Caro-gasolio, morti due camionisti travolti ai picchetti di protesta

Tragedia in Portogallo e in Spagna durante la protesta sul prezzo del carburante
Situazione difficile anche in Francia per l’agitazione dei trasportatori

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Entrambi investiti mentre cercavano di impedire il transito ad alcuni furgoni
In Catalogna autocisterne scortate dalla polizia per rifornire le stazioni di servizio

<b>Caro-gasolio, morti due camionisti<br/>travolti ai picchetti di protesta</b>La protesta dei camionisti in Spagna

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ROMA – La protesta organizzata dai camionisti europei contro il caro-gasolio registra oggi due episodi drammatici, con due vittime, in Spagna e in Portogallo.

Un camionista spagnolo che partecipava a un blocco stradale all’ingresso dei mercato generali di Granada è morto investito da un furgone che cercava di passare. Lo ha annunciato la radio privata Cadena Ser. Qualche ora prima un altro camionista era rimasto ucciso in Portogallo, vicino ad Alcanena. Anche in questo caso l’incidente è avvenuto presso un posto di blocco. Ma le prime ricostruzioni di quest’ultimo episodio sono divergenti.

“Lo ha investito, è stato un omicidio”, ha dichiarato all’agenzia di stampa Lusa un testimone, Manual Agostinho, uno dei capi della protesta. Il camion che ha ucciso il dimostrante viaggiava a circa 50 chilometri l’ora, ha assicurato. L’autista del camion è stato subito arrestato dagli agenti di polizia che presidiavano il posto di blocco di Alcanena, un centinaio di chilometri a nord di Lisbona. Un funzionario della polizia locale ha invece riferito alla radio Tsf che l’uomo si è aggrappato al camion, ma è caduto ed è finito sotto le ruote.

Da ieri il Portogallo è paralizzato da uno sciopero indetto dagli autotrasportatori che protestano per il caro carburanti. Il primo giorno l’adesione è stata quasi totale, ma già oggi diversi camionisti sono tornati al lavoro.

In Spagna, lo sciopero a oltranza messo in atto dalla seconda organizzazione degli autotrasportatori, ha provocato decine di chilometri di fila, in particolare nelle zone intorno alle grandi città. Bloccati anche i rifornimenti alle stazioni di servizio, ai mercati all’ingrosso (praticamente paralizzato il Mercamadrid, il più importante mercato spagnolo insieme a quello di Barcellona) e ad alcune fabbriche del paese come quelle automobilistiche, che funzionano senza magazzino.

In Catalogna, regione del nord-est, dove il 40% delle stazioni di servizio erano ieri senza carburante, sono state prese misure urgenti per evitare la mancanza totale di combustibile. Le stazioni di servizio sono state rifornite da autocisterne, scortate dalla polizia per evitare aggressioni da parte degli scioperanti.

La Spagna soffre particolarmente la mancanza di derrate per il fatto di trovarsi praticamente tra due fuochi: la Francia, dove i camionisti hanno seguito i pescatori nello sciopero contro il caro-gasolio, bloccando la circolazione dei tir proprio verso il paese iberico, e il Portogallo.

I trasportatori sono sul piede di guerra anche in Italia: il governo ha annunciato il via libera alla riduzione dei pedaggi autostradali per i ‘padroncini’, una iniziativa, però, che la categoria giudica ancora non sufficiente per revocare il blocco in programma per il 30 giugno. “Non ci sono le condizioni per rivedere la nostra decisione sul fermo dei servizi di autotrasporto di cose per conto terzi”, ha annunciato il Coordinamento.

10 giugno 2008

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fonte: http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/economia/petrolio-prezzo-2/morte-camionisti/morte-camionisti.html

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