Prodi: "I morti sul lavoro sono emergenza nazionale"

Il presidente del Consiglio chiede all’azienda di “chiarire senza reticenza”
“Le famiglie delle vittime sappiano fin d’ora che non le lasceremo sole”

Anche Bertinotti esprime il proprio cordoglio per “una strage angosciante”
Oggi i primi iscritti nel registro degli indagati. Sono accusati di omicidio e disastro colposo

Il premier Romano Prodi

LISBONA – “Quella dei morti sul lavoro è una vera emergenza nazionale”. Lo afferma il presidente del Consiglio Romano Prodi in una nota diffusa a Lisbona, dove il premier si trova per il vertice Ue-Africa. Che aggiunge: “L’azienda dovrà chiarire senza reticenza alcuna. Due ministri sono impegnati per far luce, insieme alle autorità competenti, su quanto accaduto, e noi vogliamo che quella luce sia totale e rapida”. Oggi al Palazzo di Giustizia sono state effettuate le prime iscrizioni nel registro degli indagati.

Anche il presidente della Camera Fausto Bertinotti, intervenendo al Congresso di Legambiente, ha espresso il proprio cordoglio per la tragedia di Torino: “Siamo qui a piangere ancora una volta per una strage angosciante, in una fabbrica che non è una fabbrichetta cresciuta nelle pieghe del sommerso, ma una multinazionale tedesca e in un città che è stata ed è uno dei luoghi dell’industrializzazione e delle lotte sindacali”.

Prodi accusa le aziende: “Troppo spesso la logica del profitto mette in secondo piano il rispetto della persona umana prima ancora che i diritti dei lavoratori. Non si può morire di lavoro in un luogo dove tra l’altro si combatteva per non perdere il lavoro”.

I necessari chiarimenti, ha detto Prodi, dovranno arrivare presto “per rispetto delle vittime, dei loro cari e di tutti i lavoratori che ogni giorno e ogni notte hanno diritto alla sicurezza e alle tutele più ampie. Le famiglie delle vittime sappiano fin d’ora che non le lasceremo sole”.

Per il gravissimo incidente avvenuto alla ThyssenKrupp di Torino sono morte finora quattro persone, e altre tre sono in fin di vita. Oggi sono state effettuate le prime iscrizioni nel registro degli indagati nei confronti della ThyssenKrupp. Secondo indiscrezioni nell’iscrizione vengono contestate le ipotesi di accusa di omicidio colposo, lesioni colpose e disastro colposo. Al momento non è chiaro quante persone siano state indagate, ma secondo voci non confermate potrebbe essere due o tre. L’inchiesta è condotta dai pm Laura Longo e Francesca Traverso e coordinata dal procuratore aggiunto Raffaele Guariniello.


Anche oggi sono in atto accertamenti per chiarire con precisione quale sia stata la causa che ha fatto scoppiare l’incendio alla linea 5 dell’impianto di trattamento termico dove è avvenuta la tragedia. La Procura ha sequestrato una sorta di scatola nera che riguarda l’apparecchiatura.

Nel frattempo la Procura ha incaricato l’Asl di fare ogni accertamento sulla sicurezza dello stabilimento anche in proiezione futura: sono pertanto iniziati i primi controlli sugli oltre 300 estintori esistenti nello stabilimento. Trenta di essi sono stati portati nella sede dei vigili del fuoco dove verranno analizzati nel dettaglio perchè contengono materiale liquido e gassoso. Agli altri è stata applicata una procedura che ne permette l’uso ma non la modifica in attesa degli accertamenti della magistratura.

Al momento dell’incidente alcuni operai hanno denunciato che 3 estintori su 5 non funzionavano. Obiettivo degli inquirenti è capire che uso ne venisse fatto da parte dell’azienda e degli operai. Pare infatti che alle volte, nei piccoli interventi, gli estintori fossero usati per metà e poi non più ricaricati. Una prassi, quest’ultima, che li rendeva inutilizzabili perchè il materiale all’interno diventava scadente sul fronte della sicurezza.

(8 dicembre 2007)

fonte: http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/cronaca/incendio-acciaieria/parla-prodi/parla-prodi.html

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