Archivio | novembre 20, 2007

Non lasciamo calare il sipario sull’Aids in Africa

Cesvi e la Compagnia degli Equilibristi ti invitano a “Baby”, spettacolo teatrale vincitore del concorso “Virus Free Generation”. Mercoledì 5 dicembre al Teatro Olmetto di Milano.

Che cos’è una memory box? È la scatola che una madre sieropositiva costruisce per sé e per suo figlio. Una storia in cui devono entrare i ritmi, i colori, le luci del ricordo. Tutto nella scatola che Baby, il figlio salvato, apre ed esplora, alla ricerca di una donna indimenticabile: sua madre. Dalla scatola esce l’Africa con le sue ambiguità, l’ombra di una malattia che affiora solo per un momento. Il percorso verso la consapevolezza è difficile, intriso com’è di pregiudizi; ma Baby può seguire, almeno, le impronte che sua madre ha lasciato dietro sé. Con lo stesso sguardo affettuoso – di un figlio per una madre, di una madre per suo figlio – vediamo delinearsi uno scenario finora solo intuito. Perché se Baby non può dimenticare sua madre, noi abbiamo bisogno di una scatola della memoria per ricordare.

Questa la traccia dell’opera teatrale “Baby” della giovane autrice Daniela Mandelli, che si è aggiudicata il concorso Theatre Competition indetto dal Cesvi nell’ambito della campagna Virus Free Generation. Ai partecipanti era stato chiesto di farsi promotori del cambiamento usando lo spazio scenico come luogo in cui rappresentare il problema dell’Aids in un’ottica positiva, con particolare attenzione ai temi dell’educazione, prevenzione e accesso alle cure. Temi al centro della drammaturgia presentata dalla Compagnia degli Equilibri di Uboldo (VA), che sarà messa in scena presso il Teatro Olmetto di Milano mercoledì 5 dicembre.
Virus Free Generation è un’iniziativa del consorzio Alliance2015 e ha l’obiettivo di informare e sensibilizzare le giovani generazioni, in Europa e in Africa, sul tema dell’Hiv&Aids.
Alliance2015 è una rete di sei organizzazioni non governative europee, quattro delle quali (Cesvi, German Agro Action, Hivos e People in Need) impegnate nella campagna Virus Free Generation, realizzata con il contributo dell’Unione Europea.

Baby
di
Daniela Mandelli
regia di Alessandro Fantinato e Roberta Mandelli
con Alessandro Fantinato, Antonio Fesce, Laura Formenti, Francesco Laterza, Roberta Mandelli e Valentina Paiano
scenografia e costumi di Nuccio Crea e Elena Romagnoli

Mercoledì 5 dicembre ore 21.00
Teatro Olmetto, via Olmetto 8/A – Milano
Ingresso gratuito.
Prenotazioni dal 20 novembre (lunedì-venerdì, ore 15.30-19): tel. 02-72021503

Scarica la locandina dell’evento: clicca qui.

fonte: http://www.cesvi.org/?pagina=pagina_generica.php&id=1243

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Toh, chi si rivede!

Girellando intorno ai gazebo di FI..

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fonte: www.beppegrillo.it

Ricerca, due team di scienziati riescono a "ringiovanire" cellule adulte in staminali embrionali

20 novembre 2007

Le nuove scoperte, pubblicate su “Science” e “Cell”, potrebbero sciogliere le questioni etiche legate all’uso delle staminali embrionali e alla clonazione a scopo terapeutico

Cellule di pelle umana “riprogrammate” e ringiovanite, in modo da risultare indistinguibili dalle staminali embrionali. A riuscire nell’impresa di trasformare cellule umane adulte sono stati due team di ricercatori, uno statunitense l’altro nipponico, che hanno lavorato in modo indipendente e impiegato tecniche diverse, e hanno pubblicato i loro lavori rispettivamente sull’edizione online di “Science” e su “Cell”.

AP - James Thomson, University of Wisconsin-MadisonGli esperimenti sono stati condotti dagli scienziati del Genome Center dell’Università di Wisconsin-Madison, diretti da Junying Yu (che hanno lavorato nel laboratorio di James Thomson, uno dei primi e più importanti studiosi delle cellule embrionali), che hanno pubblicato il loro lavoro su “Science”, e dal team nipponico diretto da Shinya Yamanaka, della Kyoto University, del quale si possono leggere gli studi su “Cell”.

I due studi sono considerati fondamentali dalla comunità scientifica, dal momento che potrebbero risolvere i dilemmi etici sull’uso delle staminali embrionali e rendere inutile la clonazione a scopo terapeutico. Se, infatti, si possono riprogrammare cellule adulte, non occorre creare embrioni ‘ad hoc’ o utilizzare quelli in sovrannumero come fonte di preziose cellule pluripotenti, capaci di trasformarsi nei 220 tipi cellulari che compongono il corpo umano. Oltre al vantaggio di eliminare ogni dilemma etico, il fatto di usare cellule della pelle riprogrammate fa sì che, per ogni uso, si possa usare come fonte il paziente stesso, e di eliminare i problemi derivanti dalle reazioni immunitarie.

fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2007/11/staminali-science-cell.shtml?uuid=4a81c054-977c-11dc-8923-00000e251029&type=Libero

In arrivo dagli Usa una banca dati del Dna firmata Google

Roma: trovata la grotta di Romolo e Remo

Individuato il Lupercale, dove nel mito la lupa ha allattato i gemelli
E’ vicino alla casa di Augusto sotto le pendici del Palatino

La leggenda diventa realtà

Le prime immagini mostrano una volta con marmi colorati e una grande aquila bianca
Rutelli: “Strabiliante. Per secoli era stato cercato ed ora finalmente è sotto gli occhi di tutti”

Le prime immagini del Lupercale


ROMA – La leggenda si fa storia.
Il luogo più celebre del mito della storia di Roma, cercato per secoli, è apparso. Il Lupercale, ovvero il luogo dove la lupa avrebbe allattato i gemelli Romolo e Remo, è stato trovato: è vicino alle mura della dimora di Augusto, in un avvallamento sotto le pendici del Palatino e in un’area mai esplorata finora tra il Tempio di Apollo e la Chiesa di Sant’Anastasia, a 16 metri di profondità. A dare oggi l’annuncio dell’incredibile scoperta, il ministro per i Beni e le attività culturali Francesco Rutelli.

“Nel corso dell’esplorazione di questi giorni del Palatino, nella parte che dà verso il Circo Massimo, una sonda a 16 metri di profondità ha trovato qualcosa di veramente strabiliante”, ha detto il ministro illustrando i dettagli della scoperta. La struttura a forma di ninfeo sembra essere una grotta in parte naturale e in parte artificiale, alta circa 9 metri e con un diametro di 7,5.

La microtelecamera della sonda ha mostrato una volta decorata a cassettoni, che riquadrano motivi geometrici non figurativi realizzati a mosaico con tessere di marmo policromo, ed è impreziosita ulteriormente da filari di conchiglie bianche e dall’aquila bianca di Augusto al centro della volta stessa. A quanto pare, edificando la sua dimora proprio in quel luogo, l’imperatore volle annettere alle sua villa quel luogo altamente simbolico della storia di Roma.

Una visione mozzafiato che è stata ottenuta dalla soprintendenza, che ancora non ha messo piede nella grotta, solo alla fine di luglio scorso. “Una vivacità policroma impressionante che sembra a prima vista un unicum nel complesso della Casa di Augusto”, commenta l’archeologa Irene Iacopi che ha diretto lo scavo. Con lei, il soprintendente archeologico Angelo Bottini, il professor Giorgio Croci curatore del supporto scientifico ai lavori di scavo sul Palatino e il noto archeologo Andrea Carandini.

“La grotta è ancora quasi interamente riempita di terra di riporto – dice Bottini – ma con la sonda siamo arrivati fino al pavimento che è di cocciopesto per approssimare le dimensioni di 7,5 metri d’altezza e 6 di diametro. La struttura ipogea, che ha le sembianze di un ninfeo, dove alle pareti abbiamo riconosciuto una nicchia, è alla base della collina, allo stesso livello del Circo Massimo, ed è stata inglobata in un complesso di strutture che l’hanno rispettata e decorata secondo la moda del tempo. Lo scavo sarà, quindi, complesso. Partiremo dall’alto per scendere verso il basso”. “Dallo scavo, che coinvolgerà una struttura iniziale di circa 700 metri quadrati, ci aspettiamo di conoscere le connessioni tra il Lupercale e il Tempio della Casa di Augusto che aveva l’ingresso monumentale su questo versante del colle”.

Il culto del Lupercale, ha spiegato Andrea Carandini, era ancora vivo nel quinto secolo dopo Cristo. Cosa che suscitò le ire del papa Gelasio I: il Pontefice proibì ai romani di praticare il rituale legato alla grotta, ovvero correre intorno al Palatino, il sacro colle, appunto, frustando le donne per renderle fertili.

Ora si dovrà cercare un varco per entrare nella grotta, costruire un cantiere in sicurezza, e svuotare del terriccio. “Gli studiosi – ha spiegato Rutelli – lavoreranno per anni sui dettagli di questa struttura. Si tratta di un luogo di culto, un santuario che Augusto trasformò in uno dei punti centrali della sua casa. Per secoli era stato cercato ed ora finalmente è sotto gli occhi di tutti”.

(20 novembre 2007)

fonte: http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/spettacoli_e_cultura/romolo-e-remo/romolo-e-remo/romolo-e-remo.html

Fini va alla guerra: attacco a Berlusconi e al suo nuovo partito



Critiche anche sulla legge elettorale

Nessuna meraviglia, nessuna presa alla sprovvista, quello di Gianfranco Fini è un attacco vero e proprio. Destinatario, per la seconda volta in due giorni, Silvio Berlusconi e il suo Ppl, «o come diavolo si chiama». Lunedì il leader di An aveva liquidato il nuovo partito di Berlusconi con un «non se ne parla proprio». Il giorno dopo, è scontro sulla legge elettorale. «Campata per aria» la richiesta di Forza Italia di andare alle elezioni subito dopo le riforme, un semplice «restyling di Forza Italia» l´idea del partito del Popolo delle Libertà. La mossa di Berlusconi, secondo Fini, non era nemmeno così imprevedibile: «Ha cercato solo di uscire da una condizione di difficoltà politica, visto che il governo non è caduto, come lui auspicava, e io e altri alleati gli chiedevamo un cambio di strategia».

Ma quello di Fini è un altolà a tutti gli effetti: «Se Berlusconi pensa di portare gli elettori di An a votare il suo partito – dice il leader di Alleanza Nazionale – si sbaglia di grosso: non considera il fatto che spesso gli elettori sono più avveduti e intelligenti degli eletti». Ma non è una strada sbarrata: «Se invece pensa a un nuovo processo aggregativo, eravamo d’accordo ieri e lo siamo oggi». E gli ricorda un giorno lontano, quel 2 dicembre del 2006, il giorno della manifestazione a piazza san Giovanni: «Richiamo lui e me stesso – dice fini – all’impegno di tener fede a quanto ci chiedeva il popolo del centrodestra il 2 dicembre: unità sui valori e sui programmi. Quali sono i programmi del Pdl, quali sono i valori di riferimento? quali sono le regole? sono pronto a discutere di tutto questo, ma non mi si dica, “io il partito l’ho fatto, chi vuole entrare entri”».

Fini è duro, forse anche perchè un po´ di paura su come uscirebbe An dal nuovo sistema elettorale, ce l´ha: «Evitare la frammentazione e fare le riforme è interesse di tutti, altrimenti siamo all’ingovernabilità. non credo che Veltroni e Berlusconi vogliano essere i pilastri della politica italiana e mettere all’angolo gli altri. La politica è più complicata, non è solo distribuzione delle carte: e noi non ci sentiamo né intimiditi né all’angolo». Per questo, ribadisce Fini, Alleanza nazionale «è pronta a discutere del proporzionale», a patto che sia garantito «il bipolarismo».

Intanto, oltre allo scontro nella Cdl, è giro di valzer su quale sia il sistema migliore per far diventare governabile questo paese. Tutto, come si è detto, propende per un proporzionale corretto, un tedesco alla spagnola, un veltronellum, un vassallum, chiamatelo come vi pare. Proposta lanciata da Walter Veltroni e a cui l´opposizione si è detta disponibile anche se «con lui – avverte il ministro Turco riferendosi a Berlusconi – bisogna sempre andare a vedere le carte, e stringerlo a una posizione univoca e che si traduca in fatti». Già, i fatti: anche il capogruppo del Prc al Senato, Giovanni Russo Spena, invita a mettere da parte le dichiarazioni su giornali e tv e a «riportare la questione della legge elettorale alla sede istituzionale: il provvedimento è incardinato in Senato – spiega – e la commissione Affari costituzionali ha già svolto numerose sedute. Il presidente Bianco è senz’altro in grado, a questo punto, di presentare un testo in grado di raccogliere un adeguato consenso parlamentare».

Ma sulla legge elettorale che dovrà sostituire la famigerata “porcata” di Calderoli, si dividono anche Rifondazione e Comunisti Italiani. Fausto Bertinotti e Franco Giordano elogiano ovunque il sistema tedesco. «C’è la base di partenza per una discussione sulla legge elettorale sul modello tedesco – spiega il presidente della Camera – che con l’uscita di Berlusconi, naturalmente, acquista un peso ulteriore». «Bisogna affrettare i tempi», gli fa eco il segretario Giordano. Ma il Pdci non ci sta e tira le orecchie ai colleghi della Cosa rossa. «Il sistema elettorale tedesco, con il superamento del bipolarismo – dice Manuela Palermi, capogruppo del Pdci al Senato – non è che il ritorno alla prima Repubblica: è la vittoria del trasformismo – prosegue la Palermi – presto Pd e Ppl si accorderanno su un governo istituzionale per riscrivere la costituzione». «È necessario che la maggioranza si riunisca per elaborare una proposta collegiale e condivisa – ribadisce Pino Sgobio, capogruppo del Pdci alla Camera – Anche all’interno del centro-sinistra, non ci possono essere alcuni che decidono per altri».

A temere di più il nuovo assetto elettorale, sono ovviamente i piccoli partiti, che temono di essere penalizzati da una soglia di sbarramento troppo bassa. Li rassicura a parole il capogruppo del Pd alla Camera, Antonello Soro: «Non c’è alcun atteggiamento pregiudizialmente punitivo nei confronti di qualcuno. Le riforme non si fanno contro qualcuno, ma per migliorare la qualità della democrazia». E Veltroni fa di più: martedì mattina ha incontrato in Campidoglio il ministro della Giustizia, nonchè segretario dell´Udeur, nonchè guru dei piccoli che non vogliono abbassare la testa, Clemente Mastella.

Pubblicato il: 20.11.07
Modificato il: 20.11.07 alle ore 17.50

fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=70758


Bangladesh, gli aiuti in difficoltà

Si aggrava ancora il bilancio del ciclone che ha colpito il Paese, difficili i soccorsi
I sopravvisuti: “Non serve farci foto o girare filmati per la tv, abbiamo bisogno di mangiare e bere”

“Cento mani per un pacchetto di cibo”

L’Onu ha stanziato 6 milioni di euro. “Una prima tranche, ma altri arriveranno”
Dalla Farnesina aiuti urgenti per oltre un milione di euro. In partenza aiuti alimentari

Una donna con la sua bambina
sopravvissute alla tragedia


ROMA
– Saranno necessarie settimane per avere un’idea precisa della devastazione provocata dal ciclone Sidr. Il bilancio ufficiale, ancora provvisorio, della sciagura che ha investito il Bangladesh è al momento di 3.447 vittime. Ma la Mezzaluna Rossa (la principale organizzazione umanitaria attiva nel Paese) calcola che il computo finale potrebbe essere di oltre 10 mila morti. E alcune organizzazioni umanitarie parlano di 15 mila. Intanto emerge che le conseguenze del ciclone sarebbero state meno catastrofiche se il falso allerta-tsunami, scattato nel Paese due mesi fa, non avesse indotto gran parte della popolazione a sottovalutare l’allarme.

Soccorritori in difficoltà. Molti villaggi delle zone costiere, rimaste finora isolate, sono stati raggiunti solo oggi dai soccorritori, a cinque giorni dalla catastrofe. Ma i mezzi a disposizione non sono sufficienti. L’esercito ha rinforzato le squadre con altri elicotteri e cargo per il trasporto di cibo, medicinali, acqua e beni di prima necessità. In arrivo anche due C-130 dell’esercito americano.

“Il cibo non basta”. “Centinaia di mani che si sollevano per assicurarsi un pacchetto di cibo”: questo il racconto di un reporter dell’agenzia Reuters dal distretto di Patuakhali. “Sembra follia ma è davvero quel che accade nelle aree devastate dal ciclone”. Le forniture di cibo sono insufficienti e i sopravvissuti – riferisce il reporter – sfogano la loro rabbia con cameramen e fotografi: “Non serve che mettiate le nostre foto sui giornali o le nostre immagini in televisione, ciò di cui abbiamo bisogno è cibo, acqua e riparo”.

Pericolo sottovalutato. E’ stato difficile persuadere del pericolo gli abitanti delle località a rischio, abituati a tempeste e altri fenomeni atmosferici dalla potenza meno devastante. All’origine di tale atteggiamento, il violento terremoto che il 13 settembre si è verificato al largo delle coste di Sumatra, facendo temere una gigantesca onda anomala. L’allerta fu lanciato in tutti gli Stati vicini e, appunto, anche in Bangladesh. Ma nel giro di qualche ora l’allarme rientrò. Memori di quell’episodio, il 16 novembre troppi abitanti del Golfo del Bengala hanno ignorato gli avvertimenti, e la stessa Mezzaluna Rossa ha faticato a intervenire in modo tempestivo. Quando l’onda di marea di cinque metri, che annunciava l’arrivo di Sidr, si è abbattuta sulle coste, con le raffiche di vento fino a 250 chilometri orari, le operazioni di evacuazione non erano ancora completate, o non erano proprio iniziate. Ed è stata una strage.

Tragico paradosso. Una situazione tragicamente paradossale, tenuto conto che, di per sé, il sistema nazionale di prevenzione anti-cicloni ha funzionato alla perfezione. Al punto da consentire, nonostante tutto, di portare in salvo oltre un milione di persone in piena notte, sistemandole nei rifugi o in luoghi che il cataclisma non era in grado di colpire.

L’Onu, primi aiuti. “Altri seguiranno”. L’Onu ha approvato lo stanziamento di 6 milioni di euro, “una prima tranche, altri seguiranno quando avremo valutato le condizioni sul terreno” spiega da Ginevra la portavoce dell’Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari, Elisabeth Byrs. Le Nazioni Unite hanno già avviato la distribuzione di 208 tonnellate di biscotti altamente energetici e di 240 mila confezioni di pastiglie per purificare l’acqua potabile. Tra i principali donatori finora ci sono l’Arabia Saudita (più di 70 milioni di euro) e la Gran Bretagna (tre milioni e mezzo di euro).

Italia, il piano di intervento. La Farnesina ha definito il piano di interventi: 100 mila euro alla Federazione Internazionale delle Croci e Mezzelune Rosse (FICROSS) per la distribuzione di generi di prima necessità, e 400 mila euro al Programma Alimentare Mondiale (PAM). Per venire incontro alle necessità più urgenti sarà inoltre inviato, con un volo speciale, materiale del Deposito Nazioni Unite di Brindisi (tende, coperte, farmaci) per un valore di circa 600 mila euro.

Gli aiuti alimentari. Accelerate le procedure per l’invio di aiuti alimentari, già programmati, del valore di 2 milioni di euro. Il 26 novembre giungeranno presso il porto di Chittangong 5.200 tonnellate di grano tenero. Quanto agli italiani in Bangladesh, circa 130 connazionali, “la loro situazione non desta al momento preoccupazione – spiega la Farnesina – sono tutti lontani dalle zone colpite e non si ha notizia di vittime”.

(20 novembre 2007)

fonte: http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/esteri/ciclone-bangladesh/ciclone-tsunami/ciclone-tsunami.html