SALVIAMO L’AMAZZONIA

UN SENTITO GRAZIE A ETTORE MARZARI DI LATINOAMERICA PER AVERCI SEGNALATO QUESTA IMPORTANTE TESTIMONIANZA

C’era una volta una grande foresta sulla linea dell’equatore:
si chiamava Amazzonia.


La foresta non può parlare. Non cammina. Rimane dov’è. Alla mercé dell’uomo. Ed è per questo motivo che da quattro secoli l’uomo, quando può, fa quello che vuole. Con la foresta e con tutto ciò che vive in lei, dentro di lei. Lei offre ciò che ha. Sono secoli che regala tutto quello che ha di buono per l’uomo che abita lì o nei luoghi più lontani della terra.

Thiago de Mello da “Amazzonia”


João Meirelles Filho



Intervista a João Meirelles Filho autore di “ Amazzonia” edito da Corbaccio

João Meirelles Filho scrive la storia dell’Amazzonia fino a oggi.
Dopo vent’anni di ricerche personali e dopo aver raccolto ogni tipo di testimonianza, con questo straordinario libro traccia un quadro esauriente su tutto ciò che c’è da conoscere per discutere e confrontarsi sul tema uomo e natura.
Meirelles soprattutto ci coinvolge e ci chiede di agire per cambiare le nostre abitudini e per trovare insieme nuove soluzioni al grande problema della deforestazione dell’ultimo polmone verde a disposizione del genere umano: l’Amazzonia.

A Ettore Marzari di Latinoamerica.it João Meirelles ha rilasciato la seguente intervista che noi mettiamo a disposizione di chiunque senta proprio l’amore per la terra ed intenda fare tesoro degli insegnamenti e dei suggerimenti che il libro propone, soprattutto per il futuro delle prossime generazioni.

..

D: A scuola abbiamo appreso che il Brasile è un Stato immenso dalle dimensioni continentali. Appiamo appreso anche che il verde, la natura sono necessari ed il Brasile ha una diversità ambientale talmente grande da causare l’invidia di qualsiasi altro paese del mondo.

R: Si però l’ingordigia e lo sfruttamento umano non hanno limiti. In meno di cinque decadi abbiamo saputo trasformare un area di 70 milioni di ettari dell’Amazzonia (quasi due volte la superficie dell’Italia) in un pasto di carne, e per chi? Per le persone del Brasile, dell’Europa e del Medio Oriente perchè abbiamo l’accesso a carne più economica. Poco sa forse il consumatore che sta mangiandosi l’Amazzonia bruciata e devastata


Carta della sola regione dell’Amazzonia brasiliana

IL DOVERE DI OGNUNO
Fino ad un certo punto dipende da noi che le generazioni future valorizzino o meno gli ambienti naturali; almeno su questa decisione possiamo esercitare la nostra influenza.


Peter Singer da “Amazzonia”


D: Quasi tutto il mondo ha letto ed ha sentito parlare che l’Amazzonia è una delle maggiori riserve di biodiversità del Pianeta. Tuttavia è preoccupante notare che questo tema sia trattato senza considerare l’effettiva participazione della regione amazzonica nello scenario economico internazionale.

R: Sì, nei prossimi 20 anni sono previsti più investimenti in Amazzonia che negli ultimi 500 anni. Il Governo è incapace di controllare il deforestamento, gli incendi, le invasioni delle terre, la violenza nelle campagne, i garimpos illegali, i furti del legname; le previsioni in relazione all’impatto della nuova era globalizzata sono impensabili..

Un metodo di disboscamento molto usato

Un’area disboscata pronta per la semina della soia


Coltivazioni di soia in Brasile


Pianta e frutto della castagna del Brasile


D:Oggi si sa che stiamo capendo qualcosa di più sulla questione amazzonica. Così si devono trovare nuove alternative per l’utilizzazione delle sue risorse forestali in modo da evitare danni irreversibili all’ambiente…

R:Possiamo salvare l’Amazzonia incentivando per esempio la coltivazione della castagna del Brasile, un frutto tipico, che potrebbe permettere alla foresta di essere preservata; si aiuterebbe a salvaguardare le rendite di almeno 30 mila famiglie.
Ugualmente, se consumeremo l’Açaí (altro importante prodotto del bacino amazzonico) avremo sicura occupazione e sostentamento per altre 200 mila famiglie.
L’Amazzonia è la più grande risorsa dell’Umanità, o sapremo proteggerla ora o non ci sarà Amazzonia per i nostri figli.

D: I conflitti generati per il possesso della terra tra i possessori ed i grandi proprietari sono molto accentuati, e fanno di questa area una parte del paese dove si generano i maggiori conflitti fondiari. In mezzo a questi conflitti ci sono le popolazioni indigene, che soffrono anch’esse dell’occupazione e dell’esproprio delle loro terre per colpa dei grandi progetti come per esempio il passaggio di nuove strade, di ferrovie o a causa delle attività dei garimpeiros (minatori abusivi) nelle loro terre…

R: L ’Amazzonia è così violenta tanto quanto le zone di guerra. La certezza dell’impunità genera giustizieri che credono sempre che rimarranno impuniti. La corruzione della politica locale è un altro fattore aggravante. Oggi ho la certezza che le maggiori responsabili della distruzione dell’Amazzonia siano la corruzione e l’ignoranza sulla conoscenza dell’importanza della regione.

Lasciando vivere liberamente le popolazioni della foresta nei territori loro attribuiti, forse il Brasile perderà l’opprtunità di sfruttare alcune ricchezze, ma dimostrerà al mondo e alle altre nazione che hanno fatto la stessa scelta, che la civiltà di domani sarà disposta a tollerare tutte le altre culture.

Richard Chapelle da “Amazzonia”


D: L’egoismo e lo sfruttamento nell’esplorazione delle ricchezze minacciano seriamente questo patrimonio naturale che non è solo dei brasiliani; la devastazione dell’Amazzonia si configura come una perdita ed una minaccia per tutta l’Umanità.

R:Certamente, la diversità biologica ed il patrimonio culturale di oltre 180 nazioni indigene e 1,8 milioni di comunità cabocle sono insostituibili. O riconosciamo che tutto questo vale la pena di essere preservato o non sapremo di cosa potremo lamentarci in futuro. Visitare l’Amazzonia una volta nella vita, leggere e dibattere su questa regione è fondamentale. Boicottare il mercato, che all’angolo delle nostre case vende la carne dell’Amazzonia, è un esercizio di civiltà a livello mondiale.

João Meirelles Filho è ambientalista e dirige l’Istituto Peabiru (www.peabiru.org.br) del quale fa parte il Centro educativo Amazôniapé. È stato coordinatore di ricerca per la mostra di libri della manifestazione Amazônia BR 2000, al SESC Pompéia di San Paolo, visitata da duecentomila persone. Ha lavorato in Amazzonia in progetti di insediamento rurale. Da diciassette anni appoggia la creazione e la sostenibilità finanziaria di organizzazioni della società civile in Brasile, Paraguay, Panama e Argentina. Ha fondato il Parco ecoturistico della Bodoquena (MS) ed è promotore del Parque da Neblina (SP) e del Polo ecoturistico della Serra do Rio.

Note di copertina

Libreria universitaria


artigo
Você já comeu a Amazônia hoje?

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Por João Meirelles Filho, janeiro de 2006


Per scrivere a João Meirelles Filho contatta la redazione di latinoamerica.it

contatto@latinoamerica.it


Amazzonia

Brossura | 438 pagine | Corbaccio | 2007
Spedito normalmente in 2 giorni lavorativi a partire dal 03/01/2008
Prezzo di copertina: Euro 28,00
Aggiungi al carrello Servizio Plus

2 risposte a “SALVIAMO L’AMAZZONIA”

  1. Franca dice :

    Cosa succederà una volta partita la corsa ai cosiddetti eco-carburanti?
    Quanto suolo occorrerà?

  2. francesco lena dice :

    Gentile Redazione Le mando questa mia semplice poesia veda se ritiene utile pubblicarla, grazie
    Poesia
    Salviamo il pianeta
    Madre terra, è la nostra casa comune, magnifica, ricca di tante forme di vite meravigliose, da amare,
    noi cittadini dobbiamo educarsi ha una coscienza morale, a uno stile di vita che si prende cura dell’ambiente e rispettare.

    Nostra madre terra, con tutta la sua splendida natura, ci è stata affidata per coltivare,
    perché tutti i cittadini del mondo, con il raccolto abbiano cibo a sufficienza da mangiare.

    Nostra madre terra, ha bisogno di volerle bene, per salvarsi e salvarla, c’è molto da fare,
    dobbiamo salvare le foreste, maggior utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici, poi raccolta differenziata dei rifiuti, ricupero, riciclare.

    Nostra madre terra, per salvaguardarla c’è bisogno di meno consumismo, meno spreco e più sobrietà,
    il clima per migliorarlo richiede impegno per non inquinare, utilizzare energie alternative pulite e serietà.

    Nostra madre terra, formidabile circondata dall’universo, le sue meraviglie ci apre la mente e la creatività,
    il cielo, le stelle, il sole ci donano luce, calore e una visione speciale, fantasia e curiosità.

    Nostra madre terra, con tutte le sue bellezze, montagne, coline, pianure e il mare,
    dona a tutto il creato il necessario per soddisfare i bisogni primari.

    Nostra madre terra, chiede di dire basta diffusione e esportazioni di armi, mezzi di distruzione e di morte,
    dire con forza no al potere e al Dio denaro, si alla costruzione di mezzi di pace, di amore e di vita.

    Nostra madre terra, bisogna praticare l’equità nella distribuzione dei suoi frutti, con bella umanità,
    mettendoci, l’intelligenza, responsabilità per vivere tutti nella giustizia, condivisione e solidarietà.

    Nostra madre terra, dobbiamo costruire la coscienza ambientale, un progetto di valori umani di alta civiltà,
    alle future generazione consegnare il pianeta migliore di come l’abbiamo travato, pieno, di umanità, di pace e di vita.
    Francesco Lena Via Provinciale,37 24060 Cenate Sopra ( Bergamo ) Tel, 035956434

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