5 per mille: non c’e’ tetto che tenga

Dal sito del Cesvi (http://www.cesvi.org/?pagina=pagina_generica.php&id=1237):

Approvato l’emendamento che stabilisce un tetto massimo di 100 milioni di euro per il 5 per mille 2008. Fai sentire la tua voce: firma la petizione.

Respinto. Approvato. Il 5 per mille è morto, viva il 5 per mille. La commissione Bilancio del Senato ha bocciato l’emendamento giusto e approvato quello sbagliato. È passato il tettuccio: nel 2008 avremo l’1 per mille.
Questo per la cronaca; per la politica, è una sconfitta generale: di chi aveva promesso e non ha mantenuto (Ferrero, per esempio), di chi (Benvenuto-Bobba-Ferrante) ha scritto un emendamento firmato da 70 senatori che doveva spaccare il mondo e invece è stato liquidato in un attimo; di chi ancora pochi giorni fa firmava petizioni e appelli pro 5 per mille (Enrico Letta) avendo già caricato la doppietta per impallinarlo; di chi pontificava pro sociale sui giornali (Pierferdinando Casini) e poi nemmeno si curava di far intervenire un senatore del proprio partito in commissione.

A leggere il resoconto sommario della seduta della Commissione Bilancio del 1 novembre c’è da rimanere di sale: tolti di mezzo alcuni emendamenti ininfluenti, interviene il sottosegretario all’Economia, Alfiero Grandi, a sostegno dell’emendamento governativo che stabilisce un tetto massimo di 100 milioni; ci si aspetterebbe una levata di scudi, soprattutto da parte di quei senatori che avevano firmato la proposta contraria, e invece dalla maggioranza tutti zitti.

Così scrive Gabriella Meroni dalla pagine di Vita non profit magazine. Proprio il settimanale Vita, nei mesi scorsi, si era fatto promotore di un appello con cui si chiedeva al Presidente del Consiglio e al Ministro dell’Economia di innalzare il tetto del 5 per mille da 250 milioni ad almeno 500 milioni, nel rispetto dei contribuenti italiani e delle Onlus da loro sostenute.

A questo appello si era aggiunta la petizione lanciata dal Il Sole 24 Ore che puntava l’attenzione sulla ricerca, con l’obiettivo di far diventare il 5 per mille un contenuto stabile della legislazione italiana e di rendere la sua copertura non condizionabile da “tetti” o altre forme di riduzione. Tanti e autorevoli i consensi raccolti dal quotidiano, tra i quali quelli di Carlo Rubbia, Renato Dulbecco, Margherita Hack, Rita Levi Montalcini, Umberto Veronesi.

Se questi appelli hanno sortito un effetto positivo per il 5 per mille 2007, il cui tetto massimo è stato fissato a 400 milioni di euro, lo stesso non si può dire in prospettiva futura.

Per questo il Cesvi si unisce all’appello di Vita e invita tutti i suoi sostenitori a sottoscriverlo:

Il non profit italiano chiede al governo di non approvare il vergognoso emendamento presentato dal Governo all’art. 84 del Ddl 1817 (legge Finanziaria 2008) che stabilisce per il 5 per mille 2008 “la spesa nel limite massimo di 100 milioni di euro”. Emendamento che di fatto ridurrebbe il 5 per mille ad uno striminzito 1 per mille!

firma anche tu!

Nota: la notizia è un po’ datata (13 novembre), ma a parte il fatto che è cambiato il tetto – per quanto di poco – la sostanza è rimasta. Vi invito quindi a firmare comunque e mi scuso per il ritardo nella pubblicazione.


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One response to “5 per mille: non c’e’ tetto che tenga”

  1. Franca says :

    Guarda la vignetta di Vauro che ho messo sul blog (dal Manifesto di ieri).Dice più di mille parole!

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