Rula Jebreal e l’immigrazione


DAL BLOG DI BEPPE GRILLO


INTERVISTA

Ho intervistato Rula Jebreal sul tema dell’immigrazione. La sua analisi è semplice e di buon senso. In Italia i partiti mettono sempre i loro interessi e, alcuni, anche le loro ideologie al primo posto. Poi vengono i cittadini. Se c’è un problema che si arrangino. Se la situazione sfugge di mano si fa un decreto legge che lascia le cose come prima. Questa classe politica ha fatto il suo tempo. Speriamo che se ne vada in fretta prima che l’Italia si disintegri.

“Il problema dell’ immigrazione, in Italia, ricade sulla società in termini di impatto e problematiche. Dalla politica viene ignorato e sottaciuto o affrontato solo in occasione di episodi di cronaca nera. In quel caso l’approccio è per tifoserie.

Chi parla di tolleranza zero non spiega in termini di legge cosa voglia dire, le volte che l’ho chiesto ai politici mi hanno risposto, ad esempio, che si devono subito cancellare le scritte sui muri appena compaiono… mi sarei aspettata una risposta più ampia.

C’è chi parla, invece, di solidarietà a tutto campo, approccio che peraltro è offensivo e umiliante nei confronti degli immigrati che non vengono considerati come esseri umani, uomini o donne con dei diritti e dei doveri. La questione esplode sempre a ridosso degli episodi, non c’è un approccio completo, europeo che guardi all’immigrazione non solo come parte del problema ma anche parte della soluzione.

Sarkozy, in Francia, sta facendo passi in avanti mettendo nel governo degli immigrati come Rachida Dati, ministro della Giustizia. E’ stato l’uomo che ha creato la consulta islamica per capire come dialogare e affrontare dentro le comunità la questione del radicalismo islamico. La questione dei Rom era palese e prevedibile: era chiaro che inglobando nella Comunità Europea certi Paesi, gli abitanti sarebbero arrivati in massa, anche per la diversa prospettiva di vita.

Quello che manca qui sono un progetto politico completo e un obiettivo: tanti arrivano senza prospettiva di lavoro quindi l’unica strada è quella di delinquere. La risposta politica è per ora assente, e tutto il peso lo assorbe la società la cui risposta, ovviamente, non può che essere di rifiuto e spavento. Non c’è nessuno che ammortizzi l’impatto, anche regolando i flussi migratori.

La proposta francese alla Comunità Europa è di regolare i flussi anche dei comunitari. Si sta discutendo alla Commissione Europea, si discuterà anche al Parlamento Italiano con il solito approccio ideologico. Si arriverà ad una soluzione, spero non troppo tardi. La società oggi risponde anche in maniera violenta: chi attacca i campi nomadi, chi li brucia.

C’è poi chi pensa di potere accogliere tutti, non c’è programmazione, come viene fatto in altri Paesi. Purtroppo, per l’ennesima volta, la politica è silente e continua ad occuparsi di altro. C’è un rischio grave: che la situazione esploda e accada come in Francia dove è stato bruciato un hotel che ospitava immigrati. E’ vero, in Italia c’è meno razzismo che in altri Paesi europei ma c’è molta meno integrazione. E’ un dato che spaventa, c’è molta meno integrazione.

E’inutile girare attorno alla questione, che è molto chiara: bisogna regolare i flussi, dare diritti ma anche doveri. Bisogna cominciare a pensare come la Gran Bretagna che accoglie dando regole chiare, ma chi delinque esce dal Paese e non ritorna più. E’ un sistema valido che per ora è andato molto bene.”

Rula Jebreal

fonte: www.beppegrillo.it

2 risposte a “Rula Jebreal e l’immigrazione”

  1. Franca dice :

    Da un articolo di Stefano Rodotà su La Repubblica.it

    “Serve, davvero con “necessità e urgenza”, un’altra forma di tolleranza zero. Quella contro chi parla di “bestie”, o invoca i metodi nazisti. Non è questione di norme. Bisogna chiudere “la fabbrica della paura”. E’ il compito di una politica degna di questo nome, di una cultura civile di cui è sempre più arduo ritrovare le tracce. Un’agenda politica ossessivamente dominata dal tema della sicurezza porta inevitabilmente con sé pulsioni autoritarie. Ricordiamo una volta di più che la democrazia è faticosa, ma è la strada che siamo obbligati a percorrere.”

  2. Anonymous dice :

    Concordo pienamente.. E come non si potrebbe?
    mauro

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