Non gli rinnovano il contratto, si impicca nel garage di casa

L’uomo di 45 anni, sposato con un figlio di 18 anni a carico, si è lasciato andare al tragico gesto di disperazione: soffriva da molto tempo di depressione per la precarietà del lavoro

Imperia, 22 novembre 2007 – Per tre mesi, in estate, aveva lavorato come operatore ecologico stagionale. A novembre, con il passaggio di gestione del servizio di raccolta dei rifiuti, aveva presentato domanda alla nuova ditta, che tuttavia l’ha rifiutata.

Un uomo di 45 anni, Paolo N., sposato, con un figlio di 18 anni a carico, ha così ritenuto di farla finita. Si è tolto la vita impiccandosi ad una trave del suo garage, nella tarda serata di ieri, senza lasciare messaggi o annunciare le proprie intenzioni. Così, in silenzio, al culmine di una crisi depressiva dovuta al mancato rinnovo del contratto di lavoro, l’uomo si è lasciato andare al tragico gesto di disperazione.

Chi lo conosceva ed aveva lavorato con lui ha raccontato che Paolo soffriva parecchio per questa situazione di precarietà del lavoro. Aveva provato ad intraprendere anche altre strade, ma sempre di breve durata. Per questo motivo aveva riposto tutte le sue speranze nella domanda presentata alla nuova ditta. Quando gli hanno detto che al momento non c’era bisogno di lui, probabilmente colto dallo sconforto, ha deciso di togliersi la vita.

fonte: http://qn.quotidiano.net/2007/11/22/48637-rinnovano_contratto.shtml

7 risposte a “Non gli rinnovano il contratto, si impicca nel garage di casa”

  1. Anonymous dice :

    strano che in questo blog di sinistra manchino commenti al gesto estremo di un uomo, suicidatosi per disperazione. Davvero strano. Siete senza parole?

    Mat

  2. skakkina dice :

    A parte il fatto che non mi pare affatto un pregio l’avere sempre parole per tutto (anche se oggi si tende a pensare il contrario), neanche un commento che biasima l’assenza di altri commenti mi pare tale.
    Tanto più che il fatto si ciommenta da solo, e già il fatto che questo post si trovi in questo blog suggerisce un’interpretazione trasparente, no? La tua intepretazione sull’assenza di commenti invece mi sembra un po’ meno evidente….qual è?

  3. elena dice :

    D’accordo con Skakkina, Mat. Che volevi che scrivessimo, che “deprechiamo il fatto”? Che siamo stufi di sentire Draghi parlare di quanto guadagnamo poco, di farci fare la carità da qualche padrone illuminato (leggi Fiat), che di precarietà si muore? Che vogliamo un futuro per noi e per i nostri figli? Che il liberismo è assassino ed è ora di cambiare rotta? Lo sappiamo benissimo tutti, noi di “questo blog di sinistra” e l’abbiamo detto già.
    O vuoi leggere che ci ho pensato spesso anch’io, a farla finita, perché molto più spesso di quanto non voglia non vedo più speranze di un futuro, quantomeno per me? E che l’unico motivo per cui non l’ho ancora fatto è che un Maestro mi ha convinto che un’assenza, un lutto insomma, è peggio di una presenza depressa e litigiosa?
    Bene, adesso l’ho scritto.
    Va meglio? E’ cambiato qualcosa? Non mi pare proprio…

  4. Anonymous dice :

    Forse si poteva diffondere la notizia e invitare i lettori a spedirne copia ai nostri rappresentanti, come spesso si fa per cose “forse” meno importanti.
    Ogni email spedita sarebbe stato un grido d’accusa, forse ingiusta, ma efficace per sensibilizzare i capi-popolo.
    Elena non dire sciocchezze, la vita va vissuta e queste cose servono a riflettere sulla sua straordinaria unicità. Non devi sentirti sempre impegnata, un pò di ironico cinismo ti farebbe bene.

    Mat

  5. elena dice :

    “anche se vi credete assolti
    siete per sempre coinvolti”: io ci credo.
    Vedi Mat, se tu invece di scrivere il tuo primo commento come hai fatto avessi scritto chessò, “qualcuno ha pensato di divulgare in giro?” – come peraltro aveva suggerito Franca a proposito dei licenziamenti Fiat, ti avrei risposto che sì, io lo sto già facendo… copio nei blog di cui faccio parte, intaso le caselle postali degli amici, coinvolgo tutti quelli che mi stanno a sentire… e sarebbe finita lì.
    Così invece m’è saltata la mosca al naso. La rete è una bella cosa, ma a volte ci fa dimenticare che non siamo i classici “amici”: in realtà sappiamo gli uni degli altri solo quello che gli altri appunto ci fanno sapere. E non sempre io dico tutto quello che faccio… per esempio.
    La vita va vissuta, dici. Certo. Ma ci aggiungerei “dignitosamente” – con tutte le implicazioni del caso.
    Quand’ero giovane, ai tempi delle BR, avevo coniato il motto “chi non spera, spara”. Adesso potrei aggiornarlo forse così: “chi non spera, si spara”.
    Deprimente? Forse. Ma a me scatena anche la voglia di reagire…

  6. Anonymous dice :

    Troppo serio ciò che dici Elena. Non stiamo sotto dittatura e non vi sono leggi razziali. nzi c’ìè un garantismo esasperato. Insomma siamo in europa e in democrazia. Oc corre solo giustizia per tutti e non è che nachi proprio.
    Non esageriamo.
    Mat

  7. elena dice :

    Sai Mat, visto l’argomento che ha originato il nostro “battibecco”, non mi sembra di essere TROPPO seria. Mi sembra semmai che la poca serietà sia dimostrata da tutti coloro che, potendo, non fanno un accidente di diverso dallo starsene aggrappati ai loro privilegi.
    Non siamo sotto una dittatura conclamata, ma strisciante sì. Quanto alle leggi razziali, aspetta: se va avanti così, presto sarai accontentato…
    Quanto al fatto che la giustizia non manchi – se capisco giusto la tua ultima frase – direi che l’opinione è discutibile. O forse che la giustizia non è giusta, che è un filino guercia e che lascia a desiderare. Tanto per essere gentile con le vecchiette…
    Anche nell’antica Grecia, dove la parola “democrazia” fu generata, c’erano gli imbonitori che parlavano ai comizi per convincere il popolo della giustezza delle proprie idee. E non tutti erano in buona fede neppure là. Ma non tutti erano Fede! Con i dovuti distinguo, per carità… Ma scusa se è poco…

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