. Le fiamme hanno distrutto tutti gli alloggi del personale dell’albergo che si trova di fronte l’ospedale.

(22 agosto 2007)

fonte: http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/cronaca/incendio-cefalu/incendio-cefalu/incendio-cefalu.html

Raccolti 80 mila euro per l’eroe Dragan


JESOLO: IL BOSNIACO MORTO PER SALVARE DUE BAMBINI
Il sindaco Calzavara: «La prossima settimana rilancerò l’iniziativa»

JESOLO. Circa 40 mila euro dalla sottoscrizione roncadese, 30 mila da quella padovana, circa 10 mila da quella di Jesolo. Fanno 80 mila euro: a tanto ammonta il totale delle sottoscrizioni per la famiglia di Dragan Cigan, l’eroe bosniaco che ha perso la vita, qualche settimana fa, lanciandosi nel mare di Cortellazzo e contribuendo a salvare la vita di due ragazzini roncadesi che stavano affogando alla foce del Piave. «In questo periodo i nostri cittadini sono ovviamente distratti dall’impegno turistico – spiega il sindaco Francesco Calzavara – ma per la prossima settimana ho convocato una riunione con le associazioni di categoria per rilanciare la contribuzione».

Questi soldi, una volta terminata la raccolta, verranno dati alla moglie e alle due figlie di Dragan Cigan. Non leniranno il loro dolore, ma contribuirano a dare una prospettiva di vita alla famiglia rimasta senza fonte di reddito. Dragan Cigan, una vita di sofferenze e sacrifici (nella guerra della ex Jugoslavia, lui, serbo in Bosnia, aveva perso entrambi i genitori), era da sette anni nella Marca per lavorare. E lavorando sodo aveva raccolto la stima dei compagni e dei titolari delle imprese presso cui aveva svolto la sua opera. La sua morte dopo un impeto di altruismo aveva suscitato, immediata, la commozione del Veneto e di altre regioni d’italia. Le sottoscrizioni erano nate così, di slancio, anche sulla spinta di alcune prese di posizione importanti, non ultima quella dell’ex parlamentare e sindaco leghista di Oderzo, Giuseppe Covre.

A Roncade, dove abitano Madlene e Mattia Bianco, i due bimbi salvati, la raccolta di fondi era stata lanciata dal sindaco Simonetta Rubinato ed ha già raggiunto gli 80 mila euro. Ma anche nel Padovano (Dragan abitava a San Martino di Lupari) era stata lanciata una sottoscrizione, che continua ad essere attiva. I parenti di Dragan, Sveto e la moglie Zurica con il figlio di dieci anni, sono già partiti per la Bosnia a seguito del feretro del loro caro e a Banja Luka, paese natio di Dragan, c’erano la vedova e le figlie ad aspettare il mesto corteo funebre.
A fine mese però si aspettano grosse novità dato che, grazie all’interessamento dell’amministrazione comunale di San Martino di Lupari, dovrebbero essere pronti i documenti per il ricongiungimento: Diana, la moglie di Dragan e le sue figlie, potranno raggiungere i loro parenti qui in Italia.

(07 agosto 2007)

La costa siciliana devastata dagli incendi

Pecoraro: “Una aggressione criminale”

Piromani aiutati da scirocco e alte temperature. Due arresti nel napoletano e sul Gargano
Un minorenne in manette confessa: “L’ho fatto per provare l’emozione”


Canadair in azione a Cefalù

ROMA – Una sequenza di incendi dolosi sta bruciando il Sud dell’Italia e l’intera costa tirrenica della Sicilia. Complessivamente sono decine i roghi che destano allarme anche in Calabria, Puglia, Basilicata, Campania, e Lazio. “Una aggressione criminale alle aree protette”, afferma il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio.

I roghi si susseguono ormai da ieri da Messina a Cefalù aiutati da un forte vento di scirocco e dalle alte temperature. Emergenza particolare nella cittadina. L’ospedale sta per essere evacuato e la situazione viene definita “critica”. Impossibile quantificare l’estensione dell’area devastata così come il numero di case, aziende agricole e villette distrutte. Anche polizia e carabinieri mobilitati.

Emergenza anche nella città dello Stretto per le fiamme appiccate sui colli a ridosso della periferia. Dolosi anche gli incendi nel salentino e in Puglia, che stanno devastando il litorale e le aree interne ricche di boschi antichi e di enorme pregio naturalistico.

Una enorme nube nera sovrasta Cefalù a causa degli incendi che ancora bruciano le colline. Rientrato invece l’allarme per l’ospedale “San Raffaele-Giglio” di Cefalù, dov’era scattato il piano di emergenza per l’approssimarsi delle fiamme. L’intervento di due “Canadair” ha evitato che le fiamme si avvicinassero ulteriormente alla struttura e non è stato necessario evacuare i pazienti. Sono stati evacuati gli ospiti dell’hotel Paradiso di contrada Santa Lucia a Cefalù (Palermo), minacciata dalle fiamme di uno dei fronti del vasto incendio che divampa da ieri. Per ora l’albergo non è stato raggiunta dal fuoco. Tutta la zona è avvolta in un denso fumo.

Preoccupazione per alcune famiglie rimaste bloccate nelle loro abitazioni, circondate dal fuoco, in contrada Campello. La Protezione Civile locale sta cercando di far giungere sul posto i propri mezzi e ha chiesto l’intervento di quella nazionale. I roghi interessano le contrade di Cippone, Ferla, Allegracuore e Presti. Nella serata di ieri le fiamme si erano spinte fino alla periferia della cittadina. Distrutto diverse villette sulla collina di Gibilman.

Nella provincia di Messina brucia il versante tirrenico. Gli incendi si moltiplicano, le fiamme hanno raggiunto anche Tindari. A Naso, Gioiosa Marea e San Giorgio i carabinieri hanno anche fatto evacuare alcune abitazioni. Tutte le squadre del 115 sono impegnate e sono intervenuti due Canadair per spegnere le fiamme a San Marco D’Alunzio. I roghi nelle ultime ore hanno interessato le colline di Montagnareale, Capo d’Orlando, S.Agata di Militello, Patti e Gioiosa Marea.

Vigili del fuoco ancora al lavoro sulle colline che sovrastano la città dello Stretto per domare un altro grosso incendio. A rischio di essere distrutta c’è anche la Pineta Candelaro. Chiusa alla circolazione una carreggiata dell’autostrada A29 Palermo-Trapani, in direzione del capoluogo siciliano, tra Capaci e Tommaso Natale. La A20 è rimasta chiusa per due ore.

Fiamme sulla costa brindisina. Ha provocato danni serissimi l’incendio che dal pomeriggio di ieri fino a stamane ha bruciato una estesa area della riserva naturale dell’oasi protetta di Torre Guaceto, sulla costa brindisina a una quindicina di chilometri dal capoluogo. Anche la circolazione stradale della statale litoranea 379, che taglia in due l’area, è stata ripristinata stamane alle 5 dopo una interruzione di 14 ore soprattutto a causa del fumo che si levava dall’oasi.

Incendi nel Vallo di Diano. Emergenza incendi nel Vallo di Diano, in provincia di Salerno, con focolai in diversi centri. A Teggiano, dopo quattro giorni, bruciano ancora i boschi situati sui monti che circondano la città museo del Vallo di Diano. Altro incendio, che si è sviluppato nella tarda serata di ieri e ancora attivo, si registra in località Sant’Andrea, zona montana del territorio comunale di Padula. Un altro incendio è in atto tra Atena Lucana e Polla.

Nel Cilento è doloso l’incendio che si è sviluppato ieri sera nella pineta delle “Ripe rosse”, nel territorio comune salernitano di Montecorice, che si è esteso questa mattina verso Casa del Conte, dove sta mettendo a rischio centri abitati. Le fiamme stanno bruciando diverse centinaia di ettari di macchia mediterranea, querce e pineta. Il fuoco è alimentato anche dal forte vento di scirocco. Sono stati già evacuate alcune abitazioni, e ora si procede a sgomberare i centri abitati in località Casa del Conte. Si tratta di una situazione particolarmente difficile da gestire, visto che la zona è piena di villaggi turistici.

Due vasti incendi, probabilmente dolosi, stanno interessando le zone di Prossedi, sui Lepini, e Minturno, nel sud pontino. La situazione più critica è quella di Minturno, dove c’è il rischio di dover far evacuare delle abitazioni.

Il ministro dell’Ambiente. Il Ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, segue l’evolversi della situazione con i colleghi delle Politiche agricole e con i vertici della Forestale. ”Non appena le condizioni del vento sono più favorevoli al fuoco entrano in azione questi criminali incendiari che stanno aggredendo le aree protette italiane mettendo in serissimo pericolo la sicurezza dei cittadini”, ha dichiarato il ministro.

Piromani arrestati. Mentre le squadre di soccorso si impegnano a fronteggiare le fiamme, gli incendiari continuano la loro opera devastante. Uno, un marocchino di 47 anni, H.M., è stato fermato mentre appiccava il fuoco in diversi punti lungo la statale Sannitica, tra Caivano (Napoli) e Marcianise (Caserta). Arrestato dai carabinieri un giovane di 17 anni, che aveva appena appiccato il fuoco in un terreno boschivo demaniale, alla periferia di Carpino, piccolo comune del Parco del Gargano. Il ragazzo si è giustificato dicendo che, “siccome lo fanno tutti”, anche lui voleva appiccare il fuoco al bosco “per provarne ‘l’emozione”.

(22 agosto 2007)

fonte: http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/cronaca/incendio-cefalu/incendio-cefalu/incendio-cefalu.html


Davide, il mago degli sms gratis

TELEFONIA & WEB/ LO SCOOP DEL GIORNO

Valanga di utenti, sito in tilt

Costretto a rientrare dalle vacanze, il suo telefonino squilla di continuo. Il 24enne Davide Marrone ha inventato ‘Skebby’, un software Java per inviare sms a prezzi stracciati. Migliaia di visitatori al minuto e il server è andato ko

Davide Marrone

Como, 22 agosto 2007PRONTO, Davide? Neanche il tempo di un ciao, che scoppia in una risata: ride di gioia e di incredulità Davide Marrone, il 24enne comasco che ha inventato «Skebby», un software Java per inviare sms a prezzi stracciati. Dopo la prima intervista con «Il Giorno», pubblicata lunedì 20 agosto, il suo cellulare non ha smesso un attimo di squillare: lo hanno chiamato tv, radio, quotidiani e riviste.

AMICI E PARENTI lo chiamano al telefono o gli mandano messaggi: come i genitori, dalla Croazia, un sms di congratulazioni acquistato proprio dal suo sito. E’ il ragazzo più ricercato del momento: frotte di giovani e meno giovani lo tempestano di mail, per chiedere informazioni e chiarimenti su quel programma informatico gratuito che ha del miracoloso, in un Paese da 60 milioni di sms al giorno, dove un solo messaggino di 160 caratteri arriva a costare anche 15 centesimi. «Sapevo che il mio software poteva essere interessante: i costi degli sms da noi sono esorbitanti e con Skebby io ho dato la possibilità di inviarli a 1 centesimo o comunque a prezzi bassissimi».

«MA DI CERTO non mi aspettavo così tanta notorietà in una volta sola», spiega Davide dal suo rifugio in Toscana, dove avrebbe dovuto trattenersi con i suoi amici fino a venerdì e che invece è stato costretto a lasciare ieri pomeriggio proprio a causa di questa improvvisa notorietà. «HO DOVUTO accelerare il rientro dalle vacanze perché ho già diversi appuntamenti a Como per un servizio fotografico, per promuovere Skebby — racconta lo studente universitario —. Se riesco, riparto alla fine della settimana per la Puglia, dove avevo programmato di rimanere fino ai primi di settembre. Altrimenti sacrificherò il mare».

C’È UN PIZZICO di rassegnazione, per quelle vacanze tanto agognate. Che però scompare in un’ondata di entusiasmo: «Non so quale sviluppo possa avere la mia impresa, la Mobile Solution, che ho fondato insieme a mio padre — premette Davide —: per cominciare a guadagnare qualcosa, dovrei arrivare almeno a 10 mila sms al giorno venduti. Attualmente i miei utenti ne spediscono oltre quattromila, ma sono quasi tutti gratuiti e solo un centinaio al giorno a pagamento».

«SE, DOPO TUTTA questa notorietà, iniziamo a ingranare, probabilmente entra in società anche mio fratello Alberto: me lo ha già proposto, ne sarei felice. E tuttavia — prosegue il ventiquattrenne — anche se non dovesse andare bene, sono già molto contento del risultato: non tanto per le interviste e la notorietà, che sicuramente fanno piacere, ma soprattutto per le mail di ringraziamento e di complimenti che ho ricevuto dai ragazzi, a cui ho dato la possibilità di spedire gli sms gratis. Queste sì che sono belle soddisfazioni».

QUANTO AL FUTURO, c’è tempo per pensarci: «Se le cose dovessero andare bene, vorrei fare un bel viaggio — dice Davide — ma sinceramente non mi sono posto il problema. Ho già ricevuto anche delle offerte di lavoro e di collaborazioni: le guarderò con calma e deciderò. A settembre, però, devo riprenderere innanzitutto a studiare, per preparare la mia tesi specialistica: avevo scelto come argomento la sicurezza sulle applicazioni web, ora mi sono venute altre idee sul tema. E chissà, potrei presentare una nuova versione di Skebby, con più funzionalità».

MIGLIAIA di visitatori al minuto. E il server è andato ko. Ieri, per gran parte della giornata, il sito internet http://www.skebby.it non era raggiungibile dai navigatori della rete. Nelle poche ore in cui è stato contattabile, si sono registrati 800 nuovi utenti. Che, uniti ai precedenti 4.200, fanno già una buona dote.

Per l’ideatore Davide Marrone, se non è ancora tempo di guadagni, di sicuro lo è per la gloria. Basta scorrere i messaggi nel forum, di chi ha già testato i suoi servizi, o quelli del blog legato al sito, per tutti coloro che ieri pomeriggio non riuscivano ad accedere a Skebby. Ha iniziato Marzio: «Grande! Non vedo l’ora di provare». Ha proseguito Giovanni: «Anche io! Sei un mito»!

Tra tanti complimenti, qualche offerta di lavoro e di collaborazioni: «Se hai bisogno di altri server fai un fischio :)», scrive multiProjects. Ci sono poi gli appelli disperati, come quello di Marti: «Ripristinate al piu presto il sito…. x favore… è una cosa improponibile che mi spendo in una settimana 50 euro di sms…». O di Clear: «Ma uno come fa a sapere quando ripristinano il sito??? Mi sa ke milioni di italiani siamo tutti incollati allo skermo in trepida attesa». C’è spazio per le considerazioni sulla vita, come quelle di Giovanni: «Finalmente una persona onesta ogni tanto si trova, qualcuno che mette a disposizioni di tutti la propria conoscenza. Ce ne vorrebbero di più di persone così».

di PATRIZIA LONGO

fonte: http://qn.quotidiano.net/2007/08/22/32031-davide_mago_degli_gratis.shtml

Cos’è Skebby?

IL blog di Skebby – http://skebby.blogspot.com/

Skebby è un programma per cellulari che ti permette di spedire SMS dal tuo telefonino a prezzi bassissimi.

Il costo di un SMS spedito con Skebby è di circa 0.01€ (1 centesimo).

Skebby ti consente di spedire dal tuo cellulare i messaggi che sono offerti gratuitamente tutti i giorni da diversi siti, attualmente vengono utilizzati questi servizi:

  • Alice – ADSL (10 SMS gratuiti verso tutti)
  • Tim.it (5 SMS gratuiti verso numeri TIM)
  • Vodafone.it (10 SMS gratuiti verso numeri Vodafone)
  • Vodafone via mail (10 SMS gratuiti verso numeri Vodafone)
  • MMS Vodafone (Infiniti MMS gratuiti verso numeri Vodafone)
  • Tin.it – Virgilio.it (10 SMS gratuiti verso tutti)
  • Skebby Easy – Skebby Premium (servizi a pagamento)

Per poter mandare gli SMS devi avere un account su almeno uno dei siti che offrono i messaggi, oppure puoi acquistare un pacchetto di SMS, per maggiori informazioni guarda la pagina dedicata ai servizi.

I messaggi messi a disposizione dai siti sono gratuiti, il costo degli SMS spediti con Skebby è dovuto al traffico (GRPS/UMTS) che genera il programmino per inviare i dati al server di Skebby.
Per maggiori informazioni riguardo il costo per la spedizione di un SMS guarda la pagina dedicata ai costi.

Per chiedere qualsiasi informazione relativa al servizio puoi utilizzare il forum.

fonte: http://www.skebby.it/

Arrestata l’ex br Marina Petrella

‘Tradita’ da un controllo stradale

La latitante era da molti anni in Francia, su di lei pende una richiesta di estradizione dell’Italia. L’ ex terrorista è stata condannata all’ergastolo al processo Moro-ter

MARINA PETRELLA

Roma, 22 agosto 2007 L’ex brigatista rossa Marina Petrella è stata arrestata ieri in Francia in Val d’Oise. Ne da notizia il sito web di ‘Le Figarò citando il ministero della Giustizia di Parigi. Sulla Petrella, latitante da molti anni in Francia, pende una richiesta di estradizione dell’Italia. La ex terrorista è stata condannata all’ergastolo al processo Moro-ter.

La Petrella, secondo quanto precisato da fonti della polizia francese, è stata ‘tradita’ ieri da un controllo stradale. La brigatista, sulla quale pendeva un mandato d’arresto, è stata fermata ad Argenteuil, nel dipartimento della Val d’Oise, alla periferia nord di Parigi.

Oggi stesso la 53enne latitante comparirà davanti al tribunale di Pontoise che potrebbe notificarle lo stato di fermo secondo quanto previsto dalla procedura d’estradizione, su richiesta delle autorità italiane.

Marina Petrella è stata arrestato nella periferia di Parigi. L’ex brigatista – che proprio domani compie 53 anni – era stata condannata il 6 marzo del 1992 dalla corte d’assise di Roma all’ergastolo per l’omicidio di un agente di polizia, per tentato sequestro e tentato omicidio, sequestro di un magistrato, per rapina a mano armata e vari attentati.

La Petrella fa parte del gruppo dei 12 militanti delle Brigate Rosse, condannati per reati di sangue in Italia, per i quali la magistratura aveva chiesto l’estradizione alla Francia nell’ottobre 2006. L’ex brigatista è stata arrestata ad Argenteuil nel corso di un controllo stradale e sarà portata oggi in procura, dove le potrebbe venire notificata un’incarcerazione in seguito a una richiesta di arresto provvisorio avanzata dalle autorità italiane.

fonte: http://qn.quotidiano.net/2007/08/22/32092-arrestata_marina_petrella.shtml


Nuovi partiti senza massa in cerca di elettori

Cosa hanno in comune le nuove sigle Pd e Pdl

di Antonella Marrone

La notizia della nascita di un nuovo partito, a destra, il Partito della Libertà, corona questa estate di stanche querelle sull’anticomunismo e di inconsulti attacchi all’autovelox. Michela Vittoria Brambilla detiene simbolo e nome del partito, un po’ come dire òneri ed onòri, galantemente concessi dal Cavaliere in persona.

Ma non è tanto il futuro partito che ci interessa. Quanto l’idea stessa di partito, sulla forma politica che attualmente gode di una popolarità così bassa da sconsigliare chiunque dall’avventurarsi nella formazione di nuove organizzazioni politiche. Lungi dal fare un paragone tra i due nascituri partiti (nel centro destra e nel centro sinistra), ognuno a modo suo sembra però seppellire definitivamente il “partito di massa” così come sino ad oggi i politologi di tutto il mondo lo avevano disegnato e così come, sino ad oggi, abbiamo visto agonizzare. Questi due nuovi partiti (nati quasi per far dispetto l’uno all’altro) sono “partiti di elettori”, si dibattono in culture politiche improbabili e velleitarie, trasformandosi più che altro in sigla, in un cartellone pubblicitario. Partiti che hanno più rapporti con i media e i sondaggi che con le persone in carne ed ossa. Una nascita politica che ha qualcosa di “predemocratico” per dirla con Maurice Duverger.

Maurice Duverger sosteneva nel 1951 che nell’era predemocratica, i partiti erano semplicemente alleanze parlamentari fra élites che si riunivano con l’unico scopo di coordinare l’azione legislativa. A questo nucleo mancavano ogni forma di organizzazione extra-parlamentare a livello nazionale e la partecipazione della gente comune. Lo studioso si riferiva ad un’epoca in cui non esistevano né Mediaset, né i gazebo (effettivamente le forme di organizzazione extra-parlamentare dei due partiti).

Ma noi siamo in un’epoca diversa, definita additittura post democratica: strapotere delle lobbies, perdita della centralità dei lavoratori e dei diritti, rottura del rapporto tra cittadini e politici (se non tramite ineludibili, quotidiani, sondaggi), astensionismo. Su che base, allora, si continuano a sfornare partiti che di “popolare” hanno poco e di partecipativo ancora meno, ma che sembrano già “vecchi”? E’ una domanda vera. Ed è prevedibile che qualcuno replichi: beh, è la stessa cosa che volete fare voi, un partito a sinistra del Pd. Non è esatto. Non si tratta di questo, non è il nome “partito” che lascia perplessi, è il “che cosa” rappresenti un partito.

Mai, come in politica, la forma e il contenuto coincidono. Mai, come per i partiti, il rapporto con le persone reali, con la partecipazione è vincolante per la propria sopravvivenza. Per questo la domanda è una domanda che, come si dice oggi, parla soprattutto a noi, a sinistra. Dove l’idea partito ha un senso se racchiude in sé anche reti, forum, laboratorio, cantieri. E se reti, forum, cantieri e laboratori sapranno accettare un partito per quello che è: uno strumento per far avanzare la politica. Il Pd e il Pdl non hanno di questi problemi. Si formano, eppoi faranno in modo che la gente li voti: uno adagiandosi sugli allori delle primarie, l’altro fluttuando nell’avito regno catodico.

fonte: http://www.liberazione.it/

L’uguaglianza al lavoro


di Franco Carlini

La notizia del giorno è che, per una volta almeno, il professor Pietro Ichino, dalle colonne del Corriere della Sera, non se la prende con i sindacati, di solito indicati come i responsabili di ogni possibile conservatorismo sociale, ma abbozza una riflessione più equilibrata. Il ragionamento è questo: l’uguaglianza è «un valore fondante di una sinistra degna di questo nome», ma sbaglia chi pensa che essa si realizzi abolendo la legge Biagi e la legge Treu, perché i processi che generano disuguaglianza sono ben più profondi e globali, e quelle leggi, aggiungiamo noi, al più li hanno registrati, o tentato di mitigarli.

Chi ne dubiti è inviato a rileggere il «Libro bianco sul mercato del lavoro in Italia» di Marco Biagi e a confrontarlo con la sua scadentissima traduzione nella Legge 30 e soprattutto con l’uso spregiudicato e distorto che ne hanno fatto le aziende.

Secondo Ichino le disuguaglianze in salario e diritti tra i lavoratori dipendono dal fatto che, a monte, è disuguale la produttività tra i lavoratori: quella degli operai poco oscillava, dato che era rigida la catena del lavoro fordista, mentre ora, anche per effetto delle tecnologie in continuo mutamento, può esserci una differenza da uno a cento nella produttività di due lavoratori formalmente uguali. Il dato è francamente stupefacente e sarebbe interessante sapere come è stato ricavato e in che ambiti.

Ma di quale produttività si parla qui? Quella che misura la quantità di prodotti-servizi in rapporto alle risorse umane impiegate (tempo) o quella del fatturato (e profitti) in rapporto al costo del lavoro? Nel primo caso le tecnologie c’entrano eccome e quasi sempre migliorano la resa, anche se esistono molti esempi in cui l’introduzione dell’information technology senza modificare in meglio l’organizzazione del lavoro hanno addirittura peggiorato i risultati. Chi studi seriamente la pubblica amministrazione ne ha esempi infiniti, che spiegano anche il sorgere dei famosi e cosiddetti «fannulloni».

Nel secondo caso, che guarda solo ai salari, sono in molti ad aver pensato che sia più «produttivo» usare bassa tecnologia con bassissimi salari (altro che innovazione), nel contempo usando la pressione del resto del mondo per abbassare gli stipendi anche in occidente, come tutte le statistiche hanno ampiamente documentato e come solo Luca Cordero finge di non sapere. Salvo accorgersi che le Barbie velenose fatte in quella maniera producono più danni che qualche centesimo in più a pezzo e si trasformano in un disastro di reputazione. Altre aziende, più avvertite, dopo qualche escursione nell’Asia a basso costo, hanno preferito investire in automazione, per garantirsi più controllo e qualità. Non per caso la gran parte degli occhiali Luxottica, il gioiello italiano appena esaltato dall’Economist, vengono tuttora fatti ad Agordo, Belluno, e non solo in Cina.

Ma soprattutto, come ha fatto notare con scientifica precisione l’inascoltato Giuliano Gallino su Repubblica del 15 agosto, c’è il «conflitto tra salari e diritti dei nostri paesi e quelli dei paesiin via di sviluppo». Secondo Gallino la quota dilavoro precario nel nostro paese è ben superiore a quella di solito indicata: non già un solo lavoratore su sette, come suggerisce Ichino, ma probabilmente 8milioni di persone, tra precari ufficiali e molti altri nascosti nel nero, quasi uno su tre.
Se fosse vera la tesi di Ichino che è la capacità di «saltare sull’autobus dell’innovazione» a generare le disuguaglianze, non si capisce perché i giovani, di solito vivaci e tecnologici, debbano essere pagati di meno e così precariamente.

Ichino sostiene che l’uguaglianza non si garantisce per legge, ma che vada costruita « nel vivo della società civile», soprattutto con formazione,informazione e aiuto alla mobilità. Trascura tuttavia un dettaglio grande come un macigno: finché la legge metterà a disposizione delle aziende facili modalità di utilizzo della forza lavoro giovane a basso costo e senza troppo impegno, non c’è formazione qualificata che possa farsi valere nella vendita della forza lavoro.
Il protocollo Prodi-Damiano che offre la possibilità di prolungare oltre i tre anni i contratti a termine è esattamente la negazione di quanto Ichino sostiene e dovrebbe essere lui il primo a indignarsi e a manifestare con noi, il 20 settembre,in un giorno convocato su temi ben più ampi e ambiziosi della sola Legge 30. Lo aspettiamo fiduciosi.

fonte: http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/21-Agosto-2007/art1.html

MANGIA E CREPA


17/08/2007

Volevo scrivere dei sindacati, ­ volevo scrivere di come si sono venduti anzi comprati il TFR scippandolo agli operai che hanno creduto alle loro falsita’.

Volevo scrivere che fino adesso abbiamo avuto 15 giorni dico 15 giorni di caldo tremendo ­ li ho contati – e tutti i giornali hanno parlato di siccita’ ­ cataclismi ­ cambiamento di clima… 15 giorni naturali d’estate…e sono accaduti incendi ­ gente che doveva ripararsi nel mare per non morire bruciata…15 giorni e l’occidente non sa reagire non sa che fare se non sparlare e annientare la reale informazione.

Volevo scrivere della tv, ­ di come attraverso questo mostro ci stanno annichilendo le tempie ­ la memoria ­ la creativita’. Non c’e’ piu’ nulla in tv e tutti continuano a guardarla a pagare il canone ­ le private ­ il satellite ­ il decoder…per quale motivo ? non lo sanno ­ il calcio i quattro film tutto quello che ci davano prima ora si paga il doppio… il resto e’ merda ma non fa nessuna differenza …legati ad un timone di una nave in balia delle correnti.

Volevo scrivere di rifondazione, di come massacra le gioventu’ ­ quel nostro povero caro ex compagno che ha avuto il coraggio di borbottare qualcosa su BIAGI ­ e TREU … non e’ riuscito a dire che quei due hanno fatto le leggi infami contro gli operai ­ che si e‘ dovuto rimangiare tutto per sedersi nel nulla in un governo di nulli.

Volevo scrivere di cronaca nera…lei viene uccisa da lui che era stato rimesso in liberta’ dai giudici non considerandolo pericoloso…i genitori vogliono giustizia…e non si pongono la domanda di come mai la loro figlia aveva deciso di amare quell’uomo cosi’ detto pericoloso… non se la pone nessuno… non te la devi porre…ci vuole un finto colpevole e poi via … tutti a MANGIARE e CREPARE.

Scrivero’ poche righe su questioni semplici…in questo periodo nascono piste ciclabili ovunque e nei piu’ disparati luoghi delle citta’. C’e’ una strada a doppia corsia dove le macchine non incotrano traffico e scorrono via rapidamente ­ troppo per questa societa’ di controllori.

Progettano immediatamente la corsia preferenziale per quei quattro autobus che prima sfrecciavano insieme alle automobili ­ le corsie quindi si dimezzano e via … comincia il bel trafficone.

In mezzo a queste due belle corsie, oramai dimezzate, c’erano dieci metri di verde…dieci metri di larghezza…invece di fare le corsie preferenziali potevano metterci un trenino elettrico ­ su questa striscia di verde…avrebbero evitato ­ il traffico ­ lo smog ­ e gli alberi rimanevano sani… invece no…ci hanno fatto una pista ciclabile lunga chilometri…risultato… gli italiani non ci vanno … per il semplice motivo che hanno la macchina e continuano ad usare quella…se non si battono le piste culturali quelle ciclabili non servono a nulla… cosi’ come non serve a nulla la cintura di sicurezza o i palloncini che schizzano via dai sedili o dal manubrio…

se non cominciamo a costruire macchine che vanno piano… in uno scontro frontale …e’ inutile allacciarsi la cintura ­ tette e palle si schiantano e l’anima va dove gli pare.

La pista e’ frequentata da pochi immigrati in bicicletta che per via dell’intasamento si fumano chili di smog e tornano nelle baracche sazi di catrame… bene dirai…cosi’ non vanno a rompere i coglioni affamati.

MA L’IDEA E’ … abbiamo le piste ciclabili inquiniamo meno ­ SIAMO UNA BELLA SOCIETA’…ripeti.

La mattina in tutte le città dell’occidente ti trovi questi che corrono ­ vestiti di tutto punto come se fossero i primi corridori dell’unica maratona al mondo…corrono con le loro scarpette nike e non gli interessa che per fabbricarle sfruttano il resto del mondo povero. Sorseggiano una coca cola e non gli interessa che questa fa uccidere ­ assassinare i sindacalisti che gli remano contro perche’ sfruttano chi lavora per loro pagandoli una miseria.

Montano magliette firmate prodotte in india da bambini che per lavorare perdono il gioco ­ che per sfamarsi diventano rapidamente adulti come i vecchi dei nostri paesi …solo che loro hanno dieci anni. Corrono gonfi di pubblicita’ mediatica…e poi si fermano al bar ingolfandosi di patatine…ma soprattutto corrono nei luoghi piu’ disparati… dietro ad una lambretta che sputa inquinamento puro…in salita dove ci sono autobus che mirano in faccia…come il padrone dopo aver mangiato una straziante pasta e fagioli … corrono corrono…

L’IDEA E’…sto facendo tutto questo per la mia salute…SIAMO UNA BELLA SOCIETA’… ripeti.

Vai a comprare il prosciutto e senti dire… voglio quello magro… il prosciutto magro ? …il maiale magro ? … sei magro come un maiale … lo avete mai sentito dire ? … il maiale deve essere grasso ­ lo devi chiedere grasso… poi lo togli e mangi il resto. per accontentare la signora che segue la dieta e scoppia di lardo…danno al maiale mangimi schifosi e ignobili che appunto solo questo animale mangia … ma con ripugnanza.

Rimane magro secco incrostato… lo prelevano lo fanno a fette e lo vendono alla signora.

Il pollo… lo voglio morbido… lo vuoi morbido ? li fanno crescere in capannoni con la luce accesa 24 ore su 24… non conoscono la notte… mangiano quindi in continuazione… entrano pulcini e dopo una settimana sono uova di pasqua… essendo in tanti in quei fottutissimi capannoni ci si puo’ ammalare… e quindi giu’ con gli antibiotici…li ficcano ovunque…il pollo diventa un cocomero di farmaci…ma lui e’ fatto per muoversi…sono in troppi … e non si puo’ camminare anzi razzolare altrimenti farebbe i muscoli e la carne sarebbe dura…quindi ogni tanto in questi capannoni senti un CRAK … il peso ­ la ciccia molla…le gambe si spezzano. Li prendono li affettano… e lo danno alla signora che lo vuole morbido…e magro.

L’IDEA E’… mangio magro sono magra…magro vivo di piu’…SIAMO UNA BELLA SOCIETA’… ripeti.

ECCO noi non mangiamo non assaporiamo non riflettiamo… questa societa’ ti comunica cose che non esistono… la pista ciclabile in mezzo al traffico ­ ti fa vestire da corridore e poi non hai prati e ti fai i tuoi chilometri aspirando tutto il gasolio bruciato della citta’…ma l’idea ­ l’idea di una societa’ che ti accontenta…che sembra fatta appositamente per realizzare i tuoi desideri… i desideri che prima ti hanno convinto… sono quelli ­ devono essere per forza di cose quelli… non ne hai altri…se ne hai …o sei matta ­ o sei strana… o tossica o prostituta…insomma chi sei?…perchè ci rompi le ovaie?

Vuoi il prosciutto crudo senza grasso, ­ vero? … altrimenti noi a chi li diamo i mangimi della MONSANTO ? … ste tonnelate di roba chimica dove la ficchiamo? tra le tue chiappe? …

vorrei una trota magra – non c’e’ problema quei mangimi sono stati dati anche alle trote di allevamento…

ti hanno fatto pensare che il maiale per star bene deve essere magro… non grasso… perche’ per essere grasso dovevano dargli da mangiare cibo buono…gli animali non sono come noi loro ingrassano solo se mangiano quello che madre natura gli ha detto di mangiare… non quello che gli facciamo credere noi… con i nostri cibi si ammalano ­ per questo li rimpizzano di antibiotici.

Bene … ora hai il pollo magro…pensi di essere sazio a tavola… contento per tutto quello che hai davanti alla tv…ti fai una bella mangiata e poi una corsettina…i sindacati sono dalla tua parte…ti proteggono il TFR …la macchina ha il satellitare…domani saprai come arrivare a destinazione…quel ragazzo… come si chiama … CARUSO … ha esagerato rifondazione ha ragione…quel BIAGI lo hanno ucciso non puoi dirgli ste cose contro che neanche si capiscono che c’entrano loro con il precariato ?… vedi quanta gente muore sui giornali per non aver rispettato le regole?…prendi la bici che c’e’ la pista ciclabile …fatta da poco in mezzo al traffico con i fondi europei da sperperare in qualche modo…

MANGIA E CREPA…e’ questa la vita che ci hanno costruito…CREPA E MANGIA … pensando di vivere nel mondo occidentale ricco e moderno… con la scienza che ti indirizza che ti guida… che ti protegge. MANGIA E CREPA… la polizia pensera’ all’immigrato ­ bush fa bene a bombardare sti animali musulmani…MANGIA E CREPA …e’ questa la tua ­ mia ­ sua vita…tutto in ordine…tutto in linea … tutto esageratamente uguale… sciocco …tanto che non riesci a farti domande…

UNA CULLA O UNA BARA?…

MANGIO E CREPO…ma io… io… cosa sono stata… ? che amori che passioni ? cosa volevo essere? cosa ho ascoltato? ho mai pensato per gli altri?…ho mai pensato contro le ingiustizie?… CHE DOVEVO FARE IN QUESTO MONDO?… come dovevo reagire? sorridere alla vita?
Stop…troppe domande…bel culetto morbido e speranzoso…potresti diventare una sovversiva un terrorista…mettiamo un bel pannolino sul tuo pisellino o patatina…quelli a tre strati che asciugano tutto con l’aspirapolvere incorporta …cosi’ non rompi per giorni …e guardati la tv…c’e’ un’intero canale di cartoni animati e pubblicita’ bellissime…donne con il seno al silicone…uomini con muscoli d’ormoni…

guarda che belli che siamo…fai silenzio…non fare capricci…e cresci sano….figlio mio…
MANGIA E CREPA…notte notte.

Luana De Rossi | altre lettere di Luana De Rossi |