L’APPELLO DI BORGHEZIO: “Piazze e vie Garibaldi? Da picconare Buon lavoro, patrioti padani…”

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L’esponente leghista applaude all’iniziativa del sindaco di Capo d’Orlando, poi torna sull’inno di Mameli: “E’ un  discutibile personaggio che, come l’inno, ci ricorda che da 150 anni siamo schiavi di Roma ladrona”

. Mario Borghezio Torino, 31 luglio 2008 – “Il sindaco di Capo d’Orlando, con la coraggiosa decisione di scalpellare la targa di piazza Garibaldi ha dato un primo importante segnale: la Sicilia vuole liberarsi dai simboli di un centralismo che le ha recato solo danni”.

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E’ entusiasta, il sanguigno esponente della Lega Mario Borghezio, dell’iniziativa. E aggiunge: “Mi domando, a questo punto, se non sia ora anche al Nord di picconare le targhe di piazze, corsi e vie dedicate a un personaggio storico assai discutibile che, come la nota frase dell’Inno di Mameli, ci ricorda che da 150 anni siamo schiavi di Roma ladrona. Buon lavoro, patrioti padani…”.

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LA PROVOCAZIONE DEL SINDACO SICILIANO

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Il sindaco di Capo d’Orlando, in provincia di Messina, vuole riscrivere la storia partendo dalle piazze. Ieri Enzo Sindoni ha preso a picconate la targa di piazza Giuseppe Garibaldi, maledicendo l’eroe risorgimentale come “un feroce assassino al servizio di massoneria e servizi inglesi”.

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Presa a martellate la vecchia targa in memoria dell’eroe in camicia rossa, Sindoni ha rinominato la piazza ‘IV lugliò. “Riferimento ermetico – scrive il ‘Corrierè – a un evento dimenticato, una battaglia navale del 1299 con seimila morti. Sgusciato da varie peripezie giudiziarie, Sindoni, eletto con lista civica, assessori di diverse estrazioni, si infuria con chi lo accusa di iniziative folkloristiche e non teme le reazioni dei comitati pro-Garibaldi appena nati, fiero di incoraggiamenti autorevoli che arrivano persino dalla Regione”.

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Da Palermo, lo storico italiano Francesco Renda invita tutti “a studiare la storia, anche a rivederla, a riscriverla, non a frantumare targhe” e propone al governatore Raffaele Lombardo di evitare “manifestazioni inutilmente offensive. Capisco che le sue origini – puntualizza Renda – non stanno nel Risorgimento, ma nel separatismo. Bene, studiamolo, ristudiamolo. Improvvisando – chiosa lo storico – c’è solo presunzione e ignoranza”.

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“Ma forse a Capo d’Orlando – scrive il ‘Corriere della sera – preferiscono agganciarsi a un altro professore di Storia moderna, Daniele Tranchida, cuore a destra, studenti all’università di Messina: ‘Studiamo da tanti anni e infatti ormai sappiamo che fu strumento almeno inconsapevole di disegni antimeridionali». La piazza della cittadina in provincia di Messina è stata “strappata a Garibaldi e ridotta a un numero, il 4 luglio – termina il ‘Corrierè – che però, per ironia del destino coincide con la sua data di nascita. Come fosse lo sberleffo di ‘don Peppinò”.

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fonte: http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2008/07/31/108453-piazze_garibaldi_picconare.shtml

5 risposte a “L’APPELLO DI BORGHEZIO: “Piazze e vie Garibaldi? Da picconare Buon lavoro, patrioti padani…””

  1. Franca dice :

    Che vuoi commentare?

  2. solleviamoci dice :

    Nessuno tocchi il mio amico Pino!!! Ho detto.
    L’altro commento che mi viene spontaneo è: voglio proprio vedere come reagisce Fini ed il suo popolo patriottico. Ma già, chi si pulisce il deretano con il tricolore (evidentemente di taglia extralarge…), insulta la bandiera e fa gestacci all’inno di Mameli (che neppure io trovo bellissimo, ma qui non c’entra l’estetica) scherza… fino a quando sta dalla stessa parte della barricata almeno.
    Che pena ‘sti bravi di manzoniana memoria!

  3. Val dice :

    Per il potere …tutto è lecito pure mangiare m……
    Comunque mi risulta che la Sicilia dovrebbe liberarsi da ben altre cose!!!!!!!
    Almeno nei paesi civili ,stronzi come questi leghisti o improvvisi detrattori di chi ha almeno messo un piatto di minestra davanti a loro hanno nome e cognome.

  4. luigi culmone dice :

    faccio una proposta :lasciamo al suo poste un eroe ambiguo ma forse ingenuo e sicuramente patriota ma cancelliamo tutte le strade o piazze dedicate al traditore conte di cavour che parlava francese e che regalo’ l’italianissima contea di nizza alla sua vera patria la francia………il regno delle due sicile molto piu’ civile e sviluppato da come viene presenato da una retorica fascistoide sarebbe caduto lo stesso nel giro di pochi anni……si sarebbe evitata una sanguinosa guerra tra italiana …il cui vincitore fu napoleone III che si pappo’ nizza e la bellissima savoia che non era stata mai francese….scalpelliamo anche il nome di crispi vero boss mafioso e nino bixio il quale e’ fpassato alla storia come il fucilatore di bronte …w l’italia federale …..

  5. manuela dice :

    Un piccolo omaggio a Pino

    Caro Dottor Palasciano,
    La premura e l’affetto vostro mi ricordano con tante altre cose e nobilissimi sentimenti del bravo popolo di Napoli.Assieme ai lumi del vostro sapere mi portaste i simpatici voti di quel vostro bel paese,Grazie a voi di tutto e per tutti.
    Ora che il dotto nostro amico il Professore Zannetti ha abilmente estratta la palla, i dolori sono alquanto diminuiti.Hanno applicata la fasciatura fissa e nutro sperare di poter muovermi ben presto.
    Addio. Abbiatemi sempre vostro.
    Giuseppe Garibaldi.

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