Il fenomeno «freegan» sbarca in Spagna

IL MOVIMENTO HA ESORDITO NEGLI STATI UNITI

Sempre più numerosi gli anti-consumatori che raccolgono gli «scarti» alimentari dei supermercati

Un «freegan» si serve fra i prodotti scartati da un supermercato (da Internet)

MADRID – Non sono poveri né disperati. Nella maggioranza dei casi non hanno tragici ricordi di guerra e privazioni, ma professano il buon senso dimenticato in anni di benessere: «Non si butta il cibo nella spazzatura». Ed è fin lì che si spingono a recuperarlo. I «freegans», gli anti-consumisti di New York hanno fatto proseliti anche in Spagna, con il nome di «cazador urbano», cacciatore urbano. Fra loro ci sono laureati e padri di famiglia che non avrebbero alcuna necessità di aspettare la chiusura dei mercati, dei supermercati e dei ristoranti per fare la loro spesa gratuita: recuperano avanzi inutilizzati, prodotti ormai troppo vicini alla scadenza o confezioni imperfette che avrebbero, altrimenti, come unica destinazione possibile la pattumiera. Non si sentono mendicanti, ma boicottatori dello spreco. Seguiti dalle telecamere e dai taccuini dei giornalisti danno dimostrazioni del loro shopping etico entrando e uscendo in mercati e supermercati dove spesso sono conosciuti e trattati quasi con la stessa cordialità riservata a chi viene a liberare la cantina dalle cianfrusaglie. E anche quando l’accoglienza è meno complice, non disarmano: aspettano che cassette di frutta troppo mature, yogurt quasi scaduti o sacchi di pane invenduto siano trasferiti sul marciapiede in attesa del camion dei rifiuti e lo anticipano.

IN USA IL 40% DEL CIBO BUTTATO VIA – In Spagna non esistono ancora statistiche come in America, dove si calcola che il 40 per cento degli alimenti prodotti finisce nell’immondizia, ma il movimento dei non-schizzinosi si sta affermando. Il collettivo catalano «Olla Móbil» solleva i più timidi dall’impaccio raccogliendo gli alimenti riciclabili per distribuirli gratuitamente. A Barcellona, secondo quanto riferisce il quotidiano La Vanguardia, i consigli «freegan» sono condensati nella «Guida della sopravvivenza urbana di Alicia», elborata da una studentessa 24enne di Belle Arti, Alicia Martinez, che si dichiara una «okkupante» di Barcellona e fornisce indirizzi e orari di mercati e ristoranti, illustra il grado di disponibilità di camerieri e commercianti nel cedere il cibo superfluo, la qualità dei prodotti e perfino le condizioni igieniche dei locali. La «Michelin» di chi vive pensando, come diceva la mamma, a «tutti i bimbi che muoiono di fame».

Elisabetta Rosaspina
01 gennaio 2008

fonte: http://www.corriere.it/cronache/08_gennaio_01/cacciatori_di_cibo_d2ae604c-b895-11dc-bd8b-0003ba99c667.shtml


2 risposte a “Il fenomeno «freegan» sbarca in Spagna”

  1. Franca dice :

    In Emilia Romagna ci sono convenzioni tra alcune catene di distribuzione e associazioni di volontariato per cui questi “prodotti di scarto” vengono raccolti per quelli effettivamente poveri

  2. Equo dice :

    Confermo. Ed alcune istituzioni pubbliche (istituti per anziani, asili, ecc.) consentono (più o meno ufficiosamente) ai dipendenti di portarsi a casa le razioni inutilizzate che andrebbero buttate.
    Insomma, come si diceva un tempo, “si mangia quello che passa il convento”, no?

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