Archivio | novembre 29, 2007

5 per mille: non c’e’ tetto che tenga

Dal sito del Cesvi (http://www.cesvi.org/?pagina=pagina_generica.php&id=1237):

Approvato l’emendamento che stabilisce un tetto massimo di 100 milioni di euro per il 5 per mille 2008. Fai sentire la tua voce: firma la petizione.

Respinto. Approvato. Il 5 per mille è morto, viva il 5 per mille. La commissione Bilancio del Senato ha bocciato l’emendamento giusto e approvato quello sbagliato. È passato il tettuccio: nel 2008 avremo l’1 per mille.
Questo per la cronaca; per la politica, è una sconfitta generale: di chi aveva promesso e non ha mantenuto (Ferrero, per esempio), di chi (Benvenuto-Bobba-Ferrante) ha scritto un emendamento firmato da 70 senatori che doveva spaccare il mondo e invece è stato liquidato in un attimo; di chi ancora pochi giorni fa firmava petizioni e appelli pro 5 per mille (Enrico Letta) avendo già caricato la doppietta per impallinarlo; di chi pontificava pro sociale sui giornali (Pierferdinando Casini) e poi nemmeno si curava di far intervenire un senatore del proprio partito in commissione.

A leggere il resoconto sommario della seduta della Commissione Bilancio del 1 novembre c’è da rimanere di sale: tolti di mezzo alcuni emendamenti ininfluenti, interviene il sottosegretario all’Economia, Alfiero Grandi, a sostegno dell’emendamento governativo che stabilisce un tetto massimo di 100 milioni; ci si aspetterebbe una levata di scudi, soprattutto da parte di quei senatori che avevano firmato la proposta contraria, e invece dalla maggioranza tutti zitti.

Così scrive Gabriella Meroni dalla pagine di Vita non profit magazine. Proprio il settimanale Vita, nei mesi scorsi, si era fatto promotore di un appello con cui si chiedeva al Presidente del Consiglio e al Ministro dell’Economia di innalzare il tetto del 5 per mille da 250 milioni ad almeno 500 milioni, nel rispetto dei contribuenti italiani e delle Onlus da loro sostenute.

A questo appello si era aggiunta la petizione lanciata dal Il Sole 24 Ore che puntava l’attenzione sulla ricerca, con l’obiettivo di far diventare il 5 per mille un contenuto stabile della legislazione italiana e di rendere la sua copertura non condizionabile da “tetti” o altre forme di riduzione. Tanti e autorevoli i consensi raccolti dal quotidiano, tra i quali quelli di Carlo Rubbia, Renato Dulbecco, Margherita Hack, Rita Levi Montalcini, Umberto Veronesi.

Se questi appelli hanno sortito un effetto positivo per il 5 per mille 2007, il cui tetto massimo è stato fissato a 400 milioni di euro, lo stesso non si può dire in prospettiva futura.

Per questo il Cesvi si unisce all’appello di Vita e invita tutti i suoi sostenitori a sottoscriverlo:

Il non profit italiano chiede al governo di non approvare il vergognoso emendamento presentato dal Governo all’art. 84 del Ddl 1817 (legge Finanziaria 2008) che stabilisce per il 5 per mille 2008 “la spesa nel limite massimo di 100 milioni di euro”. Emendamento che di fatto ridurrebbe il 5 per mille ad uno striminzito 1 per mille!

firma anche tu!

Nota: la notizia è un po’ datata (13 novembre), ma a parte il fatto che è cambiato il tetto – per quanto di poco – la sostanza è rimasta. Vi invito quindi a firmare comunque e mi scuso per il ritardo nella pubblicazione.


Prodi rimpiange il Mattarellum

Parigi | 29 novembre 2007
Romano Prodi

Romano Prodi

Conta di riformare le istituzioni in Italia, a cominciare dalla legge elettorale. E rimpiange il vecchio Mattarellum, che “funzionava bene”.

In una intervista a ‘Le Figaro’, che sara’ pubblicata domani, il premier Romano Prodi sottolinea: “Sto lavorando” alle riforme delle istituzioni. “Stiamo ancora subendo le conseguenze della scelta effettuata nel dopoguerra. Per scongiurare il ritorno alla dittatura, il potere e’ stato affidato completamente al Parlamento. In Francia, De Gaulle ha cambiato le cose riequilibrando il potere in favore dell’esecutivo. In Italia non è accaduto nulla di simile”.

Cosa pensa di fare? “In primis – replica il Professore – modificare la legge elettorale. Funzionava bene quella che, nel 2001, ha portato al potere Silvio Berlusconi per cinque anni e che prevedeva un 75% di maggioritario e un 25% di proporzionale. Berlusconi l’ha modificata a fine mandato, imponendo un proporzionale che privilegia le piccole formazioni. Con dieci partiti nella mia coalizione, come fare per governare? – si chiede il leader dell’Unione – Stiamo studiando una riforma delle modalità di scrutinio, che va anche accompagnata da una semplificazione delle Istituzioni: una sola camera e non due, drastica diminuzione del numero dei deputati. Comincia ad emergere un consenso su questo tema”, assicura Prodi.

Prodi, alla vigilia del vertice italo-francese parla con ‘Le Figaro’ e confessa di “invidiare” il sistema istituzionale che permette a Nicolas Sarkozy di “prendere decisioni rapidamente”.

Cosa è il Mattarellum
Per Legge Mattarella, dal nome del suo relatore, Sergio Mattarella, si intende la riforma della legge elettorale, che fu attuata in seguito al referendum del 18 aprile 1993, con l’approvazione delle leggi 4 agosto 1993 n. 276 e n. 277, che introdussero in Italia per l’elezione del Senato e della Camera dei deputati un sistema elettorale prevalentamente maggioritario a turno unico, sostituendo il precedente proporzionale, in vigore dal 1948.Questa riforma del sistema elettorale venne soprannominata Mattarellum da Giovanni Sartori, con un ampio e duraturo seguito fra i commentatori politici nei media.

fonte: http://www.rainews24.it/Notizia.asp?NewsId=76254

Trafficavano uranio arricchito, utile per una "bomba sporca"

Bratislava | 29 novembre 2007

In Slovacchia tre finiscono in manette

Uranio utilizzabile per una bomba sporca

Tre persone sono state arrestate in Slovacchia, dopo il sequestro avvenuto ieri di mezzo chilo di uranio arricchito. Due persone sono arrestate nell’est del Paese e una in Ungheria, secondo quanto ha reso noto la polizia slovacca, dando conto di un’operazione congiunta tra i due paesi in corso da diversi mesi.

Il materiale radioattivo sequestrato ieri è uranio arricchito. Secondo quanto indicato oggi dal responsabile della polizia slovacca Michal Kopcik si tratta di 481,4 grammi di uranio 235, usato nei reattori e testate nucleari, e di uranio 238. “Tale materiale avrebbe potuto servire alla costruzione di una cosiddetta bomba sporca”, ha detto Kopcik a una conferenza stampa a Bratislava.

Una bomba sporca è una miscela di esplosivi, come la dinamite, con l’aggiunta di polvere radioattiva e/o pallottole. Quando la dinamite o gli altri esplosivi scoppiano, l’esplosione diffonde le sostanze radioattive nell’ambiente circostante.

I tre trafficanti volevano vendere il materiale per un milione di dollari. Si ignora al momento chi potessero essere i potenziali acquirenti.

fonte: http://www.rainews24.it/Notizia.asp?NewsId=76251

Berlusconi ora ci ripensa: «Nessuna confederazione»

Il leader è il leader e tutto quel che dice è vero. Anche quando smentisce se stesso. Forza Italia si scioglie era la notizia di più di dieci giorni fa in piazza San Babila a Milano, per confluire nel nuovo Partito della libertà. Tutti hanno annuito. «Non è vero», dice ora Silvio Berlusconi, «non ho mai usato questo termine». E di nuovo tutti gli azzurri annuiscono. L´ex leader della ex compagine unitaria di centrodestra, la Casa della Libertà, ha dovuto convocare una conferenza stampa a Montecitorio per smentire se stesso. «Non ho mai parlato di confederazione, lo hanno fatto altri, non io», precisa Berlusconi.

Poi Berlusconi inizia il panegirico di Silvio Berlusconi: «Io non ho mai fallito nessun obiettivo che mi sono posto e non fallirò nemmeno questa volta. Chi c’è in Italia che può paragonare la propria storia regionale, il proprio successo, a quello di Silvio Berlusconi?». Insomma, come lui, c´è solo lui. E allora come spiega la retromarcia? Nuova smentita di se stesso: «Non c’è nessun passo indietro, nessun a titubanza ma una ferma determinazione ad andare avanti. Non si può scambiare per ripensamento la necessaria gradualità nel realizzare questo progetto».

Il Cavaliere poi si ricorda dei commenti sul nuovo soggetto politico, che è sembrato più un´operazione populista, lanciata solo per la tv, come ha detto il leader di An, Gianfranco Fini. « Il nuovo partito non è una svolta populista». «Sono determinato ad andare avanti lungo questa strada, anche perché Forza Italia condivide con me», assicura il leader di FI. E allora cos´è Forza Italia, chiedono a Berlusconi. «È un partito monarchico – rivela lui -, perché nessuno ne ha mai messo in discussione il leader. Ma anche anarchico, perché ognuno è libero di comportarsi secondo coscienza». Se la prima affermazioni è stavolta confermata dai fatti, lo è anche la seconda, visto quel che è successo in questi ultimi dieci giorni.

Sono stati molti i mal di pancia nel partito del Cavaliere, quando a Milano aveva annunciato lo scioglimento di Forza Italia. Il più esplicito era stato Angelo Sanza, deputato del gruppo di Forza Italia, ma deciso a non aderire al nuovo partito: «A san Babila si è consumato uno strappo che ha compromesso il lavoro di anni, è stato un atto disperato, privo di strategia». Sulla stessa linea Adornato e altri deputati forzisti. Allora Barlusconi ha dovuto iniziare a smentirsi. La nuova creatura del Cavaliere assume così la forma di un “contenitore” (come lo ha definito lui stesso) nel quale potranno confluire partiti, movimenti, associazioni e singoli cittadini. Poi, col passare dei giorni, il tiro e’ stato corretto. Il Cavaliere ha dapprima tranquillizzato il partito: «C’è spazio per tutti», aveva detto, Fi resterà il “ceppo” del nuovo soggetto. Due giorni più tardi, in una lettera, nuove precisazioni. Altre garanzie. Mercoledì, nel corso di una riunione con i vertici di via dell’Umiltà, il quadro assume contorni ancora più precisi con la presentazione da parte di Renato Brunetta di una “road-map”.

Pur negando di aver mai annunciato lo smantellamento del partito («avevo risposto: “forse”, dice»), il Cavaliere conferma infatti che «per il momento non è assolutamente possibile sciogliere» i partiti nel nuovo soggetto. Il perché, lo spiega lui stesso: in primo luogo, per una ragione economica, visto che «ci sono partiti in attesa dei finanziamenti pubblici». Lo confermano i vertici del partito: se Forza Italia scomparisse, perderebbe i crediti accumulati negli anni precedenti.

Le interpretazioni, persino dentro Fi, divergono: c’è chi ammette che la retromarcia c’è stata eccome, perché Berlusconi «era andato troppo in là», e chi, al contrario, sostiene che nulla è cambiato. Nome e simbolo di Fi, spiega infatti un sostenitore di questa seconda teoria, alle prossime politiche non ci saranno più ed anche lo scioglimento, alla fine, sarà un passo obbligato. Ma la conferma che la storia di Forza Italia sta per concludersi arriva dallo stesso Cavaliere, anche se poi sarà pronto a rinnegarlo: «La prossima settimana andremo a firmare dal notaio per la creazione del nuovo partito». Allora, è vero che ci sarà un nuovo partito? «Questo teatrino mi ha stufato: forse non è chiaro a tutti che io alle prossime elezioni ci vado col nuovo partito. Non mi faccio fregare dal teatrino della politica. Io non mi fermo, sia chiaro». E se il nuovo soggetto ancora non c´è, avrebbe già la maggioranza dei voti: «Solo il primo sondaggio ci dà al 34,8%», conclude Berlusconi.

Pubblicato il: 29.11.07
Modificato il: 29.11.07 alle ore 17.10

fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=71001


Milano, indagata il sindaco Moratti

Blitz della Guardia di finanza a Palazzo Marino: perquisiti uffici, sequestrati documenti
Inquisiti anche il direttore generale ed ex sindaco Giampiero Borghini, la sua vice e il capo di gabinetto

Abuso d’ufficio per consulenze d’oro

Il commento del primo cittadino: “Sono tranquilla e orgogliosa di quello che ho fatto”

Letizia Moratti, sindaco di Milano

MILANO – Il sindaco di Milano Letizia Moratti è indagata per abuso d’ufficio: consulenze d’oro e assunzioni illecite di manager. Un dirigente aveva nel curriculum solo il fatto di aver lavorato nella comunità di San Patrignano; un altro, un fotografo, sembra sia stato premiato unicamente perchè aveva partecipato alla campagna elettorale del sindaco. “Sono assolutamente tranquilla”, ha commentato il sindaco. “Anzi, sono orgogliosa di quello che ho fatto”.

Nell’inchiesta affidata al pm Alfredo Robledo, sono coinvolti anche quattro manager comunali: Giampiero Borghini, ex sindaco di Milano ed attuale direttore generale comunale, il cosiddetto city manager; la sua vice Rita Amabile e Federico Bordogna, ex direttore generale delle risorse umane ed attuale direttore centrale al decentramento, indagati per concussione. Con loro, ma per truffa aggravata, inquisito anche il capo di gabinetto Alberto Bonetti Baroggi.

Perquisizioni e acquisizioni di documenti sono stati ordinati dal pm alla Guardia di finanza che ha inviato a Palazzo Marino una pattuglia di militari del nucleo spesa pubblica. Molte le carte sequestrate negli uffici dei cinque indagati e tante, “plurimi e concordanti” tiene a precisare la procura, le testimonianze raccolte dagli investigatori.

Sembra che la Moratti abbia assunto 93 dirigenti senza rispettare i criteri di trasparenza imposti dalla legge. Addirittura, per lasciare spazio ai nuovi colleghi scelti dal sindaco e assunti con stipendi a volte triplicati, una decina di dirigenti di alto livello sarebbero stati messi davanti ad un bivio: andare in pensione decidendo nel giro di tre giorni o essere demansionati con un taglio dello stipendio che poteva arrivare al 25%. Proprio domani l’amministrazione comunale ha convocato i dieci ex funzionari per conferir loro un’onorificenza per la “lunga e fattiva collaborazione offerta al Comune”.

Il reato per cui è indagato il sindaco è contenuto nell’articolo 323 del codice penale: abuso d’ufficio punito da 6 mesi a tre anni. Se da un lato spetta proprio al sindaco l’individuazione delle persone da nominare dirigenti, dall’altro, per assumerli, il primo cittadino deve rispettare determinati criteri come la ricerca interna con pubblicità dell’incarico, i requisiti di professionalità e la comparazione fra curricula vitae diversi. Procedure che, secondo l’accusa, Letizia Moratti non avrebbe rispettato.

Tutt’altro, replica il sindaco: “L’attività di indagine – spiega la Moratti – riguarda dirigenti nominati all’inizio del mio mandato. L’attività di riorganizzazione che abbiamo fatto ha portato maggiore efficienza nella macchina del comune, permettendo più investimenti per i servizi ai cittadini, 94 milioni di euro in due anni, e ad abbassare le tasse. Ecco perchè sono orgogliosa della riorganizzazione che ho fatto. La rifarei”.

Una simile indagine è condotta parallelamente anche dalla magistratura contabile della Corte dei Conti. Nel mirino, oltre alla nomina di super dirigenti, la scelta del sindaco di affidare proficue consulenze a professionisti esterni. All’origine dell’inchiesta giudiziaria un esposto dell’opposizione in cui si legge che l’assunzione di super consulenti scelti all’esterno dell’amministrazione grava sul bilancio comunale del 2007 con una spesa di 40 milioni e 607 mila euro: un milione in più rispetto al 2006.

(29 novembre 2007)

fonte: http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/moratti-indagata/moratti-indagata/moratti-indagata.html