CARO GASOLIO – Colonna di tir blocca il confine fra Francia e Spagna; Agricoltura in ginocchio

Protesta dei camionisti spagnoli: blocchi alle frontiere e mezzi danneggiati

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MADRID (9 giugno) – Il caro gasolio continua a far montare le proteste. Questa volta sono i camionisti spagnoli che da alcune ore hanno iniziato uno sciopero a oltranza: dopo l’appoggio dei trasportatori francesi, si sono uniti alla protesta anche i camionisti portoghesi, ma si registrano anche episodi di violenza, con diversi camion che hanno provato a passare i blocchi e hanno avuto il parabrezza o le luci sfasciati o le gomme tagliate.

Molti camion danneggiati sono stati abbandonati alla frontiera franco-spagnola, dove si sono create file lunghissime. I trasportatori lasciano passare solo i mezzi leggeri. In Francia alcune decine di camionisti di Perpignan hanno bloccato il lato francese del posto di frontiera di Perthus, mentre si segnala anche l’iniziativa di altri 200 autotrasportatori che con i loro mezzi che stanno rallentando il traffico nella città francese di Bordeaux.

Finito lo sciopero dei pescatori francesi. Dopo tre settimane di stop i pescatori hanno ripreso il mare questa mattina dai porti francesi. Ange Natoli, del Comitato di vigilanza dei pescherecci del Mediterraneo, nel confermare all’Afp la fine della protesta, ha comunque sottolineato che i pescatori restano in attesa dell’evolversi della situazione, anche all’esito della riunione ministeriale che si terrà a Bruxelles il 23 giugno. La protesta contro il caro-prezzo dei carburanti era stato già sospeso, alla fine di maggio, dalle flottiglie francesi sulla Manica e sull’Atlantico. Sabato scorso, il commissario europeo alla pesca, Joe Borg, nel corso di una visita al porto di Scheveningen, vicino l’Aja, aveva promesso di aiutare, nel giro di qualche settimana, i pescatori, messi in difficoltà dalla crescita delle spese per il carburante.

Slitta l’incontro con Zaia. Rinviato a giovedì 12 giugno l’incontro con il ministro delle Politice agricole Luca Zaia, la convocazione di tutte le associazioni e le organizzazioni sindacali che doveva esserci mercoledì è stata spostata alle 15.30 di mercoledì al ministero in via XX settembre.

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fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=7527&sez=HOME_ECONOMIA&npl=&desc_sez=

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Caro gasolio, agricoltori ko

Un litro di gasolio costa più di quanto viene pagato un litro di latte e il trasporto incide sul costo dei prodotti in percentuale del 1000%

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Agricoltura in ginocchio per effetto del caro petrolio in tutta la provincia di Imperia: «La situazione – afferma Antonio Fasolo, presidente della Coldiretti – è disastrosa. Un litro di gasolio costa più di quanto viene pagato un litro di latte ed il trasporto incide sul costo dei prodotti in percentuale del mille per cento. Sinora, per le bizzarrie climatiche, non si sono posti problemi di irrigazione, ma appena l’estate riprende il suo corso normale l’aumento del petrolio renderà insostenibili diverse pratiche agricole».

I pozzi di irrigazione, infatti, funzionano tutti a motori e la spesa esploderà quando bisognerà innaffiare le coltivazioni a ritmo sostenuto. Per fortuna ora non ci sono effetti diretti sulle coltivazioni in serra, che però hanno già “pagato” nei mesi scorsi, quando si sono avuti i picchi del gelo. In Riviera alcuni agricoltori avevano piantato delle primizie in serra ed hanno dovuto sostenere spese di produzione sicuramente più alte. In sintesi i dirigenti delle associazioni agricole spiegano l’aumento dei prezzi di alcuni tipi di prodotti, ma c’è dell’altro.

«Il costo dei sacchi e degli imballaggi – dice ancora il presidente Fasolo – di cui si fa largo uso in agricoltura è salito del trenta – quaranta per cento ed anche questo ulteriore balzello va a gravare sul reddito dell’agricoltore che per anomalie del mercato in molti casi non riesce neanche a recuperare i soldi investiti per la produzione».

La Coldiretti ha chiesto al Governo l’abbattimento di tutte le accise per contenere la spesa per gli agricoltori in crisi. «A causa dell’aumento del costo del greggio – afferma Antonio Fasolo – c’è stato un lieve aumento di alcuni prodotti, ma per rimediare oramai non c’è più tempo. Per l’immediato futuro, però, occorre organizzarsi per ricavare energia pulita dalle produzioni agricole senza per questo ridurre la quantità di prodotti seminati».

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fonte: http://www.ilsecoloxix.it/imperia/view.php?DIR=/imperia/documenti/2008/06/09/&CODE=c1824c36-3606-11dd-bf3a-0003badbebe4

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