Caro pane in Egitto, 15 morti in due settimane

pane dell’antico Egitto

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21.03.2008

File interminabili e resse per l’acquisto di pane a prezzo calmierato. E’ quanto sta accadendo da due settimane a queste parte in Egitto. Secondo la tv araba Al Arabica, citata dall’agenzia Misna, sono 15 le persone che hanno perso la vita in seguito a risse generate per le lunghe file. Nel frattempo il presidente Hosni Mubarak ha ordinato ai militari di produrre più pane.

 

Motore principale della crisi è l’aumento del prezzo internazionale del grano, di cui Il Cairo è uno dei primi importatori mondiali. Per risolvere la delicatissima questione, il governo ha deciso di aumentare del 15% la produzione interna di grano, attualmente al 50 percento.

fonte: http://www.romagnaoggi.it/showarticle_terzolivello.php?site=25ore&articleID=306704&storico=giorno&section=news/Esteri

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Egitto – 21.3.2008

La guerra del pane

Mubarak mobilita l’esercito per la carenza di pane. Ma il malcontento popolare aumenta

Scritto da

Elisa Parigi

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Il presidente egiziano, Hosni Mubarak, ha mobilitato le panetterie dell’esercito per placare il sempre più diffuso malcontento sociale provocato dalla carenza di pane, ma la crisi non accenna a risolversi.
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per le strade del CairoDurante una seduta del Governo, convocato domenica per affrontare la crescente crisi alimentare ed edilizia, il presidente ha chiesto all’esercito e al ministro degli interni, Habib Ibrahim El Adly, che si occupa dei panifici che producono il pane per le truppe, di aumentare la produzione e contribuire alla distribuzione dei prodotti da forno “per porre fine alla crisi del pane”. In un paese in cui un quinto della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà ( meno di 2 dollari al giorno), il forte aumento dei prezzi, in particolare quello della farina, che è triplicato dalla scorsa estate, ha fatto schizzare la domanda di pane prodotto con i sussidi statali. Almeno quattro persone sono morte a causa delle liti scatenatesi tra i poveri in attesa davanti ai forni, ma, secondo alcuni giornali locali, i morti sarebbero nove. Solo negli ultimi due giorni si sono contate altre 50 risse.
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alla bottega del paneDomenica scorsa più di tremila persone hanno bloccato la strada che da Alfiun porta al Cairo, costringendo l’esercito a intervenire e a isolare alcune località turistiche della zona. Secondo Heba Kandil, portavoce dell’ufficio del Cairo del World Food Programme, l’aumento del prezzo del pane è solo uno dei segnali di una più ampia crisi alimentare. Sono molti i fattori alla radice del problema: l’aumento del prezzo del petrolio, il boom economico dell’India e della Cina che ha fatto crescere la domanda di beni di prima necessità, problemi climatici che hanno portato a siccità e inondazioni e, non per ultima, la competizione tra cibo e combustibile, dal momento che un’estensione sempre maggiore di terre e raccolti viene usata per produrre biocarburante e non cibo. Domenica Mubarak era sembrato sicuro e deciso: “Dov’è il problema?”, aveva chiesto, “Se è la produzione, allora deve essere incrementata; se è la distribuzione, allora altri punti di distribuzione devono essere aperti”. Ma oggi il presidente ha accusato il governo del primo ministro Ahmad Nathif di essere responsabile delle violenze e ha ordinato di prendere ulteriori provvedimenti. In realtà il governo si è sempre mosso con cautela riguardo ai generi di prima necessità. E’ ancora vivo il ricordo del 1977, quando l’allora presidente Anwar El-Sadat decise di eliminare i sussidi e la popolazione si riversò per le strade dando vita a violente proteste nelle quali morirono 70 persone e che terminarono solo con la reintroduzione del sostegno statale.
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nel suk del CairoIl prezzo del pane non calmierato è salito di più del 26 per cento dall’anno scorso e gran parte della popolazione non può più permetterselo. Ma non sono solo le famiglie povere a essere colpite, la crisi si sta diffondendo anche alle classi medie. “Vengono risucchiate dalla crisi”, ha affermato Heba Kandil, “l’incremento dei salari non è sufficiente a superare quello dei prezzi”. Sempre domenica, Mubarak ha insistito sull’importanza di frenare la crescita della popolazione, che dal 1952 al 2006 è triplicata, raggiungendo i 76 milioni. Secondo il presidente, la crescita indiscriminata della popolazione è la maggiore causa dei problemi economici del paese.

fonte: http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=0&idart=10491

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