Archivio | marzo 27, 2008

FERMATE QUEST’UOMO!!

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Boicot a la presencia de Guillermo Habacuc Vargas en la Bienal Centroamericana Honduras 2008

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Nell anno 2007, Guillermo Vargas Habacuc, un finto artista, prese un cane di strada, lo legò ad una corda corta ad un muro di una galleria d’arte e lo lasciò morire lentamente di fame e di sete:

Durante parecchi giorni, l’autore di questa orribile crudeltà e i visitatori di questa galleria d’arte erano spettatori impassibili dell’ agonia del povero animale, fino a quando finalmente morì di fame e di sete, sicuramente dopo essere passato per un doloroso, assurdo ed incomprensibile calvario.

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Según supe el perro murió al día siguiente por falta de comida. Durante la inauguración supe que el perro fue perseguido por la tarde entre las casas de aluminio y cartón de un barrio de Managua con nombre de santo que Habacuc que no pudo precisar en el momento. 5 niños de los que ayudaron en la captura recibieron bonos de 10 córdobas por su colaboración. Durante la exhibición algunas personas pidieron la libertad del perrito, a lo que él artista se rehuso. El nombre del perro era (fue) Natividad, y se le dejo morir de hambre a la vista de todos, como si la muerte de un pobre perro fuera un show mediático desvergonzado en el que nadie hace nada más que aplaudir o mirar desconcertado.

Definitivamente somos lo que leimos: puras croquetas.

En el lugar que el perro estuvo expuesto solo queda un cable de metal y una cuerda. El perro estaba sumamente enfermo, renqueaba y no quería comer de todos modos, así que en un entorno natural hubiera muerto de todos modos; pero así son todos los pobres perros: tarde o temprano se mueren o los mueren.

El día de la inauguración se quemaron en él 175 piedras de crack y una onza de marihuana-

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dal sito el perrito vive

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Ti sembra forte ???

Quello non è tutto: la prestigiosa Biennale Centroamericana di Arte decise, incomprensibilmente, che la bestialità che aveva appena commesso questo individuo era arte, ed in questo modo tanto incomprensibile Guillermo Vargas Habacuc è stato invitato a ripetere la sua crudele azione alla futura Biennale del 2008.

OSTACOLIAMOLO!!!

FIRMA LA PETIZIONE


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Sessanta mila firme per un futuro senza atomiche. Raggiunte

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nucleare, atomica, disarmo

Sessanta mila firme perché l’Italia sia libera dalle armi nucleari. Sono quelle raccolte da cittadini, parlamentari e associazioni italiani e che sono appena state presentate a Montecitorio. Obiettivo far approdare alla prossima legislatura una proposta di legge breve e concisa. Dieci righe che, senza se e senza ma, chiedono che «il territorio della Repubblica Italiana, ivi compresi lo spazio aereo, il sottosuolo e le acque territoriali» sia «ufficialmente dichiarato “zona libera da armi nucleari”».

Sembrerebbe quasi una richiesta scontata e banale per chi crede che nel nostro paese il nucleare sia bandito, così come previsto dal Trattato di Non Proliferazione nucleare ratificato nel 1975. Ma non è così. Ancora oggi sul territorio italiano esistono 90 testate atomiche, collocate nelle basi di Ghedi e Aviano.

I primi due firmatari della proposta di legge sono proprio i sindaci dei due Comuni interessati. Ma non si tratta solo di chi non vuole il nucleare “nel suo giardino”. La raccolta firme ha visto impegnati oltre novanta comitati locali che in sei mesi (tempo previsto dalla legge per la presentazione di proposte di legge di iniziativa popolare) sono riusciti a superare il numero minimo di 50 mila firme raccolte. Tra le province che più hanno sponsorizzato la proposta di legge, ci sono Brescia, Padova, Vicenza e Reggio Emilia. Il Veneto è da tempo attivo nella battaglia per il disarmo, soprattutto dopo la mobilitazione dei No Dal Molin, Brescia si è chiaramente attivata visto che la base di Ghedi si trova sul suo territorio. Reggio Emilia, infine, è l’exploit più inatteso: non è direttamente colpita dalla questione ma è riuscita a raccogliere quasi cinque mila sottoscrizioni.

Tra i firmatari della campagna ci sono anche 32 parlamentari (tra cui ricordiamo, tra gli altri, Silvana Pisa, Francesco Forgione, Giovanni Russo Spena, Paolo Cento, Titti di Salvo) che ora si impegnano a portare avanti nelle Commissioni e in Aula il dibattito per la realizzazione di un futuro senza atomiche.

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Pubblicato il: 27.03.08
Modificato il:
27.03.08 alle ore 16.40

fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=74109

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https://i1.wp.com/www.unfuturosenzatomiche.org/doc/LogoCon_Colori.jpg

La proposta di legge di iniziativa popolare
Testo della proposta

Scritto da Comitato Promotore e pubblicato il 25-07-2007
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Art. 1 – Obiettivi e finalità
1. Il territorio della Repubblica Italiana, ivi compresi lo spazio aereo, il sottosuolo e le acque territoriali, è ufficialmente dichiarato “zona libera da armi nucleari”.
2. Il transito e il deposito, anche temporaneo, di armi nucleari e di parti di armi nucleari non è ammesso in nessuna circostanza sul territorio della Repubblica, così come individuato al comma 1.
3. Il Governo provvede ad adottare tutte le misure necessarie, sia a livello nazionale che internazionale, per assicurare la piena applicazione del presente articolo entro e non oltre il termine di sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

Art. 2 – Entrata in vigore
1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Della Repubblica.

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fonte: http://www.unfuturosenzatomiche.org/articolo.php?id=2&sotto=per%20la%20campagna

Una serata “col ferro e col fuoco”: Omaggio alle vittime della Thyssen

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Il 29 marzo all’Ambra Jovinelli di Roma film e testimonianze per non dimenticare la tragedia della fabbrica torinese

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L’incasso della serata sarà devoluto ai familiari degli operai morti

Partecipano Paola Cortellesi, Valerio Mastandrea, Claudio Gioè

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Valerio Mastandrea

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ROMA – Non sempre ciò che si consuma sul palcoscenico di un teatro si può definire “spettacolo”. Questo è uno dei quei casi. Una serata per rianimare memoria, coscienza e responsabilità collettiva. Il senso è nel titolo: Col ferro e col fuoco. Che cosa è morto con i ragazzi della Thyssen. L’appuntamento è per sabato 29 marzo, dalle 18.30 al Teatro Ambra Jovinelli di Roma che ospita un’iniziativa del direttore di Repubblica, Ezio Mauro, dedicata agli operai della Thyssen Krupp di Torino, vittime della tragedia dello scorso 5 dicembre. Il costo del biglietto è di 20 euro, l’incasso della serata sarà devoluto alle famiglie dei lavoratori deceduti.

“E’ la vicenda che più mi ha colpito in tanti anni di lavoro – spiega Mauro – e non riesco a separarmene. L’invisibilità degli operai è legata all’indebolimento dei loro diritti, alla loro vulnerabilità, nel lavoro e nella sicurezza. E più che una colpa, è già il segno di una mutazione in corso nella nostra società, dove sembra contare solo il consumatore e non più il produttore, dove stiamo cancellando il concetto di lavoro per sostituirlo con parole che vogliono dire altro, e non vogliono dire nulla”.
 Torino, acciaierie della Thyssen Krupp, la fabbrica dei ragazzi, dove i 180 lavoratori hanno quasi tutti meno di trent’anni. Lavorare in un’industria siderurgica significa lavorare in squadre per coprire tutta la giornata. Trattare l’acciaio significa lavorare 24 ore su 24 accanto a forni giganteschi che arrivano a 180 gradi. Col ferro e col fuoco, appunto. Il 5 dicembre del 2007 il nastro scorre ad alta velocità, poi sbanda. L’attrito dà vita a un principio di incendio. Gli operai pensano di poterlo domare come è già successo. Ma un flessibile pieno di olio esplode, ed è come un lanciafiamme. Sette operai carbonizzati, sette funerali di rabbia e dolore.


Immagini, testimonanze e linguaggi artistici diversi danno vita alla serata del 29. Si comincia alle 18.30, con il film Il posto dell’anima, di Riccardo Milani (con Silvio Orlando, Michele Placido, Claudio Santamaria, Paola Cortellesi), le vicende personali e familiari di un gruppo di operai in lotta dopo la chiusura della fabbrica per la quale lavorano e il loro licenziamento.

Intorno alle 20.15 è la volta di Trevirgolaottantasette (con Elio Germano, Jasmine Trinca, Marco Giallini), cortometraggio di Valerio Mastandrea vincitore di un Nastro d’Argento nel 2005: anche qui, tutto comincia quando Andrea vede un tubo staccarsi dall’impalcatura e cadergli addosso. Il titolo (3,87) è la media delle persone che in Italia muore ogni giorno sul lavoro.

Infine, comincia alle 21 la lettura dei testi-interviste di Ezio Mauro, con Paola Cortellesi, Claudio Gioè e Valerio Mastandrea. “Una serata Thyssen ha un senso qui e oggi – spiega il direttore di Repubblica – in un Paese che sembra non sapere più quanta gente lavora ancora col ferro e col fuoco, e non riesce a fare una narrazione collettiva, sociale, politica, culturale del suo mondo. Ci sono due modi per non rendere inutile la tragedia della Thyssen, aspettando la giustizia: il primo – continua Mauro – è la solidarietà con le mogli e i bambini delle vittime. Il secondo è la memoria consapevole. Cercare di capire, per non dimenticare”.

Paola Cortellesi
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(26 marzo 2008)

fonte: http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/spettacoli_e_cultura/serata-thyssen/serata-thyssen/serata-thyssen.html?ref=search

Già condannato per abusi su due sorelline, violenta bimba di 4 anni: inchiodato dal dna. Turismo sessuale: italiani in testa

 

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I MOSTRI

E LA GIUSTIZIA

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AGRIGENTO (26 marzo) – È dell’indagato, un pizzaiolo di 42 anni, il liquido seminale trovato sugli abiti della bambina di 4 anni di Agrigento che ha raccontato di essere stata da lui violentata. Lo ha stabilito il test del Dna, mentre ieri, in un incidente probatorio, la bimba ha confermato le accuse.

Nel 2006 l’uomo era stato condannato a 6 anni e 6 mesi
per violenza sessuale su due sorelline di Canicattì, ma era stato poi scarcerato per scadenza dei termini di custodia cautelare.

fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=21330&sez=HOME_INITALIA

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NON CHIUDIAMO GLI OCCHI. E RIFLETTIAMO..

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Mar 25 2008

I nuovi turisti del sesso

Gli italiani in testa alle classifiche. Ottantamila l’anno in cerca di minorenni

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 È giovane, ha poco meno di 30 anni. È tecnologico, scivola nei meandri della Rete come un pesce dentro l’acqua. È di cultura media, non necessariamente con un reddito alto, e ama visitare un po’ tutto il mondo, dal Kenya alla Colombia, dalla Cambogia all’Ucraina. Ed è, sempre più spesso, italiano.

Il nuovo identikit del «turista sessuale con minori »
— definizione giuridicamente asettica, che cela l’orrore di due milioni di piccole vite violentate e spezzate per sempre — è un pugno nello stomaco del nostro Paese. Sono oltre 80.000 i viaggiatori che ogni anno lasciano la Penisola per andare a caccia di sesso proibito, con bambini e adolescenti; non solo pedofili (il 3% del totale), ma soprattutto uomini e donne normali. Lo dicono i dati raccolti dall’Ecpat (End Child Prostitution, pornography And Trafficking in children for sexual purposes), una rete internazionale di Ong presente in 70 Paesi. In Italia, Ecpat è attiva dal 1994 (www.ecpat.it). Nel 1998 le sue azioni di lobbying hanno contribuito alla nascita della legge 269 (poi migliorata dalla 38/06), che combatte lo sfruttamento di prostituzione, pornografia e turismo sessuale a danno dei minori, anche quando il fatto è commesso all’estero; è grazie a questa normativa che nel marzo 2007 il veronese Giorgio Sampec è stato condannato a 14 anni di carcere, e nel settembre scorso, a Trento, un 55enne è finito in manette per aver commesso atti sessuali con ragazzine thailandesi e cambogiane tra i 12 e i 16 anni. Nel 2000, infine, Ecpat ha promosso il «Codice di condotta dell’industria italiana del turismo».

Ma nella primavera 2008, per Ecpat Italia è di nuovo allarme rosso. «Negli ultimi anni— spiega il presidente, l’avvocato Marco Scarpati—l’italiano ha scalato pesantemente i primi posti di questa terribile “classifica”: se prima in alcuni Paesi eravamo fra le prime 4-5 nazionalità, oggi siamo i più presenti in Kenya (il 24% dei clienti di prostituti/e minorenni è italiano, contro il 38% di “locali”), Repubblica Dominicana, Colombia…». La soglia di attenzione si alza, e si abbassa l’età del turista sessuale, «che non corrisponde più al cliché del “vecchio ricco e bavoso”. La media è intorno ai 27 anni, i low cost permettono di spostarsi di più, il Web consente di gestire tutto da soli e di oltrepassare le “dighe” che avevamo cercato di erigere a difesa di questi ragazzi». Come gli accordi con catene alberghiere e tour operator, che in alcuni Paesi vietano l’ingresso in hotel ai minori non accompagnati da un genitore o un tutore. O le alleanze con i tassisti, sguinzagliati a «controllare» i predatori di bambini. «Ma oggi il turista sessuale sa come trovare un autista clandestino, alberghi “senza stelle” e senza formalità, contatti locali che lo aiutino a “cavarsela” in caso di denuncia…». E i nuovi territori di caccia si spingono in luoghi lontani e quasi dimenticati: in Mongolia, per dire, una segnalazione ad Ecpat Italia «ha rivelato l’esistenza di tour operator che organizzano viaggi a sfondo sessuale, presentandoli come battute di pesca sportiva». Tutto online, sfuggente, inafferrabile; intercettare i flussi è complicato e costoso, il materiale si scambia in siti peer-to-peer che come garanzia per l’ingresso richiedono foto del «candidato » impegnato in situazioni hard con minori.

Dai dossier di Ecpat, nati da indagini
sul campo e dossier medici, interviste a beach boys e giovanissime jineteras («i ragazzi in genere sono più grandicelli, dai 13 ai 18, per le bambine la fascia è 11-15 anni»), affiora il ritratto «di un italiano turista del sesso che in Kenya, ad esempio, una volta su 2 non vuole il profilattico. In molti poi filmano gli incontri, anche con il cellulare, e li mettono in Rete». C’è poi il mondo inesplorato del turismo sessuale femminile, «fatto di donne dal reddito e livello culturale alti; le mete? Kenya, Gambia, Senegal, ma anche Cuba, Brasile, Colombia». Da parte sua, Ecpat non sta con le mani in mano: ci sono i progetti di cooperazione e i centri di recupero nei Paesi a rischio (tra gli ultimi nati, quello in Bulgaria, «ci arrivano bambini che hanno avuto fino a 6.000 “clienti” l’anno»), formazione congiunta per poliziotti italiani e stranieri, progetti di campagne sociali («se l’età del turista sessuale è calata in modo così drammatico, questo significa che la prevenzione, qui, va fatta sin dall’adolescenza»). Perché l’Italia, Paese d’origine di tanti predatori del sesso, è anche in prima fila tra chi li combatte: «Come finanziamenti governativi, siamo al primo posto in Europa e sul podio mondiale. Un impegno costante, dal 2000 ad oggi», conferma Scarpati. L’appuntamento, ora, è per il III Congresso mondiale contro lo sfruttamento sessuale dei minori, organizzato da Ecpat, Unicef e Ong per la Convenzione dei diritti dell’Infanzia. Luogo: Rio de Janeiro. Data: dal 25 al 28 novembre prossimi. L’Italia, anche stavolta, ci sarà.

www.corriere.it

Tutti sbugiardano Berlusconi: su Alitalia coro di smentite

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Veltroni: gioca alle spalle dei lavoratori

 

Via Banca Intesa, via Mediobanca, via Eni. Tolti dal mazzo, per volere paterno, anche i figli Piersilvio e Marina, resterebbe (senza alcuna conferma) solo l’ultimo fedelissimo del Cavaliere, il costruttore e finanziere Paolo Ligresti, già protagonista della fallita scalata al Corriere della Sera.

«Ci sarebbe da sorridere – commenta duro il leader del Pd Walter Veltroni – ma non è così, perché riguarda il lavoro di migliaia di persone». E le parole «in politica hanno un peso, anche sulla Borsa e sull’economia». Cadono ad uno ad uno i nomi della fantomatica cordata italiana sponsorizzata da Silvio Berlusconi per strappare Alitalia ad Air France. Gelide smentite sbugiardano le confidenze del Cavaliere ad un giornalista tutt’altro che ostile, quell’Augusto Minzolini de la Stampa abituato da almeno un decennio a raccogliere i segreti di Arcore. «Sono solo indiscrezioni o supposizioni da parte giornalistica», si difende l’aspirante premier. O forse, semplicemente, bufale. Gossip che intorbidano le acque di una trattativa difficilissima.

Lui millanta colloqui riservatissimi con i vertici di Mediobanca ed Eni: «Inutile che gli altri ci scherzino su, la cordata italiana esiste. Eccome». Gli interessati si affrettano a negare ogni coinvolgimento. «Alitalia non è oggi nell’agenda di Eni», commenta secco l’amministratore delegato del gruppo petrolifero Paolo Scaroni. Mediobanca si limita ad affidare un breve comunicato ad un portavoce. Dal gruppo Benetton, altro presunto partner del Cavaliere, un semplice “no comment”.

E, intanto, un portavoce del gruppo AirOne
ha escluso ogni voce di incontro tra il numero uno della compagnia, Carlo Toto, e l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera. Una conferma, d’altronde: Banca Intesa era stata la prima a smentire i gossip di Berlusconi sulla cordata fantasma.

Pubblicato il: 27.03.08
Modificato il:
27.03.08 alle ore 13.23

fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=74101

Tibet, manifestazione dei monaci davanti ai giornalisti stranieri

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Lhasa, alcuni religiosi hanno inscenato una protesta e urlato slogan durante una visita organizzata dal ministero degli Esteri di Pechino

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Hanno detto di essere prigionieri nel tempio di Jokhang dal 10 marzo
La censura cinese ha interrotto una trasmissione della rete televisiva Bbc

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<B>Tibet, manifestazione dei monaci<br>davanti ai giornalisti stranieri</B>

LHASA – “Libertà, libertà”. Gridando queste parole un gruppo di monaci tibetani ha manifestato davanti ai giornalisti stranieri portati dal ministero degli Esteri cinese in visita a Lhasa. Lo hanno riferito alcuni componenti della delegazione dei reporter. In precedenza l’agenzia Nuova Cina aveva scritto che la visita era stata “interrotta da un gruppo di monaci al tempio di Jokhang” ma che era “ripresa” poco dopo.

La censura cinese ha interrotto una trasmissione della rete televisiva Bbc, mentre venivano mostrate alcune immagini di Lhasa girate nella capitale tibetana da un cameraman dell’agenzia Aptn. L’unico giornalista europeo che è stato invitato a partecipare è uno dei corrispondenti da Pechino del quotidiano britannico Financial Times.

I monaci, una trentina, hanno manifestato per una un quarto d’ora circa nelle immediate vicinanze del tempio Jokhang, uno dei più importanti del buddismo tibetano. “Vogliamo che il Dalai Lama ritorni in Tibet, vogliamo essere liberi”, ha detto uno dei manifestanti, avvicinato da un reporter. “Il Tibet non è libero”, ha urlato un altro, che è poi scoppiato a piangere. Accusando il regime di Pechino di mentire, i monaci insistevano nel dire che non si può addossare al Dalai Lama la responsabilità delle proteste.

I religiosi hanno raccontato ai giornalisti di essere prigionieri nel tempio dal 10 marzo, inizio delle nuove manifestazioni da parte dei tibetani. I principali monasteri di Lhasa, dai quali sono partite le proteste, sono stati circondati dalla polizia armata tra il 10 e l’11 marzo. Da allora le autorità cinesi non hanno risposto alle domande sulla situazione nei templi, in particolare quelli di Drepung, Sera e Ganden, dove si sono svolte le manifestazioni più massicce, preferendo concentrarsi sulle violenze del 14 marzo, quando giovani tibetani hanno attaccato immigrati cinesi uccidendone, secondo il governo, diciotto.

Esuli tibetani hanno in seguito affermato più volte che il blocco dei monasteri proseguiva e che si erano verificate difficoltà per i rifornimenti di cibo ai monaci. Alcune fonti hanno affermato che un monaco è addirittura morto di fame nel monastero di Ramoche, a Lhasa.

(27 marzo 2008)

fonte: http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/esteri/tibet-scontri-lhasa-3/tibet-scontri-lhasa-3/tibet-scontri-lhasa-3.html

Per il Bene Comune

Che io sia partigiana credo l’abbiate ormai capito. Talmente schierata che… sono più obiettiva della RAI, che si deve dare la regola della par condicio per garantire la pluralità dell’informazione… anche se poi non la rispetta.

Io invece, che ho già deciso per chi votare, non mi faccio problemi a fare propaganda ad un’altra lista, che per molti aspetti tocca temi che mi interessano e che altri trascurano.

Non è che non li voterò per partito preso o perché stalinisticamente arroccata sulle mie posizioni: sono semplicemente convinta che anche nel “mio” gruppo ci sia del buono, persone che meritano e che si batteranno per quello che hanno scritto nel programma e perfino di più… se noi li sosteniamo. Non mi nascondo che ci sono anche opportunisti e personaggi che non mi convincono e con cui non sono decisamente in sintonia, ma ritengo inutile frammentare in mille rivoli un popolo, un’idea, che ora più che mai ha bisogno di unità.

Comunque ognuno è libero di esprimersi, penso io… tanto poi, alla resa dei conti – o nel momento della lotta che dir si voglia – sono sicura che i vari Val, Laura, Ska, Franca, io stessa… saremo dalla stessa parte.

Per ora mi limito a presentare – copiato dal loro sito http://www.perilbenecomune.net/Home.html il loro programma.

 

 

Non esprimo giudizi – lo farò più avanti – e mi limito ad una richiesta di chiarimento: il Primo Candidato al Senato, Fernando Rossi, si presenta come Senatore della repubblica eletto il 9 aprile 2006 in gruppo misto (Movimento politico dei Cittadini)”.

Nella sua scheda senatoriale (qui: http://www.senato.it/leg/15/BGT/Schede/Attsen/00022812.htm) si legge invece:

 

“Incarichi e uffici ricoperti nella Legislatura

Gruppo Insieme con l’Unione Verdi – Comunisti Italiani:
Membro dal 28 aprile 2006 al 27 febbraio 2007
Gruppo Misto:
Membro dal 28 febbraio 2007 (Consum, fino al 1 settembre 2007)
– dall’11 settembre 2007 appartiene alla componente Movimento politico dei cittadini”

Come d’altronde mi suggerisce la mia memoria, per quanto arrugginita: perché non essere precisi ed onesti, rivendicando anche – se ancora ne è convinto, come credo – i motivi che hanno portato alla rottura con il gruppo che l’ha fatto eleggere?

 

Programma Per il Bene Comune

Ambiente, energia e infrastrutture

1.      No alle grandi opere, quando inutili e dannose (No Tav, No Ponte, No rigassificatori, No inceneritori)

2.      Procedere ad un Piano energetico nazionale sulle esigenze della collettività, non su quella delle aziende.

3.      Difesa dell’acqua come bene comune che deve restare pubblico

4.      Sviluppo delle fonti rinnovabili di energia, con esplicita esclusione dei rifiuti

5.      Forte impulso al trasporto pubblico, ai veicoli ecologici e al trasporto ciclabile urbano

6.      Campagne per il risparmio e l’efficienza energetica, e per l’autoproduzione domestica di energia. Incentivi alle tecnologie che risparmiano energia, come i Led nella pubblica illuminazione.

7.      Creazione di un piano nazionale dove vengono fissati i principi comuni per i Piani Regolatori che siano ispirati a: diritto alla mobilità, all’ambiente, alla salute e alla sicurezza (traffico)

8.      Nuove regole dello sviluppo urbano che tengano conto delle esigenze di un TRASPORTO a basso costo, a basso impatto ambientale, sicuro e che tenga conto dei costi della salute pubblica.

9.      Un albero per ogni nuovo nato, deve essere rispettata, a cura delle amministrazioni locali.

10. Educazione ambientale come materia di insegnamento, a tutti i livelli scolastici.
Introduzione dei pannolini lavabili negli asili nido, e incentivi alle famiglie per il loro utilizzo.

Casa

1.      Ridimensionare le forme speculative sulla casa e renderla realmente accessibile a tutti i cittadini. La casa è un diritto e come tale non può essere oggetto di speculazione.

2.      L’eliminazione dell’ICI per i possessori di un unico immobile e con reddito basso.

3.      Ripresa investimenti per l’edilizia popolare con priorità ad anziani e giovani coppie.

4.      Recuperando e ristrutturando il patrimonio residenziale pubblico, sia per ridurre i costi, sia per contenere il consumo di territorio;

5.      Requisendo e utilizzando appartamenti sfitti da più di 5 anni, di proprietà di Banche, Enti ed Assicurazioni.

6.      Dimezzamento interessi mutui prima casa per intestatari che non superino i 35.000 € di reddito annuo.

Coppie di fatto

1.      Varo di una legge che riconosca lo status di famiglia alle coppie di conviventi, indipendentemente dal loro orientamento sessuale, estendendo loro i diritti/doveri delle coppie sposate

Economia

2.      Recupero delle risorse finanziarie

3.      Riduzione dei costi della politica attraverso:

4.      abolizione di grandi e piccoli privilegi di cui godono parlamentari, ex parlamentari, consiglieri regionali, comunali e componenti di tutte le strutture periferiche di governo;

5.      abolizione dei doppi e plurimi incarichi politici con relative retribuzioni;

6.      riduzione del numero di ministeri, di assessorati, di commissioni e soppressione di strutture parassite;

7.      riduzione del numero di parlamentari, sottosegretari, vicepresidenti, consiglieri regionali, …

8.      adeguamento del trattamento pensionistico dei parlamentari e dei consiglieri regionali a quello di tutti gli altri cittadini;

9.      revisione del meccanismo di attribuzione, ai partiti, dei contributi  per le spese elettorali sulla base degli effettivi votanti e non sul numero degli elettori iscritti nelle liste elettorali;

10. abolizione delle Province e delle Circoscrizioni e realizzazione delle aree metropolitane

11. costituzione di una Commissione Nazionale per la valutazione sull’utilità ed economicità delle opere pubbliche; Ciò avrebbe il duplice effetto di ridurre il peso fiscale sui cittadini e di riportare la politica al suo ruolo costituzionale di servizio, restituirle dignità e credibilità, ridare fiducia a quanti si sono allontanati da essa.

12. Ripristino del pagamento dell’ICI da parte degli immobili di proprietà di Enti Religiosi, adibiti ad attività economiche.

13. Riduzione delle spese militari

14. Recupero dei finanziamenti impropriamente erogati attraverso il meccanismo dei certificati verdi / CIP6

15. Utilizzo dei Fondi Dormienti, delle riserve auree e monetarie acquisite dalla Banca D’Italia, e dei diritti di Signoraggio che ora la Banca d’Italia incamera, dalla BCE, al posto dello Stato Italiano.

Tasse

1.      Lotta all’evasione fiscale, a cominciare dalla enorme quantità di beni mobili ed immobili della criminalità organizzata.

2.      Esenzione fiscale totale per i redditi più bassi

3.      Introduzione della Tobin Tax per tassare la speculazione e dare priorità alle spese sociali

Razionalizzazione della Pubblica Amministrazione

1.      abbattimento dei centri di potere pubblico che utilizzano impropriamente ingenti risorse finanziarie con logiche personalistiche e gestiscono servizi di interesse pubblico utilizzando competenze esterne, lautamente retribuite, piuttosto che quelle interne esistenti già retribuite.

2.      riorganizzazione delle amministrazioni centrali e periferiche degli Enti dello Stato con il contributo delle intelligenze e delle competenze, esistenti al loro interno, secondo un piano di lavoro studiato e progettato sinergicamente.

Salari

1.      Definire un livello minimo dei salari sufficiente per una vita dignitosa attraverso interventi diretti e indiretti.

2.      De-tassazione totale dei redditi fino al limite minimo considerato come soglia di sopravvivenza(15.000 euro lordi?)

3.      Piani per la piena occupazione a livello dei comuni.

Pubblica amministrazione

1.      Definizione di parametri meritocratici su partecipazione democratica dei cittadini, rapporto spesa / abitanti, rapporto abitanti / servizi erogati.

2.      Condizioni di assunzione nell’amministrazione della cosa pubblica – specie per le cariche più alte – con criteri di trasparente e comprovata esperienza e professionalità

3.      Revoca della carica in caso di appurata insoddisfacente prestazione.

4.      Abbassamento dei compensi e dei rimborsi/bonus, investimento dei fondi così risparmiati nel miglioramento del servizio erogato

5.      Tetto massimo per le spese correnti e per le opere pubbliche, e per la loro durata, con riferimento ad una specifica tabella tecnica nazionale

Sostegno alle attività produttive

1.      Ampio sostegno pubblico alle imprese che adempiendo ai propri doveri fiscali, puntano alla innovazione, rispettando l’ambiente, i diritti dei lavoratori e le norme antiinfortunistiche.

2.      Studiare la trasformazione dei contributi pubblici alle imprese (conto capitale e conto interessi) in quote di proprietà pubblica delle strutture e delle aree; con il doppio risultato di considerarle patrimonio pubblico (rispetto al debito) e di poter disporre di immobili produttivi, bloccando le attuali “delocalizazioni” che si trasformano in speculazioni immobiliari e potendo così favorire la collocazione di nuove attività imprenditoriali nella medesima struttura, considerando la quota di proprietà pubblica come contributo al nuovo insediamento .

3.      Fissare il costo massimo del denaro per le aziende produttive familiari.

Giustizia

1.      Riduzione del numero di Leggi e accorpamento tematico.

2.      Progetto per la divulgazione e la fruizione delle norme ai cittadini.

3.      Varo in tempi brevi di una legge sul conflitto d’interessi

4.      Piano triennale per abbreviare i tempi della giustizia, che preveda:

5.      Riequilibro degli organici nei vari tribunali;

6.      Refinire una tabella base per valutare la produttività di Magistrati ed avvocati;

7.      Rafforzare ed assegnare maggiori funzioni alla rete dei Giudici di Pace.

Immigrazione

1.      Accoglienza e riconoscimento del diritto di cittadinanza

2.      Chiusura immediata dei CPT

3.      Garantire i diritti agli immigrati, che, osservando i propri doveri, sono una risorsa VITALE per il Paese, per aumentare l’integrazione sociale ed economica e ridurre il rischio di emarginazione.
Lotta decisa al lavoro nero, politiche di integrazione e per la casa, l’istruzione e l’accesso ai servizi.

4.      Cancellazione dell’attuale normativa e istituzione di una legge che tenga conto delle reali possibilità di integrazione e dei diritti dei migranti, libero da ogni logica discriminatoria, che riconosca pari diritti e opportunità ai cittadini stranieri

Informazione

1.      Televisione pubblica con ridotta pubblicità e canone dimezzato.

2.      Massima espansione di Internet accessibile a basso costo.

3.      Revisione dei finanziamenti pubblici all’editoria radiotelevisiva e giornalistica.

4.      Risorse per la Rai da reperire con la tassazione generale, dopo aver moralizzato gli attuali incarichi professionali

Istruzione e Formazione

1.      Istruzione pubblica e di buon livello per tutti

2.      Rilancio della scuola pubblica con fondi e strutture adeguate.

3.      Cancellazione del finanziamento pubblico alle scuole private non convenzionate e utilizzo di tali fondi per incrementare il personale docente, promuovere corsi di aggiornamento per i docenti ed il risanamento degli edifici scolastici

4.      Revisione delle assegnazioni di risorse finanziarie pubbliche al “sistema della formazione professionale”; recupero dei finanziamenti pubblici illecitamente erogati.

5.      Revisione dei criteri di accertamento del corretto impiego dei finanziamenti, per un effettivo controllo sulla formazione erogata e sull’esito in termini di competenze acquisite.

Lavoro e previdenza

1.      Abolizione della legge 30 (legge Biagi).

2.      Lotta al lavoro nero

3.      Revisione delle normative per la sicurezza sui posti di lavoro, con l’introduzione di sgravi fiscali e contributi per le aziende che vanno oltre il rispetto della legislazione in materia.

4.      Aumento del numero degli ispettori dei cantieri per la sicurezza sul lavoro.

5.      Messa in atto di ammortizzatori sociali a sostegno di chi si trova in condizioni di precarietà lavorativa

6.      Reddito di cittadinanza per chi è privo dei mezzi necessari per vivere

7.      Riforma del sistema previdenziale per garantire a tutti i pensionati una buona qualità di vita

8.      Vincolo per legge di una quota minima dei bilanci comunali da destinare alle politiche sociali per combattere le povertà.

Una politica di pace, di disarmo e non-violenza

1.      Smantellamento degli arsenali nucleari

2.      Ritiro delle truppe italiane che occupano altri paesi

3.      No a nuove basi USA e apertura di una trattativa istituzionale con le autorità di governo americane in merito al ruolo e funzioni delle servitù militari esistenti sul nostro territorio.

4.      Ridiscussione del ruolo e delle funzioni della NATO anche in riferimento alla mutata
situazione geopolitica.

5.      Un anno di tempo per portare in Parlamento tutti i trattati segreti o sui quali sia stato, in passato, posto il segreto di Stato; successiva abrogazione di quelli non esaminati.

6.      Sviluppo del dialogo e della diplomazia per la soluzione dei conflitti internazionali; uso di volontari della pace come forze di interposizione pacifica

7.      Rispetto degli impegni presi per i fondi allo sviluppo e alla cooperazione internazionale

8.      Riconversione dell’industria bellica, con incentivi alla riconversione e sostegno all’occupazione.

9.      Promozione della cultura della non-violenza attraverso corsi e laboratori scolastici

Responsabilità politica

1.      Partecipazione dei cittadini e rapporto elettori-eletti

2.      Norme per la trasparenza e la partecipazione dei cittadini ai bilanci comunali

3.      Referendum anche propositivi sui temi prioritari, compresi la politica internazionale e i temi economici-finanziari.

4.      Legge di responsabilità politica, con verifica periodica del mantenimento delle promesse elettorali e possibilità di perdita della carica se queste non vengono mantenute.

5.      Utilizzo delle nuove tecnologie per consultazioni popolari consultive: internet, telefonia mobile, digitale terrestre.

Ricerca scientifica

1.      Alzare il livello dei finanziamenti alla ricerca, adeguandoli a quelli europei.

2.      Potenziare la ricerca di base.

3.      Possibilità di destinazione dell’8 x mille alla ricerca scientifica per scopi pacifici.

4.      Pensionamento docenti universitari over 70, con possibilità di continuare insegnamento ad honorem, investendo il risparmio in potenziamento della ricerca.

Sanità

1.      Sanità pubblica e di buon livello per tutti

2.      Abolizione delle aziende sanitarie ospedaliere e ritorno al concetto di unità socio-sanitara, slegate dalla logica del profitto.

3.      Rilancio della sanità pubblica con fondi e strutture adeguate.

4.      Abolizione dei ticket per le prestazioni e gli esami medici.

5.      Aumento dei finanziamenti per la ricerca e lo sviluppo.

6.      Abolizione dell’utilizzo degli psicofarmaci sui bambini

Sicurezza

1.      Piano triennale per il potenziamento delle dotazioni tecnologiche e degli addetti alle attività di contrasto della criminalità organizzata e dell’elusione ed evasione fiscale.

2.      Potenziamento delle attività e dei servizi di riabilitazione, per favorire il reinserimento di chi ha scontato la propria pena

Disabilità

1.      Immediata Ratifica della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone Disabili;

2.      In ottemperanza alla citata Convenzione ONU, definizione di un nuovo piano di ricerca e monitoraggio delle disabilità. Secondo competenze da definire esso riguarderà ISTAT Università ed Istituti di Ricerca;

3.      Riforme delle Prestazioni Economiche per ” Invalidi civili ” (pensioni) e delle Indennità di Accompagno. Tali interventi riguarderanno :

4.      adeguamenti degli importi;

5.      definizione dei bisogni e superamento di ogni forma di squilibrio – sperequazione fra disabili, quale causa di situazioni discriminatorie interne ad una medesima condizione umana.
I maggiori aggravi di spesa verranno sostenuti da una quota recuperata dalla evasione fiscale;

6.      Vita Indipendente per i Disabili non Autosufficienti intesa come strumento per l’esercizio dei diritti umani – soggettivi, da scorporare dalle generiche prestazioni per le non autosufficienze (comunque tutelate).

7.      Definizione di criteri di esigibilità omogenea su tutto il territorio nazionale a mezzo di:

8.      Progettualità interdisciplinare a mezzo della centralità dell’utente – protagonista;

9.      prestazioni di assistenza personale indiretta con controllo della qualità da parte dell’utente-protagonista e monitoraggio dell’indirizzo della spesa da parte dell’amministrazione pubblica;

10. Riordino degli oneri sociali a mezzo di una nuova fattispecie di contributi figurativi. Tale assetto non prevede aggravi di spesa se inteso come strumento alternativo alla vecchia logica degli “istituti” , meglio riconoscibili come serragli – istituzioni totali;

11. Scuola e Università: promulgare leggi che tutelino maggiormente il diritto allo studio ad ogni livello e su tutto il territorio nazionale in quanto diritto esigibile. Innescare meccanismi culturali ed organizzativi che portino dal mero inserimento alla piena integrazione – inclusione;

12. Barriere architettoniche – orientative: ottemperanza verso gli orientamenti europei e promulgazione di normative che definiscano criteri di controllo sulla qualità degli interventi.

13. Riforma del Contrassegno Disabili secondo il modello europeo e definizione di nuovi criteri organizzativi e di controllo integrato;

14. Lavoro: Definizione di criteri metodologici ed operativi per rendere esigibile il concetto di collocamento mirato;

15. Cultura e mass media: maggiore attenzione verso una divulgazione corretta delle tematiche inerenti il concetto di diversità sociale. In tali ambiti proporre profili appropriati circa le disabilità.

 

Lettera di Hu Jintao

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Lettera del presidente cinese Hu Jintao a Richard Gere, Beppe Grillo, Nancy Pelosi e altri.

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“Ritengo di grande importanza che i leader che influenzano l’opinione pubblica, come voi siete, conoscano la verità sul Tibet.
L’antica città di Lhasa è ricoperta da decorazioni di gala con bandiere rosse al vento nella piazza Potala e il fiume Yarlung Zambo gorgoglia deliziosamente. Noi membri della delegazione del Governo Centrale, insieme ai quadri e alla gente di tutti i gruppi etnici tibetani, stiamo tenendo questa grande celebrazione per rimarcare il 57 anniversario della pacifica liberazione del Tibet con gioia e esultanza.
57 anni fa, il Comitato Centrale CPC e il compagno Mao Zedong, avendo correttamente valutato la situazione, hanno preso una previdente, risoluta e significativa decisione politica di liberare pacificamente il Tibet. Il Governo Centrale del Popolo e il precedente Governo locale del Tibet firmarono l’ “Accordo sulle Misure per una Pacifica Liberazione del Tibet”. La liberazione pacifica del Tibet è stata uno degli eventi più importanti nella Storia moderna della Cina e un punto di svolta epocale per lo sviluppo del Tibet. Simbolizza che il Tibet, una volta per sempre, si è liberato dalla schiavitù dell’aggressione imperialista e che la grande unità della nazione Cinese e la sua grande volontà di riunificazione sono entrati in un nuovo periodo di sviluppo. Ci ha introdotto in una nuova era in cui il Tibet passa dal buio alla luce, dall’arretratezza al progresso, dalla povertà all’abbondanza, dall’isolamento all’apertura.
Durante gli ultimi 57 anni, il Tibet ha fatto un balzo in avanti nello sviluppo storico di sistemi sociali per camminare nella via del socialismo. Con l’abolizione della servitù feudale, sotto la quale il popolo tibetano è stato a lungo soffocato e sfruttato, milioni di servi di allora, che non avevano neppure i minimi diritti umani, si sono ora alzati in piedi e sono diventati padroni delle loro vite. Oggi tutti i gruppi etnici godono pienamente dei diritti politici, economici, culturali e di altri ancora con un controllo completo del loro destino.
Durante gli ultimi 57 anni, il Tibet ha fatto sostanziali progressi nel suo sviluppo economico, e il tenore di vita della gente è migliorato significativamente. Attraverso riforme democratiche, trasformazioni socialiste e aperture, le forze sociali produttive del Tibet si sono emancipate e sviluppate senza precedenti.
Durante gli ultimi 57 anni, la civilizzazione spirituale socialista in Tibet è stata fermamente diffusa e la società si è sviluppata in ogni aspetto. Iniziative nell’educazione, scientifiche, tecnologiche, nella salute pubblica e altre di indirizzo sociale sono state sviluppate vigorosamente. Le popolazioni di tutti i gruppi etnici in Tibet hanno in generale aumentato la consapevolezza politica, più alti standard etici e livelli scientifici e di educazione. La meravigliosa tradizionale cultura in Tibet non solo è stata protetta, ereditata e trasmessa, ma anche sostanziata per riflettere la nuova vita delle persone e andare incontro alle nuove richieste di sviluppo sociale.

Durante gli ultimi 57 anni, la solidarietà tra tutti i gruppi etnici in Tibet è stata costantemente rinforzata ed è stata mantenuta la stabilità sociale nel suo complesso.La libertà religiosa del popolo è stata pienamente rispettata e protetta. Tutti i gruppi etnici hanno lavorato in unità e hanno avuto successo nel mettere in luce le attività separatiste e distruttive della cricca del Dalai e delle forze contrarie alla Cina, e così salvaguardando la stabilità in Tibet e l’unità nazionale e la sicurezza dello Stato.
Il corso di questi 57 anni di tempeste e vicissitudini ha portato alla luce una grande verità: soltanto sotto la guida del Partito Comunista Cinese, solo nell’abbraccio della madrepatria e solo mantenendo la via socialista con le caratteristiche cinesi, il Tibet può godere oggi della prosperità e del progresso e pensare a un domani persino migliore. Questa è la nostra più importante conclusione dopo 57 anni di sviluppo del Tibet e anche il principio fondamentale da seguire nella costruzione e nello sviluppo del Tibet nei giorni che verranno.
Il Tibet è una bella regione, riccamente dotata, della nostra grande madrepatria. La gente industriosa e di talento di tutti i gruppi etnici del Tibet ha, in un lungo storico sviluppo, dato contributi eccezionali alla creazione di una cultura gloriosa della nazione Cinese e di una civiltà multi etnica. Nell’ultimo mezzo secolo, in particolare, il popolo tibetano ha scritto brillanti capitoli nello sviluppo e nel progresso del Tibet e ha aggiunto nuova gloria alla grande famiglia della nostra madrepatria socialista.
Io sono orgoglioso di invitarvi personalmente a Pechino per i Giochi Olimpici. Sarà una grande opportunità per vedere insieme i progressi e lo sviluppo della Cina. Grazie.

Hu Jintao

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fonte: http://www.beppegrillo.it/2008/03/lettera_di_hu_j.html