Poliziotti dal grilletto facile: riflessioni di Elena

Ricevo la dettagliata analisi da Mario e la pubblico integralmente (vedi post precedente), aggiungendoci qualche riflessione personale.


Giovedì scorso ad Anno Zero (puntata sull’omicidio del tifoso in autogrill e sui fatti del G8 2001) ho sentito Agnoletto e La Russa parlare di “accertamento delle responsabilità” e conseguentemente – per quanto in modo implicito – di certezza della pena anche per le forze dell’ordine. Concetti su cui sono assolutamente d’accordo, non fosse che… sono abbastanza vecchia per ricordare cose che ai più giovani possono sfuggire, non fosse altro perché nessuno dei nostri democratici mezzi d’informazione ne parla più. A parte i soliti irriducibili, che magari sono anche i maggiori interessati perché parenti o amici delle vittime.


Infatti, che Agnoletto si faccia portavoce di questa richiesta di giustizia non mi stupisce: i danni delle violenze delle forze dell’ordine a Genova li hanno subiti ragazzi della sua parte. Quindi almeno per un “caso”, la ricerca della verità è “interessata” (a voler essere perfidi). Con questo non voglio assolutamente giustificare i vandalismi a cose e vetrine, auto e negozi perpetrati da irresponsabili che nulla hanno a che vedere con il movimento no-global. Che a me ricordano tanto gli “espropri proletari” fatti dagli autonomi… espropri a base di liquori e TV, che notoriamente sono la dieta-base dei nullatenenti… ma lasciamo perdere (altrimenti ci apro un altro capitolo). E non voglio neppure parlare di Genova in specifico. Dico soltanto che, politica o non politica, da Franceschi a Serantini ad Aldrovandi a Zibecchi (*), seppure in circostanze diverse, si sono verificati già un sacco di casi di poliziotti e carabinieri prima coperti da versioni fantasiose ed incoerenti e poi comunque giustificati e non condannati. Questo per la storia. Come, sempre per la storia, è patrimonio della destra il fatto di difendere l’ordine costituito e con esso i suoi rappresentanti – le forze dell’ordine appunto – a prescindere. A prescindere perfino dall’identità della vittima.


Voglio dire: è abbastanza scontato – anche se non mi pare giusto – “fregarsene” della verità quando la vittima è della parte politica avversa. Ma quando è della tua parte? L’onorevole La Russa mi dovrebbe spiegare, possibilmente con un motivo diverso dalla coerenza all’idea-base dell’ordine, come mai neppure per il povero Emanuele Scieri, militante di AN, qualcuno di loro si muove. A chiedere giustizia per questo allievo parà sono rimasti i suoi genitori ed un gruppetto di irriducibili utopisti – vedi http://solleviamoci.blogspot.com/2007/10/emanuele-scieri-per-non-dimenticare.html

Bisogna avere fiducia e difendere le forze dell’ordine (d’ora in poi, FdO), dice La Russa, che sono addestrate e pronte con abnegazione e sprezzo del pericolo a proteggere e tutelare i cittadini inermi. Se fosse vero quello che segue al “che”, sarebbe l’atteggiamento legittimo ed auspicabile. Ma che preparazione dimostra mai un rappresentante delle FdO che non trova, nel corso di una perquisizione, un coltello per incidere il cuoio (lunghezza della lama: 20 cm.) e trova invece un assorbente interno e te lo sventola sotto il naso chiedendoti che cos’è? Non è una battuta tratta dal manuale delle barzellette del perfetto carabiniere: è successo davvero. A me.


Non è comunque giusto neppure generalizzare sulle “forze dell’ordine”. Innanzitutto, per me le FdO non sono un tutto unico ed inscindibile. Esistono i poliziotti ed i carabinieri… e non sono la stessa cosa. Quando ero giovane io, a fronteggiare i facinorosi manifestanti dell’estrema sinistra venivano mandati sì i reparti speciali tipo il III CELERE, ma venivano inviati anche giovani di leva, inesperti, non addestrati ed impauriti ad arte da informazioni faziose e situazioni stressanti ancor prima di uscire dalle caserme (gente svegliata all’alba e tenuta in stato di all’erta mentre circolavano voci di assalti a civili, negozi e caserme da parte dei komunisti kattivi che, invece, se ne stavano ancora a letto a ronfare… ma tant’è, nessuno aveva la possibilità o il diritto di uscire a verificare): questo per dire che le responsabilità maggiori di tanti scempi non sono del singolo rappresentante delle forze dell’ordine, ma dei vertici che scientemente li manipolano. E non solo in occasione di manifestazioni politiche: a me personalmente è successo di essere fermata ad un posto di blocco (ero in gita con amici) per un normalissimo controllo di documenti e, mentre il più alto in grado effettuava le verifiche, quell’altro mi teneva la canna della mitraglietta puntata in faccia. Ma avrà avuto vent’anni… e se io avessi fatto un movimento sospetto, che ci voleva a far partire un colpo? Lo so, qualcuno ancora si rammarica del fatto che non è successo… che ci volete fare, m’è andata bene. Ma mi è successo anche di essere totalmente ignorata (avrei potuto essere la Meinhof) solo perché accompagnata da “uno del luogo”…

Poi ci sono i carabinieri ed i corpi scelti. Per quelli il discorso è, a volte, diverso. In quei gruppi si trovano sì ragazzi che non hanno avuto altra scelta, ma ci sono pure quelli ideologicamente già orientati alla “lotta al terrorismo”, e poco importa se il terrorista è solo uno che la pensa diversamente dall’ordine costituito… è automaticamente un pericoloso sovversivo e come tale va trattato. A manganellate, anche quando è a terra, anche quando non ti ha fatto nulla. Ma ripeto, non sono tutti così. E poi non dobbiamo dimenticare che codesti soggetti, che già normalmente partono avvantaggiati da caschi e divise tutte uguali (come fai a riconoscerli?), vengono poi protetti in modo massiccio dai loro vertici, da una magistratura incompetente (nel senso che potrebbe non avere le competenze necessarie per stabilire, chessò, se un lacrimogeno sparato in aria ti possa poi finire in mezzo alla cassa toracica dritto come un fuso) o leggermente di parte e da una classe politica spesso connivente. Infatti, che ci fa De Gennaro, scelto da un governo di centrosinistra come capo della polizia, confermato da quello di centrodestra DOPO i fatti della Diaz e di Bolzaneto, ancora ai vertici della vita politica – nientedimeno che braccio destro di Amato, ministro degli Interni?


Non è facile fare i dovuti distinguo quando l’ingiustizia è palese e reiterata… non è facile ricordare Pasolini e Villa Giulia e gli stipendi inadeguati e gli strumenti mancanti e l’addestramento sbandierato – ma quantomeno da verificare -di fronte alla morte, l’ennesima, di un ragazzo… avrà anche avuto delle pietre in tasca (ma sapete quanto ci vuole a mettercele appositamente? La stessa volontà politica che ci vuole per ficcare sotto un sedile dei proiettili a ragazzi che non avevano fatto niente… ma era il periodo della “caccia alla volpe rossa”, le BR avevano appena rapito Moro e si cercava disperatamente un successo… anche a scapito di innocenti la cui unica colpa era di aver scelto la domenica sbagliata per andare a giocare a pallone al parco di Monza. E questa non è fantapolitica. E’ successo davvero. Sempre a me ed ai miei amici. E non è che questi ragazzi fossero innocenti perché lo dico io: c’è una sentenza del tribunale).


Se vuoi la giustizia devi essere giusto, se vuoi il rispetto devi prima di tutto essere rispettoso, delle persone come delle leggi. Devi studiarti a memoria la Costituzione e, quando fai il giuramento, devi farlo con il cuore e non solo con la bocca… Devi essere super partes, non dalla tua parte… Solo così le FdO potranno recuperare la stima della gente, quella stima che, va detto, molti di loro già si meriterebbero. Ma quelli non assurgono alla cronaca. Se ne stanno nell’ombra a fare il loro dovere e nessuno gli dice nemmeno grazie.


E allora? Allora, da inguaribile idealista, mi piacerebbe che la realtà assomigliasse ai polizieschi, in cui, quando non ci sono più speranze che qualcuno si azzardi a dire la verità, si ricorre all’infallibile Pentothal. Il siero della verità che non perdona… peccato che anche lui non sia infallibile, che sia un’invenzione più che una realtà e che… se anche fosse possibile utilizzarlo qui da noi, prevarrebbe la logica della difesa della privacy – o del segreto di stato, o di chissà che.

Elena

(*) chi volesse un elenco più esaustivo – per quanto sempre incompleto – lo trova qui:
http://vogliadisinistra.blogspot.com/2007/11/sicurezza-e-forze-dellordine.html

Una risposta a “Poliziotti dal grilletto facile: riflessioni di Elena”

  1. Franca dice :

    Poi succede anche che quando i poliziotti vengono condannati, arriva il Presidente della Repubblica e li grazia (Vedi il Manifesto del 15 novembre riportato ieri sul mio post)

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