Archivio | dicembre 2, 2007

NoLogo/ Cosa crediamo di sapere

di mafe de baggis

mafe de baggis

venerdì 30 novembre 2007

Milano – Tutto: ognuno di noi è convinto di sapere tutto e in effetti sa tutto quello che sa. Non c’è peggior cretino di chi è convinto di aver già capito tutto e di non aver più niente da imparare, soprattutto in una situazione di asimmetria dell’informazione, quando cioè una parte ha molti, ma molti più dati dell’altra, per esempio sul contesto o sui comportamenti reali (decidete voi da che parte sta un’azienda e da che parte il cliente).

Una classica situazione in cui ci sono persone convinte di essere molto, ma molto più furbe degli altri è quando scegliamo cosa comprare.
Avete presente, no? Quelle persone che hanno sempre le idee molto chiare sull’idiozia di chi spende troppo per oggetti inutili, di chi si lascia fregare dall’odiata pubblicità, dalle mode, dall’imitazione di modelli chiaramente fasulli. Quelle persone che odiano qualunque forma di pubblicità e che sono ben liete di informarti estesamente su quanto loro siano di fatto impermeabili a qualunque condizionamento. Quelle persone che quasi sempre ignorano che la pubblicità è solo una delle componenti del marketing e che se sono sensibili – per esempio – a un’offerta speciale stanno cedendo a una delle altre (il prezzo).

Le “leve”del marketing sono 4: pubblicità, prezzo, prodotto e distribuzione. Chi può dirsi davvero libero dalle lusinghe del marketing, quando non puoi che comprare quello che trovi in commercio?

Ecco, una brutta notizia. Se vivi una vita normale in un paese del Primo Mondo non puoi essere impermeabile al marketing, a meno che tu non viva producendo le merci che consumi (in quel caso, complimenti, ma non vivi una vita normale, e comunque le materie prime devi procurartele). Ma anche una buona notizia. Non tutti i condizionamenti vengono per nuocere, anzi, in alcuni casi, e sempre più spesso, il marketing potrebbe addirittura semplificarci la vita. Non certo perché le aziende si stanno trasformando in associazioni di volontariato, ma perché con l’aumento della libera circolazione delle opinioni in rete le aziende stanno cominciando a capire che se vogliono rimanere sul mercato più che sedurre e manipolare devono informare e aiutare. Quando il supermercato non ha limiti di scaffali la libertà di scelta aumenta esponenzialmente, ma aumenta anche l’onere e la complessità. Se vedete ancora in giro troppi banner idioti e troppe poche iniziative interessanti è perché tra il capire e il cambiare possono passare decenni: voi siete veloci, le aziende sono lente.

In rete – lo sappiamo tutti – chiunque può esprimersi liberamente. Anche i brand. Dopo un secolo di slogan fanno un po’ fatica a parlare in modo comprensibile, ma ci stanno provando.
Alle 4 P stanno faticosamente cercando di aggiungerne una quinta, la P di Persona, cioè tu.
Rivelatore, vero? Prima non c’eravamo.

Mafe de Baggis
Maestrini per Caso

(*) – M.d.B. da una decina d’anni progetta ambienti di community che possano ospitare iniziative di marketing interessanti anche per le persone che li frequentano (vedi per esempio http://grazia.blog.it, www.style.it, http://club.105.net)

fonte: http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2129250


Prodi: «Controlli duri contro i rincari ingiustificati, altrimenti è inutile abbassare le tasse»

Il reparto frutta in un supermercato (Foto Marco Giugliarelli)

BOLOGNA (2 dicembre) – Approvare entro gennaio il pacchetto Bersani e vigilare sugli abusi. E’ questo, secondo Prodi, quanto serve per far fronte agli incrementi dei prezzi. «Ci sono gli strumenti per vigilare e ci deve essere maggiore concorrenza – ha detto il presidente del Consiglio – E lo strumento pronto, ad esempio, è il terzo pacchetto Bersani, che è a metà del cammino parlamentare, e bisogna spingerlo fino in fondo: entro il mese di gennaio bisogna approvarlo. E poi naturalmente c’è il controllo contro gli abusi, ma un primo strumento è una catena commerciale e distributiva in concorrenza ed efficiente. Ormai, per molti prodotti standard, siamo più cari di tutti i Paesi europei. E questo non ha senso: significa solo che c’è una non efficiente catena della produzione e della distribuzione».

Inutile abbassare le tasse, se poi i prezzi si mangiano tutto. «E’ inutile tentare di diminuire le tasse e di aumentare un poco i salari, se poi i prezzi si mangiano tutto – dice il presidente del Consiglio – Si deve cominciare un’azione per garantire il potere d’acquisto dei lavoratori e dei consumatori. Contro il rincaro dei prezzi bisogna sorvegliare duramente». Ma quali segnali può dare il governo contro l’aumento delle tariffe?, viene chiesto al premier. «Questa è la cosa più seria di tutte – dice Prodi – Bisogna assolutamente fare un’azione comune contro questi rincari che, in questo caso, sono soprattutto dovuti ai mercati internazionali. Per fortuna, nelle ultime 2-3 settimane, sia i prodotti agricoli che quelli energetici sembrano avere fermato la loro risalita. Ma bisogna sorvegliare duramente, perché questi aumenti non vengano moltiplicati quando arrivano al consumatore». C’è quindi il rischio di speculazione? «Come c’è stato in tanti casi della catena alimentare, non c’è dubbio – risponde il premier – Da un aumento della materia prima si è passati a un aumento più che proporzionale nel prodotto finale».

fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=14298&sez=HOME_ECONOMIA

La guerra ai delfini di Capoverde

PUBBLICHIAMO DUE VERSIONI DELLA MEDESIMA NOTIZIA, LA SECONDA SU GENTILE SEGNALAZIONE DI ANTONIO. VERSIONI DIFFERENTI, MA CHE A MIO MODO DI VEDERE, SI INTEGRANO.

mauro


DAL BLOG DI BEPPE GRILLO

30 Novembre 2007

Delfini_spiaggiati.jpg
Delfini sulla spiaggia a Capoverde

Oggi vi racconto, attraverso le parole di una ragazza di Capoverde, una favola moderna.
Il lupo non c’è più, al suo posto ci sono le basi navali americane con sottomarini nucleari. E Cappucetto Rosso non è Putin, ma, in questo caso, i delfini e, più in generale, tutte le disgraziate popolazioni che devono ospitare gli armamenti del Sogno Americano.
Si tolgono di bocca le medicine e non hanno l’assistenza sanitaria per dare a noi le armi.

Ciao Beppe,
la mia ragazza è originaria di Capo Verde, un bellissimo arcipelago di isole, fino a pochi anni fa ancora incontaminato. Leggi cosa succede:

– Bruttissima notizia, domenica mattina alle 4 mi hanno chiamato al telefono comunicandomi quando stava accedendo…dalla notte forse verso la una, prima 10, poi 100, poi 300 delfini sono finiti spiaggiati a 9 km qui da casa al Morro de Areia…dopo Chave.
Alle 6 siamo andati in tanti stranieri e capoverdiani per cercare di salvarlima dopo averli messi in acqua una quarantina e mantenuti per un pò al largo, sono ritornati a riva. Abbiamo provato per ben 9 ore , ma niente da fare, tornavano a riva e desideravano morire, non so se è così ma questa è l’impressione che se ne ricavava.

Una vera tristezza , vedere questi delfini con le lacrime agli occhi che chiedevano solo di morire.Sono morti tutti nonostante i nostri sforzi…non è restato altro che sotterrarli.
Lunedì di nuovo, questa volta, verso la Ribeira, tra casa nostra e Chave, davanti a dove stanno costruendo il Riu, 70 delfini spiaggiati, con l’aiuto degli operai sono stati rimessi in acqua, e dopo vari tentativi, sono andati al largo, ne sono morti solamente 5.
Le ipotesi avanzate domenica propendevano per far risalire le cause alla presenza di imbarcazioni o sottomarini che con i loro sonar hanno disorientato o hanno spaventato o fatto impazzire i delfini.

Oggi sappiamo…che probabilmente il responsabile è l’uomo. E’ confermata infatti la presenza di un sottomarino nucleare americano arrivato a Sao Vincente…dopo aver navigato fra le isole…
L’hanno fatto vedere in televisione nella rada dove verrà costruita la futura base navale americana. Il sommergibile ha navigato nella giornata di sabato quando si è verificato il fenomeno..nella notte fra sabato e domenica sono iniziati a spiaggiarsi in un gruppo di ben 265 delfini.

Ma il brutto è che sono in arrivo altri 400 delfini, il cui destino sembra segnato, speriamo vivamente di no, che al momento stanno zizzagando…la radio capoverdiana ha dato l’annuncio confermato poi dalla Capitaneria di Porto.
Un abbraccio e che il deserto e l’oceano siano con tutti noi!.”

Una ragazza di Capoverde

fonte: http://www.beppegrillo.it/2007/11/la_guerra_ai_delfini_di_capoverde.html

sabato 1 dicembre 2007

Delfini piangenti


Queste due foto fanno parte di un gruppo di 87 fotografie che ho scattato nella mattinata del 18 novembre, quando centinaia di delfini si sono spiaggiati al Morro d’Areia, a Boavista.
Le lacrime di questi delfini morenti dovrebbero farci riflettere e parecchio!!!!
(Piergiorgio Scaramelli)

giovedì 22 novembre 2007

Catastrofe ambientale a Boavista

Piergiorgio Scaramelli, organizzatore dal 2000 della Boavista Ultramarathon nell’isola delle dune e da sempre sensibile alle problematiche ambientali, ci ha scritto per informarci di quanto sta accadendo nell’isola di Boavista.

Riceviamo e pubblichiamo.

Bruttissima notizia, domenica mattina (18 novembre 2007) alle 4 mi hanno chiamato al telefono comunicandomi quanto stava accedendo: dalla notte, forse verso l’una, prima 10, poi 100, poi 300 delfini sono finiti spiaggiati al Morro de Areia, dopo Chave.
Alle 6 siamo andati in tanti, stranieri e capoverdiani, per cercare di recuperali, ma dopo averne messi in acqua una quarantina e mantenuti per un po’ al largo, sono ritornati a riva. Abbiamo provato per ben 9 ore, ma niente da fare, tornavano a riva e desideravano morire, non so se è così ma questa è l’impressione che se ne ricavava.
Una vera tristezza, vedere questi delfini con le lacrime agli occhi che chiedevano solo di morire.
Sono morti tutti nonostante i nostri sforzi, non è restato altro che sotterrarli.
Lunedì di nuovo, questa volta, verso la Ribeira, tra casa nostra e Chave, davanti a dove stanno costruendo il Riu, 70 delfini spiaggiati, con l’aiuto degli operai sono stati rimessi in acqua e, dopo vari tentativi, sono andati al largo, ne sono morti solamente 5.

Le cause

Le ipotesi avanzate domenica propendevano per far risalire le cause, molto probabilmente, alla presenza di imbarcazioni o sottomarini che con i loro sonar hanno disorientato o hanno spaventato o fatto impazzire i delfini.
Oggi sappiamo che probabilmente il responsabile è l’uomo. E’ confermato infatti la presenza di un sottomarino nucleare americano che è arrivato a São Vicente, dopo aver navigato fra le isole, l’hanno fatto vedere in televisione nella rada dove verrà costruita la futura base navale americana.
Alcune ragazze arrivate oggi da São Vicente confermano la presenza del sommergibile ed hanno parlato con i marinai, ragazzi sui 18/20 anni.
Il sommergibile ha navigato nella giornata di sabato proprio quando si è verificato il fenomeno, nella notte fra sabato e domenica sono iniziati a spiaggiarsi in un gruppo di ben 265 delfini, quindi molto probabile e plausibile che la colpa sia da far risalire a questo sommergibile.

Ma il brutto è che sono in arrivo altri 400 delfini, il cui destino sembra segnato, speriamo vivamente di no, che al momento stanno zigzagando. La radio capoverdiana ha dato l’annuncio, confermato poi dalla capitaneria di porto.

Un abbraccio e che il deserto e l’oceano siano con tutti noi!!!
Pier

fonte: http://www.capoverdenonsolo.blogspot.com/


Prezzi: bollette salate dal 2008. Mutui: aumentano le rate

1 dicembre 2007

Il caro-petrolio spinge l’inflazione e le bollette della luce e del gas: dal primo gennaio 2008 le tariffe rischiano di subire una nuova impennata, registrando un +2,5% per l’elettricità ed un +4,6% per il gas. È quanto prevede Nomisma Energia per il prossimo trimestre gennaio-marzo 2008. Un nuovo rincaro, dopo quello già scattato a ottobre, che se sarà confermato dall’aggiornamento trimestrale atteso dall’Authority per l’energia entro fine dicembre, si tradurrebbe in una stangata per le famiglie italiane da 56 euro su base annua: la spesa per le bollette della luce salirebbe di 11 euro mentre quella per il gas di oltre 45 euro.

Mutui. L’Adusbef ha lanciato l’allarme liquidità per le famiglie italiane (3,2 milioni) che hanno acceso un mutuo a tasso variabile. Secondo l’associazione dei consumatori c’è una «grave responsabilità delle banche». Così dopo la raffica di aumenti già subiti, gli italiani che hanno scelto il mutuo variabile devono mettere in conto un ulteriore aumento della loro rata mensile: in media, secondo Adusbef, «25 euro, per un mutuo di 100mila euro, e questo indipendentemente dalle decisioni della Banca Centrale Europea».

Tesoro ottimista. L’inflazione nel 2008 potrebbe scendere, nonostante il rialzo consistente registrato a novembre e certificato ieri dall’Istat. Lo prevede il ministero dell’Economia nell’aggiornamento al programma di Stabilità per l’Italia, inviato all’Ue: secondo gli esperti di via XX Settembre, il costo della vita, salito a novembre del 2,4%, dovrebbe attestarsi il prossimo anno sotto il 2%.
«L’inflazione – si legge nel documento – risulterebbe in lieve decelerazione nel 2008. In virtù di un aumento delle pressioni inflazionistiche esterne, il deflatore dei consumi registrerebbe una crescita superiore rispetto a quella del 2007. Nel medio periodo, coerentemente con l’ipotesi assunta di una stabilizzazione del prezzo del petrolio, l’inflazione al consumo dovrebbe attestarsi in media sotto il 2%».

fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2007/12/prezzi-tariffe-mutui.shtml?uuid=95f223d4-a01f-11dc-adb7-00000e251029&type=Libero

In una lettera il dramma della Betancourt

Diffuse dodici pagine scritte alla mamma dall’esponente colombiana ostaggio dei ribelli
Il testo è stato sequestrato ai tre guerriglieri catturati ieri mentre si recavano da Chavez

“La vita qui è una lugubre perdita di tempo”

Una foto d’archivio di Ingrid Betancourt

BOGOTA’ – Dopo le immagini le parole. Grazie all’arresto di un gruppo di guerriglieri delle Farq, ieri è stato diffuso un video che testimonia l’esistenza in vita di Ingrid Betancourt, ma anche le drammatiche condizioni della sua prigionia nelle mani dei ribelli colombiani. Oggi a essere diffusa è stata una lettera che la candidata dei Verdi alle elezioni presidenziali della Colombia sequestrata oltre cinque anni fa ha scritto alla madre.

“Qui tutti viviamo come morti: vivo o sopravvivo su un’amaca tesa fra due pali” si legge in una missiva che i tre messaggeri delle Farc caduti in mano ai militari stavano portando al presidente venezuelano Hugo Chavez per provare che la prigioniera è ancora viva. “Sto male fisicamente – scrive ancora l’ostaggio nella lettera di dodici pagine indirizzata alla madre, Yolanda Pulecio – Non ho più mangiato. L’appetito mi si è bloccato. I capelli mi cadono in grande quantità. Non ho voglia di niente, perché qui in questa foresta l’unica risposta a tutto quello che chiediamo è no”.

“La vita qui non è vita ma una lugubre perdita di tempo. Vivo o sopravvivo su un’amaca tesa fra due pali, coperta da una zanzariera e con un telo sopra che fa da tetto: con tutto questo posso pensare che ho una casa. Tutti questi anni sono stati terribili”, scrive ancora Ingrid Betancourt, esprimendo poi “tutto l’affetto e l’ammirazione” per Chavez e per la senatrice colombiana Piedad Cordoba, incaricata dei negoziati umanitari con le Farc dal governo colombiano.

E proprio oggi Chavez ha attaccato duramente il presidente della Colombia Alvaro Uribe che il 21 novembre scorso ha interrotto “brutalmente” il suo ruolo di mediatore alla ricerca di un accordo umanitario. “Uribe – ha affermato il leader venezuelano – si deve essere ben reso conto di aver messo in pericolo l’incolumità degli ostaggi. E’ evidente che la Colombia non ha sentimento umanitario, né volontà di pace. E’ terribile quando l’inumanità diventa governo”.

Nella lettera la Betancourt ringrazia anche la Francia “che amo con tutto il mio cuore perché ammiro la capacità di mobilitazione di un popolo che, come diceva Camus, sa che vivere è impegnarsi”. Al presidente francese Nicolas Sarkozy “che è sul meridiano della storia”, al presidente americano George W. Bush e a Chavez, la prigioniera affida le sue ultime speranze di liberazione: “Chissà che con loro e con la solidarietà di tutto un continente potremo assistere a un miracolo”.

Il Brasile del presidente Luiz Inacio Lula da Silva si è offerto come mediatore per risolvere l’impasse tra Venezuela e Colombia. I tre presidenti si incontreranno probabilmente il 10 dicembre a Buenos Aires alla cerimonia di insediamento di Cristina Kirchner alla presidenza della repubblica argentina.

(1 dicembre 2007)

fonte: http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/esteri/betancourt-mediazioni/lettere-prigionia/lettere-prigionia.html

Allarme nel Pd, Veltroni convoca i big

Oggi il vertice per informare nel dettaglio i vertici del partito sull’incontro con il Cavaliere e i possibili sviluppi. Il premier: “Stranieri in patria”

Prodi: che miseria la politica spettacolo

Rosi Bindi: ” Ho paura delle mani libere. E del rapporto privilegiato con Berlusconi”

di GOFFREDO DE MARCHIS

Prodi e Parisi, i fondatori del Partito democratico

ROMA – Spiegare, capirsi, evitare strappi, portare virtualmente tutto il Partito democratico nella stanza in cui Veltroni e Berlusconi, venerdì, hanno detto che un accordo è possibile.

Il segretario del Pd convoca un vertice ristretto e riservato (e domenicale) per avere il mandato dei leader ad andare avanti sulla legge elettorale e sulle riforme. Cioè per continuare il dialogo con il Cavaliere. L´appuntamento è per stasera. Con D´Alema, Parisi, Fassino, Franceschini, Rutelli, la Bindi, Enrico Letta. Anche il presidente del Pd Romano Prodi è stato invitato. Sul piatto il racconto del faccia a faccia, le strategie per non fermarsi proprio adesso. Ma non solo.

Lo scetticismo del premier è ormai palese. «Va bene confrontarsi, ma bisogna farlo con tutti. Le parti in causa sono tante e certo non ci si può limitare a valutare la soluzione che piace di più a Berlusconi», è il ragionamento irritato del Professore. Che naturalmente teme i contraccolpi sul governo, la fibrillazione dei partiti minori, vuole saperne di più sulla pregiudiziale caduta e ricomparsa ieri del voto dopo la riforma, di quella scadenza (dodici mesi) fissata dal sindaco di Roma.

A quel tavolo ci saranno poi i sostenitori di un sistema tedesco puro, come D´Alema e Fassino. E sulla sponda opposta Parisi. Il ministro della Difesa applaude il leader di Forza Italia nel senso che «ha detto finalmente parole di verità sul ritorno al proporzionale». Una iattura, per il bipolare della primissima ora Parisi. Che stasera è pronto a chiedere un giudizio sulla proposta secondo lui più naturale. «La legge elettorale – dice – è lo statuto degli statuti, la madre di tutte le battaglie. Sul superamento del bipolarismo non possiamo non coinvolgere gli stessi elettori chiamati ad eleggere il segretario del Pd. Ossia fare le primarie».

Veltroni si aspettava il contraccolpo. Il vertice punta a superare i dissensi nel Pd, un´eventuale fronda interna. E il vorticoso giro di telefonate di ieri e dell´altro ieri ha avuto lo scopo di sondare gli umori degli alleati. Il sindaco ha sentito D´Alema già venerdì sera. Poi Fassino e Rutelli. Una lunga telefonata con Fausto Bertinotti è servita ad avere la conferma dell´apertura cui Veltroni tiene di più, quella di Rifondazione.

Il presidente del Camera vede con favore il dialogo con il leader dell´opposizione, secondo i veltroniani neanche lui ha gradito i toni critici di Liberazione sul colloquio di venerdì. Bertinotti del resto è stato il primo leader del centrosinistra a ricevere la bozza di riforma preparata dai tecnici di Veltroni. Ed è Rifondazione l´interlocutore privilegiato dei professori Vassallo e Ceccanti, autori di quella bozza. I colloqui alla luce del sole, le parole chiare degli uomini più vicini al sindaco (come Goffredo Bettini) hanno però una controindicazione. Gli «esclusi» del dialogo sono sempre più scoperti, visibili e molti stanno nella maggioranza che sostiene Prodi. Clemente Mastella e Alfonso Pecoraro Scanio bocciano il Vassallum. Enrico Boselli attacca: «Dal bipolarismo coatto al bipartitismo coatto. Qui ci vogliono portare Veltroni e Berlusconi».
Chi soffre il dialogo con il Cavaliere scarica le sue tensioni sull´esecutivo. Immaginandolo sempre più prossimo alla fine.

E Prodi non fa molto per scacciare questi retropensieri, evidentemente anche suoi. Alla lettura del Mulino, ieri, si è ricordato di una battuta pronunciata venerdì da Parisi a Nizza. «Povero Garibaldi – aveva sospirato il ministro davanti ai colleghi durante il summit italofrancese -. Si era battuto per unire l´Italia ed era finito straniero in patria». Già, ha risospirato Prodi citando Parisi: «Qualche volta, pensando al Pd, temo che a noi toccherà la stessa fine. Finire stranieri in patria e in più non unificare niente, anzi assistere a una nuova spartizione nel campo dell´Ulivo». Prodi lancia più di un allarme all´indomani del faccia a faccia sulle riforme: «La politica spettacolo accorcia tutto, rende tutto più misero. Dobbiamo pensare a lungo termine. Dobbiamo piantare piante, non erba».

I prodiani raccolgono questi timori. La Bindi scuote la testa: «Ho paura delle mani libere». Ha paura anche «del rapporto privilegiato con Berlusconi». «Attenzione – ammonisce – non si può prescindere da un confronto sulle riforme istituzionali e dalla garanzia di una vita stabile e duratura dell´attuale squadra di Prodi».


(2 dicembre 2007)

fonte: http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/politica/partito-democratico-15/allarme-dopo-accordo/allarme-dopo-accordo.html

Riforme, la sinistra: nessun accordo senza di noi

Il giorno dopo la Yaltina, come il quotidiano del Prc, Liberazione, ha chiamato il vertice tra Walter Veltroni e Silvio Berlusconi, la sinistra alza il tiro. E avverte il leader del Pd: nessuna riforma senza di noi.

Il primo a fare la voce grossa è stato venerdì il segretario di Rifondazione Franco Giordano che aveva messo in guardia da una legge elettorale che «non può essere appannaggio privatistico di forze politiche». E dopo il faccia a faccia aveva aggiunto: «Non so che cosa abbiano deciso concretamente – dice riferendosi all’incontro tra i leder del Pd e del Ppl – ma questo giro di consultazioni non può prevedere un’ipotesi di legge elettorale compiuta».

Sabato gli fa eco il leader di Sinistra democratica Fabio Mussi: «Si può discutere di tutto – ha detto – ma non di una legge esagerata nel senso che non deve essere cucita come un abito sartoriale addosso al Partito democratico e al Partito di Berlusconi». Nessun accordo, taglia corto, che sia «come le forche caudine». E soprattutto, aggiunge, nessuna fretta: «Mi pare – ha detto – si stia dando la data di scadenza al Governo per iniziativa del Partito democratico e del neo-partito di Berlusconi: grazie alla fretta che hanno i due maggiori partiti in campo – conclude – nel 2009 è probabile che si vada a votare».

Chiede un confronto con la coalizione anche il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio: «È urgente un vertice dell’Unione – ha ammonito – bisogna discutere di una legge elettorale che permetta ai cittadini di conoscere l’alleanza e di scegliere deputati e senatori».

L’accordo tra Veltroni e Berlusconi non va giù nemmeno al Pdci. Il segretario dei Comunisti Italiani Oliviero Diliberto invita Veltroni a «non cadere nella trappola» di Silvio Berlusconi: «Veltroni – spiega Diliberto – si deve rendere conto che sta parlando con un soggetto che nel corso degli anni ha cambiato idea innumerevoli volte».

Dal canto suo, Veltroni rassicura gli alleati, e non solo. «Lo spirito con cui lavoriamo – ha dichiarato dopo l’incontro con Berlusconi – è di rispetto con tutti gli interlocutori politici, indipendentemente dalla loro grandezza». Ma, avverte, «alla fine il consenso non sarà al 100%».

Pubblicato il: 01.12.07
Modificato il: 01.12.07 alle ore 21.28

fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=71058