Archivio | luglio 28, 2008

MANOVRA ECONOMICA – Imboscata per i poveri: Tolto a 36mila l’assegno sociale

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I pensionati Cgil: «Diritti negati»

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anziani, vecchi, pensionati, foto Unità
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La manovra economica del governo si scaglia contro i precari ma anche contro pensionati e casalinghe, e tutti i soggetti che hanno diritto all’assegno sociale: dal 2009, infatti, il beneficio dell’assegno che garantisce una pensione a chi non ha versato contributi di lavoro, sarà corrisposto solo a chi ha «lavorato legalmente con un reddito almeno pari all’importo dell’assegno sociale, in via continuativa, per almeno dieci anni». Così secondo le modifiche dei requisiti per ricevere l’assegno sociale, inserite nell’articolo 20 del Dl 112 sulla manovra, già votato dalla Camera.

In altre parole dal beneficio non sono esclusi solo gli immigrati, primi soggetti destinatari del provvedimento, ma anche le 8 milioni di casalinghe che per tutta la vita non hanno lavorato, per badare alla casa e ai figli. E gli anziani indigenti, privi di reddito e in condizioni di povertà. Un attacco frontale ai diritti e a «uno dei pilastri delle politiche di assistenza», fatto oltretutto «senza alcuna consultazione con le organizzazioni sindacali», denuncia la Uilp. Insomma, dato il tipo di prestazione non ha alcun senso collegarla «all’aver svolto una attività lavorativa e all’aver versato contributi previdenziali, confondendo ancora una volta assistenza e previdenza».

L’assurdità del provvedimento è dimostrata poi dal voler colpire una categoria, già debole, come quella degli immigrati, e arrivare a penalizzarne altre due. «Volevano affrontare il problema dei ricongiungimenti familiari dei neocomunitari – spiega Luciano Caon, della segreteria nazionale dello Spi-Cgil – e hanno penalizzato e danneggiato anche pensionati che hanno diritto all’assegno».

Si tratta di circa 36 mila persone. E per difendere il loro diritto all’assegno i sindacati sono pronti alla protesta: «Se al Senato non viene modificata la norma organizzeremo una grande iniziativa di protesta – annuncia Caon – perché vogliamo assolutamente che il dispositivo venga modificato».

Altro che la social card versione Tremonti. «Non ci servono carte di questo genere che non servono ad affrontare veramente il problema delle pensioni, né la politica assistenziale», dice Caon.

E anche le casalinghe lamentano «i diritti traditi».In tal caso da quello che è il loro beniamino «noi siamo state tutte con Berlusconi e Berlusconi un ringraziamento ce lo deve dare», ha detto il presidente di Federcasalinghe, Federica Rossi Gasparrini. «Vedremo come esce questa manovra – ha aggiunto – e poi ci organizzeremo per vincere e saremo pronte a dare battaglia al governo». Netta contrarietà della Uil pensionati alle «Si tratta di una decisione grave, sia nei suoi contenuti sia nelle modalità con cui è stata presentata e approvata dal primo ramo del Parlamento», afferma il segretario generale della Uilp, Romano Bellissima.

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Pubblicato il: 28.07.08
Modificato il: 28.07.08 alle ore 17.18

fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=77526

Inondazioni in Ucraina e Romania, morti

Piogge torrenziali sui carpazi. In Ucraina le vittime sono 22, in Romania 5 . Decine di migliaia le persone evacuate

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Un ponte abbattuto dalla violenza dell'acqua in Romania
Un ponte abbattuto dalla violenza dell’acqua in Romania

KIEV – Le inondazioni provocate dalle piogge torrenziali stanno devastando i Carpazi: sono 22 i morti nel sud ovest dell’Ucraina, 5 le vittime in Romania. Il numero dei dispersi rimane imprecisato. Si tratta di un’ondata di maltempo che non ha precedenti nell’ultimo secolo. Secondo l’agenzia ucraina Unian il cosiddetto «ciclone balcanico», che imperversa dal 23 luglio, ha provocato 22 morti fra cui sei bambini, quasi 20.000 evacuati, 40.000 case inondate, 33.000 ettari di terreno agricolo distrutti, circa 600 chilometri di strade e centinaia di ponti seriamente danneggiati.

«STATO DI CALAMITA’» – La situazione è particolarmente grave nella regione ucraina di Ivano-Frankvisk dove cinque giorni di temporali hanno ingrossato i fiumi Prout e Dniestr. Le esondazioni hanno lasciato senza elettricità circa 300 fra paesi e città. I danni in Ucraina sono valutati in oltre 300 milioni di dollari (190 milioni di euro). Il Paese «non ha visto nulla del genere da cent’anni a questa parte», ha detto il vicepremier Oleksandr Turchinov. Il presidente Viktor Yushchenko ha dichiarato lo stato di calamità naturale e ieri si è recato a visitare la regione. Nelle zone confinanti della Romania, a nord e nordovest, le vittime delle inondazioni sono cinque; ventimila le persone che sono rimaste senza elettricità.

sono 22 i morti nel sud ovest dell’Ucraina, 5 le vittime in Romania. Il numero dei dispersi rimane imprecisato. Si tratta di un'ondata di maltempo che non ha precedenti nell'ultimo secolo. (Epa)

Una strada del villaggio di Poberezhya, in Ucraina. Inondazioni provocate da piogge torrenziali stanno devastando i Carpazi: sono 22 i morti nel sud ovest dell’Ucraina, 5 le vittime in Romania. Il numero dei dispersi rimane imprecisato. Si tratta di un’ondata di maltempo che non ha precedenti nell’ultimo secolo. (Epa)
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Un villaggio nella regione di Ivano-Frankivsk, Ucraina. (Reuters)

Un villaggio nella regione di Ivano-Frankivsk, Ucraina. (Reuters)
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La linea ferroviaria vicino a Vicovu de Jos, Romania. (Epa)

La linea ferroviaria vicino a Vicovu de Jos, Romania. (Epa)

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28 luglio 2008

fonte: http://www.corriere.it/esteri/08_luglio_28/Inondazioni_Ucraina_Romania_Carpazi_42b7c352-5c8c-11dd-88a9-00144f02aabc.shtml

Napoli, immigrati occupano Duomo Tafferugli, poi trovano un “tetto”

Protesta di oltre cento extracomunitari dopo l’incendio della loro abitazione a Pianura
In serata, il sindaco Iervolino trova loro una collocazione provvisoria

Napoli, immigrati occupano Duomo Tafferugli, poi trovano un "tetto"

Due immigrati davanti alla scalinata del Duomo di Napoli occupato

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NAPOLI – Dopo tre notti trascorse in strada, in seguito all’incendio della palazzina di Pianura nella quale vivevano, cento immigrati hanno occupato oggi il Duomo di Napoli chiedendo a gran voce una casa. I manifestanti hanno lasciato la cattedrale nel pomeriggio, dopo un’assemblea. Durante l’occupazione non sono mancati momenti di tensione, che hanno portato al fermo di tre persone, fra cui una cittadina capoverdiana sindacalista della Uil.

LE FOTO DELLA PROTESTA

Dopo la protesta messa in atto nella cattedrale, i manifestanti, accompagnati da alcuni rappresentanti dei no global e dell’assessore comunale Giulio Riccio, sono arrivati in corteo a Palazzo San Giacomo dove hanno incontrato il sindaco Rosa Russo Iervolino. E dove, per loro, è stata trovata una sistemazione provvisoria. Una quarantina di uomini trascorreranno i prossimi giorni in una struttura di via Speranzella, ai quartieri spagnoli, una quarantina di immigrati africani. Donne e bambini saranno invece trasferiti in una struttura alberghiera.

Per il fine settimana, dopo lo svolgimento di alcuni lavori, tutto il gruppo di immigrati dovrebbe essere trasferito in una palazzina di tre piani di proprietà del Comune di Napoli. E dove in serata un gruppo di extracomunitari, insieme all’assessore Riccio, ha effettuato un sopralluogo.

Soddisfazione è stata espressa da uno dei leader della protesta, l’immigrato Abou Soumahoro, della Costa d’Avorio, responsabile immigrazione delle Rappresentanze sindacali di base. Il quale però ha rinnovato dure accuse di razzismo alla polizia, al governo e a una parte della città.

La storia. Un incendio li aveva costretti a lasciare la palazzina di Pianura dove alloggiavano e, quando il Comune gli aveva offerto un edificio scolastico in un quartiere del centro, Montecalvario, i cittadini residenti erano insorti, impedendo l’ingresso degli immigrati nella scuola. Fra gli extracomunitari, provenienti per lo più da Costa d’Avorio, Ghana e Burkina Faso, ci sono 36 rifugiati politici e 76 richiedenti asilo. Alcuni non sarebbero in possesso di documenti in regola.

L’occupazione del Duomo. Intorno alle 7.30 del mattino il gruppo ha occupato il sagrato della chiesa. Mentre all’interno era in corso la messa, sono arrivate le pattuglie della polizia. Circa cinquanta manifestanti, ai quali si sono aggiunti un dirigente del settore immigrazione della Cgil e alcuni no global, hanno fatto il loro ingresso in chiesa e hanno preso posto tra i banchi. Sotto il controllo della polizia, fuori e dentro il Duomo, una delegazione di immigrati ha incontrato il responsabile diocesano della Caritas, monsignor Gaetano Romano, che si è adoperato per un incontro con il Comune.

I tafferugli. Poco dopo sono iniziati i tafferugli tra polizia e manifestanti. Gli immigrati non avrebbero accolto il ripetuto invito delle forze dell’ordine di lasciare la Cattedrale. Due hanno reagito iniziando una colluttazione con i poliziotti. E’ iniziata una zuffa generale alla quale si sono uniti anche altri immigrati ed esponenti no global. Tre immigrati sono stati caricati a forza su un furgone civile della polizia e trasferiti in Questura. Si tratta di un cittadino della Costa d’Avorio, Musa Boure, che sarebbe stato medicato in ospedale, di due capoverdiani: una donna, Celeste Ramos, sindacalista della Uil-Immigrati e di Francisco Ramos, 39 anni.
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28 luglio 2008

fonte: http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/cronaca/immigrati-napoli/immigrati-napoli/immigrati-napoli.html

Nuovo Prc alla prova delle giunte: il paradosso Calabria

Paolo Ferrero al congresso del Prc a Chianciano, foto Ansa

Primo giorno da segretario di Rifondazione Comunista per Paolo Ferrero. E inizia già a scricchiolare sia il partito che il quadro delle alleanze nelle amministrazioni locali ancora governate dal centrosinistra. I contrasti partono dalla Calabria. Ma investono più in generale il gruppo dirigente, spaccato tra vecchia e nuova maggioranza e tra due linee profondamente diverse: quella di discendenza ulivista e quella inaugurata a Chianciano di isolazionismo comunista. Un tempo nella maggioranza dei casi nelle amministrazioni locali si trattava di dirigenti di stretta osservanza “bertinottian-vendoliana”, mentre ora questi risultano di fatto sfiduciati dalla nuova dirigenza nazionale. È così in Calabria, dove però i “vendoliani” – ora riuniti in corrente – si rifiutano di conformarsi al dietrofront di Ferrero dopo che hanno appena raggiunto un accordo per il loro ritorno in giunta alla Regione.

Nel 2007 l’assessore al lavoro del Prc Nino De Gaetano uscì dalla giunta guidata da Agazio Loiero per la presenza di alcuni assessori discussi e per un clima politico impraticabile. Ma ora il Prc calabrese è intenzionato a rientrare. Il segretario regionale Pino Scarpelli – mozione Vendola – , alla vigilia del comitato politico regionale sembra voler accettare comunque l’offerta di Loiero.

Il presidente della giunta calabra stava per nominare in questi giorni nuovamente un assessore del Prc. La scelta, dopo una serie di colloqui con i dirigenti regionali del partito, era ricaduta sul consigliere Damiano Guagliardi. Del rientro di Rifondazione in giunta, quindi, si parlava da almeno un mese. Poi a Chianciano ha vinto la linea di chiusura rispetto a qualsiasi collaborazione con il Pd e le altre forze di centrosinistra, la rimessa in discussione anche delle alleanze esistenti invocata dal nuovo segretario, l’ex ministro della Solidarietà sociale. Al congresso Ferrero ha proprio preso posizione contro il reingresso nell’esecutivo calabrese, apprezzando una mozione presentata in questo senso dai delegati calabresi facenti parte della nuova maggioranza del partito.

«Entrare nella giunta regionale calabrese – ha detto il neo segretario nazionale Ferrero- è una cosa pessima politicamente e moralmente». Ma lunedì il progetto di rientro in giunta viene confermato.

Il segretario regionale Pino Scarpelli non vuole mettersi in guerra e cerca di minimizzare. «Non credo ci sia il rischio di generare attriti con Ferrero, anche per la conoscenza diretta che ho di Paolo. Lui sa bene che i nostri percorsi non sono personali, ma politici». «Non facciamo qualcosa contro qualcuno, ma per il bene della Calabria. Non dobbiamo avere la cultura del sospetto o dei retro pensieri».

Il segretario del Prc calabrese continua dicendo: «Siamo usciti da Giunta e maggioranza dopo avere chiesto un’inversione di tendenza che non c’è stata. Poi è cambiata la Giunta, la visione politica e il modo di fare squadra della Giunta. Inoltre abbiamo posto – chiude Scarpelli- al centro del dibattito l’approvazione del bilancio delle politiche socio sanitarie, ricevendo l’assicurazione che la nostra base è quella che la Giunta vuole approvare. Se c’è, dunque, questo ritorno politico per i calabresi non può essere l’esito del Congresso ad inficiare il nostro percorso».

Anche il primo firmatario della mozione due, Nichi Vendola, uscito sconfitto dal congresso, ha fatto capire domenica dal palco del Palamontepaschi di Chianciano, che lo scontro sulle amministrazione sarà una delle partite aperte all’interno del Prc. «Le decisioni politiche del partito sul territorio devono essere prese dai circoli e dagli organismi dirigenti locali».

Non c’è solo la Calabria, però. Rifondazione collabora nella maggior parte degli enti locali eletti nel 2005.E lo stesso problema può porsi un po’ ovunque.

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Pubblicato il: 28.07.08
Modificato il: 28.07.08 alle ore 15.30

fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=77523

Norma anti-precari, Veltroni attacca: “Va tolta, o battaglia in Parlamento”

Critiche, sul merito e sul metodo, anche dal ministro Meloni e da Pezzotta (Udc)
Ma il governo al momento non ha presentato alcun emendamento in materia

Norma anti-precari, Veltroni attacca "Va tolta, o battaglia in Parlamento"Walter Veltroni

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ROMA – L’emendamento cosiddetto “anti-precari” resta nel testo della manovra, e il governo, nonostante la pioggia di critiche ricevute, non ha presentato e non intende mettere a punto alcuna modifica. Lo ha precisato, a margine dei lavori della commissione Bilancio in Senato, il relatore Salvor Fleres (Pdl), aggiungendo che il governo ha invece presentato un emendamento alla manovra che corregge l’articolo 60. E oggi a prendere posizione, con forza, è Walter Veltroni: “E’ una misura politicamente e socialmente inaccettabile, oltre che a rischio di costituzionalità – attacca – chiedo al governo di ritirarla immediatamente”, perché “rafforza l’ingiustizia di questo Paese e aumenta la precarietà”. Altrimenti, promette il segretario del Pd, “contrasteremo questo provvedimento in Parlamento con tutte le nostre forze”.

Insomma, almeno a sentire le parole di Veltroni, l’idea di sanare la situazione con un successivo provvedimento correttivo non basta: la norma va già cancellata dal testo attualmente in discussione (oggi è in Senato). Cosa che l’esecutivo non vuole fare, per non allungarne l’iter parlamentare. Veltroni, però, non accetta questa logica: “Il nostro paese sta vivendo un periodo di stagnazione drammatica che allarga le differenze sociali. Per questo noi siamo disposti, pur di eliminare l’emendamento anti-precari, anche a una terza lettura della Camera sul maxiemendamento”.

Roberto Cota, presidente dei deputati della Lega, difende la norma che a suo parere “non toglie diritti, ma semmai ripristina quelli negati. Quelli che oggi invocano misure per i giovani che fanno fatica a trovare un posto di lavoro dovrebbero sapere che proprio la norma in questione serve a porre rimedio ad un aggiramento delle norme sul pubblico impiego e sui concorsi pubblici che è stato fatto”, dice. E Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl, cerca di smorzare i toni, sottolineando che si tratta di “una situazione circoscritta”, con particolare riferimento alle Poste, “ed è scartata ogni ipotesi riguardante il presente e il futuro e la gran massa dei precari”.

Ma non è solo il Partito democratico ad alzare la voce. Dall’Udc, ad esempio, insorge Savino Pezzotta: “Se veramente la maggioranza vuole un confronto diverso e costruttivo con le opposizioni e, aggiungo, con le forze sociali – dichiara l’ex segretario della Cisl – rinunci a voler imporre quest’intervento sui contratti a termine. E’ tempo di cambiare metodo e strategia e cercare di evitare che s’inneschino forti tensioni sociali”.

Le critiche non riguardano solo la norma in sé, ma anche il metodo, in particolare il suo inserimento nel decreto sulla manovra. E vengono anche dall’interno del governo. Dopo le perplessità del titolare del Welfare, Maurizio Sacconi, e della Funzione pubblica Renato Brunetta, oggi parla il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni: “La norma antiassunzioni – dice al “Caffè” di Skytg 24 – è sicuramente un’iniziativa sulla quale la maggioranza deve confrontarsi, valutandone attentamente il senso. Sul piano del metodo, credo che la strada giusta non sia inserire una simile norma con un emendamento in finanziaria, che risulta estemporaneo e si presta facilmente a strumentalizzazioni”.

Ed anche i sindacati sono sul piede di guerra. Oggi il segretario della Cgil Guglielmo Epifani contesta il governo accusandolo di compiere “un lavoro chirurgico”: “A differenza di quanto aveva fatto precedentemente, come nel caso dell’articolo 18, l’esecutivo non affronta di petto lo scontro con il sindacato ma cerca di aggirare il tema, ma, così facendo, fa cadere il palazzo dei diritti”. Per Epifani, è necessario “reagire a questi atti di manomissione dell’accordo del 23 luglio. Dove il governo interferisce pesantemente”.

Tuttavia, come ha precisato oggi Fleres, al momento il governo non intende presentare alcun emendamento in materia: “Sui precari per ora non c’è nulla – ha spiegato il senatore – mentre c’è una proposta di modifica del governo sull’articolo 60. Quest’ultimo assegna ai ministri la possibilità di modificare per via amministrativa le postazioni di bilancio approvate con legge dal Parlamento: scelta questa che ha suscitato le perplessità del Quirinale”.

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28 luglio 2008

fonte: http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/economia/conti-pubblici-77/veltroni-e-co/veltroni-e-co.html

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DILIBERTO: PRECARI. DOV’ERA PD QUANDO E’ STATA VOTATA NORMA?

Ufficio Stampa

Roma 28 luglio 2008

Veltroni dice ‘contrasteremo quella norma con tutte le nostre forze’. Ma dove erano i deputati del Pd quando quella norma è stata approvata prima in commissione e poi in aula? Ci è’ voluta la denuncia della sinistra, quella vera, per sventare il colpo di mano che si stava preparando.
Con la silente complicità del Partito Democratico. Sappia Veltroni che i lavoratori lo sanno.

Quelli che… il carovita

Ricopio fedelmente dal sito dell’amico tanuccio

Quelli che è tutta colpa dell’Euro, oh yeah!
Quelli che è tutta colpa della benzina, oh yeah!
Quelli che è tutta colpa degli idrocarburi, oh yeah!
Quelli che è tutta colpa degli altri meno che di me, oh yeah!
Quelli che si lamentano per il prezzo della benzina e poi usano la macchina per fare 100 metri, oh yeah!
Quelli che se la benzina aumenta è colpa di Prodi, oh yeah!
Quelli che se la benzina aumenta anche con Berlusconi è sempre colpa di Prodi, oh yeah!
Quelli che pensano che Prodi abbia un distributore, oh yeah!
Quelli che per risparmiare si buttano sui sottocosti, oh yeah!
Quelli che per buttarsi su un sottocosto comprano un completo per caccia grossa alla tigre, oh yeah!
Quelli che raccattano volantini da ogni dove e per risparmiare li usano come carta igienica, oh yeah!
Quelli che per aumentare i consumi tolgono l’ICI, oh yeah!
Quelli che per aumentare i consumi detassano i BOT, oh yeah!
Quelli che per aumentare i consumi tolgono il bollo dell’auto, oh yeah!
Quelli che non ammetterebbero mai che per aumentare i consumi devono aumentare gli stipendi, oh yeah!
Quelli che per risparmiare vanno nei discount e spendono 50 euro di cioccolati, merendine e altre schifezze che finiranno in una settimana, oh yeah!
Quelli che si inventano la Robin Hood tax, oh yeah!
Quelli che Robin Hood rubava ai ricchi per dare ai poveri, ma non toccava le televisioni, oh yeah!
Quelli che si ricordano ancora quando l’anguria andava a 50 lire al chilo, oh yeah!
Quelli che ricevevano dalla madre 500 lire la domenica e si sentivano dei re, oh yeah!
Quelli che dobbiamo diminuire i consumi di energia! Non i miei i tuoi! Oh yeah!
Quelli che non comprano più la pasta, ma in compenso vanno a mangiare sempre fuori, oh yeah!
Quelli che il Suv non è costoso, siete voi che siete tirchi, oh yeah!
Quelli che stiamo andando veramente male e poi non rinunciano alle vacanze in posti esotici, oh yeah!
Quelli che hanno fatto un mutuo a tasso variabile ed ora sentono un certo bruciore in quel posto, oh yeah!
Quelli che i nostri nonni vivevano peggio e campavano con molto meno, però porca puttana se mi devo lamentare! Oh yeah!

Aggiungo un “quelli che” fuori tema, ma che mi sembra dovuto:

quelli che copiano a man bassa dai blog altrui, ma “io non sono un ladro perché cito la fonte”, oh yeahhhhhhhhh! 😀