Archivio | giugno 19, 2008

Rifiuti, governo sotto due volte. La Lega vota con l’opposizione

I leghisti votano l’emendamento di Udc e Idv contro il volere dell’esecutivo
Il secondo stop dopo l’annullamento del primo voto, invalidato per ragioni tecniche

Segnale politico del Carroccio: “I Comuni inadempienti devono finanziare l’emergenza”

Rifiuti, governo sotto due volte La Lega vota con l'opposizione

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ROMA – La Lega vota con l’opposizione sulla questione rifiuti e il governo va sotto per due volte alla Camera. La prima votazione era stata annullata, per via di un problema tecnico, perchè la modifica “incideva su un articolo già soppresso”. Ma alla seconda tornata, il Carroccio conferma la sua posizione e lancia un messaggio politico all’esecutivo. L’emendamento al decreto rifiuti, proposto dall’Idv e presentato dall’Udc, riguardava gli stoccaggi e cancellava la possibilità che la parte dei rifiuti urbani non compostata, il Cdr e quelli prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, venissero depositati in piazzole di deposito temporaneo in attesa dello smaltimento.

Nel corso del voto, passato in aula alla Camera col parere contrario di governo e commissione, la Lega Nord aveva già votato una prima volta con le opposizioni. Ma all’episodio era stata data poca importanza, perchè il voto non era stato considerato valido. La decisione era stata presa dal comitato dei nove della Commissione Ambiente: l’emendamento era irriferibile al testo”, ovvero “incideva su un articolo già soppresso in precedenza”. Il relatore aveva chiesto pertanto di “prendere atto” del fatto.

Anche il presidente della Camera aveva minimizzato: “Il testo su cui incideva quell’emendamento insisteva su una parte del testo già soppressa – ha dichiarato il presidente della Camera Gianfranco Fini- non si tratta di un ripensamento ma di un errore materiale”.

Ma quando per la seconda volta la Lega ha votato contro, allineandosi alle opposizioni e votando contro il governo, il segnale politico è diventato chiaro. Si è trattato di un messaggio in vista dell’emendamento del Carroccio, che chiede che una parte dei fondi utilizzati per la risoluzione dell’emergenza siano coperti da Comuni inadempienti sulla raccolta dei rifiuti, al quale, ha spiegato Dussin, “ci era stato detto che sarebbe stato dato parere favorevole e invece non è stato così”.

Michele Giuseppe Vietti (Udc), in merito all’annullamento del primo voto aveva parlato di “incidente grave- ha detto Vietti – ci viene obiettato che nel testo il concetto da noi espresso non c’è. Abbiamo tolto una previsione normativa, la abbiamo votata e mi sembra difficile adesso dire visto che c’è stata qualche incomprensione, annulliamo la votazione”.

19 giugno 2008

fonte: http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/cronaca/camera-rifiuti/camera-rifiuti/camera-rifiuti.html

Crisi mutui negli Usa, 300 arresti in manette i manager della frode

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Tra gli arrestati i due leader di Bear Stearns, Ralph Ciotti e Matthew Tannin
Sono accusati di frode, complotto e insider trading. A tradirli le email scambiate

Il viceprocuratore generale Filip: “Siamo determinati a punire le frodi per riportare stabilità e fiducia nel nostro mercato immobiliare e in quello del credito”

Crisi mutui negli Usa, 300 arresti in manette i manager della frodeIl viceprocuratore generale Mark Filip

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WASHINGTON – La crisi dei mutui subprime negli Stati Uniti sta per arrivare nelle aule dei tribunali. Centinaia di persone sono state arrestate ieri nel corso di un’operazione della polizia federale Usa. I funzionari del Dipartimento alla Giustizia hanno reso noto che oltre 400 persone sono finite sotto accusa, e di queste circa 300 sono state imprigionate in diverse città Usa, tra le quali Chicago, Dallas e Miami. In manette anche due ex manager di Bear Stearns. Tra gli indagati ci sono operatori del mercato finanziario, agenti immobiliari, avvocati e anche persone che hanno ottenuto prestiti senza averne le credenziali.

“Il dipartimento della Giustizia – ha spiegato il viceprocuratore federale Mark Filip in una conferenza stampa a Washington – è determinato a portare alla luce e punire le frodi sui mutui, per contribuire a riportare la stabilità e la fiducia nel nostro mercato immobiliare e in quello del credito”.

Le indagini del Fbi e del dipartimento della Giustizia sui casi di frode che hanno determinato perdite per un miliardo di dollari sono iniziate il primo marzo scorso. La maggior parte degli arresti è stata compiuta ieri. Contemporaneamente, in seguito alle indagini di un altro giudice federale, di Brooklyn, sono stati arrestati due ex manager di Bear Stearns, Ralph Ciotti e Matthew Tannin: sono accusati di frode, complotto e insider trading. Il fallimento dei fondi speculativi sui quali avevano fondato la fortuna della loro società, accese la miccia della crisi subprime.

Su Ciotti e Tannin pesa l’accusa di inganno a scapito degli investitori: dalle indagini sarebbe infatti emerso che i due ex manager erano perfettamente al corrente del cattivo stato di salute dei fondi, anche se pubblicamente affermavano il contrario rassicurando e allo stesso tempo ingannando gli investitori. A inchiodare Ciotti e Tannin sarebbe uno scambio di e-mail, dalle quali emergeva che ambedue erano a conoscenza delle difficoltà dei fondi. Eppure, nonostante questo, nel corso di una conference call tenuta qualche giorno dopo l’invio delle email, Ciotti, pur dichiarando che i risultati dei fondi speculativi erano in calo, constatava apertamente che non c’erano problemi di liquidità e che il portafoglio titoli era solido. Il fallimento dei fondi è costato agli investitori 1,6 miliardi di dollari.

Nell’illustrare i risultati preliminari dell’indagine e spiegare le motivazioni alla base dell’arresto di Ciotti e Tannin, le autorità hanno sottolineato che “gli arresti degli ex manager di Bear Stearns forniscono la magnitudine e la grossolanità della loro cattiva condotta. Hanno gravemente violato la fiducia pubblica”, tradendo gli investitori che regolarmente non venivano messi al corrente dell’andamento reale dei propri investimenti. Gli avvocati dei due arrestati sostengono al contrario che i loro clienti sono vittime della crisi finanziaria, e hanno operato correttamente.

Questo della Bear Stearns dovrebbe essere solo il primo di una lunga serie di incriminazioni legate a casi collegati alla crisi dei mutui. Le indagini pendenti sono circa 1400. L’esplosione della crisi ha fatto perdere la casa acquistata con il mutuo a centinaia di migliaia di persone negli Stati Uniti.

19 giugno 2008

fonte: http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/esteri/subprime-condanne/subprime-condanne/subprime-condanne.html

Manovra – Il lavoro peggiora, ai pensionati l’elemosina. E la disoccupazione cresce

Formigoni: il ticket? Sarebbe grave

Maurizio Sacconi di Forza Italia, foto lapresse

Il ministro Sacconi
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Tagli, nucleare e una spazzata a tutte le norme a tutela del lavoro che il governo Prodi aveva ottenuto. Si conosce qualche dettaglio in più sulla manovra economica del governo Berlusconi. E purtroppo non ci sono buone notizie in vista. A cominciare dal ticket sanitario. Dopo la rivolta delle Regioni che si vedono tagliare radicalmente i fondi e che dovranno perciò introdurre una tassa sulle prestazioni mediche, il governo si è affrettato a dire che «tutto ciò che riguarda il 2009, sia le regole sia le risorse, non subisce nessuna modifica». Ma è una garanzia che dura solo per un anno. Inferocito dall’ipotesi perfino il governatore della Lombardia, il forzista Roberto Formigoni, secondo il quale la reintroduzione del ticket «sarebbe grave, non accettabile da parte dei cittadini e insostenibile per le Regioni».

Il governo non sa come parare i colpi, e molla la responsabilità del provvedimento addirittura al governo Prodi: il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha spiegato infatti che «abbiamo ereditato la legislazione dal governo Prodi, che prevede dal primo gennaio un ticket da 10 euro per la specialistica. Non condividiamo la scelta, ma le risorse devono emergere da controproposte delle Regioni». Peccato che non sia vero, visto che quel ticket dalla Finanziaria del 2007 era sparito.

La Cgil è furiosa per questi «tagli indiscriminati» alla spesa, che inevitabilmente finisce con il «mettere le mani in tasca ai cittadini».

Elemosina ai pensionati Il governo camuffa i tagli con una novità, che il segretario della Cgil Guglielmo Epifani considera «una scelta di carattere compassionevole»: si tratta di una card prepagata – per un valore di circa 400 euro l’anno – che i pensionati potranno spendere per spesa e bollette. Una tantum che non soddisfa il sindacato: Epifani ricorda che «sarebbe stata necessaria una riduzione del carico fiscale» e dice che avrebbe «preferito che quel poco che si poteva fare si facesse con una politica più strutturata».

Il lavoro va a rotoli La nuova manovra – che non a caso raccoglie gli apprezzamenti di Confindustria – butta all’aria buona parte delle tutele che il ministro Damiano era riuscito ad ottenere per il mondo del lavoro: rispunta il lavoro a chiamata, il cosidetto “job on call”, un’ignominia che era stata abolita dal governo Prodi e che invece ora viene rispolverata. L’ex ministro Damiano è attonito di fronte alla «feroce deregolarizzazione» che si prospetta. Per Damiano «il problema non è solo una singola norma, come il ripristino del lavoro a chiamata, ma il senso generale dell’attacco al protocollo del 23 luglio» ed «è preoccupante che si voglia cambiare la normativa sui contratti a termine derogando sulla durata e sul diritto di precedenza del lavoratore in caso di assunzione a tempo indeterminato, dimenticando che questa normativa era stata lungamente discussa con le parti sociale e da esse condivisa». L’ex ministro si riferisce all’ipotesi che nella nuova legge si abolirà il limite di 36 mesi per i contratti a tempo determinato, ripristinando così l’uso selvaggio delle collaborazioni.

La pubblica amministrazione Due le novità introdotte da Brunetta. Mai più stabilizzazioni e class action anche contro il pubblico. Per i lavoratori pubblici che magari da anni lavorano per istituzioni ed enti, non c’è speranza di veder riconosciuto il proprio pregresso: «mai più stabilizzazioni per i precari della Pa – tuona Brunetta – solo concorsi». E annuncia anche che l’introduzione delle cause di azioni collettive è rinviata a gennaio prossimo, proprio per inserire la norma che vede coinvolte anche le pubbliche amministrazioni.

Il nucleare Verranno definiti entro dicembre i criteri per la scelta dei siti che dovrebbero trasformarsi in centrali nucleari. Come annunciato dal ministro Scajola, in un decreto legge verrà definita «la strategia energetica nazionale, con il ritorno all’energia nucleare, la promozione delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica, l’accelerazione delle infrastrutture energetiche (termovalorizzatori, reti di distribuzioni, collegamenti internazionali)». In un disegno di legge, invece, verrà data delega al governo «per la definizione dei criteri di localizzazione degli impianti e per la definizione delle misure compensative da riconoscere alle popolazioni interessate».

Pubblicato il: 19.06.08
Modificato il: 19.06.08 alle ore 17.21

fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=76443

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Istat: la disoccupazione torna a crescere: ora è al 7,1%

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Dopo i rischi di recessione e l’aumento del greggio, sembra tornare un altro vecchio spauracchio nel nostro paese. La disoccupazione torna a crescere dopo una lunga fase di discesa. Lo rileva l’Istat, annunciando che nel primo trimestre il tasso di disoccupazione è passato dal 6,4% del primo trimestre 2007 all’attuale 7,1%. Una percentuale che segna il livello più alto degli ultimi due anni.

Nel primo trimestre 2006 il tasso di disoccupazione era pari al 7,6%. L’incremento, che riguarda tutte le aree territoriali e coinvolge entrambe le componenti di genere, è particolarmente accentuato per le donne del Mezzogiorno.

Pubblicato il: 19.06.08
Modificato il: 19.06.08 alle ore 12.22

fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=76425

Rapporto medico sui detenuti di Guantanamo: «Torture evidenti, sono crimini di guerra»

WASHINGTON (18 giugno) – «Abbiamo riscontrato prove fisiche e psicologiche evidenti di abusi e torture, spesso causa di prolungate sofferenze». Lo afferma Allen Keller nelle conclusioni di un rapporto di 121 pagine diffuso negli Stati Uniti e stilato da un gruppo di medici per i diritti umani, con le valutazioni cliniche su 11 ex detenuti per terrorismo a Guantanamo, nel carcere iracheno di Abu Ghraib e in Afghanistan.

Nella prefazione del rapporto il generale in pensione Antonio Taguba, che ha guidato l’inchiesta militare del 2003 sullo scandalo degli abusi sui prigionieri di Abu Ghraib, sostiene che «non ci sono più dubbi che l’attuale amministrazione abbia commesso crimini di guerra. Resta solo da chiarire – aggiunge – se chi ordinò le torture sarà chiamato a risponderne».

Il rapporto dell’organizzazione «Physicians
for Human Right del Massachusetts, rileva comunque che poiché sono stati esaminati solo 11 casi di detenuti», i risultati di questa valutazione non possono essere generalizzati al trattamento di tutti i detenuti in custodia degli Stati Uniti».

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fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=26183&sez=HOME_NELMONDO