Archivio | luglio 30, 2008

Dolo Alfano: si parte!

dal sito di Antonio Di Pietro

Pronti, via. Oggi inizia il conto alla rovescia per sapere se la legge è uguale per tutti o per tutti meno alcuni.

Siamo in Corte di Cassazione, noi dell’Italia dei Valori, per depositare il quesito referendario. Mentre vi sto parlando, altri amici insieme a me stanno facendo la fila per sottoscrivere una richiesta di referendum di una sola riga: volete voi che sia abrogata la legge “salva Premier”, quella che Berlusconi si è fatto per non farsi processare? O volete che sia giusto che quattro persone e soprattutto chi è già sotto processo si faccia una legge all’ultimo momento in modo da non farci sapere se alla Presidenza del Consiglio abbiamo una brava persona o un poco di buono?
Questo è un quesito di democrazia che rispetta l’articolo 3 della Costituzione. Il concetto “la legge è uguale per tutti” deve essere riaffermato.

Siccome noi siamo di parola, e siamo determinati nella nostra azione, non ci limitiamo soltanto ad abbaiare. Ci impegniamo a raccogliere le firme per il referendum affinché voi cittadini, voi datori di lavoro di noi dipendenti al Parlamento, possiate decidere se noi siamo uguali a voi o siamo piuttosto persone al di sopra della legge.

Cosa succederà prossimamente? Ci sono delle ferree regole che dobbiamo rispettare, che rendono molto difficile questo cammino. Abbiamo bisogno del vostro aiuto.

Oggi abbiamo depositato il quesito. Nelle prossime settimane, mentre gli altri vanno in vacanza, prepareremo la macchina organizzativa. In ogni provincia faremo un centro di raccolta e di coordinamento, che risponderanno ad un coordinamento generale a Roma e a Milano in sedi che vi indicheremo su questo sito. Abbiamo bisogno di persone che ci aiutino a raccogliere le firme, a preparare banchetti, a firmare e a far firmare questo quesito referendario.

Abbiamo due mesi e mezzo, massimo tre mesi di tempo. Inizieremo la raccolta ufficiale delle firme il 12 settembre con il lancio dell’iniziativa a Vasto. Da adesso al 12 settembre prepareremo tutta la macchina organizzativa, vi faremo sapere nelle prossime settimane dove ci saranno i centri di raccolta e tutto il materiale a disposizione, e soprattutto dove sarà il centro informazioni di tutti gli eventi che si svolgeranno in tutte le province d’Italia.

Dal 12 settembre al 12 dicembre ci saranno tre mesi di fuoco in cui tutti i giorni, soprattutto nei fine settimana, faremo eventi in tutte le piazze d’Italia grazie a voi, grazie a tutti quelli che vogliono darci una mano. In questo sito troverete la mail (info@antoniodipietro.com) con la quale mettervi in contatto con l’organizzazione per dare la vostra disponibilità e allo stesso tempo per aiutarci anche nella raccolta delle firme.
In questi tre mesi raccoglieremo le firme, che non possiamo depositare prima del primo gennaio. Abbiamo già fissato la data di deposito delle firme in Cassazione l’8 gennaio dell’anno prossimo.

Come vedete vogliamo fare sul serio. Chiediamo il vostro aiuto, la vostra collaborazione, affinché questo atto di democrazia possa compiersi, affinché i cittadini possano essere messi in condizione di esprimersi liberamente ed essere giudici dell’operato del Parlamento e del governo, e non lasciare che dipendenti del Parlamento nominati da capi partito diano l’impunità a chi è sottoposto a processo.

Appuntamento tramite mail all’organizzazione nazionale, ed in seguito alle organizzazioni provinciali, per la raccolta delle firme. Si parte.

Noi firmeremo, e voi? 🙂

Silvio Berlusconi

… intanto qualcuno già prega…!

Benvenuto a Carlo!

Con leggero ritardo, ma con tanta gioia, diamo l’annuncio: il 25 luglio è nato Carlo, nientedimeno che il cucciolo dell’amico Il Russo!

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Benvenuto piccolino, che la vita ti sia propizia come il nome che porti! 😀

Per Gaza

Ho letto nel blog dell’amico DANIELE il rockpoeta un post che mi ha entusiasmato. Cliccate e leggete… io vi riporto invece la notizia dalla fonte

Free Gaza

Fra poco meno di due settimane cercherò di entrare a Gaza.

Con una quarantina di attivisti per i diritti umani provenienti da 15 paesi diversi, compresi palestinesi e israeliani, e un carico di aiuti umanitari abbiamo deciso di sbarcare sulle coste della Palestina.

Il primo di agosto ci ritroveremo a Cipro, e il 5 salperemo su alcune barche che abbiamo acquistato verso Gaza,  laddove ci attendono i rappresentati di una decina di ONG che ci hanno invitato. (fra cui the Palestinian Red Crescent Society in the Gaza Strip, the Palestinian Medical Relief Society, the Palestinian Centre for Human Rights and the Gaza Community Mental)

La condizione umanitaria di un milione e mezzo di palestinesi, uomini donne e bambini incarcerati illegalmente in Gaza è catastrofica, la peggiore degli ultimi 40 anni di occupazione israeliana.

Nonostante Israele dichiari che Gaza non è più occupata, di fatto nega alla vasta maggioranza della popolazione l’accesso al lavoro, agli spostamenti, all’educazione, alla sanità, e al diritto di ricevere visitatori.

Abbiamo provato a ritornare in Palestina per terra.

Ci abbiamo riprovato per aria. Nonostante io come i miei compagni siamo tutti pacifisti che professano la non violenza, siamo stati arrestati, incarcerati e ingiustamente processati dinnanzi alle corti israeliane.

Adesso ci siamo fatti seri, via mare salperemo per Gaza.

Navigando su acque internazionali, ed essendo invitati dai palestinesi,

non abbiamo ritenuto doveroso informare Israele.

Le leggi internazionali dichiarano esplicitamente che abbiamo tutti i diritti di andare a visitare Gaza.

Il parlamentare palestinese al-Khudari ha sottolineato che “ricevere la nave che arriva per rompere l’assedio è un diritto del popolo palestinese. Essa giunge attraverso le acque nazionali, e nessuno potrà intromettersi, né Israele né altri”.

Il nostro obbiettivo è quello di rompere l’assedio israeliano di Gaza, dimostrando tutta la nostra solidarietà alla popolazione palestinese.

Importando a Gaza contemporaneamente ai beni di prima necessita noi stessi, insegnanti, medici, operatori umanitari e attivisti per i diritti umani.

Con noi ci saranno alcuni sopravvissuti della nakba,la “catastrofe” palestinese, e Hedy Epstein, 84enne sopravvissuta all’olocausto.

I premi Nobel per la pace Desmond Tutu, Jimmy Carter e Mairead Maguire hanno ufficialmente espresso il loro sostegno alla missione (link: il supporto di Desmond Tutu), così come diversi parlamentari inglesi (. In the UK, MPs Jeremy Corbyn and Lynne Jones, MEP Caroline Lucas, and retired MP Alice Mahon have all expressed support for this project. )

Il regista inglese Ken Loach ci ha inviato un suo contributo in sterline e ha espresso il suo supporto.

Sappiamo a quali notevoli rischi andiamo incontro, ma siamo al contempo parecchio stanchi e frustrati dell’inerzia della comunità internazionale, è ora che qualcuno si muova per cercare di frenare il lento genocidio di un milione e mezzo di innocenti.

Non ne possiamo più di far finta di niente, di girarci dall’altra parte dinnanzi alle stragi quotidiane, alla vista di quell’ immensa prigione a cielo aperto che oggi è Gaza.

Cercando di rompere l’assedio, vogliamo restituire ai palestinesi una parte della loro libertà negata. Quella sovranità della Palestina sancita dall’Onu e dalle leggi internazionali.

Porteremo con noi delle reti, e se riusciremo a sbarcare per prima cosa porteremo a pescare con noi i pescatori palestinesi, oggi ridotti a bersagli galleggianti per i cecchini sulle navi da guerra israeliane.

Sulla via del ritorno verso Cipro, vogliamo portare con noi tutti quei palestinesi che necessita di cure mediche urgenti ed immediate.

Qualunque sia l’esito della nostra missione, che il nostro gesto, il nostro determinato sacrificio, possa smuovere ulteriormente le coscienza di un mondo adulterato dall’arroganza dell’indifferenza.

Ci sono terribili catastrofi naturali a questo mondo, come terremoti e uragani, inevitabili.

A Gaza è in corso una catastrofe umanitaria perpetrata da Israele ai danni di un popolo che vorrebbe ridotto alla più completa miseria, sottomissione.

Il mondo intero non può ignorare questa tragedia, e se lo fa, non includeteci in questo mondo.

Chiediamo solo che alcune semplici imbarcazioni approdino a Gaza con il loro carico di pace, amore, empatia, che a tutti i palestinesi siano concessi gli stessi diritti di cui godono gli israeliani, e qualsiasi altro popolo del pianeta.

Soffiate sulle nostre vele, remate con noi, la giustizia e la libertà sono diritti spogliati di cittadinanza, riguardano l’intera comunità di esseri umani senza esclusione alcuna.

Restiamo umani,

Vittorio Arrigoni

(attivista per i diritti umani e blogger)

blog: http://guerrillaradio.iobloggo.com/

website della missione: http://www.freegaza.org/

free gaza movement
… ma visitate i link citati, sia per aggiornamenti che per video ed altro.
Buon viaggio di cuore a questi coraggiosi e   FREE GAZA!
CON PREGHIERA DI MASSIMA DIFFUSIONE A TUTTI I BLOGGERS. GRAZIE.

Rom 13enne ‘segregata’ in comunità. Negate le visite ai genitori da 2 mesi

Il legale: “Si tratta di segregazione”. Tutto quello che l’avvocato ha ottenuto è un’udienza dopo le vacanze: il 18 settembre

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Donna Rom Milano, 30 luglio 2008 – La connazionale ruba un biberon e fugge. Lei, 13 anni, viene fermata e messa in una comunità protetta con un “regime addirittura più grave di quello carcerario” e da due mesi invano i genitori chiedono almeno di poterla incontrare. Ma l’addetto dei servizi sociali è in ferie e i giudici non valuteranno la richiesta prima del 18 settembre.

Lo denuncia il legale dello zio con cui la bambina viveva al campo nomadi di Gallarate. La vicenda ha per protagonista una bimba che secondo i documenti è nata in Croazia 13 anni fa, sebbene dall’esame osseo risulti avere un anno in più. Tutto ha origine dal furto di un biberon da 29 euro all’Armani Young di via Montenapoleone lo scorso 21 maggio in cui, si legge nella denuncia di un’impiegata, una ventenne sorpresa a rubare spintonava la commessa, gridando: “Sono incinta tu mi fai male”. La ladra è fuggita e in negozio è rimasta la bambina “che veniva consegnata alla polizia”. Di qui l’accusa di concorso in rapina impropria perché l’impiegata ha riportato una contusione a un braccio con prognosi di 5 giorni. Il biberon “veniva rimesso in regolare vendita”. Ma la bambina, ancorché indagata in stato di libertà, è stata posta in una comunità protetta.

Inutili, sostiene il legale, le telefonate ai servizi sociali. Caduta nel silenzio la richiesta di “urgente fissazione dell’udienza, nonché l’autorizzazione immediata ai colloqui a favore della mamma”.

Per il legale si tratta di “segregazione”. L’ultimo appello scritto risale al 16 luglio. Con una lettera inviata ai servizi sociali Fortunato ribadiva l’importanza di permettere un incontro della bambina con la madre presentatasi negli uffici di largo Treves il giorno prima. La risposta è stata “che l’educatore che si occupa della bambina è in ferie fino all’11 agosto”. A lui spetta il compito di valutare l’urgenza del colloquio ed eventualmente prospettarla ai giudici. Tutto quello che l’avvocato ha ottenuto è la fissazione di un’udienza dopo le vacanze: il 18 settembre. Per quella data saranno tre mesi e venti giorni di quella che chiama “tutela penal-preventiva”.

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fonte: http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2008/07/30/108304-13enne_segregata_comunita.shtml

Gaffe di Scajola alla centrale “Dopo qualche vita umana…”

Il ministro dello Sviluppo economico parla di lavoro e sicurezza
all’inaugurazione dell’impianto di Civitavecchia. Ma fa discutere

I Comunisti Italiani: “Parole che fanno venire il voltastomaco”
La replica del ministero: “Accuse strumentali, ha solo ricordato gli operai morti”

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Claudio Scajola

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ROMA – Claudio Scajola ci ricasca e colleziona un’altra pesante gaffe. In occasione dell’inaugurazione della centrale elettrica di Torrevaldaliga Nord a Civitavecchia, il ministro dello sviluppo economico ha infatti salutato l’apertura dell’impianto, considerato un modello di sicurezza, con queste parole: “Dopo tanti sacrifici, anni di lavoro e qualche vita umana si è costruito questa modernissima centrale dove tutto è controllato e tutto è sicuro”.

Le polemiche. Non sono mancate le reazioni. Per Orazio Licandro, responsabile organizzazione del Pdci, “Scajola non è nuovo a queste sgradevolissime gaffes. Il riferimento ancora una volta alla perdita di vite umane come effetto collaterale sopportabile fa rivoltare lo stomaco”. Per l’esponente Pdci “nelle democrazie serie per assai meno si va a casa e non si torna più sulla scena politica, ma l’Italia rappresenta la solita anomalia”. Secco il commento di Walter Schiavella, segretario generale della Cgil di Roma e Lazio: “Gaffe imperdonabile per chiunque, figuriamoci per un ministro della repubblica. Il minimo – ha aggiunto- è che Scajola chiarisca, o chieda scusa alle famiglie degli operai caduti nel cantiere della centrale”.

La replica. Il ministero non ci sta e attraverso una nota replica alle accuse di Licandro: “Il ministro si è limitato a ricordare i due operai che hanno perso la vita durante i quattro anni di cantiere, come aveva già fatto l’amministratore dell’Enel Fulvio Conti che aveva detto ‘sudore, intelligenza, esperienza e, purtroppo, anche dolore hanno costruito questo impianto’ citando i nomi delle due vittime”. Il comunicato si conclude sottolineando come a queste parole ci sia stato “un grande applauso della platea in un clima di intensa commozione, esattamente il contrario di quanto Licandro cerca strumentalmente di attribuire al ministro”.

Il precedente. Scajola, sei anni fa era stato protagonista di una gaffe.Clamorosa. Tale da fargli perdere la carica di ministro dell’Interno. Dopo aver definito un “rompicoglioni” Marco Biagi, il giuslavorista ucciso dalle Brigate Rosse, Scajola fu al centro di una durissima polemica politica che lo costrinse alle dimissioni. A distanza di sei anni Scajola è tornato ministro. Ma le sue frasi sono tornate a far discutere.

Le proteste. Durante la costruzione della centrale sono morti due operai. L’ultimo tragico incidente a giugno quando un operaio slovacco di 24 anni, Ivan Ciffary, è precipitato da una piattaforma. L’inaugurazione, a cui doveva partecipare anche il premier Berlusconi, è stata contestata dal comitato “No Coke” che da tempo si oppone alla sua realizzazione. I manifestanti hanno inscenato un corteo funebre e hanno lanciato soldi sporchi di sangue sulle bare al grido di “assassini” e “diritto alla salute:articolo 32 della costituzione”.
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30 luglio 2008

fonte:  http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/ambiente/gaffe-scajola/gaffe-scajola/gaffe-scajola.html

Norma precari a vita: ora vale solo per i processi in corso

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Maurizio Sacconi di Forza Italia, foto lapresse

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Fino a martedì sera il relatore di maggioranza sosteneva che non avrebbe presentato alcun emendamento.

E invece l’emendamento c’è, anche se a forte rischio di incostituzionalità.

Interesserà solo i contenziosi in corso la discussa norma del decreto legge sulla manovra economica che blocca il reintegro dei precari. Lo precisa un emendamento del relatore Salvo Fleres presentato in commissione Bilancio al Senato.

La proposta di modifica indica, infatti, che «con riferimento ai soli giudizi in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, e fatte salve le sentenze passate in giudicato», in caso di violazioni di legge «il datore di lavoro è tenuto unicamente a indennizzare il prestatore di lavoro con un’indennità di importo compreso tra un minimo di 2,5 e un massimo di 6 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto».

Una norma dunque limitata temporalmente e che non avrà effetto su eventuali cause promosse in futuro da lavoratori precari. sostanzialmente è una “sanatoria” per le cause in corso.

Ecco il testo dell’emendamento: si sostituisce interamente il comma 1-ter e si chiarisce «con riferimento ai soli giudizi in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, e fatte salve le sentenze passate in giudicato, in caso di violazione delle disposizioni di cui agli articoli 1, 2 e 4, il datore di lavoro è tenuto unicamente a indennizzare il prestatore di lavoro con un’indennità di importo compreso tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 6 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto, avuto riguardo ai criteri indicati nell’articolo 8 della legge 15 luglio 1966, n. 604, e successive modificazioni».

Assegno sociale, servirà solo la residenza Cambia anche la norma sugli assegni sociali. Un emendamento del relatore Salvo Fleres al decreto sulla manovra, presentato questa mattina in commissione Bilancio del Senato, modifica la norma approvata dalla Camera, che avrebbe comportato un taglio indiscriminato degli assegni sociali.

Dal 1 gennaio 2009, stabilisce così il decreto, l’assegno sociale «è corrisposto agli aventi diritto a condizione che abbiano soggiornato legalmente, in via continuativa, per almeno 10 anni nel territorio nazionale».

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Pubblicato il: 30.07.08
Modificato il: 30.07.08 alle ore 15.02

fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=77586

Alitalia, il piano di Berlusconi: «Sindacati zitti, 5 mila licenziati»

 Alitalia, foto interna
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Il piano c’è: per salvare Alitalia si tagliano cinquemila posti di lavoro. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, dopo mesi di vaghezza e silenzi sulla questione, parla della possibile soluzione alla crisi della compagnia aerea italiana. Lo fa durante una cena con i senatori del Pdl e, tra una portata e l’altra, dà i numeri: cinquemila esuberi, novanta nuovi aerei in arrivo e la riapertura di collegamenti con alcune rotte internazionali oggi chiuse (con Asia e Cina in cima alla lista).

Secondo quanto hanno rivelato all’agenzia di stampa Agi alcuni partecipanti alla cena saranno previste misure di uscita «morbida con scivoli e prepensionamenti». Ma non mancheranno altre soluzioni, accanto ai tagli soft. Ovvero probabili esternalizzazioni di rami dell’azienda (servizi di terra, amministrazione e manutenzioni) che allargherebbero però la platea dei lavoratori interessati dal piano.

«Però – ha aggiunto il presidente del Consiglio – i sindacati non dovranno mettere il bastone tra le ruote, altrimenti salta tutto». Berlusconi ha ricordato che nella trattativa con Air France «erano state poste delle condizioni inaccettabili», e comunque – ha reso noto – «ho parlato con il ministro dei Trasporti francesi. Ci saranno varie sinergie con Parigi». Il premier non ha indicato quali saranno queste sinergie, «nessuno accordo organico», si è limitato a dire presupponendo delle intese per quanto riguardo il piano delle rotte internazionali. Dunque il Cavaliere si è detto assolutamente ottimista per il salvataggio della compagnia di bandiera. «C’è – ha affermato entusiasta – il piano, c’è la soluzione, ci sono i soldi, tanto che ho dovuto dire molti no. Certo – ha ribadito secondo quanto riportano le stesse fonti – non si potranno tenere tutti i dipendenti, si cercherà un modo indolore per salvaguardare il maggior numero di
persone, ma è chiaro – ha concluso – che questa è l’unica operazione che si può fare».

Intanto il 30 luglio, nel pomeriggio si riunisce il Cda di Alitalia. All’ordine del giorno potrebbe esserci l’esame del piano di salvataggio della compagnia messo a punto da Intesa Sanpaolo.

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Pubblicato il: 30.07.08
Modificato il: 30.07.08 alle ore 11.31

fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=77584