Archivio | gennaio 16, 2008

Mastella: «Concussione» nei confronti di Bassolino

Nei guai i Mastella e l’Udeur campano

Indagato il ministro, arresti domiciliari alla moglie. Custodia cautelare anche per il sindaco di Benevento

NAPOLI – C’è anche una presunta concussione ai danni del presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, alla base del terremoto giudiziario che sta mettendo in difficoltà il vertice dell’Udeur. E’ quanto si è appreso nel tardo pomeriggio, dopo una frenetica giornata che era incominciata con la notizia di un provvedimento di custodia cautelare nei confronti di Sandra Lonardo, moglie del Guardasiglli Clemente Mastella, a cui avevano fatto seguito prima le dimissioni del ministro, poi una raffica di una ventina di altri provvedimenti giudiziari nei confronti di diversi esponenti dell’Udeur campano. E, infine, la notizia della presenza dello stesso Mastella nel registro degli indagati.


Mastella, a cui sono stati contestati sette reati (concorso esterno in associazione per delinquere, due episodi di concorso in concussione e uno di tentata concussione, un concorso in abuso d’ufficio e due concorsi in falso),risulta sotto indagine assieme al consuocero Carlo Camilleri (piantonato dagli agenti della polizia penitenziaria nell’ospedale Rummo di Benevento dove è stato ricoverato martedì sera, in seguito di un improvviso malore) e agli assessori regionali dell’Udeur, Luigi Nocera ed Andrea Abbamonte. In particolare, secondo quanto si è appreso, i quattro avrebbero costretto Bassolino ad assicurare loro la nomina a commissario dell’Asi di Benevento di una persona «liberamente designata da Mastella». Non è stato però precisato quale sia stato l’elemento di pressione utilizzato nei confronti del capo della giunta regionale, forse solo un «ricatto» politico, ovvero la minaccia di uscire dalla coalizione di maggioranza (al punto da far dire all’ex ministro leghista Roberto Maroni: «Se è così, allora siamo tutti colpevoli»).

Oltre a Mastella e alla moglie sono coinvolti nell’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere politici e amministratori pubblici campani, nonché esponenti a vario livello dell’Udeur. In totale sono 23 le ordinanze di custodia cautelare (quattro in carcere e 19 ai domiciliari) e i provvedimenti interdittivi notificati ad assessori, politici e funzionari. Tra questi anche due assessori regionali della Campania e alcuni consiglieri dell’Udeur. L’inchiesta giudiziaria riguarderebbe un presunto giro di favori e assunzioni pilotate. L’episodio contestato alla moglie di Mastella non è in realzione alla vicenda Bassolino, ma riguarderebbe le modalità seguite per una nomina nell’ospedale di Caserta. Ma in questo contesto si inserisce anche un curioso gioco del destino e delle parentele, come fatto notare anche da alcuni esponenti politici: il direttore dell’ospedale di Caserta, Luigi Annunziata, che avrebbe ricevuto pressioni da parte dei Mastella e di altri esponenti dell’Udeur per alcune nomine di primari, viene ritenuto politicamente vicino a Sandro De Franciscis, che è presidente della provincia di Caserta e nipote del procuratore capo di Santa Maria Capua Vetere, in quanto figlio di una sorella della moglie.

GLI ALTRI POLITICI E MAGISTRATI – Tra i destinatari dei provvedimentidi custodia cautelare ci sono anche il sindaco di Benevento, Fausto Pepe, eletto nel 2006, e i consiglieri regionali Fernando Errico, capogruppo dell’Udeur, e Nicola Ferraro. Inoltre è stato notificato un provvedimento di sospensione anche al prefetto di Benevento, Giuseppe Urbano, e al presidente del Tar della Campania, Ugo De Maio. I pm avevano avanzato richieste di misura interdittiva anche nei confronti di quattro magistrati, ma tale istanza è stata respinta dal gip Francesco Chiaromonte «per carenza di gravi indizi di colpevolezza». I magistrati indagati sono il procuratore della Repubblica di Foggia Vincenzo Russo (concorso in corruzione in atti giudiziari e rivelazione segreto di ufficio), Paolo Salvatore (concorso in corruzione in atti giudiziari e abuso di ufficio), presidente della quarta sezione del Consiglio di Stato, nonchè Carlo D’Alessandrio e Francesco Guerriero, rispettivamente il presidente della seconda e della settima sezione del Tar Campania, entrambi indagati per rivelazione di segreto di ufficio.

ARRESTI E INTERDIZIONIRiepilogando, i carabinieri hanno eseguito ordinanze di custodia in carcere nei confronti di: Carlo Camilleri, consuocero dei Mastella, che si trova però in ospedale a Benevento; Vincenzo Lucariello, difensore civico della Regione Campania, il cui telefono cellulare «bollente» ha messo in luce l’intreccio di affari della presunta lobby; Antonello Scocca e Domenico Pianese. Provvedimento restrittivo ma con il beneficio dei domiciliari: Sandra Lonardo Mastella; il sindaco di Benevento Fausto Pepe; Carlo Banco; Erminia Florenzano; l’assessore regionale al personale Andrea Abbamonte e quello all’ambiente Luigi Nocera (le loro deleghe sono passate ora ad interim al presidente Bassolino); Francesco Cardone, i consiglieri regionali Ferdinando Errico e Nicola Ferraro; Nino Lombardi, presidente della comunità montana del Titerno; Angelo Padovano; Francesco Zaccaro, Antonio Barbieri; Letizio Napoletano; Paolo Budetta; Cristiana Fevola e Ugo Ferrara. Interdetto dall’ufficio di giudice del Tar Campania Ugo De Maio; da quello di vigile urbano Luigi Treviso; da prefetto di Benevento Giuseppe Urbano.

non dormo, riposo gli occhi

L’INDAGINE – L’indagine è basata su intercettazioni telefoniche disposte nell’ambito di una inchiesta che portò all’arresto nel giugno dello scorso anno dell’ex direttore generale della Provincia di Caserta, Antony Acconcia, e di due consiglieri provinciali con le accuse di associazione per delinquere, corruzione, concussione, turbativa d’asta e falso in atti pubblici. «Le indagini – scrive la procura di Santa Maria Capua Vetere – hanno preso spunto da conversazioni telefoniche relative alla gestione degli appalti e servizi pubblici nella Provincia di Caserta e hanno consentito di far luce su un tessuto di illecito radicato nell’area politica, amministrativa e giudiziaria della Campania». Al presidente della Campania agli inizi di novembre sarebbe stato notificato un invito a comparire davanti ai magistrati samaritani come persona informata sui fatti. L’istruttoria che portò alla nomina è giudicata anomala dalla Procura, che ipotizza che Bassolino sia stato costretto ad assicurare che la scelta ricadesse su una persona «designata da Mastella».

16 gennaio 2008

fonte: http://www.corriere.it/politica/08_gennaio_16/moglie_mastella_domiciliari_d88eb2da-c409-11dc-8fe5-0003ba99c667.shtml

Legge elettorale: "Via libera a tutti e tre i quesiti referendari"


esempio di referendum

Raggiante Mariotto Segni: “Godiamoci la giornata…”

Roma, 16 gennaio 2008 – La Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibili i tre quesiti referendari in materia di legge elettorale.


In un comunicato stampa di poche righe, l’annuncio dell’ammissibilità da parte dei 14 giudici della Consulta dei quesiti referendari proposti dal Comitato presieduto da Giovanni Guzzetta: “La Corte costituzionale ha dichiarato ammissibili le tre richieste di referendum abrogativo aventi ad oggetto alcune norme del dpr 30 marzo 1957, n.361 (Approvazione del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati) e del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n.533 (Testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione del Senato della Repubblica)”.

“Le sentenze saranno depositate entro i termini previsti dalla legge”, si aggiunge nella nota della Corte costituzionale.

“Godiamoci la giornata…”. È raggiante Mariotto Segni nel commentare il sì della Consulta sui quesiti refrendari. “Si va veloci al referendum”, è il suo grido di gioia. Alle 18 il comitato referendario terrà una conferenza stampa.

“Le valutazioni le faremo nei prossimi giorni, quel che è certo è che ora i politici prenderanno atto che dovranno confrontarsi con il referendum…”, conclude Segni.

PARISI: BASTA TEMPO DEGLI IMBROGLI

”Il tempo e le soluzioni pasticciate e dei tentativi di imbrogliarsi a vicenda e’ scaduto. La Corte ha deciso per noi”. Cosi’ il ministro della Difesa Arturo Parisi commenta il via libera ai referendum elettorali da parte della Consulta.
”Ora la distinzione – spiega Parisi – e’ tra quelli che vogliono che siano i cittadini a decidere, e quelli che lavorano contro la democrazia dei cittadini e per il ritorno della democrazia della delega. Ora l’alternativa e se stare dalla parte di chi crede che ai cittadini debba essere consentito di scegliere chi guidera’ il governo e la linea programmatica come hanno iniziato a fare dal 94 o stare dalla parte di chi, come abbiamo visto ieri con la bozza Bianco, ritiene viceversa che sia bene tornare al passato e che i cittadini debbano limitarsi a scegliere i loro rappresentanti e a delegare ad essi come fare e disfare ogni dieci mesi i governi come al bel tempo antico”.

Per il ministro, ”i riformatori sono con chi vuole andare avanti, i conservatori sono con quelli che vogliono tornare al passato. I referendari che conoscono le attese degli italiani sono con gli italiani”.


COSA SUCCEDE SE VINCONO I SI’

Premio di maggioranza solo per la singola lista che abbia ottenuto il maggior numero di seggi, e non alla coalizione di liste come avviene con le norme elettorali attualmente in vigore, e abolizione delle candidature multiple.
Sarebbero questi gli effetti sul meccanismo di elezione di Camera e Senato se dovessero prevalere i si’ alla consultazione referendaria promossa da Mario Segni e Giuseppe Guzzetta.

Ecco, in dettaglio, cosa prevedono i quesiti referendari:

PREMIO DI MAGGIORANZA – Secondo l’attuale legge elettorale a beneficiarie del premio di maggioranza possono essere alternativamente liste o coalizioni di liste. I quesiti, invece, propongono di abrogare la disciplina che permette il collegamento tra liste. Se vincono i si’, il premio di maggioranza verrebbe attribuito solo alla lista singola (e non piu’ alla coalizione di liste) che abbia ottenuto il maggior numero di seggi. Ne risulterebbe un sistema elettorale che spingerebbe i partiti a puntare alla costruzione di un unico raggruppamento, incentivando una significativa ristrutturazione del sistema partitico. ‘Si aprirebbe, per l’Italia, una prospettiva tendenzialmente bipartitica’, spiegano i promotori.

Le attuali leggi elettorali di Camera e Senato prevedono un sistema proporzionale con premio di maggioranza. Tale premio e’ attribuito su base nazionale alla Camera e su base regionale al Senato ed e’ attribuito alla singola lista o alla coalizione di liste che ottiene il maggior numero di voti. Il fatto che sia consentito alle liste di coalizzarsi per ottenere il premio ha fatto si’ che, alle ultime elezioni, spiegano i promotori del referendum, si siano formate “due grandi coalizioni composte di numerosi partiti al proprio interno. E la frammentazione e’ notevolmente aumentata”.

Abrogando la norma sulle coalizioni, inoltre, verrebbero anche innalzate le soglie di sbarramento. Per ottenere rappresentanza parlamentare, cioe’, le liste dovrebbero comunque raggiungere un consenso del 4 % alla Camera e dell’8 % al Senato. La lista piu’ votata ottiene il premio che le assicura la maggioranza dei seggi in palio, le liste minori ottengono comunque una rappresentanza adeguata, purche’ superino lo sbarramento.

CANDIDATURE MULTIPLE – Il terzo quesito vuole eliminare la possibilita’ di essere candidato (e quindi eletto) in piu’ circoscrizioni sia alla Camera che al Senato. ‘Il ‘plurieletto’- affermano i promotori- e’ signore del destino di tutti gli altri candidati la cui elezione dipende dalla propria opzione’. L’attuale sistema, infatti, prevede che ci si possa candidare e venire eletti in piu’ zone d’Italia (lo fanno soprattutto leader e principali esponenti dei partiti) avendo poi la facolta’ di scegliere in quale zona accettare l’elezione (‘opzione’) e, di conseguenza, far eleggere i candidati presenti in lista dietro di loro.

Oggi la possibilita’ di candidature in piu’ circoscrizioni (anche tutte) conferisce, sottolineano i promotori del referendum, “un enorme potere al candidato eletto in piu’ luoghi. Nell’attuale legislatura, questo fenomeno, di dimensioni veramente patologiche, coinvolge circa un terzo dei parlamentari che vengono scelti dopo le elezioni da chi gia’ e’ stato eletto e diventano parlamentari ‘per grazia ricevuta’. Un esempio macroscopico di cooptazione”.

SCHEDA, Chi è Guzzetta, il prof referendum

fonte: http://qn.quotidiano.net/2008/01/16/59780-legge_elettorale_libera.shtml

Hanno arrestato l’UDEUR!

DAL BLOG DI BEPPE GRILLO


16 gennaio 2008

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Ricevo e pubblico una lettera di Marco Travaglio:

Caro Beppe,
siamo tutti costernati e affranti per quanto sta accadendo al cosiddetto ministro della Giustizia Clemente Mastella e alla sua numerosa famiglia, nonché al suo partito, che poi è la stessa cosa.

Costernati, affranti, ma soprattutto increduli per la terribile sorte che sta toccando a tante brave persone. Infatti, oltre alla signora Sandra, presidente del Consiglio regionale della Campania, sono finiti agli arresti il consuocero Carlo Camilleri, già segretario provinciale Udeur; gli assessori regionali campani dell’Udeur Luigi Nocera (Ambiente) e Andrea Abbamonte (Personale); il sindaco di Benevento dell’Udeur, Fausto Pepe, e il capogruppo Udeur alla Regione, Fernando Errico, e il consigliere regionale dell’Udeur Nicola Ferraro e altri venti amministratori dell’Udeur. In pratica, hanno arrestato l’Udeur (un mese fa era finito ai domiciliari l’unico sottosegretario dell’Udeur, Marco Verzaschi, per lo scandalo delle Asl a Roma, mentre un altro consigliere regionale campano, Angelo Brancaccio, era finito in galera prima dell’estate quando era ancora nei Ds, ma appena uscito di galera era entrato nell’Udeur per meriti penali).

Mastella, ancora a piede libero, è indagato a Catanzaro nell’inchiesta “Why Not” avviata da Luigi De Magistris e avocata dal procuratore generale non appena aveva raggiunto Mastella, che intanto non solo non si era dimesso, ma aveva chiesto al Csm di levargli dai piedi De Magistris. S’è dimesso invece oggi, Mastella, ma per qualche minuto appena: poi Prodi gli ha respinto le dimissioni, lasciandolo al suo posto che – pare incredibile – ma è sempre quello di MINISTRO DELLA GIUSTIZIA. La sua signora, invece, non s’è dimessa (a Napoli, di questi tempi, c’è perfino il rischio che le dimissioni di un politico vengano accolte): dunque, par di capire, dirigerà il Consiglio regionale dai domiciliari, cioè dal salotto della villa di Ceppaloni.

Al momento nessuno sa nulla delle accuse che vengono mosse a lei e agli altri 29 arrestati. Ma l’intero Parlamento – con l’eccezione, mi pare, di Di Pietro e dei Comunisti Italiani – s’è stretto intorno al suo uomo più rappresentativo, tributandogli applausi scroscianti e standing ovation mentre insultava i giudici con parole eversive, che sarebbero parse eccessive anche a Craxi, ma non a Berlusconi: insomma la casta (sempre più simile a una cosca) ha già deciso che le accuse – che nessuno conosce – sono infondate e gli arrestati sono tutti innocenti. A prescindere. Un golpetto bianco, anzi nero, nerissimo, in diretta tv.

Nessuno, tranne Alfredo Mantovano di An, s’è domandato come facesse il ministro della Giustizia a sapere che sua moglie sarebbe stata arrestata e a presentarsi a metà mattina alla Camera con un bel discorso scritto, con tanto di citazioni di Fedro: insomma, com’è che gli arresti vengono annunciati ore prima di essere eseguiti? E perché gli arrestandi non sono stati prelevati all’alba, per evitare il rischio che qualcuno si desse alla fuga? Anche stavolta, la fuga di notizie è servita agli indagati, non ai magistrati. E, naturalmente, al cosiddetto ministro.

Il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, anziché aprire una pratica a tutela dei giudici aggrediti dal ministro, ha subito assicurato “solidarietà umana” al ministro e ai suoi cari (dobbiamo prepararci al trasferimento dei procuratori e del gip di Santa Maria Capua Vetere, sulla scia di quanto sta accadendo per De Magistris e Forleo?). Il senatore ambidestro Lamberto Dini ha colto l’occasione per denunciare un “fatto sconvolgente: i magistrati se la prendono con le nostre mogli” (la sua, Donatella, avendo fatto fallimento con certe sue società, è stata addirittura condannata a 2 anni e mezzo per bancarotta fraudolenta, pena interamente indultata grazie anche a Mastella). Insomma, è l’ennesimo attacco ai valori della famiglia tradizionale fondata sul matrimonio: dopo l’immunità parlamentare, occorre una bella immunità parentale. Come fa osservare la signora Sandra Lonardo in Mastella dai domiciliari, “questo è l’amaro prezzo che, insieme a mio marito, stiamo pagando per la difesa dei valori cattolici in politica, dei principi di moderazione e tolleranza contro ogni fanatismo ed estremismo”. Che aspettano a invitarli a parlare alla Sapienza?.”

Marco Travaglio

fonte: http://www.beppegrillo.it/2008/01/hanno_arrestato/


Condannato per albericidio, a Las Vegas il processo dell’anno

QUESTA STRANA AMERICA..

Ha avuto cinque anni di carcere per aver tagliato
le piante di un vicino. “Mi rovinavano il panorama”

Un’immagine di Las Vegas

dal nostro corrispondente
MARIO CALABRESI

NEW YORK – Albericidio: reato commesso da chi uccide 546 alberi e per questo viene condannato a 5 anni di carcere. E’ successo a Douglas Hoffman, carpentiere dell’Arizona in pensione, che a 61 anni ha scoperto l’attrazione per la città del gioco. Con i risparmi di una vita si era comprato una casetta poco fuori Las Vegas dotata di giardino e veranda panoramica e ci si è trasferito con la moglie. Ma i vicini, in cerca di privacy, hanno cominciato a piantare alberi ovunque. In breve tempo la vista sullo “Strip”, il viale dei casinò più famosi del mondo, era completamente oscurata e neppure le montagne si potevano vedere più.

Douglas ha cominciato a discutere chiedendo di tagliarli, di restituirgli il panorama, ma nessuno lo ha ascoltato, anzi gli hanno detto che non se ne parlava neppure. Così nell’ottobre del 2004 è cominciato il massacro degli alberi: notte dopo notte ha tagliato, abbattuto o avvelenato le radici di tutte le piante nelle proprietà dei vicini e finalmente le luci del boulevard south sono tornate visibili dalla sua veranda. Mentre lui si godeva la vista il panico si è diffuso nella comunità, tutta composta di tranquilli pensionati che avevano scelto la città del gioco per scaldarsi le ossa dopo una vita di lavoro.

C’era chi calcolava i danni, oltre 250mila dollari, e chi sosteneva che la furia distruttrice dopo le piante si sarebbe accanita sugli esseri umani. Lo sceriffo della contea di Clark non ci ha messo molto a trovare il colpevole e lo ha arrestato in flagrante mentre continuava il suo lavoro armato di una grande sega. Il procuratore Joshua Tomsheck ha scelto la linea dura e non solo lo ha accusato di vandalismo, ma di aver minacciato la comunità “di usare armi chimiche, biologiche e di distruzione di massa per i suoi scopi”.


Il suo avvocato ha cercato di ridimensionare la cosa, ha ammesso che il suo cliente si è comportato come “un vandalo” ma poi ha chiesto la clemenza della corte: “Signori, ha tagliato degli alberi. non ha mai fatto del male ad un essere umano”. Il procuratore ha replicato che la cosa più grave è stata la metodicità con cui ha portato avanti il suo progetto e ha terrorizzato i vicini, che si sono goduti tutto lo spettacolo in aula e non si sono persi un’udienza del processo.

Così non c’è stato niente da fare, la condanna richiesta è arrivata. Neppure il suo stato di salute precario ha ammorbidito la corte: cinque anni dietro le sbarre. Hoffman ha problemi all’anca, alla schiena al cuore e alla prostata e ha ascoltato la sentenza su una sedia a rotelle alla quale lo hanno ammanettato.

Quando il giudice Donald Mosley lo ha spedito in prigione, stupefatto, ha cominciato a gridare: “Ma io non sono una persona cattiva, sono una persona perbene, volevo solo un panorama”.

Resterà in carcere almeno 14 mesi. Il boulevard dei casino lo potrà tornare a vedere non prima dell’estate del 2009.

(16 gennaio 2008)

fonte: http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/ambiente/albericidio/albericidio/albericidio.html

Cancellazione delle 11 ore di riposo ogni 24, è bufera

fonte immagine: http://www.chainworkers.org/

MA SONO IMPAZZITI, AL GOVERNO?
mauro

Mer 16 Gen

La norma della Finanziaria 2008 che cancella il diritto degli operatori sanitari alle 11 ore di riposo consecutive ogni 24 ore sta suscitando una bufera tra gli operatori sanitari.

Si moltiplicano le prese di posizione degli organi di rappresentanza del personale infermieristico e medico.

La Federazione Nazionale dei Collegi Infermieri IPASVI esprime la più ferma contrarietà. La Federazione, in una lettera inviata a tutte le Istituzioni nazionali e locali, sottolinea come tale scelta leda il diritto dei lavoratori della sanità alla tutela della propria integrità psico-fisica e quello dei cittadini alla qualità e alla sicurezza dell’assistenza. Chiede quindi il rapido superamento di una norma lesiva della dignità e della salute dei professionisti che rappresenta.

“Evidentemente”, ribadisce la Presidente dei Collegi IPASVI, Annalisa Silvestro, “i rischi per la salute delle persone sono secondari di fronte all’imperativo di contenere i bilanci e di continuare a risparmiare sul personale, soprattutto infermieristico, che massicciamente opera sulle 24 ore con ritmi ed orari di lavoro da più parti definiti massacranti”.

A questo punto, secondo gli Infermieri, appaiono davvero prive di significato le firme apposte dal Governo italiano sul Trattato di Lisbona, sulla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea e sulla recente dichiarazione congiunta “La salute in tutte le politiche”, che richiamano in più punti il diritto alla protezione della salute umana attraverso la fissazione di norme elevate di qualità e sicurezza e il diritto di ogni lavoratore ad avere una limitazione della durata massima del lavoro e a periodi di riposo giornalieri e settimanali (Carta dei Diritti dell’U.E., art. 31, comma 2).

E i medici? Massimo Cozza, segretario nazionale FP CGIL Medici e di Rossana Dettori, segretaria nazionale FP CGIL, hanno dichiarato: “Chiediamo al Governo, ed in primo luogo al Ministro della Salute Livia Turco, l’immediata abrogazione del comma della finanziaria 2008 che elimina il diritto a undici ore di riposo consecutivo, ogni ventiquattro ore, per i medici, per gli infermieri e per tutto il restante personale del ruolo sanitario del servizio sanitario nazionale, come previsto dalle normative europee. Chiediamo al Ministero della Salute, coerentemente con le politiche annunciate contro i rischi clinici, di intervenire immediatamente con un emendamento abrogativo da inserire nel decreto milleproroghe. Si tratta infatti di tutelare la sicurezza e la salute del personale sanitario, e di garantire ai cittadini prestazioni negli ospedali, non condizionate dalla stanchezza e dallo stress degli operatori. Il nostro sindacato si è sempre battuto e si batterà per la qualità del lavoro nella sanità pubblica, rivendicando una politica occupazionale rispetto a chi, per questioni economiche, vuole orari di lavoro sempre più lunghi, a danno dei medici, degli infermieri, e degli stessi cittadini”.

Bibliografia. Ufficio stampa IPASVI 2008, ufficio stampa CGIL 2008.

fonte: http://it.notizie.yahoo.com/pensiero/20080116/thl-cancellazione-delle-11-ore-di-riposo-bd646f4_2.html



Operatore X
The Rieducational Champion

Astolfo lavora in 5 cooperative percorrendo con il suo camper mod. terrorista libico 200 Km al dì. Mattina disabili, pomeriggio tossici, aperitivo bambini, dopo cena cpt, totale: 800 euri al mese. Intercettato da una ronda padana viene sommerso da un tripudio di bestemmie, insulti dialettali e acrilico sudore padano che lo trasformano in Operatore X. Sconfigge i padani con il superfluido socialmagnetico riportandoli alla condizione vegetale del loro leader.

Caratteristiche
Precarietà: **
Flessibilità: ****
Combattività: ****
Fantasia: **

Maggiori info: CSA Paci Paciana

Ascolta la puntata della fascia precaria!


La sua storia e altri racconti

L’allegro operatore sociale Astolfo lavora per 5 cooperative, 3 ore di qua 3 ore di là, percorrendo con il suo camper modello terrorista libico 200 km. al giorno, su e giù per le valli di non precisate province…
Disabili la mattina, con tutto il tran tran di portare le sedie a rotelle in una struttura piena di barriere architettoniche, tossicodipendenti il pomeriggio, all’aperitivo compiti con i bambini e, alternati, servizio mensa presso un ospizio gestito da una kapò delle SS riciclata in direttrice sociale. Per finire, serata con conseguente nottata presso un centro di prima accoglienza per senza fissa dimora: tutta la notte con solo 30 persone da “accudire”.
Ovviamente, en passant, qualche sostituzione perché non sia mai che una persona possa riposare qualche ora: il telefono trilla e il tenero Astolfo viene in pratica obbligato dal proprio coordinatore di cooperativa a fare qualche straordinario… A fine mese, 5 assegni [quando tutte le cooperative pagano in tempo] per un totale di 800 euro, una bella sommetta se si pensa che in tutto questo sono compresi aggiornamenti e riunioni non retribuite, ma, soprattutto, quella lieve sensazione di “burn out” per essere sempre confacente alla “mission” dei propri progetti…

Evento Clou: Mentre sull’uscio del centro di prima accoglienza attende che rincasino tutti, viene intercettato da una ronda padana. Lui fa finta di niente, fischietta e non si accorge che i padani iniziano a perdere bava dalla bocca: alcuni degli ospiti del centro sono migranti e, memori degli insegnamenti di Pavlov, i leghisti non ci credono quasi di avere dei così facili bersagli… “daga al negher!”… Astolfo è aggredito dalla squadraccia in camicia verde, durante la colluttazione che segue i volontari verdi, in un tripudio di bestemmie ed insulti dialettali cominciano a sudare copiosamente dalle loro camicie acriliche. Astolfo, investito dal micidiale cocktail di sudore, colorante verde e bestemmie si trasforma in…
OPERATORE X!!!!

superpoteri: superfluido socialmagnetico – presa socioeducativa – macchia di chili

aspetto: magicamente compare una maschera da lottatore di wrestling messicano e un mantello. Astolfo, ora Operatore X, non lo sapeva, ma uno degli ospiti centroamericani è discendente di uno sciamano e ha invocato la protezione delle sue antiche divinità che, in un’era di globalizzazione, sono rappresentate dai lottatori e da un’oscura casa di produzione di chili… a questo punto meglio lottatore…

ora: le guardie padane si trovano strette alle corde della debordante carica educativa sviluppata da Operatore X: il fluido li riporta alla ragione costringendoli alla condizione vegetale del loro leader. Una volta resi inoffensivi e piegati dalla presa socioeducativa, li guida tutta la notte in vorticosi giochi interculturali con gli ospiti del centro… da quel giorno tutte le volte che un operatore sociale è in pericolo, tutte le volte che deve litigare con il coordinatore per una sostituzione volante, tutte le volte che un operatore non può richiedere ferie perché la “mission” della coop non lo permette, lui arriva e colpisce. Con i suoi superpoteri demolisce ogni notte un pezzo di società benpensante, ridisegna i servizi sociali a dimensione umana, praticando la riduzione del danno, così come “battezzando” il direttore del giornale locale che descrive i migranti come dei mostri…

Operatore X sconfigge la motorizzazione civile, restituendo le patenti agli ultrasettantenni ospiti delle case di riposo, i quali dirottano il pellegrinaggio del pulmino dell’ospizio dalla meta originale di Lourdes [per ricevere la grazia dalla Madonna] alla nuova meta: Milano, mayday, per ricevere la grazia da S.Precario…
in tutto questo, i leghisti parlano ormai correttamente l’arabo, girano per la città con la maglia del senegal e hanno una strana voglia di chili sulla chiappa. I disabili occupano lo stadio, interrompono la partita fra 22 supermaschioni ariani in pantaloncini e giocano loro a quel cazzo che gli pare, i tossici mugugnano un po’ perché volevano dirottare il pulmino dei vecchiacci ad amsterdam…

fonte: http://www.chainworkers.org/IMBATTIBILI/?hero=13


Vicenza, i "No Dal Molin" occupano la prefettura per contestare la base militare Usa

VICENZA (16 gennaio) – Una trentina di rappresentanti del comitato “No Dal Molin” ha occupato gli uffici della Prefettura di Vicenza per protestare contro la nuova base americana. Un gruppo di essi, 25 persone, si è presentato incatenato su uno dei terrazzi della sede territoriale di governo. Altri manifestanti, con maschere che ricordano il premier Romano Prodi, presidiano l’esterno del palazzo. L’occupazione, hanno spiegato gli stessi dimostranti, è stata organizzata per ricordare come sia passato un anno (16 gennaio 2007) da quando il presidente del Consiglio annunciò di «non opporsi» al progetto militare statunitense.

L’occupazione della Prefettura, sottolineano i “No Dal Molin”, vuole essere anche una risposta alla ripresa delle bonifiche nel sito aeroportuale che dovrà ospitare la nuova base. «La vicenda vicentina – affermano – non è chiusa e la maggioranza della comunità locale continua ad opporsi alla militarizzazione, nonostante il silenzio che ha avvolto la città». I rappresentanti dei comitati ricordano infine che il 26 gennaio prenderanno parte alla giornata nazionale di mobilitazione contro le basi militari indetta dal “Patto contro la guerra”, e annunciano che torneranno a contestare Romano Prodi, a Bologna e a Roma, «per costruire iniziative di blocco e boicottaggio dei lavori di bonifica».

fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=17084&sez=HOME_INITALIA

Sì al ddl su stalking e omofobia. Per i ‘persecutori’ scatta la galera


Stefania Visconti, attrice e modella transgender

Chi molesta con insistenza una persona e chi incita alla violenza contro transgender o gay finira’ in manette rischiando il carcere fino a 4 anni. In aula ai primi di febbraio


Roma, 16 gennaio 2008 –
Ieri la Commissione Giustizia della Camera ha approvato definitivamente il ddl contro le molestie continuative alle donne, il cosiddetto stalking, e contro l’incitamento alla violenza per orientamento sessuale, per omofobia.

“Faccio appello al Presidente Fausto Bertinotti e al Ministro per i Rapporti con il Parlamento Vannino Chiti, ai Presidenti dei gruppi parlamentari perchè questo tema venga considerato prioritario nell’agenda dei lavori dell’Aula”, afferma la ministra per i Diritti e le Pari Opportunità, Barbara Pollastrini, dopo il via libera della II Commissione di Montecitorio al provvedimento.

“È un fatto di civiltà e saggezza -prosegue- dare al Paese una legge tanto attesa e utile”. Barbara Pollastrini ringrazia “ancora una volta il Presidente Pisicchio per la sua sensibilità» e manifesta riconoscenza nei confronti delle deputate e dei deputati della Commissione Giustizia che «con impegno hanno seguito questa materia”.

IL DECRETO

Chi molesta con insistenza una persona e chi incita alla violenza contro transgender o gay finira’ in manette rischiando il carcere fino a 4 anni. Alla Camera, alla fine di un percorso tormentato e lungo, la proposta su stalking e omofobia -frutto dello ‘stralcio’ dal ddl governativo sulla violenza sessuale- ottiene finalmente l’ok in commissione Giustizia.


Il testo ora e’ pronto per l’aula, dove (salvo sorprese) approdera’ ai primi di febbraio
. Ma quale nel dettaglio il contenuto della legge? Intanto, il nuovo reato di stalking: da sei mesi a 4 anni -ma la pena aumentera’ in caso di recidiva o se a subire e’ un minore- a chi ‘reiteratamente’ molesta o minaccia infliggendo alla vittima ‘una sofferenza psichica’ ovvero determini ‘un fondato timore’ per la sicurezza (propria o di persona vicina) o comunque pregiudichi in modo ‘apprezzabile’ le sue abitudini di vita. In via generale e’ richiesta la querela, ma si procedera’ d’ufficio se le minacce sono gravi.

Gli atti persecutori, inoltre, saranno aggravante sia in caso di omicidio sia di violenza sessuale. E in piu’ abiliteranno alle intercettazioni telefoniche e agli incidenti probatori per acquisire la testimonianza anche di minori.


Contro i molestatori le misure non si fermano comunque al giro di vite punitivo.
Se la persona offesa lo chiede, scattera’ l’ammonimento formale da parte del questore.

E non solo: il giudice puo’ vietare all’imputato di avvicinarsi ai luoghi frequentati d’abitudine dalla persona offesa o dai suoi familiari.

Quanto ai reati di omofobia, qui il testo varato dalla commissione ritocca la legge Mancino aggiungendo alla discriminazione gia’ sanzionata per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi quella fondata sulle ‘condizioni personali o sociali’ o anche sull”orientamento sessuale o sull’identita’ di genere’.

Un restyling che permettera’ dunque di condannare chi discrimina o istiga a discriminare omosessuali e transgender con la reclusione fino a un anno e 6 mesi (o in alternativa la multa fino a 6mila euro) e chi contro loro commette o incita alla violenza con il carcere da 6 mesi a 4 anni. Tra l’altro la circostanza pesera’ come aggravante e autorizzera’ a procedere sempre d’ufficio.

La legge peraltro, rispetto alla Mancino, dimezza la pena nel caso di propaganda (e non piu’ semplice diffusione, come recita l’attuale formulazione) di idee fondate sulla superiorita’ o sull’odio razziale ed etnico.

fonte: http://qn.quotidiano.net/2008/01/16/59749-stalking_omofobia.shtml

Domiciliari alla moglie di Mastella. 23 arresti eccellenti nell’Udeur

L’indagine sul presidente del Consiglio regionale della Campania dopo alcune intercettazioni
Ordinanze anche per altri esponenti del partito tra cui il sindaco di Benevento e due assessori

Rapporti sospetti tra Sandra Lonardo e il direttore generale dell’ospedale di Caserta
Sospeso il prefetto di Benevento e un giudice del tribunale amministrativo Campania

Sandra Lonardo Mastella

NAPOLI – Terremoto nell’Udeur. Ordinati gli arresti domiciliari per Sandra Lonardo Mastella, presidente del Consiglio regionale della Campania e moglie del ministro della Giustizia. Provvedimenti restrittivi anche per gli assessori regionali campani dell’Udeur Luigi Nocera all’ambiente, ed Andrea Abbamonte al personale; il sindaco di Benevento Fausto Pepe, ed i consiglieri regionali Fernando Errico, capogruppo dell’Udeur, e Nicola Ferraro. In totale i provvedimenti restrittivi contro esponenti della giunta regionale campana, consiglieri regionali e amministratori dell’Udeur sarebbero 23; 4 da scontare in carcere.

Tutti i nomi degli indagati. Tra le persone sottoposte alla misura degli arresti domiciliari anche il sindaco del Comune di Cerreto Sannita, in provincia di Benevento, Antonio Barbieri, di Forza Italia. In carcere doveva andare Carlo Camilleri, presidente dell’Autorità di bacino del Sele e suocero di uno dei figli del ministro, da ieri però in ospedale per un malore. Gli altri esponenti politici Udeur coinvolti sono: Vincenzo Lucariello; Antonello Scocca; Domenico Pianese; Carlo Bianco; Erminia Florenzano; Francesco Cardone; Vincenzo Liguori; Nino Lombardi; Angelo Padovano; Domenico Pietrocola; Francesco Zaccaro; Letizio Napoletano; Paolo Budetta; Cristiana Fevola e Ugo Ferrara. Sono indagati a vario titolo per falso, corruzione, rivelazione di segreto d’ufficio e tentato abuso d’ufficio.

Sospeso prefetto e giudice del Tar. Nell’ambito dell’indagine è stato sospeso anche il prefetto di Benevento Giuseppe Urbano, da circa due anni nel Sannio dopo essere stato vicario a Caserta, indagato per falso; il giudice del Tar Campania Ugo De Maio, al quale viene contestata la rivelazione di segreto di ufficio, e il vigile urbano Luigi Treviso, in servizio ad Alvignano, indagato per falso.

L’inchiesta in ambito sanitario. I provvedimenti sono stati richiesti dalla procura di Santa Maria Capua Vetere e firmati dal gip Francesco Chiaromonte. L’ipotesi di reato per la moglie di Mastella è tentata concussione nei confronti del direttore generale dell’ospedale di Caserta. A quanto si è appreso, l’inchiesta riguarderebbe uno scambio di favori. Per il sindaco di Benevento, l’imputazione riguarda un filone di indagine che ha al centro una gara di appalto avvenuta a Matera.

“Saranno i cittadini a giudicare”. Sandra Lonardo Mastella è nella casa di Ceppaloni, paese natale suo e del marito. Il provvedimento le è stato notificato intorno alle 14.30 ma le indiscrezioni sull’arresto erano comparse sulle agenzie di stampa già nel primo mattino. Raggiunta al telefono dai cronisti, prima che gli agenti di polizia giudiziaria le consegnassero l’ordine firmato dal giudice, Sandra Lonardo aveva annunciato che non si sarebbe dimessa: “Dimettermi? Assolutamente no. Non ci penso proprio. Saranno i cittadini a giudicare. Sono serena e pronta a fornire qualsiasi chiarimento. Credo che anche questo è l’amaro prezzo che, insieme a mio marito, stiamo pagando per la difesa dei valori cattolici in politica, dei principi di moderazione e tolleranza contro ogni fanatismo ed estremismo. Basta guardare alla vicenda del Papa di questi giorni per capire cosa avviene ai cattolici”.

L’avvocato: “Nessuna bustarella”. Bocche cucite in Procura. Il procutore capo di Santa Maria Capua Vetere Mariano Massei, ha detto: “Nessun provvedimento è stato notificato alla Mastella. Che esista o no, non posso dirlo”. Parla invece l’avvocato Titta Madia, difensore della moglie del Guardasigilli: Al centro della vicenda giudiziaria ci sarebbe “una grande sfuriata telefonica che la donna avrebbe fatto al direttore di un ospedale in merito ad una nomina. Quindi solo un contrasto di carattere politico e nulla a che vedere con dazioni di danaro o vantaggi di altro tipo”. Tesi ribadita dal portavoce della moglie di Mastella: ”Da una lettura rapida degli atti – ha detto Alberto Borrelli – si parla di banali contrasti che attengono alla normale dialettica politica. Non si parla mai di soldi, né di appalti, né di gare. Si fa solo riferimento a diversità di giudizio su una nomina, peraltro non di sua competenza e, comunque, avvenuta e mai revocata”.

(16 gennaio 2008)

fonte: http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/cronaca/moglie-mastella/moglie-mastella/moglie-mastella.html

Mastella: ‘Mia moglie arrestata, lascio’
Ma Prodi respinge le dimissioni
Il 92% dei nostri lettori: vattene!

Sandra Lonardo, presidente del Consiglio Regionale campano, è indagata per tentata concussione. Coro di solidarietà dai parlamentari. Ma il sondaggio di quotidiano.net non dà scampo. E il sito anti-ministro festeggia a champagne

Napoli, 16 gennaio 2008 – ORE 16,11 PARLA IL PROCURATORE

Mariano Maffei, procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, ha definito ”disgustosa” la polemica sollevata dal ministro della Giustizia Clemente Mastella oggi in Parlamento. Il magistrato ha detto che ”si riserva ogni azione nelle sedi competenti” per le affermazioni di Mastella a seguito delle quali ipotizza ”calunnie ed offese alla mia reputazione”.

ORE 14,15 ‘VICINO A MIA MOGLIE

Il ministro Mastella è irremovibile: “Ringrazio Prodi, ma devo stare accanto a mia moglie “

ORE 14,03 PRODI RESPINGE LE DIMISSIONI

E’ ufficiale, dopo le voci circolate tutta la mattina il premier ha deciso di respingere le dimissioni del Guardasigilli

ORE 13 BERLUSCONI: GRAVITA’ INAUDITA

“Quello che e’ successo al Senatore Mastella e’ di una gravita’ inaudita. Mi dispiace per lui e per sua moglie Sandra e rinnovo a tutti e due l’espressione della piu’ convinta ed affettuosa solidarieta’ gia’ espressa in Parlamento dall’onorevole Bondi a nome mio e di Forza Italia”.

Lo afferma il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, che aggiunge: “Ma al di la’ dell’aspetto umano c’e’ un problema politico che e’ ancora piu’ grave. Il ministro della Giustizia ha detto oggi in Parlamento le stesse cose che dico io ormai da molti anni e che mi hanno fruttato gli attacchi non solo della magistratura, ma anche di tanta parte della maggioranza di governo”.

Insomma, chiede l’ex premier, “che faranno e che diranno adesso questi signori davanti alla drammatica denuncia del Ministro della giustizia? La condividono? E come mai in Parlamento tutti hanno dato a lui la solidarieta’ che non hanno mai dato a me? Era finta e solo a parole o nasceva dalla condivisione di quel giudizio e di quella denuncia?”. E, poi, insiste Berlusconi, “che dicono il Presidente del Consiglio e il Governo della ‘emergenza democratica’, della ‘giustizia ad orologeria’, del ‘pacchetto di mischia’ e della ‘trappola scientifica, mediatico-giudiziaria’ denunciate in Parlamento dal loro Guardasigilli?”.

ORE 13,26 UDEUR: DIMISSIONI IRREVOCABILI

“Se come sembra Prodi respingerà le dimissioni, Mastella le confermerà”. Lo dice ai cronisti il senatore dell’Udeur Tommaso Barbato che è stato riunito fino a pochi minuti fa con Clemente Mastella ed altri esponenti del partito alla Camera.

ORE 12,45 MASTELLA LASCIA MONTECITORIO

Si è concluso nell’Aula di Montecitorio il dibattito sulle dimissioni del ministro della Giustizia, Clemente Mastella. Il Guardasigilli ha lasciato l’Aula con gli occhi lucidi e senza lasciare altre dichiarazioni ai cronisti che lo attendevano.

Quindi si è riunito nella sala del governo con i capigruppo dell’Udeur al Senato e alla Camera, Tommaso Barbato e Mauro Fabris, con tutti i deputati del Campanile e con il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti.

ORE 12,40 SANDRA LONARDO INFLUENZATA

“Frastornata, ma tranquilla, perchè in questi casi si è soli con la propria coscienza. E io sono tranquilla”. Sandra Lonardo Mastella conferma all’Agi di non aver avuto notificato alcun provvedimento restrittivo che la riguardi, e di essere nella sua casa di Ceppaloni solo perchè «ho ancora un pò di influenza, brividi di freddo. Già questa mattina alle 7 avevo telefonato al vicepresidente del Consiglio regionale Mucciolo per chiedergli di presenziare alla conferenza dei capigruppo. Non vado in Consiglio, nonostante per un attimo, dopo queste notizie di stamani, avessi pensato di farlo. Ma non mi sento bene”.

ORE 12,37 NO ALLE DIMISSIONI

Romano Prodi sarebbe orientato a respingere le dimissioni di Clemente Mastella da Guardasigilli.
Secondo quanto si apprende da fonti di governo, infatti, il presidente del Consiglio, anche alla luce degli orientamenti emersi dal dibattito parlamentare e le espressioni di stima e solidarietà giunte da maggioranza e opposizione, avrebbe intenzione di chiedere a Mastella di restare al suo posto.

ORE, 10,30, IL DISCORSO IN AULA

Clemente Mastella si è dimesso. Con un commosso intervento alla Camera, il ministro della Giustizia ha annunciato le dimissioni in seguito al provvedimento deciso dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere che ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti di Sandra Lonardo Mastella, presidente del Consiglio Regionale della Campania e moglie del ministro della Giustizia Clemente Mastella.

Il gip che ha disposto il provvedimento, avrebbe ravvisato gli estremi di una tentata concussione in contrasti che ci sarebbero stati in passato con il direttore generale dell’ospedale di Caserta.

Ho resistito nel fortino”, ha detto il guardiasigilli nel suo applaudito intervento a Montecitorio, ma ora che “toccano i miei affetti, la mia famiglia, mia moglie, getto la spugna”. “E’ la prima volta, confesso, che in vita mia ho paura”, ha aggiunto, riferendosi a “colpi bassi e imprevisti”, a un “concertato volume di fuoco per distruggere la tua persona, la tua dignità, i tuoi valori”.

Mastella ha confessato di considerare “tutto irreale, innaturale, fuori da ogni logica che si componga con la vita politica fatta anche di scontri, di rivalse, di umori, di indicazioni, di raccomandazioni lecite solo per alcuni ordini, illecite per la classe politica”. “Mi dimetto – ha aggiunto – perché tra l’amore per la mia famiglia e il potere scelgo il primo”. Sandra Lonardo Mastella si è detta sconcertata per la notizia degli arresti domiciliari, ma serena.

“Apprendo dalla televisione una notizia sconcertante, che sarebbero stati disposti gli arresti domiciliari nei miei confronti per tentata concussione. Mi sento assolutamente serena – dice il presidente del Consiglio regionale della Campania – non ho nulla da temere e fornirò all’autorità giudiziaria qualunque chiarimento che mi venga richiesto”.

E ancora: “È stata ordita una trappola scientifica contro di me vile ed ignobile. Così come vile ed ignobile è stato prendere in ostaggio mia moglie a cui voglio un mondo di bene”. “Mi dimetto per senso dello Stato”.
Clemente Mastella ha in faccia il segno della sconfitta quando annuncia -in aula alla Camera- che lui getta la spugna: “Lo faccio senza tentennamenti”, perche’ difficile (anche se “avrei potuto”) restare al proprio posto “come un ministro della Giustizia che non riesce a difendere neppure la moglie” da “accuse balorde”.

E dunque, via dal governo, “per aprire- Mastella lo promette– la questione fondamentale dell’emergenza democratica tra politica e magistratura”. Gia’, perche’- conclude il ministro citando Fedro- “gli umili soffrono quando i potenti si combattono”.

In un altro passaggio il Guardasigilli spiega: ”Mi dimetto sapendo che un’ ingiustizia enorme e’ la fonte inquinata di un provvedimento perseguito con ostinazione da un procuratore che l’ ordinamento giudiziario manda a casa per limiti di mandato e di questo mi addebita la colpa”.

”Colpa che invece – aggiunge Mastella – non ravvisa nell’ esercizio domestico delle sue funzioni per altre vicende che lambiscono suoi stretti parenti e delle quali e’ bene che il Csm e altri si occupino”.

“Ho provato, ho creduto, ho sperato che la frattura tra politica e magistratura potesse essere ricomposta, attraverso la dialettica, il confronto, il dialogo, l’incontro. Ma devo prendere atto che nonostante abbia lavorato giorno e notte per dimostrare la mia credibilità e la mia buona fede di interlocutore affidabie per il mondo della giustizia, oggi mi accorgo che sono stato percepito cime un avversario da contrastare, se non addirittura come un nemico da abbattere”.

LA SOLIDARIETA’ DI PRODI

Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha telefonato al ministro della Giustizia, Clemente Mastella, non appena appresa la notizia del provvedimento nei confronti della moglie del Guardasigilli, Sandra Lonardo. Nel corso della conversazione il premier ha espresso al leader del partito del Campanile la sua solidarietà per quanto avvenuto.

I COMMENTI POLITICI

“Un gesto raro” di “grande responsabilità istituzionale e politica”. Così il presidente dei senatori dell’ulivo Anna Finocchiaro commenta con i giornalisti le dimissioni del ministro della Giustizia Clemente Mastella, in seguito alla vicenda giudiziaria che ha coinvolto la moglie Sandra Lonardo.
“Vorrei sottolineare un fatto: il provvedimento di cattura, annunciato questa mattina da una tv locale – osserva – non è stato notificato ancora all’interessata. C’è qualcosa che non funziona”.

Il Pd esprime «solidarietà umana e politica» a Clemente Mastella e chiede al ministro Guardasigilli di «proseguire nel suo lavoro». Lo ha detto in aula alla Camera il vicesegretario del partito, Dario Franceschini, subito dopo l’annuncio delle dimissioni.

“L’Udc non abbandona la linea garantista: nessuno e’ colpevole fino a sentenza definitiva, fiducia nella magistratura, chiamata ad accertare rapidamente le eventuali responsabilita’”. Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell’Udc, parte da questa premessa per dire: “Pur comprendendo la delicatezza della situazione, riteniamo che il ministro della giustizia, al quale esprimiamo la nostra piena solidarieta’ -per ragioni di diritto e di responsabilita’ istituzionale- non debba rimettere il proprio incarico”.

“Esprimo la mia personale solidarieta’ a Clemente Mastella per la vicenda che coinvolge la sua famiglia. Lo invito a non far mancare il suo apporto al lavoro del governo per il Paese”. E’ quanto afferma Vannino Chiti, ministro per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali, dopo aver appreso la notizia della vicenda giudiziaria che ha coinvolto la moglie del ministro della Giustizia, Clemente Mastella.

STORACE FUORI DAL CORO «Non è mai un bel giorno, quando una persona viene arrestata, ma La Destra non si associa alla solidarietà ipocrita sul caso della signora Mastella, che vede gareggiare chi teme per le sorti del governo e chi auspica la sua caduta». È quanto dichiara il segretario nazionale de La Destra, Francesco Storace.
«Sappiamo tutti -prosegue- che Cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto» rileva Storace «soprattutto quando governa l’amministrazione della giustizia. A maggior ragione deve valere per la moglie di Cesare. È evidente che se il magistrato ha sbagliato pagherà. Ma questo -conclude- non è un motivo per inquinare le decisioni della giustizia».

LA VICENDA GIUDIZIARIA

Il Gip di Santa Maria Capua Vetere, a quanto apprende Apcom, ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti di Sandra Lonardo Mastella, presidente del Consiglio Regionale della Campania e moglie del ministro della Giustizia Clemente Mastella.

Il Gip, secondo quanto si è appreso, avrebbe ravvisato gli estremi di una tentata concussione in contrasti che ci sarebbero stati in passato con il direttore generale dell’ospedale di Caserta.
Un conflitto, quello fra la signora Mastella e il dirigente ospedaliero, che politicamente ha radici profonde: l’uomo era molto vicino ai Popolari-Udeur al momento della designazione mentre si è poi avvicinato al presidente della Provincia Sandro De Franciscis.

SCHEDA Chi è Sandra Lonardo Mastella

fonte: http://qn.quotidiano.net/2008/01/16/59644-mastella_moglie_indagata_lascio.shtml

L’Afghanistan vieta il film Il cacciatore di aquiloni: «Scene inaccettabili che incitano alla violenza»

La locandina di Il cacciatore di aquiloni

ROMA (15 gennaio) – Le autorità afghane hanno deciso di vietare il film Il cacciatore di aquiloni, tratto dal bestseller di Khaled Hosseini ambientato proprio in Afghanistan. La decisione è stata presa per via di alcune scene definite “inaccettabili”, che potrebbero «incitare alla violenza». Il film è uscito il mese scorso negli Stati Uniti, prodotto dalla Paramount Vantage, dopo alcuni rinvii per le preoccupazioni sorte a causa delle scene di uno stupro di un bambino e di conflitti tra membri di tribù pashtun e hazara. A dicembre la casa di produzione, terminate le riprese del film in Afghanistan, era stata costretta a far uscire dal paese i tre bambini protagonisti nel timore di ritorsioni. ritorsioni. I tre si trovano ora negli Usa.

«Sulla base delle istruzioni date dal ministero dell’Informazione e della Cultura, il Cacciatore di aquiloni è messo al bando – ha detto all’agenzia Reuters, Latif Ahmadi, direttore dell’organismo statale Afghan Film – Certe scene sono discutibili e inaccettabili per alcune persone e potrebbero provocare reazioni e problemi per il governo e la popolazione». La proibizione non impedirà la circolazione del film in Dvd pirata. I cinema afghani sono pochissimi, solo nelle grandi città, e poco frequentati.

Il Cacciatore di aquiloni (edito in Italia da Piemme; l’anno scorso dello stesso autore è uscito Mille splendidi soli), sullo sfondo di trent’anni di violenta storia afghana, attraverso l’invasione sovietica degli anni Ottanta e l’ascesa dei Taleban al potere nel 1996, racconta l’amicizia tra due bambini, Amir, figlio di una ricca famigila pashtun, e il figlio del suo servitore hazara, Hassan. Quest’ultimo viene violentato da un teppista pashtun, senza che l’amico intervenga in sua difesa. Una scena che è condannata come anti islamica. Un altro bambino è costretto a esibirsi in un ballo erotico per un dirigente Taleban. Il padre dell’attore che interpreta Hassan aveva dichiarato a suo tempo di non essere stato informato che ci sarebbe stata una scena di stupro e, una volta scoperto il fatto, aveva chiesto venisse tagliata. «La gente in Afghanistan non capirà che si tratta di finzione», aveva detto il padre. Il bambino ha avuto un compenso di 10 mila dollari per interpretare Hassan, una somma notevole in Afghanistan.

fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=17039&sez=HOME_NELMONDO