Le cattive frequentazioni di Fiamma Nirenstein e del sionismo occidentalista

di Gennaro Carotenuto, Lunedì 10 Marzo 2008

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Fiamma Nirenstein si sentiva a casa sua nel Popolo della libertà e ne ha accettato con entusiasmo la candidatura. Ma la presentazione dell’orgogliosamente fascista Giuseppe Ciarrapico nella stessa lista ha rivelato quanto velleitario ed omissivo fosse il suo percorso politico.

L’alleanza tra occidentalismo aggressivo e sionismo espansionista era il luogo nel mondo di Fiamma. Negli ultimi anni su tali presupposti ha costruito una buona parte della sua carriera e pensava di poter giungere in parlamento.

La demonizzazione dei palestinesi e dell’Islam in generale e la difesa muscolare delle ragioni del colonialismo israeliano rendono bene pubblicisticamente e hanno fatto della giornalista de La Stampa una sorta di seconda Oriana Fallaci.

Viva Bush, viva la guerra al terrorismo. Viva la destra occidentalista che avrebbe fatto i propri conti col passato fascista, abbasso quella sinistra che in quanto antiamericana diventa antisraeliana e quindi antisemita. In queste parole d’ordine tutto il mondo di Fiamma Nirenstein si teneva. Un mondo nel quale l’antifascista Nirenstein dava del “fascista” e dell’ “antisemita” a chiunque si fosse opposto all’espansionismo israeliano meno che a chi fascista e antisemita è sempre stato.

E’ bastato un Giuseppe Ciarrapico qualsiasi, facoltoso arnese della prima Repubblica, orgogliosamente e dichiaratamente fascista, messo in lista insieme a lei da Silvio Berlusconi, per far crollare il castello di carte del sionismo espansionista posto sotto l’ombrello dell’ideologia della guerra infinita occidentale.

Ha poco da protestare adesso Fiamma Nirenstein e a dichiararsi antifascista e alternativa a Ciarrapico: il fascismo, e più ancora l’antisemitismo sono intimamente parte di quella parte di Occidente che rifiuta la modernità che il diverso rappresenta. Non si può rifiutare il diverso Rom, o negro, o omosessuale e il diritto stesso alla diversità in un mondo complesso e non rifiutare allo stesso tempo il diverso ebreo. E il problema non è Ciarrapico per Nirenstein, ma è la destra, la destra occidentale nella quale si riconosce. Bush e l’unilateralismo. La Bossi-Fini. Non si può essere a favore delle invasioni militari e non essere antisemiti. Non si può essere omofobi e non essere antisemiti. Non si può essere per la Bossi-Fini e non essere antisemiti. Non si può essere antislamici e non essere antisemiti.

Basteranno poche ore per sapere come si risolverà l’aut aut posto da Fiamma Nirenstein (”o me o Ciarrapico”), ma di colpo tutti i nodi sono venuti al pettine.

L’unilateralismo occidentale può usare il sionismo e perfino far credere a questo di farsi usare inducendo Israele all’errore tragico dell’espansionismo mascherato da lotta antiterrorista. Ma Israele, l’ebraismo e con esso il sionismo, non potranno permettersi di fare sconti al virus dell’antisemitismo che continua a manifestarsi nel corpo dell’Occidente cristiano prima che in qualunque altro corpo al mondo. E’ in quanto espressione (di parte) della cultura Occidentale che il cosiddetto “antisemitismo di sinistra”, presente soprattutto nella sinistra radicale, si manifesta. E’ l’Occidente che in questi anni, soprattutto dopo l’11 settembre, ha usato Israele come un’estensione di sé, come se 5.000 anni di storia dell’ebraismo potessero essere ridotti e barattati in un avamposto “crociato” in Giudea e Samaria. E’ Israele che, in quanto avamposto “crociato” e non più centro culturale e politico autonomo nel cuore del Medio Oriente, rischia di rimanere stritolata.

Stritolata nell’illusione che fu di Ariel Sharon e che ancora oggi è della destra sionista nella quale Nirenstein si riconosce. L’illusione che lo scontro di civiltà con il mondo musulmano offrisse l’opportunità di saldare tale alleanza e aprire la prospettiva di una grande Israele a scapito dei palestinesi, ignorando in maniera razzista l’altro palestinese, rivela in questo episodio da palazzi romani, tutta la propria immaturità culturale. Un’immaturità che ha prodotto l’infantile pretesa di ignorare l’altro colonizzando in maniera avventurista e spesso criminale Cisgiordania e Gaza. Un’infantilismo cieco che ha messo Nirenstein nella stessa lista con il fascista Ciarrapico e chissà quanti altri antisemiti non dichiarati.

La destra occidentalista, che coincide con le classi dirigenti occidentali e che non è da confondersi con l’ultradestra apertamente antisemita, ha giocato a mettere Israele con le spalle al muro, contro tutti i propri vicini. La destra sionista ha accettato questo gioco perverso e pericoloso. Fiamma Nirenstein in questi anni ha scritto molte infuocate pagine contro la sinistra e il cosiddetto “antisemitismo di sinistra”. In qualche caso, chi scrive l’ha spesso sottolineato, non aveva tutti i torti nel denunciarlo. Ma è solo nella sinistra, nei valori di uguaglianza e fratellanza che possono essere combattuti i germi del fascismo dei quali l’antisemitismo è naturale espressione. Il fascista Ciarrapico nelle liste del Popolo della libertà è a casa propria. E’ Fiamma Nirenstein che per anni è andata a letto col nemico.

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fonte: http://www.gennarocarotenuto.it/2037-le-cattive-frequentazioni-di-fiamma-nirenstein-e-del-sionismo-occidentalista#more-2037

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4 risposte a “Le cattive frequentazioni di Fiamma Nirenstein e del sionismo occidentalista”

  1. Franca dice :

    Il fatto è che quando si sente un ebreo parlare di una “shoah più grande” nei confronti dei palestinesi è difficile non essere antisionista…

  2. Antonio Caracciolo dice :

    Il post mi è giunto per una google alert impostata su Fiamma Nirenstein. Sono stanco per la mia giornata lavorativa, ma voglio lasciare un breve e schematico commento all’articolo, la cui analisi mi trova in parte concorde.
    Anche se i miei avversari alla Nirenstein magari lo pensano oltre a non essere e dichiararmi antisemita non sono mai stato neppure per un momento fascista o nazista. Per una ragione molto semplice: nazismo e fascismo sono qualcosa di definitivamente trascorso, passato, finito in senso

    storico, filosofico, giuridico.

    In realtà il ceto politico ha bisogno di demonizzare i regimi trascorsi (le cui categorie di analisi dovrebbero essere solo quelle del giudizio storico) perchè ha bisogno di legittimare se stessa: sono stati graziati dell’esercizio del potere fino ad oggi per per spontaneo diritto di autodeterminazione dei popoli europei prima sotto regime fascista o nazista, ma solo in virtù della debellatio delle nostre terre “liberate” nella prima e nella seconda guerra mondiale ad opera della nascente potenza globale dagli USA….

    In Iraq è successo la stessa cosa che si va pure preparando per l’Iran negando il diritto di autodeterminazione dei popoli: un regime potrà essere brutto ed esecrabile quanto vi pare, ma il diritto/dovere di disfarsene compete soltanto al popolo che lo sopporta. Ogni altra soluzione (democratizzazione esportata e forzata, pretesa liberazione, ecc.) è soltanto un’impostura, una forma mascherata di aggressione ed imperialismo, in definitiva una soluzione peggiore del male che si diceva di voler combattere.

    Insomma sono stufo di sentir parlare di fascismo e ritengo che vogliano imbrogliare quanti ne agitano lo spettro. Perfino ritengo che dal punto di vista storico e politico questi trascorsi regimi meritino più rispetto di quanto non ne abbiano finora avuto. Dopotutto quei regimi furono possibili in quanto i nostri padri e nonni si sono in buona parte riconosciuti. Se vogliamo rinnegare i nostri padri ed i nostri nonni, allora procediamo pure su un terreno dove altri hanno avuto l’interesse di metterci, ma a conti fatti l’imperialismo americano e sovietico non sono stati granché migliori…

    Mi scuso per la schematicità. Spero apprezziate la mia franchezza. Apro un link dal mio blog e vi farò qualche volta visita,

    Cordiali saluti
    Antonio Caracciolo
    Docente di filosofia del diritto

  3. Val dice :

    Quello che rimane è che ci sono due popoli in uno stato e la democrazia non è capace di risolvere l’equazione più semplice.
    Segno che l’interesse è rimasto imperialista nei metodi e nel pensiero.
    Una repubblica di Vichy mediorentale fa più che comodo ai nuovi padroni del mondo con l’UE che dorme asservita ,succube dell’orpello britannico fedele cagnolino della Casa Bianca.
    Forse un Obama tenterà una nuova strada e proverà a trovare il pertugio per una nuova soluzione.
    Il mio augurio e che riesca a trovare uninterlocutore simile ad un certo Rabin nella speranza che la democrazia sia più vigile è attenta nel proteggere il suo patrimonio dai sicari servi del potere.
    Due popoli ..uno stato non c’e alternativa a questo ne per la pacene per la democrazia e nemmeno per la libertà.

  4. Spirito delle Dolomiti dice :

    Cari amici su questo blog.
    Vi è un blog in Germania, che è attualmente in Germania, e in Europa il numero uno è quello di Visitori.
    Come vedono il link, puoi trovare con Google Translet,
    seleziona la lingua dal tedesco-italiano, in modo che tu possa fino a qualche
    PI piccoli errori grammaticali in italiano Leggi

    http://translate.google.de/translate?hl=de&sl=de&tl=it&u=http://www.pi-news.net/

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