Archivio | dicembre 30, 2007

Faccia a faccia tra Ersilio Tonini e Danilo Gallinari: "Il futuro spaventa? Arrotolarsi le maniche"


Propositi, consuntivi e attese: faccia a faccia tra il cardinale Ersilio Tonini, 93 anni, e il cestista Danilo Gallinari, 19. Il sacerdote: “Ai ragazzi dico sempre: agite come individui, mai come massa”. Lo sportivo: “Il problema della mia generazione è la precarietà”.

di Giorgio Acquaviva


Roma, 30 dicembre 2007

Il giovane campione di basket e l’anziano saggio cardinale faccia a faccia sulla soglia del nuovo anno. Propositi, consuntivi, ricordi, considerazioni si intrecciano e si mescolano, inevitabilmente diversi nello spessore per il numero di anni che ciascuno ha alle spalle. Ma le parole si richiamano e si riprendono. E la cosa ci è parsa di buon augurio.

Danilo Gallinari, classe 1988, studia Scienze umane e filosofia all’Università Cattolica di Milano e a meno di vent’anni lavora già: con i suoi due metri e cinque ha già sperimentato la nazionale di basket. Non ha bisogno di presentazione Ersilio Tonini, il 93enne cardinale, già arcivescovo di Ravenna-Cervia, giornalista, opinionista, grande comunicatore tv e pastore stimatissimo.

Partiamo dai propositi per il nuovo anno: che cosa si aspetta il giovane campione?
«Sul piano personale tante soddisfazioni, dal punto di vista della mia attività sportiva. E poi di stare bene con la famiglia e che la famiglia stia in salute…».

E più in generale?
«Vorrei che nel mondo ci fosse meno ipocrisia e meno violenza. Due aspetti troppo presenti nella vita quotidiana. Soprattutto la violenza, quella sulle donne e quella in genere sulle persone. E poi che fossimo meno condizionati dai fattori economici, perché i soldi spesso sono motivo di problemi, di corruzione».

Che cosa ne pensa il cardinale Tonini?
«Senti, ragazzo. Devi sapere che non è vero, o meglio che le proporzioni non sono quelle raccontate dai mezzi di informazione. Sono i media, soprattutto le televisioni, che cercano di dare la loro verità sul mondo. Pensate se invece un giornale pubblicasse la notizia: una mamma ha allattato il suo piccolo al seno, che ormai sono pochissime, anche se è una cosa bellissima. Non devi renderti schiavo di quelle ‘verità’, devi sapere che si pubblicano notizie che devono colpire, ma nessuno dà l’annuncio che due si sono sposati anziché convivere… o che è nato un bambino da padre e madre… o che un bambino di 6 anni è andato regolarmente a scuola… Perché nessuno si meraviglia di questo? Non bisogna impressionarsi per i titoli di giornali e tv, che giocano sull’effetto».

Danilo, la tua generazione rischia di passare alla storia come la prima che sperimenta la precarietà non per ragioni in qualche maniera oggettive (guerra, carestia…) ma per scelte politiche. Che cosa ne pensi?
«In questo momento non vivo la precarietà, perché sto facendo quello che voglio e che amo fare. E spero di sviluppare negli anni una carriera a livello cestistico. Ma mi rendo conto che per tanti coetanei senza la mia fortuna la precarietà è davvero un problema, perché nonostante i sacrifici e gli studi non sanno bene dove mettere i piedi: mancano sicurezze elementari sia per i ragazzi, sia per le famiglie».

E poi c’è il New York Times che recentemente ha scritto di un’Italia sfiduciata, senza prospettive…
«Personalmente non sono sfiduciato. E per quanto riguarda la mia generazione, fra quelli che conosco e frequento c’è voglia di fare, voglia di cambiare. Nel momento in cui si vede una situazione difficile, la soluzione non è tirarsi indietro».

Cardinale…
«Bravo. Hai dato una risposta che di solito do anch’io. È strano che si voglia coinvolgere un’intera generazione. Dico sempre ai giovani: non lasciatevi giudicare in massa perché tu non sei massa, sei una persona. È un vizio culturale che abbiamo. Spesso anche i media affrontano in questa maniera l’attualità, ma io la rifiuto. Guai al ragazzo che si fa giudicare in massa. Da anni giro l’Italia a parlare alla gente, ai giovani soprattutto. C’è invece una grande attesa, che si distacca dal giudizio generico. Ed è più concreta la possibilità di uscire dall’incertezza. Certo, c’è il sud con i suoi ritardi. Negli incontri i ragazzi meridionali si alzano e dicono: belle parole, ma sappia che per noi la realtà è ancora quella dell’emigrazione. Questa è una realtà del sud, ed è ingiusta. Ma anche lì ho trovato la volontà di uscire dall’anonimato, di reagire, di prepararsi con studi adeguati. Il singolo che vuole emergere è un grande valore positivo. Bisogna dire ai giovani che in fin dei conti sei tu che devi fare te stesso, che devi rispondere alle domande fondamentali, che di fronte alle tue debolezze puoi vincerle».

Danilo, come mai hai scelto gli studi di Scienze umane e filosofia?
«Le materie umanistiche mi sono sempre piaciute, in particolare la filosofia, che aiuta a porsi domande sull’uomo. E allora cerco di approfondire questo filone».

Il commento di Tonini:
«Mia madre, che non aveva studiato filosofia, ci aveva esercitati alla carità e alla misericordia. Quando eravamo in tre maschietti e arrivava un povero a chiedere l’elemosina, il primo doveva offrire una scodella di minestra, il secondo un bicchiere di vino e io che ero il più piccolo un tozzo di pane. E diceva sempre: “ricordatevi, ragazzi, che voi date al povero, ma a ricevere è Cristo Signore”. La religione non è appena andare a messa, ma formare la propria coscienza, netta e pulita. A noi è stato insegnato a svegliarci al mattino e a meravigliarci di essere al mondo. Mi sono permesso — quando il Papa ha chiesto un parere a noi cardinali all’inizio del suo ministero — di dirgli: “Santità, si rivolga alle madri e chieda loro di insegnare ai figli l’esercizio dello stupore”. Quando avevo 4 anni mia madre mi disse che avevo ormai l’età per ringraziare direttamente Dio senza la sua mediazione, dicendomi: “ricorda che quando sei nato abbiamo fatto una grande festa”. Credo che noi vescovi dovremmo fare questo: invitare tutti a stupirsi e a ringraziare il Signore. Vedete, l’Islam da questo punto di vista finirà col sedurre la nostra società, perché quando si vede il fedele musulmano pregare per 5 volte al giorno in ginocchio, scopriamo il senso dell’adorazione, un esempio splendido…».

Danilo, sei un ottimista. Ma il Papa per esempio tuona contro il nichilismo e l’individualismo dilaganti…
«Sì, è vero. penso che abbia ragione perché quelli sono pericoli reali per le giovani generazioni e su questo bisogna intervenire».

Il ‘come’ lo spiega il cardinale:
«Rendiamoci conto che essere al mondo è un miracolo. Già Platone insegnava ai suoi discepoli la bellezza dell’incanto. La filosofia dovrebbe insegnare a tutelare quella capacità dell’uomo che, a differenza del cane e del gatto, sa di essere, conosce l’innamoramento, e ha una eterna capacità di stupore».

fonte: http://qn.quotidiano.net/2007/12/30/57125-faccia_faccia_ersilio_tonini_danilo_gallinari.shtml

Thyssen: morto anche il settimo operaio

Torino, Giuseppe Demasi non ce l’ha fatta, era l’unico sopravvissuto alla strage del 6 dicembre. Era stato sottoposto a tre interventi chirurgici

Venerdì gli operai dell’acciaieria avevano organizzato una fiaccolata di solidarietà

Domani sera alle vittime del lavoro sarà dedicata la tradizionale marcia della pace del Sermig

Il reparto della Thyssenkrupp dove è avvenuto l’incendio


TORINO
E’ morto Giuseppe Demasi, 26 anni, il settimo operaio ustionato nell’incendio del 6 dicembre alla Thyssenkrupp di Torino. Il ragazzo era l’unico rimasto in vita dopo la tragedia. Nell’incendio era morto sul colpo Antonio Schiavone, poi nelle settimane successive si sono verificate le altre morti. Demasi era stato sottoposto a tre interventi chirurgici, ma nei giorni scorsi le sue condizioni si erano aggravate.

Proprio venerdì gli operai dell’acciaieria avevano organizzato una fiaccolata di solidarietà per il loro compagno che stava lottando fra la vita e la morte e per ricordare le altre sei vittime: Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo e Rosario Rodinò.

Tra i manifestanti c’erano anche i familiari dello stesso Giuseppe Demasi, il padre Calogero e la sorella Laura, oltre allo zio di Rosario Rodinò, Carlo Cascino, e il padre di Bruno Santino, Antonio. “Giuseppe Demasi si deve salvare per raccontarci quello che è successo, facciamo tutti il tifo per lui”, aveva urlato Antonio Santino. Davanti al Cto i manifestanti avevano poi osservato un minuto di silenzio e applaudito a lungo in segno di incoraggiamento per Demasi. Ma il cuore del ragazzo non ha retto. E’ morto oggi poco dopo le 13,30.

E sarà dedicata alle vittime del rogo nell’acciaieria della Thyssenkrupp, la marcia della pace del Sermig, che ogni anno da 40 anni la sera del 31 dicembre percorre le vie di Torino e si conclude nell’Arsenale della pace, dove l’associazione del volontariato cattolico tiene la cosiddetta “Cena del digiuno”.


Le migliaia di giovani che partecipano alla manifestazione si ritroveranno davanti allo stabilimento di corso Regina Margherita, fermo dal 6 dicembre scorso quando sulla linea di produzione numero 5 le fiamme ustionarono a morte sette. “Scandiremo i nomi di decine di morti sul lavoro – spiega il fondatore del Sermig, Ernesto Olivero – per ricordare che una fabbrica, un cantiere o un ufficio devono essere un luogo di serenità, di promozione umana dove le persone trovano le sostanze per mantenere la propria famiglia e mandare i figli a scuola”.

(30 dicembre 2007)

fonte: http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/cronaca/incendio-acciaieria-1/settimo-operaio/settimo-operaio.html

"Stage per scaffalista e cassiere offresi". A Natale le aziende si regalano personale gratis

L’INCHIESTA di STUDENTI.IT

Alcune società fanno fronte al maggior lavoro sotto le feste utilizzando stagisti come cassieri, commesse, camerieri, magazzinieri, segretarie.

Per le aziende sono lavoratori a titolo assolutamente gratuito, facilmente sostituibili e ricattabili

a cura di Sergio Cardella Dicembre 2007

Lo stage o tirocinio formativo secondo quanto regolamentato dalla Legge 196/97, conosciuta come pacchetto Treu, fu pensato per studenti delle scuole superiori, universitari, inoccupati e invalidi, intenzionati a inserirsi o re-inserirsi in nuovi ambiti professionali, tramite una formula mista di formazione-lavoro. Tale strumento dovrebbe portare giovamento a tutte le parti in causa: il tirocinante acquisisce nuove competenze e l’azienda ha il vantaggio di poter assumere alla fine del percorso un soggetto fortemente motivato, che lei stessa ha contribuito a formare.

La fine di uno stage però non sempre corrisponde con la firma di un contratto tra azienda e tirocinante. Questo perchè la legge non lo prevede, come non prevede alcuna retribuzione e contribuzione. Le “maglie larghe” del dispositivo legislativo permettono alle aziende di utilizzare gli stagisti come forza lavoro a titolo assolutamente gratuito e temporaneo, con l’aggravante di essere facilmente sostituibili e ricattabili. Inoltre la legge non definisce gli ambiti lavorativi sottoponibili a tirocinio, che nel tempo è stato applicato anche a profili professionali i quali in realtà non necessitano di un così lungo periodo di affiancamento e formazione, come cassieri/e, commessi/e, camerieri, magazzinieri, segretarie.

Che lo stage sia ormai un dispositivo logoro e abusato lo dicono i numeri: quasi l’80% degli stagisti che abbiamo interpellato non è stato in seguito inserito in azienda. Di questi il 21% ha fatto due o più stage senza alcuna offerta di contratto e il 15% ha trovato un lavoro, solo successivamente, in un’altra società.

Le testimonianze

Oltre i numeri anche le testimonianze degli utenti non lasciano dubbi: abbiamo raccolto le storie di stagisti addetti alle spedizioni, consulenti tecnici sulla sicurezza, camerieri, selezionatori del personale e tuttofare per produzioni televisive. Esperienze diverse, in ambiti diversi e con un unico risultato: nessuna assunzione alla fine degli stage e “rimborsi spese” nulli o che rasentano il ridicolo.

Blu19 “ho fatto uno stage di 3 mesi (zero retribuzione, zero rimborsi) nella filiale di un’agenzia di lavoro interinale. Facevo chiusura e apertura dell’ufficio, avevo il codice dell’allarme oltre a tutte le password dei PC, accesso alle buste paga, ecc., quindi massima fiducia e completo assorbimento nell’organico. Alla fine dello stage non mi fu proposto il contratto per back-office perché mi dissero che la filiale era in crisi”…

Ornella si chiede il perchè per potersi laureare deve obbligatoriamente svolgere un tirocinio formativo di 250 ore non retribuite presso un’azienda convenzionata con l’università: “chi lo spiega ai signori che fanno le leggi e alle aziende che ci sono studenti che già si fanno in quattro per pagarsi l’università? Io sono “costretta” a lavorare, sennò niente studi: ho un lavoro serale part-time in un bar, e quando mi capita lavoro anche come hostess di fiera. Perché il tirocinio non dovrebbe essere retribuito?

Maria Rita ha fatto uno stage presso la Grxxx Italia s.p.a, società di produzione televisiva che realizza, tra l’altro anche “Distrxxxxxx”: “Lavoravo otto ore al giorno e durante il periodo di registrazione si arrivava a 14 ore al giorno per 200 miseri € di rimborso spese. La nostra mansione principale era fare da baby sitter ai concorrenti del programma e fare telefonate stile call center. Alla fine non c’è stata l’assunzione nonostante io mi sia ammazzata di lavoro. A loro servivano solo galoppini da pagare meno di un runner regolarmente assunto.”

Gli annunci

Abbiamo voluto verificare se le percentuali registrate e le tante testimonianze ricevute hanno un riscontro nella realtà. Monitorando per giorni web e giornali abbiamo trovato centinaia di annunci e in quasi tutti i settori. Tra i più interessanti e improbabili riportiamo:

– Stage a Modena come Responsabile organizzatore corsi di Formazione. Il candidato si occuperà della ricerca e selezione di candidati che parteciperanno a corsi e master di formazione. Si richiede laurea in materie umanistiche, ottima cultura generale, predisposizione ai rapporti interpersonali, spirito di iniziativa e flessibilità. E’ preferibile aver maturato almeno un anno di esperienza nell’ambito delle agenzie per il lavoro o enti di formazione”. Qui si arriva al grottesco, un candidato con già un anno di esperienza dovrebbe essere disposto a organizzare master retrocedendo da precario a stagista! (guarda annuncio)

– “Nota Agenzia per il lavoro ricerca per la propria filiale di Roma uno/a stagista che si occupi di attività legate la piccola segreteria. Nello specifico la persona si occuperà di: accoglienza clienti, gestione di contratti, sistemazione ed archiviazione, reclutamento del personale. Si richiede: diploma di scuola media superiore, disponibilità full-time, buone doti organizzative e gestionali. E’ previsto un rimborso spese pari a euro 260,00“. Avete mai visto una segretaria che “recluta il personale”? (guarda annuncio)

– “Società della Provincia di Belluno cerca stagista con mansioni di selezione/amministrazione del personale“. In poche parole uno stagista che sceglie e seleziona altri stagisti. E chi ci toglie il dubbio pungente che alla fine dello stage uno da noi prescelto non sarà il nostro sostituto?

Guardate anche cosa abbiamo trovato passeggiando per le vetrine del centro commerciale della Stazione Termini: (il marchio e il nome dell’azienda sono stati criptati)

Il colloquio
A questo punto siamo voluti andare fino in fondo: mi sono finto neolaureato in Scienze della Comunicazione con l’aggiunta di un master in marketing e ho inviato decine di curricula a siti di grande aziende, agenzie interinali e bacheche web con offerte di lavoro. Dopo appena 2 giorni sono stato contattato per un colloquio. L’incontro si è svolto non in un ufficio o in un’agenzia, ma insolitamente al tavolino di un bar nei pressi della Stazione Termini di Roma. Il mio interlocutore stava selezionando stagisti magazzinieri, scaffalisti, repartisti e cassieri per una “grande catena di supermercati”. In maniera molto chiara mi è stato detto che la formazione e il tutoraggio sarebbero stati brevissimi e che subito dopo (e per sei mesi!) avrei lavorato in piena autonomia, come e più dei dipendenti: 6 giorni su 7 domenica e festivi per circa 40 ore a settimana. Certezza dell’assunzione dopo lo stage? Nessuna. Anzi, viste le mie insistenti domande su contratto, retribuzione, turni e prospettive, mi è stato dato un consiglio utile e colorito: “Il candidato ideale per uno stage è un giovane speranzoso e volenteroso che non rompe le balle“.

Con chi ho parlato e perchè aveva il mio curriculum?

Visto che il misterioso selezionatore non si è neanche presentato ho scoperto la sua idendità e le sue intenzioni solo dopo il colloquio, triangolando numeri di telefono, mail inviate e un biglietto da visita con due differenti recapiti che mi ha svogliatamente allungato dopo mie insistenze. Ho interloquito con un responsabile d’agenzia di una nota società per il lavoro interinale, che anzichè nel suo ufficio mi ha “ricevuto” al tavolino di un bar. Perchè? Il solerte uomo d’affari svolge in parallelo anche un secondo remunerativo lavoro: ha fondato a suo nome una “società di consulenze aziendali” tramite la quale vende alle aziende che ne fanno richiesta i curricula più interessanti. Come gli è giunto il mio Cv? Io ne ho mandati parecchi e non saprei dire chi l’abbia ricevuto. Purtroppo neanche lui ha risposto alla mia domanda…

Agenzie interinali e vendita di Cv

La “vendita” dei curricula alle aziende è una pratica legale e consueta. Abbiamo chiesto degli utili chiarimenti al Dott. Carzino, Responsabile generale della selezione di Punto.Lavoro S.p.A., un’agenzia per il lavoro interinale presente con varie filiali in quasi tutte le regioni: “E’ inutile negarlo. Gli stagisti sono particolarmente appetibili, non solo per le agenzie interinali ma anche per le società che ne fanno uso. Gli stage sono diventati uno dei maggiori approcci dei giovani al mondo del lavoro. Spesso lo stage viene prorogato sino ai termini di legge per poter sfruttare un rapporto di lavoro vero e proprio in cambio di una mancata contribuzione e di salari bassissimi. Le agenzie interinali non possono offrire contratti che non siano a carattere subordinato, quindi noi non possiamo inquadrare lo stagista se non in somministrazione ma possiamo invece selezionare e offrire le “risorse” più adatte alle aziende che provvederanno a proporre lo stage. Le agenzie possono solo fare una “vendita di curricula” alle aziende, e cedono ogni singolo Cv a circa 100/300 €“.

Come tutelarsi in caso di lavoro subordinato mascherato da stage? Cosa rischiano le aziende e cosa ci guadagna lo stagista?

Ormai è chiaro: dopo sondaggi, testimonianze, annunci e colloqui ci siamo convinti che l’impianto fondante degli stage è stato totalmente distorto a favore dell’ormai consueta ricerca delle aziende di lavoratori precari a costi sempre più bassi. Ma cosa fare dopo uno stage andato male? Rassegnarsi e cercare altrove o far valere le proprie ragioni?

Ministero del lavoro, Servizio centrale degli ispettorati, Direzione Generale della tutela delle condizioni di lavoro

Abbiamo inviato svariate mail e telefonato con insistenza all’Ufficio stampa del Ministero del Lavoro, al Servizio centrale degli Ispettorati del Lavoro, alla Direzione Generale della tutela delle condizioni di lavoro e il risultato lascia spaesati e sconfortati. Pare che nessuno si occupi di stage e tirocini. Ci è stato detto che l’Ispettorato del lavoro non è l’organo preposto a controllare e che forse sarebbe meglio per gli studenti o gli interessati intentare cause di lavoro riferendosi ai sindacati. Ma al Ministero sanno che nonostante l’ottimo lavoro e il supporto, le molte sigle sindacali chiedono in cambio il tesseramento?

…e sindacati

Abbiamo chiesto lumi alla Dott.sa Filomena Trizio, Segretaria Nazionale Nidil, sindacato dei lavoratori atipici appartenente alla CGIL: “In caso di palesi abusi il primo consiglio è quello di interrompere l’esperienza di stage anche prima del termine contrattuale e poi subito denunciare la questione agli uffici vertenze che sono presenti presso ogni sindacato e presso le camere del lavoro. Le sanzioni massime per l’uso improprio del personale sono l’assunzione a tempo indeterminato del tirocinante. Spesso la soluzione intermedia è la transazione tra le parti che genera un rimborso di tipo economico a favore della parte lesa. Se ci si rivolge alla Cgil e si è iscritti non costa nulla. I nostri patrocini legali sono gratutiti.”

Qualcosa sta cambiando? Correttivi legislativi per tirocini e stage?

Poche settimane fa il Ministro del lavoro Cesare Damiano ha parlato di una futuribile “paghetta” per gli stagisti neolaureati. L’intento è encomiabile ma purtroppo il termine “paghetta” (e non “paga” o “retribuzione”) non è piaciuto proprio a tutti e soprattutto non risolverebbe il problema dei tanti che fanno stage per propria iniziativa personale, attraverso la scuola, o in seguito ad un master, e che con o senza “paghetta” non riescono ad ottenere un vero inserimento nel mondo del lavoro. Palliativi a parte servirebbe una svolta a livello legislativo, con la riscrittura della normativa o almeno con degli accorgimenti che facilitino il giusto utilizzo di questo strumento.

L'”atto di indirizzo” della Regione Lazio

Il buon esempio potrebbe giungere dall’operato della Regione Lazio, che nel maggio 2008 proporrà all’interno del Testo Unico sul lavoro un “atto di indirizzo” su tirocini e stage che dovrebbe disciplinare la materia almeno a livello locale. Ne abbiamo parlato con l’Assessore Regionale al Lavoro, alle Pari Opportunità e alle Politiche giovanili del Lazio, Alessandra Tibaldi: “Ci sono troppe imprese che vivono di tirocinanti, che si sottraggono all’impegno dell’assunzione e che trovano ogni volta un nuovo giovane che sostituisce il precedente. Abbiamo predisposto un tempo massimo di durata dello stage oltre il quale non saranno possibili proroghe e una banca dati per verificare la “storia” di ogni azienda. Per alcune professioni che non hanno bisogno di formazione, perchè di semplice apprendimento, saranno vietati stage e tirocini e cercheremo di sostituirli con delle assunzioni incentivate. Inoltre “ristrutteremo” l’Osservatorio sul lavoro che già esiste all’interno della Regione Lazio e mi piacerebbe che diventasse un organo interno all’assessorato, con compiti di vero monitoraggio, e con collaborazioni con esperti di altri istituti come Inail, Inps, Istat.”

fonte: http://www.studenti.it/lavoro/leggicontratti/inchiesta_stage2007.php

RAT RACE

Se analizzate la vita di una persona di media istruzione, che lavora molto, individuerete un percorso standard.

Nasce un fi­glio, che poi va a scuola. Gli orgogliosi genitori sono contenti perché il loro bimbo eccelle, prende voti discreti, se non pro­prio buoni, e viene accettato all’università. Il ragazzo si laurea, magari si iscrive a un master, dopo di che agisce come previ­sto: cerca un buon lavoro, punta al posto fisso.

Lo trova (come medico, avvocato, ecc.) e fa carriera, oppure si arruola nell’eser­cito o riesce a entrare nell’amministrazione pubblica. Di soli­to, comincia a guadagnare bene, gli arriva a casa un gran numero di carte di credito, per cui inizia anche a spendere con una certa profusione, se non lo ha già fatto. Avendo soldi da spendere, il ragazzo frequenta locali dove incontra altri suoi coetanei, dà loro appuntamento e poi, forse, si sposa.

Per lui, la vita diventa meravigliosa, anche perché oggi lavorano sia gli uomini sia le donne. Avere due redditi in casa è una benedizione. La coppia si sente realizzata, il futuro è radio­so, e allora decide di comprare una casa, un’auto e la televisio­ne, di andare spesso in vacanza e di avere dei figli. Arriva un bel frugoletto. La necessità di contanti è enorme. La coppia felice decide che la carriera è una cosa troppo impor­tante, perciò inizia a faticare di più, a chiedere promozioni e au­menti di paga. L’aumento viene concesso, ma poi arriva un al­tro erede, da cui la necessità di una casa più ampia.

Allora, la­vorano ancor più duro, diventano impiegati migliori, impegnan­dosi allo stremo. Tornano perfino sui banchi di scuola per otti­mizzare le qualità professionali, sempre con lo scopo di spun­tare uno stipendio maggiorato. Uno dei due potrebbe addirit­tura cercare un secondo lavoro. Il reddito famigliare sale anco­ra, ma cresce anche lo scaglione dell’imponibile fiscale, come la tassa immobiliare sulla casa (più grande) e quella per i servizi sociali, nonché tutte le altre imposte. Riscuotono una bella bu­sta paga, ma si chiedono dove spariscano tutti i soldi.

Compra­no fondi comuni d’investimento e generi alimentari con la car­ta di credito. I figli cominciano ad avere cinque o sei anni, per­ciò aumenta il bisogno di risparmiare per mandarli a scuola (fino all’università), oltre a quello di pensare alla pensione. La coppia felice, nata trentacinque anni fa, è ormai intrap­polata nella Corsa del topo per il resto dei suoi giorni lavorati­vi. Lavorano per i proprietari dell’azienda in cui sono impiega­ti, per le tasse che mantengono lo Stato, per pagare le carte di credito ed estinguere il mutuo immobiliare contratto con la banca. Intanto, ammoniscono i figli a “studiare sodo, prendere ottimi voti e trovare un posto fisso”.

Non imparano niente sul denaro, ma molto su chi si approfitta della loro ingenuità, finendo per faticare come degli schiavi per tutta l’esistenza. Il processo si tramanda alla generazione seguente di “grandi la­voratori“. Questa è la Corsa del topo.

(“The Cash Flow Quadrant” & “Rich Dad Poor Dad”)

brano riportato da Lorenzo Ait nel suo articolo “La corsa del topo” che potete leggere qui

Il 2008 sarà l’anno dei salari. Ma è già scontro Damiano-Fiom

segretario generale della Fiom Cgil Fabio Rinaldini ANSA 220

Gianni Rinaldini, segretario della Fiom

Il presidente della Camera Fausto Bertinotti l´aveva detto: il 2008 sarà l’anno della questione salariale, «una necessità ineludibile». E ancora prima che inizi il nuovo anno è già scontro tra governo e parti sociali. Sembra un remake della trattativa sul protocollo sul welfare, quella che si concluse con l´accordo di luglio e che venne poi siglata dal referendum dei lavoratori. Anche stavolta a fare la voce grossa è la Fiom, il sindacato dei metalmeccanici.

A dire il vero, a inciampare nell´incidente diplomatico di fine anno è il ministro del Lavoro Cesare Damiano. In un´intervista al quotidiano La Stampa, Damiano parla della nuova trattativa in cantiere con i sindacati e con Confindustria, quella sui salari, che vede come punto centrale il rafforzamento della contrattazione aziendale nei confronti di quella nazionale. E senza troppi giri di parole, al giornalista che gli chiede come farà con la Fiom, che probabilmente si metterà di traverso, lui risponde: «La Fiom ha contrastato anche l´altro referendum, ma questo non ha impedito che la consultazione raggiungesse l´81% dei sì. A dispetto di certa informazione – prosegue Damiano – spesso il sì è prevalso anche nelle grandi fabbriche. L´accordo – conclude – si farà anche stavolta».

Poche ore dopo, arriva subito «l´opposizione frontale» del sindacato dei metalmeccanici. Replicano a Damiano i segretari Gianni Rinaldini e Giorgio Cremaschi. Rinaldini dice che «la posizione di Damiano è inaccettabile». Più che altro, spiega Rinaldini, si tratta di un´ostilità prematura: «La discussione interna alla Cgil – spiega – non è ancora partita, staremo a vedere» ma, aggiunge, è «paradossale che un ministro, prima ancora di avviare la trattativa spieghi le sue posizioni in una serie di interviste».

Si è già fatto un´idea, invece, l´altro leader della Fiom, Giorgio Cremaschi: «Questo patto è una schifezza – ha detto – è un patto per ridurre i salari e non aumentarli, perché dire che bisogna legare i salari alla produttività significa, considerando i bassi stipendi che ci sono, portarli sotto ai livello di sussistenza».

Tira le orecchie a Damiano anche un suo collega, il ministro per la Solidarietà Sociale Paolo Ferrero che lo rimprovera di aver «snobbato la Fiom impegnata in un difficile rinnovo contrattuale. È entrato a piedi uniti – ha aggiunto – nella dialettica sindacale, e questo credo che sia completamente fuoriluogo». E anche Ferrero invita a rispettare i tempi della trattativa: «Prima bisogna decidere cosa fare nella maggioranza – ha spiegato – la verifica punta proprio a questo, altrimenti si torna ai problemi dell’accordo di luglio e non ci siamo».

Pubblicato il: 29.12.07
Modificato il: 30.12.07 alle ore 10.30

fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=71732


Fioroni: "Nuove regole per i docenti"

“Si riparte dal merito e dalla qualità”

Il ministro delle Pubblica istruzione anticipa alcune novità previste nel nuovo anno. A partirea dai concorsi e dai tirocini: un praticantato di due anni, “così come avviene in tutte le professioni”

Il ministro della Pubblica istruzione Fioroni Roma, 30 dicembre 2007 – La scuola italiana ha bisogno “di rimettere a posto una serie di cose, ripartendo dal merito e dalla qualità della didattica”. Lo anticipa in un’intervista il ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni.

“Il reclutamento del personale – ha affermato il ministro – avrà nuove regole che entreranno in funzione progressivamente quando saranno svuotate le graduatorie a esaurimento. Tutti quelli che fanno parte delle liste esistenti entreranno in ruolo, dopo si ripartirà con i concorsi e cambierà tuttò”.

“Con le nuove norme – ha spiegato – l’abilitazione sarà solo un requisito per partecipare al concorso. La novità importante è che i concorsi non saranno banditi alla cieca, tanto per reare graduatorie e tenere gente in fila per anni. Con il nuovo regolamento i bandi saranno sulla base dei posti da coprire. L’altra novità è quella del tirocinio. L’aspirante docente è idoneo o non idoneo? Lo dirà il praticantato da uno a due anni, periodo di prova in cui l’insegnante verrà messo sotto esame: è così in tutte le professioni”.

fonte: http://qn.quotidiano.net/2007/12/30/57118-fioroni_nuove_regole_docenti.shtml

Colombia, slitta liberazione di tre ostaggi

domenica, 30 dicembre 2007 10.27

di Nelson Bocanegra

VILLAVICENCIO, Colombia (Reuters) – La mediazione del presidente venezuelano Hugo Chavez per ottenere la liberazione di tre ostaggi nelle mani dei guerriglieri colombiani sta richiedendo più tempo del previsto.

Le Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc), non hanno ancora rivelato il luogo in cui vengono tenute sotto sequestro le due esponenti politiche colombiane Consuelo Gonzalez e Clara Rojas e il piccolo Emmanuel di quattro anni, nato da Rojas e da un guerrigliero.

Chavez aveva sperato inizialmente di ottenere la loro liberazione giovedì scorso.

“Se dovesse trascinarsi ancora per tre o quattro giorni, per ragioni di sicurezza, potrebbe fallire e dovremmo pensare a qualcos’altro”, ha detto ieri sera Chavez, che non è il solo a temere per il peggio.

“La domanda è perché ci vuole tanto tempo per avere le coordinate dalle Farc. Sono loro ad aver proposto la liberazione degli ostaggi”, ha dichiarato un funzionario governativo colombiano a Reuters, chiedendo di non essere identificato.

Altri mediatori dicono che c’è ancora tempo per sapere dove sono. “Non abbiamo le coordinate ma potremmo averle in qualsiasi momento, e ci aspettiamo che la missione proceda”, ha detto Yves Heller, portavoce del Comitato internazionale della Croce Rossa, che sta partecipando alla missione. Rojas è stata catturata nel 2002 e Gonzalez nel 2001.

OLIVER STONE

Diversi inviati stranieri sono arrivati nella città colombiana di Villavicencio ieri per osservare gli sviluppi della trattativa. Tra l’oro l’ex presidente argentino Nestor Kirchner, funzionari francesi e svizzeri e il regista americano Oliver Stone, che sta girando un documentario sull’America Latina.

“Tutti vogliamo che questa missione vada bene”, ha detto Stone ai giornalisti a Villavicencio.

Villavicencio offre punti d’accesso alle giungle meridionali dove le Farc controllano ampie aree utilizzate per produrre cocaina e finanziare la rivolta. Il gruppo tiene in ostaggio più di 700 persone per estorsione e motivi politici.

Il rilascio dei tre ostaggi potrebbe aprire la strada alla liberazione di altri prigionieri, come la franco-colombiana Ingrid Betancourt e tre contractor americani che lavorano nell’anti-droga in cambio della scarcerazione di guerriglieri.

fonte: http://www.borsaitaliana.reuters.it/news/newsArticle.aspx?type=topNews&storyID=2007-12-30T092751Z_01_CIA032587_RTRIDST_0_OITTP-COLOMBIA-OSTAGGI-RINVIO.XML