Archivio | dicembre 25, 2007

BenEssere – La professoressa dei fiori

Nel Casentino, la produzione (solo) biologica di una californiana che ha cambiato vita

Una volta scelta la via delle coltivazioni biologiche, se si ha coerenza, non ci si può fermare a verdure, inslate o altro. Anche i fiori senza chimica fanno parte del tutto, in un mondo attento alla salute dell’ambiente.

Tra i pochi vivaisti che si fanno una ragion d’essere nel coltivare piante da giardino in maniera organica, c’è un curioso personaggio, apparentemente perduto tra le montagne del Casentino. Produce iris barbate alte, peonie erbaceee e clematidi, provenienti da varie parti del mondo, inclusi i famosi Sissinghurst Gardens in Inghilterra e Napa Country Iris in California, della sua amica Lesley Painter, una delle migliori fonti d’America.

Sarah D. Kennelly, che ha creato e dirige l’impresa Giardini Toscani, americana di Berkeley, è il nostro personaggio. Può darsi che molti, senesi, aretini e romani, l’abbiano conosciuta. Ha insegnato inglese all’Università di Roma, poi a Siena e ad Arezzo fino al ’94. Per ragioni personali, nel 1988 ha cambiato anche nome, da Brenda Barry Rorden a Sarah D. Kennelly. E’ stata sposata ed ha un figlio.

Nel 2003, quando era ancora nei suoi cinquanta, ha messo da parte gli studi linguistici per dedicarsi all’agricoltura ed al vivaismo. La sua proprietà nel Casentino è diventata uno dei più raffinati vivai italiani. Poche le varietà coltivate, tutte adatte a quel clima: caldo secco d’estate, freddo d’inverno, piogge nei momenti dovuti e notti fresche anche ad agosto.

Se il giardino che volete colorare ha un clima analogo, andate a vedere di persona, o sul sito www.giardinitoscani.it, i fiori coltivati al naturale. Potreste fare qualche riflessione su che cosa significhi cambiare vita e dedicarsi alla natura.

Sappiamo che non si tratta più di casi isolati. Pia Pera, oggi la migliore penna del giardinaggio, ha fatto lo stesso percorso. Solo che ha scelto Lucca.

Rossella Sleiter

fonte: il Venerdì n. 1018

Iris Barbata Alta


Latin Lark

Wild Wings

L’Iris Barbata Alta, noto anche come Iris Germanica o Flag Iris, è una pianta molto robusta e resiste bene alla siccità e al freddo. Se queste piante vengono piantate in piccoli gruppi sparsi donano al verde del giardino un bell’effetto a macchia di colore. Se lasciate crescere liberamente possono arrivare a ricoprire con un manto variopinto l’intero versante di una collina, come nei più bei paesaggi di Monet e di Van Ghog. Ogni singolo stelo può ospitare una fioritura di sei boccioli alla volta e appena i fiori appassiscono nuovi boccioli li sostituiscono allungando la durata della fioritura. Alcune cultivar sfoggiano una bella fioritura variegata a forma di candelabro e ogni fiore è staccato dall’altro. Altri tipi di cultivar invece raggruppano i fiori a ciocche con un bell’effetto bouquet. Le foglie lanceolate si dispongono a raggiera creando con le loro forme acuminate un bel contrasto col fogliame di tutte le altre piante del giardino.
Gli Iris della specie Barbata Alta raggiungono un’altezza

Lady Friend

che va dai 65 ai 120 cm di altezza. La stagione della fioritura delle Iris Barbate Alte si protrae per tutta la primavera fino all’inizio dell’estate. Dato che il periodo della fioritura di ogni singola cultivar varia di anno in anno, nel catalogo è riportato per ogni specie il periodo di fioritura nell’arco della stagione distinguendo tra stagione primaverile in fase iniziale (fioritura precoce: P), centrale (fioritura inoltrata M), e finale (fioritura tardiva T).
Nota bene: tutte le informazioni contenute nel nostro catalogo sono liberamente tratte dall’American Iris Society (AIS), oppure si basano sull’esperienza personale maturata nel corso degli anni dalla nostra azienda.

Paeonia Erbacea


Cheddar Cheese

Cherry Hill

Le peonie sono piante molto longeve che, col passare degli anni, possono raggiungere notevoli dimensioni. Resistenti alla siccità e al freddo, forniscono fiori recisi di ottima qualità. La parte aerea delle peonie erbacee si essicca completamente a fine autunno, per poi rifiorire durante il periodo che va da fine inverno ad inizio primavera. Possono raggiungere i 120 cm di altezza, mentre le specie più basse non superano i 35 cm, come per esempio Officinalis Mollis o Lois Arlene. Spesso la lunghezza dello stelo costituisce un

Mons.JulesElie

importante elemento distintivo: le cultivar con stelo lungo sono considerate più adatte a fornire fiori da taglio, mentre quelle con stelo corto si prestano meglio a decorare l’ambiente esterno grazie all’aspetto più accespugliato.
Esistono varietà che sono note per la robustezza dello stelo (vedi catalogo), altre invece devono essere sostenute da un tutore per evitare che gli steli si pieghino sotto il peso dei fiori, specialmente quelli doppi (vedi catalogo). Alcune varietà sono particolarmente apprezzate per il soave profumo emanato dai fiori.

Giardini Toscani in Casentino – Località Giogo in Carda,22 – 52016 Castel Focognano (AR) Italia Tel/Fax: +39-0575-514283 – Cell:+39-347-1321129.

Per divertirsi a Natale

Golgotah è tornato…

NON RIAPRITE IL PANETTONE!
(HORROR MOVIE –
Versione extended)

Sei gay? La Chiesa fa corsi clandestini di riabilitazione

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Corsi clandestini per “guarire” dall’omosessualità.
Lo ha scoperto un giornalista di “Liberazione”, che fingendo di essere un gay desideroso di cambiare corso alla propria sessualità si è avventurato in un mondo sconosciuto ai più, legato alla Chiesa e alla psichiatria cattoliche.



Il giornalista dietro indicazione di un sacerdote che ha un ruolo di intermediario tra i “pazienti” e i “guaritori”, ha frequentato per sei mesi un corso psicoterapeutico, gestito dall’equipe del professor Tonino Cantelmi (presidente dell’Associazione degli psicologi cattolici italiani) e avente lo scopo, appunto, di guarire chi è “malato di omosessualità”.

Secondo quanto emerso dall’inchiesta, i terapeuti del gruppo Cantelmi applicano il metodo della cosiddetta “terapia riparativa”, importata dagli Stati Uniti. In America, sono molti i gruppi legati alla Chiesa e «che segue l’insegnamento e la pratica di Joseph Nicolosi”, uno psicologo clinico che “vanta ben 500 casi di “gay trattati”».

L’inchiesta ha spinto il presidente dell’Arcigay, Aurelio Mancuso, a chiedere l’intervento dell’Ordine nazionale degli Psicologi e del ministro alla Salute, Livia Turco. «Un quadro allarmante» ha detto Mancuso commentando l’articolo, «con figure di primo piano coinvolte nell’applicazione di pseudo terapie di guarigione dall’omosessualità che derivano dalle teorie imbevute di pregiudizi e luoghi comuni di un sedicente terapeuta cattolico americano».

«Vogliamo inoltre sapere – prosegue Mancuso – se Cantelmi, i suoi collaboratori, i corsi di terapie individuali e collettivi, siano in qualsiasi modo riconosciuti o sostenuti finanziariamente dalla sanità pubblica oppure attraverso fondi derivanti dall’8 per mille». «Denunciamo infine – conclude Mancuso – come in tutto il paese, come più volte evidenziato da nostre comunicazioni e di altre associazioni di persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender, imperversino gruppi di psicologi o sanitari cattolici, che nelle parrocchie e in altri ambiti ecclesiastici propagandino la cura dell’omosessualità, senza che alcuna autorità preposta sia per ora intervenuta a contrastare teorie altamente lesive della dignità delle persone omosessuali».

Pubblicato il: 24.12.07
Modificato il: 24.12.07 alle ore 19.29

fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=71639


Prodi, vigilia da una famiglia rom

Il premier ha voluto incontrare i genitori di un bimbo morto in un incendio
“Il problema dei nomadi rimane ed è gravissimo, ma va risolto a livello europeo”

“Agli italiani messaggio di solidarietà”

“Auguro al nostro paese di correre e di vincere
Bisogna andare avanti, con un occhio a chi ha sofferto di più”

Prodi con il padre
del bimbo morto in novembre


BOLOGNA – Nella sera della vigilia di Natale, il presidente del Consiglio Prodi ha voluto incontrare la famiglia Draghici, coppia di rom con due figli, che ne ha perso un altro un mese fa in un incendio. Il premier ha voluto mandare un messaggio di coesione e solidarietà. Ai due bimbi (“parlano un bolognese stretto”) Prodi e la moglie Flavia hanno portato uno zainetto di articoli per la scuola e dei dolci.

“I problemi dell’immigrazione si affrontano soprattutto capendo che questi immigrati saranno nostri cittadini, dovranno comportarsi secondo le regole del Paese, ma essere anche accolti come accogliamo i nostri bambini”. Forse un riferimento alle scelte del Comune di Milano, che ha deciso di non ammettere i bimbi figli di extracomunitari non in regola col permesso di soggiorno.

“Il problema dei rom – ha poi aggiunto Prodi – rimane ed è gravissimo. Non è un problema nè romeno nè italiano, ma è europeo e a livello europeo va risolto. Nessun Paese è in grado di affrontarlo da solo per la sua dimensione enorme”

“Auguro agli italiani di stare insieme – ha poi detto – se stiamo insieme c’è una forza enorme. L’augurio è di capire le nostre grandi capacità e che il Paese sia sempre più unito, molto sereno e si abbia la gioia di vincere e correre, di andare avanti, con un occhio particolare a quelli che hanno sofferto di più”.

Prodi non ha voluto parlare di politica, nè del secondo panettone che mangerà da premier: “Passerò un Natale in famiglia, con 70-80 familiari”.


‘Ci sono molti problemi ma in me prevale sempre la speranza, non e’ vero che mi faccio sopraffare dai problemi” ha continuato. “La società e i paesi – ha detto Prodi – hanno sempre la forza di riprendersi. Quello che è stato detto in questo giorni sulla società italiana è una comoda descrizione di un pezzo realmente esistente, ma solo un pezzo della società italiana, dove c’è tanta solidarietà e tanto desiderio di fare e di cambiare”.

(24 dicembre 2007)