Musharraf, otto anni pieni di violenza

Da otto anni Pervez Musharraf governa il Pakistan con pugno di ferro, costretto a districarsi tra l’alleanza con gli Stati Uniti nella guerra al terrorismo e la necessità di tenere a bada i fondamentalisti e i capi tribù pashtun, in patria, che hanno forti legami con i talebani.
Numerosi anche scontri con gli altri poteri istituzionali – la Corte Suprema su tutti – e con i leader religiosi.

– 1999 Il 12 ottobre con un sanguinoso colpo di Stato militare, Musharraf destituisce il premier eletto Nawaz Sharif e sospende la Costituzione. Prende il potere con la carica di Capo dell’esecutivo e dell’Esercito. Il 12 maggio del 2000 la Corte Suprema pachistana avalla il colpo di Stato: a Musharraf è garantita l’autorità esecutiva e legislativa fino al 2001.

– 2001 Il 20 giugno Musharraf viene proclamato presidente, al posto di Mohammad Rafiq Tarar. Dopo l’11 settembre e in seguito a un ultimatum degli Usa, appoggia la Casa Bianca nella lotta al terrorismo. Concede tre basi aeree per attaccare i Talebani in Afghanistan durante l’operazione “Enduring Freedom”.

– 2002 Il 30 aprile un referendum prolunga la sua presidenza di altri cinque anni, pochi giorni dopo un fallito attentato dinamitardo contro il convoglio presidenziale. Seguiranno molti altri tentativi di assassinare Musharraf.

– 2004-2006 Conflitto nelle aree tribali semi-autonome del Waziristan, tra le montagne al confine con l’Afghanistan. La guerra, scoppiata per imporre il controllo militare di Islamabad alla ricerca dei covi di Al Qaeda, si conclude con un accordo per la smilitarizzazione, siglato il 5 settembre – — – 2006 Tuttavia gli scontri continuano. Il bilancio complessivo in tre anni è di circa 3 mila morti. Sempre nel 2004, l’esercito pachistano comincia una guerra, tuttora in corso, contro i guerriglieri del Balucistan per il controllo dei giacimenti di gas naturale.

– 2007 È un anno cruciale per Pervez Musharraf, messo in difficoltà dalla risorgenza dell’integralismo islamista talebano della Moschea Rossa della da un lato e dall’altro dalle manifestazioni in difesa del giudice Iftikhar Chaudhry, sospeso, per volontà del generale, dalla carica di presidemte della Corte Suprema e poi renitegrato nelle sue funzioni dalla stessa alta magistratura. Il generale trova una via d’uscita militare alla crisi con gli studenti talebani che in seguito a un blitz sono costretti ad abbandonare la Moschea di Islamabad, dopo averla occupata per mesi.

Sul piano politico, il presidente-generale prende atto del reintegro nelle sue funzioni del giudice Chaudry e sigla un accordo con Benazir Bhutto, in autoesilio a Londra inseguita da accuse di corruzione. L’intesa apre la strada alla divisione dei poteri. È concessa l’amnistia alla Bhutto e ad altri esponenti politici a lei fedeli.

Pubblicato il: 03.11.07
Modificato il: 03.11.07 alle ore 16.33

fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=70306

3 risposte a “Musharraf, otto anni pieni di violenza”

  1. Franca dice :

    E Bush ringrazia…

  2. Equo dice :

    Proposta: facciamo entrare il Pakistan in Europa assieme alla Turchia. 😦

  3. Anonymous dice :

    Mi associo parzialmente ad Equo, offriamo asilo ai talebani perseguiti da Musharraf ed ai loro capi religiosi. Non so se sarà peggio per le donne e noi miscredenti, ma i politici si cacheranno sotto e qualche mano sarà tagliata.
    Mat

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