Archivio | gennaio 5, 2008

Guerriglia a Pianura

Rifiuti, guerriglia a Pianura

Non si placa la tensione a Pianura dove ancora si registrano scontri tra la polizia e i manifestanti che si oppongono all’apertura della discarica per i rifiuti (Foto Riccardo Siano)

Napoli, emergenza rifiuti: notte di scontri

Emergenza rifiuti. Blocchi stradali e incendi: un’altra notte di scontri a Napoli dopo l’annuncio della riapertura della discarica di Pianura

VIDEO ESCLUSIVO REPUBBLICA TV: ALL’INTERNO DELLA DISCARICA

MAPPA INTERATTIVA DELLA DISCARICA DI PIANURA

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fonti: multimedia www.repubblica.it

DAL BLOG DI BEPPE GRILLO

5 Gennaio 2008

Il tandem dei record

Bassolino_Jervolino.jpg

E’ difficile spiegare quello che sta avvenendo in Campania. Quando le responsabilità sono allo stesso tempo della politica, degli imprenditori, della criminalità organizzata e di parte dei cittadini da dove si deve iniziare?
Il pesce puzza sempre dalla testa.
Bassolino, diessino-diossino, è stato sindaco di Napoli nel 1993, rieletto nel 1997. Nel 2000 diventa presidente della Regione Campania, rieletto nel 2006. Rosa Russo Jervolino, eletta sindaco di Napoli nel 2001, riconfermata nel 2006.
Bassolino-Jervolino sembra la marca di un tandem, quando uno scende dal Comune, l’altra lo avvicenda, e il primo sale in Regione.
Cari campani, fermate il tandem, forse qualcosa cambierà.

Ho il sospetto che la spazzatura campana sia un pretesto per rilanciare gli inceneritori. Quelli che Bersanetor e D’Alema chiamano soavemente termovalorizzatori e che nessuno costruisce più in Europa.
Ho scritto i motivi del no e le alternative. Scaricate il pdf e diffondetelo.

Inceneritori, perché no.
1 – L’incenerimento dei rifiuti li trasforma in nanoparticelle tossiche e diossine
2 – L’incenerimento necessita di sostanze come acqua, calce, bicarbonato che aumentano la massa iniziale dei rifiuti
3 – Da una tonnellata di rifiuti vengono prodotti fumi e 300 kg di ceneri solide e altre sostanze
– le ceneri solide vanno smaltite per legge in una discarica per rifiuti tossici nocivi, rifiuti estremamente più pericolosi delle vecchie discariche
– i fumi contengono 30 kg di ceneri volanti cancerogene, 25 kg di gesso
– l’incenerimento produce 650 kg di acque inquinate da depurare
4 – Le micro polveri (pm 2 fino a pm 0,1) derivanti dall’incenerimento se inalate dai polmoni giungono al sangue in 60 secondi e in ogni altro organo in 60 minuti
5 – Le patologie derivanti dall’inalazione sono: cancro, malformazioni fetali, Parkinson, Alzheimer, infarto e ictus. Lo comprovano migliaia di lavori scientifici
6 – Gli inceneritori, detti anche termovalorizzatori, sono stati finanziati con il 7% della bolletta dell’Enel associandoli alle energie rinnovabili insieme ai rifiuti delle raffinerie di petrolio al carbone. Senza tale tassa sarebbero diseconomici. Nell’ultima Finanziaria è stato accordato il finanziamento, ma solo agli inceneritori già costruiti
7 – In Italia ci sono 51 inceneritori, sarebbe opportuno disporre di centraline che analizzino la concentrazione di micro polveri per ognuno di essi, insieme all’aumento delle malattie derivate sul territorio nel lungo periodo
8 – I petrolieri, i costruttori di inceneritori e i partiti finanziati alla luce del sole da queste realtà economiche sono gli unici beneficiari dell’incenerimento dei rifiuti

Cosa fare con i rifiuti.
1 – Riduzione dei rifiuti (Berlino, per fare un esempio, ha ridotto in sei mesi i rifiuti del 50%)
2 – Raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale
3 – Riciclo di quanto raccolto in modo differenziato
4 – Quanto rimane di rifiuti dopo l’attuazione dei primi tre punti va inviato a impianti per una selezione meccanica delle tipologie dei rimanenti rifiuti indifferenziati. La parte non riciclabile può essere trattata senza bruciarla con in impianti di bioessicazione
5 – In termini economici non conviene bruciare in presenza di una raccolta differenziata perchè:
– il legno può essere venduto alle aziende per farne truciolato
– il riciclaggio della carta rende più dell’energia che se ne può ricavare
– il riciclaggio della plastica è conveniente. Occorrono 2/3 kg di petrolio per fare un kg di plastica
6 – La raccolta differenziata può arrivare al 70% dei rifiuti, il 30% rimanente può ridursi al 15-20% dopo la bioessicazione. Una quantità che è inferiore o equivale agli scarti degli inceneritori. Ma si tratta di materiali inerti e non tossici con minori spese di gestione ed impatti ambientali sanitari

Se nel settore dei rifiuti non ci fossero le attuali realtà, per legge, di monopoli privati a totalità di capitale pubblico, ma una reale liberalizzazione del mercato, la concorrenza tra le aziende avverrebbe sulla capacità di recupero e l’incenerimento sarebbe superato.

INDULTO – Di Pietro: "E no!, caro Espresso.."

L’indulto visto da L’espresso

indulto L'espresso.JPG

L’espresso in edicola ha dedicato la copertina e l’articolo principale all’inchiesta “Odissea Carcere” a firma di Riccardo Bocca. Chi leggesse l’articolo rientrando in Italia dopo qualche anno e quindi non essendo informato sui fatti accaduti nel frattempo si formerebbe una falsa opinione degli avvenimenti.

Il mio partito si è impegnato, certamente più di ogni altro, ad evitare che la legge sull’indulto venisse approvata. Io ho denunciato la sua inutilità per risolvere il problema dell’affollamento carcerario, che infatti dopo poco più di un anno è tornato ad essere quello pre indulto.

Ho detto, e scritto, che serviva per non mandare in carcere funzionari corrotti e furbetti del quartierino legati ai partiti, più che a far uscire migliaia di delinquenti comuni che, nella maggior parte, appena liberi hanno continuato a commettere reati (70% secondo L’espresso). E che l’indulto era un segnale per tutti coloro che avessero voluto venire a delinquere nel nostro Paese. L’indulto lo hanno pagato i cittadini vittime di reati e le forze di polizia e la magistratura che avevano duramente lavorato per affermare la giustizia. Chi ne ha goduto i frutti sono i partiti, di destra e di sinistra, che hanno evitato il carcere ai loro sodali. L’articolo de L’espresso, dopo aver illustrato l’esplosione dei carcerati scrive dell’indulto: “La sintesi di un provvedimento fallimentare denuncia chi non l’ha votato (come An e Lega)”. L’Italia dei Valori non è citata, io non sono menzionato.

Mi aspetto che in futuro si scriva che l’indulto l’ho proposto io e che Mastella si è opposto.
fonte: http://www.antoniodipietro.com/2008/01/lindulto_visto_da_lespresso_1.html

Chi ha votato a favore dell’indulto

Il voto dei deputati è pubblico e quindi, per definizione, tutti hanno diritto di sapere come hanno votato i singoli parlamentari. Le votazioni sono presenti sul sito della Camera nel documento Indice Elenco N.2 da cui sono ripresi i nomi riportati in questo post.

Sarebbe davvero grave se si volesse nascondere agli elettori chi ha votato a favore dell’indulto.
Di seguito riporto i nomi di chi ha votato per questo colpo di spugna:

Democrazia Socialista
Barani, Catone, De Luca Francesco, Del Bue, Nardi.

Forza Italia
Adornato, Alfano Angelino, Alfano Gioacchino, Aprea, Aracu, Armosino, Azzolini, Baiamonte, Baldelli, Berlusconi, Bernardo, Berruti, Bertolini, Biancofiore, Bocciardo, Bonaiuti, Bondi, Boniver, Boscetto, Brancher, Bruno, Brusco, Caligiuri, Campa, Carfagna, Carlucci, Casero, Ceccacci, Ceroni, Cesaro, Cicchitto, Cicu, Colucci, Conte Gianfranco, Costa, Craxi, Crimi, Dell’elce, Della Vedova, Di Cagno Abbrescia, Di Centa, Di Virgilio, Fabbri, Fallica, Fasolino, Fedele, Ferrigno, Fini Giuseppe, Fitto, Floresta, Fontana Gregorio, Franzoso, Fratta Pasini, Galli, Garagnani, Gardini, Gelmini, Germana’, Giacomoni, Giro, Giudice, Iannarilli, Jannone, La Loggia, Lainati, Laurini, Lazzari, Lenna, Leone, Licastro Scardino, Lupi, Marinello, Marras, Martusciello, Mazzaracchio, Milanato, Minardo, Mistrello Destro, Misuraca, Mondello, Mormino, Moroni, Nan, Napoli Osvaldo, Palmieri, Palumbo, Paoletti Tangheroni, Paroli, Pecorella, Pelino, Pepe Mario, Pescante, Picchi, Pili, Pizzolante, Ponzo, Prestigiacomo, Ravetto, Rivolta, Rossi Luciano, Russo Paolo, Santelli, Sanza, Scajola, Simeoni, Stagno D’alcontres, Stradella, Testoni, Tondo, Tortoli, Ugge’, Valducci, Valentini, Verdini, Verro, Vitali, Vito Alfredo, Vito Elio, Zanetta, Zorzato.

Italia Dei Valori
Rossi Gasparrini.

La Rosa Nel Pugno
Antinucci, Beltrandi, Bonino, Boselli, Buemi, Buglio, Capezzone, Crema, D’elia, Di Gioia, Mancini, Mellano, Piazza Angelo, Poretti, Schietroma, Turci, Turco, Villetti.

Misto
Brugger, Neri, Nucara, Oliva, Rao, Reina, Widmann, Zeller.

Rifondazione Comunista
Acerbo, Burgio, Cannavo’, Cardano, Caruso, Cogodi, De Cristofaro, De Simone, Deiana, Dioguardi, Duranti, Falomi, Farina Daniele, Ferrara, Folena, Forgione, Frias, Giordano, Guadagno, Iacomino, Khalil, Locatelli, Lombardi, Mantovani, Mascia, Migliore, Mungo, Olivieri, Pegolo, Perugia, Provera, Ricci Andrea, Ricci Mario, Rocchi, Russo Franco, Siniscalchi, Smeriglio, Sperandio, Zipponi.

Udc
Adolfo, Alfano Ciro, Barbieri, Bosi, Capitanio Santolini, Casini, Cesa, Ciocchetti, Compagnon, Conti Riccardo, D’agro’, D’alia, Delfino, Dionisi, Drago, Forlani, Formisano, Galati, Galletti, Giovanardi, Greco, Lucchese, Marcazzan, Martinello, Mazzoni, Mele, Mereu, Peretti, Romano, Ronconi, Ruvolo, Tabacci, Tassone, Tucci, Vietti, Volonte’, Zinzi.

Udeur
Adenti, Affronti, Capotosti, Cioffi, D’elpidio, Fabris, Giuditta, Li Causi, Morrone, Picano, Pisacane, Satta.

Ulivo
Albonetti, Allam, Amato, Amendola, Amici, Attili, Aurisicchio, Bandoli, Baratella, Barbi, Bellanova, Benvenuto, Benzoni, Bersani, Betta, Bianchi, Bianco, Bimbi, Bindi, Bocci, Boffa, Bordo, Brandolini, Bressa, Bucchino, Buffo, Burchiellaro, Burtone, Caldarola, Calgaro, Capodicasa, Carbonella, Cardinale, Carta, Castagnetti, Ceccuzzi, Cesario, Chianale, Chiaromonte, Chicchi, Chiti, Cialente, Codurelli, Colasio, Cordoni, Cosentino Lionello, Crisafulli, Crisci, Cuperlo, D’alema, D’antona, D’antoni, Damiano, Dato, De Biasi, De Brasi, De Castro, De Piccoli, Delbono, Di Girolamo, Di Salvo, Duilio, Fadda, Farina Gianni, Farinone, Fasciani, Fassino, Fedi, Ferrari, Fiano, Filippeschi, Fincato, Fiorio, Fioroni, Fistarol, Fluvi, Fogliardi, Fontana Cinzia, Franceschini, Franci, Froner, Fumagalli, Galeazzi, Gambescia, Garofani, Gentili, Gentiloni, Ghizzoni, Giachetti, Giacomelli, Giovanelli, Giulietti, Gozi, Grassi, Grillini, Iannuzzi, Incostante, Intrieri, Lanzillotta, Laratta, Leddi Maiola, Lenzi, Leoni, Letta, Levi, Lomaglio, Longhi, Lovelli, Luca’, Lulli, Luongo, Lusetti, Maderloni, Mantini, Maran, Marantelli, Marcenaro, Marchi, Mariani, Marino, Marone, Martella, Mattarella, Melandri, Merlo Giorgio, Merloni, Meta, Migliavacca, Miglioli, Milana, Minniti, Misiani, Monaco, Morri, Mosella, Motta, Musi, Mussi, Naccarato, Nannicini, Narducci, Nicchi, Oliverio, Orlando Andrea, Ottone, Papini, Parisi, Pedulli, Pertoldi, Pettinari, Pinotti, Piro, Piscitello, Pollastrini, Prodi, Quartiani, Ranieri, Realacci, Rigoni, Rossi Nicola, Rotondo, Ruggeri, Rugghia, Rusconi, Ruta, Rutelli, Samperi, Sanga, Sanna, Santagata, Sasso, Schirru, Scotto, Sereni, Servodio, Sircana, Soro, Spini, Sposetti, Squeglia, Stramaccioni, Strizzolo, Suppa, Tanoni, Tenaglia, Testa, Tolotti, Tomaselli, Trupia, Vannucci, Velo, Ventura, Verini, Vichi, Vico, Villari, Viola, Violante, Visco, Volpini, Zaccaria, Zanotti, Zucchi, Zunino.

Verdi
Balducci, Boato, Boco, Bonelli, Cassola, Cento, De Zulueta, Francescato, Fundaro’, Lion, Pecoraro Scanio, Pellegrino, Piazza Camillo, Poletti, Trepiccione, Zanella.

fonte: http://www.antoniodipietro.com/2006/07/chi_ha_votato_a_favore_dellind.html

DANIELLE MITTERAND: “Lettera aperta ai dirigenti europei”

Alessandra Riccio
(04 gennaio 2008)

Stavo scrivendo per questo taccuino una breve nota per condividere la mia grande preoccupazione per il futuro della Bolivia e di Evo Morales, quando mi arriva questo articolo di Danielle Mitterrand pubblicato sul quotidiano messicano “La Jornada” del 23 dicembre, che esprime, assai meglio di quanto avrei potuto fare io, la necessità di essere solidali con Evo Morales e con la Bolivia.

“Lettera aperta ai dirigenti europei”

Come l’Europa sa per averlo pagato crudelmente, la democrazia ha bisogno di essere vissuta senza soste, inventata, difesa sia dentro i nostri paesi democratici che nel resto del mondo. Nessuna democrazia è un’isola. Le democrazie si devono prestare assistenza mutua. Perciò, oggi rivolgo questo appello ai nostri dirigenti e ai nostri grandi organi di stampa: si, lo sostengo, la giovane democrazia boliviana corre un pericolo mortale.
Nel 2005 un presidente e il suo governo sono stati eletti con ampia maggioranza di più del 60 % degli elettori, nonostante il fatto che una gran parte dei suoi potenziali elettori, indigeni, non fossero scritti nelle liste elettorali, visto che non possiedono nemmeno lo stato civile. I grandi orientamenti politici di questo governo sono stati massicciamente approvati attraverso un referendum perfino prima delle elezioni, fra cui, in modo particolare la nazionalizzazione delle ricchezze naturali in vista di una migliore redistribuzione, e anche la convocazione di un ‘Assemblea Costituente.

Perché è indispensabile una nuova Costituzione? Per la semplice ragione che quella precedente è del 1967, quando in America Latina le popolazioni indigene (che in Bolivia rappresentavano il 75% della popolazione) venivano totalmente escluse da qualunque cittadinanza.

I lavori dell’Assemblea Costituente boliviana sono stati, fin dall’inizio, costantemente ostacolati dalle manovre e dal boicottaggio delle antiche oligarchie, che non sopportano di perdere i loro privilegi economici e politici. L’opposizione minoritaria esaspera fino a mascherare il suo rifiuto al verdetto delle urne con il pretesto della difesa della democrazia. Reagisce con il boicottaggio, con le aggressioni in strada, con l’intimidazione dei responsabili eletti, con una esatta continuità con le stragi perpetrate contro civili disarmati dall’ex presidente Sánchez de Losada nel 2003, il quale, d’altra parte, continua ad essere ricercato per i suoi crimini ed è rifugiato negli Stati Uniti.
A favore di un caos attentamente organizzato, rinascono le minacce separatiste delle regioni più ricche, che rifiutano il gioco democratico e non vogliono pagare per le regioni più povere..

Gruppi di attivisti neofascisti e bande paramilitari, sovvenzionati dalla grande borghesia boliviana e da certi interessi stranieri, instaurano un clima di paura nelle comunità indigene. Ricordiamoci di come sono finite la Colombia e il Guatemala, ricordiamoci soprattutto della democrazia cilena, assassinata l’ 11 settembre 1973 dopo un identico processo di destabilizzazione.

Una democrazia può essere uccisa anche attraverso la disinformazione. No, Evo Morales non è un dittatore. No, non è alla testa di un cartello di trafficanti di cocaina. Queste immagini caricaturali vengono fatte circolare nei nostri paesi senza la minima obbiettività, come se l’intrusione di un presidente indigeno fosse insopportabile non solo per le oligarchie latinoamericane ma anche per la stampa benpensante occidentale. Quasi a smentire ancora più chiaramente la bugia organizzata, Evo Morales fa un appello al dialogo, rifiuta di fare ricorso all’esercito e rimette perfino il suo mandato sulla bilancia.

Mi rivolgo solamente ai difensori della democrazia, ai nostri dirigenti, ai nostri intellettuali, ai nostri mezzi di comunicazione. Dobbiamo aspettare che a Evo Morales tocchi la stessa sorte di Salvador Allende per piangere sulla sorte della democrazia boliviana?
La democrazia o vale per tutti o per nessuno. Se l’amiamo nella nostra patria, dobbiamo difenderla in tutti i luoghi in cui è minacciata. Non tocca a noi, come qualcuno pretende arrogantemente, di andare ad istallarla in altre nazioni mediante la forza delle armi; invece, a noi tocca proteggerla nel nostro paese con tutta la forza della nostra convinzione e stare a fianco di coloro che l’hanno istallata nella loro nazione.

fonte: http://www.giannimina-latinoamerica.it/visualizzaTaccuino.php?idtaccuino=24

NAPOLI – "La munnezza e’ oro!"

visita il sito la voce di Pasquino



APPROFONDIMENTI


Emergenza rifiuti a Napoli : “La munnezza e’ oro!”
di Alessandro Balducci


Scusate per la lunghezza,
ma, prima di esporre qualche riflessione, vi invito a leggere questo brano della trasmissione “Report”, condotta dalla magistrale Milena Gabanelli, andata in onda il 20 novembre del 2006.


MILENA GABANELLI IN STUDIO Buonasera, Il nostro ministro dell’economia Padoa-Schioppa , qualche mese fa ha dichiarato che la situazione dei conti è molto grave, che le regioni e i comuni devono avere maggiore controllo sulla spesa, è condizione per l’equità sociale. E i sindaci a lanciare il grido d’allarme: saranno penalizzati i cittadini! Nella puntata di oggi vediamo dove e come si sperpera. Dalla Campania, alla Lombardia, dal Lazio all’Emilia Romagna.

BERNARDO IOVENE Quanti siete qua?
UOMO 1 260, 256.quanti siamo qua?

BERNARDO IOVENE 260 persone? E adesso cosa state facendo?
UOMO 2 Niente.

BERNARDO IOVENE Non fate niente?
UOMO 2 No. Non ci mettono a fare niente.

BERNARDO IOVENE Nessuno lavora?
UOMO 2 E lavoriamo come.qua non stiamo lavorando, scusate?

BERNARDO IOVENE In questo momento state lavorando?
UOMO 2 E questo ci mettono a fare.e che dobbiamo fare?

BERNARDO IOVENE Cioè niente?
UOMO 2 Gli automezzi stanno tutti negli auto-park là, andate negli auto-park.

BERNARDO IOVENE Quanti siete?
UOMO 3 Come.siamo 200 persone. 200..30!

BERNARDO IOVENE Oggi che state facendo?
UOMO 3 Eh, niente, per i mezzi che siamo a disagio non possiamo uscire.

BERNARDO IOVENE E state qua senza far niente?
UOMO 3 Niente! Perché dobbiamo uscire a turni con i mezzi perché stanno tutti rotti.

UOMO 4 Napoli 5.
BERNARDO IOVENE Napoli 5? Quanti lavoratori siete?
UOMO 4 Siamo 364 unità.

BERNARDO IOVENE Lavorate tutti i giorni?
UOMO 4 Si, sono tre turni: mattina, pomeriggio e notte.

BERNARDO IOVENE Che cosa fate?
UOMO 4 No che cosa facciamo, dovremmo fare la raccolta differenziata. ma come vedi, non facimmo proprio niente.
UOMO 5 Fino all’1 di pomeriggio poi.

BERNARDO IOVENE E cosa fa, praticamente che cosa fa?
UOMO 5 Eh, nulla. Stiamo qua, di quei pochi mezzi che escono con.

BERNARDO IOVENE Voi fate 3 turni e state qua dentro senza fare niente?
UOMO 5 Senza fare niente.

BERNARDO IOVENE Voi che cosa dovreste fare qua?
UOMO 2 La raccolta differenziata.

BERNARDO IOVENE E la fate?
UOMO 2 L’abbiamo fatta, eccome non l’abbiamo fatta fino a quando c’erano i mezzi disponibili, fino a quando.!

BERNARDO IOVENE L’avete fatta per 4 anni?
UOMO 6 Si.

BERNARDO IOVENE E adesso da quanto tempo non la fate più?
UOMO 6 Da circa 1 annetto.

BERNARDO IOVENE Questi che cosa sono?
UOMO 6 I mezzi con i quali lavoriamo.

BERNARDO IOVENE Non ne avete neanche uno funzionante? Uno c’è funzionante?
UOMO 6 Si, qualcuno ma.diciamo non possiamo fare con un solo mezzo la raccolta.

BERNARDO IOVENE Voi quanti comuni dovreste.? UOMO 6 32.

BERNARDO IOVENE 32 comuni?
UOMO 6 Esatto.

BERNARDO IOVENE Con questi mezzi qua?
UOMO 6 Esatto. E noi purtroppo.

BERNARDO IOVENE Quanti lavoratori siete?
UOMO 6 Siamo 240, 250 però…

BERNARDO IOVENE Che cosa fate tutti i giorni? UOMO 6 Adesso qua non facciamo niente.

BERNARDO IOVENE Cioè venite qua, firmate. UOMO 6 Veniamo qua, firmiamo e aspettiamo l’orario per andare a casa.

BERNARDO IOVENE Ma Lei sta dicendo sul serio? UOMO 6 E certo!

BERNARDO IOVENE Cioè quanti siete 250?

UOMO 6 250 persone. [.]


MILENA GABANELLI IN STUDIO Da anni in questa regione salta fuori ciclicamente l’emergenza rifiuti. Parliamo della spazzatura, quella che mettiamo in un sacchetto, lo portiamo nel cassonetto poi passa il camion che ritira e porta all’inceneritore o alla discarica, succede così dappertutto. Dal 97 la legge obbliga a fare la raccolta differenziata e da allora ogni regione e ogni comune si è organizzato. In Campania, dal 99, sono stati creati 18 consorzi. Proprietari e soci sono i comuni, i dipendenti a libro paga 2400. Dovrebbe essere pulita come la Svizzera, se lavorassero, e se non lavorano qualcuno sarà pur responsabile! Vediamo se il nostro Bernardo Iovene riesce a venirne a capo. E ripartiamo dai consorzi..”

Il resto del documento e’ reperibile al sito della trasmissione. Era il 20 novembre del 2006. Ci si aspettava che, dopo un’inchiesta televisiva cosi’ drammatica sulla faccenda dei rifiuti in Campania, qualcosa si muovesse. Invece niente. E adesso, dopo quasi 1 anno e mezzo, la situazione e’ sfuggita di mano.

E’ vero che il traffico di rifiuti fa gola alla Camorra. Come ha documentato Roberto Saviano in un articolo su un noto periodico del giugno scorso: “Non c’è stato un momento in cui i rifiuti hanno smesso di essere – come si evince in un’intercettazione di un imprenditore dei rifiuti del clan Fabbrocino: “Business, business, business”. Per lui e per chiunque come lui abbia voluto tuffarsi dentro negli ultimi vent’anni. Negli anni ’90, Nunzio Perrella ex uomo del clan Puccinelli, un sodalizio noto per i traffici di cocaina, fu uno dei primi che sbaragliò le indagini, e quando decise di pentirsi la prima cosa che disse ai pm fu: “Dottore, ma quella la munnezza è oro”.”

Ma l’occupazione di vaste aree del Paese da parte delle mafie non puo’ essere un alibi per coprire o negare le responsabilita’ dell’amministrazione pubblica, dell’imprenditoria e, per certi versi, della stessa cittadinanza. La Camorra ha usato il suolo della Campania come discarica dei rifiuti piu’ o meno tossici importati da mezza Italia.

Nel suo libro, “Gomorra”, Saviano racconta di come nelle discariche clandestine in provincia di Caserta o di Napoli, si trovino rifiuti ospedalieri o prodotti di scarico industriali provenienti dalle aziende della Lombardia, del Veneto, della liguria, della Toscana. Ma quando le discariche vengono trovate dai magistrati o dalle Forze dell’ordine, ormai il danno e’ fatto, i terreni irrimediabilmente perduti, le falde acquifere definitivamente inquinate.

E allora viene da chiedersi: quelle imprese che hanno affidato ad aziende in odore di Camorra lo smaltimento dei propri rifiuti – magari perche’ praticavano dei prezzi piu’ bassi rispetto alle aziende oneste – sono meno responsabili dei camorristi? E le associazioni degli imprenditori, non possono dare indicazioni ai loro associati sulle aziende da evitare o da “isolare”? Del resto, come sta insegnando l’esperienza della Sicilia, per la mafia sono piu’ dannosi quei commercianti, artigiani, impresari che hanno deciso, insieme, di non pagare il pizzo, piuttosto che mille arresti di boss e picciotti.

Come ha documentato “Report”, si parla di 2400 persone che dovrebbero lavorare alla nettezza urbana, nella regione Campania, e che invece o non lavorano o sono male utilizzate. C’e’ chi denuncia la ridondanza di Regioni, Provincie e Comuni, ma invece di costringere gli Enti locali ad usare le risorse umane e materiali di cui essi gia’ dispongono, proliferano nuovi Comitati di Emergenza, con conseguente aggravio sui conti pubblici. E’ possibile che sugli atti dell’amministrazione locale non ci sia piu’ un controllo?

Davvero siamo al punto che per veder ristabililita, non dico la legalita’, ma almeno una corretta gestione della cosa pubblica bisogna augurarsi sempre e soltanto l’intervento della magistratura? La quale magistratura, peraltro, puo’ intervenire soltanto in presenza di ricadute penali o di violazione della legge. E cioe’, quando ormai la situazione e’ largamente compromessa.

Sono passati 15 mesi dall’inchiesta di Report: possibile che a nessuno sia venuto in mente di andare a vedere perche’ e percome la maggior parte degli addetti alla raccolta dei rifiuti, in Campania, se ne sta’ con le mani in mano, mentre citta’ e paesi vengono sommersi dai rifiuti? E ancora: qualcuno ci dovra’ pur spiegare, prima o poi, perche’ un giorno la gente protesta contro la costruzione dei termovalorizzatori (che poi sono degli inceneritori) e nell’altro i cittadini scendono in piazza a protestare contro la mancata raccolta dell’immondizia e ad incendiare i cumuli di rifiuti con conseguenze – per la salute delle persone – molto piu’ gravi di cento inceneritori messi insieme.

Ma forse, in questo caso, vale la testimonianza di quel lettore napoletano che ha inviato una bellissima lettera – pubblicata sul sito di un quotidiano di rilevanza nazionale – allegando un breve filmato ripreso col cellulare; nelle immagini si vedono mani anonime appiccare il fuoco con “geometrica potenza” ai cumuli d’immondizia per le strade.

C’e’ qualcuno che soffia sul fuoco della monnezza. Con la speranza che l’emergenza rifiuti duri perche’ – per dirla con Saviano: “L’emergenza è uno dei momenti in cui si guadagna di più. Quando si cumulano sacchetti, i bronchi dei cittadini si irritano, la benzina viene gettata sui bidoni per bruciarli, quando le televisioni di tutto il mondo riprendono i cassonetti che sembrano sventrati con le budella da fuori, c’è necessità di toglierli per evitare epidemie gravi, c’è necessità di risolvere subito, non badando dove si smaltirà e i mezzi che lo faranno, questa necessità porta a usare i mezzi bobcat, camion, appaltati con noli a freddo e a caldo, ossia non controllabili e quindi facilmente gestibili dalle ditte dei clan. L’emergenza non è mai creata direttamente dai clan, il problema è che la politica degli ultimi anni non è riuscita a chiudere il ciclo dei rifiuti.”

Ecco appunto. La munnezza e’ ORO!!

fonte: http://www.osservatoriosullalegalita.org/08/acom/01gen/0404alexrifiuti.htm

direttore Rita Guma


Campi per i teppisti, sì di Angela Merkel

Accolta la proposta anti-stranieri lanciata dal governatore dell’Assia

Ma le misure contro la violenza dividono il governo tedesco: per i socialdemocratici è un progetto «xenofobo»

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

BERLINO — La prudente Angela Merkel ha saltato la siepe: appoggia la proposta di introdurre arresti d’avvertimento e campi di rieducazione per giovani (soprattutto di origine non tedesca) che commettono atti di violenza. In un’intervista che uscirà domenica, la cancelliera ha detto di essere d’accordo con alcuni membri del suo partito, la Cdu, quando chiedono misure più restrittive per combattere la violenza perpetrata da teenager, a loro avviso trattati con troppa generosità dalla magistratura. La proposta di indurire le leggi è stata avanzata nei giorni scorsi da Roland Koch (Cdu), da due legislature governatore dell’Assia e candidato per un terzo mandato nelle elezioni del prossimo 27 gennaio. Fino a che si pensava che le posizioni di Koch fossero quelle di un «falco» impegnato a contrastare i socialdemocratici in campagna elettorale, la questione aveva una rilevanza relativa. Ora, con l’appoggio della cancelliera, il tema assume un’importanza politica nazionale.

La situazione è questa: i cristiano- democratici della Merkel e i socialdemocratici di Kurt Beck convivono nella Grosse Koalition di governo ma hanno le manovre per posizionarsi in vista delle elezioni federali dell’autunno 2009: il test dell’Assia — e della Bassa Sassonia e di Amburgo nelle prossime settimane — saranno importanti per scegliere il terreno dello scontro. I socialdemocratici sono partiti all’attacco con proposte molto di sinistra, a cominciare dall’introduzione di un salario minimo per tutti i lavoratori. Ora, la Cdu cerca di spostare il confronto sul terreno della sicurezza e dell’immigrazione. Koch, che nei sondaggi in Assia è in testa ma probabilmente perderà la maggioranza assoluta, non ci è andato leggero. A seguito di un caso di criminalità nella metropolitana di Monaco — dove un giovane greco e uno turco hanno picchiato un anziano tedesco che protestava perché fumavano — ha detto che in Germania ci sono troppi giovani criminali di origine straniera. Ha dunque scritto una lista di valori da seguire: rispetto degli anziani, puntualità, duro lavoro, gentilezza. In più, ha aggiunto che «deve essere chiaro che la macellazione (di animali) in cucina o strane idee sulla discarica dei rifiuti sono contrari ai nostri principi».

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Sul piano concreto, ha proposto, per i giovani violenti, l’arresto d’avvertimento, e non più la libertà vigilata di oggi, per fare capire che il carcere c’è ed è duro; e la creazione di campi di rieducazione. Ogni volta che si parla di campi di qualche genere, in Germania scatta un rigetto anti- nazista: la proposta di Koch, però, è più simile ai boot camp rieducativi americani che ai lager di Hitler. Fatto sta che il partito neo nazista ha apprezzato Koch. Mentre i socialdemocratici e la chiesa protestante hanno definito le sue proposte populiste e xenofobe. Sicuri che la Merkel avrebbe preso le distanze. Ora, però, si scopre che la cancelliera le appoggia. «Penso che abbia senso ampliare le pene per includere i campi di rieducazione e gli arresti d’avvertimento — ha detto —. Questo potrebbe aiutare i giovani a riflettere sulle loro azioni in modo da non finire in prigione». E ha poi ricordato che il 43 per cento delle azioni criminali violente in Germania sono commesse da individui sotto i 21 anni, metà dei quali di origine straniera.

D. Ta.
05 gennaio 2008

fonte: http://www.corriere.it/esteri/08_gennaio_05/merkel_59bcd0fe-bb67-11dc-b478-0003ba99c667.shtml


Il terzo Reich dall’edicolante di fiducia

5-1-08

di Roberto Iacono – Megachip

Neanche hanno fatto in tempo a terminare queste belle vacanze natalizie che già risento lo sbocco per il ”sistema”… Non che pandoro e brachetto me lo abbiano alleviato (lo sbocco), ma almeno ci si aspetterebbe che tutto questo portato di buonismi e redenzioni nei nuclei familiari porti le guerre a placarsi dal 24 Dicembre al 6 Gennaio….almeno…. Invece no, no assoluto. Anche sotto l’albero di Natale i regali sanno di infamia e fascismo, tanto quanto solo noi italiani sappiamo fare!!! Basta fare un giro dal giornalaio tanto per fare un esempio.

La nostra cara Hobby & Works, nota casa editrice che in Italia lavora spesso materiali per bambini, uomini e donne annoiate (robbe da uncinetto) e documentari storici: ha avuto la trovata dell’anno (aiutatemi perché ancora non so se è quella dell’anno uscente o di quello entrante).

Il prodotto in questione è : ”Fregi e uniformi della seconda guerra mondiale”. Una bella raccolta a fascicoli e allegati materiali, materiali tangibili, delle potenze guerrafondaie della seconda guerra mondiale! E dove sta la merda di questo sistema, peraltro accessibile a tutti? lo scrivo sta proprio nell’allegato… Deliziose spillette con simboli che fanno, probabilmente, ancora troppa poca paura: svastiche, croci uncinate, aquile rampanti.

La hobby & works, che già da tempo si era capito essersi bevuta il cervello, non solo continua a smerciare a prezzi economici il trash italiano strategico, quello degli inizi, quando ancora si cercava di capire come lobotomizzare una nazione con ”filmetti maliziosi” (gerry calà, budd spencer e terence hill, spaghetti western, tomas milian e molti altri mostri nostri). Non solo continua inperterrita a venderci ”Mussolini e il fascismo”….ma avendola, sempre probabilmente è, sottovalutata negli anni di attività economica s’è ben bene specializzata nell’argomento terzo Reich.

Così visitando il loro chiarissimo sito internet, chiaro quanto le loro intenzioni, nello spazio di pubblicità dei prodotti in commercio, su 7 prodotti alla voce ”storia”, ben 3 sono dedicati ad hitler, uno al fascismo, uno alle miniature dell’esercito italiano, uno ancora ai distintivi militari!!!!!!
http://www.hobbyeworkpublishing.it/public/prodotto.asp?qsIdprodotto=1347&qsIdsottoarea=269

Questo qui sopra i vostri occhi è il link di quello che potete comodamente trovare dal vostro giornalaio di fiducia. Il link di ”Fregi e uniformi della seconda guerra mondiale”. Con soli 4.90 € potete portarvi a casa un bel fascicoletto con una bella medaglia di non mi interessa neanche quale grado del terzo reich, una bella, innocente medaglietta con sopra ovviamente una bella svastichetta… Visitatevelo questo link, godetevene le immagini a destra del vostro video. Sono le prossime uscite, si le prossime. Ma in foto non ci sono spille dell’ urss o degli us….nooo, noooo troppo facile. Solo spillette ancora una volta naziste, c’è solo spazio ancora una volta per le svastiche! Il simbolo del delirio di onnipotenza e della distruzione sistematica dell’essere umano in nome del concetto: ”puro”=”normale”.

Chi sa che senso di potenza potranno donare queste spillette naziste a tutti i ragazzotti che quel braccio destro a mano tesa già lo alzavano come in preda ad un tic??? Chi sa che gusto di grandezza gli conferirà, ora, a tutti questi fascistelli di forza nuova & co. questa spilletta? Chi sà che razza di potenza anche solo silenziosa, ma aggregativa, darà loro questa pubblicità deleteria. Non ne conosco la percentuale, ma di sicuro è una perla a chi porco lo è davvero. Di sicuro è un dolcetto. Un docetto in una notte fredda di un natale italiano dato a chi ancora inneggia al duce e al suo compare tedesco. A chi ancora arma le sue mani nel silenzio della notte e uccide. Perchè se vogliamo prenderci per il culo parliamo di bullismo, ma se vogliamo parlarci da persone grandi allora lo sappiamo e dobbiamo saperlo che questi sono gli I SIGNORI che bastonano i compagni quanto i rom, i gay, le trans-gender, i barboni e chiunque altro gli vada poco a genio.

Se vogliamo prenderci per il culo, seriamente facendolo, continuiamo a dirci che la Hobby & Works offra ”la storia” a tutti passando per il giornalaio e facilitandone la comprensione con l’oggettistica…. Ma se invece questo ci stà stretto, allora chiediamoci dove siano le attenzioni della suddetta azienda per la sinistra storica. Dove stanno i prodotti sui partigiani e i comunisti !!! I documentari su chi ha lottato con la vita per l’indipendenza.

Invito tutti voi a scrivere alla newsletter del sito di cui sopra. Chiedo a tutti voi di chiedere a loro che intenzioni hanno come io sto per fare inviandogli direttamente la presente.

Baci cari di antifascismo continuato

fonte: http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=5548

Indagine su presunta corruzione nella Sanità, il pm Woodcock intercetta nove parlamentari

Il pm Woodcock

ROMA (5 gennaio) – Il pubblico ministero di Potenza,
Henry John Woodcock, ha intercettato indirettamente nove parlamentari nel corso di un’indagine su presunte corruzioni nella sanità della Basilicata.
I nove parlamentari sono
il ministro della giustizia Clemente Mastella, il sottosegretario allo sviluppo economico Filippo Bubbico (senatore Ds), i deputati Salvatore Margiotta (Margherita), Mauro Fabris (Udeur) e Paolo Del Mese (Udeur) e i senatori Antonio Boccia (Margherita), Emilio Nicola Buccico (An), Giancarlo Pittelli (Forza Italia) e Stefano Cusumano (Udeur).

Gli interlocutori. Le intercettazioni risalgono al primo trimestre del 2007 e sono indirette, dal momento che i telefoni sotto controllo erano quelli degli interlocutori dei parlamentari. Tra questi, il presidente della Basilicata Vito De Filippo (controllato il telefono di un suo collaboratore), l’assessore regionale alla Sanità ed ex senatore Udeur Antonio Potenza, l’ex direttore generale dell’Azienda ospedaliera San Carlo di Potenza Michele Cannizzaro e il direttore generale della Asl del potentino Attilio Nunziata.

Richiesta l’autorizzazione del Parlamento. Woodcock ha chiesto al gip Gerardina Romaniello di inoltrare richiesta di autorizzazione al Parlamento per l’utilizzo delle intercettazioni. Il gip ha già svolto un’udienza in camera di consiglio e, prima di decidere sulla trasmissione delle intercettazioni alla Camera e al Senato, ha disposto la trascrizione delle conversazioni telefoniche dei nove parlamentari.

Le telefonate. Nei giorni scorsi era stato diffuso il contenuto di una telefonata tra il ministro Mastella ed il presidente della Basilicata De Filippo. Il primo chiedeva le dimissioni di Cannizzaro dalla direzione del San Carlo, in seguito al coinvolgimento della moglie di quest’ultimo – il magistrato Felicia Genovese – nell’inchiesta sulle toghe lucane condotta dal pm di Catanzaro Luigi De Magistris. La telefonata era stata definita dall’ufficio stampa dell’Udeur una considerazione di carattere esclusivamente politico da parte del ministro. In altre intercettazioni emergono una richiesta di intervento fatta ad un senatore presso una non meglio precisata «commissione di vigilanza» e colloqui finalizzati all’assegnazione di alcuni incarichi pubblici, alle nomine di alcuni commissari e subcommissari in enti pubblici e in alcune fondazioni, e sollecitazioni per la «sistemazione» di alcuni disoccupati. Alcune conversazioni sono generiche o di cortesia (auguri per una nomina), ma Woodcock chiede di poterle utilizzare per descrivere la rete dei rapporti emersi nel corso dell’inchiesta.

fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=16398&sez=HOME_INITALIA