FOLGORAZIONI – riflessioni di Elena

Sarà l’età?
Scusate, cari lettori, ma io proprio non ce la faccio più. Magari non sono abbastanza decrepita (infatti non si parla di pensione, purtroppo!!!), ma mi sento vecchia e non vi seguo più.

State già gioendo? O tremando? Macché… troppo semplice! Voglio solo dire che non ho più voglia di fare la fatica di seguire le tracce di cose dette/fatte/non dette/non fatte/pensate/buttate lì. E mi riferisco a Kilombo ed a quello che sta succedendo. Redattori che si dimettono, mail che non arrivano, giustificazioni tardive, subentri vari… ma che scherziamo? Troppi silenzi, troppi rimandi per i miei gusti. Solleviamoci si autosospende e poi vedremo. Ma per controbilanciare questa brutta notizia ve ne do subito una lieta: sta nascendo vogliadisinistra!!! Aggiornamenti e festeggiamenti appena arriva l’OK della “capa”.
Ma c’è anche altro che mi turba… avete visto Annozero giovedì sera? Io sì. E mi sono stranita: è stata la prima volta in assoluto che… ho pensato che Tremonti stesse dicendo cose condivisibili – al contrario del Presidente dell’Adam Smith Society, ovviamente…
Devo però dire che anche l’intervento di quella “bambocciona” (che non si offenda per carità: è solo ironico e per nulla condiviso, sia chiaro!) disoccupata di 33 anni mi ha colpito. Non tanto per la sua situazione (ormai chi si stupisce di sapere che i giovani son messi male? Sta diventando una specie di mantra, di quelli soporiferi, soprattutto per le coscienze… e con questo non voglio dire “cambiamo argomento che non se ne può più”, anzi! Ma lei stessa ha detto che, tra questi poveracci ridotti a scegliere tra un contratto ex novo (con perdita di tutto quanto sudato precedentemente, contributi pensionistici compresi) non ci sono solo giovani: ci sono anche 40/50enni, per i quali sarà – è – prevedibilmente più difficile trovare un altro posto. Alla buonora! E’ da mò che lo strepito!
Ma mi viene da ridere… un po’ amaro magari. Pare che la panacea universale al problema (Draghi docet) sia far crescere il PIL. Quindi alé, come dice Floris: produciamo da stakanovisti che tutto si sistema… poi è logico, se fare i particolari dei “miei” prodotti costa meno all’estero, vado là… o appalto il lavoro, purché là. E poi lo assemblo qua, prendendo per la gola tutte le fabbrichette dell’indotto, che logicamente si rifaranno sui salari dei propri dipendenti. Che non compreranno un accidente in più, perché comunque non avranno i soldi. Oppure sì, compreranno, secondo il modello americano dell’indebitamento coatto. Con i bei risultati che stanno sotto gli occhi di tutti quelli che li vogliono vedere. E non illudetevi: non è che i lavoratori stranieri ringrazino comprando il mio benedetto prodotto: no, loro, giustamente, si mettono via i loro soldini e si comprano la casa nella loro terra. Giustamente. Ma allora il ritorno dov’è?

Ma tant’è… è la legge del mercato baby! E se persino un professore di matematica viene turlupinato da banche e finanziarie con mutui ballerini, a noi che speranza resta di essere tutelati? Nessuna. Appunto. Allora forse è il caso di ripensarla, questa economia…

Devo essermi bevuta il cervello… quello che a me sembra solo “pura logica” per gli altri è utopia… ma per fortuna stasera al TG2 finalmente qualche operaio ha detto basta a questa manfrina della carità sotto forma di anticipo di una parte degli aumenti salariali richiesti con il rinnovo del contratto.
Prima il signor Rossi di Campofilone, poi la FIAT(proprio quella FIAT che tanto ha beneficiato della cassa integrazione pagata con i soldi dell’INPS, cioè i nostri, per scelte aziendali sbagliate, ma che neanche il becco di un quattrino ha reso… perché i debiti sono della collettività, ma gli utili sono dei privati, no?), adesso ci prova pure la Brembo: ma possibile che, dopo che vi abbiamo dato entrambe le prime due notizie (la terza è di poche ore fa), a NESSUNO DI VOI sia venuto in mente che, aldilà dell’effetto benefico per i lavoratori del signor Rossi (per gli altri, non ritengo che 30 o 43 euro cambino la vita…), non si tratti che, per il primo, di un’ottima ed oculata operazione di marketing?
E che in ogni caso questo atteggiamento padronale si sposi perfettamente con la nuova ottica del PD, per il quale la contrattazione individuale dovrebbe assurgere allo stesso valore di quella nazionale? E che si cerchi così di delegittimare (come se ne avesse bisogno… mica son santi…) l’esistenza stessa del sindacato? Sono la prima a dire che il sindacato deve cambiare, e pure parecchio, per tornare a svolgere il suo ruolo. Ma da qui ad abolirlo… magari sarebbe carino che lo decidessero i lavoratori, e non un colpo di mano ben orchestrato dai soliti ignoti.

Embé? Scatenatevi, adesso…

4 risposte a “FOLGORAZIONI – riflessioni di Elena”

  1. Franca dice :

    Perfettamente d’accordo

  2. edgar dice :

    Sì, perfettamente d’accordo.
    Anch’io ho seguito Annozero ed anch’io oggi, vivo il tuo stesso grado di indignazione.
    Elena for… God!
    Auguri per vogliadisinistra!

  3. Equo dice :

    Sì, Elena: è l’età. Non la tua: l’età di questi tempi bastardi.

  4. Anonymous dice :

    Quanto rifletti……beh! diciamo che la foto l’hai scattata bene, il problema emerge se provi a svilupparla.
    Tu hai usato la logica che tutti noi condividiamo. Sembra utopia remare contro la globalizzazione dell’economia capital-affaristica-menefrego-cazzitua-morstuavitamea

    ciao Mat

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