Repressione studentesca in Messico



Dal “nostro” corrispondente in America Latina (http://www.verosudamerica.com):

Mentre tutti seguono con attenzione il processo elettorale in Venezuela, che ha visto come protagonisti il movimento studentesco venezuelano, dal Messico giungono nuove storie di repressione nei confronti degli studenti, che passano inosservate a livello mondiale. Similitudini con Oaxaca.

Dal 14 novembre gli studenti della “escuela Normal Rural de Ayotzinapa” cominciarono marce e proteste per rivendicare maggiori posti di lavoro per i maestri per la segreteria dell’educazione dello stato di Guerrero. Un intervento della Polizia Federale Preventiva ha represso manifestazioni ed atti di protesta degli studenti. Il culmine questo 29 novembre con una violenta azione (vedi foto) mirata a disalloggiare gli studenti che avevano occupato un casello autostradale. Il bollettino parla di 56 studenti arrestati, uno studente ferito in gravissime condizioni, violenza e abuso di potere che ha colpito anche 3 fotografi di giornali locali.

Uno dei fotografi, oltre alle violenze subite, ha visto la propria macchina fotografica distrutta da membri della polizia. Uno studente che tentava scappare è stato investito da un autobus riportando gravi lesioni agli arti.



Un nuovo focolaio di protesta nasce quindi nel territorio messicano. Questa volta viene dallo stato di Guerrero, precisamente da Chilpancingo, una città portuale vicino ad Acapulco. Non cambia però l’atteggiamento dello Stato Federale che continua a reprimere con violenza, legittimato dal silenzio dei media e dall’impunità di cui continua a godere.
Dal 14 novembre il territorio vicino ad Acapulco è teatro di marce, manifestazioni e atti dimostrativi, partiti dagli studenti e che ha coinvolto ed ha visto l’appoggio di molte organizzazioni sociali di tutto lo stato di Guerrero.

Per certi versi l’inizio delle proteste ricorda quello che è accaduto nella città di Oaxaca nel 2006, anche lì infatti i movimenti di protesta partirono da organismi scolastici (i maestri della sezione 22), in seguito appoggiata dalla popolazione civile a tutti i livelli e repressa con la forza da parte della PFP e tutt’ora in atto ed impunita (reportage da Oaxaca).

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