Combatte i “fannulloni”, processata: otto anni nella palude della giustizia

di Massimo Martinelli


ROMA (3 giugno) – Certe volte, cercandole in giro per lo Stivale, si trovano persone che hanno intrecciato il loro destino con molte delle cose che in Italia non funzionano. Come la Giustizia, il lassimo nella Pubblica amministrazione, la propensione a sprecare soldi dello Stato, l’attaccamento ai privilegi di casta e altro ancora.

Una di queste, neanche fosse una beffa del destino, si chiama come un’avvocatessa famosa che nelle aule di tribunale magari saprebbe come farsi rispettare. Invece Michelina Grillo, 51 anni, nubile, senza figli, una vita dedicata a crescere due nipoti orfani, è la protagonista di una di quelle storie che abbattono la fiducia della gente nella giustizia. Anche nella giustizia intesa nel senso kantiano del termine, che possa garantire regole civili di convivenza, diversa dalla giustizia dei tribunali, spesso fatta di cavilli, interpretazioni, paradossi. Anche perché, a conti fatti, questa signora ha pagato esclusivamente la sua volontà ferrea di far fuzionare al meglio l’ufficio pubblico che era chiamata a dirigere. Di questi tempi, con il ministro Brunetta che ha dichiarato guerra ai cosiddetti “fannulloni”, sarebbe stata celebrata. Invece ci ha perso la salute. La Grillo, che non è parente della omonima leader dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura, viene da Crotone ma ha conosciuto il purgatorio a Belluno dove è finita sotto processo, trasferita, vessata e, infine, assolta perché ha cercato di far funzionare l’ufficio che era stata chiamata a dirigere, quello del Territorio di Belluno, cioè l’ex Catasto.

L’inizio della storia è datato febbraio ’99, la fine è recente: 20 maggio 2008, quando nella cancelleria del tribunale di Belluno viene depositata una sentenza che cancella anni e anni di persecuzione giudiziaria. Ma andiamo con ordine: Michelina Grillo arriva all’Ufficio del Territorio di Belluno nei primi mesi del ’99, con una missione aziendale precisa: accorpare tre uffici diversi e razionalizzare il lavoro dei circa settanta impiegati e funzionari che trova alle sue dipendenze. Alcuni gradiscono poco la ventata di novità introdotta dalla donna-manager. Forse i contrasti aumentano perchè la Grillo è forestiera, addirittura calabrese di nascita; oppure semplicemente scatta una sorta di difesa per i piccoli privilegi che ognuno si era ritagliato sul posto di lavoro. I primi mesi sono durissimi: in procura, a Belluno, arrivano otto esposti anonimi sulla Grillo.

La accusano di vessare i dipendenti,
di tiranneggiarli, di annientarli psicologicamente. In altre parole, di ”mobbizzarli”, sottoponendoli a comportamenti inutilmente severi e persecutori. I sindacati, neanche a dirlo, si schierano compatti dalla parte degli impiegati e per farla breve, nel giro di qualche tempo, la Grillo si ritrova sotto inchiesta con una trentina di impiegati (stavolta non più anonimi) che la accusano soprattutto di una cosa: manda troppe visite del medico fiscale a casa quando le assenze per malattia si fanno frequenti. Alcuni di loro, condiscono gli esposti con altre “durissime” accuse. Del tipo: “La Grillo non saluta per prima quando incrocia i dipendenti nei corridoi”; oppure “la Grillo ha provocato una malattia al dipendente costringendolo a lavorare al freddo, a finestra aperta”; o anche, “la Grillo pretende di essere informata quando i dipendenti si assentano dal posto di lavoro”. Erano queste, all’incirca, le cose che vengono contestate alla capoufficio di Belluno. Così, mentre i dipendenti la irridono bombardando la sua segreteria di segnalazioni sulla necessità di assentarsi dal posto di lavoro per andare in bagno, la Grillo si vede recapitare una richiesta di rinvio a giudizio per lesioni personali e maltrattamenti. E il pm che si occupa della vicenda, senza nemmeno interrogarla, chiede al gip di emettere un provvedimento di sospensione cautelare dalle funzioni che, però, non viene accolta.

La Grillo deve cercarsi un’avvocato e, almeno a questo punto, la fortuna gli strizza l’occhio: finisce nello studio di Maurizio Paniz, che accetta di difenderla insieme alla collega Raffaella Mario: «L’hanno definita il mio angelo custode – ricorda oggi la Grillo – Per tutto il processo non mi hanno chiesto un euro, anticipando tutte le spese legali. E adesso manderanno la parcella all’Ufficio del Territorio, perchè la legge prevede che le spese legali sostenute da un dipendente pubblico accusato e poi scagionato deve essere lo Stato a sostenerle».

Il processo dura decine di udienze, fino a quando il capo della Procura di Belluno, Domenico Labozzetta decide di presentarsi di persona in aula per chiedere l’assoluzione della Grillo. Che arriva puntualmente, poche settimane dopo. Nessuno dei dipendenti che avevano denunciato la Grillo viene creduto, nonostante le perizie degli psicologi nominati dal pm che segnalano sospette sindromi depressive provocate dalle presunte prepotenze della Grillo. Perizie che, per inciso, avrebbe pagato la stessa capoufficio se fosse stata condannata. La parcella gliela avevano già mandata: 80mila euro. Li pagherà lo Stato anche quelli, cioè i contribuenti.

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fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=25303&sez=HOME_INITALIA

13 risposte a “Combatte i “fannulloni”, processata: otto anni nella palude della giustizia”

  1. edgar dice :

    E i fannulloni si fado scudo dei diritti costituzionali e sindacali. Che rabbia. Dobbiamo trovare un modo per estirpare questa piaga. E’ proprio dalle pubbliche amministrazioni che parte gran parte del malessere italiano.

  2. solleviamoci dice :

    Sono assolutamente d’accordo, una volta tanto. I sindacati devono tutelare i LAVORATORI, di qualsiasi tipo e genere, e non i lavativi. Spezzerei però una lancia a difesa del pubblico impiego: chi di voi non ha mai avuto a che fare con un dipendente Telecom (giusto per dirne una) la cui incompetenza era pari solo alla protervia? non ce l’ho con la Telecom in particolare, anzi devo dire che ho trovato anche persone professionali, disponibili e preparate. Però non è che tutto il male sta nel pubblico… come sempre.

  3. Val dice :

    Pienamente d’accordo con te Ele.
    E in privato ,grazie a te e alle tue convinzioni, sono andato oltre.
    Non mi pare di aver risparmiato nessuna critica sui tanti errori commessi e del nostro continuo ed inutile atteggiamento difensivista in difesa di un’impalcatura societaria voluta esclusivamente dal liberal capitalismo(soggetto che in Italia non è nemmeno tanto dolce).
    Non si difendono cosi è in questo modo,senza spazzar via definitivamente il clientelismo e l’opportunismo, i diritti e le dignità e tantomeno si educa ai doveri e al senso civico.
    A chi è inteso capire che intenda perchè per la sinistra è arrivata l’ora del fare e dell’essere.
    Difendere l’indifendibile e temporeggiare nell’ambiguo che non rende giustizia alla diversità è affare di altri venduti alla casta trasversale(per occupazione indegna di pubblico suolo politico che sia chiaro ,non per altro) dei poteri forti o succubi ignoranti della stessa.
    Quelli come noi difenderanno fino all’ultimo chiunque da ogni sopruso e ogni sofferenza che limiti loro l’uguaglianza e la libertà di poter vivere.
    Mai più difenderemo,condizionati, la tessera, l’intera etnia o il ceto sociale se esaltati a strumento serventi eclusivamente dell’interesse personale di opportunisti,parassiti e delinquenti di ogni risma
    Mai più:per noi e per chi amiamo.
    Senza di questo e senza la pretesa di progettare le vere novità che abbisognano di un segnale più vicino alll’attaccco cgìhe alla difesa è morte politica certa.
    Chi legge e si reputa diverso solo perchè è di sinistra : che intenda!

  4. edgar dice :

    Val! Ribadisco, è sempre un piacere leggerti.
    Ciao.

  5. Franca dice :

    I sindacati devono capire che i lavoratori si difendono difendendo chi fa il proprio lavoro con serietà e onestà…

  6. oscarconiglio dice :

    Fatti non parole
    Fatto – I dipendenti dell’Ufficio del Territorio di Belluno hanno sempre percepito il premio di produttività sia prima che durante ed anche dopo (da quanto mi risulta non lavorandoci più) “l’era Grillo”.
    Fatto – Il giudizio che dà l’utenza lo potete verificare andando sul forum del sito http://www.pregeo.it che è una comunità di tecnici che usufruiscono dei servizi catastali.
    Fatto – Il sottoscritto aveva una valutazione di 10/10 quando era dipendente della D.ssa Grillo.
    Fatto – L’avvocato Paniz è uno dei più bravi d’Italia ed è anche senatore di Forza Italia, ed è lo stesso che ha difeso il presunto Unabomber.
    Fatto – Il procuratore rinviò a giudizio la Grillo dopo accurate indagini sottoponendo i dipendenti catastali a visite mediche specialistiche presso l’ospedale militare di Padova.
    Fatto – Il GIP convalidò la richiesta di rinvio a giudizio.
    Fatto – Durante il dibattimento processuale è cambiato il giudice.
    Fatto – Il Procuratore prima derubrica l’accusa per mobbing poi chiede il proscioglimento dall’accusa per lesioni ai dipendenti.
    Domanda – Perchè il procuratore non ha vagliato tutte le prove invece di far perdere tempo e soldi a tutte le parti in causa ed allo Stato, visto che lui stesso ha chiesto il proscioglimento?

    • simone dice :

      forse concordo con oscar, la cosa si sta ripetendo nell’ufficio dove si trova ora,persone che hanno chiesto il trasferimento,gente ammalata, lei è così attacca le persone le distrugge moralmente,è arrivata a controllare quanta carta igienica si usa…..

  7. solleviamoci dice :

    Bene, Oscarconiglio. Benvenuto e grazie per gli aggiornamenti – che tu, esssendo direttamente interessato (ma anche solo per essere un “locale”) conosci, mentre noi ci dobbiamo basare su quello che i media riportano e sulla nostra fortuna nel trovare i collegamentoi giusti in rete…
    Non credo sia il caso di sottolineare che i nostri commenti non si riferivano al fatto specifico, ma era un discorso generico… 🙂

  8. oscarconiglio dice :

    Sono contento che venga specificato il discorso generico ma in questo particolare momento la classe politica sta cercando di sparare a zero sui gruppi più esposti (zingari, immigrati, pubblico impiego, ecc.) per nascondere le colpe della loro incapacità. Sparare sul pubblico impiego significa favorire i privati che dovrebbero sostituire nei servizi chi quei servizi ha sempre erogato. Le esternalizzazioni per me sono uno dei mali peggiori. Sono venti anni che sono nel pubblico impiego ed ogni volta che si è esternalizzato un servizio è stato per fare arricchire qualche società privata vicina ai politici di turno tanto poi i danni che facevano venivano riparati dai pubblici dipendenti.
    “Prima di tutti vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.
    Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.
    Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.
    Un giorno vennero a prendermi e non c’era rimasto nessuno a protestare…”
    Bertold Brecht

  9. edgar dice :

    Condivido Oscarconiglio, condivido ciò che scrivi sul pericolo che corrono i servizi pubblici. Purtroppo però, sono davvero tanti gli uffici pubblici che non funzionano e sono in preda a “scagnozzi” di dirigenti che fanno il bello e cattivo tempo a danno di chi ha bisogno e di chi lavora.
    Comunque, la stessa cosa accadrà con i servizi privati, perchè dove c’è un briciolo di potere, anche solo burocratico, l’uomo ci si avventa come con la cioccolata.

  10. solleviamoci dice :

    Oscarconiglio, pensavo fosse chiaro dal mio primo commento, ma lo ribadisco ancora volentieri: il discorso di emarginare i lavativi (che io condivido, ma appunto parliamo di lavativi, non di lavoratori catalogati come tali solo perché fan parte di un determinato settore, in questo caso il pubblico impiego) va bene SE COLPISCE gli effettivi colpevoli.
    Pubblici e privati. Mi sono imbattuta in tanti lavoratori comunali, statali o comunque pubblici validi, seri e preparati e in tanti deficienti (in senso etimologico) privati… sulle esternalizzazioni siamo assolutamente d’accordo. Io le ho viste nel privato (dove si chiamavano – ai miei tempi – “cessione di ramo d’azienda” o qualcosa di simile): non hanno mai portato benefici né ai dipendenti né agli utenti, ma un bel gruzzoletto in tasca a chi le faceva sì.
    Certo se cominciassero a buttare fuori a calci i dirigenti improduttivi o peggio, non con laute liquidazioni ma con obbligo di risarcire il maltolto/malguadagnato, la storia potrebbe cambiare… ma non mi sembra sia questa la strada che il nuovo governo intende intraprendere (non che quello precedente, almeno nella sua maggioranza…)

  11. Val dice :

    Premetto che è lungi da me l’idea iniziale però mi pare chiaro che la politica dovrebbe chiarire l’uno e l’altro e abbastanza velocemente prima di intraprendere ogni iniziativa, perchè ciò che scrive l’amico Oscarconiglio è verissimo e, qui in Lombardia ne abbiamo avuto più che una riprova.
    Alla fine possiamo per diletto cimentarci nell’algebra ,anche se il risultato dell’eventuale equazione lo conosco già e anzichè essere un numero è una parola che vale per tuti i poteri di cinque lettere che comincia per C e finisce per A.
    E la cosa più brutta è che la nostra parte politica è completamente svanita.
    Si è smaterializzata,vaporizzata nel nulla lasciandoci soli,deboli,nudi e indifesi come bimbi ignoranti a discutere problemi che non sono nostri e non abbiamo creato noi.
    Il problema dei lavativi,dei parassiti e degli opportunisti come scrive Edgar e come sosteniamo io,Ele,Franca e molti altri esiste eccome ,e non solo nel pubblico impiego ma nell’intera società ,ma questo Brunetta liberista con conflitto d’interesse suo o di qualche suo amico ,strumentalizza il tutto e non poco e ,da buon figlio di ‘ndrocchia qual’è farà solo quel poco che serve loro, così come scrive Oscarconiglio perchè se solo volesse lavorare bene e in nome della giustizia sociale ,manderebbe gli ispettori in ogni luogo e………….puff.
    Ma è quello che vuole e che vogliono?
    Hanno incominciato a dividerci nelle fabbriche.
    Hanno introdotto la globalizzazione dello sfruttamento.
    Manca a loro l’ultimo tassello forte dove ancora si resiste :il pubblico impiego.
    Fatto ciò grazie al contributo dei revisionisti che non hanno problemi di come arrivare a fine mese,di non poter andare in ferie da anni ,di mettere su famiglia e altro ancora ,ma si dicono socialisti o semplicemente democratici caritatevoli con tanti di banche e cooperative a scopo di lucro al seguito o addirittura di certi che ,a parole ,dicono di essere ancora comunisti e tutti insieme,INSIEME AL NEMICO,così come dico da tempo, vogliono far credere a noi che i loro problemi sono i nostri.
    Ci sostituiranno piano piano con i loro fidi e noi …..puff.
    Non condivido mai una lotta senza che prima venga ampiamente discussa e spiegata alla propria parte che si rappresenta e quel che non mi è andato giù non è legato alla presenza di questi campioni dell’etica morale e coscienza civile nel pubblico impiego (in realta sono in ogni settore del nostro tessuto sociale ,compresi ,E DA SEMPRE,i partiti politici)ma l’incapacità di concepire un netto discorso di condanna che chiarivain modo tosto e una volta per tutte chi siamo e chi intendiamo rappresentare ,chi contrastiamo e cosa hanno fatto alla parte più debole della società e addirittura ai consumi e allo stesso capitalismo questa classe politica di dissoluti.
    Questo è essere di sinistra il resto son solo balle che nascondono altri interessi, oppure che,dopo un’esperienza nefasta, intendono tenere accesa la fiammella della speranza con l’alleato di un tempo che non ci caga più manco di striscio anzi è a noi alieno,avversario, o che sogna la socialdemocrazia degli Schroder di Gazprom o dei Blair serventi che tanto piace ai primi che cito sopra e allontano o procurano devastanti ferite tra chi dovrebbe avere in se l’interesse di poter vivere con dignità e da fratelli in un mondo dove la carità non sia più necessaria.
    Chi non è guida capace di essere così mi può raccontare ciò che vuole ,però non mi rappresenta,anzi non rappresenta più una moltitudine.
    Sono veramente,veramente incazzato non deluso Elena.
    Suerte
    Val

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