Visita dell’Osce ai campi nomadi di Roma. Amnesty all’Ue: fermate la caccia ai Rom in Italia

Censimento di un campo nomadi a Roma (foto Posocco - Toiati)

ROMA (24 luglio) – Sopralluoghi nei campi nomadi di Roma oggi da parte di una decina di operatori dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce). Il tour è iniziato nel campo di via Salone. Con loro il delegato del sindaco Gianni Alemanno per i diritti del minori  e l’eurodeputato del Pdl, Roberta Angelilli.

Gli operatori dell’Osce, che opera sui temi dei diritti umani e della sicurezza, hanno chiesto ai responsabili del campo informazioni sulle condizioni socio-sanitarie dell’insediamento, sulle vaccinazioni e sul livello di scolarizzazione dei minori.

«L’iniziativa di oggi – spiega Angelilli – non è legata al censimento della comunità nomade partita in questi giorni anche a Roma ma rientra nei programmi che Osce svolge nei vari stati in cui opera». In merito alla questione dei rom, l’Osce ha istituito un contact point sulle questioni dei Rom e dei Sinti, presso il suo ufficio sulle Istituzioni Democratiche e i Diritti Umani (ODIHR), con sede a Varsavia. Oltre il campo di via Salone, gli operatori hanno visitato anche quello in via Tiberina e nel corso della giornata si recheranno anche negli insediamenti di La Barbuta e di via Candoni.

Amnesty alla Ue: fermate la caccia ai rom in Italia. Appello di Amnesty International al Consiglio dei ministri della giustizia e degli interni della Ue, che si riunisce oggi e domani a Bruxelles, affinché condanni «gli atti di discriminazione contro la comunità dei Rom in Italia, culminati con l’obbligo della raccolta delle impronte digitali, anche per i bambini». Nicolas Berger, direttore dell’Ufficio europeo di Amnesty International, chiede che «dopo le critiche della Commissione e del Parlamento europei, gli Stati membri prendano posizione contro quella che è diventata una campagna a tutto tondo contro i rom». La nota è titolata «stop alla caccia contro i Rom in Italia». L’organizzazione definisce «la raccolta delle impronte digitali dei rom per motivi di pubblica sicurezza» come «l’ultima di una serie di politiche discriminatorie adottate dalle autorità italiane». Secondo Amnesty la decisione di estendere questo obbligo a tutta la popolazione italiana dal 2010 «non cambia nulla se, come è stato dichiarato, la schedatura dei Rom proseguirà nel frattempo».

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fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=28255&sez=HOME_ROMA

Una risposta a “Visita dell’Osce ai campi nomadi di Roma. Amnesty all’Ue: fermate la caccia ai Rom in Italia”

  1. Franca dice :

    Non c’è che dire: per la comunità internazionale stiamo diventando un esempio…

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