Archivio | gennaio 10, 2008

Due anni di governo Vendola: i padroni ringraziano


La giunta pugliese, con a capo il futuro leader della “cosa rossa”, regala milioni alle imprese

di Michele Scarlino (*)

Dal 14 ottobre dello scorso anno, giorno delle primarie del Partito Democratico che sono state il formale atto di nascita del nuovo partito della borghesia italiana e che videro, tra l’altro, l’elezione a leader di Walter Veltroni, lo scenario politico italiano è in continuo assestamento. Questo avviene sia a destra del Pd con la nascita, seppur confusa e raffazzonata, del Pdl – Partito delle Libertà – di Berlusconi (di cui parliamo in un altro articolo sul nostro sito web) sia a sinistra.
Da allora il progetto socialdemocratico di Bertinotti, “La cosa Rossa”, sostenuto dalla sua nuova (e retorica e fumosa) rivista Prospettive per il socialismo e che da tempo fa capolino dalle colonne di Liberazione e del Manifesto, ha subito una profonda accelerazione.
Come è noto, al progetto partecipano i quattro partiti cosidetti della sinistra radicale, ovvero: Sinistra democratica di Mussi, i Verdi di Pecoraio Scanio (il ministro che ha mandato l’esercito a Napoli per forzare i blocchi della popolazione), i Comunisti italiani di Diliberto e infine Rifondazione Comunista. L’otto ed il nove dicembre scorsi si sono tenuti a Roma i cosiddetti “stati generali della sinistra” che hanno sancito la nascita della Sinistra – L’arcobaleno (questo è il nome ufficiale della “cosa rossa”). Alla fiera di Roma, oltre a vecchi rottami della politica come Occhetto, erano presenti anche tutti i potenziali candidati leader della cosa rossa. E così tra una polemica sull’ordine delle canzoni (con un Diliberto che pretendeva – e con lui il proletariato tutto – di finire l’assemblea con “Bella Ciao”… come a dire che quando c’è da lottare per una cosa giusta non ci si tira mai indietro…) e un’altra sull’ordine degli interventi (che una platea sonnecchiante non ha finito nemmeno di sorbirsi perché la sala si è svuotata prima della fine) ha fatto la sua prima comparsa da candidato in pectore, il pugliese Nichi Vendola. E’ stato lì indicato come il più probabile leader del nuovo (solo cronologicamente, non politicamente) soggetto.

Ma chi è questo Vendola?

Vendola inizia a fare politica nel Pci e, non aderendo alla svolta della Bolognina, contribuisce a fondare Rifondazione Comunista. Dopo alcuni anni in Parlamento, e alcuni voti scandalosi, come ad esempio quello favorevole alla Turco-Napolitano (ovvero ha votato per l’istituzione dei Cpt), nel 2005 ha vinto le primarie del centrosinistra in Puglia ed è stato eletto, con grande sorpresa, a governatore della regione.
L’elezione di Vendola avvenne anche grazie al contributo di tanti militanti che, credendo realmente nella “primavera pugliese”, spesero tutte le loro energie per l’elezione del “compagno Nichi”. La sua elezione suscitò in molti, nel mondo “largo” della sinistra, ma anche tra lavoratori e studenti, tante aspettative che, come vedremo, sono state ampiamente disattese. Il governo Vendola è la “cosa più a sinistra” che si possa avere a oggi secondo i dirigenti parolai di Rifondazione. In Puglia siamo fortunati… abbiamo il governo più progressista d’Italia! Ma vediamo cosa hanno prodotto due anni di governo a braccetto con la Confindustria barese. A due anni e mezzo dalla sua elezione è ormai possibile verificare cosa è stato per i pugliesi il governo Vendola.
Il bilancio non è sicuramente positivo per i lavoratori, ma lo è molto di più per le imprese pugliesi che sono state letteralmente sommerse di denaro pubblico: dall’Ikea all’Ilva, dalla Getrag alla Bosch, tutte le più grandi multinazionali con proprie sedi in Puglia hanno beneficiato della dolce brezza primaverile…

Dalla cacciata di Petrella ai fiumi di milioni alle grandi imprese

Sicuramente la delusione più bruciante per i militanti e i compagni che Vendola hanno sempre sostenuto è stata quella della vicenda dell’Acquedotto pugliese (sul nostro sito si possono leggere vari articoli sulla vicenda). Vendola in campagna elettorale aveva promesso – e su quella promessa è stato votato – il passaggio dell’Aqp da impresa (Spa) quale è ad ente pubblico (come era sino a qualche anno fa). Subito dopo la sua elezione chiamò a dirigere l’Acquedotto Riccardo Petrella, massimo esperto nel campo e forte sostenitore della ripubblicizzazione dell’Aqp. Dopo circa un anno di immobilismo, Petrella espresse la volontà di riportare l’acquedotto a ente pubblico e venne da Vendola prontamente cacciato per dar spazio a Monteforte (Udeur) che aveva appena finiti di privatizzare la multiservizi di Pesaro.
Ma Vendola con gli Enti pubblici non deve avere un buon rapporto… appena ne vede uno cerca di privatizzarlo. E’ il caso dell’Ente “Fiera del Levante”, la più grande fiera campionaria che si svolge nell’area del mediterraneo. Vendola ha pianificato, insieme al presidente della Fiera, un piano di privatizzazione delle stessa ed offre (incredibile!) anche 22 milioni di euro ai privati per la gestione della fiera. Della serie: ti do la fiera e ti do anche i soldi per gestirla!
Effettivamente soldi alle imprese Vendola ne ha dati parecchi. Il presidente della Confindustria di Bari si è dichiarato molto soddisfatto per il trattamento riservato alle aziende pugliesi; come dargli torto del resto: “Divani & Divani” di Natuzzi ha ricevuto milioni di euro a fronte di 2500… nuovi assunti, penserete voi… macchè. A fronte di 2500 licenziamenti nei prossimi 3 anni. E poi la Getrag di Bari avrà 18 milioni di euro (a fronte di altri 200 licenziamenti), la Bosch, famosa multinazionale, avrà 10 milioni di euro, la Ikea di Bari non paga un dipendente dalla sua apertura avvenuta sei mesi fa (gli stagisti sono pagati con fondi europei e regionali…), poi c’è la Trascom di Modugno con 2 milioni di euro e la ferrovia privata Bari Nord che ha ricevuto 10 milioni di euro. E potremmo continuare con nomi di altre aziende beneficiate dal “compagno” del Prc.
Effettivamente, mettendosi nei panni del presidente barese di Confindustria, non ci si può lamentare dal trattamento riservatogli dalla giunta Vendola.
Se questa è la politica economica pugliese, sul campo dei “diritti” le cose non vanno meglio. Vendola mente spudoratamente quando dice che non ci sono soldi per un reddito sociale per i disoccupati (basterebbe la metà di quanto dà alle aziende per far campare ogni pugliese molto più che dignitosamente). Persino il progetto di “Pacs” che si voleva fare in Puglia è miseramente naufragato dopo il veto della Cei pugliese (che in cambio ha ricevuto milioni di euro, circa 22, per il finanziamento degli oratori).
Neanche è molto chiara la situazione nella Sanità. In Puglia si spendono miliardi di euro per la sanità (circa 7), una cifra enorme. A rigor di logica dovrebbe esserci un ospedale in ogni città, ma non è così. Nonostante tutti i soldi spesi si tagliano posti letto e aumentano… le cliniche private.
Sarà che un assessore regionale (alla Sanità!) ha intestate a suo nome parecchie cliniche?
Ma Vendola non si ferma e nei suoi discorsi parla di alterità che non deve spaventare l’identità, solo se contaminata dall’idea dell’altro… e altri discorsi pseudopedagogici di quarta categoria.

Di cosa c’è bisogno? Non certo di altri venditori di fumo

Il futuro leader della cosa rossa, come si vede, ha un bel curriculum fatto di privatizzazioni, delocalizzazioni “concertate” e promesse non mantenute. Di certo l’arte oratoria non gli manca e, come venditore di fumo, è promosso a pieni voti. Sicuramente sarà un affidabile leader per la borghesia italiana. Oltre le parole, però, la gente avverte su di sé la fatica del vivere con le pensioni al lumicino, con salari bassi che non reggono più il costo della vita. Avverte le ingiustizie delle promesse non mantenute.
Il progetto socialdemocratico della “Cosa Rossa” servirà a mantenere vivi elettoralmente partiti morti politicamente. Ai militanti veri, a cui interessa spendere le proprie energie per migliorare la condizioni dei lavoratori, degli studenti e dei disoccupati e non le percentuali elettorali di qualche “Cosa” non meglio identificata, diciamo che quello di cui c’è bisogno è un partito, non di una “cosa”. Di un partito comunista e rivoluzionario, non semplicemente “rosso”, con un chiaro programma di opposizione al governo Prodi e a tutti i governi della borghesia più o meno di “sinistra”; che riparta dalle lotte di questi mesi, dal no alla guerra al no al referendum, e dai bisogni reali delle masse popolari.
Di questo c’è bisogno!

(*) coordinamento Sezione PdAC Barletta

www.partitodialternativacomunista.org

Liberati i due ostaggi delle Farc

Sono Clara Rojas, segretaria della Betancourt, e Consuelo Gonzales
La mediazione condotta dal leader venezuelano. La Croce rossa: “Sono in mano nostra”

Il presidente Chavez: “Stanno bene”

Hugo Chavez in tv dà informazioni sulla liberazione degli ostaggi in mano alle Farc


CARACAS
– Sono liberi i due ostaggi delle Farc che la guerriglia colombiana aveva promesso di consegnare al presidente venezuelano Hugo Chavez. Il leader di Caracas ha detto di aver già parlato con Clara Rojas, amica personale e segretaria di Ingrid Betancourt, e con l’ex parlamentare Consuelo Perdomo Gonzales.

GUARDA IL VIDEO

In una dichiarazione ai media a Caracas, Chavez ha detto di avere avuto la notizia dal ministro dell’Interno venezuelano Rodriguez Chacin. La liberazione è stata confermata dalla Croce rossa internazionale. “Sono nelle nostre mani. Siamo molto felici. La prossima fase è la partenza degli elicotteri nelle prossime ore dal luogo del rilascio” ha dichiarato Barbara Hintermann, portavoce del comitato internazionale della Croce Rossa.

Non nascondendo la sua emozione, Chavez ha detto: “Ho appena parlato con Clara e Consuelo”. E ha aggiunto che entrambe sono in buone condizioni fisiche, secondo quanto gli ha confermato il ministro dell’Interno Chacin.

La liberazione di Clara Rojas e di Consuelo Gonzalez, era stata promessa il 18 dicembe scorso dalla guerriglia ma era saltata nella settimana tra Natale e Capodanno quando l’operazione organizzata in pompa magna da Chavez (alla presenza del regista Oliver Stone) era stata improvvisamente annullata.

Clara Rojas, ex candidata alla vicepresidenza, venne sequestrata insieme ad Ingrid Betancourt il 23 febbraio del 2002 ma fin dalle prime settimane del rapimento le due donne furono separate e hanno trascorso gran parte della prigionia in zone diverse della selva colombiana senza sapere nulla l’una dell’altra. Durante la prigionia, la Rojas ha avuto un figlio con un guerrigliero, il piccolo Emmanuel. Il bambino era stato inizialmente inserito tra gli ostaggi che i guerriglieri avrebbero rilasciato ma poi si è scoperto che non era più nelle loro mani ma in un centro di assistenza. Proprio Emmanuel è stato chiamato il piano architettato da Chavez e accettato dal presidente colombiano Alvaro Uribe, per riportare a casa gli ostaggi, cui è stato dato il via libera il 26 dicembre.


La liberazione delle due donne riaccende ora le speranze di una soluzione anche per la Betancourt e per gli altri cinquanta ostaggi della guerriglia. Ma le posizioni del governo di Bogotà e della guerriglia sono molto lontane. Le Farc vogliono una zona smilitarizzata piuttosto ampia (i municipi di Pradera e Florida) per negoziare uno scambio umanitario mentre il governo è disposto a concedere solo uno spazio ridotto e gestito dalla Chiesa.

(10 gennaio 2008)

fonte:

ROGO THYSSENKRUPP: dai deputati solo 9 euro a testa

L’ULTIMA VERGOGNA DELLA CASTA

Colletta per le famiglie delle vittime:
dai deputati solo 9 euro a testa

La cifra era così irrisoria che aveva portato nella cassa del fondo 6mila euro: così i gruppi parlamentari sono intervenuti. Risultato: dopo l’Epifania la raccolta è arrivata a 12.500 euro.

ROMA, 10 GENNAIO 2008 – Nove euro a testa. E’ questa la cifra che i 630 parlamentari hanno versato nel fondo istituito a favore delle famiglie delle vittime del rogo dell’acciaieria di Torino. Risultato: 6.000 in tutto. Una cifra ridicola.

La colletta, come riporta ‘Il Giornale’ era iniziata prima di Natale e aveva raccolto 1300 euro. Preoccupati per la gogna mediatica, i deputati hanno rimesso mano al portafogli, così la cifra è salita a 6mila euro. Somma misera, tanto che i gruppi parlamentari sono intervenuti. Risultato: dopo l’Epifania la raccolta è arrivata a 12.500 euro.

L’imbarazzo alla Camera è cresciuto quando si è scoperto di aver fatto una colletta di molto inferiore a quella organizzata dai dipendenti di Montecitorio che hanno un’associazione chiamata “Gruppo di solidarietà” che ogni anno organizza una raccolta interna di fondi da devolvere in beneficenza. Più della metà partecipa versando la paga di una giornata lavorativa o di mezza: ogni anno raccolgono tra i 25 e i 35mila euro.

All’indomani della tragedia della Thyssenkrupp, infatti, gli animatori del Gruppo hanno inviato un primo aiuto concreto alle famiglie delle vittime. Due deputati, il verde Poletti e Bernardo di Forza Italia hanno scoperto l’iniziativa e hanno deciso di promuoverla tra i colleghi a cui hanno indirizzato una lettera perchè gli onorevoli contribuissero alla raccolta benefica “poichè – si legge – questo tragico evento non può lasciare inerti le nostre coscienze e siamo certi che avremo la vostra solidarietà”.

A poco è valso lo sforzo, la somma raccolta è salita di poco, prima a 6mila euro poi, dopo l’Epifania, ha raggiunto i 12.500 euro grazie alla sottoscrizione in extremis dei gruppi parlamentari, i singoli invece continuano a latitare. Il verde Poletti inizia però a spazientirsi: “Se i miei colleghi non si svegliano, renderò pubblici i nomi”.

fonte: http://qn.quotidiano.net/2008/01/10/58675-colletta_famiglie_delle_vittime.shtml

LA REGOLA SENZA L’ECCEZIONE

La regola senza l’eccezione perché i lavoratori erano in turno da 12 ore;

la regola senza l’eccezione perché gli impianti erano obsoleti;


la regola senza l’eccezione perché la fabbrica era in via di
dismissione;

la regola senza l’eccezione perché gli idranti ed i mezzi antincendio non funzionavano;


la regola senza l’eccezione perché lì si lavorava, o meglio come si diceva una volta, lì si
buttava il sangue.

la regola senza l’eccezione perché della storica Krupp si tratta, la Krupp
degli armamenti al Reich, Thyssen ha appena il 3% del gruppo..

La regola senza l’eccezione perché la chiusura della ThyssenKrupp di
Torino, annunciata nel gennaio scorso, doveva avvenire il più presto possibile: la produzione doveva migrare verso lidi più convenienti: Brasile, Cina.

La regola senza l’eccezione perché la produzione tradizionale dell’acciaio

in Italia è destinata alla chiusura, presto toccherà anche a Terni.

Tutte queste regole senza eccezioni hanno fatto traboccare l’olio e condannato al rogo gli operai: che trabocchi la rabbia dei lavoratori e che si assista a roghi di rivolta.

fonte: http://www.antoniod-addio.it/blimundart/index.php?option=com_content&task=view&id=105&Itemid=72

Maria Ciancarella, Comunicato Stampa: PROBABILE FALSIFICAZIONE DECRETO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

RICEVIAMO DALL’AMICO (via e-mail) MARIO CIANCARELLA E PUBBLICHIAMO

firme autentiche

COMUNICATO STAMPA

LA PROBABILE FALSIFICAZIONE DI UNA SOTTOSCRIZIONE: DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 11 OTTOBRE 1983


Con raccomandata del 20 Ottobre 1983 Ciancarella Mario, al tempo Capitano Pilota in SPE della Aeronautica Militare, veniva informato dai suoi superiori della 46^ AB del provvedimento emesso “dal Signor Ministro della Difesa” nei suoi confronti, ovverosia di essere stato raggiunto da sanzione di stato, consistente in perdita del grado per rimozione perche’ “non riconosciuto meritevole di conservare il grado”.

Con successiva corrispondenza il Ciancarella, rammentando all’Amministrazione di ricoprire il ruolo di Capitano e quindi di essere un Ufficiale, denunciava l’adozione di un provvedimento, quello ministeriale, privo di fondatezza normativa, sollecitando l’esibizione di idoneo provvedimento ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 70 n. 4 Legge 113/1954.

Il relativo decreto del Presidente della Repubblica non gli veniva formalmente notificato, ne’ gli veniva consegnata copia del documento.

Nel 1992, a seguito delle polemiche derivate dalla morte di Sandro Marcucci, su sollecitazione del Ciancarella, la Aeronautica produceva una copia del decreto di perdita del grado presuntivamente firmato dal Presidente Pertini.

Ciancarella, pero’, ha sempre sostenuto di ritenere che quella firma del Presidente, apposta sul documento inviatogli in copia, fosse falsa.

Oggi, dopo una vana ricerca – durata quindici anni – grazie anche alla disponibilita’ e determinazione dello Studio Legale dell’Avvocato Sergio Novani, Ciancarella ha ricevuto dalla Dott.ssa Rosalba Bonati, perita calligrafica incaricata, gli esiti di una consulenza grafologica in cui si conclude che “con ottima probabilità, la firma in verifica (cioe’ quella apposta in calce al decreto presidenziale consegnato dalla aeronautica) non appartiene al Presidente della Repubblica in carica nel 1983, Sandro Pertini”.

Lo Studio dell’Avvocato Novani sta ora studiando le forme piu’ opportune ed efficaci per ottenere dalle istituzioni giurisdizionali e politiche un “chiarimento” alla luce delle risultanze peritali e quindi il riconoscimento dei conseguenti diritti di Ciancarella.

Tuttavia Ciancarella ed il legale che lo assiste desiderano fin d’ora che la pubblica opinione sia informata dell’inusitato esito della perizia calligrafica, sebbene in sintonia con quanto Ciancarella aveva sempre denunciato e sostenuto.

Oggi e’ il tempo di dare informazione sulle risultanze di una perizia che, dopo oltre venti anni, rimette in discussione la legittimità di un provvedimento che ha devastato la storia personale e familiare di una persona da sempre impegnata per la affermazione dei valori costituzionali e democratici.

Studio Legale Avv. Sergio Novani

Mario Ciancarella


DAL SITO DI RITA ATRIA

il decreto di radiazione
Partecipa al gioco di società “confronta la firma” … e poi…
NO COMMENT- LA PAROLA AI PERITI
Come regola vuole

Per scaricare l’intero documento:

perizia_caligrafica_cianca.pdf

<!– perizia_caligrafica_cianca.pdf
–> perizia_caligrafica_cianca.pdf
<!– perizia_caligrafica_cianca.pdf
–> function s2f_click() { window.open(‘http://sendtofriend.filefront.com/9410582&#8242;,’_blank’,’toolbar=0,status=0,width=590,height=930′); return false; } var adShown = 0; function postDownload() { if(adShown != 1) { gtd2(‘live.php?page=checkdl&filePath=%2Fpersonal%2Fa%2Fandy835%2Fperizia_caligrafica_cianca.pdf’,’9410582′) } }

Filename perizia_caligrafica_cianca.pdf
File Size 17.13 MB (17,963,577 Bytes)

Rifiuti – Commenti dalla Rete e Commento di Elena

“Purtroppo per arrivare a costruire tre termo valorizzatori (inceneritori) si è dovuto ricattare la popolazione con l’immondizia nelle strade. Ora più nessuno si ribellerà alla costruzione degli inceneritori, non ci saranno sindaci di dx o sx, non ci saranno cardinali o ambientalisti. Tutto ben organizzato: la settimana di natale Napoli piena di immondizia… ne un mese prima ne un mese dopo…”

..

“Ieri sera a Porta a porta le uniche soluzioni prese in considerazione sono state DISCARICHE ed INCENERITORI, ovvero quelle insostenibili! Nemmeno il Ministro dell’Ambiente ha parlato di altre possibilità(che sono anche più veloci da realizzare): di RACCOLTA DIFFERENZIATA (a Milano quando ci fu l’emergenza in 4 settimane si passò dal 3% al 33%), di COMPOSTAGGIO, di TRATTAMENTO MECCANICO BIOLOGICO, di RIDUZIONE dei rifiuti (che in Italia invece crescono, anche se i consumi diminuiscono),di RIPROGETTAZIONE degli oggetti non riciclabili, di ISOLE ECOLOGICHE, di RIUSO, di RIPARAZIONE, di prospettiva RIFIUTI ZERO; di raccolta differenziata “PORTA A PORTA” e dei vari metodi con cui si fa in Italia; dell’incentivazione alla differenziata con la TARIFFA SUI RIFIUTI (TIA)al posto della Tassa che si paga al metro quadro (TARSU),in modo che, civilmente, paghi di più chi più inquina,e di meno chi differenzia;di accelerare il passaggio dalla TARSU alla TIA, strumento principale per raggiungere alte percentuali di raccolta differenziata (fino all’84% come dimostra il comune di Capannori).”

“Riporto un link:
http://www.ambientesalute.org/index.php?option=com_content&task=view&id=162&Itemid=70

In questo blog si è spesso scritto sui risultati ottenuti nel comune di Montebelluna. Personalmente temo che, allo stato attuale, si debba far ricorso a degli inceneritori, ma sarebbe criminale escludere a priori altre soluzioni anche se si suppone a priori che siano difficilmente realizzabili. D’altra parte alle popolazioni di Pianura e di altri posti si potrebbe dire che se non vogliono l’inceneritore devono mettersi in gioco ed accettare di impegnarsi a fondo collettivamente per una soluzione alternativa. Io non posso valutare in concreto quanto ottenuto a Montebelluna, ma il sindaco ha detto qualcosa di sacrosanto: “non si può dire no all’inceneritore se non si ha una alternativa”. I cittadini campani devono rimboccarsi le maniche se non vogliono gli inceneritori. Perchè lo stato italiano non finanzia dei consiglieri sul tipo del sindaco di Montebelluna? Fra le migliaia di consiglieri dannosi e pagati profumatamente, pagare dei consiglieri utili non è usuale in questo paese, ne convengo, ma sforzandosi forse lo si può fare, specie in casi di “emergenza”. Perchè l’on Di Pietro non si impegna a fondo su questo fronte? Cercar di sbatter via Bassolino o pubblicare delle lettere dove il no non si accompagna da proposte positive può essere utile, ma battersi per far uscire quelle popolazioni da una disperante posizione di rifiuto mi sembra decisamente più importante.”

http://www.antoniodipietro.com/2008/01/pianura_italia_1.html

..

”… Molti fra voi leggeranno moltissime inchieste dalle quali emerge una sequenza costante: la colpa della spazzatura per le strade è di Bassolino e della Jervolino i quali, bloccati dagli ambientalisti, non hanno costruito le discariche e gli inceneritori (adesso si chiamano termovalorizzatori). La Camorra sulla spazzatura ci fa gli affari e appoggia le manifestazioni popolari solleticando la rivolta popolare con la sindrome di Nimbi. Un bel quadretto, non c’è che dire. Ha solo la ormai comunissima caratteristica che è un quadretto propagandistico e falso come una banconota da 11 Euro. Non spiegherò mai più perché i “termovalorizzatori” non sono la soluzione di nulla ma possono solo essere un elemento che posto al termine di un percorso lungo e complesso può dare il suo contributo. Rimando alla lettura di un piccolo libro scritto da un bravo italiano, morto giovane, si chiamava Giovanni Alberto Agnelli, già Presidente della Piaggio. Se non ricordo male il libro uscì nel 1994 e si chiamava “Verso un mondo meraviglioso”, uno di quei libri che ho regalato a qualcuno che è sparito con il libro.Ma se lo trovate leggetelo e vedrete quante potenzialità hanno quelli che chiamiamo rifiuti.

Non spiegherò mai più che la Camorra, o come si dice adesso, ‘O Sistema, non è una cosa isolata ed esterna alla società di Napoli e Caserta. La Camorra sono decenni che traffica, tra l’altro, i rifiuti speciali, tra le zone industriali d’Italia e d’Europa e le aree di Napoli e Caserta. Anche qui un libro più recente racconta bene: Gomorra di Roberto Saviane, oppure ‘O Sistema di Matteo Scanni.

Ma all’emergenza bisogna rispondere in fretta. Non si può pensare di convincere una popolazione in tempi brevi, specialmente se vi sono persone abituate a buttare la spazzatura per strada e poi a protestare perché c’è la spazzatura per strada. Educare è cosa lunga e complessa e non si può educare chi non vuole essere educato.

E all’emergenza occorre fare fronte, e il Governo riapre le discariche e accelera i “termovalorizzatori”. Sono felici ora i grilli parlanti, finalmente hanno coperto le imprese che gestiscono discariche e termovalorizzatori, come se discariche e termovalorizzatori alla camorra fossero sconosciuti!!!

E allora che fare? Solita domanda, solita risposta: studiare e avere l’umiltà di chiedere a chi ne sa più di noi.

Avendo letto che il Prof. Paolo Plescia del CNR ha brevettato un sistema (THOR) per la gestione dei rifiuti indifferenziati, mi sono permesso di scrivergli e di invitarlo alla mia scuola per tenere un seminario. Il Prof. Plescia, gentilissimo, mi ha dato la sua disponibilità.

Il sistema THOR, semplicemente tratta i rifiuti indifferenziati e produce pallets e, con un ulteriore trattamento, gasolio per autotrazione. Sarà economicamente conveniente, sarà ecologicamente efficace? Basta chiedere. Esiste qui, nella mia provincia di residenza, oltre che in quella di lavoro, un qualcuno interessato ad ascoltare? Se esiste mi faccia sapere, chiederò al Prof. Plescia di mettersi a disposizione un altro giorno. Ah, dimenticavo, il Prof. sarebbe ben felice di illustrare in italiano il suo sistema, ormai ingegnerizzato e tranquillamente installabile (www.assing.it).”

http://www.diario_di_bordo.ilcannocchiale.it/


Il commento di Elena

Questi sono alcuni commenti in cui mi sono imbattuta (quelli di cui sopra, n.d.m.) girovagando per la rete – oltre ovviamente alla pletora di commenti che insultano i napoletani, danno addosso ai Verdi e inneggiano alla costruzione degli inceneritori. Dall’altra parte ci stanno le Regioni ricche come la Lombardia, che si dimostrano come sempre un modello di civiltà: quella dei ricchi egoisti. Infatti da loro viene il NIET all’aiuto per lo smaltimento – almeno quello più urgente – dei rifiuti.

E poi, l’informazione pubblica. La perla RAI: martedì a Ballarò c’era il Letta del centrosinistra e Castelli del centrodestra, ma poiché l’”emergenza” rifiuti non era l’unico tema all’ordine del giorno, non c’era altro. Né il vituperato Pecoraio Scanio, né uno scienziato in grado di dare spiegazioni obiettive e soluzioni alternative – quasi a sottendere che non ce n’è.

Ho fatto le mie brave considerazioni da bastian contrario e queste sono le conclusioni che ne ho tratto: sull’assenza di Pecoraio Scanio, può anche essere che sia stato invitato ed abbia declinato. Non perché effettivamente colpevole di tutti i mali propagandatici in questi giorni (perché, come giustamente ricordava qualcuno, tra l’altro lui è in carica da nemmeno due anni ed il problema dei rifiuti è molto più vecchio) ma semplicemente perché andare in trasmissione e dire la verità più scomoda avrebbe significato dare la spallata al governo che non è riuscita a Berlusconi. Infatti avrebbe dovuto dire qualcosa circa le convenienze trasversali sulla gestione del problema. Per arrivare ai famosi quattordici anni infatti non bastano i quasi due anni di governo di centrosinistra ormai, più cinque di centrodestra: bisogna tirare in ballo anche le amministrazioni precedenti. E se, come di consueto, qualsiasi voce non di dissenso ma semplicemente alternativa viene messa a tacere, dalla politica come dall’informazione, ecco che il gioco è fatto. I cinesi – quelli “vecchi” hanno un modo di dire che qualcuno ha applicato al massimo grado: “siediti sulla sponda del fiume ed aspetta: prima o poi passerà il cadavere del tuo nemico”. Nella fattispecie, inutile forzare i tempi: basta lasciare che il problema continui (i cumuli aumentino) ed ecco che, all’improvviso, non c’è più alcuna alternativa ragionevole agli inceneritori (che appunto, adesso sono assurti all’onore del nome di “termovalorizzatori”). Hanno qualche controindicazione? Sì, cioè forse, ma non si può fare altro… Come per l’inquinamento da automobili si è fatto tutto tranne perfezionare i progetti di auto a combustibile alternativo (il “miglior risultato” è stata la benzina verde, che fa niente se a suo modo inquina…) e adesso ci impongono tasse di ingresso nelle città; come per l’energia da petrolio in esaurimento, e ora si riparla di nucleare e centrali a carbone… basta aspettare, e poi dare la colpa alle cassandre che si ostinano a volere un altro mondo.

E soprattutto, niente paura: adesso ci pensa De Gennaro che, a Genova, ha già dimostrato di sapere come si trattano i manifestanti…

Napoli, assalto ai vigili del fuoco

Nel Rione Toiano teppisti hanno incendiato della spazzatura e atteso i pompieri che sono stati picchiati. Lanciate bombe carta. Un mezzo distrutto e sette feriti

Corteo pacifico per le vie del centro

Migliaia di manifestanti nel centro storico: “Non permetteremo si sversi nulla a Pianura”
Il ministro dell’Interno convoca una riunione per “vederci chiaro in questi ripetuti attacchi

L’autobotte dei vigili del fuoco data alle fiamme


NAPOLI
– Giornata di calma relativa nel napoletano, segnata, però, da momenti di vera e propria guerriglia urbana. Dopo gli scontri tra gli abitanti di Pianura che si oppongono alla discarica e le forze dell’ordine, oggi tutta l’attenzione è stata concentrata sulla manifestazione che nel tardo pomeriggio si è snodata lungo le strade di Napoli. Una manifestazione pacifica, guastata dalla notizia di un agguato (nel Rione Toiano, lontano dal corteo) contro due squadre dei vigili del fuoco, con le loro autobotti che sono state assaltate ed incendiate. Sette pompieri sono stati ricoverati in ospedale. In precedenza anche una pattuglia dei carabinieri era finita nel mirino di un gruppo di teppisti. In serata gli abitanti di Pianura sono tornati a presidiare la discarica.

L’assalto ai pompieri.
Il raid contro i vigili del fuoco è avvenuto al Rione Toiano, nella zona dei Damiani, dove un’autobotte stava intervenendo per spegnere un incendio di spazzatura. Poco dopo le 19.30 due squadre dei vigili del fuoco arrivate di rinforzo da Foggia e di stanza alla caserma di Pozzuoli (Napoli) sono state aggredite da una trentina di teppisti, con i volti coperti da sciarpe o passamontagna. Sono stati loro ad appiccare il fuoco alla spazzatura, dopodiché il gruppo ha atteso l’arrivo dei pompieri per picchiarli.

Il primo automezzo è stato bersagliato di un lancio di pietre, poi i teppisti hanno bloccato le ruote con un estintore. All’interno dell’abitacolo sono state fatte esplodere due bombe carta, mentre i cinque vigili dell’equipaggio cercavano riparo nel secondo automezzo. Anche all’interno di quest’ultimo è stata lanciata una bomba carta. Alcuni pompieri sono stati feriti dalle schegge di vetro provocate dall’esplosione, mentre altri sono stati raggiunti dalle pietre scagliate dagli aggressori. Alla prima autobotte i teppisti hanno poi appiccato le fiamme, l’altro veicolo è stato seriamente danneggiato.

Poco più tardi anche contro gli altri due automezzi giunti per spegnere l’incendio dell’autobotte sono state lanciate pietre. I protagonisti del raid hanno costretto i due equipaggi a restare all’interno dei camion e a non intervenire per domare le fiamme. Anche un’auto dei carabinieri che transitava nella zona è stata bersagliata da una sassaiola.


Sassi contro i carabinieri. In mattinata quattro persone, tra le quali un 17enne, sono state arrestate per un blocco stradale con un lancio di sassi contro i carabinieri intervenuti sul posto. E’ accaduto all’altezza dello svincolo di Monteruscello Sud della strada statale VII quater dove circa 40 persone hanno occupato la carreggiata in entrambi i sensi di marcia, costringendo l’Anas e la polizia stradale a deviare il traffico agli svincoli di Cuma in direzione Nord e di Licola in direzione Sud. Alcune delle persone erano con il volto coperto, per cui sono intervenuti i militari dell’Arma per identificare i manifestanti.

Un gruppo ha opposto resistenza, mentre altre persone ai margini della carreggiata hanno iniziato un fitto lancio di sassi contro i carabinieri. Riportata la calma, i militari hanno effettuato gli arresti. Un carabiniere nello scontro ha riportato lesioni lievi guaribili in 4 giorni e un mezzo dei militari dell’Arma è stato danneggiato. I maggiorenni sono trattenuti in attesa di rito direttissimo mentre il minorenne è stato accompagnato ad un centro di prima accoglienza.

Amato convoca vertice.
Il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, ha convocato per domani mattina al Viminale una riunione con il Capo della Polizia, il Comandante generale dei Carabinieri e il Direttore dell’Aisi, il servizio segreto per la sicurezza interna, per una valutazione della situazione dell’ordine pubblico a Napoli e in Provincia. Amato, in particolare, riferisce il suo portavoce, “vuol vederci chiaro in questi ripetuti attacchi ai Vigili del Fuoco. L’ultimo di questa sera sembrerebbe essere stato proprio un agguato teso a freddo. Non a caso i Vigili del Fuoco sono disarmati e soprattutto, ha commentato Amato, sono coloro che spengono i roghi”.

Il corteo. Un lungo e fitto corteo, in testa gli abitanti del quartiere di Pianura, dietro tutte le sigle possibili, dalle cosiddette liste storiche dei disoccupati come i “Banchi nuovi” ai no-global e gli amici di Beppe Grillo, le Assise per Bagnoli e il Meetup di Napoli; ma anche semplici cittadini e curiosi. E soprattutto, oltre le fiaccole, le bandiere con falce e martello, quelle con Che Guevara, gli immancabili cartelloni contro il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino e il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, e due slogan: “Non permetteremo si sversi nulla a Pianura” e “basta inceneritori, sì alla raccolta differenziata”.

La protesta del quartiere ovest di Napoli è partita poco dopo le 17.30 da piazza del Gesù Vecchio, nel pieno del cuore storico della città. Su un grande striscione ottenuto da due pezzi di lenzuolo cuciti insieme, campeggiava la scritta ‘Regione spazzatura-congiura su Pianura’.

Il corteo si è poi diretto verso la prefettura con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e coinvolgerà in una battaglia per non riaprire una discarica che ha ingoiato rifiuti anche pericolosi per 43 anni da tutta la regione. Al neo commissario De Gennaro i manifestanti hanno chiesto di lasciare l’area e alle istituzioni di rivedere il piano di smaltimento dei rifiuti, dando soprattutto uno slancio alla differenziata.

Il corteo si è sciolto in maniera pacifica dopo essere giunto alla prefettura di Napoli al termine di un percorso che ha interessato la zona più centrale di Napoli. In migliaia hanno sfilato, soprattutto donne e bambini, ma con una percettibile ‘separatezza’ tra la gente comune, gli abitanti del quartiere di Pianura e i gruppi più legati alla politica.

Le persone in testa al corteo hanno sfilato portando sacchetti di immondizia e decine di buste di plastica per rifiuti, che sono state accumulate davanti alle camionette di polizia. Qualcuna è stata anche lanciata insieme a uova contro la sede del commissariato rifiuti in via Medina durante il passaggio della manifestazione.

Presidio notturno. Terminata la manifestazione decine di persone sono tornate a presidiare l’ingresso della Contrada Pisani, in via Montagna spaccata. Resta il blocco a pochi passi, rinforzato con un camion che impedisce di imboccare la strada, rendendo difficile il transito al buio anche a piedi. Lungo via Montagna spaccata sfrecciano anche i motorini. In sella giovanissimi che intonano cori da stadio e suonano prepotentemente il clacson. Fra gli striscioni di protesta, all’ingresso del presidio, campeggia anche uno slogan che cerca di incanalare la protesta, “Pianura non violenta”.

(9 gennaio 2008)

fonte: http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/cronaca/rifiuti-3/rifiuti-incidenti/rifiuti-incidenti.html