Archivio | aprile 13, 2008

C’è chi mangia la minestra, c’è chi salta dalla finestra…

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…e c’è chi protesta contro il sistema politico che “fà schifo” e si mangia la scheda elettorale! https://i0.wp.com/www.gimagioke.it/forum/images/smilies/occhiolino.gif

PROTESTA CONTRO SISTEMA, MANGIA SCHEDA A SORRENTO

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Voleva protestare contro il ‘sistema politico’: cosi’, dopo aver ricevuto la scheda elettorale, ha iniziato a strapparla e a mangiarla a piccoli pezzi. E’ stato bloccato nel seggio dove sono intervenuti i poliziotti. Cosi’ gli agenti del commissariato di Sorrento (Napoli) hanno denunciato, in stato di liberta’, in base all’articolo 100 della legge elettorale del 1957, un imprenditore di limoncello di 41 anni. L’uomo, giunto nel seggio elettorale nell’Istituto Veneto, che si trova nella stessa via, nel cuore di Sorrento, per protestare ‘contro il sistema politico’, come ha detto successivamente, dopo che il presidente di seggio gli ha consegnato la scheda rosa, con molta calma, ha iniziato a strapparla a piccoli pezzi per poi metterli in bocca e mangiarli. I poliziotti, presenti nel seggio, hanno avvisato il personale del commissariato di Sorrento che ha provveduto a condurre l’uomo in ufficio per poi denunciarlo in stato di liberta’.   ”La politica fa schifo” ha detto prima di strappare la scheda per l’elezione della Camera nel seggio e la mangia. Quello di C.d’E., 41 anni, imprenditore, denunciato a piede libero degli agenti del commissariato di Sorrento e’ stato uno sfogo, un gesto preparato evidentemente a puntino tant’e’ che l’uomo non e’ neanche entrato in cabina: non appena il presidente del seggio numero 1 di Sorrento collocato nella scuola Vittorio Veneto, nel centro storico della citta’, gli ha consegnato la scheda l’ha fatta a pezzettini e ha cominciato a masticarla. Immediato l’intervento degli agenti richiamati sul posto dal presidente del seggio: l’uomo e’ stato fermato e condotto in commissariato per essere interrogato. Agli agenti ha detto di voler sfogare la sua rabbia ”contro un politica che fa schifo e avvelena la vita del Paese”. Subito dopo l’interrogatorio, condotto dal commissario Francesco Zunino, l’uomo e’ stato denunciato per distruzione della scheda elettorale che, secondo la legge n. 361 del 1957 prevede una condanna da uno a sei anni di carcere. L’episodio e’ avvenuto alle 13,15. La notizia del gesto ha immediatamente fatto il giro della citta’ ed e’ subito cominciata la consultazione della cabala per giocare i numeri al lotto.

Fonte: http://www.ansa.it

ZERORELATIVO: il baratto è online

Siamo stati alla Fiera del Consumo Critico e degli stili di vita sostenibili, a Milano, dove abbiamo incontrato Paolo, l’inventore del baratto online, e con lui abbiamo avuto una piacevole conversazione.

ZERORELATIVO è una iniziativa assolutamente no-profit, che vi invitiamo a conoscere. Ne vale la pena.

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scambio oggetti online

Baratto online su ZeroRelativo

di Paolo Severi
ZeroRelativo è il portale che mette in comunicazione chi vuole scambiare e barattare i propri oggetti o servizi. E’ nato da un mio progetto, che si è sviluppato e ha preso forma da una serie di eventi: l’ idea di un portale internet, uno scambio avvenuto, l’utopia di trattative dove il denaro fosse marginale, l’idea di fare un sito “usabile” e semplice.

La molla è scattata dopo un divano “venduto” online a un euro. Il valore economico di quell’oggetto era irrisorio e se al posto di quell ‘euro mi avessero proposto un libro o un cd avrei sicuramente accettato. L’ ha “comprato” una coppia di Bologna che si è fatta 150 Km per ritirare un divano che, per loro, aveva un valore molto più alto della cifra simbolica che ho ricevuto. E che hanno dato “in pasto” ai bambini nella loro stanza dei giochi.

Mi sono sempre piaciute le transazioni on line e mi ha sempre affascinato l’idea di poter scambiare cose che non mi servono con altre cose. Un po’ come scambiare figurine da piccoli, con la stessa leggerezza e con lo stesso grado di soddisfazione. Internet è l’unico mezzo che permette di utilizzare il sistema del baratto nelle transazioni quotidiane. In rete il concetto di piccola comunità non esiste e puoi potenzialmente metterti in contatto con milioni di persone, velocemente, che potrebbero offrirti quello che ti serve al posto del tuo, mettiamo, inutilizzato divano. ZeroRelativo é un progetto ad alto valore educativo.

Chi ci utilizza compie un’ azione concreta che denota sensibilità verso uno stile di vita più attento. Ci sono gli “effetti” speciali, cose che ti lasciano basito e ammirato come, per esempio, il proiettore di immagini nato nel campo della pasticceria. E la cosa più bella sono proprio gli oggetti ai quali non pensi, che restano per anni imboscati nelle cassettiere, nell’ultimo vano di una cassapanca o in soffitta. Su ZR diventano plausibili e importanti, riprendono vita e valore, si ritagliano un posto nel mondo, e ti rendi conto che si tratta della maggior parte delle cose che hai visto e che ti hanno circondato, che ti hanno accompagnato e magari di colpo sono scomparse.

Quegli oggetti sono il nostro piccolo capitale. Ed hanno un valore. Uno zero in euro non significa che il valore sia “zero” in senso assoluto. Da quando siamo nati abbiamo avuto 80.000 contatti. Gli iscritti, ad oggi, sono 1100 provenienti da tutta Italia, una media di 3 iscritti al giorno, che hanno inserito circa 2000 annunci di scambio. Il baratto è online. ZR ha suscitato una grande curiosità, ne hanno parlato tanti periodici nazionali, da quelli legati a tematiche ambientali e no profit, come Vita, Carta e La Nuova Ecologia a quelli più generalisti Glamour, Gioia, Jack e Vera. A dicembre è arrivata anche la Rai, che ci ha dedicato un servizio all’interno del programma “Pixel Teconologia Sostenibile”, che ci ha definito “Il paradiso dello scambio e del baratto”. Poi la radio, Radio Rai3 con un mio intervento, in diretta, sul tema “Economia della Felicità” e la radio online di Microsoft, in una recensione ha definito ZeroRelativo il primo sito di baratto telematico. Non ultimo anche l’aspetto economico. ZeroRelativo fino ad ora è stato totalmente autofinanziato, non ci sono fastidiosi banner di contorno e non si pagano, ne si pagheranno mai, le inserzioni. Questa è la migliore garanzia della serietà e dell’unicità di ZeroRelativo.

La domanda ricorrente è “Voi cosa ci guadagnate?” Per il momento la nostra soddisfazione è aver creato un progetto importante, ironicamente potrei rispondere che neppure Google, quando è nato, sapeva quale sarebbe stata la sua fonte di reddito. Ora, l’eventuale supporto di enti, privati o webmaster sarà benvenuto.

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Diamo valore agli oggetti
Tutto si baratta. Tutto si scambia. Niente si butta.
Domande frequenti
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www.zerorelativo.it

La Sinistra l’Arcobaleno è l’unico voto utile per i lavoratori

Diliberto a Franceschini, «è la risposta necessaria a chi vuole cancellare la Sinistra»

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A sei giorni dal voto la campagna elettorale si fa sempre più serrata con Pd e Pdl che tornano ad invocare, ora più che mai, il voto utile, per se stessi, s’intende

Tutto è ancora incerto, ogni voto è utile e il Pd cerca di accaparrarsi le preferenze del popolo di sinistra, prima rinnegato e ora rincorso.

E così, in piena guerra elettorale, prima Veltroni attacca il candidato della Sinistra l’Arcobaleno accusandolo di aver «segato l’albero del Governo Prodi» (ma non era stato Mastella?) e poi il suo vice, Dario Franceschini lancia l’affondo: Fausto Bertinotti come Ralph Nader. Franceschini paragona il presidente della Camera al candidato Verde indipendente che nelle elezioni Usa del 2002 corse da solo favorendo, involontariamente, la vittoria di Bush: «Se i voti di Nader fossero andati ad Al Gore – sentenzia Franceschini – gli Usa non avrebbero fatto la guerra in Iraq, avrebbero firmato il protocollo di Kyoto e forse oggi non ci sarebbe nemmeno il rischio di recessione». Insomma una catastrofe, secondo il numero due del Pd, che potrebbe riproporsi anche in Italia, infatti se il Pd perderà le elezioni non sarà per un programma inconsistente o per le mille contraddizioni interne, ma sarà per colpa della Sinistra l’Arcobaleno.

Quindi Franceschini, per salvare il Paese dalla rovina di un governo Berlusconi (che poi per il Pd non sembrerebbe una rovina visto che da mesi si parla di accordi ed intese post-elettorali con il centrodestra), invita a votare per il partito di Veltroni, tanto «la vera sfida è a due fra Pd e Pdl». O meglio questo è ciò che vorrebbero i due grandi partiti, aiutati in ciò anche dai media.
Ma la Sinistra l’Arcobaleno non ci sta e se di voto utile si deve parlare chiede un voto alla Sinistra, perché siano rappresentati i diritti di chi lavora e perché si contrasti il tentativo d’inciucio fra Pd e Pdl.

Ma soprattutto a Fausto Bertinotti non vanno giù le parole di Dario Franceschini che bolla come delle mere «volgarità».

Scende più nel merito il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, che ricorda come fu il Pd a rifiutare un’alleanza con la Sinistra l’Arcobaleno: «Prima ci cacciano e non vogliono fare l’accordo con noi e adesso ci dicono che se perdono e vince Berlusconi è colpa nostra. Franceschini ha una bella faccia tosta a dire che noi siamo come Nader, dimentica che è stato Veltroni e il Pd a decidere di presentarsi alle elezioni senza di noi. Attenzione, non da soli, ma senza la sinistra. Perché hanno fatto accordi con tutti, imbarcando la qualunque, da Di Pietro ai Radicali, da Calearo al generale Del Vecchio. Lo hanno fatto – accusa Diliberto – perché vogliono cancellare la sinistra».

Anche per Cesare Salvi la «campagna del Pd è sempre più orientata contro la sinistra», con attacchi, sottolinea il verde Angelo Bonelli, che «sono il segno della debolezza della proposta politica del Pd». Insomma, «una campagna grave e disonesta» quella dei democratici, sentenzia il segretario del Prc, Franco Giordano.


(7.4.08)

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fonte:http://www.larinascita.org/content/view/283/31/

PERCHE’ VOTARE LA SINISTRA L’ARCOBALENO

L’OPINIONE

di Giorgio Parisi*

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Ci sono molti motivi per votare in queste elezioni per la Sinistra, l’Arcobaleno, alcuni contingenti, ed altri, più importanti, legati ad una prospettiva di lungo respiro.

A partire dal lontano 1968 si sono successivamente formati movimenti e partiti che si collocavano a sinistra del partito comunista italiano, il quale contemporaneamente si spostava verso il centro e subiva una lenta emorragia verso sinistra di alcuni dei suoi migliori dirigenti politici.Questa formazione di nuovi soggetti politici a sinistra è continuata negli anni ed era dovuta anche all’incapacità del PCI e poi dei DS di raccogliere alcune delle nuove problematiche che emergevano dalla società, per esempio l’ambientalismo.
Sfortunatamente l’arcipelago dei partiti e dei movimenti della sinistra è stato spesso caratterizzato da settarismo e dall’attenzione al proprio particolare interesse; non è mai stato possibile costruire un partito unico della sinistra che potesse almeno concepire di arrivare ad una posizione egemone nella società italiana.

La Sinistra, l’Arcobaleno, è forse il primo tentativo serio di costruire una casa comune per le varie componenti della sinistra italiana (mancano i socialisti, ma forse ci raggiungeranno in un futuro vicino). Certo sarebbe stato meglio se questa forza fosse nata più da un’azione e da un progetto politico che si muovesse dal basso e meno da accordi di vertice; sfortunatamente le varie proposte fatte in questa direzione sono rimaste inascoltate e le stesse liste elettorali soffrono di questa origine verticistica.
Tuttavia capisco bene che le elezioni anticipate hanno dato un’accelerazione imprevista a questo progetto politico e nutro fiducia che dopo le elezioni la Sinistra, l’Arcobaleno, sia in grado diventare un nuovo soggetto politico con una grande partecipazione dal basso in cui i rapporti, anche di potere, tra i vertici e la società siano impostati in maniera diversa da quelli attuali, da quella di tutti gli altri partiti, in un modo nuovo, tutto da inventare. Così facendo si ricuperebbero molte forze che stanno ancora alla finestra e saremmo in grado di affermare orgogliosamente la nostra diversità, così come era in grado di farlo Berlinguer negli anni ’80.

Tutti gli altri grandi partiti, compreso il partito democratico, non escono fuori dall’ottica del mercato e dello sviluppo economico a tutti i costi. Per loro la crescita del PIL, del prodotto interno lordo è l’obiettivo principale. Solo la Sinistra, l’Arcobaleno, ha punto di vista differente, qui ci si rende conto che continuare ad aumentare all’infinito il PIL è una strada che non è più percorribile, ma che invece ci sono prodotti e consumi che devono crescere, mentre altri prodotti e consumi devono decrescere.
Il nostro paese, anche per uscire dalla crisi che oggi attraversa, deve puntare sulla qualità dello sviluppo e non sulla sua quantità. Sarebbe una scelta sciagurata aumentare il PIL al prezzo di diminuire la qualità della vita, tramite l’inquinamento, tramite un’organizzazione della produzione e del tessuto urbano che costringe i pendolari a passare una parte non trascurabile della loro vita in quotidiani ed alienanti viaggi. L’aumento costante del PIL, lo sviluppo ad ogni costo, è un lusso che non possiamo più permetterci. Stanno venendo al pettine i nodi  creati dallo sfruttamento del pianeta da due secoli industrializzazione; nei prossimi anni ci troveremo sempre di più ad affrontare emergenze sul clima, sull’ambiente, sulla disponibilità delle risorse energetiche, tutti problemi che avendo una lunga storia non possono risolti con provvedimenti estemporanei, ma solo con preventiva e lunga ristrutturazione dei modi di produzione. Se incominceremo a fare seri e massicci investimenti nelle energie rinnovabili solo quando il prezzo del petrolio sarà a duecento dollari il gallone, temo proprio che dovremmo affrontare un durissimo e lungo periodo di crisi con un forte calo contemporaneo del PIL e della qualità della vita.

Io non mi rassegno ad ammettere che il capitalismo, e comunque questo capitalismo, sia l’unico sistema sociale possibile: mi rendo conto che su scala mondiale il capitalismo ha fallito nell’obiettivo di assicurare a tutti gli abitanti del pianeta una vita serena e dignitosa, nonostante esistano ormai tutti le conoscenze e tutti i mezzi economici e tecnologici necessari per realizzarlo. Anche se il mercato è stato (ed è ancora) un meccanismo estremamente efficace per assicurare lo sviluppo economico (anche se a prezzo di enormi costi sociali e ambientali), tuttavia non possiamo basarci solo sul mercato per  risolvere i problemi che ci minacciano.


È cruciale intervenire molto velocemente:
ci è rimasto ancora poco tempo per farlo! Un voto per la Sinistra, l’Arcobaleno, è l’unico modo che abbiamo per sperare che considerazioni di questo tipo possano influenzare il futuro della politica italiana.

*Docente di fisica e componente il Comitato promotore nazionale di Sinistra Democratica