Città e discariche militarizzate: È la risposta alle «emergenze»

La Russa: 2.500 militari per le strade

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emergenza rifiuti, protesta a Napoli, foto Ansa

Allo stato d’emergenza il governo risponde con l’esercito. Discariche e città metropolitane grazie a due decreti approvati venerdì dal governo diventeranno maxi laboratori per le nuove politiche securitarie che altereranno la nostra tradizionale idea di sicurezza. Dallo stato d’emergenza allo stato d’eccezione. L’eccezione di cui parliamo si materializzerà tra poco tempo, quando al fianco alla figura dell’agente di polizia troveremo un soldato dell’esercito che con “il sorriso” ci dirà come comportarci. Immagini già viste a Belfast, a Belgrado o a Santiago del Cilile negli anni Settanta…

Il ministro della difesa Ignazio La Russa da Bruxelles, al termine del Consiglio dei ministri della Difesa Ue, ha detto con la sua tradizionale ironia tragicomica che «sarebbe un peccato non sfruttare le capacità acquisite dai militari di ritorno dalle missioni di pace». «Un emendamento che abbiamo scritto a quattro mani, io e il ministro Maroni, oggi è stato accolto in Consiglio dei ministri», ha annunciato La Russa. «Quindi, nei prossimi giorni verrà presentato questo emendamento al decreto sulla sicurezza che consentirà al ministro dell’Interno di potersi avvalere, se lo riterrà, di un contingente massimo di 2.500 uomini», ha continuato il ministro parlando intanto di un periodo di sei mesi per sperimentare questi “pattuglioni”.

La Russa ha sottolineato che l’esperienza guadagnata dai nostri militari all’estero, dove spesso svolgono compiti di polizia come in Kosovo o in Afghanistan, sarà preziosa per il lavoro di pattugliamento e perlustrazione che verrà avviato insieme a Polizia e Carabinieri. «È un sacrificio delle Forze Armate, che non abbondano di personale, a favore delle Forze dell’ordine, ma che facciamo molto, molto volentieri e che aumenta i meriti dei nostri soldati», ha sottolineato La Russa.

Tempi difficili anche per chi protesta contro l’apertura delle discariche in Campania. Infatti nel nuovo decreto sicurezza le discariche diventano luoghi d’interesse strategico che possono essere difesi con l’uso dell’esercito. L’impiego delle forze armate per la conduzione tecnica ed operativa degli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti, l’obbligo di completare l’inceneritore di Acerra, forze armate parificate ad agenti di pubblica sicurezza. Queste alcune delle novità introdotte dal decreto legge sull’emergenza rifiuti in Campania approvato venerdì dal Consiglio dei ministri.

Il decreto, su proposta del premier Silvio Berlusconi e del ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, completa, rileva Palazzo Chigi, «il quadro delle iniziative tese ad assicurare lo smaltimento dei rifiuti in Campania ed il superamento dell’emergenza in atto».

Viene anche introdotta una nuova disciplina tecnica relativa alla lavorazione dei rifiuti negli impianti di selezione e trattamento meccanico che consente di evitarne il fermo. E la qualificazione delle modalità di impiego delle forze armate, parificate ad agenti di pubblica sicurezza, «assicura la massima efficacia delle operazioni in condizioni di sicurezza».

Il governo ha scelto quindi di utilizzare il pugno di ferro verso chi protesta contro l’apertura di discariche e chi delinque nelle città . Proprio qui nasce il problema. Cosa vuol dire delinquere nelle città? essere clandestino o manifestare contro qualche sopruso?.

Per capire la portata del decreto bisogna aspettare la pubblicazione del testo unico sulla sicurezza. Il governo potrà veramente concedre di usare le armi contro le manifestazioni di protesta o contro clandestini che non hanno il permesso di soggiorno? Per quanto riguarda il decreto specifico sulla questione dell’uso delle forze armate per l’emergenza rifiuti, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, ha poi precisato che il decreto verrà trasformato in un emendamento a quello sull’emergenza rifiuti già approvato a Napoli alcune settimane fa. I due testi verranno dunque unificati e trasformati in legge in modo contestuale.

Dall’opposizione arrivano forti critiche. Per il ministro ombra della Difesa Roberta Pinotti «Siamo contrari alla militarizzazione del territorio, noi non possiamo che ribadire il nostro fermo no». «Noi siamo contrari alla militarizzazione del territorio – sottolinea Pinotti- per garantire la sicurezza nelle città esistono le forze dell’ordine, che magari vanno potenziate». Il personale militare «è stato addestrato per affrontare il ruolo specifico di un esercito professionale, per lo più impegnato in missioni internazionali – conclude la ministro ombra della difesa – e dunque utilizzarlo nelle aree urbane sarebbe sbagliato e costituirebbe anche uno spreco di risorse».

Pubblicato il: 13.06.08
Modificato il: 13.06.08 alle ore 20.53

fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=76266

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