Alitalia, tutti contro Berlusconi. Di Pietro: «È insider trading»

Bersani: no a cordate con i debiti

.

I lavoratori di Alitalia - foto Ansa - 220*200 - 18-03-08
.
La sparata elettorale di Berlusconi su Alitalia va avanti. Ma, guarda caso, la fantomatica cordata italiana tanto annunciata dal leader del PdL ha bisogna di «almeno tre settimane» per presentare un’offerta. Guarda caso dopo le elezioni e dopo che Berlusconi avrà incassato i voti di chi ha creduto in questa nuova sparata. Poi, non servirà più fare proclami né offerte vincolanti.

«Non vorrei che dopo le elezioni la cordata non ci sia più -, dice il candidato premier del Pd, Walter Veltroni – altrimenti è legittimo pensare che viene evocata per ragioni elettorali». Per Veltroni, comunque, «la vicenda Alitalia è il classico caso che andrebbe gestito con grande senso di responsabilità, direi con spirito bipartisan».

Sul dossier Alitalia, Berlusconi fa «una presa in giro che è bene smascherare», dice il ministro per le Infrastrutture, Antonio Di Pietro. Il leader del PdL «se vuole, se la compra – continua Di Pietro -, ma non è che può fare la mattina il presidente del Consiglio e il pomeriggio si compra i beni dello Stato con i soldi degli italiani». «Oggi c’è un’offerta sul campo ed è un’offerta che va esaminata. Se qualcuno ha altro da offrire lo faccia, ma che sia una cosa seria – osserva Di Pietro a Milano per la campagna elettorale – pensare che si possa tirare a campare dicendo che lo Stato deve metterci altri soldi, quando l’Unione europea non lo permette, che lo Stato deve rimborsare la Sea, quando l’Unione europea non lo permette, vuol dire semplicemente illudere il cittadino».

Ma Di Pietro rincara anche la dose: «Berlusconi sta facendo insider trading facendo credere contrariamente al vero, che c’è qualcuno che vuole comprare Alitalia. Ma queste operazioni prima si fanno e poi si annunciano» perché «annunciare per creare distorsioni del mercato è un reato. Ecco perché – prosegue Di Pietro – io ritengo che farlo soprattutto sotto elezioni sia immorale e illegale».

«Prima di tutto
si deve salvaguardare Malpensa – dice il ministro delle Infrastrutture – perché non si può buttare via il bambino con l’acqua sporca e Malpensa vale almeno dieci Alitalia». «Intorno a Malpensa c’è un indotto tale per cui migliaia e migliaia di persone e di piccole e medie aziende rimarrebbero senza lavoro – dice Di Pietro – per questa ragione come ministro mi sono battuto per creare attorno a Malpensa infrastrutture di qualità ed eccellenza, a cominciare dalla Pedemontana e alla Boffalora-Malpensa che inauguriamo la prossima settimana».

Anche il ministro per lo sviluppo economico Pierluigi Bersani si dice «allibito» per quanto espresso da Berlusconi: «Adesso – dice in un’intervista a “Il Gazzettino” – salterà sul banco e si metterà a cantare ‘Volarè meglio di Modugno». «Capisco – aggiunge Bersani – le esigenze elettorali, ma ci vuole anche un po’ di senso di responsabilità. Noi siamo agli sgoccioli e non per colpa del governo Prodi: io ero ministro dei Trasporti nel 2001 e Alitalia aveva i bilanci in nero, nei cinque anni successivi è andata nel rosso profondo. Cerchiamo di essere tutti responsabili: dobbiamo trovare presto una soluzione, altrimenti si va ad un commissariamento con esiti non valutabili». Riguardo al fatto che di Alitalia si parla ormai da tempo, Bersani evidenzia che «esiste una rimozione collettiva dello stato dell’arte su Alitalia e non si vuole prendere atto della necessità di intervenire con serietà e urgenza». Il ministro ricorda infine che Air France ha messo in campo una operazione da tre miliardi di euro e che quando si parla di cordate «queste devono essere assistite da soldi veri e non da debiti ulteriori, perchè di debiti Alitalia ce ne ha già abbastanza: una soluzione a debito rinvia solo il problema per qualche tempo, poi si ripresenta».

Pubblicato il: 22.03.08
Modificato il:
22.03.08 alle ore 13.17

fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=74009

.

lunedì 31 dicembre 2007

AliFrance

Alitalia_2005.jpg
.
“C’è una ragazza che è venuta a trovarmi, un’informatica dell’Alitalia, mi ha detto una cosa in cui credo. La verità è alla base non ai vertici. Alitalia sta chiudendo ma si sono già messi d’accordo: diventerà una compagnia low-cost, a basso costo, di Air Franceduecento euro. perché Berlusconi e Lunardi l’hanno svenduta in cambio dei finanziamenti per l’alta velocità Torino – Lione. L’hanno svenduta. Ma, d’altronde, tante cose cambieranno indipendentemente da Berlusconi o chiunque ci sia al suo posto. Cambieranno per forza di cose: nessuno potrà più prendere un aereo dell’Alitalia per andare a Roma e spendere Perchè? Per adottare un pilota dell’Alitalia?”
Beppe Grillo durante lo spettacolo beppegrillo.it a Roma il 28/4/2005

Gli ultimi a sapere in Italia sono sempre i giornalisti. Sono specializzati nelle notizie post datate. Le danno quando possono. E possono darle quando ricevono l’ordine di scriverle.L’Alitalia è fallita da molti anni, almeno una decina. Gli stipendi di hostess e piloti e la buonuscita a Cimoli (che deve restituire!) di milioni di euro le abbiamo pagate noi, con le nostre tasse. E, dopo le tasse, abbiamo avuto anche la beffa di spendere per la tratta Roma/Milano come per andare a New York. L’Alitalia non è una compagnia di bandiera, è un partito politico-sindacale bipartisan. Una torta alata con tante fette da distribuire.

Air France-KLM non sta comprando nulla. Come si possono comprare i debiti? L’Alitalia è in bancarotta. Prodi poteva fare di più: affidare le trattative a Geronzi e Tanzi. Come vendono i debiti loro non li vende nessuno al mondo. Sono i grandi cartolizzatori d’Italia.
Bossi si lamenta perché l’amministratore delegato di Air France-KLM vuole tagliare i collegamenti improduttivi di Alitalia con Malpensa. La Lega è stata al Governo per cinque anni e l’Alitalia ha succhiato le tasse (anche) del Nord in silenzio celtico. Penati ha chiesto una moratoria per Malpensa, sarebbe il primo scalo mondo con la moratoria. Malpensa non è mai decollata. Qualcuno si sta chiedendo perché?
Malpensa va venduta, sottratta alle nomine politiche e ai giochi di partito. Un compratore si era fatto avanti, si chiama RyanAir. Padoa Schioppa lo contatti subito. Non vorrei pagare le tasse per i prossimi dieci anni anche per un aeroporto.

.

Post precedenti (da robbino’s blog) su Alitalia:
Alitassametro – 6/12/2006
Porci con le ali – 11/10/2006
Maroni freschi – 26/10/2005
La via italiana all’ipoteca – 16/10/2005

articoli tratti da www.beppegrillo.it

Una risposta a “Alitalia, tutti contro Berlusconi. Di Pietro: «È insider trading»”

  1. Franca dice :

    Solita panzana elettorale…
    Siccome lui gli affari (suoi) li sa far bene, vuoi che compri qualcosa praticamente già fallita?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: